Pubblicità

Pubblicità

 

Timbro Approvato Verde

Quetiapina doc generici
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto  –  (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA DEL FARMACO

Pubblicità

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -Inizio Pagina

QUETIAPINA DOC Generici 25 mg compresse rivestite con film QUETIAPINA DOC Generici 100 mg compresse rivestite con film QUETIAPINA DOC Generici 200 mg compresse rivestite con film QUETIAPINA DOC Generici 300 mg compresse rivestite con film


02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - Inizio Pagina

QUETIAPINA DOC Generici 25 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 28.8 mg di quetiapina fumarato equivalenti a 25 mg di quetiapina.

QUETIAPINA DOC Generici 100 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 115.1 mg di quetiapina fumarato equivalenti a 100 mg di quetiapina.

QUETIAPINA DOC Generici 200 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 230.1 mg di quetiapina fumarato equivalenti a 200 mg di quetiapina.

QUETIAPINA DOC Generici 300 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 345.2 mg di quetiapina fumarato equivalenti a 300 mg di quetiapina.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.


03.0 FORMA FARMACEUTICA - Inizio Pagina

Compressa rivestita con film

QUETIAPINA DOC Generici 25 mg compresse rivestite con film: compresse rotonde, biconvesse rivestite con film color pesca con inciso ‘APO’ su una faccia e ‘QUE’ sopra ‘25’ sull’altra.

QUETIAPINA DOC Generici 100 mg compresse rivestite con film: compresse rotonde, biconvesse rivestite con film color giallo con inciso ‘APO’ su una faccia e ‘QUE’ sopra ‘ 100’ sull’altra.

QUETIAPINA DOC Generici 200 mg compresse rivestite con film: compresse rotonde, biconvesse rivestite con film di color bianco con inciso ‘APO’ su una faccia e ‘QUE’ sopra ‘200’ sull’altra.

QUETIAPINA DOC Generici 300 mg compresse rivestite con film: compresse a forma di capsula, biconvesse rivestite con film di color bianco con inciso ‘APO’ su una faccia e ‘QUE 300’ sull’altra.


04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - Inizio Pagina

04.1 Indicazioni terapeutiche - Inizio Pagina

QUETIAPINA DOC Generici è indicata nel trattamento di Schizofrenia.

Disturbo bipolare che include

- episodi maniacali da moderati a gravi associati al disturbo bipolare

- episodi depressivi maggiori associati al disturbo bipolare

- prevenzione delle ricadute associate al disturbo bipolare in pazienti i cui episodi maniacali o depressivi hanno risposto al trattamento con quetiapina


Pubblicità

04.2 Posologia e modo di somministrazione - Inizio Pagina

Esistono diversi schemi di dosaggio per ciascuna indicazione. Bisogna pertanto assicurarsi che i pazienti ricevano informazioni chiare sul dosaggio più appropriato per la loro patologia.

QUETIAPINA DOC Generici può essere somministrata con o senza cibo.

Adulti

Per il trattamento della schizofrenia: quetiapina deve essere somministrata due volte al giorno. La dose giornaliera per i primi quattro giorni di terapia è di 50 mg (1° giorno), 100 mg (2° giorno), 200 mg (3° giorno) e 300 mg (4° giorno).

Dal 4° giorno in poi la dose deve essere stabilita all’intemo del intervallo di dosaggio giornaliero raccomandato tra 300 e 450mg/giorno. Tuttavia in funzione della risposta clinica e della tollerabilità di ogni singolo paziente la dose può essere regolata entro un range di 150-750 mg/ giorno.

Per il trattamento degli episodi di mania associati a disturbo bipolare: quetiapina deve essere somministrata due volte al giorno. In monoterapia o in terapia associata a stabilizzatori dell’umore la dose giornaliera totale per i primi quattro giorni di terapia è di 100 mg (1° giorno), 200 mg (2° giorno), 300 mg (3° giorno) e 400 mg (4° giorno). Ulteriori adattamenti del dosaggio fino a 800 mg/ giorno possono essere effettuati a partire dal 6° giorno con incrementi di dose non superiori a 200 mg/ giorno.

La dose può essere variata in funzione della risposta clinica e della tollerabilità individuale entro un range di 200-800 mg/ giorno. La dose efficace usuale varia da 400 a 800 mg/ giorno.

Per il trattamento degli episodi depressivi associati a disturbo bipolare: quetiapina deve essere somministrata una volta al giorno, al momento di coricarsi. La dose totale giornaliera nei primi quattro giorni di terapia è di 50 mg (1° giorno), 100 mg (2° giorno), 200 mg (3° giorno) e 300 mg (4° giorno). La dose giornaliera raccomandata è di 300 mg. Negli studi clinici non si è evidenziato beneficio aggiuntivo nel gruppo trattato con 600 mg rispetto al gruppo trattato con 300 mg. Singoli pazienti possono beneficiare di una dose di 600 mg. In singoli pazienti, in caso si tema l’instaurarsi di tolleranza, gli studi clinici hanno indicato che la riduzione della dose fino a un minimo di 200 mg può essere considerata. Il trattamento degli episodi depressivi associati a disturbo bipolare deve essere intrapreso da medici esperti nel trattamento del disturbo bipolare.

Per la prevenzione delle ricadute associate al disturbo bipolare: per la prevenzione delle ricadute maniacali, depressive o miste associate al disturbo bipolare, i pazienti che hanno risposto alla quetiapina per il trattamento del disturbo bipolare acuto devono proseguire la terapia alla stessa dose. La dose potrà successivamente essere aggiustata in funzione della risposta clinica e della tollerabilità nel singolo paziente, entro il range di 300 - 800 mg/ giorno somministrati due volte al giorno E’ importante impiegare la dose minima efficace nella terapia di mantenimento.

Anziani

Come gli altri antipsicotici, QUETIAPINA DOC Generici deve essere somministrata con cautela negli anziani, in particolare durante il periodo iniziale in cui si stabilisce il dosaggio.

Può essere necessario che la velocità di titolazione del dosaggio di quetiapina sia più lenta e che la dose terapeutica sia più bassa rispetto a quelle dei pazienti più giovani, in funzione della risposta clinica e della tollerabilità nel singolo paziente. La clearance plasmatica media di quetiapina è ridotta dal 30% al 50% in pazienti anziani rispetto ai pazienti più giovani.

Efficacia e sicurezza non sono state stabilite in pazienti sopra i 65 anni affetti da episodi depressivi associati a disturbo bipolare.

Bambini e adolescenti

La quetiapina è controindicata in bambini e adolescenti sotto i 18 anni a causa della insufficienza di dati a supporto dell’impiego in questo gruppo d’età. Le evidenze disponibili da studi clinici controllati verso placebo sono descritte nelle Sezioni 4.4, 4.8, 5.1 e 5.2.

Insufficienza renale

In pazienti con insufficienza renale non è necessario un aggiustamento posologico.

Insufficienza epatica

La quetiapina viene ampiamente metabolizzata a livello epatico. Perciò deve essere utilizzata con cautela in pazienti con insufficienza epatica nota, specialmente nel periodo di titolazione iniziale.

Pazienti con insufficienza renale o epatica dovrebbero iniziare con 25 mg/die. Il dosaggio può essere aumentato quotidianamente con incrementi da 25 a 50 mg, fino alla dose terapeutica in funzione della risposta clinica e della tollerabilità nel singolo paziente.


Links sponsorizzati

 

04.3 Controindicazioni - Inizio Pagina

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

La somministrazione concomitante di inibitori del citocromo P450 3A4, come gli inibitori dell’ HIV-proteasi, gli antifungini azolici, l’eritromicina, la claritromicina e nefazodone, è controindicata (vedere anche paragrafo 4.5).


04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - Inizio Pagina

Poichè quetiapina ha diverse indicazioni, si deve tener conto del profilo di sicurezza del farmaco rispetto alla diagnosi del singolo paziente e alla dose da somministrare.

