La Vitamina C (Acido Ascorbico)

A cura del Dr. Sandro Magnanelli
Pubblicità

INDICE

Pubblicità
Pubblicità

 

Cenni Storici

Lo scorbuto è una delle malattie note da più tempo. Si trovano sue descrizioni nell'Antico Testamento e negli scritti di Plinio il Vecchio.

La prima descrizione precisa del "flagello" è del signore di Joinville nella sua narrazione della crociata di San Luigi in Egitto nel Xlll secolo.

Per secoli, lo scorbuto sarà la principale causa di morte tra gli equipaggi delle navi a lungo corso.

I sintomi della malattia sono ben definiti: comincia con stanchezza e si manifesta in seguito con edemi delle braccia e delle gambe, quindi con emorragie: sangui-namento dal naso e dalle gengive ed ecchimosi sottocutanee. I denti fuoriescono dalle radici, dondolano e talvolta cadono. Incapaci di restare in piedi, i soggetti colpiti muoiono di sfinimento o per complicanze respiratorie infettive.

Nel Medio Evo, lo scorbuto si manifesta a livello endemico nei paesi del Nord Europa durante i mesi invernali, periodo in cui il consumo di ortaggi verdi è molto ridotto.

Nel 1535, nel corso del viaggio di Jacques Cartier a Terranova, parecchi marinai muoiono di scorbuto. Uno dei superstiti apprende che i pellerossa usano con successo un decotto di aghi di pino, lo sperimenta su se stesso e sui suoi compagni.

II risultato è miracoloso.

Nel 1593, l'equipaggio di una nave inglese in rotta verso le Indie sfugge alla malattia poiché il capitano fa bere ogni giorno alcune gocce di succo di limone ai suoi marinai. Questa pratica viene istituzionalizzata nella marina inglese dopo il notevole "Trattato sullo Scorbuto" scritto nel 1753 da J. Lind, medico della marina britannica.

Nel 1907, si riesce a provocare uno scorbuto sperimentale in cavie che ricevono una dieta carente di verdura fresca.

Nel 1912, S. Zilva estrae dal limone un principio attivo contro lo scorbuto.

Nel 1928, A. Szent-Gyòrgyi isola, durante i suoi studi sull'ossidazione cellulare, un prodotto, l'acido esuronico, che, 4 anni dopo, si rivela identico alla vitamina C ottenuta partendo dal succo di limone da C. King.

La struttura esatta della vitamina viene stabilita nel 1932 da N. Haworth che, con A. Szent-Gyòrgi, propone di darle il nome di acido ascorbico. La sintesi venne realizzata da T. Reichstein e dalla sua équipe alcuni mesi più tardi.

Per molto tempo si è pensato che l'unica funzione della vitamina C fosse quella di prevenire la carenza. Ma nel 1970, il Prof. L. PauHng solleva una viva controversia nel mondo intero con il suo libro dal titolo "La vitamina C ed il raffreddore". Dopo quella data, i lavori scientifici si moltiplicano a proposito delle diverse funzioni dell'acido ascorbico: processi di ossidoriduzione a livello cellulare, intervento nelle reazioni immunitarie, inibizione della formazione endogena delle nitrosamine, capacità di intrappolare i radicali liberi,...

Parecchi studi epidemiologici sono stati avviati per tentare di precisare il ruolo profilattico della vitamina C nei confronti delle malattie legate all'invecchiamento: diminuzione del rischio di comparsa di certi tumori, relazione tra livello ematico di vitamina C e fattori di rischio di malattie cardiovascolari, contributo alla prevenzione della cataratta.

 

Torna ad inizio pagina

 

Struttura Chimica

La vitamina C, o acido ascorbico, ha una struttura simile a t]uella degli zuccheri a sei atomi di carbonio.

È costituita da un anello lattonico con un gruppo enediolico ( C = C ) e da due gruppi alcolici.

Esistono due forme, levogira (L) e destrogira (D). Soltanto la forma levogira, o acido L-ascorbico, è attiva.

L'elemento funzionale importante è il gruppo enediolo che, per ossidazione, dà origine all'acido deidroascorbico.

Formule di struttura

Nei tessuti si trova un equilibrio reversibile tra la forma ridotta e la forma ossidata che hanno la stessa attività vitaminica.

