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Timbro Approvato Verde

Solu-medrol, polvere e solvente per soluzione iniettabile
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

INDICE DELLA SCHEDA DEL FARMACO

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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -Inizio Pagina

SOLU-MEDROL, POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE


02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - Inizio Pagina

1 flacone a doppia camera da contiene:ml 1ml 2
Principio attivo
Metilprednisolone sodio succinatomg 53,03mg 165,72
equivalenti a metilprednisolonemg 40mg 125

 

1 flacone di liofilizzato da contiene:ml 8ml 16ml 32
Principio attivo
Metilprednisolone sodio succinatomg 662,88mg 1325,77mg 2651,5
equivalenti a metilprednisolonemg 500mg 1000mg 2000

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.


03.0 FORMA FARMACEUTICA - Inizio Pagina

Polvere e solvente per soluzione iniettabile.

USO INTRAMUSCOLARE ED ENDOVENOSO.


04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - Inizio Pagina

04.1 Indicazioni terapeutiche - Inizio Pagina

1. Disordini endocrini

Insufficienza adrenocorticale acuta (l’idrocortisone o il cortisone sono i farmaci di scelta: l’aggiunta di mineralcorticoidi può essere necessaria, soprattutto quando vengono usati gli analoghi sintetici).

2. Malattie del collagene

Durante una riacutizzazione o come terapia di mantenimento in particolari casi di Lupus eritematosus sistemico.

3. Alterazioni dermatologiche

a. pemfigo

b. eritema multiforme grave (Sindrome di Stevens-Johnson)

c. dermatite esfoliativa

4.Stati allergici

Controllo di condizioni allergiche gravi o inabilitanti non rispondenti alla terapia tradizionale, in caso di:

a. asma bronchiale

b. dermatite da contatto

c. malattia da siero

d. reazioni di ipersensibilità ai farmaci

e. edema angioneurotico, orticaria, shock anafilattico (in aggiunta all’adrenalina)

5.Malattie gastrointestinali

Colite ulcerosa (terapia sistemica o come clistere ritentivo o a goccia per far superare al paziente una fase particolarmente critica della malattia), ileite segmentaria.

6.Stati edematosi

Per indurre la diuresi o la remissione della proteinuria nella sindrome nefrosica senza uremia o di tipo idiopatico o dovute a lupus eritematosus sistemico.

7.Sistema nervoso centrale

Edema cerebrale da tumore primario o metastatico e/o associato a terapia chirurgica o radiante, riacutizzazioni della sclerosi multipla, lesioni acute del midollo spinale. Il trattamento deve iniziare entro 8 ore dal verificarsi del trauma.

8.Affezioni neoplastiche

Trattamento palliativo di: leucemie e linfomi negli adulti, leucemia acuta dell’infanzia.

Terapia palliativa dei tumori in fase molto avanzata.

SOLU-MEDROL può anche essere usato nelle seguenti condizioni:

a. Neurodermite generalizzata

b. Febbre reumatica acuta

c. Shock grave: emorragico, traumatico, chirurgico

Nei casi di shock grave, l’uso di SOLU-MEDROL endovena può aiutare nel ripristino della situazione emodinamica. La terapia corticosteroidea non deve essere considerata come sostituzione dei metodi standard per combattere lo shock ma esperienze recenti indicano che l’uso concomitante di dosi massive di corticosteroidi, insieme ad altre misure terapeutiche, può aumentare l’indice di sopravvivenza.

d. Ustioni esofagee

In caso di ustioni esofagee dovute ad ingestione di agenti caustici, la terapia corticosteroidea ha diminuito l’incidenza di aderenze e di morbilità. Per esplicare la loro azione i corticosteroidi devono essere somministrati entro 48 ore dalla avvenuta ustione. Uno steroide a rapida azione come SOLU-MEDROL può essere somministrato insieme a fluidi e antibiotici, quale trattamento iniziale.

Dopo esofagoscopia la somministrazione del farmaco può essere interrotta in pazienti che non presentano ustioni. Il trattamento di quei pazienti con danno esofageo dovrebbe continuare con DEPO-MEDROL (metilprednisolone acetato) o MEDROL compresse (metilprednisolone acetato), se tollerato, più antibiotici e drenaggio.

e. Prevenzione della nausea e del vomito associati a chemioterapia antitumorale

f. Terapia adiuvante nelle gravi pneumopatie da Pneumocystis carinii in soggetti affetti da A.I.D.S.

La somministrazione deve essere effettuata entro 24 ore dall’inizio del trattamento antimicrobico.


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04.2 Posologia e modo di somministrazione - Inizio Pagina

Quando é richiesto un trattamento ad alte dosi, la dose raccomandata di SOLU-MEDROL (metilprednisolone sodio succinato) é di 30 mg/kg somministrata per via endovenosa in un intervallo di tempo di almeno 30 minuti. Questa dose può essere ripetuta ogni 4-6 ore per un periodo di 48 ore. La dose iniziale dovrebbe essere somministrata per via endovenosa nell’arco di più minuti. In generale, la terapia con corticosteroidi a dosi elevate deve essere continuata solo sino a che la condizione del paziente si sia stabilizzata; generalmente non oltre le 48-72 ore. Sebbene gli effetti collaterali associati alla terapia con corticoidi a dose elevata per breve termine siano rari, si può verificare un’ulcera peptica. Può essere indicata una terapia anti-acida profilattica.

Quando é richiesto un trattamento mediante la somministrazione di boli endovenosi di SOLU-MEDROL per stati patologici in riacutizzazione e/o non più responsivi alla terapia standard, quali quelli sottoelencati, i dosaggi consigliati sono i seguenti:

Sclerosi multipla: 1 g/die e.v. per 3 giorni o per 5 giorni.

Stati edematosi (glomerulonefrite, nefrite lupica): 30 mg/kg e.v. a giorni alterni o 1 g/die e.v. per 3, 5 o 7 giorni

Tali schemi possono essere ripetuti qualora non si fosse notato un miglioramento entro la settimana successiva alla fine del trattamento, o qualora le condizioni del paziente lo suggerissero.

Lesioni acute del midollo spinale

Gli schemi posologici che seguono si riferiscono alla sola indicazione delle lesioni acute del midollo spinale.

Per i pazienti trattati entro 3 ore dal trauma: somministrare 30 mg/kg di metilprednisolone sodio succinato in bolo venoso nell’arco di 15 minuti, seguito da un intervallo di 45 minuti e quindi da un’infusione di mantenimento di 5,4 mg/kg per ora durante le successive 23 ore.

Per i pazienti trattati tra le 3 e le 8 ore dal trauma: somministrare 30 mg/kg di metilprednisolone sodio succinato in bolo venoso nell’arco di 15 minuti, seguito da un intervallo di 45 minuti e quindi da un’infusione di mantenimento di 5,4 mg/kg per ora durante le successive 47 ore.

