COUMADIN 5 mg compresse
Ogni compressa contiene: warfarin sodico mg 5
Compresse divisibili
Profilassi e terapia dell'embolia polmonare, della trombosi venosa profonda, della tromboembolia arteriosa associata a fibrillazione atriale cronica, a protesi valvolari cardiache meccaniche o biologiche, a trombosi murale intracardiaca, a infarto miocardico acuto. Profilassi del reinfarto.
Dose iniziale
La dose di Coumadin deve essere individualizzata secondo la risposta del paziente al farmaco, come indicato dal monitoraggio giornaliero del tempo di protrombina (PT) ed espresso secondo il Rapporto Internazionale Normalizzato (INR). Una dose di carico elevata può aumentare il rischio di emorragia e di altre complicazioni, non offre una protezione più rapida contro la formazione dei trombi e non viene quindi raccomandata. Si raccomandano dosi iniziali basse nei pazienti anziani, debilitati o che possono avere un INR maggiore di quello previsto in risposta a Coumadin. Si raccomanda di iniziare la terapia con Coumadin usando dosi da 2.5 a 5 mg al giorno con aggiustamenti del dosaggio basati sulle determinazioni dell'INR.
Dose di mantenimento
La maggior parte dei pazienti viene mantenuta a dosaggi da 2,5 a 10 mg al giorno con risultati soddisfacenti. La dose individuale e gli intervalli di somministrazione devono essere determinati in base ai valori di INR del paziente.
La durata della terapia è individuale; in genere, la terapia anticoagulante deve essere continuata finché è superato il rischio di trombosi ed embolia.
A scopo informativo di seguito sono riportati i range terapeutici dell'INR raccomandati per ogni indicazione (vedere anche Nuova Guida alla Terapia con Anticoagulanti Orali della Federazione Centri Sorveglianza Anticoagulanti 1997).
| Indicazioni | Range terapeutici (INR) |
Durata |
| Trattamento e prevenzione secondaria dell'embolia polmonare: | ||
| In assenza di rischio tromboembolico persistente |
2-3 | 3-6 mesi |
| In presenza di condizioni trombofiliche o di episodi recidivanti |
2-3 | da stabilire caso per caso |
| Trattamento e prevenzione secondaria della trombosi venosa profonda: | ||
| In assenza di rischio tromboembolico persistente |
2-3 | 3-6 mesi |
| In presenza di condizioni trombofiliche o di episodi recidivanti |
2-3 | da stabilire caso per caso |
| Prevenzione della trombosi venosa profonda per pazienti ad alto rischio, ad esempio in chirurgia ortopedica, come seconda scelta in alternativa all'eparina a basso peso molecolare |
1.5-2.5 | 7-10 giorni |
| Tromboembolia arteriosa | 3-4.5* | indefinita |
| Fibrillazione atriale cronica: | ||
| di recente
insorgenza da sottoporre a cardioversione |
2-3 | almeno 2 sett. prima |
| almeno 3 sett.
dopo la cardioversione |
||
| Protesi valvolari: | ||
| meccaniche | 3-4.5* | indefinita |
| biologiche | 2-3 | 3 mesi |
| Trombosi murale intracardiaca |
2-3 | fino a scomparsa
della trombosi |
| Infarto miocardico: | ||
| prevenzione del rischio tromboembolico |
2-3 | 3 mesi |
| Prevenzione del reinfarto | 3-4.5* | almeno 3 anni |
Essendo a disposizione dati limitati, nei pazienti con valvole cardiache biologiche, si raccomanda la terapia con warfarin (INR 2-3) per 12 settimane a partire dall'inserimento della valvola. Una terapia a più lungo termine deve essere presa in considerazione per i pazienti con fattori di rischio aggiuntivi, quali fibrillazione atriale o pregressa tromboembolia .
* Salvo diversa indicazione medica, nella maggior parte dei pazienti, sembra che un INR maggiore di 4.0 non dia benefici terapeutici ulteriori e che sia associato ad un rischio di sanguinamento più elevato.
In caso di INR maggiore di 5 il paziente deve immediatamente sospendere l'assunzione di warfarin e consultare un medico.
Uso in pediatria
Non sono disponibili informazioni sufficienti provenienti da studi clinici controllati sull'uso nei bambini.
