Disturbi evolutivi del linguaggio

A cura della Dr.ssa Rosaria Lullo
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INDICE

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Generalità

I disturbi evolutivi del linguaggio consistono in alterazioni del canale linguistico che esordiscono durante la fase della crescita e dello sviluppo dell’apparato fono-articolatorio del bambino.

Il linguaggio è un importante mezzo comunicativo mediante il quale interagiamo con la società, stringiamo amicizie, relazioni interpersonali e interfamiliari, e mediante il quale esprimiamo i nostri pensieri, sentimenti, emozioni, giudizi, idee, ragionamenti, riflessioni, stati d’animo ed affettivi.

Il linguaggio è una facoltà cognitiva composta da tre canali comunicativi:

I disturbi linguistici possono essere:

Tali disturbi sono oggetto di studio della neuropsichiatria infantile e gli specialisti in tale branca della medicina sono esperti nella prognosi, diagnosi, e nella pianificazione del trattamento terapeutico da rivolgere ai piccoli pazienti con problematiche comunicative.

 

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Diagnosi differenziale

Il DSM IV Tr (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali quarta edizione text revision) e l’ICD – 10 (International Classification of Desease – 10ecima revisione) classifica nel seguente modo i criteri diagnostici dei disturbi evolutivi del linguaggio, basandosi sulle proprietà espressive, ricettive ed articolatorie del linguaggio:

 

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Eziopatogenesi

L’eziopatogenesi dei disturbi evolutivi del linguaggio è di carattere multifattoriale coinvolgendo svariati fattori eziologici, di tipo: psicologico, sociologico, genetico, neurologico e sensoriale.

Le cause di tali disturbi sono i seguenti:

 

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Epidemiologia

I disturbi evolutivi del linguaggio colpiscono prevalentemente i bimbi maschi piuttosto che le femmine, con un rapporto statistico di 3 su 1.

I disturbi espressivi o della produzione linguistica sono i più diffusi e si manifestano nell’età pre-scolare, e in maniera più accentuata nell’età scolare, colpendo circa il 5% dei bambini. Mentre, i disturbi fonologici, della comprensione linguistica e quelli misti (della produzione e comprensione linguistica) sono meno diffusi e colpiscono meno del 3% dei fanciulli.

 

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Le tipologie di disturbo linguistico evolutivo

Esistono quattro tipi di disturbi linguistici dell’età evolutiva:

 

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Disturbo dell’espressione linguistica

Il disturbo dell’espressione linguistica è un disturbo evolutivo del linguaggio caratterizzato da una compromissione della capacità di produzione del linguaggio, lasciando integre la capacità di comprensione verbale e la comunicazione non verbale o corporea.

I bambini affetti da tale deficit riportano i seguenti sintomi: scarsa fluenza linguistica; costruzione di proposizioni abbreviate; lacune sul piano lessicale e sintattico; costruzione di frasi (talvolta) prive di significato; le parole, gli aggettivi, i verbi e gli avverbi vengono usati in modo sproporzionato; bagaglio lessicale molto limitato; difficoltà nell’apprendimento e nella memorizzazione di parole nuove.

La patologia si manifesta in comorbidità con: il disturbo fonatorio, le condotte di evitamento sociale, i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e il disturbo da deficit di attenzione e di iperattività (ADHD).

Il disturbo dell’espressione linguistica può emergere precocemente (intorno ai quattro anni di età) e si possono manifestare, nella stragrande maggioranza dei casi, durante la frequenza della scuola primaria e secondaria.

Dal punto di vista diagnostico, il deficit deve riportare una compromissione della capacità produttiva verbale, riscontrabile mediante i test psicometrici; le difficoltà del linguaggio incidono negativamente nel campo scolastico, occupazionale e relazionale; i segni del disturbo si discostano notevolmente dagli altri disturbi evolutivi del linguaggio e i sintomi di tale disturbo non hanno nulla a che vedere con i sintomi degli altri disturbi psichici (ritardo mentale, disturbo sensoriale, ecc).

 

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Disturbo fonatorio

Il disturbo fonatorio o della fonazione consiste nell’incapacità di usare i fonemi dell’eloquio tipici dell’età e della fase evolutiva raggiunti dal piccolo paziente.

In tale disturbo si manifestano delle lacune circa la produzione e la riproduzione fonemica. Codesto deficit, solitamente, viene valicato dai fanciulli in età scolare, infatti un caso su cinque lo supera in detta fase.

Ma esistono alcuni casi in cui il disturbo fonatorio perdura sino alla fase adolescenziale.

 

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Balbuzie

La balbuzie è un disturbo dell’elocuzione, e si manifesta mentre il paziente parla (monologhi - dialoghi) fermandosi sulle prime parole per poi storpiarle, ma svanisce completamente quando egli legge o canta.

Lo stress, i traumi, le fobie, il disturbo da panico e l’ansia aggravano tale patologia provocando al balbuziente: impaccio, insicurezza, demotivazione, condotte di evitamento, e compromissione nel normale funzionamento di tutte le aree importanti della vita quotidiana.

L’esordio della balbuzie avviene in età pre-scolare e scolare.

Il decorso della malattia avviene progressivamente, e numerosi pazienti sconfiggono la balbuzie nella tarda adolescenza grazie ad opportuni interventi riabilitativi.

 

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Disturbo misto dell’espressione e  della ricezione linguistica

Il disturbo misto dell’espressione e della ricezione linguistica è un disturbo evolutivo del linguaggio caratterizzato da una compromissione della capacità di produzione e di comprensione verbale e non verbale.

I bambini in questione sono incapaci di comprendere le proposizioni sul piano morfologico e sintattico.

L’incapacità di comprensione verbale è meno palese rispetto all’incapacità di espressione verbale, perché quest’ultimo si manifesta a primo impatto, dal momento in cui il soggetto pronuncia le prime parole e frasi, invece il primo si rivela più tardi e attraverso i test psicodiagnostici.

Il decorso e la prognosi sono considerevoli solo quando il bambino inizia a frequentare la scuola primaria.

 

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Trattamenti

Tutti i disturbi sopracitati sono oggetto di studio della neuropsichiatria infantile, e gli specialisti in tale branca della medicina sono esperti nella prognosi, diagnosi, e nella pianificazione del trattamento terapeutico da rivolgere ai piccoli pazienti con problematiche comunicative.

Oltre alla figura del neuropsichiatra infantile e dello psicologo dello sviluppo o infantile, esiste anche la nuova figura del “logopedista”, che oggigiorno è diventata una figura professionale molto richiesta nel mercato del lavoro.

La logopedia è un ramo della medicina che si occupa della prevenzione e riabilitazione dei disturbi linguistici e comunicativi (correlati ad altre facoltà cognitive) dell’età evolutiva, adulta e senile.

Il piano terapeutico da rivolgere ai bambini affetti da tali patologie linguistiche è articolato e complesso, e si consiglia di intervenire il più precocemente possibile per ottenere i risultati sperati.

Esso deve essere mirato su alcuni aspetti della riabilitazione linguistica, intervenendo sui seguenti piani:

Si raccomanda di non tralasciare la psicoterapia cognitivo – comportamentale e familiare!

 

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BIBLIOGRAFIA

 

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Ultimo Aggiornamento Pagina: 11/08/2016

 

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