CARCINOMA PROSTATICO
a cura della

INDICE

Definizione
Epidemiologia
Patogenesi
Evoluzione
Clinica
Diagnosi
Stadiazione
Screening Terapia

 

Definizione

Per carcinoma prostatico si intende la neoplasia che origina dalle cellule epiteliali della prostata. Si sviluppa piu frequentemente negli uomini con eta superiore ai 50 anni e può dare luogo a metastasi, con predilezione per le ossa ed i linfonodi loco-regionali.

Generalmente viene scoperto durante l'esame obiettivo o piu comunenmente dopo il dosaggio del PSA richiesto dal medico curante.

Si possono avere inoltre un corteo di sintomi quali difficoltà alla minzione e disfunzione erettile, tali da spingere il medico curante a proporre ulteriori indagini dalle quali si evidenzia la diagnosi.

Molti fattori, compresa la genetica e la dieta, sono stati implicati nello sviluppo del carcinoma prostatico tuttavia, come tutte le neoplasie, non è una malattia prevenibile.

Epidemiologia

La prevalenza del carcinoma prostatico nel corso degli anni e andata aumentando raggiungendo il secondo posto fra le cause di morte negli USA e nel nord Europa.

La distribuzione geografica del carcinoma prostatico dimostra una minore incidenza nell'Asia meridionale e orientale rispetto all' Europa, con ampie differenze tra paese e paese, e soprattutto rispetto agli Stati Uniti. Tali differenze sembrano attribuibili a differenti esposizioni ambientali, stili di vita, diete e condizioni socio-sanitarie.

L'incidenza della malattia ha avuto un picco nel 1992 a distanza circa di 5 anni dall'introduzione delle metodiche per il dosaggio dell'Antigene Prostatico Specifico (PSA), marker che ha permesso la diagnosi precoce del tumore prostatico, riducendone nel contempo la mortalità.

Il numero di tumori diagnosticati in fase avanzata, infatti, si sta drasticaemnte riducendo ed il 75% viene diagnosticato quando non sono ancora clinicamente evidenti.

Questo ha comportato un miglioramento netto della sopravvivenza negli ultimi anni, in favore dell'utilizzo dello screening come strumento per migliorare la sopravvivenza, anche se ad oggi non sono ancora disponibili i risultati di studi randomizzati che dimostrino che tale metodica determini una riduzione della mortalità per carcinoma prostatico.

Torna ad inizio pagina

Patogenesi

Non è noto il meccanismo preciso responsabile dell'insorgenza del carcinoma prostatico, anche se numerose evidenze sembrano dimostrare che fattori genetici e ambientali siano coinvolti nell'eziologia di questa malattia:

Fattori genetici: è possibile distinguere una forma sporadica (85% dei casi) e una familiare (15% dei casi). In quest'ultimo caso il numero di familiari affetti e l'eta di insorgenza sono i fattori di rischio piu importanti: l'incidenza sembra essere doppia in caso di un fratello o di un padre affetto, tripla se l'eta di insorgenza è inferiore ai 60 anni, quadrupla se padre e fratello sono entrambi affetti e infine quintupla se almeno un familiare è affetto da carcinoma prostatico.

Sono stati identificati 3 loci genetici localizzati sul cromosoma 1 responsabili di suscettibilità; HPC1(hereditary prostate cancer) PCaP (predisposing for prostate cancer) CAPB (cancer,prostate, and brain).

Età: Lo sviluppo di questo tumore è correlato con l'età con picco al 65% intorno ai 70 anni , con passaggio da una forma latente (clinicamente non significativa) a una forma sintomatica dovuto a una piu marcata proliferazione cellulare delle cellule tumorali

Fattori ormonali: Il testosterone e in particolare il suo meteabolita il Diidrotestosterone sembrano responsabili di una alterata proliferazione cellulare.

Questa alterazione sembra legata ad una attivita anomala dell'enzima 5 alfa-reduttasi presente nelle cellule epiteliali prostatiche che in forma mutata determina una metabolizzazione incontrollata del testosterone in Diidrotestosterone con conseguente iperproliferazione cellulare.

