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Timbro Approvato Verde

Loramyc 50 mg compresse buccali muco-adesive
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

INDICE DELLA SCHEDA

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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -Inizio Pagina

LORAMYC 50 MG COMPRESSE BUCCALI MUCO-ADESIVE


02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - Inizio Pagina

Ciascuna compressa contiene 50 mg di miconazolo.

Eccipienti: lattosio monoidrato, proteine del latte concentrate.

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.


03.0 FORMA FARMACEUTICA - Inizio Pagina

Compressa buccale mucoadesiva.

Compresse da bianco a giallo chiaro con un lato arrotondato e un lato piatto, sul quale è incisa la lettera "L".


04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - Inizio Pagina

04.1 Indicazioni terapeutiche - Inizio Pagina

Trattamento della candida orofaringea (OPC) in pazienti immunodepressi (vedere paragrafo 5.1).


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04.2 Posologia e modo di somministrazione - Inizio Pagina

Uso gengivale

Solo per adulti.

Applicazione di una compressa muco-adesiva buccale una volta al giorno per 7-14 giorni secondo la risposta del paziente. È preferibile applicare la compressa al mattino dopo aver lavato i denti, dato che durante la notte il flusso salivare è meno importante. LORAMYC può essere assunto senza cibo e bevande.

In caso di guarigione clinica completa (completa scomparsa dei segni e dei sintomi del disturbo) dopo 7 giorni di trattamento, l’uso di LORAMYC può essere interrotto.

In caso di lesioni OPC confluenti/estese (gravi), il trattamento deve essere continuato fino a guarigione clinica o fino a 14 giorni.

Modo di somministrazione:

LORAMYC deve essere applicato sulla gengiva superiore, proprio sopra gli incisivi:

• Una volta tolta la compressa dal flacone, questa deve essere usata immediatamente. Notare che la compressa ha un lato arrotondato e un lato piatto.

• Il lato arrotondato della compressa deve essere applicato sulla gengiva superiore sopra un dente incisivo. Tenere la compressa in loco per 30 secondi esercitando una leggera pressione con il dito sopra il labbro superiore.

• Se la compressa non aderisce in modo appropriato deve essere riposizionata.

• Se la compressa cade entro le prime 6 ore ma non viene inghiottita, essa deve essere immediatamente sostituita.

• Nel caso in cui il LORAMYC sia accidentalmente inghiottito, si raccomanda di bere un bicchiere d’acqua. Se viene inghiottito entro le prime 6 ore dopo l’applicazione, la compressa deve essere sostituita solo una volta.

• In ciascuna applicazione di LORAMYC, la compressa deve essere applicata ai lati alterni della gengiva superiore.

Anziani: LORAMYC può essere usato dagli anziani.

Non vi sono esperienze nei bambini.


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04.3 Controindicazioni - Inizio Pagina

• Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti

• Allergie al latte o ai suoi derivati.

• In pazienti con disfunzioni epatiche.

• Somministrazione concomitante di anticoagulanti, sulfonammidi ipoglicemizzanti, cisapride o pimozide, alcaloidi dell’ergot: ergotamina, diidroergotamina (Vedere paragrafo 4.5).


04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - Inizio Pagina

La somministrazione con l’alofantrina non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5).

LORAMYC non deve essere somministrato a pazienti con rari problemi ereditai di intolleranza al galattosio, carenza di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio.

Dopo l’applicazione di LORAMYC sono state raramente osservate irritazioni locali. Come con tutti i medicinali, possono verificarsi reazioni di ipersensibilità.

Dato che LORAMYC deve essere applicato sulla gengiva superiore, proprio sopra gli incisivi:

• Deve essere evitata qualsiasi condizione che interferisca con l’aderenza della compressa, incluso l’atto di toccare o premere la compressa già posizionata. Evitare le gomme da masticare.

• La compressa non deve essere succhiata, masticata o inghiottita.

• In caso di lavaggio dei denti durante la giornata, evitare di toccare la compressa e sciacquare con cautela la bocca.

• Se la bocca è secca, si raccomanda di inumidire la gengiva prima di applicare la compressa mucoadesiva buccale.

• Può verificarsi ingestione accidentale di LORAMYC. In caso di ingestione accidentale di LORAMYC si raccomanda di bere un bicchiere d’acqua.

Loramyc ha mostrato un tasso di guarigione clinica più ridotto in pazienti con OPC estese o confluenti.