Uso negli anziani
Sono raccomandate dosi iniziali basse nei pazienti anziani e/o pazienti debilitati.
Coumadin con eparina
Dato che intercorre un intervallo di circa 12-18 ore fra la somministrazione della dose iniziale ed il prolungamento terapeutico del tempo di protrombina e un ritardo di 36-72 ore per il raggiungimento dell'effetto anticoagulante globale, in situazioni di emergenza (es. embolia polmonare), somministrare inizialmente eparina sodica insieme a Coumadin.
Ipersensibilità al warfarin o ad ogni altro componente .
L'effetto anticoagulante del farmaco è controindicato in qualunque condizione fisica, localizzata o generale, o in qualsiasi circostanza personale per cui il rischio di emorragia possa essere maggiore del beneficio clinico atteso, come nelle seguenti situazioni.
Gravidanza : Coumadin è controindicato nelle donne in gravidanza o che potrebbero iniziare una gravidanza poiché il farmaco attraversa la barriera placentare e può causare emorragie fatali del feto in utero.
Sono stati anche riportati casi di malformazioni congenite in bambini le cui madri erano state trattate con warfarin durante la gravidanza (vedere paragrafo "Gravidanza e allattamento").
Tendenze emorragiche e discrasie ematiche .
Intervento chirurgico recente o previsto al : sistema nervoso centrale, occhio, chirurgia traumatica associata a grandi ferite esposte.
Tendenze emorragiche associate ad ulcerazioni attive o sanguinamento in atto da : tratto gastrointestinale, genito-urinario e respiratorio; emorragia cerebrovascolare; aneurisma cerebrale, aneurisma dissecante dell'aorta; pericardite, effusione pericardica; endocarditi batteriche.
Minaccia d'aborto , eclampsia e preeclampsia.
Strutture di laboratorio inadeguate .
Pazienti anziani senza adeguato supporto , alcolismo, psicosi, o altre forme di mancanza di collaborazione da parte del paziente.
Puntura lombare ed altre procedure diagnostiche o terapeutiche che possono causare sanguinamento.
Erba di San Giovanni (Hypericum Perforatum) : preparazioni a base di Hypericum perforatum non devono essere assunte in contemporanea con warfarin a causa del rischio di decremento dei livelli plasmatici e di diminuzione dell'efficacia terapeutica di warfarin (vedere paragrafo "Interazioni").
Miscellanea : anestesia lombare o regionale maggiore, ipertensione maligna, deficit di proteina C, poliarterite
Poiché il dosaggio deve essere attentamente individualizzato si veda il paragrafo "Posologia e modo di somministrazione".
I rischi più gravi associati alla terapia anticoagulante con warfarin sodico sono emorragie nei tessuti o organi e, meno frequentemente (0.1%), necrosi e/o cancrena cutanea e di altri tessuti. Il rischio di emorragia è correlato all'intensità e alla durata della terapia anticoagulante. In alcuni casi è stato riportato che emorragia e necrosi hanno provocato la morte o invalidità permanente. La necrosi sembra essere associata a trombosi locale e generalmente appare pochi giorni dopo l'inizio della terapia anticoagulante. In casi di grave necrosi è stata necessaria la rimozione chirurgica o l'amputazione dei tessuti coinvolti, dell'arto, della mammella o del pene. Deve essere effettuata una diagnosi attenta per determinare se la necrosi possa essere causata da una patologia preesistente, non diagnosticata. Se si sospetta che warfarin sia la causa della necrosi, la terapia deve essere interrotta e si può prendere in considerazione una terapia anticoagulante con eparina. Sebbene siano stati provati vari trattamenti per la necrosi, nessuno si è dimostrato uniformemente efficace. Questi ed altri rischi associati alla terapia anticoagulante devono essere valutati rispetto al rischio di trombosi o di embolizzazione in pazienti non trattati.
Tenere sempre presente che il trattamento di ciascun paziente è una questione altamente individualizzata.
Molti fattori, quali assunzione di altri farmaci e di Vitamina K attraverso la dieta, possono avere un effetto su Coumadin che è un farmaco con un indice terapeutico ristretto. Il dosaggio deve essere controllato attraverso determinazioni periodiche del tempo di protrombina (PT)/ Rapporto Internazionale Normalizzato (INR) o altri test di coagulazione idonei. La determinazione della coagulazione del sangue intero e del tempo di sanguinamento non sono misure efficaci per il controllo della terapia. L'eparina prolunga il tempo di protrombina. Quando eparina e Coumadin sono somministrati in concomitanza, vedere paragrafo "Posologia e modo di somministrazione" - Coumadin con eparina.