Bambini e adolescenti (da 10 a 17 anni)

Quetiapina non è raccomandata in bambini e adolescenti sotto i 18 anni a causa della insufficienza di dati a supporto dell’impiego in questo gruppo d’età.

Gli studi clinici con quetiapina hanno evidenziato come, in aggiunta al noto profilo di sicurezza identificato per l’adulto (vedere paragrafo 4.8), alcuni eventi avversi si verificano a frequenza più alta in bambini e adolescenti rispetto agli adulti (aumento dell’appetito, innalzamento della prolattina sierica, vomito, rinite e sincope oppure può avere implicazioni diverse in bambini e adolescenti (sintomi extrapiramidali) e se ne è identificato uno precedentemente non rilevato negli studi sugli adulti (aumento della pressione sanguigna). In bambini e adolescenti si sono anche osservate alterazioni dei test della funzione tiroidea.

Inoltre le conseguenze di un trattamento a lungo termine sulla crescita e la maturazione non sono state studiate per periodi superiori alle 26 settimane. Le conseguenze a lungo termine sullo sviluppo cognitivo e comportamentale non sono note.

In studi clinici controllati verso placebo su pazienti bambini e adolescenti la quetiapina è stata associata ad un accresciuta incidenza di sintomi extrapiramidali (EPS) in confronto al placebo in pazienti trattati per schizofrenia, mania bipolare e depressione dipolare (vedere paragrafo 4.8).

Suicidio/ideazione suicidaria o peggioramento clinico

La depressione nel disturbo bipolare è associata ad aumento del rischio di pensieri suicidarii, autolesionismo e suicidio (eventi riconducibili al suicidio). Tale rischio persiste fino a che si verifichi una remissione significativa. Poiché possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trattamento o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente controllati fino ad avvenuto miglioramento. E' esperienza clinica generale che il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi del miglioramento.

Inoltre, i medici devono considerare il rischio potenziale di eventi correlati al suicidio dopo la brusca interruzione del trattamento con quetiapina, dovuti ai noti fattori di rischio per la patologia in questione. Anche altre patologie psichiatriche per le quali viene prescritta quetipina possono essere associate ad un aumento del rischio di eventi correlati al suicidio. Oltre a ciò, queste patologie possono esistere in co-morbilità con episodi depressivi maggiori. Le stesse precauzioni seguite per il trattamento di pazienti con episodi depressivi maggiori devono perciò essere adottate durante il trattamento di pazienti affetti da altri disturbi psichiatrici.

I pazienti con un’anamnesi positiva per eventi correlati al suicidio, o coloro che mostrano un grado significativo di ideazione suicida prima dell’inizio del trattamento sono esposti ad un rischio maggiore di ideazione suicida o tentativo di suicidio, e devono pertanto essere sottoposti a stretta sorveglianza durante il trattamento. Una metanalisi condotta su studi clinici controllati con placebo con farmaci antidepressivi in pazienti adulti con disturbi psichiatrici ha mostrato un aumentato rischio di comportamento suicida con l’uso di antidepressivi rispetto al placebo nei pazienti di età inferiore a 25 anni.

Durante la terapia deve essere effettuato un attento monitoraggio dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specie nelle fasi iniziali del trattamento e in seguito alle variazioni di dosaggio. I pazienti (e chi si prende cura di loro) devono essere avvertiti della necessità di controllare qualsiasi eventuale peggioramento clinico, comportamento o ideazione suicida e variazioni inusuali del comportamento, e di richiedere immediatamente un intervento medico se tali sintomi si presentano.

In studi clinici controllati con placebo a più breve termine condotti su pazienti con episodi depressivi maggiori associati al disturbo bipolare è stato osservato un rischio maggiore di eventi correlati al suicidio nei pazienti giovani adulti (di età inferiore a 25 anni) trattati con quetiapina rispetto ai pazienti trattati con placebo (rispettivamente 3,0% vs. 0%).

Sonnolenza e vertigini

Il trattamento con quetiapina è stato associato a sonnolenza e sintomi correlati, come sedazione (vedere paragrafo 4.8). Negli studi clinici per il trattamento di pazienti con depressione bipolare, l’inizio era solitamente entro i primi 3 giorni di trattamento ed era prevalentemente di intensità da lieve a moderata. I pazienti con depressione bipolare che manifestano sonnolenza di entità severa possono richiedere un contatto più frequente per almeno due settimane dall’inizio della sonnolenza o finché i sintomi non si risolvono e si può dover considerare l’interruzione del trattamento.

Il trattamento con quetiapina è stato associato ad ipotensione ortostatica e capogiri correlati (vedere paragrafo 4.8) i quali, analogamente alla sonnolenza, insorgono solitamente durante la fase iniziale di aggiustamento del dosaggio. Ciò può aumentare il verificarsi di lesioni accidentali (cadute), specialmente nella popolazione anziana. Pertanto, i pazienti devono essere avvertiti di prestare cautela fino a quando non saranno a conoscenza della loro sensibilità individuale al farmaco.

Disturbi cardiovascolari:

Quetiapina deve essere impiegata con cautela in pazienti con patologie cardiovascolari note, patologie cerebrovascolari o con altre condizioni che predispongano all'ipotensione.

Quetiapina può indurre ipotensione ortostatica in particolare durante la fase di titolazione e perciò, se questo si verifica, si deve considerare una riduzione della dose o una titolazione più graduale.

Si deve considerare un regime di titolazione più graduale nei pazienti con sottostante patologia cardiovascolare. Convulsioni

Studi clinici controllati non hanno evidenziato differenze nell'incidenza di convulsioni in pazienti trattati con quetiapina o placebo. Non sono disponibili dati sull’incidenza di convulsioni in pazienti con una storia di disturbi convulsivi. Come per gli altri antipsicotici, si raccomanda cautela in caso di trattamento di pazienti con storia di convulsioni (vedere paragrafo 4.8).

Sintomi extrapiramidali

In studi controllati verso placebo condotti su pazienti adulti la quetiapina è stata associata ad un’accresciuta incidenza di sintomi extrapiramidali (EPS) rispetto al placebo in pazienti trattati per episodi di depressione maggiore in disturbi bipolari (vedere paragrafo 4.8).

L’uso di quetiapina è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da una sensazione di agitazione soggettivamente spiacevole o stressante e dalla necessità di muoversi, spesso accompagnata da un’incapacità a rimanere seduti o fermi. Ciò è più probabile che si verifichi entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che manifestino questi sintomi, l’incremento della dose potrebbe rivelarsi nocivo.

Discinesia tardiva

Se si manifestano segni e sintomi di discinesia tardiva, si deve prendere in considerazione una riduzione del dosaggio o l'interruzione della terapia con quetiapina. I sintomi della discinesia possono peggiorare o anche iniziare dopo l’interruzione della terapia (vedere paragrafo 4.8).

Sindrome neurolettica maligna

La sindrome neurolettica maligna è associata al trattamento con farmaci antipsicotici, tra cui la quetiapina (vedere paragrafo 4.8). Le manifestazioni cliniche includono ipertermia, alterazione dello stato mentale, rigidità muscolare, instabilità autonomica e aumento della creatina fosfochinasi. In caso di comparsa di tali manifestazioni, il trattamento con quetiapina deve essere interrotto e deve essere instaurata un'adeguata terapia medica.

Neutropenia grave

La neutropenia grave (conta dei neutrofili <0.5 x 109/L) è stata riportata come evento non comune negli studi clinici con quetiapina. La maggior parte dei casi di neutropenia grave si sono verificati entro un paio di mesi dall’inizio della terapia con quetiapina. Non sembra esserci relazione con la dose. Nel corso dell’esperienza post marketing la leucopenia e/o la neutropenia si sono risolte alla cessazione della terapia con quetiapina. I possibile fattori di rischio per la neutropenia includono una preesistente bassa conta leucocitaria ed una anamnesi di neutropenia indotta da farmaci. La quetiapina deve essere interrotta in pazienti con una conta dei neutrofili <1.0 x 109/L. I pazienti devono essere tenuti sotto controllo al fine di rilevare l'insorgenza di segni o sintomi di infezione e deve essere monitorata la conta dei neutrofili (fino al superamento di 1.5 x 109/L) (vedere paragrafo 5.1.)