Per la pompa d’infusione dovrebbe essere utilizzato un sito endovenoso distinto.

Il trattamento deve iniziare entro 8 ore dal verificarsi del trauma.

Terapia palliativa nel tumore in fase molto avanzata: 125 mg/die e.v. fino a 8 settimane hanno dimostrato di migliorare significativamente dolore, nausea/vomito, anoressia, astenia ed ansia.

Nella prevenzione della nausea e del vomito associati a chemioterapia antitumorale sono consigliati i seguenti schemi posologici:

•  nella chemioterapia da lieve a moderatamente emetizzante, somministrare:

125-250 mg di metilprednisolone sodio succinato da solo o associato ad una fenotiazina clorurata un’ora prima della chemioterapia, seguito da una seconda dose di metilprednisolone sodio succinato al momento della chemioterapia, e da una dose finale di metilprednisolone sodio succinato da somministrarsi prima che il paziente venga dimesso per garantire una copertura antiemetica prolungata dopo che il paziente ha lasciato l’ospedale

•  nella chemioterapia altamente emetizzante, somministrare:

250 mg di metilprednisolone sodio succinato + 1-2,5 mg di droperidolo o 1,5-2 mg/kg di metoclopramide un’ora prima della chemioterapia.

Una seconda dose di metilprednisolone sodio succinato somministrata al momento della chemioterapia.

Una dose finale di metilprednisolone sodio succinato da somministrarsi prima che il paziente venga dimesso per garantire una copertura antiemetica prolungata dopo che il paziente ha lasciato l’ospedale.

Terapia adiuvante della polmonite da Pneumocystis carinii grave nei pazienti con A.I.D.S.: 0,5 mg/kg ogni 6 ore per un periodo di 10 giorni.

La somministrazione deve avvenire entro 24 ore dall’inizio della terapia antimicrobica.

Nelle altre indicazioni la dose iniziale può variare da 10 a 40 mg di metilprednisolone a seconda della condizione clinica da trattare. Dosi più elevate possono essere richieste per il trattamento a breve termine di condizioni acute e gravi. La dose iniziale dovrebbe essere somministrata per via endovenosa nell’arco di più minuti. Le dosi successive possono essere somministrate per via endovenosa o intramuscolare ad intervalli determinati sulla base della risposta del paziente e delle sue condizioni cliniche. La terapia corticosteroidea é una terapia adiuvante e non sostitutiva della terapia convenzionale.

La dose può essere ridotta nei neonati e nei bambini, ma deve essere determinata soprattutto in funzione della gravità delle condizioni e della risposta del paziente, piuttosto che dalla sua età e dal suo peso. Essa non dovrebbe essere inferiore a 0,5 mg/kg/die. Il dosaggio deve essere diminuito gradualmente quando il farmaco é stato somministrato per più giorni. Qualora, durante il trattamento di una malattia cronica, fosse notato un periodo di remissione spontanea, il farmaco dovrebbe essere sospeso.

SOLU-MEDROL può essere somministrato mediante iniezione endovenosa o intramuscolare o per fleboclisi. Per il trattamento iniziale di emergenza, la via di somministrazione preferita é quella endovenosa (vedere paragrafo 6.6 “Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione”).


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04.3 Controindicazioni - Inizio Pagina

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1.

Solu-medrol è controindicato:

•  in pazienti con infezioni micotiche sistemiche.

•  nell’utilizzo per somministrazione intratecale.

La somministrazione di vaccini vivi, vivi attenuati è controindicata in pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi.


04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - Inizio Pagina

Dal momento che l’insorgenza di effetti collaterali é in rapporto al dosaggio e alla durata del trattamento, é necessario valutare attentamente tali fattori in ogni singolo paziente. In corso di terapia si suggerisce di ridurre gradualmente la posologia allo scopo di trovare la più bassa dose di mantenimento.

Effetti immunosoppressivi/Aumentata suscettibilità alle infezioni

I corticosteroidi possono aumentare la suscettibilità alle infezioni, possono mascherare alcuni segni di infezione e durante il loro impiego si possono verificare infezioni intercorrenti; valutare l’opportunità di istituire un’adeguata terapia antibiotica.

Potrebbe verificarsi una diminuzione della resistenza e incapacità di localizzare l’infezione durante il trattamento con corticosteroidi. Infezioni causate da virus, batteri, funghi, protozoi e organismi elmintici in ogni parte del corpo possono essere associate all’uso dei corticosteroidi da soli o in associazione ad altri agenti immunosoppressori che hanno effetto sull’immunità cellulare, umorale e sulla funzione neutrofila. Queste infezioni possono essere lievi, ma anche gravi ed in alcuni casi fatali. All’aumentare delle dosi di corticosteroidi aumenta il tasso di incidenza delle infezioni.

Persone trattate con farmaci immunosoppressori sono più suscettibili alle infezioni rispetto ad individui sani. Varicella e morbillo, ad esempio, possono avere un decorso più serio o anche fatale in bambini non immuni o in adulti sottoposti a terapia con corticosteroidi.

I corticosteroidi devono essere usati con attenzione in pazienti affetti da nota o sospetta infezione parassitaria quale la Strongiloidiasi (infestazione da nematodi). In questi pazienti l’immunosoppressione indotta dai corticosteroidi può condurre a iperinfezione da Strongiloidiasi e disseminazione diffusa della migrazione delle larve, spesso accompagnata da enterocoliti gravi e setticemia da gram-negativi potenzialmente fatale.

Il ruolo dei corticosteroidi nello shock settico è controverso; gli studi iniziali riportavano sia gli effetti dannosi che i benefici. Recentemente l’uso dei corticosteroidi è stato suggerito essere di beneficio nei pazienti con shock settico che presentano insufficienza surrenalica.

L’uso di routine di corticosteroidi nello shock settico non è raccomandato, e revisioni sistematiche della letteratura non supportano il loro uso ad alte dosi, per brevi periodi.

Ad ogni modo, le meta-analisi e pubblicazioni suggeriscono che l’uso prolungato (5-11 giorni) di corticosteroidi a basso dosaggio può ridurre la mortalità.

La somministrazione di vaccini vivi o attenuati è controindicata in pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi. Vaccini morti o inattivi possono essere somministrati a pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi, sebbene la risposta a questi vaccini può essere diminuita. In pazienti che ricevono dosi non-immunosoppressive di corticosteroidi possono essere intraprese particolari procedure di immunizzazione. La somministrazione di corticosteroidi può ridurre o abolire la risposta ai test cutanei. Durante il trattamento corticosteroideo i pazienti non devono essere vaccinati contro il vaiolo.