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04.5 Interazioni - Inizio Pagina

Il miconazolo è un inibitore di CYP2C9 e CYP3A4. Non sono stati eseguiti studi di interazione con LORAMYC. Sebbene l’assorbimento sistemico osservato con LORAMYC sia stato valutato in modo insufficiente, la somministrazione di medicinali con stretto indice terapeutico e che vengono metabolizzati dal CYP2C9 E CYP3A4 è controindicata a causa di un’aumentata esposizione (vedere paragrafo 4.3)

Uso concomitante controindicato:

Anticoagulanti orali

Sanguinamento imprevedibile che può eventualmente essere grave.

• Cisapride

Aumentato rischio di aritmia ventricolare, ad es: torsioni di punta.

• Pimozide

Aumentato rischio di aritmia ventricolare, ad es: torsioni di punta.

• Alcaloidi dell’ergot: ergotamina, diidroergotamina

Rischio di ergotismo con necrosi delle estremità.

• Sulfonammidi ipoglicemizzanti

Possibile verificarsi di sintomi di ipoglicemia, anche coma.

Uso concomitante non raccomandato:

• Alofantrina

Aumentato rischio di aritmia ventricolare, ad es: torsioni di punta

Uso concomitante che richiede precauzioni per l’uso:

• Fenitoina (e fosfenitoina per estrapolazione)

Aumentate concentrazioni plasmatiche di fenitoina che possono raggiungere livelli tossici a causa di una inibizione del metabolismo epatico della fenitoina.

Si raccomanda un rigoroso monitoraggio clinico.


04.6 Gravidanza e allattamento - Inizio Pagina

Gravidanza

Non vi sono dati disponibili sull’uso di miconazolo in donne in gravidanza. Studi su animali non indicano effetti teratogeni, ma sono stati registrati altri effetti sulla riproduzione (vedere paragrafo 5.3). Il rischio sull’uomo non è noto. Il miconazolo deve essere usato in gravidanza solo se necessario.

Allattamento

Non vi sono dati disponibili sulla secrezione di miconazolo nel latte umano. Pertanto deve essere esercitata cautela nella prescrizione a madri che allattano.

Se il neonato o il bambino allattato al seno assume cisapride, la somministrazione alla madre di miconazolo è controindicata come misura di sicurezza, a causa dei potenziali rischi di interazione del medicinale nel bambino (torsioni di punta).


04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - Inizio Pagina

Non sono stati eseguiti studi sugli effetti di LORAMYC sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia, è noto che il miconazolo non influenza l’attenzione o la capacità di guida.


04.8 Effetti indesiderati - Inizio Pagina

La sicurezza di Loramyc è stata valutata su 462 pazienti arruolati in 3 studi clinici (462 pazienti, di cui 315 pazienti con infezione da HIV e 147 pazienti con tumore della testa e del collo sottoposti a radioterapia) e da esperienza post marketing. I più gravi eventi avversi segnalati con maggiore frequenza hanno incluso disturbi gastrointestinali.

Sono elencate di seguito reazioni avverse per classificazione sistemica organica e frequenza (molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1000 a <1/100); raro (da ≥1/10 000 a <1/1000); molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea, diarrea, dolore addominale, vomito, secchezza delle fauci, disagio orale, dolore gengivale.

Non comune: glossodinia, prurito gengivale.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, disgeusia, ageusia.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: prurito, eruzioni cutanee.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: irritazione nel sito di applicazione, affaticamento, dolore.

Infezioni e infestazioni

Non comune: infezione del tratto respiratorio superiore

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: anoressia

Patologie vascolari

Non comune: vampate di calore


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04.9 Sovradosaggio - Inizio Pagina

Sintomi

In caso di sovradosaggio accidentale, possono verificarsi vomito e diarrea.

Trattamento

Non esiste antidoto noto al miconazolo: il sovradosaggio deve essere trattato in modo sintomatico.

In caso di ingestione accidentale di grandi quantità di LORAMYC, può essere usato un metodo appropriato di svuotamento gastrico, se ritenuto necessario.

Nessun caso di sovradosaggio è stato riportato con LORAMYC.


05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE - Inizio Pagina

05.1 Proprietà farmacodinamiche - Inizio Pagina

Categoria farmacoterapeutica: antinfettivi e antisettici per il trattamento orale locale.

Codice ATC: A01AB09

Meccanismo di azione

Il miconazolo esercita la sua attività antifungina per inibizione della biosintesi dell’ergosterolo nella membrana cellulare del patogeno. A bassa concentrazione, interagisce con il citocromo P450 fungino, che causa l’inibizione di demetilazione 14-α, una reazione coinvolta nella biosintesi dell’ergosterolo. La deplezione dell’ergosterolo e il concomitante accumulo di lanosterolo conducono ad alcuni disturbi della membrana. Il miconazolo mostra un’attività fungistatica dovuta all’inibizione della sintesi dello sterolo della membrana e un’attività fungicida per mezzo del cambio della funzione di barriera della membrana fungina.

