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La degenerazione maculare senile (DMLE)
rappresenta la causa principale di perdita della funzione visiva centrale
nei soggetti di età superiore ai 50 anni nei paesi occidentali. Secondo
alcune stime in Italia le persone ultracinquantenni colpite potrebbero
essere oltre 3,5 milioni con una prevalenza annua di 27500 pazienti. Tale
patologia è caratterizzata dalla progressiva disfunzione della regione
centrale retinica, la macula, responsabile della visione dei dettagli fini
e della percezione dei colori.
Le cause che determinano la degenerazione
maculare legata all’età non sono ancora ben chiare; tuttavia, sembra
trattarsi di una patologia multifattoriale con fattori di rischio ben
caratterizzati quali la predisposizione genetica, l’ipertensione arteriosa
e la presenza di vasculopatie, l’alimentazione, il fumo, l’iride chiara,
l’esposizione ai raggi ultravioletti. Il primo segno oftalmoscopico
dell’invecchiamento retinico ed in particolare dell’epitelio pigmentato
retinico e della lamina di Bruch è la presenza di drusen (depositi
sottoretinici di colore giallastro) e di ipo o iperpigmentazione (Fig. 1)
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Recenti studi hanno
suggerito la potenzialità terapeutica, in stadi precoci della patologia,
di sostanze antiossidanti e di integratori a base di sostanze componenti
del pigmento maculare quali la luteina e la zeaxantina (Ophthalmology,
2003; 110, 51-60). Lo stadio di neovascolarizzazione sottoretinica può
esser trattato con la terapia fotodinamica o con la termoterapia
transpupillare a secondo della forma clinica.
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