Non effettuare altri procedimenti di immunizzazione in pazienti sotto terapia corticosteroidea, particolarmente a dosi elevate, a causa dei rischi possibili di complicazioni neurologiche e di una diminuita risposta anticorpale. L’impiego di SOLU-MEDROL nella tubercolosi attiva va limitato a quei casi di malattia fulminante o disseminata in cui il corticosteroide é usato per il trattamento della malattia sotto un opportuno regime antitubercolare.

Se i corticosteroidi sono somministrati in pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina, é necessaria una stretta sorveglianza in quanto si può verificare una riattivazione della malattia in particolare nei pazienti immunocompromessi nei quali deve essere valutata l’opportunità di una terapia antitubercolare. In questi pazienti deve inoltre essere considerata la possibilità di attivazione di altre infezioni latenti. Durante una terapia prolungata, deve essere istituita una copertura chemioprofilattica.

Si sono verificati casi di sarcoma di Kaposi in pazienti trattati con corticosterodi. L’interruzione del trattamento potrebbe portare a regressione della malattia.

Sistema emolinfopoietico

L’aspirina e agenti antinfiammatori non steroidei devono essere usati con cautela in associazione con corticosterodi nei pazienti con ipoprotrombinemia.

Effetti sul sistema immunitario

Possono verificarsi reazioni allergiche.Poiché si sono avuti rari casi di reazioni della pelle e reazioni anafilattiche/anafilattoidi in pazienti sottoposti a terapia con corticosteroidi, devono essere prese le opportune precauzioni prima della somministrazione, particolarmente quando il paziente risulti alla anamnesi allergico ai medicamenti.

Effetti sul sistema endocrino

Dosi farmacologiche di corticosterodi somministrati per periodi prolungati possono condurre a soppressione del sistema ipotalamo-pituitario-surrenalico (HPA) (insufficienza corticosurrenale secondaria). Il grado e la durata dell’insufficienza corticosurrenale secondaria è variabile nei pazienti e dipende dalla dose, frequenza, tempo di somministrazione e durata della terapia con glucocorticoidi. Questo effetto può essere minimizzato con una terapia a giorni alterni. Inoltre, l’interruzione brusca del trattamento con glucocorticoidi può portare all’insufficienza corticosurrenale acuta con un esito fatale. L’insufficienza corticosurrenale secondaria indotta dal farmaco può essere minimizzata mediante una riduzione graduale del dosaggio. Questo tipo di insufficienza relativa può persistere per mesi dopo l’interruzione della terapia; pertanto, se il paziente é soggetto a condizioni di stress durante questo periodo, si deve adottare una idonea terapia ormonale. Poiché la secrezione mineralcorticoide può essere alterata, somministrare in associazione sali e/o farmaci ad attività mineralcorticoide.

Nei pazienti in terapia con corticosteroidi sottoposti a stress inusuale, è indicato un aumento del dosaggio di corticosteroidi ad azione rapida prima, durante e dopo la situazione di stress.

Una “sindrome da astinenza” da steroidi apparentemente non correlata a insufficienza corticosurrenalica, può verificarsi anche dopo l’interruzione improvvisa di glucocorticoidi. Questa sindrome comprende sintomi quali: anoressia, nausea, vomito, letargia, mal di testa, febbre, dolori articolari, desquamazione, mialgia, perdita di peso e/o ipotensione. Questi effetti si pensa siano dovuti al cambiamento repentino della concentrazione di glucocorticoidi, piuttosto che bassi livelli di corticosteroidi.

Dato che i glucocorticoidi possono causare o aggravare la sindrome di Cushing, la loro somministrazione deve essere evitata nei pazienti con la malattia di Cushing.

Nei pazienti con ipotiroidismo, l’effetto dei corticosteroidi è aumentato.

Metabolismo e nutrizione

I corticosteroidi, incluso il metilprednisolone, possono aumentare i livelli di glucosio nel sangue, peggiorare il diabete preesistente e predisporre al diabete mellito i pazienti sottoposti a terapia prolungata con corticosteroidi.

Disturbi psichiatrici

I corticosteroidi possono provocare disturbi psichiatrici quali: euforia, insonnia, sbalzi d’umore, cambiamenti di personalità, depressione grave fino a evidenti manifestazioni psicotiche. Inoltre, una instabilità emotiva preesistente o tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi che in tal caso vanno somministrati solo nei casi di effettiva necessità e sotto stretta sorveglianza.

Steroidi per uso sistemico possono causare reazioni avverse di tipo psichiatrico potenzialmente severe. I sintomi si manifestano tipicamente dopo pochi giorni o settimane dall’inizio del trattamento. La maggior parte delle reazioni regredisce con la diminuzione della dose o con l’interruzione del trattamento, sebbene potrebbero essere necessari trattamenti specifici. Si sono manifestati effetti psicologici a seguito dell’interruzione della terapia con corticosteroidi, ma la frequenza di questi effetti non è nota.

Pazienti e familiari devono chiedere consiglio al medico se il paziente manifesta sintomi psicologici, specialmente se si sospetta depressione e idee suicide. Pazienti e familiari devono essere informati dei possibili disturbi psichiatrici che potrebbero manifestarsi durante o immediatamente dopo la riduzione graduale della dose o dopo l’interruzione degli steroidi.

Effetti sul sistema nervoso

I corticosteroidi devono essere usati con cautela in pazienti con attacchi epilettici. I corticosteroidi devono essere usati con cautela in pazienti con miastenia grave (vedere anche quanto riportato nella sezione Apparato Muscoloscheletrico).

Effetti oculari

Inoltre questi farmaci vanno usati con estrema cautela in pazienti con herpes simplex oculare a causa di una possibile perforazione corneale.

L’uso prolungato dei corticosteroidi può produrre cataratta subcapsulare posteriore e cataratta nucleare (in particolar modo nei bambini), esoftalmo, o aumento della pressione intraoculare, che può generare glaucoma con possibile danno al nervo ottico.

Nei pazienti trattati con glucocorticoidi possono stabilizzarsi infezioni fungine o virali secondarie dell’occhio.

Effetti sul sistema cardiovascolare

Se si utilizzano dosi elevate e cicli prolungati, gli eventi avversi da glucocorticoidi sul sistema cardiovascolare, come la dislipidemia e l’ipertensione, possono predisporre i pazienti con fattori di rischio cardiovascolare già pre-esistenti a ulteriori effetti cardiovascolari. Di conseguenza, i corticosteroidi devono essere impiegati con giudizio in tali pazienti e l’attenzione deve essere rivolta alla modificazione del rischio e se necessario ad un ulteriore monitoraggio cardiaco. Basse dosi e una terapia a giorni alterni possono ridurre l’incidenza di complicanze durante la terapia con corticosteroidi.

