Come agiscono le supposte per le emorroidi?

Supposte per emorroidi: meccanismo d’azione, principi attivi, uso corretto, rischi e prevenzione

Le supposte per le emorroidi sono tra i rimedi più utilizzati per alleviare rapidamente dolore, bruciore e prurito a livello anale e rettale. Nonostante siano molto diffuse, spesso non è chiaro come agiscano, quali principi attivi contengano e quali siano i loro limiti. Comprendere questi aspetti è fondamentale per usarle in modo corretto, sicuro e consapevole, evitando sia aspettative irrealistiche sia rischi legati a un impiego prolungato o inappropriato.

In questa guida analizziamo il funzionamento delle supposte per le emorroidi, le principali formulazioni disponibili, le modalità d’uso generali, gli effetti collaterali più comuni e le precauzioni da adottare. Verrà inoltre chiarito il loro ruolo all’interno del trattamento complessivo della malattia emorroidaria e quali strategie di prevenzione possono ridurre il rischio di recidive, con particolare attenzione allo stile di vita e alla gestione della stipsi.

Come funzionano le supposte per le emorroidi

Per capire come agiscono le supposte per le emorroidi è utile ricordare che le emorroidi sono strutture vascolari normali del canale anale, simili a “cuscinetti” di tessuto ricco di vasi sanguigni, che contribuiscono alla continenza. Si parla di malattia emorroidaria quando questi cuscinetti si dilatano, si infiammano o scendono verso l’esterno, causando sintomi come dolore, prurito, sanguinamento e sensazione di peso o corpo estraneo. Le supposte sono preparazioni solide destinate all’introduzione nel retto, dove si sciolgono con il calore corporeo rilasciando localmente i principi attivi, che agiscono direttamente sulla mucosa rettale e sulla zona anale interna.

Il meccanismo d’azione delle supposte è prevalentemente locale: una volta sciolte, formano un film di sostanza medicata che ricopre la mucosa, riducendo l’attrito durante il passaggio delle feci e veicolando farmaci con effetto antinfiammatorio, anestetico, decongestionante o protettivo. Questo consente di ottenere un sollievo relativamente rapido dai sintomi, soprattutto in caso di emorroidi interne o di componente infiammatoria a livello del canale anale. A differenza dei farmaci assunti per bocca, l’assorbimento sistemico (cioè in tutto l’organismo) è in genere limitato, anche se non nullo, e dipende dal tipo di principio attivo e dalla durata del trattamento.

Le supposte per le emorroidi non “curano” la causa di fondo della malattia, che spesso è legata a fattori come stipsi cronica, sforzi prolungati in bagno, gravidanza, sovrappeso, sedentarietà o predisposizione individuale. Il loro ruolo è soprattutto quello di trattamento sintomatico: riducono dolore, bruciore, prurito e sanguinamento lieve, migliorando la qualità di vita nelle fasi acute o nelle riacutizzazioni. Per questo motivo, nelle linee di gestione della malattia emorroidaria, i preparati topici (creme, unguenti, supposte) sono considerati parte delle terapie conservative, da affiancare a modifiche dello stile di vita e, nei casi più severi, a procedure ambulatoriali o chirurgiche.

Un altro aspetto importante del funzionamento delle supposte è la loro azione “meccanica” e lubrificante: la base della supposta (cioè il veicolo in cui sono dispersi i principi attivi) può facilitare l’evacuazione rendendo le feci leggermente più scorrevoli e riducendo il trauma meccanico sulle emorroidi durante il passaggio. Alcune formulazioni contengono sostanze emollienti e protettive che formano una sorta di barriera sulla mucosa, limitando il contatto diretto con feci irritanti e riducendo la sensazione di bruciore. Tuttavia, questa azione non sostituisce la necessità di mantenere le feci morbide tramite dieta, idratazione e, se indicato dal medico, altri interventi specifici.

Principi attivi e formulazioni

Le supposte per le emorroidi possono contenere diversi tipi di principi attivi, spesso combinati tra loro per ottenere un effetto più completo sui sintomi. Tra i più utilizzati vi sono i corticosteroidi topici, come l’idrocortisone, che hanno un’azione antinfiammatoria locale: riducono gonfiore, arrossamento e sensazione di tensione, agendo sui mediatori dell’infiammazione. L’uso di corticosteroidi per via rettale deve però essere limitato nel tempo, perché un impiego prolungato può assottigliare la mucosa, favorire irritazioni, ritardare la guarigione di eventuali lesioni e, in alcuni casi, determinare un assorbimento sistemico non trascurabile.

Un’altra categoria frequente è quella degli anestetici locali, come la lidocaina, che agiscono bloccando temporaneamente la conduzione degli impulsi nervosi a livello delle terminazioni sensoriali della mucosa anale e rettale. In pratica, “spengono” per un certo periodo la percezione del dolore, del bruciore e del prurito, offrendo un sollievo rapido soprattutto nelle fasi acute molto dolorose. Anche per gli anestetici locali esistono limiti: un uso eccessivo o in persone predisposte può causare reazioni allergiche da contatto, irritazione locale o, in caso di assorbimento significativo, effetti sistemici (ad esempio a carico del sistema nervoso o cardiovascolare), motivo per cui è essenziale rispettare le indicazioni del foglio illustrativo e del medico.

Alcune supposte contengono vasocostrittori, sostanze che restringono i vasi sanguigni locali, con l’obiettivo di ridurre il gonfiore e il sanguinamento. Questa categoria richiede particolare cautela, soprattutto in persone con patologie cardiovascolari, ipertensione o in trattamento con determinati farmaci, perché una parte del principio attivo può essere assorbita e avere effetti sull’intero organismo. Altre formulazioni includono sostanze protettive ed emollienti (come derivati di oli minerali o vegetali, gliceridi, gelificanti) che formano un film sulla mucosa, riducendo l’attrito e l’irritazione, oppure antisettici leggeri, pensati per limitare la proliferazione batterica in caso di microlesioni.

Esistono infine supposte che associano più principi attivi (ad esempio corticosteroide + anestetico locale + sostanza protettiva), con l’intento di agire contemporaneamente su infiammazione, dolore e protezione della mucosa. Sebbene queste combinazioni possano risultare molto efficaci sul piano sintomatico, aumentano anche la complessità del profilo di sicurezza: più componenti significano più potenziali interazioni, allergie o effetti indesiderati. Per questo è importante leggere con attenzione il foglio illustrativo, verificare la presenza di sostanze già utilizzate in altri prodotti topici (per evitare sovradosaggi) e informare il medico o il farmacista di tutti i farmaci, anche da banco, che si stanno assumendo, inclusi altri preparati rettali o anali.

Modalità d’uso

Le modalità d’uso corrette delle supposte per le emorroidi sono fondamentali per massimizzarne l’efficacia e ridurre il rischio di effetti indesiderati. In generale, le supposte vanno inserite nel retto dopo un’accurata igiene della zona anale, preferibilmente dopo l’evacuazione, in modo che il farmaco possa rimanere a contatto con la mucosa il più a lungo possibile senza essere espulso rapidamente. Prima dell’applicazione è consigliabile lavare le mani e, se necessario, indossare un guanto monouso per motivi igienici. La supposta va estratta dal blister, eventualmente inumidita con un po’ d’acqua per facilitarne l’introduzione, e inserita delicatamente oltre lo sfintere anale, evitando manovre brusche che potrebbero causare dolore o microtraumi.

La posizione più comoda per l’inserimento è spesso sdraiati sul fianco con le ginocchia leggermente flesse verso il petto, ma alcune persone preferiscono la posizione accovacciata o in piedi con una gamba sollevata. Dopo l’introduzione, è utile rimanere sdraiati per alcuni minuti per favorire lo scioglimento della supposta e la distribuzione uniforme del farmaco sulla mucosa. La frequenza di applicazione (ad esempio una o due volte al giorno) e la durata del trattamento devono seguire scrupolosamente quanto indicato nel foglio illustrativo o dal medico: in molti casi, l’uso continuativo di supposte con corticosteroidi è limitato a pochi giorni, proprio per ridurre il rischio di effetti collaterali locali e sistemici.

È importante non superare les dosi consigliate e non prolungare autonomamente il trattamento oltre il periodo indicato, anche se i sintomi non sono completamente scomparsi. Se il dolore, il sanguinamento o il fastidio persistono o peggiorano nonostante l’uso corretto delle supposte, è necessario rivolgersi al medico o allo specialista proctologo per una valutazione più approfondita: potrebbe trattarsi di emorroidi in stadio avanzato o di altre patologie anorettali (come ragadi, fistole, polipi o, più raramente, tumori) che richiedono un approccio diverso. Inoltre, l’uso contemporaneo di più prodotti topici (supposte, creme, unguenti) sulla stessa area deve essere valutato con cautela, per evitare irritazioni cumulative o sovradosaggi di principi attivi come anestetici locali o corticosteroidi.

Un altro punto spesso sottovalutato riguarda la conservazione delle supposte: devono essere tenute a temperatura adeguata, lontano da fonti di calore e dalla luce diretta, per evitare che si sciolgano o si alterino prima dell’uso. In caso di difficoltà nell’inserimento (ad esempio per dolore intenso o spasmo dello sfintere), è preferibile non forzare e chiedere consiglio al medico, che potrà valutare alternative temporanee (come creme o gel) o prescrivere un trattamento specifico per ridurre lo spasmo. Infine, è bene ricordare che le supposte non sostituiscono le misure igienico-comportamentali di base: anche durante il trattamento è essenziale mantenere una buona igiene anale, evitare sforzi prolungati in bagno e curare l’alimentazione per favorire feci morbide e regolari.

Effetti collaterali e precauzioni

Come tutti i medicinali, anche le supposte per le emorroidi possono causare effetti collaterali, sebbene non tutte le persone li manifestino. Gli effetti indesiderati più comuni sono di tipo locale: bruciore, prurito, sensazione di irritazione o secchezza a livello anale e rettale, soprattutto nelle prime applicazioni. In alcune persone può comparire una reazione di ipersensibilità o allergia da contatto a uno dei componenti (principio attivo o eccipienti), con arrossamento marcato, edema, prurito intenso o eruzione cutanea nella zona trattata. In questi casi è opportuno sospendere il prodotto e consultare il medico, che potrà suggerire un’alternativa priva di quella specifica sostanza o valutare la necessità di ulteriori accertamenti.

I corticosteroidi topici, come l’idrocortisone, se usati per periodi prolungati o su mucose danneggiate, possono determinare assottigliamento della mucosa, ritardo nella cicatrizzazione di eventuali lesioni, maggiore fragilità dei tessuti e, in rari casi, infezioni locali opportunistiche (ad esempio da funghi). Inoltre, una quota del farmaco può essere assorbita e raggiungere la circolazione sistemica, soprattutto se si utilizzano dosi elevate o se si prolunga il trattamento oltre quanto raccomandato. Questo è uno dei motivi per cui i fogli illustrativi indicano in genere una durata massima di utilizzo continuativo e raccomandano di non superare le dosi senza controllo medico, in particolare in bambini, anziani, donne in gravidanza o allattamento e persone con patologie croniche.

Gli anestetici locali, come la lidocaina, possono anch’essi dare reazioni allergiche o di sensibilizzazione nel tempo. In caso di assorbimento significativo, soprattutto se si usano più prodotti contenenti lo stesso anestetico su aree estese o danneggiate, possono teoricamente comparire effetti sistemici come vertigini, sonnolenza, alterazioni del ritmo cardiaco o, in casi estremi, convulsioni. Sebbene questi eventi siano rari con l’uso corretto delle supposte, è importante non sottovalutare i sintomi insoliti e riferirli al medico. Le formulazioni con vasocostrittori richiedono particolare prudenza in persone con ipertensione, malattie cardiache, disturbi della circolazione o in terapia con alcuni farmaci (ad esempio antidepressivi o farmaci per la pressione), perché l’assorbimento sistemico potrebbe influenzare la pressione arteriosa o il ritmo cardiaco.

Tra le principali precauzioni d’uso rientrano la gravidanza e l’allattamento: non tutte le supposte sono adatte in queste fasi, e la scelta del prodotto deve essere valutata dal medico, che considererà il rapporto rischio-beneficio e, se possibile, opterà per formulazioni con profilo di sicurezza più favorevole e per trattamenti di durata limitata. Anche nei bambini e negli adolescenti l’impiego di supposte per emorroidi va sempre discusso con il pediatra o lo specialista, perché la mucosa è più delicata e il rapporto tra superficie trattata e peso corporeo rende più rilevante l’assorbimento sistemico. Infine, chi assume altri farmaci (anticoagulanti, antiaggreganti, farmaci per il cuore, per la pressione o per patologie croniche) dovrebbe informare il medico o il farmacista prima di iniziare un trattamento con supposte, per valutare possibili interazioni o controindicazioni specifiche.

Consigli per la prevenzione

Le supposte per le emorroidi, pur essendo utili per alleviare i sintomi nelle fasi acute, non sostituiscono le strategie di prevenzione e di gestione a lungo termine della malattia emorroidaria. La prevenzione si basa innanzitutto sulla regolarità intestinale: la stipsi cronica e gli sforzi prolungati in bagno sono tra i principali fattori che favoriscono la comparsa o il peggioramento delle emorroidi. Una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, legumi, cereali integrali) e un’adeguata assunzione di acqua durante la giornata aiutano a rendere le feci più morbide e voluminose, facilitandone il transito e riducendo la necessità di spingere con forza. Anche evitare di trattenere a lungo lo stimolo alla defecazione è importante, perché la permanenza prolungata di feci dure nel retto aumenta la pressione sulle strutture emorroidarie.

L’attività fisica regolare rappresenta un altro pilastro della prevenzione: camminare, nuotare, andare in bicicletta (con moderazione, se si hanno già sintomi) o praticare ginnastica dolce favorisce la circolazione venosa, riduce la stasi di sangue nella zona pelvica e contribuisce al controllo del peso corporeo, fattore che a sua volta incide sul rischio di emorroidi. Al contrario, la sedentarietà prolungata, soprattutto se si trascorrono molte ore seduti, può peggiorare la congestione venosa a livello anale. È utile fare brevi pause per alzarsi e muoversi ogni ora, in particolare per chi lavora alla scrivania o guida a lungo. Anche evitare di stare seduti a lungo sul water, magari leggendo o usando lo smartphone, è una misura semplice ma spesso trascurata: la posizione seduta prolungata in bagno aumenta la pressione sulle vene emorroidarie.

L’igiene anale delicata è un altro elemento chiave: dopo l’evacuazione è preferibile utilizzare acqua tiepida e, se necessario, detergenti delicati non profumati, evitando saponi aggressivi, salviette umidificate con alcol o profumi e carta igienica ruvida, che possono irritare ulteriormente la zona. In caso di emorroidi sintomatiche, alcuni specialisti consigliano brevi semicupi in acqua tiepida per lenire il fastidio, sempre seguendo le indicazioni del medico. È importante asciugare la zona tamponando delicatamente, senza strofinare. Indossare biancheria intima in cotone, non troppo aderente, aiuta a mantenere la pelle asciutta e a ridurre il rischio di irritazioni o macerazioni.

Infine, è fondamentale non sottovalutare sintomi come sanguinamento rettale, dolore persistente, cambiamenti dell’alvo (alternanza stipsi-diarrea, modifiche della forma delle feci) o perdita di peso non spiegata. Anche se spesso sono legati a emorroidi o ad altre condizioni benigne, possono talvolta essere il segnale di patologie più serie che richiedono una diagnosi precoce. Rivolgersi al medico di base o allo specialista proctologo permette di inquadrare correttamente il problema, impostare un piano di trattamento adeguato (che può includere, oltre alle supposte, altri farmaci, procedure ambulatoriali o chirurgia) e ricevere indicazioni personalizzate sulle misure di prevenzione più adatte al proprio caso clinico e al proprio stile di vita.

In sintesi, le supposte per le emorroidi agiscono principalmente a livello locale, offrendo un sollievo spesso rapido da dolore, bruciore e prurito grazie a principi attivi antinfiammatori, anestetici, vasocostrittori e protettivi. Il loro ruolo è però quello di trattamento sintomatico a breve termine e non di soluzione definitiva della malattia emorroidaria, che richiede sempre un approccio più ampio basato su correzione dei fattori di rischio, gestione della stipsi, adeguata igiene e, quando necessario, valutazione specialistica. Un uso corretto, informato e prudente delle supposte, nel rispetto delle indicazioni del foglio illustrativo e del medico, consente di sfruttarne i benefici riducendo al minimo i rischi.

Per approfondire

Banca dati fogli illustrativi dei medicinali – AIFA permette di consultare le informazioni ufficiali su principi attivi, indicazioni, modalità d’uso ed effetti indesiderati dei medicinali rettali per emorroidi.

Malattia emorroidaria: informazioni generali e prevenzione – Ministero della Salute offre una panoramica istituzionale su cause, fattori di rischio e misure preventive basate su dieta e stile di vita.

Stipsi e prevenzione delle complicanze anorettali – Istituto Superiore di Sanità approfondisce il legame tra stipsi cronica, emorroidi e altre patologie anorettali, con consigli pratici per migliorare la funzione intestinale.

Hemorrhoids (StatPearls) – NIH fornisce una scheda clinica aggiornata sulla fisiopatologia delle emorroidi e sulle opzioni terapeutiche conservative, inclusi i preparati topici rettali.

Emorroidi: sintomi, cause e cura – Auxologico propone una spiegazione divulgativa chiara della malattia emorroidaria e del ruolo dei trattamenti topici come supposte e creme nel controllo dei sintomi.