Pubblicità

04.5 Interazioni - Inizio Pagina

Vedere anche paragrafo 4.5.

L’uso concomitante di quetiapina con induttori enzimatici epatici come la carbamazepina o la fenitoina riduce sostanzialmente le concentrazioni plasmatiche di quetiapina, il che può inficiare l’efficacia della terapia con quetiapina. In pazienti che ricevono induttori degli enzimi epatici, la terapia con quetiapina deve iniziare solo se il medico ritiene che i benefici della quetiapina superino i rischi di eliminare l’induttore epatico. E’ importante che qualunque modifica dell’induttore sia introdotta gradualmente e, se richiesto, sia sostituito con un noninduttore (es. sodio valproato).

Peso

E’ stato riportato aumento di peso in pazienti trattati con quetiapina, che deve essere controllato e gestito in modo clinicamente appropriato in conformità con quanto previsto dalle linee guida sull’uso di antipsicotici (vedere Sezìonì 4.8 e 5.1).

Iperglicemia

Raramente sono stati segnalati iperglicemia e/o sviluppo o esacerbazione di diabete occasionalmente associato a chetoacidosi o coma, inclusi casi fatali (vedere paragrafo 4.8). In alcuni casi è stato riportato un precedente aumento del peso corporeo, che può essere un fattore predisponente. E’ consigliabile un appropriato monitoraggio clinico in accordo con le linee guida sull’uso dei farmaci antipsicotici.

I pazienti trattati con farmaci antipsicotici inclusa la quetiapina devono essere tenuti sotto controllo per segni e sintomi di iperglicemia (come polidipsia, poliuria, polifagia e debolezza) e i pazienti con diabete mellito o con fattori di rischio per lo sviluppo di diabete mellito devono essere regolarmente controllati per un peggioramento della glicemia. Il peso deve essere controllato regolarmente.

Lipidi

Un aumento di trigliceridi, colesterolo LDL e totale e una riduzione del colesterolo HDL sono stati osservati negli studi clinici con quetiapina (vedere paragrafo 4.8). Le modificazioni del quadro lipidico devono essere gestite in modo clinicamente appropriato

Rischio metabolico

Considerati i cambiamenti osservati nel peso, nel glucosio ematico (vedere ìperglìcemìa) e nel quadro lipidico durante gli studi clinici, i pazienti ( compresi quelli con valori basali normali) possono manifestare un peggioramento del loro profilo di rischio metabolico, che deve essere gestito in modo clinicamente appropriato (vedere anche paragrafo 4.8).

Prolungamento del tempo QT

Durante gli studi e l’impiego clinico secondo le indicazioni approvate, la quetiapina non è stata associata ad un aumento persistente negli intervalli QT assoluti. Negli studi successivi alla commercializzazione, è stato riportato un prolungamento QT con quetiapina a dosi terapeutiche (vedere paragrafo 4.8) e dopo sovradosaggio (vedere paragrafo 4.9). Come con altri antipsicotici, è necessario esercitare cautela quando quetiapina è prescritta a pazienti con patologia cardiovascolare o con anamnesi familiare di prolungamento del QT. E’ necessario esercitare cautela anche quando quetiapina è prescritta o con farmaci dei quali è noto che aumentano l’intervallo QT o con concomitanti neurolettici, specialmente negli anziani, in pazienti con sindrome congenita del QT lungo, insufficienza cardiaca congestizia, ipertrofia cardiaca, ipokaliemia o ipomagnesiemia (vedere paragrafo 4.5).

Sospensione

Per cessazione improvvisa del trattamento con quetiapina sono stati riportati sintomi acuti da sospensione come insonnia, nausea, mal di testa, diarrea, vomito, vertigini e irritabilità. E’ consigliabile una sospensione graduale per un periodo di almeno una o due settimane (vedere paragrafo 4.8).

Pazienti anziani con psicosi associata a demenza

Quetiapina non è autorizzata per il trattamento dei pazienti con psicosi correlate alla demenza.

In studi clinici randomizzati verso placebo condotti in una popolazione di pazienti con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici è stato osservato un aumento di circa tre volte del rischio di eventi cerebrovascolari.

Il meccanismo di tale aumento del rischio non è noto. Non può essere escluso un aumento del rischio per altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. QUETIAPINA DOC Generici deve essere usato con cautela in pazienti che presentano fattori di rischio per l’ictus.

In una meta-analisi condotta sugli antipsicotici atipici è stato riportato che i pazienti anziani affetti da psicosi associata a demenza sono ad accresciuto rischio di morte in confronto al placebo. Tuttavia in due studi della durata di 10 settimane di quetiapina verso placebo nella stessa popolazione di pazienti (n=710; età media: 83 anni; range: 56-99 anni) l’incidenza della mortalità nei pazienti trattati con quetiapina era del 5.5% verso il 3.2% nel gruppo trattato con placebo. I pazienti inclusi in questi studi morivano per cause diverse, congruenti con quelle attese per questa popolazione. Questi dati non forniscono una relazione causale tra il trattamento con quetiapina e la morte dei pazienti anziani con demenza.

Disfagia

L’uso di quetiapina è stato associato a disfagia (vedere paragrafo 4.8). Quetiapina deve essere usata con cautela in pazienti a rischio di polmonite da aspirazione.

Effetti epatici

Interrompere la somministrazione di quetiapina in caso di comparsa di ittero.

Tromboembolismo venoso (VTE)

Sono stati riportati casi di tromboembolismo venoso (VTE) con farmaci antipsicotici. Dal momento che i pazienti trattati con farmaci antipsicotici spesso presentano fattori di rischio acquisiti per il VTE, è necessario identificare tutti i possibili fattori di rischio per il VTE prima del trattamento e durante il trattamento con quetiapina devono essere prese misure preventive.

Pancreatite

Negli studi clinici e nel corso dell’esperienza di post-commercializzazione sono stati riportati casi di pancreatite. Tra i report post commercializzazione, molti pazienti presentavano fattori noti per essere associati alla pancreatite come per esempio aumento dei trigliceridi (vedere sezìone 4.4 Lìpìdì), calcoli biliari e consumo di alcol.

Informazioni aggiuntive

I dati sull’uso di quetiapina in combinazione con valproato o litio nel trattamento di episodi maniacali acuti da moderati a gravi sono limitati; tuttavia la terapia combinata è stata ben tollerata (vedere Sezìonì 4.8 e 5.1). I dati mostrano un effetto additivo alla terza settimana.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Dato che quetiapina esplica la sua attività principale sul sistema nervoso centrale, la quetiapina deve essere somministrata con cautela in associazione con altri farmaci ad attività centrale e alcol.

II citocromo P450 (CYP) 3A4 è l’enzima primariamente responsabile del metabolismo di quetiapina mediato citocromo P450. In uno studio di interazione condotto su volontari sani, la somministrazione concomitante di quetiapina (dose di 25 mg) con ketoconazolo, un inibitore del CYP3A4, ha prodotto un aumento da 5a 8 volte dell’AUC della quetiapina. Su questa base, l’uso concomitante di quetiapina con inibitori del CYP3A4 è controindicato. E’ inoltre sconsigliato il consumo di succo di pompelmo durante la terapia con quetiapina.