Esistono segnalazioni di aritmie cardiache e/o collassi circolatori e/o arresto cardiaco a seguito di somministrazioni rapide di dosi elevate (superiori a 500 mg) per via endovenosa di SOLU-MEDROL. Queste reazioni sono apparse soprattutto in soggetti che avevano subito trapianti renali e pare siano dovute in qualche caso alla velocità di somministrazione, ad es. quando la dose viene somministrata in tempo inferiore ai 10 minuti.

L’uso di SOLU-MEDROL in questa condizione patologica non é tra le indicazioni elencate, tuttavia i medici devono essere informati di questa evenienza.

È stata riportata bradicardia durante o dopo la somministrazione di dosi elevate di metilprednisolone sodio succinato che può essere correlata alla velocità o la durata dell’infusione. Corticosteroidi sistemici devono essere usati con cautela nei casi di insufficienza cardiaca congestizia, solo se strettamente necessario.

Effetti sull’apparato gastrointestinale

Non c’è accordo comune sul fatto che i corticosteroidi siano direttamente responsabili delle ulcere peptiche manifestatesi durante la terapia; ad ogni modo, la terapia con glucocorticoidi può mascherare i sintomi dell’ulcera peptica così che si possono verificare emorragie e perforazioni senza dolore significativo.

Gli steroidi devono essere usati con cautela in caso di coliti ulcerose non specifiche se vi é pericolo di perforazione; di ascessi o di altra infezione piogena; diverticoliti; anastomosi intestinali recenti; ulcera peptica latente o attiva.

Effetti sull’apparato epatobiliare

Elevate dosi di corticosteroidi possono produrre pancreatiti acute.

Effetti sull’apparato muscolo-scheletrico

È stata osservata miopatia acuta con l’uso di alte dosi di corticosteroidi, specialmente in pazienti con disturbi della trasmissione neuromuscolare (miastenia grave), o in pazienti che ricevono terapia concomitante con farmaci anticolinergici, quali bloccanti neuromuscolari (pancuronio). Questa miopatia è generalizzata e può coinvolgere muscoli dell’occhio e dell’apparato respiratorio causando tetraparesi. Può verificarsi aumento della creatin kinasi. Il miglioramento clinico o la guarigione, a seguito dell’interruzione dei corticosteroidi, può richiedere settimane o anni.

L’osteoporosi è un effetto indesiderato comune, ma non sempre riconosciuto, associato ad un uso prolungato di glucocorticoidi ad alte dosi.

Disturbi renali ed urinari

I corticosteroidi devono essere usati con cautela in pazienti con insufficienza renale.

Esami di laboratorio

Dosi medie o elevate di idrocortisone e cortisone possono causare aumento della pressione sanguigna, ritenzione di acqua e sali, e aumentata escrezione di potassio. Tali effetti sono meno probabili con l’uso dei derivati sintetici eccetto quando usati ad alte dosi. Potrebbero essere necessarie una dieta povera di sali e una integrazione di potassio.Tutti i corticosteroidi aumentano l’escrezione di calcio.

Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura

Metilprednisolone sodio succinato non deve essere utilizzato di routine per il trattamento di traumi cranici, come dimostrato dai risultati di uno studio multicentrico. I risultati dello studio hanno rivelato un aumento della mortalità nelle 2 settimane o 6 mesi dopo l’infortunio, nei pazienti a cui era stato somministrato metilprednisolone sodio succinato rispetto al placebo. Un’associazione causale con il trattamento con metilprednisolone sodio succinato non è stata stabilita.

Altri eventi avversi

Si raccomanda cautela con trattamento prolungato con corticosteroidi negli anziani a causa di un potenziale aumento del rischio di osteoporosi, oltre a un aumentato rischio di ritenzione di liquidi con conseguente possibile ipertensione. Nei pazienti ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica la risposta ai corticosteroidi può aumentare. Dal momento che le complicanze del trattamento con glucocorticoidi sono dipendenti dalla dose e dalla durata del trattamento, deve essere presa in ogni singolo caso una decisione sul rapporto rischio/beneficio per dose e durata del trattamento e sull’usodi una terapia giornaliera o intermittente.

Per controllare la condizione di trattamento deve essere usata la dose più bassa possibile di corticosteroidi e, quando è possibile, la riduzione del dosaggio deve essere graduale.

Uso nei bambini

Particolare attenzione deve essere riservata allo sviluppo corporeo di neonati e bambini sottoposti a prolungata terapia a base di corticosteroidi. Si può avere ritardo nella crescita nei bambini sottoposti a terapia giornaliera prolungata o terapia a giorni alterni con glucocorticoidi, e l’uso di un tale regime deve essere ristretto alle indicazioni più urgenti. La terapia a giorni alterni con glucocorticoidi generalmente evita o riduce al minimo questo effetto collaterale. Neonati e bambini in terapia prolungata con corticosteroidi sono particolarmente a rischio di aumento della pressione intracranica.

Alte dosi di corticosteroidi possono produrre pancreatite nei bambini.

Nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto deve essere somministrato nei casi di effettiva necessità sotto il diretto controllo del medico.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti

SOLU-MEDROL contiene 9 mg/ml di alcool benzilico. Questo medicinale non deve essere dato ai bambini prematuri o ai neonati. Può causare reazioni tossiche e anafilattiche nei bambini fino a 3 anni di età.

Nei neonati prematuri è stata riportata un’associazione dell’alcool benzilico con la “Gasping Syndrome” fatale. Per la presenza di alcool benzilico, il prodotto non deve essere somministrato ai bambini prematuri o ai neonati. A causa del rischio di reazioni tossiche fatali derivanti dall’esposizione ad alcool benzilico in quantità superiore a 90 mg/kg/giorno, questo medicinale non deve essere somministrato ai bambini fino a 3 anni di età.

SOLU-MEDROL 40 mg e SOLU-MEDROL 125 mg contengono meno di 1 mmol (23mg) di sodio per fiala, cioè è praticamente “senza sodio”.

SOLU-MEDROL 500 mg contiene 2,43 mmol per fiala di sodio. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

SOLU-MEDROL 1000 mg contiene 4,85 mmol per fiala di sodio. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

SOLU-MEDROL 2000 mg contiene 9,70 mmol per fiala di sodio. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.