Alimentazione: una dieta particolarmente ricca di stostanze grasse sembra esssere correlata positivamente con l'isorgenza di carcinoma prostatico si è notato un aumento della prevalenza anche nei soggetti consumatori di vitamina A, mentre la vitamina D e C sembrano svolgere un ruolo protettivo.

Farmaci: Esistono anche dei legami tra tumore della prostata e l'utilizzo di alcuni farmaci fra cui l'aspirina e le statine sembrano ridurre il rischio. La sterilizzazione tramite vasectomia può aumentare il rischio di tumore della prostata, ma i dati sono contraddittori.

Torna ad inizio pagina

Storia naturale

Sin dalle prime osservazioni epidemiologiche si era notato che la percentuale di tumori prostatici rilevati solo all'autopsia, era molto più alta di quella dei tumori diagnosticati in vita.

Si ritiene che il motivo più probabile per spiegare tale fenomeno, sia che spesso il carcinoma prostatico è costituito da cellule altamente differenziate, con un normale ritmo di replicazione: è quindi un tumore a lenta crescita e che spesso non dà segno di se per lungo tempo.

In considerazione di questa lunga storia naturale risulta evidente che spesso si muore con il carcinoma prostatico e non a causa di questo.

Il 95% dei tumori della prostata sono istologicamente degli adenocarcinomi.

Tale neoplasia origina alla periferia della ghiandola e nell''80% dei casi è multifocale.

La tipica localizzazione posteriore fonda il razionale della esplorazione rettale che ha permesso di sospettare da tempo in maniera rapida la presenza della neoplasia.

Dal punto di vista macroscopico la lesione analizzata dall'anatomo patologo appare come una o piu aree grigio-biancastre di consistenza dura e margini irregolari.

Queste caratteristiche sono alla base della gradazione secondo Gleason che prende in considerazione alterazioni di tipo architetturale della ghiandola e comprende 5 gradi che descrivono la differenziazione cellulare

Per indicare il grado di indifferenziazione, si assegna un punteggio ad ognuna delle due zone più rappresentate del tumore. Il punteggio totale (score) è definito dalla combinazione del grado del pattern primario (caratteristiche architetturali) del tumore e di quello secondario, ed è quindi formato dalla somma di due numeri da 1 a 5, potendo quindi oscillare da Gleason 2 (1+1) a Gleason 10 (5+5).

Sistema di gradi secondo Gleason

Grado Descrizione
Grado 1 altamente differenziato
Grado 2 ben differenziato
Grado 3 moderatamente differenziato
Grado 4 scarsamente differenziato
Grado 5 altamente indifferenziato (cellule infiltranti)

La naturale evoluzione della neoplasia prevede l'espansione locale e la successiva invasione delle vescicole seminali, retto e pavimento pelvico.

Il tumore tende inoltre ad espandersi per via linfatica ai :

La diffusione per via ematica del tumore coinvolge, invece, tipicamente le ossa.

Torna ad inizio pagina

Clinica

Il carcinoma prostatico nella fase precoce di solito non dà luogo a sintomi clinici di rilievo; spesso viene diagnosticato in seguito a valori elevati di PSA durante un normale. Talvolta però può causare disturbi non diversi da quelli della Iperplasia prostatica benigna:

Sintomi urinari di tipo ostruttivo

Sintomi urinari di tipo irritativo

Si possono avere anche disturbi nella sfera sessuale che riguardano soprattutto la difficolta a raggiungere l'erezione e l'eiaculazione dolorosa.

Nelle fasi piu avanzate si possono avere disturbi localizzati soprattutto al distretto osseo (zona soggetta a invasione metastatica del tumore).Il dolore viene spesso lamentato in sede vertebrale, lombare e costale.

Qualora l'invasione del tumore arrivi a livello della colonna vertebrale si possono avere sintomi clinici da compressione midollare quali:

Torna ad inizio pagina

Diagnosi

Spesso la diagnosi di carcinoma prostatico è secondaria al dosaggio del PSA effettuato come controllo di routine.

Le indagini che vengono effettuate per una conferma o un sospetto della presenza di tale patologia sono:

Esame obiettivo digito-rettale: Esame che consente di valutare solo porzione posteriore della prostata zona in cui hanno origine, fortunatamente l'85% dei tumori. Qualora si rilevino zone irregolari, di consistenza duro-lignea è importante continuare gli accertamenti perche sono altamente suggestive di lesione tumorale.

Dosaggio del PSA (antigene prostatio specifico): Valori al di sotto 4 ng/ml (nanogrammi per millilitro) sono generalmente considerati normali, mentre livelli sopra i 4 ng/ml sono considerati patologici anche se negli uomini oltre i 65 anni livelli fino a 6,5 ng/ml possono essere accettabili, mentre livelli di PSA tra 4 e 10 ng/ml indicano un rischio di tumore più alto del normale.

Nella pratica clinica l'uso del PSA ha aumentato il numero di neoplasie prostatiche scoperte, rispetto al solo esame obiettivo. Sono stati inoltre messe a punto altre metodiche per aumentare la sensibilità e la specificità di questo marker in modo da ridurre il più possibile la percentuale di biopsie prostatiche.

In particolare ricordiamo:

Densità del PSA (PSA Density) - viene calcolata dividendo il valore del PSA in ng/ml per il volume prostatico ottenuto da una ecografia prostatica transrettale moltiplicando lunghezza X larghezza X altezza della prostata in mm e moltiplicando poi il risultato per 0,52:

PSA density = PSA (ng/ml) / (Larg X Lung X Alt) X 0,52

Per valori di PSA density inferiori a 0,01 la probabilita di cancro e pari al 5% dei casi; per valori compresi fra 0,1 e 0,15 l'incidenza sale del 15% e per valori superiori a 0,15 sale fino al 25%.

Rapporto PSA Libero/ PSA Totale: calcolato semplicemente dividendo il PSA libero per il PSA totale. A valori elevati di questo rapporto corrisponde una bassa probabilità di cancro.

Convenzionalmente si è individuato un valore soglia di 0,18 al di sopra del quale il tumore è poco probabile ed al di sotto del quale il tumore è più probabile

Andamento del PSA nel tempo: è importante in questo caso ottenere valori seriati per almeno 18 mesi.

Ecografia Prostatica: si esegue con una sonda endorettale, mette in evidenza un'area ipoecogena nodulare in sede preriferica.

Questa ipoecogenicita è spiegabile con l'aumentata cellularità del tumore che riduce gli echi differenziando questa area dalla zona circostante normale.

Un'area di ipoecogenicita tuttavia non è solo spia di tumore ma puo essere caratteristico anche di flogosi acute, noduli ed ipertrofia.

Un altro limite dell'ecografia è l'incapacita di distinguere il tumore entro la zona di transizione o qualora presenti una ecogenicità simile al resto della ghiandola.

Biopsia prostatica: In caso di sospetto clinico ed ecografico o sierico di carcinoma prostatico si procede alla biopsia eseguita sotto guida ecografica per via perineale o transrettale.

Si usano di solito aghi automatici di circa 18 Gauge che permettano un campionamento di almeno 1,5 cm di tessuto.

Di solito si effettuano 13 prelievi bioptici in modo da ridurre quanto piu possibile il numero di falsi negativi. Le complicanze di questa metodica sono infezioni, dolore e sanguinamenti nel 1-2% dei casi.

Torna ad inizio pagina

Stadiazione

Una parte importante della valutazione diagnostica è la stadiazione, ossia il determinare le strutture e gli organi interessati dal tumore. Determinare lo stadio aiuta a definire la prognosi e a selezionare le terapie.

Il sistema più comune è il sistema a quattro stadi TNM (abbreviazione da Tumore/LinfoNodi/Metastasi), che prevede di considerare le dimensioni del tumore, il numero di linfonodi coinvolti e la presenza di metastasi.

La distinzione più importante operata da qualsiasi sistema di stadiazione è se il tumore è o meno confinato alla prostata.

Diversi esami sono disponibili per evidenziare una valutazione in questo senso, e includono la TAC per valutare la diffusione nella pelvi, la scintigrafia per le ossa, e la risonanza magnetica per valutare la capsula prostatica e le vescicole seminali.

A questo tipo d stadiazione si aggiunge il già menzionato sistema di gradazione Gleason che indica il grado di malignità del tumore e la velocità di accrescimento.

In particolare si assegna un numero da 1 a 5 alle formazioni maggiormente rappresentate, poi un secondo numero alle formazioni immediatamente meno comuni; la somma dei due numeri costituisce il punteggio finale.

Il tumore è definito ben differenziato se il punteggio è fino 4, mediamente differenziato se 5 o 6, scarsamento differenziato se maggiore di 6.

I risultati possono essere cosi classificati grazie alla stadiazione TNM secondo il seguente schema:

STADIO DESCRIZIONE
T1 a,b,c a: tumore inferiore al 5% del parenchima
b: superiore al 5% del parechima
c: come il precedente e PSA elevato.
T2 a,b a: coinvolge 1 lobo
b: coinvolge due lobi.
T3a,b,c a: oltrepassa la capsula di un solo lobo
b: di entrambi i lobi
c: invade le vescichette seminali
T4 INVASIONE DI ORGANI ADIACENTI
N1a,b,c a: metastasi non rilevabili
b: 1 sola inferiore /uguale a 2 cm
c: compresa fra 2-5 cm
N2a OLTRE I 5 CM
MX METASTASI NON RILEVABILI
M0 ASSENZA DI METASTASI A DISTANZA
M1 a,b,c a: extraregionali
b: scheletro
c: altri siti

Tuttavia ad oggi lo studio della stadiazione del tumore rimane imprecisa nonostante l'uso del PSA, dell'ecografia, della TAC, RM e della scintigrafia ossea.

In particolare la TAC non differenzia un aumento benigno o maligno della ghiandola cosi come anche la RM le due metodiche sembrano infatti equivalersi in quanto ad accuratezza diagnsotica.

La scintigrafia ossea viene usata per valutare l'invasione ossea da parte della neoplasia.

Torna ad inizio pagina

Screening

I test di screening servono ad individuare i pazienti che meritano accertamenti più approfonditi, come ad esempio la biopsia prostatica.

Le scelte diagnostiche di screening nel caso del tumore della prostata comprendono l'esame rettale e il dosaggio del PSA.

È controversa la validità degli esami di screening, poiché non è chiaro se i benefici che ne derivano sopravanzino i rischi degli esami diagnostici successivi e della terapia antitumorale.

Il tumore della prostata è un tumore a crescita lenta, molto comune fra gli uomini anziani. Infatti in maggioranza i tumori della prostata non crescono abbastanza per dare luogo a sintomi, e i pazienti muoiono per cause diverse.

Il dosaggio del PSA può svelare questi piccoli tumori che non avrebbero altrimenti avuto modo di manifestarsi; uno screening del genere può quindi condurre a un numero eccessivo di diagnosi, con la relativa sequela di test ulteriori e di terapie.

La biopsia può causare dolore, sanguinamento e infezioni; le terapie possono causare incontinenza urinaria e disfunzioni erettili. E' quindi importante valutare i rischi e i benefici prima di intraprendere uno screening utilizzando il dosaggio del PSA.

In genere gli screening iniziano dopo i 50 anni di età, ma possono essere proposti prima negli uomini di colore e in quelli con una forte storia familiare di tumori alla prostata.

Torna ad inizio pagina

Terapia

La selezione del trattamento adeguato prende in considerazione l'eta del paziente e le comorbidita arrivando a definire tipi di approcci talvolta molto diversi.

In conclusione e importante valutare nel tempo i valori di PSA per tenere sottocontrollo una qualsiasi patologia prostatica per permettere accertamenti diagnostici piu accurati qualora si sospetti che ci sia una lesione tumorale sottostante.

Torna ad inizio pagina

 

Pubblicità

 

Pagina aggiornata il: 05/11/2013