In uno studio a dose multipla sui pazienti svolto per verificare la farmacocinetica della quetiapina somministrata prima e durante il trattamento con carbamazepina (un noto induttore degli enzimi epatici), la co-somministrazione di carbamazepina ha significativamente aumentato l’eliminazione di quetiapina. Questo aumento nell’eliminazione ha ridotto l’esposizione sistemica alla quetiapina (misurata come AUC) ad una media del 13% rispetto all’esposizione per somministrazione di sola quetiapina; benché in alcuni pazienti si sia riscontrato un effetto superiore. Come conseguenza di questa interazione, possono aversi concentrazioni plasmatiche inferiori, che possono avere un’influenza sull’efficacia della terapia con quetiapina. La co-somministrazione di quetiapina e fenitoina (un altro induttore degli enzimi microsomiali) ha prodotto un notevole aumento dell’eliminazione di quetiapina di circa il 450%. In pazienti che ricevevano un induttore degli enzimi epatici, la terapia con quetiapina deve iniziare solo se il medico considera che i benefici quetiapina superino i rischi di togliere l’induttore enzimatico. E’ importante che qualunque cambiamento nell’induttore sia graduale e, se richiesto, esso sia sostituito con un non-induttore (es. sodio valproato) (vedere paragrafo 4.4).

La farmacocinetica di quetiapina non è significativamente modificata dalla co-somministrazione degli antidepressivi imipramina (noto inibitore del CYP 2D6) o fluoxetina (noto inibitore del CYP 3A4 e del CYP 2D6).

La farmacocinetica di quetiapina non è significativamente modificata dalla co-somministrazione degli antipsicotici risperidone o aloperidolo. L’uso concomitante di quetiapina e tioridazina ha provocato un aumento della clearance della quetiapina di circa il 70%.

La farmacocinetica di quetiapina non è modificata dalla co-somministrazione con cimetidina.

La farmacocinetica del litio non viene modificata dalla co-somministrazione con quetiapina.

Le farmacocinetiche del sodio valproato e della quetiapina non vengono alterate in modo clinicamente rilevante per co-somministrazione. Uno studio retrospettivo su bambini e adolescenti che hanno ricevuto valproato, quetiapina o entrambi, ha evidenziato una maggiore incidenza di leucopenia e neutropenia nel gruppo che ha assunto la combinazione rispetto al gruppo in monoterapia.

Non sono stati condotti studi formali di interazione con i farmaci cardiovascolari comunemente utilizzati.

E’ necessario usare cautela quando la quetiapina è impiegata in concomitanza con medicinali noti per causare uno sbilanciamento elettrolitico o per aumentare l’intervallo QT.

In pazienti che hanno assunto quetiapina, sono stati riportati risultati di falsi positivi al metadone e agli antidepressivi triciclici con test immunologici enzimatici. Si raccomanda di confermare i discutibili risultati dell’esame immunologico con un’appropriata tecnica cromatografica.


04.6 Gravidanza e allattamento - Inizio Pagina

La sicurezza e l’efficacia di quetiapina non sono state valutate durante il periodo di gravidanza.

Finora non vi sono dati negativi derivanti da test sugli animali; tuttavia non sono stati esaminati i possibili effetti sull’occhio del feto.

Pertanto in caso di gravidanza quetiapina deve essere somministrata solamente se il beneficio giustifica i potenziali rischi. Successivamente all’uso di quetiapina in gravidanza sono stati osservati sintomi di astinenza nei neonati.

Sono stati pubblicati casi di escrezione di quetiapina nel latte materno umano, tuttavia la quantità escreta non era rilevante. Le donne che stanno allattando al seno devono quindi essere avvertite di evitare l’allattamento durante l’assunzione di quetiapina.

I neonati esposti agli antipsicotici (inclusa quetiapina) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di reazioni avverse che includono sintomi extrapiramidali e/o da astinenza che potrebbero variare in gravità e durata in seguito al parto. Si sono verificate segnalazioni di irrequietezza, ipertonia, ipotonia, tremore,sonnolenza, difficoltà respiratoria, o disturbi dell'alimentazione. Di conseguenza, i neonati devono essere monitorati attentamente.


04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - Inizio Pagina

Quetiapina, data la sua principale attività sul sistema nervoso centrale, può interferire con le attività che richiedono vigilanza mentale. Pertanto i pazienti devono essere avvertiti di non guidare o utilizzare macchine fino a che non è nota la sensibilità individuale.


04.8 Effetti indesiderati - Inizio Pagina

Le più comuni reazioni avverse osservate con quetiapina sono sonnolenza, vertigini, secchezza delle fauci, astenia lieve, stipsi, tachicardia, ipotensione ortostatica e dispepsia.

Come gli altri antipsicotici quetiapina può essere associata ad incremento ponderale, sincope, sindrome neurolettica maligna, leucopenia, neutropenia ed edema periferico.

L’incidenza delle reazioni avverse associate alla terapia con quetiapina, è di seguito tabulata in accordo al formato raccomandato dal Council for International Organizations of Medical Sciences (CIOMS III Working Group; 1995).

Le frequenze degli eventi avversi sono classificate secondo la seguente convenzione: Molto comune (>1/10), comune (>1/100, <1/10), non comune (>1/1000, <1/100), raro (>1/10000, <1/1000) e molto raro (<1/10000).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto comune: Diminuzione di emoglobina23

Comune: Leucopenia1, 29, diminuzione della conta dei neutrofili, aumento degli

eosinofili28

Non comune: Raro:

Non nota:

Trombocitopenia, anemia, diminuzione della conta piastrinica14

Agranulocitosi27

Neutropenia1

Disturbi del sistema immunitario

Non comune:

Molto raro: Patologie endocrine Comune:

Non comune:

Molto raro:

Ipersensibilità (incluse reazioni allergiche cutanee)

Reazione anafilattica6

Iperprolattinemia16, riduzione del T4 totale25, riduzione del T4 libero2 riduzione del T3 totale25, aumenti di THS25 Riduzione del T3 libero, ipotiroidismo22 Inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico

Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune:

Comune:

Non comune:

Raro:

Disturbi psichiatrici

Comune:

Raro:

Aumento dei livelli sierici dei trigliceridi11,31, Aumento del colesterolo totale (principalmente colesterolo LDL)12,31, diminuzione nel colesterolo HDL18,31, incremento ponderale9,31

Aumento dell’appetito, aumento del glucosio ematico fino a livelli iperglicemici7,31

Iponatremia20, diabete mellito1,5,6 Sindrome metabolica30

Sogni anomali ed incubi, ideazione suicida e comportamento suicida21 Sonnambulismo e comportamenti associati come sonniloquio e disordini alimentari legati al sonno

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: Comune:

Non comune:

Patologie cardiache

Comune:

Non comune:

Patologie dell 'occhio

Comune:

Patologie vascolari

Comune:

Raro:

capogiri 417, sonnolenza2,17, cefalea, sintomi extrapiramidali1,22 Sincope4,14, disartria

Crisi epilettiche1, sindrome delle gambe senza riposo, discinesia tardiva1,6

Tachicardia4, palpitazioni24 Prolungamento del QT1,13,19, bradicardia33

Visione offuscata

Ipotensione ortostatica4,17 tromboembolismo venoso1

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune: Riniti, dispnea24

Patologie gastrointestinali

Molto comune: Secchezza della bocca

Comune:

Non comune:

Raro:

Patologie epatobiliari Comune:

Raro:

Stipsi, dispepsia, vomito26

Disfagia8

Pancreatite

Aumento delle transaminasi sieriche (ALT e AST)3, aumento dei livelli di gamma-GT3 Ittero6, epatite

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto raro: Angioedema6, sindrome di Stevens-Johnson6

Non noto: Necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme

Patologie muscolo-scheletriche e del tessuto connettivo Molto comune: Rabdomiolisi

Patologie dell 'apparato riproduttivo e della mammella Non comune: Disfunzioni sessuali

Raro: Priapismo, galattorrea, ingrossamento del petto, disturbi mestruali

Gravidanza, puerperio e condizioni perinatali

Molto raro: Sindrome da astinenza neonatale32

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: Sintomi da astinenza (interruzione)110

Comune:

Raro:

Esami diagnostici Raro:

Astenia lieve, edema periferico, irritabilità, piressia

Sindrome maligna da neurolettici1, ipotermia

Aumenti della creatinfosfochinasi1

1. Vedere paragrafo 4.4.

2. Può verificarsi sonnolenza, generalmente durante le prime due settimane di trattamento, che si risolve solitamente proseguendo la somministrazione di quetiapina

3.

