La Depressione

A cura della Dr.ssa Rosaria Lullo
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INDICE

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Generalità

La depressione è un deficit dell’umore e può consistere in una forma sintomatica e in una sindrome psichica, coinvolgendo la sfera emotiva, affettiva, cognitiva, motivazionale, motoria, somatica e comportamentale del paziente affetto.

Qualora i sintomi pervadano la mente e il corpo del soggetto allora si potrà parlare di depressione o crisi depressiva o sindrome depressiva.

La depressione è strettamente correlata alla sfera emotivo-affettiva e dell’umore, spingendo l’individuo a provare dei profondi stati di angoscia, afflizione, sconforto, costernazione e intensi sensi di colpa.

Non dimentichiamo che i depressi parlano poco ma piangono molto!

I presenti tratti emotivi e dell’umore emergono attraverso la mimica facciale e gli atteggiamenti (pallore sul volto segnato dall’angoscia, fronte aggrottata, sguardo fisso nel vuoto, postura rigida, corpo e testa inclinati in avanti o su un lato) che i pazienti depressi lasciano trasparire, e nella stragrande maggioranza dei casi tali stati d’animo sono irragionevoli e infondati.

Pertanto, la depressione è anche responsabile di deficit di natura neurovegetativa, manifestandosi mediante i disturbi somatoformi, e possono trattarsi di: forme algiche transitorie o croniche (dolori toracici, addominali, nevralgie e cefalee), disturbi gastrointestinali, cardiovascolari e respiratori, ed è anche responsabile di deficit cognitivi, rallentando le funzionalità dei processi linguistici, percettivi, sensoriali, del pensiero, attentivi e mnesici.

Quando la depressione si manifesta solo attraverso i sintomi fisici e non psichici, allora può forgiare in una “depressione celata o camuffata”, dato che sono i sintomi a nascondere una depressione di fondo.

I pazienti convivono non solo con il dolore fisico, ma anche con il dolore psichico, provando costantemente profondi sensi di colpa, demoralizzazione, complessi di inferiorità, tendenza all’auto-denuncia e all’auto-critica.

Le crisi depressive si distinguono in:

Tuttavia, la presente patologia provoca una grave menomazione nel normale funzionamento nelle seguenti aree fondamentali della vita quotidiana:

· integrazione sociale;

· capacità comunicativa;

· igiene della persona e della casa;

· mantenersi economicamente e mantenere la famiglia;

· capacità di problem solving e decision making;

· rendimento scolastico;

· rendimento lavorativo;

· interessi e hobby;

Nella patologia si attesta la presenza di disfunzioni endocrine e dei neurotrasmettitori serotoninergici, noradrenergici, adrenergici e acetilcolinergici.

 

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Teorie Interpretative

Numerose correnti psicologiche e sociologiche hanno attribuito svariate interpretazioni in merito al concetto di depressione e alla sua manifestazione clinica.

Soffermiamoci su alcune interpretazioni riferite da alcune correnti umanistiche molto note:

 

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Epidemiologia

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la depressione colpisce prevalentemente la popolazione femminile dopo i 50 anni di età.

Sotto il 10% della popolazione è affetta dalla patologia, ma oltre il 10% ne ha patito in passato.

L’incidenza di tale sindrome e i suoi sintomi variano lievemente in base alla cultura e allo status sociale di appartenenza.

 

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Eziopatogenesi

I fattori eziologici che favoriscono l’esordio della patologia sono i seguenti:

 

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Sintomatologia

I sintomi più diffusi e più frequenti tra i pazienti depressi sono:

 

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Diagnosi

Il DSM IV Tr (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali - quarta edizione - text revision) classifica nel seguente modo i criteri diagnostici della depressione maggiore:

Un test psicodiagnostico molto diffuso e applicato per la formulazione di una diagnosi certa di depressione maggiore è HAMILTON D.

Tale prova diagnostica è in grado di misurare l’entità di tutti i sintomi psichici, fisici, cognitivi, motori, emotivi, affettivi e comportamentali tipici della depressione (che abbiamo sopracitato) e di valutare la loro frequenza, il rischio di recidive e le probabilità di guarigione dalla malattia.

Come nelle tossicodipendenze, anche nella depressione si può parlare di doppia diagnosi. Infatti, ci sono casi clinici di doppia diagnosi, che consiste nella compresenza di sindrome depressiva e malattia neurodegenerativa (demenza), incidendo negativamente entrambe sul piano emotivo e dell’umore, e trattate entrambe con gli antidepressivi per dominare i pensieri negativi e l’umore depresso e afflitto.

 

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Comorbidità

La sindrome depressiva si manifesta in comorbidità con le seguenti psicopatologie:

 

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Trattamenti

Prima di procedere con la pianificazione del trattamento terapeutico è necessario valutare e considerare i seguenti elementi, per poter eseguire una anamnesi valida e attendibile.

L’anamnesi prevede la raccolta dei seguenti dati:

Una volta eseguita un’accurata valutazione anamnestica e diagnostica, sarà possibile definire il piano terapeutico adatto al paziente in questione.

Il trattamento della sindrome depressiva segue due orientamenti fondamentali:

In casi estremi si può ricorrere anche all’elettroshock (quando la malattia è di gran lunga avanzata e i sintomi diventano ingestibili e insopportabili).

La farmacoterapia può svolgersi in svariati modi, in base ai sintomi e alla storia clinica del paziente, si seguirà una specifica terapia farmacologica con precisi dosaggi e posologie da rispettare.

Si consiglia di rispettare rigorosamente i dosaggi e le posologie dei farmaci prescritti, dato gli innumerevoli effetti indesiderati che essi comportano.

I farmaci antidepressivi prescritti sono:

Per quanto concerne l’orientamento psicoterapico, si può ricorrere a svariate tecniche psicoterapiche molto efficienti:

 

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BIBLIOGRAFIA

- A. Siracusano, Manuale di psichiatria, Il pensiero scientifico editore, 2007;

- V. Andreoli, G. B Cassano., R. Rossi, DSM-IV-TR - Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali - Text revision ICD-10/ICD-9-CM. Classificazione parallela, Elsevier Ed., «Collana: Classificazioni DSM/ICD», 2007;

- American Psychiatric Association, Diagnostic and statistical manual of mental disorders ( DSM IV TR ), APA Washington, 2007.

 

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Ultimo Aggiornamento Pagina: 03/08/2016

 

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