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04.5 Interazioni - Inizio Pagina

Il metilprednisolone è un substrato dell’enzima del citocromo P450 (CYP) ed è principalmente metabolizzato dall’enzima CYP3A4. L’enzima CYP3A4 è l’enzima dominante della più abbondante sottofamiglia CYP nel fegato dell’uomo adulto. Questo catalizza la 6β-idrossilazione degli steroidi, passaggio fondamentale nel metabolismo di fase I sia per i corticosteroidi di sintesi che per quelli endogeni. Molte altre sostanze sono substrati del CYP3A4, alcune delle quali (così come altri farmaci) hanno dimostrato di alterare il metabolismo dei glucocorticoidi per induzione (up-regolazione) o inibizione dell’enzima CYP3A4.

Inibitori del CYP3A4

I farmaci che inibiscono l’attività del CYP3A4 generalmente diminuiscono la clearance epatica e aumentano la concentrazione plasmatica dei farmaci substrato del CYP3A4, tra cui il metilprednisolone. In presenza di un inibitore del CYP3A4 potrebbe essere necessario titolare la dose di metilprednisolone per evitare tossicità agli steroidi.

Induttori del CYP3A4

I farmaci che inducono l’attività del CYP3A4 generalmente aumentano la clearance epatica, generando una diminuzione della concentrazione plasmatica dei farmaci substrato del CYP3A4. La co- somministrazione può richiedere un aumento della dose di metilprednisolone per ottenere gli effetti attesi.

Substrati del CYP3A4

In presenza di un altro substrato del CYP3A4 la clearance epatica del metilprednisolone può essere inibita o indotta, con la conseguente necessità di aggiustamento della dose. È possibile che gli effetti indesiderati associati all’uso della singola sostanza si verifichino maggiormente se i farmaci sono co-somministrati.

Effetti di mediazione non CYP3A4 dipendenti: altre interazioni o effetti che possono verificarsi con il metilprednisolone sono descritti nella tabella 1 riportata di seguito.

La tabella 1 fornisce una lista e la descrizione delle interazioni e degli effetti più comuni o clinicamente importanti che si possono verificare con il metilprednisolone.

Tabella 1. Effetti ed interazioni di farmaci e sostanze con il metilprednisolone

Categoria di farmacoEffetto/interazione
Farmaco o sostanza
AntibattericoInibitore del CYP3A4. Inoltre, vi è un potenziale effetto del metilprednisolone sul tasso di acetilazione e la clearance di isoniazide.
ISONIAZIDE
Antibiotico, AntitubercolareInduttore del CYP3A4
RIFAMPICINA
Anticoagulanti (orali)L’effetto del metilprednisolone sugli anticoagulanti orali è variabile. Sono stati riportati casi in cui gli effetti degli anticoagulanti sono risultati aumentati o ridotti se somministrati contemporaneamente ai corticosteroidi. Pertanto l’indice di coagulazione deve essere monitorato per mantenere l’effetto anticoagulante atteso.
Anticovulsivi - CARBAMAZEPINAInduttore del CYP3A4 (e substrato del CYP3A4)
AnticovulsiviInduttori del CYP3A4
FENOBARBITAL
FENITOINA
AnticolinergiciI corticosteroidi possono influenzare l’effetto degli anticolinergici. 1) È stata osservata miopatia acuta in caso di somministrazione contemporanea di alte dosi di corticosteroidi e anticolinergici, quali i bloccanti neuromuscolari (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”). 2) È stato riportato antagonismo degli effetti bloccanti neuromuscolari di pancuronio e vecuronio in pazienti che prendevano corticosteroidi. Questo tipo di interazione è possibile con tutti i bloccanti neuromuscolari di tipo competitivo.
BLOCCANTI NEUROMUSCOLARI
AntidiabeticiPoiché i corticosteroidi possono aumentare le concentrazioni di glucosio nel sangue, può essere richiesta una modifica posologica dei farmaci antidiabetici.
AntiemeticiInibitori del CYP3A4 (e substrati del CYP3A4)
APREPITANT
FOSAPREPITANT
AntifunginiInibitori del CYP3A4 (e substrati del CYP3A4)
ITRACONAZOLO
KETOCONAZOLO
AntiviraliInibitori del CYP3A4 (e substrati del CYP3A4) 1) Gli inibitori delle proteasi dell’HIV, quali l’indinavir e ritonavir, possono aumentare le concentrazioni plasmatiche dei corticosteroidi.
INIBITORI DELLE PROTEASI DELL’HIV
Inibitori dell’aromatasiL’aminoglutetimide provoca soppressione surrenalica che può impedire le alterazioni endocrine causate da una prolungata terapia con glucocorticoidi.
AMINOGLUTETIMIDE
Bloccanti del canale del calcioInibitore del CYP3A4 (e substrato del CYP3A4)
DILTIAZEM
Contraccettivi orali)Inibitore del CYP3A4 (e substrato del CYP3A4)
ETINILESTRADIOLO/NORETINDRONE
SUCCO DI POMPELMOInibitore del CYP3A4
ImmunosoppressoriInibitori del CYP3A4 (e substrati del CYP3A4) 1) L’uso concomitante di metilprednisolone e ciclosporina determina l’inibizione del reciproco metabolismo, questo può causare aumento delle concentrazioni plasmatiche dell’uno o di entrambi i farmaci. Pertanto è possibile che, eventi avversi associati all’uso di ciascuna sostanza somministrata singolarmente, si possano verificare più facilmente in caso di co-somministrazione dei due farmaci. 2) Sono stati segnalati casi di convulsioni nel trattamento contemporaneo con ciclosporina e metilprednisolone.
CICLOSPORINA
ImmunosoppressoriSubstrati del CYP3A4
CICLOFOSFAMIDE
TACROLIMUS
Antibiotici macrolidiInibitori del CYP3A4 (e substrati del CYP3A4)
CLARITROMICINA
ERITROMICINA
Antibiotici macrolidiInibitore del CYP3A4
TROLEANDOMICINA
Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)1) Potrebbe verificarsi un aumento dell’incidenza di sanguinamento gastrointestinale e ulcerazioni nel caso di assunzione contemporanea di corticosteroidi e FANS. 2) In caso di somministrazione di dosi elevate di aspirina il metilprednisolone può aumentarne la clearance. Questa diminuzione dei livelli sierici dei salicilati può portare ad un aumentato rischio di tossicità da salicilati nel caso di interruzione della somministrazione del metilprednisolone.
ASPIRINA ad alte dosi (acido acetilsalicilico)
Agenti riduttori di potassioQuando i corticosteroidi vengono somministrati in concomitanza con gli agenti riduttori di potassio (per esempio, diuretici, amfotericina B), i pazienti devono essere strettamente monitorati per lo sviluppo di ipopotassiemia. È possibile anche un aumento del rischio di ipopotassiemia con l’uso concomitante di corticosteroidi con amfotericina B, xantine, o agonisti beta2.

L’assunzione concomitante di troleandomicina, eritromicina o ketoconazolo può aumentare gli effetti del farmaco.

