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Duovent
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -Inizio Pagina
DUOVENT
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - Inizio Pagina
1 contenitore monodose contiene:
Principi attivi:
ipratropio bromuro 0,52 mg, che corrispondono a ipratropio bromuro anidro 0,5 mg, e fenoterolo bromidrato 1,25 mg
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
03.0 FORMA FARMACEUTICA - Inizio Pagina
Soluzione da nebulizzare
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - Inizio Pagina
04.1 Indicazioni terapeutiche - Inizio Pagina
Trattamento sintomatico di attacchi asmatici, profilassi dell’asma da sforzo, trattamento sintomatico dell’asma bronchiale e di altre affezioni broncopolmonari con broncospasmo reversibile, quali ad esempio, la bronchite cronica ostruttiva.
In tali affezioni va considerata l’opportunità di intraprendere una concomitante terapia antiinfiammatoria.
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04.2 Posologia e modo di somministrazione - Inizio Pagina
La seguente posologia è consigliata per adulti e bambini di età superiore a 12 anni:
Trattamento degli attacchi asmatici:
1 contenitore monodose (4 ml) è sufficiente per procurare un sollievo immediato nella maggior parte dei casi.
Se, in casi molto gravi, sono necessari 2 contenitori monodose per alleviare la sintomatologia, essi devono essere somministrati sotto controllo medico.
Trattamento a dosi ripetute:
1 contenitore monodose (4 ml) fino a 4 volte al giorno.
Profilassi dell’asma da sforzo:
1 contenitore monodose (4 ml) fino a 4 volte al giorno.
La soluzione inalatoria Duovent è pronta per l’uso (non richiede diluizione) e può essere somministrata usando differenti tipi di nebulizzatori.
In caso sia disponibile una tenda ad ossigeno, è opportuno somministrare la soluzione inalatoria Duovent alla velocità di 6-8 litri al minuto.
Poiché non sono disponibili informazioni sufficienti, si sconsiglia l’uso in bambini di età inferiore a 12 anni.
I pazienti potenzialmente predisposti al glaucoma devono proteggere gli occhi.
Attenersi con scrupolo alle dosi consigliate.
La posologia può essere modificata o aumentata soltanto a giudizio del medico.
04.3 Controindicazioni - Inizio Pagina
Duovent è controindicato in pazienti con nota ipersensibilità al fenoterolo bromidrato, alle sostanze atropino-simili o ad uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale.
Duovent è controindicato anche nei pazienti affetti da ipertiroidismo, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, tachiaritmia, glaucoma ad angolo stretto, ipertrofia prostatica, sindromi di ritenzione urinaria od occlusione intestinale.
Gravidanza e allattamento.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - Inizio Pagina
In caso di dispnea (difficoltà nella respirazione) acuta o in rapido peggioramento consultare immediatamente un medico.
Uso prolungato:
• Nei pazienti con asma bronchiale, Duovent deve essere utilizzato solo in caso di effettiva necessità. In pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) lieve, è preferibile all’uso regolare un trattamento su richiesta (in caso i sintomi lo richiedano).
• In pazienti con asma bronchiale e con BPCO rispondente agli steroidi, deve essere considerata l’aggiunta o l’aumento di una terapia antiinfiammatoria per controllare l’infiammazione delle vie aeree e per prevenire un peggioramento della malattia.
L’uso regolare di crescenti quantità di prodotti contenenti beta2-agonisti come Duovent per controllare i sintomi dell’ostruzione bronchiale può indicare una diminuzione del controllo della malattia. Se l’ostruzione bronchiale peggiora, è inadeguato e potenzialmente pericoloso limitarsi ad aumentare la posologia di prodotti contenenti beta2-agonisti come Duovent oltre la dose raccomandata per periodi di tempo prolungati. In tale situazione, si dovrebbe rivedere lo schema terapeutico del paziente, e in particolare valutare l’adeguatezza della terapia antinfiammatoria con corticosteroidi per via inalatoria, al fine di evitare un peggioramento del controllo della malattia che costituisce un potenziale rischio per la vita del paziente.
L’uso di altri broncodilatatori simpatico-mimetici in concomitanza alla somministrazione di Duovent, deve avvenire solo sotto controllo medico.