 

Torna ad inizio pagina

 

Proprietà Fisico-Chimiche

L'acido ascorbico si presenta sotto forma di polvere cristallina bianca o leggerissimamente giallastra.

È facilmente solubile in acqua (300 g/1), poco solubile in alcool ed insolubile in etere o cloroformio.

L'acido ascorbico è stabile allo stato solido, al riparo della luce e dell'umidità. Viceversa, in soluzione acquosa, si altera molto rapidamente a contatto con l'ossigeno dell'aria.

Questa ossidazione è accelerata dal calore, dagli alcali e dagli ioni metallici.

 

Torna ad inizio pagina

 

Pubblicità

Metabolismo

Assorbimento

■ Sede

La vitamina C è assorbita nella sua quasi totalità a livello dell'intestino tenue, principalmente a livello dell'ileo.

■ Meccanismo


L'assorbimento avviene attraverso un meccanismo di trasporto attivo. A dosi elevate, si verifica una diffusione passiva.

La massima capacità di assorbimento è saturata da un'assunzione orale unica di 3 g. Tuttavia, l'assorbimento può essere aumentato dividendo le dosi.

Distribuzione

Dopo l'ingestione, la vitamina C passa rapidamente in circolo e poi si diffonde in tutti i tessuti.

Nel sangue intero, si trova principalmente acido ascorbico, in quanto l'acido dei-droascorbico rappresenta soltanto dal 5% al 20% della vitamina C circolante.

La concentrazione è bassa nel plasma (6-14 mg/1) e nei globuli rossi, mentre è molto elevata nelle piastrine e nei globuli bianchi (quella dei linfociti è 80 volte superiore a quella del plasma). La concentrazione nei globuli bianchi riflette approssimativamente quella nei tessuti.

11 contenuto totale dell'organismo è stimato in 1,5-2 g, ma la concentrazione nei diversi organi è molto variabile. I quantitativi maggiori, per 100 g di tessuto fresco, si trovano a livello dell'ipofisi e del corticosurrene mentre, a causa del loro peso, gli organi che contengono la maggior quantità di acido ascorbico sono i muscoli ed il fegato.

Concentrazione di acido ascorbico nei diversi organi

Concentrazione inμg/g
Ipofisi 40-50
Surrene 30-40
Occhio 25-31
Cervello 13-15
Fegato 10-16
Milza 10-15
Pancreas 10-15
Rene 5-15
Cuore 5-15
Polmoni 7
Muscoli 3-4

L'assenza di deposito di vitamina C giustifica la necessità di un apporto quotidiano sufficiente.

La vitamina C subisce una filtrazione glomerulare ed un riassorbimento tubolare che recupera, a dosi fisiologiche, oltre il 90% della quantità filtrata.

Eliminazione

La vitamina C è eliminata nelle urine in forma invariata e sotto forma di metaboliti.

Alle dosi fisiologiche, il principale metabolita urinario è l'acido ossalico (55%). Si trovano anche l'acido ascorbico e l'acido deidroascorbico (25%), l'acido dicheto-gluconico (2%) e l'ascorbato-2-solfato.

Piccole quantità sono eliminate nelle feci, nel sudore e per via respiratoria sotto forma di CO2.

Il turnover è di 45-60 mg al giorno (vale a dire circa il 3% del pool totale) e l'emivi-ta è di circa 10-20 giorni.

Quando si somministrano dosi elevate e la concentrazione piasmatica supera 14 mg/1, la vitamina C assorbita viene principalmente eliminata in forma invariata nelle urine.

 

Torna ad inizio pagina

 

Pubblicità

Fisiologia

Meccanismo d’azione

Il meccanismo d'azione molecolare della vitamina C non è ben conosciuto. Sembra che possa essere in rapporto con l'interconversione reversibile tra la sua forma ridotta (l'acido ascorbico) e la sua forma ossidata (l'acido deidroascorbico). Questa reazione è catalizzata da un enzima, l'ascorbato ossidasi:

Nel corso di questa reazione, si forma un composto intermedio mono-ossidato instabile, il radicale ascorbile.

Ossidazione deli’acido ascorbico

La coppia acido ascorbico-acido deidroascorbico presenta proprietà ossidoriducenti che permettono il trasferimento di uno o due elettroni. La vitamina C interviene in tal modo in diverse reazioni. Per altre reazioni, il meccanismo di azione dell'acido ascorbico non è ben conosciuto.