Prestare molta attenzione quando Coumadin è somministrato a pazienti con fattori di predisposizione che possano aumentare il rischio di emorragia, necrosi e/o cancrena.
La terapia anticoagulante con Coumadin può aumentare il rilascio di placche ateromatose emboliche e quindi innalzare il rischio di complicazioni dovute a microembolizzazione colesterinica, compresa la sindrome delle dita porporine. Quando si presentano questi fenomeni, si consiglia di interrompere la terapia con Coumadin.
Gli ateroemboli sistemici e i microemboli colesterinici si possono manifestare con una serie di segni e sintomi fra cui: sindrome delle dita porporine, livedo reticularis, rash cutaneo, cancrena, dolore intenso e improvviso alle gambe, ai piedi o alle dita dei piedi; ulcere ai piedi; mialgia, cancrena del pene; dolore addominale, dolore alla schiena o al fianco; ematuria; insufficienza renale; ipertensione; ischemia cerebrale; infarto del midollo spinale; pancreatite; sintomi che simulano poliarterite o ogni altra conseguenza della compromissione vascolare dovuta ad occlusione embolica. Gli organi viscerali più comunemente coinvolti sono i reni, seguiti da pancreas, milza e fegato. Alcuni casi hanno portato fino a necrosi o morte.
La sindrome delle dita porporine è una complicazione della terapia anticoagulante orale caratterizzata da un colore scuro, violaceo o chiazzato delle dita dei piedi; generalmente si manifesta 3-10 settimane, o più, dopo l'inizio della terapia con warfarin o composti analoghi. Le caratteristiche primarie di questa sindrome sono: colore violaceo della superficie plantare e laterale delle dita dei piedi, tale colorazione si attenua con una moderata pressione, mentre si intensifica con il sollevamento delle gambe; dolore e sensibilità delle dita; intensificazione e diminuzione della colorazione nel tempo. Benché venga riportato che la sindrome delle dita porporine sia reversibile, ci sono stati casi che hanno portato a cancrena o necrosi, per i quali può essere stato necessario intervenire con asportazione chirurgica delle parti lese o anche con amputazione.
Trombocitopenia eparino-indotta : Coumadin deve essere usato con cautela nei pazienti con trombocitopenia eparino-indotta e trombosi venosa profonda, in cui si sono verificati casi di ischemia venosa agli arti, necrosi e cancrena, quando il trattamento con eparina è stato interrotto e la terapia con warfarin iniziata o continuata. In alcuni pazienti le conseguenze hanno portato ad amputazione delle parti lese e/o a morte (Warkentin et al , 1997).
Un forte innalzamento (>50 secondi) del tempo di tromboplastina parziale attivata (APTT) con un PT/INR nell'intervallo desiderato è stato identificato come un indice di aumentato rischio di emorragia postoperatoria.
La decisione di somministrare farmaci anticoagulanti nelle seguenti situazioni deve essere presa valutando il rapporto rischio/beneficio della terapia anticoagulante.
Moderata insufficienza epatica o renale .
Malattie infettive o disturbi nella flora intestinale : dissenteria, terapia antibiotica.
Trauma che può portare ad emorragie interne.
Operazioni chirurgiche o traumi risultanti in ampie ferite esposte.
Cateteri fissi .
Ipertensione grave o moderata .
Deficit noto o sospetto di proteina C : deficienze ereditarie o acquisite di proteina C o del suo cofattore, proteina S, sono state associate a necrosi tessutale dopo somministrazione di warfarin. Non tutti i pazienti in queste condizioni sviluppano necrosi, così come si può avere necrosi in pazienti senza questi deficit. La resistenza ereditaria alla proteina C attivata è stata descritta in molti pazienti con disturbi tromboembolici venosi, ma non è stata ancora definita come fattore di rischio per la necrosi tessutale. Il rischio associato a queste condizioni, sia per trombosi ricorrente sia per reazioni avverse, è di difficile valutazione perché non sembra essere lo stesso per tutti. La decisione sulle analisi da effettuarsi e la terapia da intraprendere deve essere presa su base individuale. È stato riportato che una terapia anticoagulante concomitante con eparina per 5-7 giorni, durante l'inizio della terapia con Coumadin, può minimizzare l'incidenza di necrosi tessutale. La terapia con warfarin deve essere sospesa quando c'è un sospetto che possa essere causa di sviluppo di necrosi e si deve prendere in considerazione una terapia anticoagulante con eparina.