In alcuni pazienti trattati con quetiapina sono stati osservati aumenti asintomatici (shift rispetto al limite superiore della norma (ULN) > 3x ULN in qualunque momento di osservazione) delle transaminasi sieriche (ALT, AST) o dei livelli di gamma-GT. Tali aumenti erano generalmente reversibili proseguendo la terapia con quetiapina.

4.

Come altri antipsicotici con attività alfa1 adrenergica bloccante, quetiapina può comunemente indurre ipotensione ortostatica, associata a capogiri , tachicardia e, in alcuni pazienti, sincope, specialmente durante la fase iniziale di titolazione della dose (vedere paragrafo 4.4).

In casi molto rari è stata riportata esacerbazione del diabete preesistente.

Il Calcolo delle Frequenze per queste ADR deriva esclusivamente dai dati di post-commercializzazione di quetiapina nella formulazione a rilascio immediato.

Glucosio a digiuno >126mg/dL (>7,0 mmol/L) o glucosio non a digiuno >200mg/dL (>11,1 mmol/L) in almeno un’occasione.

Un aumento del tasso di disfagia con quetiapina rispetto al placebo è stato osservato solo negli studi clinici sulla depressione bipolare.

Basato su un aumento ponderale >7% rispetto al peso iniziale. Si verifica prevalentemente durante le prime settimane di trattamento.

10. I seguenti sintomi da astinenza sono stati osservati più frequentemente in studi clinici acuti, in monoterapia controllati verso placebo, che hanno valutato i sintomi da sospensione: insonnia, nausea, cefalea, diarrea, vomito, vertigini ed

12.

13.

14.

15.

16.

17.

18.

19.

20.

21.

22.

23.

24.

25.

26.

27.

28

29.

30

31.

32. 33

irritabilità. L’incidenza di queste reazioni è diminuita significativamente dopo 1 settimana dall’interruzione del farmaco.

Trigliceridi >200mg/dL (>2,258 mmol/L) (pazienti di età >18 anni) o >150 mg/dL (>1,694 mmol/L) (pazienti di età <18 anni) in almeno un’occasione.

Colesterolo >240mg/dL (>6,2064 mmol/L) (pazienti di età >18 anni) o >200 mg/dL (>5,172 mmol/L) (pazienti di età <18 anni) in almeno un’occasione. E’ stato osservato con frequenza molto comune un incremento del colesterolo LDL >30 mg/dL (>0,769 mmol/L). La variazione media tra i pazienti che hanno riportato questo aumento era pari a 41,7 mg/dL (>1,07 mmol/L).

Vedere testo sottostante.

Piastrine <100 x 109/L in almeno un’occasione.

Basato su segnalazioni da studi clinici di eventi avversi relativi ad aumento della creatinfosfochinasi non associato a sindrome maligna da neurolettici.

Livelli di prolattina (pazienti di età >18 anni): >20 ^g/L (>869,56 pmol/L) nei maschi; >30 ^g/L (>1304,34 pmol/L) nelle femmine in qualunque momento di osservazione.

Possono provocare cadute.

Colesterolo HDL: <40 mg/dL (1,025 mmol/L) nei maschi; <50 mg/dL (1,282 mmol/L) nelle femmine in qualunque momento di osservazione.

L’incidenza di pazienti con prolungaento di QTc da <450 msec a >450 msec con un aumento >30 msec. Negli studi clinici con queatiapina controllati con placebo la variazione media e l’incidenza di pazienti che hanno manifestato uno spostamento verso livelli clinicamente significativi sono simili nei gruppi trattati con quetiapina e placebo.

Spostamento da >132 mmol/L a <132 mmol/L in almeno una occasione.

Durante la terapia con quetiapina XR o subito dopo la sospensione del trattamento sono stati riportati casi di ideazione suicida e comportamenti suicidi (vedere Sezìonì 4.4 e 5.1).

Vedere paragrafo 5.1

Diminuzione emoglobina a <13 g/dL (8.07 mmol/L) nei maschi, <12 g/dL (7.45 mmol/L) nelle femmine in almeno un’occasione si è verificata nel 11% dei pazienti trattati con quetiapina in tutti gli studi compresi i prolungamenti condotti in aperto. Per questi pazienti la diminuzione massima media in emoglobina, in qualunque momento di osservazione, è satata -1.50 g/dL.

Queste segnalazioni spesso si presentano in uno quadro di tachicardia, vertigini, ipotensione ortostatica, e/o patologia cardiaco/respiratori sottostanti.

Basato su scostamenti dalla linea di base normale verso valori successivi al basale potenzialmente clinicamente importanti in qualunque momento di osservazione in tutti gli studi. Scostamenti del T4 totale, del T4 libero, del T3 totale e del del T3 libero sono definiti <0.8 x LLN (pmol/L) ( Lower Limit of Normal-LLN Limite Inferiore di Normalità ) e spostamenti di THS > 5 mIU/L in qualunque momento di osservazione.

Basato sul aumento della frequenza di vomito in pazienti anziani (>65 anni di età)

Basato su scostamenti dalla linea di base normale verso valori successivi al basale potenzialmente clinicamente importanti in qualunque momento di osservazione in tutti gli studi. Sono definiti scostamenti WBCs < 3x109cells/L in qualunque momento di osservazione (WBCs white blood cells - numero dei leucociti).

Basato su scostamenti dalla linea di base normale verso valori successivi al basale potenzialmente clinicamente importanti in qualunque momento di osservazione in tutti gli studi. Scostamento della conta degli eosinofili è definito >1x 109 cells/L in qualunque momento di osservazione.

Scostamento della conta dei neutrofili da >1.5 x 10^9/L alla baseline a <0.5 x 10^9/L in qualunque momento di osservazione durante il trattamento.

Basato su segnalazioni di eventi avversi di sindrome metabolica da tutti gli studi clinici con quetiapina.

In alcuni studi clinici è stato riscontrato, per alcuni pazienti, un peggioramento di più di uno dei fattori metabolici peso corporeo, glucosio ematico e lipidi (vedere paragrafo 4.4). vedere paragrafo 4.6

Può verificarsi o in prossimità dell’inizio del trattamento ed essere associato ad ipotensione e / o sincope. La frequenza è stabilita sulla base delle segnalazioni in tutti gli studi clinici con quetiapina di eventi avversi di bradicardia e reazionicorrelate .

In seguito all’uso di neurolettici sono stati riportati casi di prolungamento del QT, aritmia ventricolare, morte improvvisa inspiegabile, arresto cardiaco e torsioni di punta, che vengono considerati effetti di questa classe di farmaci.

Bambini e adolescenti (da 10 a 17 anni)

Gli stessi eventi avversi decritti sopra per gli adulti devono essere considerati per bambini e adolescenti. La seguente tabella riassume gli eventi avversi che si sono verificati con frequenza maggiore in pazienti bambini e adolescenti (10-17 anni) che nella popolazione adulta o eventi avversi che non si sono manifestati nella popolazione adulta.

La frequenza degli eventi avversi è ordinata come segue: molto comune (>1/10), comune (>1/100, <1/10), non comune (>1/1000, <1/100), raro (>1/10,000, <1/1000) e molto raro (<1/10.000)_

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto comune: Aumento dell’appetito_

Esami diagnostici

Molto comune: Aumento dei livelli di prolattina *, aumento della pressione sanguigna 2_

Patologie del sistema nervoso

Comune: Sincope_

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Comune: Rinite

Patologie gastrointestinali: Molto comune: Vomito

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: Irritabilità3

(1) Livelli di prolattina (nei pazienti < 18 anni): >20 gg/L (>869.56 pmol/L) maschi; >26 ug/L (>1130.428 pmol/L) femmine in qualunque momento. Meno dell’ 1% dei pazienti ha avuto un aumento dei livelli di prolattina >100 gg/L.