Microbiologia:

Il miconazolo mostra ampio spettro di attività antifungina contro le specie di Candida compresa C. albicans, e anche la specie non-albicans come C. glabrata, C. krusei, C. parapsilosi, C. tropicalis, e C. pseudotropicalis.

Il miconazolo mostra anche attività antibatteriche contro i batteri gram positivi (compreso Streptococcus pyogenes, Staphylococcus aureus e Erysipelothrix insidiosa).

Le specie di Candida che molto spesso si sviluppano in candidiasi orali C. albicans, C. glabrata, C. krusei and C. tropicalis) sono sensibili al miconazolo. Nella maggior parte degli studi recenti, la concentrazione minima inibente (MIC) di miconazolo variava da 0,03 a 1 mcg /mL per C. albicans e da 0,03 a 4 mcg/mL per C. non-albicans, inclusi C.glabrata e C. Krusei, che sono intrinsecamente resistenti al fluconazolo.

Negli studi clinici condotti su pazienti HIV positivi, la Candida albicans è risultata la specie più diffusa (87,5%). Nei pazienti con tumore della testa e del collo, tra i 321 ceppi identificati al basale, la Candida albicans ha rappresentato il 62,6% dei ceppi isolati e la Candida non-albicans il 37,4% [tra cui C tropicalis (30,8%), C. krusei (22,5%) e C. glabrata (10,8%)].

L’MIC90 di miconazolo per i ceppi clinici isolati di Candida (C. albicans 87,5%, C. tropicalis 8% e C. parapsilosis 2,1%), tratto da uno studio clinico condotto su 577 pazienti HIV positivi, è pari a 0,25 mg/mL prima del trattamento. Dopo 14 giorni di trattamento, non è stata rilevata alcuna resistenza al miconazolo.

Resistenza ai farmaci

Nelle specie di Candida possono verificarsi fenomeni di resistenza clinicamente rilevanti ai triazoli utilizzati per via sistemica. La resistenza è determinata da meccanismi multipli, principalmente variazioni di aminoacidi e/o della regolazione dell’enzima bersaglio e di una varietà di proteine delle pompe di efflusso. Di frequente, meccanismi multipli coesistono nello stesso isolato. Una resistenza crociata tra gli azoli non è completa, nemmeno all’interno della sottoclasse triazolo. Il rinvenimento di resistenza crociata dipende da una serie di fattori tra cui le specie valutate, la loro storia clinica, i composti azolici particolari confrontati e il tipo di test di sensibilità eseguito.

Breakpoint di resistenza, che correlano potenza in vitro con efficacia clinica, non sono stati stabiliti per il miconazolo.

Nella letteratura medica non è stata segnalata alcuna resistenza primaria delle specie di Candida al miconazolo, un farmaco azolico appartenente alla classe imidazolo, e la resistenza acquisita al miconazolo è stata solo raramente descritta, anche nei pazienti trattati ripetutamente. In esperimenti in vitro con 150 ceppi clinici recenti, l’esposizione ripetuta al miconazolo non ha indotto la resistenza tra specie di Candida sensibili o resistenti al triazolico. Tuttavia, è stato osservato un significativo aumento del MIC di miconazolo in 2/6 ceppi di Candida spp. anche se il MIC è rimasto inferiore a 0,5 mg/mL.

Pertanto non è da escludere l’insorgenza di ceppi resistenti al miconazolo dopo l’esposizione ripetuta a trattamenti antifungini.

Esperienza Clinica

In uno studio comparativo, randomizzato, in doppio cieco, condotto in 282 pazienti con tumore della testa e del collo e sottoposti a radioterapia (tutti i pazienti presentavano mucosite, infiammazione buccale o eritema, e il 96% presentava un ridotto flusso salivare), la percentuale di risposta dopo 14 giorni è stata di 56% e il tasso di recidiva al giorno 60 è stato del 14,3% (CI del 95%: 5,4; 28,5) nei pazienti con guarigione clinica (assenza di segni e sintomi di OPC).

In uno studio comparativo, randomizzato, in doppio cieco, e controllato verso placebo, condotto su 577 pazienti HIV positivi (popolazione ITT), il tasso di guarigione clinica (assenza di segni e sintomi di OPC) è stato del 60,7% dopo 14 giorni di trattamento (tra giorno 17 e giorno 22) e il tasso di recidiva è stato del 27,9% (CI del 95%: 21,3; 35,2) al giorno 35.