Miscellanea : policitemia vera, vasculite e diabete grave.
Sono state riportate lievi e gravi reazioni allergiche, di ipersensibilità e anafilattoidi.
In pazienti con resistenza al warfarin, acquisita o ereditaria, si sono avute risposte diminuite alla terapia con Coumadin. Altri pazienti hanno avuto una risposta terapeutica esagerata.
Pazienti con insufficienza cardiaca congestizia possono mostrare un PT/INR maggiore del previsto, quindi sono necessari più frequenti controlli di laboratorio e dosi di Coumadin ridotte.
L'uso concomitante di anticoagulanti e streptochinasi o urachinasi non è consigliato e può essere pericoloso.
L'erba di San Giovanni (hypericum perforatum) può diminuire l'effetto di Coumadin.
Tenere fuori dalla portata dei bambini .
È essenziale che vengano effettuati controlli periodici del PT/INR o di altri adeguati test di coagulazione.
Numerosi fattori esogeni ed endogeni, da soli o in combinazione, inclusi viaggi, variazioni della dieta, fattori ambientali, stato fisico e assunzione di altri medicinali, possono influenzare la risposta del paziente agli anticoagulanti. Solitamente è buona norma controllare la risposta del paziente con ulteriori determinazioni del PT/INR nel periodo immediatamente successivo alla dimissione dall'ospedale e ogni qualvolta vengano assunti, sospesi o presi irregolarmente altri medicinali. Di seguito vengono elencati alcuni dei fattori che possono influenzare la risposta agli anticoagulanti; comunque, anche altri fattori possono influenzarne la risposta.
I medicinali possono interagire con Coumadin attraverso meccanismi farmacodinamici o farmacocinetici. I meccanismi farmacodinamici alla base dell'interazioni farmacologiche con Coumadin sono: sinergismo (disordini dell'emostasi, sintesi ridotta dei fattori della coagulazione); antagonismo competitivo (vitamina K); disfunzioni nel controllo fisiologico del metabolismo della vitamina K (resistenza ereditaria). I meccanismi farmacocinetici alla base dell'interazione farmacologiche con Coumadin sono prevalentemente dovuti a induzione enzimatica, inibizione enzimatica e legame ridotto alle proteine plasmatiche. È importante notare che alcuni farmaci possono interagire con Coumadin con più di un meccanismo.
I seguenti fattori, da soli o in combinazione, possono causare un aumento dei valori di PT/INR.
Fattori endogeni
Fattori esogeni
Di seguito sono elencate le potenziali interazioni medicamentose che possono essere riscontrate con Coumadin:
Inibitori della 5-lipossigenasi
Stimolanti del sistema adrenergico centrale
Medicinali per combattere l'alcolismo
Analgesici
Anestetici per inalazione
Antiandrogeni
Antiaritmici *
Antibiotici *
- Aminoglicosidi (orali)
- Cefalosporine parenterali
- Macrolidi
- Miscellanee
- Penicilline e.v ad alte dosi
- Chinoloni
- Fluorochinoloni
- Sulfonamidi a lunga durata di azione
- Tetracicline
Anticoagulanti
Anticonvulsivanti *