Ruolo metabolico dell’acido ascorbico

■ Reazioni di idrossilazione • Sintesi del collagene

11 collagene è una molecola complessa la cui sintesi avviene in parte nei fibroblα-sti. Inizialmente avviene la sintesi di una catena polipeptidica: il procollagene.

La sintesi del collagene partendo dal procollagene richiede l'idrossilazione di un certo numero di molecole di lisina e prolina.

Queste reazioni sono catalizzate da due enzimi.

L'acido ascorbico svolge un ruolo "protettivo" di queste idrossilasi e partecipa alla sintesi del collagene di riparazione dei tessuti lesi.

Idrossilazione del procollagene

• Sintesi delle catecolamine

Le catecolamine (dopamina, noradrenalina e adrenalina) sono sintetizzate partendo da due aminoacidi, la fenilalanina o la tirosina, attraverso la seguente sequenza:

Alcune di queste reazioni sono catalizzate da idrossilasi che richiedono la presenza di acido ascorbico.

La dopamina e la noradrenalina sono dei neurotrasmettitori, mentre l'adrenalina è un ormone della midollare del surrene che agisce tramite l'AMPciclico.

Idrossilazioni che coinvolgono la vitamina C: biosintesi delle catecolamine


• Sintesi della carnitina

La sintesi della carnitina avviene nel fegato partendo da un aminoacido, la lisina. Questa sintesi richiede due idrossilazioni catalizzate da enzimi che fanno intervenire la vitamina C.

La trimetil-lisina idrossilasi: enzima mitocondriale  La butirrobetaina idrossilasi: enzima citoplasmatico

Idrossilazioni che coinvolgono la vitamina C: biosintesi della carnitina


La carnitina sintetizzata nell'epatocita è liberata in circolo e assunta dai tessuti periferici, in particolare dai muscoli scheletrici e dal cuore. Serve da trasportatore degli acil-CoA che non possono attraversare la membrana mitocondriale.

La reazione è catalizzata da un enzima, Vacil-CoA carnitina transferasi.

Si tratta di una "navetta" che può funzionare nei due sensi.

• Ingresso di acidi grassi attivati (acil-CoA) nel mitocondrio dove vengono ossidati producendo energia:

• Fuoriuscita di radicali acetil-CoA nel citoplasma dove possono essere il punto di partenza della sintesi di acidi grassi:

‘Navetta” carnitina


La carnitina svolge un ruolo importante nella contrazione muscolare durante lo sforzo prolungato favorendo l'ingresso di acidi grassi nel mitocondrio.

• Catabolismo della fenilalanina e della tirosina

11 catabolismo di questi aminoacidi segue una via comune in cui una idrossilasi richiede la presenza di vitamina C.

• Altre reazioni di idrossilazione

L'acido ascorbico svolge un ruolo in associazione con altre idrossilasi, in particolare quelle dipendenti dal citocromo P450 (CP450).

11 citocromo P450 è una proteina presente nei microsomi delle cellule epatiche, renali e surrenali.

Queste idrossilasi partecipano a numerose reazioni:

- trasformazione del colesterolo in acidi biliari,

- degradazione di sostanze esogene (inquinanti, farmaci).

La forma ossidata del CP450 si lega alla sostanza esogena (X) ed è ridotta da un enzima, la CP45Q-reduttasi:

11 complesso reagisce con l'ossigeno per idrossilare il substrato e rigenerare il CP450 ossidato:

Idrossilazione di una sostanza (X) da parte del citocromo P450

■ Interazione con i radicali liberi

L'acido ascorbico partecipa alla inattivazione dei radicali liberi dell'ossigeno, il che assicura una protezione dagli agenti ossidanti che sono tossici per la cellula. L'azione antiossidante è più elevata a bassa concentrazione.

Inoltre, la vitamina C protegge la vitamina E tissutale dall'ossidazione.

In effetti, l'acido ascorbico può donare un elettrone al radicale tocoferossile e rigenerare la forma ridotta del tocoferolo (vedere: vitamina E, meccanismo d'azione).

La vitamina C in ambiente acquoso e la vitamina E in ambiente lipidico hanno pertanto un effetto antiossidante sinergico.

■ Inibizione della formazione delle nitrosamine

Le nitrosamine sono composti cancerogeni.

Possono essere assorbite direttamente con gli alimenti o sintetizzate dall'organismo partendo da nitrati e nitriti alimentari.

I nitrati sono trasformati in nitriti dai batteri a livello dello stomaco.

I nitriti reagiscono con le amine libere per formare nitrosamine.

L'acido ascorbico inibisce la sintesi delle nitrosamine partendo dai nitriti. Viceversa, non ha alcun effetto sulle nitrosamine già formate.

Nei soggetti sani, questi prodotti sono presenti in bassissima quantità. Si formano invece in quantità importante in caso di acloridria gastrica.

■ Metabolismo dell'istamina

La vitamina C provoca una diminuzione della sensibilità dell'organismo all'istα-mina tramite diversi meccanismi.

• Aumento della degradazione e dell'eliminazione dell'istamina stessa.

• Modulazione della sintesi delle prostaglandine (PG) aumentando la sintesi delle PGE e diminuendo quella delle PGE che intervengono nella sensibilità all'i-stamina.

• Aumento della concentrazione dei nucleotidi ciclici (cAMP e cGMP) tramite inibizione di un enzima di degradazione: la fosfodiesterasi.

Il cAMP controlla la liberazione dei mediatori dell'ipersensibilità (istamina, PGF2,...).

Ruolo della vitamina C nel metabolismo dell’istamina

■ Metabolismo del ferro

L'acido ascorbico interviene nel metabolismo del ferro.

11 ferro alimentare è costituito da ferro emico e da ferro non emico. Quest'ultimo rappresenta l'apporto maggiore.

11 ferro emico contenuto nell'emoglobina e nella mioglobina (carne, pesce) è facilmente assorbito.

• L'assorbimento del ferro non emico è molto limitato e l'acido ascorbico ne facilita l'assorbimento tramite due meccanismi:

- riduzione degli ioni ferrici in ioni ferrosi che sono meglio assorbiti (accompagnata da un'ossidazione dell'acido ascorbico):

- chelazione degli ioni ferrici (Fe+++) che sono assorbifi in questa forma.

• L'acido ascorbico svolge anche un ruolo nella mobilizzazione del ferro da un compartimento verso l'altro:

- ferro circolante legato alla transferrina in forma di Fe+++,

- ferro di riserva legato alla ferritina in forma di Fe++ nel fegato, nella milza e nel midollo osseo:

■ Reazioni immunologiche

La vitamina C aumenta la mobilità dei granulociti neutrofili polinucleati e la trasformazione dei linfociti. Nell'animale da esperimento, aumenta la sintesi dell'interferone.

 

Torna ad inizio pagina

 

Pubblicità

Fonti, Unità, Apporti, Stato

Fonti alimentari

La vitamina C è molto diffusa in natura. Tutti i vegetali ne contengono, ma in quantità molto variabile. Si trova anche nel fegato, nel latte, nella carne e nei pesci, ma in questi ultimi, in quantità molto bassa.

Le variazioni sono particolarmente importanti per uno stesso alimento a seconda della specie, del grado di maturazione, della durata di conservazione dopo il raccolto ...

In pratica, il kiwi offre un apporto poco superiore a quello dell'arancia o del cavolo. Tenendo conto delle quantità consumate, le patate rappresentano un apporto essenziale per alcune popolazioni (Nord della Francia).


m


Secondo recenti studi, l'apporto di vitamina C si ripartisce mediamente, Francia, tra le seguenti fonti alimentari:

Apporto di vitamina C
Ortaggi e frutta fresca 69%-73%
Patate, pane, cerali 12%-22%
Latticini 3% - 4%
Carne, pesce, uova 1%-2%

La vitamina C è la più labile delle vitamine. È particolarmente sensibile all'ossidazione ed al calore.

Gli ioni metallici (catalizzatori di ossidazione) e la luce accentuano la sua degradazione che può arrivare al 90%-100% in caso di cottura prolungata, mantenimento al caldo o riscaldamento degli alimenti.

La prima reazione di ossidazione produce acido deidroascorbico che è presente in alcuni alimenti. L'acido deidroascorbico ha la stessa attività vitaminica dell'acido ascorbico.

La vitamina C è solubile in acqua, il che può provocare un impoverimento supplementare.

Tenendo conto di tutti questi fattori, le quantità consumate giornalmente sono estremamente variabili da una persona all'altra.

Unità

La vitamina C è valutata mediante la misura in peso (mg) di acido ascorbico.

1 mg di acido ascorbico corrisponde a:

• 1 mg di acido deidroascorbico,

• 0,89 mg di ascorbato di sodio.

Apporto consigliato

A seconda delle fasce di età, l'apporto nutrizionale consigliato in Francia è 35-100 mg al giorno.

Un apporto supplementare, da 20 a 40 mg al giorno, è consigliato per i fumatori in quanto presentano un turnover della vitamina C superiore a quello dei non fumatori.

mg/gìorno
Lattanti 35
Bambini da 1 a 3 anni 35
Bambini da 4 a 12 anni 40-60
Adoiescenti, uomini aduiti 60-100
Gravidanza e aliattamento 80-100
Fumatori 120

L'assenza di depositi di riserva della vitamina C nell'organismo giustifica la necessità di un apporto quotidiano sufficiente.

Stato nutrizionale

• L'apporto alimentare di vitamina C è difficilmente valutabile con esattezza a causa delle perdite provocate dalla conservazione, dalla preparazione e dalla cottura degli alimenti.

Esso varia molto da una persona all'altra, in quanto dipende dal consumo di alcuni alimenti particolarmente ricchi di vitamina C.

In Francia, gli studi hanno dimostrato che il consumo è più elevato nelle donne che negli uomini.

Circa il 20% degli adulti consuma meno dei due terzi dell'apporto consigliato.

• Soltanto gli studi più recenti danno un quadro dei risultati relativi allo stato della vitamina C.

Secondo lo studio Val-de-Marne, il rischio di carenza nell'adulto (acido ascorbico serico <2 mg/1) interessa dal 3% al 5% delle donne e dall'8% al 12% degli uomini.

La fascia di età superiore ai 65 anni presenta la maggior frequenza di rischio di carenza; rispettivamente circa il 15% delle donne ed il 25% degli uomini.

La percentuale di soggetti con bassi valori plasmatici (< 3,5 mg/1) è ugualmente più elevata tra gli uomini (10%-46%) che tra le donne (3%-15%).

 

Torna ad inizio pagina

 

Carenza

Clinica

La carenza di vitamina C è responsabile dello scorbuto nell'adulto e della malattia di Barlow nel bambino.

■ Lo scorbuto dell'adulto

Lo scorbuto si manifesta con segni generali, osteoarticolari nonché della cute e delle mucose.

• Segni generali

Compaiono per primi. Si manifesta astenia e bisogno di sonno.

• Segni osteoarticolari

Sopraggiungono in seguito. Si manifestano dolori articolari ed ossei, particolarmente a livello degli arti inferiori.

• Segni a carico della cute e delle mucose

Il quadro si completa rapidamente con edemi distali, gengivite ipertrofica con emorragie quindi perdita dei denti, follicolite ipercheratosica ed emorragie cutanee (petecchie, ecchimosi), il processo di cicatrizzazione delle ferite è molto lento. In questo stadio, il minimo sforzo provoca tachicardia, dispnea e la morte può sopravvenire per arresto cardiaco o complicanze infettive.

■ Lo scorbuto infantile (malattia di Barlow)

La sintomatologia può essere notevolmente diversa a livello osteoarticolare. Si osservano ematomi sottoperiostei visibili nelle radiografie delle ossa lunghe ed un ingrandimento delle estremità anteriori delle coste.

■ Gli stati di carenza marginale

Gli stati di carenza marginale si manifestano con segni aspecifici che associano astenia, anoressia e debolezza muscolare. Si evidenzia anche una maggiore sensibilità alle infezioni.

■ La carenza sperimentale

Nel corso di una dieta totalmente carente, il livello di vitamina C nel siero è nullo in 41“ giornata, ma occorre attendere il 121° giorno perché si instauri una deple-zione cellulare (globuli bianchi).

I segni clinici compaiono il 132° giorno. Si osserva dapprima una follicolite ipercheratosica, quindi sopraggiungono petecchie, anomalie dei denti visibili nelle radiografie ed anomalie della cicatrizzazione.

Cronologia delle anomalie nel corso di una carenza sperimentale di vitamina C

giorno 0 Inizio deila dieta carente
giorno 41 Ascorbemia nulla
giorno 121 Deplezione cellulare
giorno 132 Follicolite ipercheratosica
giorno 161 Petecchie
giorno 180 Anomalie dei denti (radiografie)
giorno 182 Ritardo di cicatrizzazione

Tutti questi segni scompaiono dopo sei giorni di trattamento con vitamina C, ad eccezione delle lesioni cutanee ipercheratosiche che sono più lente a regredire (quattordici giorni).

Fisiopatologia - Epidemiologia

La carenza di vitamina C può risultare da diversi fattori:

• diminuzione dell'apporto,

• diminuzione dell'assorbimento,

• aumento del fabbisogno,

• aumento dell'eliminazione.

■ Paesi in via di sviluppo

Lo scorbuto è divenuto raro nei paesi in via di sviluppo. Colpisce soprattutto i bambini dai sei ai dodici mesi nutriti con solo latte artificiale non integrato.

■ Paesi industrializzati

• Carenze con manifestazioni cliniche

Lo scorbuto è divenuto eccezionale nei paesi industrializzati. 1 rarissimi casi riferiti sono dovuti all'insieme di diversi fattori: diminuzione dell'apporto alimentare, malassorbimento. 1 gruppi a rischio sono gli alcolisti, le persone anziane ed i pazienti colpiti da malassorbimento cronico.

La nutrizione parenterale esclusiva non integrata determina una carenza totale di apporto.

Lo scorbuto infantile o malattia di Barlow è anch'essa eccezionale. I casi descritti si sono verificati in lattanti di 6-18 mesi che ricevevano un'alimentazione artificiale senza alcuna integrazione.

Gli stati di carenza marginale sono probabilmente meno rari ma si manifestano soltanto con segni aspecifici: astenia, anoressia, dolori muscolari, tachicardia, dispnea. Molto spesso è quindi impossibile collegare questa sintomatologia alla causa. Sono stati osservati stati di carenza marginale in un certo numero di situazioni: tabagismo, persone anziane, diabete, alcolismo, soggetti operati, gravidanza ed allattamento, dialisi, malassorbimento cronico.

 

Torna ad inizio pagina

 

 

Diagnosi di Carenza

La diagnosi di carenza di vitamina C viene effettuata essenzialmente mediante dosaggio diretto.

Dosaggio diretto

• Dosaggio ematico Nel plasma

Il livello normale è di 6,2-14 mg/1. Tuttavia, i risultati sono soggetti a variazioni legate all'apporto alimentare recente e non permettono una buona valutazione dello stato tissutale. In effetti, piccole dosi di vitamina C bastano per alzare rapidamente il tasso di saturazione piasmatica, mentre occorrono dosi molto più elevate per correggere una deplezione cellulare.

Nei leucociti

È il miglior metodo di dosaggio dello stato della vitamina C, in quanto dà una buona indicazione delle riserve tissutali.

Il livello normale è di 20-40 |ig/10® cellule.

Interpretazione dei dosaggi biologici secondo diversi autori

stato Vitamina C piasmatica mg/i Vitamina C leucocitariaμg/l0'
Normale >6,2 20-40
Marginale 3,5-6
Carente <3,5 <2

• Dosaggio urinario

Il dosaggio urinario presenta le stesse difficoltà di interpretazione del dosaggio piasmatico.

Il livello normale va da 20 a 40 mg/1. Può essere effettuato un test di carico somministrando 300 mg di vitamina C e sorvegliando l'aumento dell'escrezione urinaria. Nel soggetto normale, l'escrezione è superiore al 75%. È quindi possibile misurare il numero di somministrazioni necessarie per ottenere questo risultato.

Esami funzionali

Non si usa correntemente alcun metodo indiretto di dosaggio che esamini le conseguenze metaboliche di una carenza di acido ascorbico. Tuttavia si potrebbe immaginare di esaminare il funzionamento delle idrossilasi prima e dopo carico di vitamina C, nel metabolismo della carnitina, delle catecolamine e degli aminoacidi aromatici.

 

Torna ad inizio pagina

 

 

Farmacologia

Proprietà farmacologiche

L'esistenza di proprietà farmacologiche rimane un argomento controverso negli ambienti scientifici: effetto antiastenico, eccitamento, insonnia, prevenzione o trattamento delle affezioni virali.

I risultati dei diversi studi sono contraddittori.

In pratica, la vitamina C viene usata spesso. Questo uso si basa su osservazioni fatte sull'uomo e sull'animale. Per la loro anzianità, le indicazioni corrispondenti non sempre sono state confermate con sperimentazioni cliniche controllate.

Interazioni farmacologiche

L'addo ascorbico interferisce con alcuni farmaci.

• Le antivitamine K: warfarina.

La vitamina C diminuisce l'effetto anticoagulante misurato con il tasso di protrombina.

• Le anfetamine e gli antidepressivi triciclici

In caso di somministrazione di vitamina C è stata osservata una diminuzione del riassorbimento tubolare di questi prodotti.

I neurolettici

La flufenazina appartiene al gruppo delle fenotiazine. In un paziente è stata osservata una diminuzione dell'assorbimento con riduzione dei livelli ematici.

• Il ferro

L'acido ascorbico aumenta l'assorbimento intestinale del ferro, ma questa interazione non provoca mai sovraccarico nel soggetto sano.

Incidenti e complicanze

La vitamina C non è tossica. A dosi quotidiane inferiori ad 1 g, non vi sono praticamente mai effetti secondari.

In caso di somministrazione di dosi elevate, è stato descritto qualche effetto secondario: agitazione, insonnia, diarrea, emolisi in soggetti deficitari di G(,PD, moderato aumento dell'eliminazione urinaria di acido ossalico in soggetti con iperossalu-ria primaria (il rischio di formazione di litiasi è nullo nel soggetto sano).

Infine, sono stati segnalati rarissimi casi di reazioni allergiche.

Non esiste ipervitaminosi C, la quantità in eccesso viene eliminata nelle feci e nelle urine.

 

Torna ad inizio pagina

 

 

Indicazioni e Controindicazioni

Indicazioni

■ Trattamento terapeutico

Lo scorbuto viene trattato con acido ascorbico per via parenterale o per via orale a seconda della presenza o meno di malassorbimento.

Dosi da 100 a 200 mg al giorno sono probabilmente sufficienti, ma si somministrano dosi superiori, da 200 a 500 mg nel bambino e da 500 a 1.000 mg nell'adulto in diverse somministrazioni, in modo da saturare i tessuti.

Il trattamento è rapidamente efficace ed i segni clinici regrediscono in una setfi-mana.

■ Trattamento preventivo

La prevenzione della carenza si basa su un'alimentazione equilibrata che soddisfa facilmente il fabbisogno.

Nel lattante, si consiglia la somministrazione quotidiana di piccole quantità di succhi di frutta freschi. Questo è tanto più importante nel bambino nutrito con latte di mucca che contiene cinque volte meno acido ascorbico del latte umano.

In alcune situazioni particolari, può essere consigliabile somministrare la vitamina C in forma farmacologica.

• La nutrizione parenterale

L'assenza di integrazione provoca una carenza totale di apporto. Questa carenza viene prevenuta con 0,5 mg/kg/die nell'adulto.

• L'emodialisi

Questa tecnica provoca delle perdite che devono essere compensate tramite la somministrazione di circa 100 mg al giorno.

• Il malassorbimento cronico

Casi di scorbuto sono stati descritti in pazienti colpiti dal morbo di Crohn.

Questi pazienti possono essere integrati con 50-100 mg/die di vitamina C.

■ Altre indicazioni

• La metemoglobinemia

La vitamina C viene usata come riducente alla dose di 1.000 mg per via endovenosa.

• La carenza di ferro

La vitamina C viene usata come trattamento coadiuvante, in quanto aumenta l'assorbimento intestinale del ferro.

Con una dose di 100 mg, l'assorbimento del ferro viene aumentato da tre a cinque volte.

• La cicatrizzazione di ferite, fratture

Dosi da 500 a 1.000 mg/die sono state prescritte per l'azione nella sintesi del collagene. Uno studio ha dimostrato una certa efficacia nella cicatrizzazione delle escare.

■ Usi abituali

• Gli stati influenzali ed i raffreddori

Il consumo preventivo di vitamina C non consente di evitare le infezioni virali; ha tuttavia un effetto benefico, in quanto riduce la durata e l'intensità dei sintomi.

• L'effetto antiastenico

La vitamina C è usata nel trattamento delle astenie in corso di corize, stati influenzali, convalescenza: 500 mg/24 ore.

• Lo sforzo fisico

La somministrazione di 1.000 mg/die nell'atleta non modifica la capacità di sforzo, ma ha un effetto benefico sul ritmo cardiaco alle frequenze submassimali.

Controindicazioni

Non esistono controindicazioni per dosi inferiori a 1.000 mg/giorno.