(2) Basato sullo scostamento sopra soglie clinicamente significative (adattate dai criteri del National Institutes of Health) o su aumenti >20 mmHg per la pressione sistolica o >10 mmHg fper la diastolica in qualunque momento in due studi clinici controllati in acuto (3-6 settimane verso placebo su bambini e adolescenti.

(3) Nota: La frequenza è congruente a quanto osservato negli adulti, ma l’irritabilità in bambini e adolescenti può essere associata a diverse implicazioni cliniche rispetto agli adulti.


Links sponsorizzati

 

04.9 Sovradosaggio - Inizio Pagina

In generale, segni e sintomi riportati sono quelli risultanti da un’esagerazione di effetti farmacologici noti della sostanza, es. sonnolenza e sedazione, tachicardia e ipotensione.

Sono stati descritti casi letali in uno studio clinico a seguito di un sovradosaggio di 13,6 grammi e nell’esperienza post-marketing con dosi di 6 grammi di sola quetiapina. Tuttavia, è stata descritta la sopravvivenza dei pazienti in casi di sovradosaggio fino a 30 g.

Nell’esperienza post-marketing ci sono stati casi molto rari di morte o coma da sovradosaggio della sola quetiapina. Inoltre sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati nel quadro di sovradosaggio con quetiapina in monoterapia: prolungamento del QT, convulsioni, stato epilettico, rabdomiolisi, depressione respiratoria, ritenzione urinaria, confusione, delirio e/o agitazione.

In generale, i segni e i sintomi riferiti erano quelli imputabili ad un aumentato effetto delle proprietà farmacologiche note del farmaco, quali sonnolenza e sedazione, tachicardia e ipotensione.

Trattamento del sovradosaggio

Non esiste un antidoto specifico per quetiapina. In caso di intossicazione grave deve essere presa in esame la possibilità di un coinvolgimento di più farmaci e si raccomanda una terapia intensiva, con instaurazione e mantenimento della pervietà delle vie aeree a supporto di un’adeguata ossigenazione e ventilazione, e monitoraggio della funzionalità cardiovascolare. Sebbene non sia stata valutata la prevenzione dell’assorbimento nei casi di sovradosaggio, si può tenere in considerazione una lavanda gastrica dopo avvelenamento grave, da effettuare se possibile entro un’ora dall’assunzione. Si deve considerare la somministrazione di carbone attivo. Nei casi di sovradosaggio da quetiapina bisogna trattare l’ipotensione refrattaria con le appropriate misure come la somministrazione di fluidi intravenosi e/o agenti simpatico mimetici. Epinefrina e dopamina devono essere evitate poiché la betastimolazione può peggiorare l’ipotensione all’intemo del quadro del blocco alfa indotto dalla quetiapina.

Lo stretto controllo medico ed il monitoraggio devono continuare fino alla guarigione del paziente.


05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE - Inizio Pagina

05.1 Proprietà farmacodinamiche - Inizio Pagina

Categoria farmacoterapeutica: antipsicotici.

Codice ATC: N05AH04

Meccanismo d’azione

Quetiapina è un farmaco antipsicotico atipico. Quetiapina e il metabolita attivo norquetiapina presente nel plasma umano, interagiscono con un ampio spettro di recettori neurotrasmettitoriali. Quetiapina e norquetiapina presentano affinità per i recettori cerebrali serotoninergici (5HT2) e dopaminergici Di e D2. Si ritiene che la combinazione di un antagonismo recettoriale con maggiore selettività per i recettori 5HT2 rispetto ai recettori D2 contribuiscano alle proprietà antipsicotiche cliniche e alla ridotta predisposizione ad indurre reazioni extrapiramidali (EPS) di quetiapina rispetto agli antipsicotici tipici.

In aggiunta norquetiapina ha un’elevata affinità per il trasportatore della norepinefrina (NET) . Quetiapina e norquetiapina possiedono inoltre elevata affinità per i recettori istaminergici e ai adrenergici e un’affinità ridotta per i recettori a2 adrenergici e serotoninergici 5HTiA. Quetiapina non presenta un’apprezzabile affinità per i recettori colinergici muscarinici o per i recettori benzodiazepinici.

Effetti farmacodinamici

Quetiapina è risultata attiva nei test di valutazione dell’attività antipsicotica, quale il test di evitamento condizionato. Inoltre antagonizza l’azione degli agonisti dopaminergici, come valutato sia da un punto di vista comportamentale che elettrofisiologico, e aumenta la concentrazione dei metaboliti della dopamina considerati indicatori neurochimici dell’attività di blocco dei recettori D2.

Nei test preclinici di predittività delle reazioni extrapiramidali, quetiapina si è dimostrata diversa dagli antipsicotici tipici dimostrando un profilo atipico. La somministrazione cronica di quetiapina non provoca una supersensibilità dei recettori dopaminergici D2. Quetiapina provoca solo una debole catalessia alle dosi efficaci per bloccare i recettori dopaminergici D2. Dopo somministrazione cronica quetiapina dimostra selettività per il sistema limbico attraverso un blocco della depolarizzazione dell’ArealO mesolimbica senza effetto sull’Area9 nigrostriatale in cui sono presenti i neuroni dopaminergici. Quetiapina, dopo somministrazione acuta e cronica, presenta una disposizione minima a indurre manifestazioni distoniche nelle scimmie Cebus sensibilizzate ad aloperidolo o libere da trattamento farmacologico.

Non è noto fino a che punto il metabolita norquetiapina contribuisce all’attività farmacologica della quetiapina negli esseri umani.

Efficacia clinica

In tre studi clinici controllati verso placebo in pazienti con schizofrenia in cui quetiapina è stata somministrata in dosi variabili non vi è stata nessuna differenza nell’incidenza di reazioni extrapiramidali o nell’uso concomitante di farmaci anticolinergici tra il gruppo trattato con quetiapina e il gruppo placebo.

In quattro studi controllati verso placebo che valutavano dosi fino a 800 mg nel trattamento della mania bipolare, di cui due in monoterapia e in aggiunta a litio e valproato monosodico, non si sono riscontrate differenze tra quetiapina e placebo nell’incidenza di reazioni extrapiramidali o nell’uso concomitante di farmaci anticolinergici.

Negli studi clinici quetiapina si è dimostrata efficace nel trattamento dei sintomi della schizofrenia sia positivi che negativi. In uno studio verso cloropromazina e in due studi verso aloperidolo, la quetiapina ha dimostrato simile efficacia a breve termine.

Negli studi clinici quetiapina si è dimostrata efficace sia in monoterapia, sia come adiuvante nel ridurre i sintomi della mania nei pazienti con mania bipolare.

La dose media di quetiapina nell’ultima settimana nei pazienti responder è stata di circa 600 mg/die e circa l’85% dei pazienti responder hanno assunto una dose variabile da 400 a 800 mg/die.

In quattro studi clinici in pazienti con episodi depressivi in disturbi bipolari di tipo I o II, con o senza ciclicità rapida, il 51% dei pazienti trattati con quetiapina ha ottenuto almeno un 50% di miglioramento nel punteggio totale MADRS all’ottava settimana in confronto al 37% dei pazienti trattati con placebo. L’efficacia antidepressiva era significativa all’ottavo giorno (settimana 1). Si sono avuti meno episodi di mania in corso di trattamento con quetiapina che con placebo. Nella fase di prosecuzione è stato dimostrato che l’effetto antidepressivo veniva mantenuto nei pazienti trattati con quetiapina (durata media del trattamento 30 settimane). Quetiapina riduceva gli episodi di alternanza dell’umore (maniacale e depressivo) del 49 %. Quetiapina era superiore al placebo nel trattamento dei sintomi di ansia associati alla depressione bipolare, come dimostrato dallo scostamento medio dalla linea di base all’ottava settimana nel punteggio totale HAM-A.