Antidepressivi *
Antimalarici
Antineoplastici *
Antiamebici/antimicrobici
Antiaggreganti piastrinici
Antitiroidei *
Betabloccanti
Bromelaine
Colelitiasici
Antidiabetici orali
Diuretici *
Antifungini sistemici *
Antiulcera e Antiacidi *
Farmaci contro la colite ulcerosa
Farmaci che accelerano la motilità gastrointestinale
Antigotta
Antiemorroidali
Farmaci epatotossici
Prodotti di erboristeria
Iperglicemizzanti
Antipertensivi di urgenza
Ipnotici *
Ipolipemizzanti
Antagonisti del recettore dei leucotrieni
Inibitori delle monoamino ossidasi (MAO)
Narcotici
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)
Enzimi proteolitici
Psicostimolanti
Pirazoloni
Salicilati
Inibitori selettivi del re-uptake della serotonina
Steroidi adrenocorticoidi*
Steroidi anabolizzanti (derivati del 17-alchiltestosterone)
Trombolitici
Farmaci tiroidei
Antitubercolari *
Uricosurici
Vaccini
Vitamine
* Sono stati riportati valori di PT/INR sia diminuiti che innalzati
Medicinali specifici riportati
Acetoamminofenone
Acido amminosalicilico
Acido etacrinico
Acido mefenamico
Acido nalidissico
Alcol*
Allopurinolo
Alotano
Amiodarone HCl
Aspirina
Attivatore del plasminogeno tessutale (t-PA)
Azitromicina
Cefamandolo
Cefotetan
Cefoxitina
Ceftriaxone
Cenodiolo
Chinidina
Chinino
Ciclofosfamide*
Cimetidina
Ciprofloxacina
Cisapride
Claritromicina
Clofibrato
Cloramfenicolo
Clorpropamide
Colestiramina*
Danazolo
Danshen (erba cinese)
Destrano
Destrotirossina
Diazossido
Diclofenac
Dicumarolo
Diflunisal
Disulfiram
Dossiciclina
Eparina
Eritromicina
Estratti tiroidei
Fenilbutazone
Fenitoina*
Fenofibrato
Fenoprofene
Fluconazolo
Fluorouracile
Fluoxetina
Flutamide
Fluvastatina
Fluvoxamina
Glucagone
Ibuprofene
Idrato di cloralio*
Ifosfamide
Indometacina
Itraconazolo
Ketoprofene
Ketorolac
Levamisolo
Levotiroxina
Liotironina
Lovastatina
Metildopa
Metilfenidato
Metimazolo*
Metronidazolo
Miconazolo
Moricizina cloridrato*
Naprossene
Neomicina
Norfloxacina
Ofloxacina
Olsolazina
Omeoprazolo
Ossaprozina
Ossimetolone
Paroxetina
Overdose di Coumadin
Penicillina G e.v.
Pentossifillina
Piperacillina
Piroxicam
Prednisone*
Propafenone
Propiltiouracile*
Propossifene
Propranololo
Ranitidina*
Sertralina
Simvastatina
Stanozololo
Streptochinasi
Sulfametizolo
Sulfametossazolo
Sulfinpirazone
Sulfisossazolo
Sulindac
Tamossifene
Tetraciclina
Ticarcillina
Ticlopidina
Tolbutamide
Tramadolo
Trimetoprim/Sulfametossazolo
Unguento al metilsalicilato per uso topico
Urochinasi
Vaccino contro il virus influenzale
Valproato
Vitamina E
Zafirlukast
Zileutone
* Sono stati riportati valori di PT/INR sia diminuiti che innalzati.
Inoltre: altri medicinali che, agendo sui componenti del sangue, possono modificare l'omeostasi, deficienze dietetiche, permanenza prolungata ad elevate temperature, determinazioni inaffidabili dei PT/INR.
I seguenti fattori, da soli o in combinazione, possono essere responsabili di una diminuzione dei valori di PT/INR.