L’effetto del metilprednisolone può essere aumentato anche dalla somministrazione di metotrexate.

Il metilprednisolone, inoltre, può far precipitare crisi miasteniche in presenza di farmaci anticolinesterasici (neostigmina, piridostigmina).

L’azione glucomineralcorticoide del metilprednisolone, e in particolare l’effetto di ritenzione del sodio e di perdita del potassio, possono ridurre l’efficacia di una preesistente terapia antiipertensiva o potenziare la tossicità dei diuretici o della digossina. Anche la risposta agli agenti ipoglicemizzanti (orali o insulina) risulta ridotta nei pazienti diabetici.

Diminuendo la risposta immunitaria, il metilprednisolone può aumentare gli effetti indesiderati dei vaccini viventi, fino ad arrivare allo sviluppo di malattie dovute alla disseminazione virale.

La risposta anticorpale ai vaccini uccisi, invece, può risultare ridotta.

Il metilprednisolone, infine, riduce l’efficacia a livello neuromuscolare del pancuronio, può determinare la necessità di un aggiustamento della dose nei soggetti in trattamento con psicofarmaci (ansiolitici e antipsicotici), aumenta la risposta agli agenti simpaticomimetici (come ad esempio il salbutamolo) e può modificare i livelli ematici di teofillina.

Incompatibilità

Per evitare problemi di compatibilità e di stabilità, si raccomanda di somministrare il metilprednisolone sodio succinato separatamente dalle altre sostanze che vengono somministrate per via endovenosa. I farmaci che sono fisicamente incompatibili in soluzione con metilprednisolone sodio succinato comprendono sodio allopurinolo, doxapram cloridrato, tigeciclina, diltiazem cloridrato, ma oltre questi comprendono anche gluconato di calcio, bromuro di vecuronio, bromuro di rocuronio, cisatracurio besilato, glicopirrolato, propofol (vedere paragrafo 6.2 “Incopatibilità).


04.6 Gravidanza e allattamento - Inizio Pagina

Fertilità

Non ci sono prove che i corticosteroidi riducano la fertilità.

Gravidanza

Alcuni studi condotti nell’animale da laboratorio hanno mostrato che i corticosteroidi, somministrati alle madri ad alte dosi, possono indurre malformazioni fetali. Comunque, i corticosteroidi non sembrano causare malformazioni congenite quando somministrati in donne in gravidanza. Tuttavia, poiché gli studi sugli esseri umani non possono escludere la possibilità di un danno, metilprednisolone sodio succinato deve essere usato durante la gravidanza solo se strettamente necessario. Alcuni corticosteroidi attraversano facilmente la placenta. Uno studio retrospettivo ha trovato un aumento di incidenza di basso peso alla nascita nei bambini nati da madri in trattamento con corticosteroidi. Anche se l’insufficienza surrenalica neonatale sembra essere rara nei bambini che sono stati esposti in utero ai corticosteroidi, quelli esposti a dosi consistenti di corticosteroidi devono essere attentamente osservati e devono essere valutati i segni di insufficienza surrenalica. Non sono noti effetti dei corticosteroidi sul travaglio e sul parto. È stata osservata la cataratta in bambini nati da madri trattate con corticosteroidi a lungo termine durante la gravidanza.

Allattamento

I corticosteroidi sono escreti nel latte materno. I corticosteroidi presenti nel latte materno possono ritardare la crescita e interferire con la produzione dei glucocorticoidi endogeni nei lattanti.

Poichè non sono disponibili studi adeguati sulla riproduttività nell’uomo per l’uso di glucocorticoidi, questo farmaco deve essere somministrato alle madri che allattano solo se il beneficio della terapia supera il potenziale rischio per il bambino.

L’utilizzo di questo farmaco in gravidanza, allattamento, o da parte di donne in età fertile richiede che siano valutati i benefici del farmaco rispetto ai potenziali rischi per la madre, per l’embrione o per il feto.


04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - Inizio Pagina

L’effetto dei corticosteroidi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari non è stato valutato in maniera sistematica. Effetti indesiderati, come capogiri, vertigini, disturbi visivi, e la stanchezza, euforia o turbe dell’umore sono possibili dopo il trattamento con corticosteroidi. Se tali effetti indesiderati dovessero presentarsi, i pazienti non devono guidare o usare macchinari.


04.8 Effetti indesiderati - Inizio Pagina

In corso di terapia corticosteroidea, specialmente se intensa e prolungata, possono insorgere alcuni fra i seguenti effetti indesiderati:

Infezioni ed infestazioni

Infezioni, infezioni opportunistiche.

Disturbi del sistema immunitario

Ipersensibilità al farmaco, (incluse reazioni anafilattoidi e anafilattiche con o senza collasso circolatorio, arresto cardiaco e broncospasmo), orticaria.

Patologie endocrine

Aspetto cushingoide, Ipopituitarismo, Sindrome da astinenza steroidea.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Alterata tolleranza al glucosio, alcalosi ipokaliemica, dislipidemia, aumentato fabbisogno di insulina (o di ipoglicemizzanti orali nei diabetici), ritenzione di sodio, ritenzione idrica, bilancio negativo dell’azoto (a causa di catabolismo proteico), urea nel sangue, aumento dell’appetito (che può si tradurre in un aumento di peso), lipomatosi.

Alterazioni del bilancio idroelettrolitico, in particolare ritenzione di sodio e perdita di potassio, che in rari casi ed in pazienti predisposti possono condurre all’ipertensione ed all’insufficienza cardiaca congestizia.

Disturbi psichiatrici

Disturbi affettivi (tra cui instabilità affettiva, umore depresso, euforia, dipendenza psicologica, ideazione suicida), disturbi psicotici (compresi mania, delirio, allucinazioni, schizofrenia [aggravamento di]), stato confusionale, disturbi mentali, ansia, cambiamenti della personalità, sbalzi d’umore, comportamento anormale, insonnia, irritabilità.

Patologie del sistema nervoso

Alterazioni neurologiche quali aumento della pressione intracranica (con papilledema [ipertensione endocranica benigna]), convulsioni, amnesia, disturbi cognitivi, vertigini, cefalea.

Patologie dell’occhio

Cataratte posteriori subcapsulari ed aumentata pressione intraoculare, glaucoma, esoftalmo.

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Vertigini.

Patologiecardiache

Insufficienza cardiaca congestizia (in pazienti sensibili), aritmie cardiache.

Patologie vascolari

Ipotensione o ipertensione arteriosa.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Singhiozzo.