Sono stati condotti due studi di sospensione del trattamento di mantenimento con quetiapina nel disturbo bipolare (tipo I). I pazienti dovevano essere stabilizzati con quetiapina in combinazione con uno stabilizzatore dell’umore (litio o valproato) per almeno 12 settimane per essere randomizzati alla fase di mantenimento. In questa fase i pazienti proseguivano il trattamento con lo stabilizzatore dell’umore e venivano randomizzati o a proseguire quetiapina o a sostituirla gradatamente con placebo. Il mantenimento con stabilizzatore dell’umore insieme a quetiapina dava risultati superiori a quello con lo stabilizzatore dell’umore in monoterapia (dopo sospensione di quetiapina) per quanto riguardava l’aumento del tempo di ricaduta di qualunque episodio di sbalzo dell’umore (maniacale, misto o depresso). La quetiapina veniva somministrata due volte al giorno per un totale di 400 mg - 800 mg al giorno come terapia di combinazione con litio o valproato.

Uno studio di sospensione dopo trattamento a lungo termine (fino a 2 anni di trattamento) è stato condotto per la prevenzione delle ricadute in pazienti con episodi maniacali, depressivi o misti. Dopo la risposta e la stabilizzazione con quetiapina, i pazienti sono stati randomizzati a mantenere quetiapina, a sostituirla gradualmente con placebo o a sostituirla gradualmente con litio. La quetiapina era superiore al placebo per quanto riguardava l’aumento del tempo di ricaduta di qualunque episodio di sbalzo dell’umore (maniacale, misto o depresso) in pazienti con disturbo bipolare di tipo I. Il numero di pazienti con un episodio di sbalzo d’umore è stato 91 (22.5%) nel gruppo di quetiapina, 208 (51.5%) nel gruppo del placebo e 95 (26.1%) nel gruppo trattato con litio, rispettivamente. Va notato che la concentrazione sierica mediana di litio era al di fuori dell’abituale range terapeutico (0.6-1.2 mmol/l) in un numero sostanzialmente elevato di pazienti trattati con litio (25%).

In studi clinici in monoterapia controllati verso placebo, in pazienti con conta basale dei neutrofili >1,5 x 109/L, l’incidenza di almeno un episodio di neutrofili <1,5 x 109/L è stata dell’1,72% in pazienti trattati con quetiapina e dello 0,73% in pazienti trattati con placebo. In tutti gli studi clinici (controllati verso placebo, in aperto, verso un confronto attivo; pazienti con una conta basale dei neutrofili >1,5 x 109/L), l’incidenza di almeno un episodio di neutrofili <0,5 x 109/L è stata dello 0,21% in pazienti trattati con quetiapina e dello 0% in pazienti trattati con placebo e l’incidenza >0,5 - <1,0 x 109/L è stata dello 0,75% in pazienti trattati con quetiapina e dello 0,11% in pazienti trattati con placebo

Bambini e adolescenti (da 10 a 17 anni di età)

Efficacia clinica

L’efficacia e la sicurezza di quetiapina sono state studiate in uno studio controllato verso placebo della durata di 3 settimane nel trattamento della mania (n= 284 pazienti statunitensi da10 a17 anni di età). Circa il 45% della popolazione di pazienti aveva una diagnosi aggiuntiva di ADHD. Inoltre è stato condotto uno studio controllato verso placebo della durata di 6 settimane per il trattamento della schizofrenia (n = 222 pazienti da 13a17 anni di età). In entrambi gli studi i pazienti notoriamente non rispondenti alla quetiapina sono stati esclusi. Il trattamento con quetiapina è iniziato a 50 mg/giorno e al secondo giorno è stato aumentato a 100 mg/giorno; successivamente la dose è stata titolata ai livelli voluti (mania 400-600 mg/giorno; schizofrenia 400-800 mg/giorno) con aumenti di 100 mg/giorno somministrati due o tre volte al giorno.

Negli studi sulla mania, la differenza nella media dei minimi quadrati dello scostamento dalla linea di base nel punteggio totale YMRS (attivo meno placebo) era -5.21 per quetiapina 400 mg/giorno e -6.56 per quetiapina 600 mg/giorno.

La percentuale di risponditori (miglioramento YMRS >50%) era 64% per quetiapina 400 mg/giorno, 58% per 600 mg/giorno e 37% nel braccio trattato con placebo.

Nello studio sulla schizofrenia, la differenza nella media dei minimi quadrati dello scostamento dalla linea di base nel punteggio totale PANSS (attivo meno placebo) era -8.16 per quetiapina 400 mg/giorno e -9.29 per quetiapina 800 mg/giorno.

Ne’ dosi basse (400 mg/giorno) ne’ dosi alte (800 mg/giorno) di quetiapina erano superiori al placebo per quanto riguarda la percentuale di pazienti che rispondevano al trattamento, definita come una riduzione >30% dello scostamento dalla linea di base nel punteggio totale PANSS. Le dosi maggiori risultavano avere una percentuale numericamente inferiore di risponditori sia nella mania che nella schizofrenia.

In un terzo studio a breve termine controllato verso placebo in monoterapia su bambini e adolescenti (da10 a17 anni di età) affetti da depressione bipolare non è stata dimostrata l’efficacia.

Non sono disponibili data sul mantenimento dell’efficacia o sulla prevenzione delle ricorrenze in questo gruppo di età.

Sicurezza clinica

Nello studio pediatrico a breve termine con quetiapina descritto sopra, l’incidenza dei sintomi extrapiramidali nel braccio attivo rispetto al placebo sono stati 12.9% vs. 5.3% nel trial per la schizofrenia, 3.6% vs. 1.1% nel trial per la mania bipolare e 1.1% vs. 0% nel trial per la depressione bipolare.

L’incidenza dell’aumento di peso >7% del peso corporeo al basale nel braccio attivo rispetto al placebo è stato 17% vs. 2.5% nei trial per la schizofrenia e mania bipolare e 12.5% vs. 6% nel trial per la depressione bipolare. L’incidenza di eventi correlabili al suicidio con quetiapina rispetto al placebo è stata di 1.4% vs. 1.3% nello studio sulla schizofrenia, 1.0% vs. 0% nello studio sulla mania bipolare e 1.1% vs. 0% nello studio sulla depressione bipolare. Durante la fase estesa di follow-up post-trattamento nello studio sul disturbo bipolare ci sono stati due eventi correlabili al suicidio in due pazienti, uno dei quali era in trattamento con quetiapina al momento dell’evento.

Sicurezza a lungo termine

Un estensione in aperto agli studi in acuto, della durata di 26 settimane (n= 380 pazienti), a dosi di quetiapina variabili tra 400 e 800 mg/giorno, ha fornito dati addizionali di sicurezza. Sono stati riportati aumenti pressorii in bambini e adolescenti e anche aumento dell’appetito, sintomi extrapiramidali e aumento dei livelli di prolattina sierica, con frequenza superiore in bambini e adolescenti rispetto ai pazienti adulti (vedere Sezìonì 4.4 e 4.8). Riguardo all’aumento di peso corporeo, dopo aggiustamento in base alla crescita normale in un periodo più lungo, si è utilizzato un aumento di almeno 0.5 deviazioni standard rispetto alla linea di base del Body Mass Index (BMI) come misura di cambiamento clinicamente significativo; il 18.3% dei pazienti trattati con quetiapina per almeno 26 settimane soddisfaceva tale criterio.


Links sponsorizzati

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche - Inizio Pagina

Assorbimento

Dopo somministrazione orale quetiapina è ben assorbita ed ampiamente metabolizzata.