Duovent va somministrato con prudenza e sotto controllo medico dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio, specialmente quando si usino dosi più alte di quelle raccomandate in pazienti affetti da gravi patologie cardiache di natura organica o circolatorie, insufficienza miocardica, ipertensione arteriosa, insufficienza coronarica o infarto miocardico recente, diabete mellito insufficientemente controllato, ipertiroidismo e feocromocitoma.
Il trattamento con farmaci simpaticomimetici, incluso il Duovent, può indurre effetti cardiovascolari.
Esistono evidenze da dati post-marketing e dati pubblicati in letteratura, di rari casi di ischemia miocardica associata all’impiego di beta-agonisti. I pazienti affetti da preesistenti gravi patologie cardiache (ad esempio cardiopatia ischemica, aritmia o scompenso cardiaco grave), che stanno assumendo Duovent, devono essere allertati, affinché contattino immediatamente il medico, qualora manifestino dolore toracico o altri sintomi di peggioramento della malattia cardiaca. Particolare attenzione deve essere posta nella valutazione di sintomi quali dispnea e dolore toracico, in quanto potrebbero essere sia di origine cardiaca che respiratoria.
A seguito di trattamento con β2-agonisti, si può verificare un’ipokaliemia, potenzialmente grave.
Duovent deve essere usato con cautela in pazienti con predisposizione al glaucoma ad angolo stretto, o con preesistente ostruzione del tratto urinario nel punto di deflusso dell’urina (ad esempio in caso di iperplasia prostatica o di ostruzione del collo della vescica).
Sono stati segnalati episodi isolati di complicazioni oculari (es.: midriasi, aumento della pressione intraoculare, glaucoma ad angolo chiuso, dolore agli occhi) quando una soluzione nebulizzata di ipratropio bromuro, da solo o in combinazione con β2 agonisti, è venuta a contatto con gli occhi.
I pazienti devono essere informati sul corretto uso di Duovent, affinché evitino che la soluzione nebulizzata venga a contatto con gli occhi.
Si raccomanda che la soluzione nebulizzata venga somministrata mediante boccaglio. Se questo non è possibile, e si utilizza una maschera nebulizzatrice, questa deve essere inserita in modo corretto. In special modo devono essere avvisati i pazienti con predisposizione al glaucoma, di proteggere gli occhi.
Dolore o fastidio agli occhi, visione offuscata, aloni visivi, o immagini colorate associate ad arrossamento degli occhi, per congestione congiuntivale e edema corneale possono essere sintomi di glaucoma ad angolo stretto.
Se una qualsiasi combinazione di questi sintomi si manifesta, iniziare immediatamente una terapia con colliri miotici e consultare uno specialista.
I pazienti affetti da fibrosi cistica possono essere maggiormente soggetti a disturbi della motilità gastrointestinale.
Immediate reazioni di ipersensibilità possono incorrere a seguito della somministrazione di Duovent come dimostrato da rari casi di orticaria, angio-edema, rash, broncospasmi, edema orofaringeo e anafilassi.
Per quanto riguarda il contenuto di fenoterolo, l’uso di Duovent può determinare positività ai test per l’abuso di sostanze senza necessità terapeutica, ad esempio quelle utilizzate per il miglioramento delle prestazioni sportive (doping).
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04.5 Interazioni - Inizio Pagina
Altri beta-adrenergici e anticolinergici e derivati xantinici (come la teofillina) possono potenziare l’effetto broncodilatatore. La somministrazione concomitante di altri beta-mimetici, di anticolinergici disponibili a livello sistemico e di derivati xantinici (per es. teofillina) può aumentare le reazioni avverse.
Una riduzione potenzialmente grave della broncodilatazione può verificarsi durante la somministrazione concomitante di beta-bloccanti.
L’ipokalemia indotta da beta2-agonisti può risultare aumentata dal trattamento concomitante con derivati xantinici, corticosteroidi e diuretici. Si dovrebbe tenere conto di ciò in particolare nei pazienti affetti da grave ostruzione delle vie respiratorie.
L’ipokalemia può portare a un aumento della suscettibilità alle aritmie in pazienti che ricevano digossina. Inoltre, l’ipossia può aggravare gli effetti dell’ipokalemia sul ritmo cardiaco. In tali situazioni, si raccomanda di tenere sotto controllo i livelli sierici di potassio.
