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F.A.Q.

a cura della


1. L’infezione da HPV è molto frequente e la maggior parte delle donne la contrae almeno una volta nella vita.

2. E’ un’infezione solitamente asintomatica e autolimitantesi (nel 50% dei casi nel corso di un anno, nell’80% dei casi in due anni); in una minoranza di casi può causare lesioni a livello del collo uterino, le quali solitamente si risolvono spontaneamente ma a volte, specie se non trattate, progrediscono gradualmente verso forme tumorali.

3. La trasmissione avviene per via sessuale e non necessariamente in seguito ad un rapporto completo; il contagio può avvenire anche molti anni dopo che una delle due persone ha contratto l’infezione, perciò quest’ultima può non avere nulla a che fare con il partner attuale.

4. L’infezione non è curabile e a nulla servono antibiotici, ovuli o lavande vaginali. Per tale motivo è importante evidenziare precocemente le alterazioni provocate dal virus con il Pap-test.

5. Di per sé, l’infezione è difficile da prevenire, poiché molto diffusa, soprattutto fra i giovani, ed il preservativo non garantisce una protezione del 100% poiché si pensa che il virus possa trovarsi anche nelle aree cutanee non protette dal preservativo; è però stato recentemente prodotto un vaccino contro i sierotipi virali responsabili di circa il 70% dei tumori della cervice uterina.

6. Se il Pap-test risulta negativo per alterazioni citologiche da HPV, non sono necessari ulteriori controlli, se non la ripetizione dell’esame citologico dopo 3 anni. Se il test risulta positivo, è necessario effettuare una colposcopia, esame assolutamente non doloroso.

7. Se la colposcopia risulta negativa, non sono necessari ulteriori controlli; se invece durante questo esame vengono evidenziate delle piccole lesioni, queste possono essere trattate.

TEST HPV-DNA

8. Il test HPV-DNA può essere effettuato per molteplici scopi: come esame di completamento, per selezionare, tra le donne con alterazioni citologiche di tipo ACS-US, quelle che necessitano di una colposcopia; seguire nel tempo le pazienti con lesioni ACS-US e colposcopia negativa; follow-up delle donne trattate per lesioni precancerose della cervice uterina; come esame di screening sostitutivo del Pap-test in alcuni studi pilota.

9. Dal punto di vista pratico, l’esecuzione del test HPV-DNA è come quella del Pap-test, ma il campione prelevato non è studiato al microscopio ma utilizzato per la ricerca del materiale genetico virale.

10. Dal punto di vista diagnostico e di screening, il test HPV-DNA non sostituisce il Pap-test, poiché solo quest’ultimo è in grado di individuare le alterazioni cellulari indotte dal virus, permettendo, così, di ottenere una diminuzione della mortalità per tumore della cervice uterina.

11. E’ stato dimostrato che l’esecuzione di entrambi i test, l’HPV-DNA e il Pap-test, nello screening dell’infezione da HPV è inutile, poiché adduce poche informazioni diagnostiche e, dall’altro lato, porta ad un aumento dei falsi positivi, ponendo indicazione all’esecuzione di una colposcopia in donne prive di lesioni cervicali. Per tale motivo, nei programmi di screening attualmente in vigore, il Pap-test viene eseguito solo in caso di test HPV-DNA positivo; in tal caso, se anche il Pap-test risulterà positivo, sarà appropriatamente indicata l’esecuzione della colposcopia. Il Pap-test diviene, quindi, un esame complementare, utile nella selezione di donne con maggior probabilità di avere alterazioni cervicali e quindi candidate alla colposcopia.

12. Il test HPV-DNA non ha ancora sostituito completamente il Pap-test nei programmi di screening in quanto non vi sono ancora dati sufficienti a dimostrarne la superiorità. Recenti studi condotti in Italia e in Europa hanno dimostrato che il test HPV-DNA è in grado di evidenziare un maggior numero di lesioni cervicali e di farlo più precocemente rispetto al Pap-test; ciò potrebbe consentire di allungare gli intervalli di tempo dei vari follow-up.

13. Eseguire il Pap-test è sconsigliabile nel sospetto di un’infiammazione vaginale (bruciore, prurito e/o perdite intensi) poiché questa condizione potrebbe interferire con l’interpretazione dei risultati del Pap-test; prima di eseguire il test sarà, quindi, necessario effettuare una terapia antinfiammatoria.

14. Il Pap-test non permette di visualizzare direttamente il Papillomavirus, ma solo le alterazioni cellulari da esso indotte.

15. Non esistono esami del sangue specifici per la ricerca del Papillomavirus.

16. Le alterazioni cellulari indotte dall’HPV possono essere conseguenza di un processo infiammatorio scatenato dal virus, di un particolare stato ormonale (come la menopausa) o alla presenza diretta del virus.

17. Le lesioni cervicali che necessitano di trattamento sono quelle caratterizzate da un certo grado di gravità, poiché i piccoli interventi terapeutici non sono scevri da complicanze.

18. Oltre all’infezione da HPV, numerosi altri fattori quali il sistema immunitario ed il fumo giocano un importante ruolo nello sviluppo del tumore del collo cervicale.

19. Anche gli uomini possono contrarre l’infezione ma questa raramente provoca manifestazioni nell’uomo, rendendolo, perciò, un portatore sano; non esistono quindi indicazioni all’esecuzione dell’HPV-DNA test nell’uomo, anche per le difficoltà legate alla modalità di prelievo.

20. E’ possibile che il virus si trasmetta durante rapporti sessuali tra donne, poiché si è visto che tra il 3% e il 30% delle donne omo- o bisessuali risulta positivo al test HPV-DNA; tuttavia, il rischio di contrarre l’infezione è sempre maggiore durante rapporti eterosessuali. E’ comunque consigliato effettuare lo screening anche per le donne che hanno rapporti sessuali con altre donne

21. La via sessuale non è l’unica modalità di trasmissione, poiché il contagio può avvenire anche attraverso il contatto con cute o mucose.

22. L’infezione può essere contratta anche durante la menopausa, anche se tale evenienza è più rara, probabilmente perché le occasioni di contagio sono meno frequenti.

23. Fin’ora non sono stati riscontrati rischi per il bambino in donne in gravidanza, quindi se anche si riscontrassero lesioni del collo uterino, queste vanno tenute semplicemente sotto osservazione, rimandando la terapia a dopo il parto

24. Non ci sono controindicazioni all’allattamento per le donne HPV-positive.

25. E’ improbabile che il virus si trasmetta attraverso la saliva, poiché, se anche esso sia presente in tale sede, lo è in quantità insufficienti; inoltre, l’infezione vaginale è molto più frequente di quella orale.

26. L’infezione da HPV non pone controindicazioni alla donazione di sangue

27. Il test HPV-DNA non è necessario in donne isterectomizzate, poiché i tumori vaginali HPV-dipendenti sono molto rari.

Terapia

28. Il trattamento delle lesioni consiste nell’asportazione piuttosto che nella distruzione della lesione stessa, poiché è importante che sia possibile studiare il tessuto dopo l’asportazione. Per quanto riguarda la tecnica, l’escissione si può effettuare con un’ansa di filo metallico che brucia e recide contemporaneamente, oppure tramite laser.

29. Il trattamento non ha conseguenze sulla futura vita sessuale né sulle gravidanze successive

30. In circa il 90% dei casi, le lesioni non recidivano dopo trattamento, ma a volte l’infezione può non essere debellata, senza provocare la comparsa di ulteriori lesioni; dall’altro lato, la presenza di tumore non implica necessariamente la presenza dell’HPV.

31. In caso di persistenza del virus, non è necessario sottoporsi nuovamente a trattamento, ma è sufficiente eseguire controlli nel tempo.

32. Non è detto che la negatività del test HPV-DNA dopo trattamento rimanga costante per tutta la vita, sia perché il virus può essere presente in quantità talmente ridotte da non essere identificato con tale test (il quale può, quindi, positivizzarsi ad un controllo successivo), sia perché ciò non esclude la possibilità di una reinfezione.

Prevenzione

 

33. Nel 2008 è stata avviata, in tutte le regioni italiane, una campagna di vaccinazione gratuita per le ragazze nel 12° anno di vita.

34. Nel marzo 2007 è stato autorizzato in Italia l’uso di un vaccino chiamato Gardasil® che protegge contro quattro tipi di virus HPV (dei quali, due responsabili del tumore cervicale e due dei condilomi genitali). Da novembre 2007, sempre in Italia, è stato autorizzato l’uso di un secondo vaccino, Cervarix®, più specifico contro i due tipi di virus responsabili del tumore del collo uterino (sierotipi 16 e 18). Il vaccino previene l’infezione, ma non cura le lesioni.

35. I due vaccini hanno un’efficacia che raggiunge quasi il 100% nei confronti dei sierotipi per i quali sono specifici; per quanto riguarda l’efficacia contro altri sierotipi (comunque responsabili di tumori ed altre lesioni cervicali), essa è nulla o al massimo parziale.