La biodisponibilità di quetiapina non viene significativamente modificata dalla somministrazione con il cibo. La concentrazione molare di picco allo stato stazionario del metabolita attivo norquetiapina è pari al 35% di quella osservata per quetiapina. Le farmacocinetica di quetiapina e norquetiapina sono lineari lungo l’intervallo di dosi approvato.

Distribuzione

Quetiapina si lega alle proteine plasmatiche per circa l1 83%.

Metabolismo

Quetiapina è ampiamente metabolizzata dal fegato; in seguito a somministrazione di quetiapina radio marcata, il composto originale costituisce meno del 5% del materiale immodificato correlato alla sostanza rintracciabile nell’urina o nelle feci.

Studi in vitro hanno stabilito che il CYP3A4 è il principale enzima responsabile del metabolismo della quetiapina mediato dal citocromo P450. La norquetiapina è principalmente prodotta e eliminata dal CYP3A4. Approssimativamente il 73% della radioattività è escreta nelle urine ed il 21% nelle feci.

È stato dimostrato che la quetiapina e alcuni dei suoi metaboliti (inclusa norquetiapina) sono deboli inibitori in vitro delle attività 1A2, 2C9, 2C19, 2D6 e 3A4 del citocromo umano P450. L’inibizione in vitro del CYP si osserva solo a concentrazioni circa 5-50 volte superiori rispetto a quelle osservate con dosi comprese fra i 300 e gli 800 mg al giorno nell’uomo. Sulla base di questi risultati in vitro, è improbabile che la somministrazione concomitante di quetiapina e altri medicinali determini un’inibizione clinicamente significativa del metabolismo mediato dal citocromo P450 dell’altra sostanza. Studi sugli animali indicano che la quetiapina può indurre gli enzimi del citocromo P450. In uno studio di interazione specifico su pazienti psicotici, tuttavia, non è stato osservato alcun aumento dell’attività del citocromo P450 dopo somministrazione di quetiapina.

Eliminazione

L’emivita di eliminazione di quetiapina e norquetiapina sono approssimativamente 7 e 12 ore rispettivamente. La frazione di dose molare media di quetiapina libera e del metabolita plasmatico attivo nell’uomo, norquetiapina, estratta nell’urina è <5%.

Popolazioni speciali

Sesso

La cinetica di quetiapina non differisce tra uomini e donne.

Auziaui

La clearance media di quetiapina nell’anziano è ridotta approssimativamente del 30 - 50% rispetto a quanto osservato negli adulti di 18 - 65 anni.

Insufficienza renale

La clearance media plasmatica di quetiapina si è ridotta di circa il 25% in pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min/1,73m^), ma i valori di clearance individuale rientrano nel range dei soggetti normali.

Insufficienza epatica

La clearance plasmatica media di quetiapina è calata di circa il 25% in pazienti con insufficienza epatica nota (cirrosi stabile indotta da abuso di alcol). Poiché quetiapina è metabolizzata a livello epatico in modo estensivo, nella popolazione di pazienti con insufficienza epatica sono previsti elevati livelli plasmatici. In questi pazienti possono rendersi necessari aggiustamenti della dose (vedere paragrafo 4.2 posologìa e modo dì sommìnìstrazìone).

Bambini e adolescenti (da 10 a 17 anni di età)

Si sono ottenuti dati di farmacocinetica da 9 bambini di 10-12 anni di età e da 12 adolescenti, in trattamento allo steady-state con 400 mg di quetiapina due volte al giorno. Allo steady-state, i livelli plasmatici normalizzati del composto immodificato quetiapina in bambini e adolescenti (10-17 anni di età) erano in generale simili a quelli degli adulti, anche se il Cmax nei bambini risultava nel range più alto del range osservato negli adulti. AUC e Cmax del metabolita attivo, N-desalchil quetiapina, erano più alti, approssimativamente del 62% e del 49% nei bambini (10-12 anni) e del 28% e del 14% negli adolescenti (13-17 anni), rispetto agli adulti.


05.3 Dati preclinici di sicurezza - Inizio Pagina

Una serie di studi di genotossicità in vitro e in vivo non hanno mostrato evidenza di genotossicità. Sono state riscontrate le seguenti deviazioni negli animali da laboratorio esposti a livelli clinicamente rilevanti, non ancora confermate dalla ricerca clinica a lungo termine: nei ratti è stata osservata una deposizione di pigmento nella ghiandola tiroidea; nella scimmia cynomolgus si sono osservate ipertrofia delle cellule follicolari tiroidee, un abbassamento dei livelli plasmatici del T3, un decremento della concentrazione di emoglobina e un decremento della conta dei globuli rossi e dei globuli bianchi; nel cane si sono osservate opacità del cristallino e cataratta.

Pertanto, il beneficio del trattamento con quetiapina deve essere valutato tenendo in considerazione i rischi della sicurezza del paziente sulla base di quanto sopra elencato.


06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - Inizio Pagina

06.1 Eccipienti - Inizio Pagina

Nucleo della compressa Croscarmellosa sodica Silice colloidale anidra Acido fumarico Etilcellulosa Magnesio stearato

Rivestimento Ipromellosa Idrossipropilcellulosa Macrogol 8000 Titanio biossido (E171)

Ferro ossido giallo (E172): solo25 mg, 100 mg Ferro ossido rosso (E172): solo 25 mg


Pubblicità

 

06.2 Incompatibilità - Inizio Pagina

Non applicabile.


06.3 Periodo di validità - Inizio Pagina

2 anni


06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - Inizio Pagina

Questo medicinale non richiede nessuna speciale precauzione per la conservazione.


06.5 Natura e contenuto della confezione - Inizio Pagina

25 mg:

Blister PVC/PVDC/Al da 6, 30 e 60 compresse.

Flacone in HDPE con tappo a vite in PP di colore blu da 30 e 100 compresse.

100 mg:

Blister PVC/PVDC/Al da 60 compresse.

Flacone in HDPE con tappo a vite in PP di colore blu da 30 e 100 compresse.

200mg e 300 mg:Blister PVC/PVDC/Al da 60 e 100 compresse.

Flacone in HDPE con tappo a vite in PP di colore blu da 30 e 100 compresse.

Non tutte le confezioni sono in commercio.


06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - Inizio Pagina

Non ci sono speciali requisiti.


07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina

DOC Generici Srl - Via Turati, 40 - 20121 Milano


08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina

25 mg compresse rivestite con film 6 compresse in blister PVC/PVDC/AL AIC 040682015

25 mg compresse rivestite con film 30 compresse in blister PVC/PVDC/AL AIC 040682027

25 mg compresse rivestite con film 60 compresse in blister PVC/PVDC/AL AIC 040682039

25 mg compresse rivestite con film 30 compresse in contenitore HDPE AIC 040682041

25 mg compresse rivestite con film 100 compresse in contenitore HDPE AIC 040682054

100 mg compresse rivestite con film 30 compresse in contenitore HDPE AIC 040682066

100 mg compresse rivestite con film 100 compresse in contenitore HDPE AIC 040682078

100 mg compresse rivestite con film 60 compresse in blister PVC/PVDC/AL AIC 040682080

200 mg compresse rivestite con film 60 compresse in blister PVC/PVDC/AL AIC 040682092

200 mg compresse rivestite con film 30 compresse in contenitore HDPE AIC 040682104

200 mg compresse rivestite con film 100 compresse in contenitore HDPE AIC 040682116

300 mg compresse rivestite con film 100 compresse in contenitore HDPE AIC 040682128

300 mg compresse rivestite con film 30 compresse in contenitore HDPE AIC 040682130

300 mg compresse rivestite con film 60 compresse in blister PVC/PVDC/AL AIC 040682142


09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - Inizio Pagina

Luglio 2011


10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - Inizio Pagina

10/09/2014


 

Pubblicità

 

 

LE ULTIME NEWS DAL FORUM TORRINOMEDICA

 

Cerca nel sito:

Copyright © 2002-2020 Torrinomedica S.r.l.   P.IVA: 13152991009   REA: 1427642 . Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy