La Bulimia Nervosa

A cura della Dr.ssa Rosaria Lullo
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INDICE

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Generalità

La bulimia nervosa è un disturbo della condotta alimentare, denominato anche: “Disturbo Alimentare Psicogeno”. La bulimia è caratterizzata dall’ingestione, per tempi prolungati, di enormi quantità di cibo (in particolare c’è una predilezione verso i dolci e gli ipercalorici) che prendono il nome di crisi bulimiche, e si associano all’assunzione di diuretici e purganti per eliminare tutto ciò che è stato ingerito, generando a loro volta pressione alta e aritmie. A parte questi, i metodi adoperati sono anche altri, quali: vomito autoindotto, digiuni ed intensa attività sportiva per smaltire le calorie (vengono ingeriti ogni giorno oltre 20mila cal.) e bruciare i grassi.

Il disturbo è caratterizzato dalle abbuffate compulsive, e tutto ciò che viene ingerito non viene fatto con piacere (gustando i cibi), ma si nutrono solo per dare libero sfogo a delle pulsioni represse (rabbia, impulsi sessuali, frustrazione, ecc), tramutandosi in una sorta di “fame nervosa”.

Colpisce prevalentemente le donne in tarda pre-adolescenza (13 anni) e in tarda adolescenza (20 anni), e il 70% di esse sono anche anoressiche, anzi, nella stragrande maggioranza dei casi sviluppano prima una condotta alimentare di tipo anoressico e in seguito di tipo bulimico.

Le pazienti si sentono in colpa, soffrono di derealizzazione e provano forte imbarazzo e disagio a causa del loro disturbo alimentare, consumando gli alimenti solo isolatamente (lontane da tutto e da tutti), evitando luoghi affollati (ristoranti – fast food), perché non sopportano essere guardate mentre mangiano. Esse possono essere o in sovrappeso o in lieve sottopeso.

Esistono due sottotipi di bulimia:

Gli episodi bulimici sono contrassegnati da: bipolarismo, fobia sociale, condotte evitanti, ansia, stress, demotivazione e depressione. Gli episodi bulimici possono associarsi ad episodi di tossicomania, infatti il comportamento del bulimico è molto simile a quello di un tossicomane.

 

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Storia della patologia

Intorno alla fine degli anni ’70 un noto psichiatra britannico, G. Russell, tracciò per primo la nosografia della bulimia nervosa.

Russell fu il primo a risaltare la discrepanza tra i più noti disturbi dell’alimentazione: anoressia nervosa e bulimia nervosa.

Tale discrepanza si rivelò fondamentale, poiché, entrambe le patologie alimentari nonostante abbiano in comune la condotta nutrizionale, si discostano però dal punto di vista nosografico, diagnostico, prognostico, eziologico e terapeutico.

 

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Eziopatogenesi

I fattori eziologici coinvolti nello sviluppo della bulimia nervosa sono innumerevoli. Elenchiamoli ed analizziamoli:

 

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Prognosi

Un gran numero di pazienti bulimiche riportano disturbi di personalità (disturbo borderline), deficit emotivi e tossicomanie che rendono difficoltosa la prognosi.

Chi soffre di bulimia è incapace di controllare la quantità di cibi ingerito.

A differenza dell’anoressia, la bulimia può anche riportare un peso-forma adeguato all’età cronologica.

Le bulimiche hanno timore di ingrassare, cercano a tutti costi di dimagrire e si sentono frustrate del proprio peso-forma.

 

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Diagnosi differenziale

Il DSM IV Tr (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali - quarta edizione - text revision) classifica nel seguente modo i criteri diagnostici della bulimia nervosa:

 

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Sintomatologia

La patologia scatena numerosi sintomi e disturbi che colpiscono tutti gli apparati dell’organismo, soprattutto quello psichico.

I sintomi e i disturbi ad essi correlati sono i seguenti:

 

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Gestazione

Le bulimiche, come menzionato pocanzi, soffrono di oligomenorrea alternati da fasi di amenorrea, quindi ciò sta a dimostrare che l’ovulazione non si manifesta o ritarda, e di conseguenza il concepimento non può avere luogo, oppure avviene in ritardo.

In ogni caso è opportuno che le donne bulimiche vengano seguite non solo dagli specialisti in neuropsichiatria, ma anche dagli specialisti in ginecologia ed ostetricia.

In caso di gravidanza, la paziente bulimica può andare incontro alle seguenti complicazioni, sia durante la gestazione che dopo:

Se la gestante assume lassativi e purganti, il neonato potrà sviluppare delle malformazioni psico-somatiche, perché tali farmaci impediscono l’assorbimento, nell’organismo della madre e del feto, di sostanze nutritive (vitamina M, B9, acido folico).

 

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Trattamenti

I trattamenti da rivolgere alle pazienti affette da bulimia nervosa sono molteplici. Innanzitutto è indispensabile l’intervento multispecialistico, ossia da parte di medici specializzati in: neuropsichiatria, endocrinologia, ginecologia, psicoterapia e dietologia. Tali figure fungeranno da supporto terapeutico nel decorso della malattia (che può rivelarsi cronica o irregolare, intervallato da fasi di remissione/ricadute).

I trattamenti ideali da seguire sono:

Quindi, è bene seguire alla lettera i dosaggi prescritti dal neuropsichiatra! ;

 

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BIBLIOGRAFIA

 

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Ultimo Aggiornamento Pagina: 20/07/2016

 

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