36. In studi condotti su donne tra i 16 e i 25-26 anni, è stato dimostrato che l ’efficacia del vaccino diminuisce con l’aumentare dell’età, poiché poco efficace nelle donne che hanno avuto rapporti sessuali (efficacia del 40% contro i sierotipi 16 e 18). Non vi sono quindi indicazioni precise sull’utilità del vaccino in donne di età >26 anni.

37. La protezione del vaccino dura almeno 5 anni. Attualmente non sono indicati richiami

38. Dopo il vaccino è comunque importante continuare ad effettuare i controlli di routine, poiché il vaccino copre non per tutti i tumori, ma solo per il 70% di essi.

39 Il vaccino consiste in tre iniezioni intramuscolari eseguite ad intervalli prestabiliti: per il Gardasil, le iniezioni sono a 0, 2 e 6 mesi, mentre per il Cervarix sono a 0, 1 e 6 mesi

40 Il vaccino è assolutamente sicuro poiché prodotto con virus inattivato, cioè privo del suo potere patogeno

41 Per quanto riguarda gli effetti avversi che il vaccino può scatenare, questi spesso consistono in sintomi lievi e che persistono solo alcuni giorni, quali febbre, irritazione nella zona di inoculo, cefalea o dolori muscolari. La comparsa di sintomi più gravi deve essere segnalata al proprio medico.

42 Il vaccino non è obbligatorio; è gratuito solo per le ragazze nel 12° anno di vita, a pagamento per le donne che non rientrano in questa fascia d'età. In quest'ultimo caso, per comprare il vaccino è necessaria la richiesta del medico; in alcune Regione è possibile fare la vaccinazione a prezzo ridotto presso gli ambulatori vaccinali delle ASL

43 Il prezzo del vaccino Gardasil è di 171,64 euro a dose (per un totale di 514,92 euro per il ciclo completo); il prezzo del vaccino Cervarix è di 156,79 euro a dose (per un totale di 470,37 euro per ciclo completo)

44 Prima di eseguire il vaccino, se si hanno meno di 25 anni, non è necessario fare il test HPV-DNA al fine di evitare controlli e trattamenti non necessari

45 Dopo il vaccino si deve comunque continuare ad effettuare lo screening con Pap-test ogni 3 anni a partire dai 25 anni

46 Nell'uomo la vaccinazione non è necessaria poiché il virus molto raramente provoca manifestazioni ed inoltre ciò non porterebbe comunque a una riduzione del rischio di tumore nelle donne, bensì solo ad un inutile aumento dei costi sanitari

47 Nelle donne già sottoposte a trattamento per lesioni cervicali, il vaccino è molto meno efficace poiché esse hanno già contratto l'infezione

48 Anche se i tipi di HPV contro i quali sono rivolti i vaccini sono solo alcuni, continuando ad effettuare gli screening protocollari, la protezione della donna da tumori provocati da altri tipi di HPV è comunque alta

49 Sono attualmente in corso studi sull'efficacia del vaccino nelle donne sopra i 26 anni e negli uomini, sull'eventuale potere curativo, e non solo preventivo, che esso potrebbe avere sulle infezioni cervicali e sull'effetto che esso potrebbe avere sullo screening, sui suoi costi e su eventuali reazioni rare a lungo termine

Per ulteriori informazioni riguardo il vaccino, rivolgersi al proprio medico di fiducia o consultare il sito https://www.epicentro.iss.it/focus/hpv/hpv.asp

Condilomi e verruche

50 I sierotipi di HPV che causano le verruche  e i condilomi non sono gli stessi che causano i tumori cervicali

51 I condilomi genitali (condilomi floridi o condilomi acuminati o creste di gallo) sono piccole escrescenze che compaiono sui genitali della donna e/o dell'uomo, provocando bruciore e prurito.

52 I condilomi si curano di solito con la laserterapia; quando sono molto piccoli, si può tentare anche con l'applicazione di creme topiche per un certo periodo

53 I condilomi possono essere trasmessi dal partner sessuale

54 In caso di gravidanza, il parto naturale è solitamente possibile dopo trattamento dei condilomi in anestesia locale, ma se questi sono molto numerosi è necessario il cesareo, anche perché in tali casi è possibile, anche se raro, che il virus passi al bambino causando problemi respiratori. La decisione spetta al proprio ginecologo curante.

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Pagina aggiornata il: 03/01/2013