In uno studio non comparativo in aperto condotto su 25 pazienti HIV positivi trattati con Loramyc, il tasso di risposta al giorno 14 è stato dell’84% (95% CI: 63,9, 95,5) e il tasso di recidiva al giorno 45 è stato del 38,5% (CI del 95%: 13,8; 68,4) nei pazienti con guarigione clinica (nessun segno, nessun sintomo di OPC).

I pazienti HIV positivi inclusi negli studi clinici erano marcatamente immunocompromessi. Oltre il 50% presentava una conta CD4+<250/mm³e il 5% presentava una conta CD4+<50/mm³e un’elevata carica virale (117.000 copie/mL.)

Complessivamente, negli studi clinici, il 94,3% delle compresse Loramyc hanno aderito alla gengiva per più di 6 ore.


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05.2 Proprietà farmacocinetiche - Inizio Pagina

La biodisponibilità orale del miconazolo è bassa (25-30%) poiché il miconazolo è scarsamente assorbito nel tratto gastrointestinale. La maggior parte del miconazolo assorbito è metabolizzata dal fegato. Meno dell’1% della dose somministrata si trova invariata nell’urina.

In caso di danni renali la farmacocinetica del micozonalo non è influenzata in modo importante. Non vi sono metaboliti attivi e l’emivita terminale è di circa 20 ore.

La dose singola di LORAMYC che contiene 50 mg di miconazolo, somministrata a volontari sani, fornisce una concentrazione salivare massima di 15 mg/mL 7 ore dopo l’applicazione della compressa con un’area sotto la curva (AUC0-24h) di 55,23 mcg•h/mL.

Dopo l’applicazione di una singola compressa da 50 mg di Loramyc, le concentrazioni salivari di miconazolo superiori a 1 mcg/mL (limite superiore del valore di MIC per ceppi di C. albicans) sono state raggiunte entro 1 ora e hanno avuto una durata media di 13 ore.

Le concentrazioni plasmatiche di miconazolo non erano rilevabili (limite di quantificazione: 0,4 mcg/mL) nella maggior parte dei volontari sani, confermando lo scarso assorbimento del miconazolo attraverso la mucosa orale o nel tratto gastrointestinale dopo aver ingerito la saliva.

Dopo 7 giorni di trattamento nei pazienti, le concentrazioni plasmatiche di miconazolo non erano rilevabili (limite di quantificazione: 0,2 ng/mL) nel 21,5% dei pazienti e trascurabili (inferiore a 10 ng/mL) in oltre il 90% dei pazienti.


05.3 Dati preclinici di sicurezza - Inizio Pagina

Negli studi tossicologici dopo somministrazione per dose singola e ripetuta e negli studi dello sviluppo pre- e postnatale, sono stati osservati effetti tossici su animali (topi, ratti, conigli, cani) a dosi da 30 a 900 volte superiori la massima dose raccomandata nell’uomo (0,7 mg/kg). Negli studi di tossicità della riproduzione sono stati osservati effetti embriotossici ma non effetti teratogenici del miconazolo.

Studi convenzionali di genotossicità (Ames, aberrazione cromosomica, micronucleo) non hanno rivelato alcuna potenziale genotossicità.

Studi sulla tolleranza locale (mucosa giugulare di criceti e sensibilizzazione LLNA nei topi) non hanno mostrato alcuna tossicità.

Non sono stati condotti studi di carcinogenesi con il miconazolo.


06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - Inizio Pagina

06.1 Eccipienti - Inizio Pagina

Ipromellosa 2208

Concentrato di proteine del latte

Amido di mais

Lattosio monoidrato

Sodio laurilsolfato

Magnesio stearato

Talco.


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06.2 Incompatibilità - Inizio Pagina

Non applicabile


06.3 Periodo di validità - Inizio Pagina

36 mesi


06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - Inizio Pagina

Conservare a temperatura inferiore a 30°C.

Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall’umidità.


06.5 Natura e contenuto della confezione - Inizio Pagina

14 compresse in flacone (HDPE) con capsula di chiusura a prova di bambino (polipropilene) contenente un essiccante.


06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - Inizio Pagina

Nessun requisito speciale.


07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina

BioAlliance Pharma

49 Boulevard du Général Martial Valin

75015 Paris

Francia

Concessionario esclusivo per la vendita in Italia:

Therabel GiEnne Pharma S.p.A.

Via Lorenteggio 270/A

20152 Milano


08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina

50 mg compresse buccali mucoadesive - 14 compresse - AIC n. 038371011/M


09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - Inizio Pagina

15 marzo 2010 (G.U. 29 marzo 2010)


10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - Inizio Pagina

28 ottobre 2011

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