Dosi superiori non devono essere somministrate in caso di: litiasi urinaria ossalica, insufficienza renale, dialisi cronica, deficit di G5PD od emocromatosi.

 

Torna ad inizio pagina

 

 

Ricerche attuali

La vitamina C è stata oggetto di molti studi epidemiologici che analizzano il rischio di alcune malattie in funzione dello stato nutrizionale.

Vitamina C e tumori

Diversi studi epidemiologici hanno analizzato il consumo alimentare di vitamina C ed il rischio di sviluppare neoplasie. Questi studi dimostrano che bassi apporti alimentari sono correlati ad un aumento del rischio di alcuni tumori.

I risultati più significativi interessano il tumore dello stomaco, dell'esofago, della cavità orale, della faringe e della mammella.

Le persone con il consumo più elevato hanno un rischio circa due volte minore di sviluppare c]uesti tipi di tumore rispetto alle persone con il consumo più basso.

È stato dimostrato un effetto protettivo anche per l'assunzione di elevate quantità di frutta ricca di vitamina C.

Sono state avanzate parecchie ipotesi per spiegare il ruolo protettivo della vitamina C: proprietà antiossidanti, inibizione della sintesi delle nitrosamine e dei mutageni fecali, stimolazione delle reazioni immunitarie, stimolazione dei processi di disintossicazione da parte degli enzimi epatici.

Sono attualmente in corso studi di intervento per misurare l'efficacia di un'integrazione di vitamina C.

Vitamina C e cataratta

Studi epidemiologici hanno dimostrato che il basso consumo alimentare di vitamina C è correlato ad un aumento del rischio di cataratta.

11 rischio di cataratta è 4 volte superiore (undici volte nelle localizzazioni posteriori) nelle persone con il consumo più basso rispetto alle persone con il consumo più elevato.

Analogamente, il rischio di cataratta di qualsiasi tipo è tre volte superiore confrontando lo stato vitaminico più basso con lo stato intermedio.

È stato anche osservato che la concentrazione di vitamina C nel cristallino è due volte minore in caso di cataratta.

In uno studio di intervento è stato evidenziato che le persone che avevano ricevuto un'integrazione di vitamina C (da 300 a 600 mg/giorno) hanno presentato un rischio di cataratta quattro volte minore.

La vitamina C potrebbe agire grazie alle sue proprietà antiossidanti proteggendo le proteine del cristallino.

Altre vie di ricerca

■ Vitamina C e malattie cardiovascolari

Diversi studi associano la vitamina C a diversi tipi di fattori di rischio cardiovascolare.

Uno studio epidemiologico ha dimostrato una correlazione tra lo stato vitaminico più basso ed un aumento della mortalità coronarica.

La vitamina C potrebbe avere un ruolo protettivo aumentando il colesterolo-HDL e diminuendo la pressione arteriosa nonché l'aggregazione piastrinica.

■ Vitamina C e struttura ossea

Esiste una correlazione tra apporto di vitamina C e contenuto minerale osseo o densità ossea nelle donne in menopausa.

■ Vitamina C e patologia dentale

Uno studio epidemiologico ha dimostrato una correlazione significativa tra basso apporto alimentare di vitamina C e maggior frequenza di patologie dentali.

■ Vitamina C e cicatrizzazione

L'integrazione di vitamina C accelera la cicatrizzazione delle ferite in assenza di carenza.

In queste tre ultime funzioni, la vitamina C potrebbe svolgere un ruolo tramite la sintesi del collagene.

 

Torna ad inizio pagina

 

 

Conclusioni

La vitamina C svolge molti ruoli fisiologici nell'organismo: sintesi e metabolismo di diverse molecole, degradazione delle sostanze xenobiotiche, antiossidante, reazioni immunologiche.

Le manifestazioni cliniche carenziali sono eccezionali. Viceversa, gli stati di carenza marginale sono frequenti.

Diversi studi epidemiologici dimostrano che apporti alimentari insufficienti di vitamina C sono associati ad aumento del rischio di manifestazione di diverse affezioni, in particolare la cataratta ed alcuni tumori.

Sono attualmente in corso studi di intervento per valutare l'efficacia di un'integrazione con vitamina C associata o meno alla vitamina E ed al betα-carotene.

 

Torna ad inizio pagina

 

Ultimo Aggiornamento Pagina: 18/10/2016

 

Pubblicità