Gli agonisti beta2-adrenergici non devono essere somministrati a pazienti sotto trattamento con inibitori delle monoamino-ossidasi o con antidepressivi triciclici e nelle due settimane successive al termine della loro utilizzazione, dato che l’azione degli agonisti beta-adrenergici può risultare potenziata.
L’inalazione di anestetici a base di idrocarburi alogenati quali alotano, tricloroetilene ed enflurano può aumentare la suscettibilità agli effetti cardiovascolari dei beta-agonisti.
04.6 Gravidanza e allattamento - Inizio Pagina
I dati preclinici e l’esperienza disponibile nell’uomo non hanno mostrato evidenza di effetti dannosi in gravidanza con l’uso di fenoterolo o di ipratropio. Tuttavia, le normali precauzioni relative all’uso di medicinali durante la gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre, devono essere intraprese.
Il trattamento con Duovent deve essere evitato in via prudenziale nei primi tre mesi di gravidanza e negli ultimi stadi a causa dell’azione inibitoria del fenoterolo bromidrato sulle contrazioni uterine.
Studi preclinici hanno dimostrato che il fenoterolo bromidrato viene escreto nel latte materno. Non è noto se l’ipratropio sia escreto nel latte materno.
Sebbene le basi quaternarie insolubili nei lipidi passino nel latte materno, è improbabile che l’ipratropio arrivi al neonato in quantità significativa, specialmente quando viene assunto mediante inalazione. Procedere con cautela quando si somministra Duovent durante l’allattamento.
Non sono disponibili dati clinici sulla fertilità relativi all’uso di ipratropio bromuro e fenoterolo bromidrato in associazione. Studi preclinici effettuati con ipratropio bromuro e fenoterolo bromidrato separatamente non hanno mostrato alcun effetto negativo sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3. Dati preclinici di sicurezza).
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - Inizio Pagina
Non sono stati condotti studi per valutare gli effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
Tuttavia, durante il trattamento con Duovent, i pazienti devono essere avvisati dei possibili effetti indesiderati, quali: vertigini, tremore, disturbi dell’accomodazione, midriasi e visione offuscata. Pertanto, deve essere raccomandata particolare attenzione quando si guida un veicolo o si utilizzano dei macchinari. Se i pazienti avvertono uno qualunque degli effetti collaterali sopracitati, attività potenzialmente pericolose come guidare o usare macchinari devono essere evitate.
04.8 Effetti indesiderati - Inizio Pagina
Molti degli effetti indesiderati qui elencati, possono essere attribuiti alle proprietà anticolinergiche e beta-adrenergiche di Duovent. Come tutti i medicinali somministrati per via inalatoria, Duovent può mostrare sintomi da irritazione locale. Le reazioni avverse sono state evidenziate sulla base dei dati ottenuti da studi clinici e dai report di farmacovigilanza, durante l’osservazione post-marketing.
Gli effetti indesiderati più frequentemente evidenziati durante gli studi clinici sono stati tosse, secchezza delle fauci, cefalea, tremore, faringite, nausea, vertigini, disfonia, tachicardia, palpitazioni, vomito, aumento della pressione sanguigna sistolica e nervosismo.
Le reazioni avverse sono di seguito elencate per classificazione per sistemi e organi e per frequenza, secondo le seguenti categorie:
Molto comune ≥ 1/10
Comune ≥ 1/100 < 1/10
Non comune ≥ 1/1.000 < 1/100
Raro ≥ 1/10.000 < 1/1.000
Molto raro < 1/10.000
Non nota la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili.
Disturbi del sistema immunitario:
Raro: Reazioni anafilattiche, ipersensibilità.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione:
Raro: Ipokaliemia.
Disturbi psichiatrici:
Non comune: Nervosismo.
Raro: Agitazione, disordini mentali.
Patologie del sistema nervoso:
Non Comune: Cefalea, tremore, vertigini.
Patologie dell’occhio:
Raro: Glaucoma, aumento della pressione intraoculare, disturbi dell’accomodazione, midriasi, visione
offuscata, dolore oculare, edema corneale, iperemia congiuntivale, visione sfuocata.
Patologie cardiache:
Non comune: Tachicardia, aumento della frequenza cardiaca, palpitazioni.
Raro: Aritmia, fibrillazione atriale, tachicardia sopraventricolare, ischemia miocardica (vedere paragrafo 4.4).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:
Comune: Tosse.