Patologie gastrointestinali

Complicazioni a carico dell’apparato gastrointestinale che possono arrivare fino a emorragia gastrica, perforazione intestinale, ulcera peptica (con possibile perforazione ed emorragia da ulcera peptica), pancreatite, peritonite, esofagite ulcerativa, esofagite, dolore addominale, distensione addominale, diarrea, dispepsia, nausea e vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Alterazioni cutanee quali ritardi nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilità della cute, iperpigmentazione o ipopigmentazione; atrofia della cute e degli annessi cutanei, ascessi sterili. Angioedema, edema periferico, ecchimosi, petecchie, strie cutanee, ipopigmentazione della pelle, irsutismo, eruzioni cutanee, eritema, prurito, orticaria, acne, iperidrosi.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Alterazioni muscoloscheletriche quali osteoporosi, miopatia, debolezza muscolare, fragilità ossea, osteonecrosi della testa del femore e dell’omero, frattura patologica, ritardo della crescita (nei bambini), atrofia muscolare, artropatie neuropatiche, artralgia, mialgia.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Irregolarità mestruali.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Difficoltà di cicatrizzazione, reazione al sito di iniezione, affaticamento, malessere.

Esami diagnostici

Aumento dell’alanina-aminotransaminasi, aspartato-aminotransaminasi, aumento della fosfatasi alcalina ematica, aumento della pressione intraoculare, diminuita tolleranza ai carboidrati, diminuita concentrazione di potassio nel sangue, aumento di calcio nelle urine, soppressione di reazioni ai test cutanei.

Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura

Frattura da compressione vertebrale. Rottura del tendine (in particolare del tendine di Achille).


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04.9 Sovradosaggio - Inizio Pagina

Non esistono sindromi da sovradosaggio di corticosteroidi. In caso di sovradosaggio acuto è possibile la comparsa di aritmie cardiache e/o collasso cardiocircolatorio. Casi di tossicità acuta e/o morte per sovradosaggio da corticosteroidi sono rari. Non ci sono antidoti in caso di sovradosaggio di corticosteroidi, il trattamento è di sostegno e sintomatico.


05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE - Inizio Pagina

05.1 Proprietà farmacodinamiche - Inizio Pagina

Categoria farmacoterapeutica: corticosteroidi sistemici, glicocorticoidi

ATC: H02AB04

SOLU-MEDROL, sale sodico dell’estere succinico del metilprednisolone, é uno steroide di sintesi dotato di una potente azione anti-infiammatoria superiore a quella del prednisolone e una minore tendenza alla ritenzione di sodio ed acqua.

Il metilprednisolone sodio succinato ha lo stesso metabolismo ed azione antinfiammatoria del metilprednisolone. Somministrati per via parenterale in quantità equimolari, le due molecole dimostrano un’attività biologica equivalente. La potenza relativa del metilprednisolone sodio succinato e dell’idrocortisone sodio succinato, come dimostrato dalla diminuzione della conta degli eosinofili dopo somministrazione endovenosa, è di quattro a uno.


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05.2 Proprietà farmacocinetiche - Inizio Pagina

La farmacocinetica di metilprednisolone è lineare ed è indipendente dalla via di somministrazione.

Le concentrazioni plasmatiche del metilprednisolone sono state misurate mediante HPLC. Dopo una dose di 40 mg per via intramuscolare di metilprednisolone sodio succinato a quattordici volontari sani maschi adulti, la concentrazione plasmatica a 1 ora è stata 425 ng/mL e a 12 ore è scesa al 31,9 ng/mL. La concentrazione media di picco è stata 454 ng/mL. Nessuna traccia di metilprednisolone è stata rilevata dopo 18 ore dalla somministrazione. La dose di metilprednisolone sodio succinato intramuscolare è risultata equivalente alla stessa dose somministrata per via endovenosa con riferimento all’area sotto la curva tempo-concentrazione che indica la quantità totale di metilprednisolone assorbito. I risultati di uno studio hanno dimostrato che l’estere metilprednisolone sodio succinato viene rapidamente e ampiamente convertito nella parte attiva del metilprednisolone dopo qualsiasi via di somministrazione. Il grado di assorbimento del metilprednisolone libero somministrato per via intramuscolare ed endovenosa è risultato equivalente e significativamente superiore al grado di assorbimento dopo somministrazione di soluzione orale e di compresse di metilprednisolone per via orale. Il grado di metilprednisolone assorbito dopo il trattamento intramuscolare ed endovenoso è risultato equivalente. Anche se dopo la somministrazione endovenosa una maggiore quantità dell’estere emisuccinato aveva raggiunto la circolazione sembrerebbe che l’estere venga convertito nel tessuto dopo l’iniezione intramuscolare con successivo assorbimento come metilprednisolone libero.

Il metilprednisolone è ampiamente distribuito nei tessuti, attraversa la barriera emato- encefalica ed è escreto nel latte materno. Il legame alle proteine plasmatiche di metilprednisolone nell’uomo è circa il 77%.

Negli esseri umani, metilprednisolone viene metabolizzato nel fegato in metaboliti inattivi, i maggiori sono il 20α-idrossimetilprednisolone e il 20β- idrossimetilprednisolone. Il metabolismo nel fegato avviene principalmente attraverso il CYP3A4 (per un elenco delle interazioni farmacologiche basate sul metabolismo mediato dal CYP3A4, vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione). L’emivita totale di eliminazione del metilprednisolone è nell’intervallo da 1,8 a 5,2 ore. Il volume apparente di distribuzione è di circa 1,4 ml/kg e la sua clearance totale è di circa dai 5 a 6 mL/min/kg. Il metilprednisolone, come molti substrati del CYP3A4, può anche essere un substrato per l’ATP-binding cassette (ABC), proteina di trasporto p-glicoproteina, che influenza la distribuzione nei tessuti e le interazioni con altri farmaci. Non sono necessari aggiustamenti di dosaggio in caso di insufficienza renale. Il metilprednisolone è emodializzabile.

Dopo somministrazione e.v. in volontari sani di 30 mg/kg di SOLU-MEDROL in un tempo di 20 minuti, si ha un picco medio di concentrazione di 19,9 mcg/ml.

Il metilprednisolone viene metabolizzato e inattivato a livello epatico e viene escreto principalmente attraverso l’emuntorio renale e la bile.


05.3 Dati preclinici di sicurezza - Inizio Pagina

Non sono stati identificati rischi inattesi sulla base degli studi convenzionali di sicurezza farmacologica per somministrazione di dosi tossiche ripetute in topi, ratti, conigli e cani per via endovenosa, intraperitoneale, sottocutanea, intramuscolare e per via orale.