Fattori endogeni
Iperlipemia
resistenza ereditaria alle cumarine
nefrosi
ipotiroidismo
edema
Fattori esogeni
Le seguenti classi di farmaci possono avere interazioni medicamentose con Coumadin:
Inibitori dei corticosteroidi
Antiacidi
Ansiolitici
Antiaritmici *
Antibiotici *
Anticonvulsivanti *
Antidepressivi *
Antistaminici
Antineoplastici *
Antipsicotici
Antitiroidei *
Barbiturici
Diuretici *
Supplementi nutrizionali per via enterale
Antifungini sistemici *
Antiacidi e antiulcera gastrica*
Ipnotici *
Ipolipemizzanti/Immuno soppressori
Contraccettivi orali
Steroidi contenenti estrogeni, adrenocorticoidi *
Antitubercolari*
Vitamine *
Medicinali specifici riportati
Alcol*
Aloperidolo
Amminoglutetimide
Amobarbitale
Atorvastatina
Azatioprina
Butabarbitale
Butalbitale
Carbamazepina
Ciclofosfamide*
Clordiazepossido
Clortalidone
Colestiramina*
Corticotropina
Cortisone
Diclossacillina
Etclorovinolo
Fenitoina*
Fenobarbitale
Glutetimide
Griseofulvina
Idrato di cloralio*
Meprobamato
Gravidanza : Coumadin è controindicato in gravidanza (vedere paragrafo "Controindicazioni"). In donne esposte a warfarin durante il primo trimestre della gravidanza sono state riportate embriopatie caratterizzate da ipoplasia nasale con o senza epifisi appuntite (crondrodisplasia puntata). Sono state riportate anche anomalie del sistema nervoso centrale fra cui displasia della linea mediana dorsale, caratterizzata da agenesi del corpo calloso; malformazione di Dandy-Walker e atrofia cerebellare della linea mediana. È stata osservata displasia della linea mediana ventrale, caratterizzata da atrofia ottica e anormalità dell'occhio. L'esposizione al warfarin durante il secondo e il terzo trimestre è stata associata a ritardo mentale, cecità, e altre anomalie del sistema nervoso centrale. Anche se raramente, con esposizione in utero al warfarin sono state riportate anomalie delle vie urinarie come monorene, asplenia, anenecefalia, spina bifida, paralisi dei nervi cranici, idrocefalo, difetti cardiaci e malattie cardiache congenite, polidattilia, deformità delle dita dei piedi, ernia diaframmatica, leucoma della cornea, palatoschisi, cheiloschisi, schizoencefalie, microencefalia.
È noto che possono verificarsi aborto spontaneo e mortalità fetale, inoltre un più alto rischio di mortalità fetale è associato con l'uso di warfarin. Sono stati anche riportati neonati sottopeso e ritardi nella crescita.
Le donne in età fertile, che sono candidate alla terapia anticoagulante, devono essere attentamente esaminate e deve essere effettuata una valutazione ragionevole delle indicazioni insieme alla paziente. Se una paziente inizia una gravidanza mentre sta prendendo questo farmaco, deve essere avvertita del potenziale rischio per il feto e, alla luce di questi rischi, può essere considerata la possibilità di un'interruzione di gravidanza.
Allattamento : Coumadin è presente nel latte materno in forma non attiva. I bambini allattati al seno da madri trattate con Coumadin non hanno avuto cambiamenti nei tempi di protrombina (PT). Gli effetti sui neonati prematuri non sono stati valutati.
Nessuno
Fra i potenziali effetti collaterali di Coumadin si includono:
Raramente, in seguito ad uso prolungato di Coumadin, sono stati riportati casi di calcificazione tracheale e tracheobronchiale di cui non è noto il significato clinico.
Il priapismo è stato associato all'uso di anticoagulanti, comunque non è stata stabilita una connessione causale.
Segni e sintomi : sanguinamento anormale sospetto o manifesto (es. presenza di sangue nelle feci o nell'urina, ematuria, flusso mestruale eccessivo, melena, petecchie, predisposizione ai lividi, o sanguinamento persistente da ferite superficiali) è un segno precoce di un'anticoagulazione ad un livello di non soddisfacente sicurezza.
Trattamento : l'eccessiva anticoagulazione, con o senza sanguinamento, può essere controllata interrompendo la terapia con Coumadin e, se necessario, somministrando vitamina K 1 per via parenterale od orale. Un uso siffatto della vitamina K 1 riduce la risposta ad una seguente terapia con Coumadin. In seguito della rapida inversione di un PT/INR elevato, i pazienti possono tornare allo stato trombotico di prima del trattamento. La ripresa della somministrazione di Coumadin inverte l'effetto della vitamina K, e, con attenti aggiustamenti del dosaggio, si può raggiungere nuovamente un PT/INR terapeutico. Se è indicata un'anticoagulazione rapida, per la terapia di inizio può essere preferibile l'eparina.
Se un piccolo sanguinamento progredisce verso uno più esteso, somministrare da 5 a 25 mg (raramente fino a 50 mg) di vitamina K 1 per via parenterale. In situazioni di emergenza dovute a grave emorragia, i fattori della coagulazioni possono essere riportati ai livelli normali, somministrando da 200 a 500 ml di sangue fresco intero o plasma fresco congelato, oppure somministrando la preparazione commerciale a base del complesso del fattore IX.