Non comune: Faringite, disfonia.
Raro: Broncospasmo, irritazione della gola, edema faringeo, laringospasmo, broncospasmo
paradosso, gola secca.
Patologie gastrointestinali:
Non comune: Vomito, nausea, secchezza delle fauci.
Raro: Stomatite, glossite, disturbi della motilità gastrointestinale, diarrea, stipsi, edema della bocca.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:
Raro: Orticaria, rash, prurito, angioedema, iperidrosi.
Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo:
Raro: Debolezza muscolare, spasmi muscolari, mialgia.
Patologie renali e urinarie:
Raro: Ritenzione urinaria.
Esami diagnostici:
Non comune: Aumento della pressione arteriosa sistolica.
Raro: Diminuzione della pressione arteriosa diastolica.
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04.9 Sovradosaggio - Inizio Pagina
Sintomi
Si prevede che gli effetti del sovradosaggio siano legati principalmente al fenoterolo.
I sintomi attesi in caso di sovradosaggio sono quelli dell’eccessiva stimolazione con i farmaci beta-adrenergici, i più evidenti dei quali sono tachicardia, palpitazione, tremore, ipertensione, ipotensione, ampliamento della pressione arteriosa differenziale, dolore anginoso, aritmie e vampate. I sintomi attesi di sovradosaggio con ipratropio bromuro (quali secchezza della bocca, disturbi dell’accomodazione visiva) sono lievi in quanto la biodisponibilità sistemica dell’ipratropio inalato non è elevata.
Terapia
Somministrazione di sedativi, tranquillanti, nei casi gravi un trattamento di terapia intensiva.
Come antidoti specifici sono adatti i betabloccanti, preferibilmente beta1-selettivi; tuttavia, nei pazienti affetti da asma bronchiale o da BPCO si deve tenere conto di un possibile aumento dell’ostruzione bronchiale e adeguare in maniera accurata la dose a causa del rischio di peggioramento di un broncospasmo severo che può risultare fatale.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE - Inizio Pagina
05.1 Proprietà farmacodinamiche - Inizio Pagina
Categoria farmacoterapeutica: adrenergici ed altri farmaci per le sindromi ostruttive delle vie respiratorie.
Codice ATC: R03AK03.
Duovent contiene due principi attivi broncodilatatori: l’ipratropio bromuro, che presenta un effetto anticolinergico, e il fenoterolo bromidrato, un agente beta-adrenergico.
L’ipratropio bromuro è un composto ammonico quaternario dotato di proprietà anticolinergiche (parasimpaticolitiche). Negli studi preclinici, inibisce i riflessi mediati dal vago antagonizzando l’azione dell’acetilcolina, il trasmettitore rilasciato dal nervo vago. Gli anticolinergici prevengono l’aumento della concentrazione intracellulare di ioni Ca ++provocato dall’interazione dell’acetilcolina con il recettore muscarinico del muscolo liscio bronchiale.Il rilascio di ioni Ca++ è mediato da un secondo messaggero costituito dall’IP3 (inositolo trifosfato) e dal DAG (diacilglicerolo).
Prove precliniche e cliniche indicano l’assenza di effetti deleteri di ipratropio bromuro sulla secrezione mucosa, sulla clearance mucociliare o sullo scambio gassoso delle vie respiratorie.
Il fenoterolo bromidrato è un agente simpaticomimetico ad azione diretta che, nell’intervallo di dosaggio terapeutico, stimola selettivamente i recettori beta2. La stimolazione dei recettori beta1 si esplica a dosaggi più elevati (ad esempio, quando somministrato in tocolisi).
L’occupazione dei recettori beta2 attiva l’adenilciclasi tramite una proteina Gs stimolatrice. L’aumento dell’AMP ciclica attiva la proteinchinasi A, che poi attua la fosforilazione delle proteine bersaglio nelle cellule del muscolo liscio. Questo, a sua volta, porta alla fosforilazione della miosinchinasi a catena leggera, all’inibizione dell’idrolisi dei fosfoinositidi e all’apertura dei canali del potassio a larga conduttanza attivati dal calcio.
Il fenoterolo bromidrato rilascia la muscolatura liscia bronchiale e vascolare e protegge da stimoli broncocostrittori quali istamina, metacolina, aria fredda e allergeni (risposta precoce). Dopo somministrazione acuta viene inibito il rilascio di mediatori broncocostrittori e proinfiammatori dai mastociti. Inoltre, è stato dimostrato un aumento della clearance mucociliare dopo somministrazione di fenoterolo (0,6 mg).
Concentrazioni plasmatiche più alte, che vengono ottenute più frequentemente con la somministrazione per via orale, o meglio ancora per via endovenosa, inibiscono la motilità uterina. Ancora a dosi piuttosto elevate, si osservano effetti metabolici: lipolisi, glicogenolisi, iperglicemia e ipokalemia, quest’ultima provocata dall’aumento della captazione di K+principalmente nel muscolo scheletrico. Gli effetti beta-adrenergici sul cuore, quali l’aumento della frequenza cardiaca e della contrattilità, sono provocati dagli effetti vascolari di fenoterolo, dalla stimolazione dei recettori beta2 cardiaci e, a dosi sovraterapeutiche, dalla stimolazione dei recettori beta1.
Come con altri agenti beta-adrenergici, sono stati riportati dei prolungamenti del QTc. Per il fenoterolo, in misura discreta ed a dosi più alte di quelle raccomandate. Non è stata stabilita la significatività clinica.
Il tremore è un effetto dei beta-agonisti osservato piuttosto frequentemente. A differenza degli effetti sul muscolo liscio bronchiale, gli effetti sistemici dei β-agonisti sono soggetti allo sviluppo di tolleranza.
Come con altri agenti beta-adrenergici, sono stati riportati dei prolungamenti del QTc. Per il fenoterolo in soluzione pressurizzata per inalazione, tali prolungamenti sono stati osservati in misura discreta ed a dosi più alte di quelle raccomandate. Tuttavia, l’esposizione sistemica in seguito a somministrazione con nebulizzatore (Duovent soluzione da nebulizzatore, Duovent soluzione per inalazione) può essere più elevata, che con la soluzione pressurizzata per inalazione alle dosi raccomandate. Non è stata stabilita la significatività clinica.
Il tremore è un effetto dei beta-agonisti osservato piuttosto frequentemente. A differenza degli effetti sul muscolo liscio bronchiale, gli effetti sistemici dei β-agonisti sono soggetti allo sviluppo di tolleranza.
L’uso concomitante di questi due principi attivi dilata i bronchi agendo su diversi siti farmacologici di azione. Pertanto le due sostanze attive si completano a vicenda nella loro azione spasmolitica sui muscoli bronchiali e consentono un vasto uso terapeutico nel campo dei disturbi broncopolmonari associati a costrizione dell’apparato respiratorio. L’azione sinergica è tale che, per ottenere l’effetto desiderato, è necessaria soltanto una bassissima percentuale di componente β-adrenergico, il che facilita un dosaggio individuale adatto a ciascun paziente con reazioni avverse minime.
In pazienti affetti da asma e BPCO, Duovent ha mostrato avere una migliore efficacia rispetto ai singoli componenti fenoterolo e ipratropio, ma era meglio tollerato in studi dose-risposta cumulativi. Due studi (uno con pazienti affetti da asma, uno con pazienti affetti da BPCO) hanno mostrato che Duovent ha una efficacia pari ad una dose doppia di fenoterolo somministrato da solo senza ipratropio, ma in studi sulla risposta a dose cumulativa è risultato essere maggiormente tollerato.
Nella broncocostrizione acuta, Duovent è efficace poco dopo la somministrazione ed è quindi adatto anche per trattare attacchi acuti d’asma.
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05.2 Proprietà farmacocinetiche - Inizio Pagina
L’effetto terapeutico dell’associazione di ipratropio bromuro e fenoterolo bromidrato è dovuto a un’azione topica locale a livello delle vie respiratorie. La farmacodinamica della broncodilatazione non è quindi correlata alla farmacocinetica dei principi attivi.
In seguito ad inalazione il 10 - 39% della dose, generalmente si deposita nei polmoni, in funzione della formulazione, della tecnica di inalazione e del dispositivo, mentre il resto della dose inalata si deposita nel boccaglio, in bocca e nella parte superiore delle vie respiratorie (tratto orofaringeo).
Una quantità simile della dose si deposita nei polmoni dopo inalazione della soluzione pressurizzata per inalazione. La porzione che si deposita nei polmoni, raggiunge rapidamente la circolazione sanguigna (in pochi minuti). La quantità di principio attivo che si deposita nel tratto orofaringeo viene lentamente ingerita e poi passa attraverso il tratto gastrointestinale. Pertanto l’esposizione sistemica dipende sia dalla biodisponibilità orale che polmonare.
Dopo inalazione dell’ipratropio bromuro e del fenoterolo bromidrato in formulazione pressurizzata con diversi propellenti, HFA 134a o CFC, è stata determinata una eliminazione renale cumulativa simile nel corso delle 24 ore, per entrambi i principi attivi, pertanto le due formulazioni possono essere considerate equivalenti.
Non c’è evidenza che la farmacocinetica dei due principi attivi in associazione differisca da quella dei singoli componenti.
Fenoterolo bromidrato
La parte inghiottita viene metabolizzata principalmente mediante coniugazione con solfati. La biodisponibilità assoluta in seguito a somministrazione per via orale è bassa (circa 1,5%).
In seguito a somministrazione per via endovenosa, la quota di fenoterolo in forma libera e coniugata nelle urine raccolte nelle 24 ore è di circa il 15% e il 27% della dose somministrata.
Dopo inalazione della formulazione pressurizzata circa l’1% della dose somministrata è escreto come fenoterolo libero nelle urine raccolte nelle 24 ore. Sulla base di questi dati, la biodisponibilità sistemica totale della dose di fenoterolo bromidrato somministrata per via inalatoria, è di circa il 7%.
I parametri farmacocinetici che descrivono la distribuzione di fenoterolo sono calcolati sulla base delle concentrazioni plasmatiche raggiunte in seguito a somministrazione endovenosa.
In seguito a somministrazione endovenosa, i profili delle concentrazioni plasmatiche in funzione del tempo possono essere descritti da un modello a 3 compartimenti, dove l’emivita della fase terminale è di circa 3 ore. In questo modello a 3 compartimenti il volume apparente di distribuzione di fenoterolo allo stato stazionario (Vdss) è di circa 189 L (≈ 2,7 L / kg).
Circa il 40% del farmaco si lega alle proteine plasmatiche.
Gli studi preclinici condotti sui ratti hanno evidenziato che il fenoterolo e tutti i metaboliti non attraversano la barriera ematoencefalica. Il fenoterolo ha una clearance totale di 1,8 L / min e una clearance renale di 0,27 L / min.
In uno studio sul bilancio dell’escrezione, l’escrezione renale cumulativa (in 2 giorni) dei traccianti radioattivi legati al principio attivo (composto di origine e i suoi metaboliti) rappresentava il 65% della dose in seguito a somministrazione endovenosa e la radioattività totale escreta nelle feci era il 14,8% della dose. In seguito a somministrazione orale, la radioattività totale escreta nelle urine era circa il 39% della dose, e la radioattività totale escreta nelle feci in 48 ore era il 40,2% della dose.
Ipratropio bromuro
L’escrezione cumulativa renale (in 0-24 ore) di ipratropio (composto di origine) è approssimativamente il 46% della dose somministrata per via endovenosa, inferiore dell’1% di una dose per via orale e di circa il 3 -13% di una dose per inalazione. Sulla base di questi dati, la biodisponibilità sistemica totale di dosi orali e di dosi inalate di ipratropio bromuro è di circa il 2% e del 7-28% rispettivamente. Tenendo conto di questo, dosi ingerite di ipratropio bromuro non contribuiscono in modo rilevante all’esposizione sistemica.
I parametri farmacocinetici che descrivono la distribuzione di ipratropio sono stati calcolati dalle concentrazioni plasmatiche dopo somministrazione endovenosa. Si osserva un rapido declino bifasico delle concentrazioni plasmatiche. Il volume apparente di distribuzione allo stato stazionario (Vdss) è di circa 176 L (≈ 2,4 L / kg). Il medicinale è poco (meno del 20%) legato alle proteine plasmatiche. Gli studi preclinici su ratti e cani, hanno rivelato che l’ipratropio in quanto amina quaternaria non attraversa la barriera ematoencefalica.
L’emivita della fase terminale di eliminazione è di circa 1,6 ore. L’ipratropio ha una clearance totale di 2,3 L / min e una clearance renale di 0,9 L / min. In seguito a somministrazione endovenosa circa il 60% della dose è probabilmente metabolizzata principalmente nel fegato mediante ossidazione.
In uno studio condotto sul bilancio dell’escrezione, l’escrezione renale cumulativa (in 6 giorni) dei traccianti radioattivi legati al principio attivo (composto di origine e tutti i metaboliti) rappresentava il 72,1% della dose in seguito a somministrazione endovenosa, il 9,3% in seguito a somministrazione orale e del 3,2% dopo inalazione. In seguito a somministrazione endovenosa la quantità totale di farmaco marcato escreta con le feci era del 6,3%, dell’88,5% dopo somministrazione orale e 69,4% dopo inalazione. L’escrezione del medicinale marcato, in seguito a somministrazione endovenosa, avviene principalmente per via renale. L’emivita di eliminazione del medicinale radio-marcato (composto di origine e tutti i metaboliti) è di 3,6 ore. Il legame dei principali metaboliti urinari al recettore muscarinico è trascurabile, pertanto i metaboliti sono da considerarsi inefficaci.
05.3 Dati preclinici di sicurezza - Inizio Pagina
Negli studi di tossicità a dose singola con l’associazione di ipratropio bromuro e fenoterolo bromidrato in rapporto di 1/2,5 (ipratropio bromuro/fenoterolo bromidrato) nei topi e nei ratti in seguito a somministrazione orale, endovenosa e inalatoria ha rivelato un basso indice di tossicità. Rispetto ai singoli componenti, i valori DL 50 dell’associazione sono risultati determinati più dall’ipratropio bromuro che dal fenoterolo bromidrato senza alcuna indicazione di potenziamento.
Studi di tossicità a dose - ripetuta, fino a 13 settimane sono stati condotti nei ratti (per via orale e per inalazione) e nei cani (per endovena e per inalazione), con ipratropio bromuro e fenoterolo bromidrato in associazione. Sono stati osservati soltanto effetti tossici di scarsa entità a concentrazioni centinaia di volte maggiori rispetto a quella raccomandata nell’uomo. Sono state rilevate cicatrici miocardiche ventricolari sinistre soltanto in un animale del gruppo di trattamento a dosaggio più alto (84mc/kg/die) nello studio di somministrazione endovenosa per 4 settimane nel cane. Lo studio di 13 settimane per via orale nel ratto e lo studio di 13 settimane per inalazione nel cane non hanno mostrato alcun cambiamento tossicologico superiore a quelli proporzionali ai singoli componenti.
L’associazione non ha mostrato alcuna indicazione di potenziamento di tossicità rispetto ai singoli componenti. Tutti gli effetti collaterali osservati per fenoterolo bromidrato e ipratropio bromuro sono risultati già noti.
Dopo la somministrazione di ipratropio bromuro e fenoterolo bromidrato per inalazione nei ratti e nei conigli, non si sono manifestati effetti teratogeni. Non sono stati riscontrati effetti teratogeni nemmeno dopo la somministrazione di ipratropio bromuro; dopo fenoterolo bromidrato essi sono stati rilevati soltanto dopo la somministrazione di dosi estremamente elevate (tossiche).
Inoltre, nessun effetto teratogeno è stato osservato dopo la somministrazione di ipratropio bromuro, e dopo la somministrazione per inalazione di fenoterolo bromidrato. Dopo somministrazione orale, a dosi > 25 mg / kg / die (nei conigli) e > 38,5 mg / kg / die (nei topi) il fenoterolo bromidrato ha indotto un aumento del tasso di malformazioni.
Le malformazioni osservate sono considerate un effetto della classe dei beta-agonisti. La fertilità non è stata alterata nei ratti a dosi orali fino a 90 mg/kg/die di ipratropio bromuro e fino a 40 mg/kg/die di fenoterolo bromidrato.
Non sono stati eseguiti studi di genotossicità con l’associazione.
Le prove in vitro e in vivo indicano che né fenoterolo bromidrato né ipratropio bromuro hanno un potenziale mutageno.