Il metilprednisolone è un potente steroide, con attività farmacologica coerente con quella dei glucocorticoidi, compresi gli effetti sul metabolismo dei carboidrati, sugli elettroliti, sull’equilibrio idrico, sugli elementi morfologici del sangue, sul tessuto linfoide e sul metabolismo delle proteine, che portano a diminuzione del peso corporeo o mancanza di aumento di peso corporeo, linfopenia, atrofia della milza, del timo, dei linfonodi, della corteccia surrenale e dei testicoli, così come anche a modifiche dei lipidi del fegato e ingrossamento delle cellule delle isole pancreatiche. Uno studio di reversibilità di 30 giorni condotto su ratti trattati con metilprednisolone ha indicato che entro circa 1 mese dalla sospensione del farmaco la funzionalità degli organi è tornata normale. Dopo 52 settimane di trattamento con metilprednisolone suleptanato nei ratti, molti parametri sono tornati alla normalità dopo un periodo di 9 settimane. La tossicità osservata negli studi a dosi ripetute è quella attesa con l’esposizione continua a steroidi adrenocorticali esogeni. Potenziale cancerogeno: Studi a lungo termine su animali non sono stati condotti per valutare il potenziale cancerogeno, in quanto il farmaco è indicato per il trattamento a breve termine e non esistono segni indicativi di attività cancerogena. Non ci sono evidenze che i corticosteroidi siano cancerogeni. Potenziale mutageno:

Non c’è nessuna evidenza di un potenziale di mutazione genetica o cromosomiale quando si testa il danno del DNA con il test dell’eluizione alcalina sulle cellule V-79 di criceto cinese. Il metilprednisolone non ha indotto danno cromosomico in assenza di un sistema di attivazione epatico. Potenziale teratogeno: Negli studi effettuati sugli animali per valutare gli effetti embriotossici del metilprednisolone non è stato osservato alcun effetto teratogeno nei topi o ratti trattati a dosi giornaliere per via intraperitoneale, rispettivamente con 125 mg/kg/die o 100 mg/kg/die. Nei ratti, il metilprednisolone è risultato essere teratogeno quando somministrato per via sottocutanea alla dose di 20 mg/kg/die. Il metilprednisolone aceponato è risultato teratogeno quando somministrato per via sottocutanea ai ratti ad un dosaggio di 1,0 mg/kg/die.

I dati di tossicità acuta relativi all’animale da esperimento sono i seguenti:

Specie animale SomministrazioneDL50 (mg/kg)
Rattoi.m.573,3
Topoi.m.554,1
Rattoe.v.291,6
Topoe.v.272,4

SOLU-MEDROL, alle dosi di 15-150 mg/kg/die per 50 giorni, non determina nel ratto adulto significative modificazioni del normale andamento del peso corporeo e dei parametri anatomo-funzionali dei principali organi.

Studi condotti sul coniglio hanno evidenziato una buona tollerabilità locale a livello della mucosa congiuntivale, del tessuto cutaneo e delle vene. Nel ratto si é osservata una soddisfacente tollerabilità a livello muscolare.

Studi di teratogenesi hanno evidenziato nel coniglio alterazioni comunemente osservate con i corticosteroidi (palatoschisi, encefalocele e idrocefalo).


06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - Inizio Pagina

06.1 Eccipienti - Inizio Pagina

SOLU-MEDROL 40 mg: lattosio monoidrato; sodio bifosfato; sodio fosfato; alcool benzilico; acqua per preparazioni iniettabili.

SOLU-MEDROL 125-500-1000-2000 mg: sodio bifosfato; sodio fosfato; alcool benzilico; acqua per preparazioni iniettabili.


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06.2 Incompatibilità - Inizio Pagina

Poiché la compatibilità e la stabilità del metilprednisolone sodio succinato in soluzione per somministrazione endovenosa con altri farmaci dipendono da vari fattori (pH finale delle soluzioni, concentrazione, temperatura, ecc.), si consiglia, ove possibile, di somministrare SOLU-MEDROL separatamente.


06.3 Periodo di validità - Inizio Pagina

A confezionamento integro

SOLU-MEDROL 40 mg/1 ml -1 flacone a doppia camera: 2 anni.

SOLU-MEDROL 125 mg/2 ml - 1 flacone a doppia camera: 2 anni.

SOLU-MEDROL 500 mg/8 ml - flacone polvere + solvente: 5 anni.

SOLU-MEDROL 1000 mg/16 ml - flacone polvere + solvente: 5anni.

SOLU-MEDROL 2000 mg/32 ml - flacone polvere + solvente: 5 anni.

Previa ricostituzione della soluzione: 48 ore.


06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - Inizio Pagina

Per le condizioni di conservazione del medicinale ricostituito vedere paragrafo 6.3 “Periodo di validità”.


06.5 Natura e contenuto della confezione - Inizio Pagina

Flaconi in vetro neutro con tappo di gomma.

SOLU-MEDROL 40 mg/1 ml: 1 flacone a doppia camera.

SOLU-MEDROL 125 mg/2 ml: 1 flacone a doppia camera.

SOLU-MEDROL 500 mg/8 ml: flacone polvere + solvente.

SOLU-MEDROL 1000 mg/16 ml: flacone polvere + solvente.

SOLU-MEDROL 2000 mg/32 ml: flacone polvere + solvente.


06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - Inizio Pagina

A) Flacone a doppia camera: premere a fondo il tappo per immettere il solvente nel comparto inferiore del flacone contenente il liofilizzato. Agitare il flacone fino a completa soluzione. Togliere il coperchietto di plastica che protegge la parte centrale del tappo di gomma e sterilizzare opportunamente. Inserire l’ago direttamente attraverso il centro del tappo finchè la punta sia appena visibile. Capovolgere il flacone e aspirare il contenuto.

B) Flacone con solvente sterile a parte: rimuovere la capsula protettiva del flacone e procedere nel modo usuale.

Per iniezioni intramuscolari e endovenose, non è necessaria una ulteriore diluizione: per le fleboclisi con SOLU-MEDROL, impiegare un volume da 100 a 1000 ml (mai inferiore a 100 ml) di soluzione glucosata al 5% o di soluzione fisiologica o di soluzione glucosata al 5% in soluzione fisiologica (se il paziente non è a dieta iposodica) e diluire SOLU-MEDROL in questa soluzione.

Avvertenze: una volta portato in soluzione, SOLU-MEDROL deve essere usato entro 48 ore.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.


07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina

PFIZER ITALIA S.r.l. - via Isonzo, 71 - 04100 Latina


08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina

SOLU-MEDROL 40 mg - AIC 023202017

SOLU-MEDROL 125 mg - AIC 023202043

SOLU-MEDROL 500 mg - AIC 023202056

SOLU-MEDROL 1000 mg - AIC 023202068

SOLU-MEDROL 2000 mg - AIC 023202070


09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - Inizio Pagina

AIC: 31 dicembre 1984

Rinnovo: 31 maggio 2005


10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - Inizio Pagina

20 settembre 2012

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