L'uso di questi emoderivati è associato a rischio di epatite e di altre malattie virali; inoltre il fattore IX è associato a un aumentato rischio di trombosi. Perciò queste preparazione devono essere usate solo in caso di sanguinamento esteso, dovuto ad un sovradosaggio di Coumadin, che metta in pericolo la vita del paziente.
Le preparazioni a base di fattore IX purificato non devono essere usate perché non aumentano i livelli di protrombina e dei fattore VII e X, che sono depressi, insieme al fattore IX, come risultato del trattamento con Coumadin. In caso di una cospicua perdita di sangue, si possono somministrare eritrociti ammassati. In pazienti anziani o con malattie cardiache, le trasfusioni di sangue o di plasma devono essere attentamente monitorate per evitare che precipitino un'embolia polmonare.
Il principio attivo di Coumadin (warfarin sodico) è il sale sodico della 3-(-acetonilbenzil)-4-idrossicumarina e appartiene al gruppo degli anticoagulanti indiretti di tipo dicumarolico.
Coumadin e gli altri anticoagulanti cumarinici agiscono inibendo la sintesi dei fattori della coagulazione vitamina K dipendenti, che comprendono i Fattori II, VII, IX e X e le proteine anticoagulanti C e S. Le emivite sono: Fattore II 60 ore; Fattore VII 4-6 ore; Fattore IX 24 ore; Fattore X 48-72 ore; Proteina C 8 ore e Proteina S 30 ore. L'effetto risultante in vivo è una depressione sequenziale dell'attività dei Fattore VII, IX, X e II. La vitamina K è un fattore essenziale per la sintesi post-ribosomiale dei fattori della coagulazione vitamina K dipendenti. La vitamina K promuove la biosintesi di residui di acido γ-carbossiglutammico, essenziali per l'attività biologica delle proteine. Si pensa che il warfarin interferisca con la sintesi dei fattori della coagulazione inibendo la rigenerazione dell'epossido della vitamina K 1 . Il grado di depressione dipende dal dosaggio somministrato. Dosi terapeutiche di warfarin diminuiscono la quantità totale della forma attiva di ciascun fattore della coagulazione vitamina K dipendente dal 30 al 50%.
L'effetto anticoagulante generalmente appare nelle 24 ore dopo la somministrazione del farmaco, ma l'effetto anticoagulante di picco può presentarsi anche dopo 72-96 ore. La durata di azione di una singola dose di warfarin racemico è di 2-5 giorni.
Il farmaco non ha effetto diretto su trombosi stabilizzate, né reverte il danno ischemico; tuttavia, quando si è avuta una trombosi, l'obiettivo del trattamento anticoagulante è di prevenire l'ulteriore estensione e le relative complicanze, che possono portare a conseguenze gravi, anche fatali.
Coumadin è una miscela racemica degli enantiomeri R e S. Nell'uomo, l'enantiomero S ha un attività anticoagunate 5 volte maggiore dell'enantiomero R, ma in genere ha una clerance più rapida.
Dopo somministrazione orale, l'assorbimento è sostanzialmente completo e si raggiungono le massime concentrazioni plasmatiche entro 1-9 ore. Approssimativamente il 97% si lega all'albumina presente nel plasma. Di solito Coumadin induce ipoprotrombinemia entro 36-72 ore e la sua durata d'azione può persistere per 4-5 giorni, producendo in tal modo una curva di risposta regolare e di lunga durata.
Fino al 92% della dose somministrata per via orale è ritrovata nelle urine, principalmente sotto forma di metaboliti.
DL 50 (mg/kg):
topo p.o. = 700; i.v. = 160
ratto p.o. = 8,7; i.v. = 25
Amido, magnesio stearato, acido stearico, lattosio.
Nessuna
36 mesi
Non conservare al di sopra di 30 °C.
Blister in PVC e alluminio.
Confezione di 30 compresse da 5 mg.
Nessuna particolare
BRISTOL-MYERS SQUIBB S.r.l.
Via del Murillo, km 2,800 - Sermoneta (LT)
AIC n. 016366027
Gennaio 1960
Maggio 2005
TORNA ALL'INDICE GENERALE DI TUTTI I FARMACI
|
|
|
||||
|
|
|
|
|||
Torrinomedica. - Copyright © 2002-2010 -
Tutti i diritti riservati.
|
|||||