Non sono stati condotti studi di cancerogenicità con l’associazione. Nessun effetto cancerogeno o oncogeno è stato evidenziato in studi a lungo termine nei topi e nei ratti con ipratropio bromuro. Per quanto riguarda il fenoterolo bromidrato, studi di cancerogenesi sono stati condotti per via orale (nel topo per 18 mesi, nel ratto per 24 mesi) e per inalazione (nel ratto, per 24 mesi). Alle dosi orali di 25 mg / kg / die è stato osservato un aumento dell’incidenza di leiomiomi uterini con attività mitotica variabile nei topi, e leiomiomi mesovarici nei ratti. Questi risultati hanno evidenziato effetti causati dall’azione locale di agenti beta-adrenergici sulla muscolatura liscia delle cellule nell’utero nei topi e nei ratti. Tenendo conto del livello attuale della sperimentazione, questi risultati non sono applicabili all’uomo. Tutte le altre neoplasie riscontrate sono state considerate come neoplasie di tipo generico che si sono verificate spontaneamente nei ceppi utilizzati, e non si sono registrati aumenti di incidenza biologicamente rilevanti derivanti dal trattamento con fenoterolo bromidrato.
Le due formulazioni pressurizzate per inalazione si sono dimostrate egualmente ben tollerate nel tratto respiratorio.
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - Inizio Pagina
06.1 Eccipienti - Inizio Pagina
Sodio cloruro, acido cloridrico, acqua depurata.
Soluzione isotonica senza conservanti.
06.2 Incompatibilità - Inizio Pagina
Non accertate.
06.3 Periodo di validità - Inizio Pagina
3 anni
Periodo di validità dopo prima apertura della busta di alluminio: 3 mesi.
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - Inizio Pagina
L’esposizione alla luce determina una decomposizione del componente attivo fenoterolo bromidrato, perciò il prodotto deve essere tenuto al riparo dalla luce quando è privo dell’imballaggio protettivo. Poiché il contenitore monodose non contiene conservanti, è importante che il contenuto venga impiegato subito dopo l’apertura e che il nuovo contenitore monodose sia utilizzato per ogni somministrazione per evitare la contaminazione microbica.
06.5 Natura e contenuto della confezione - Inizio Pagina
Contenitore monodose in polietilene a bassa densità
Duovent 0,5 mg/4 ml + 1,25 mg/4 ml soluzione da nebulizzare âE.“ 20 contenitori monodose da 4 ml
Bustina in alluminio laminato termosaldato (polietilene/alluminio/carta) contenente flaconi monodose da 4 ml
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - Inizio Pagina
Questa soluzione è pronta per l’uso e non necessita di diluizione.
I contenitori monodose sono destinati solo all’erogazione mediante idonei nebulizzatori e non devono essere assunti per via orale né somministrati per via parenterale.
Duovent soluzione per inalazione può essere somministrata usando una gamma di dispositivi di nebulizzatori disponibili sul mercato.La dose che si distribuisce nei polmoni e a livello sistemico è dipendente dal nebulizzatore utilizzato e, a seconda dell’efficienza del dispositivo, può essere maggiore rispetto alla stessa somministrata con Duovent soluzione pressurizzata per inalazione.
Qualora fosse disponibile la tenda ad ossigeno, è meglio somministrare la soluzione alla velocità di 6-8 litri per minuto.
I pazienti devono seguire le istruzioni fornite dal produttore del dispositivo di nebulizzazione per la cura adeguata, la manutenzione e la pulizia degli accessori.
1. Predisporre il nebulizzatore per il riempimento secondo le istruzioni fornite dal costruttore o dal medico.
2. Staccare il contenitore monodose dallo strip
3. Aprire il contenitore monodose torcendo con forza l’apice
4. Spremere il contenitore monodose trasferendone il contenuto nel serbatoio del nebulizzatore
5. Assemblare il nebulizzatore ed utilizzarlo come descritto dalle istruzioni.
6. Dopo l’uso eliminare l’eventuale soluzione rimasta nel serbatoio, pulire il nebulizzatore, seguendo le istruzioni.
Poiché i contenitori monodose non contengono conservanti, è importante che il contenuto sia somministrato subito dopo l’apertura e che un nuovo contenitore monodose venga impiegato per ogni somministrazione per evitare una contaminazione batterica. Contenitori monodose parzialmente utilizzati o aperti devono essere scartati.
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina
BOEHRINGER INGELHEIM ITALIA S.p.A.
Loc. Prulli n. 103/c Reggello (Firenze)
08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina
A.I.C. n. 025233038
09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - Inizio Pagina
29.11.1995 / 01.06.2010
10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - Inizio Pagina
Determinazione AIFA del 7 febbraio 2011
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