I Disturbi Senso-Percettivi

A cura della Dr.ssa Rosaria Lullo
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INDICE

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Generalità delle percezioni

La percezione è una facoltà cognitiva molto articolata che agisce integrandosi con le sensazioni, prodotte dagli organi di senso, sulla base dell’esperienza acquisita. Trattasi di un’attività psichica ricettiva e costruttiva che permette di raccogliere tutti i dati provenienti dal mondo circostante sulla base dell’esperienza che si sta vivendo e del contesto in cui si è inseriti.

La funzione percettiva agisce mediante un processo di immagazzinamento di stimoli, che vengono selezionati ed elaborati da parte del sistema nervoso centrale e periferico. Infatti, quando guardiamo negli occhi di una persona rileviamo il suo mondo interiore, gli occhi sono lo specchio dell’anima.

Ciò accade perché le pupille, innervate dal nervo ottico, sono gli unici spazi che lasciano trapelare la nostra interiorità creando un filo conduttore con il mondo esterno. Gli occhi fungono da “esorecettori”, i quali recepiscono i dati provenienti dal mondo esterno, le informazioni sensoriali e i mutamenti chimico-fisici ricevuti attraverso la stimolazione e l’attivazione del nervo ottico, che a loro volta attivando le aree neuro corticali, avviene un’elaborazione secondaria degli stimoli percepiti.

Pertanto, la percezione è strettamente correlata con numerose funzioni cognitive, quali: memoria, attenzione, rappresentazioni mentali, emotività, ecc.

Le percezioni presentano le seguenti peculiarità:

La sensazione è il primo step del processo percettivo. Le sensazioni si servono degli organi di senso che permettono di: rilevare gli stimoli esterni, sono collocati in parametri spaziotemporali, vengono interpretati, e con la formazione dei percetti vengono conservati gli input rilevanti e rimossi quelli irrilevanti.

 

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Generalità delle rappresentazioni mentali

Le rappresentazioni mentali sono prodotte dalla riattivazione di esperienze percettive passate, in assenza di stimoli sensoriali.

Esse sono volontarie, soggettive, legate anche all’immaginazione, sono imprecise, vaghe, ed esigono l’uso della memoria e del recupero dei dati immagazzinati.

A differenza delle percezioni che sono passive, stabili e involontarie, le rappresentazioni mentali, invece, sono attive, volontarie e non sempre attendibili.

Le rappresentazioni mentali permettono una sorta di continuità con tutto ciò che abbiamo percepito nel corso della nostra vita, attraverso la rievocazione.

E’ un caso che quando noi leggiamo, i movimenti saccadici dei nostri occhi non ci permettono di prestare attenzione su tutte le parole, ma percependo alcune di esse, riusciamo a costruire l’intera frase che stiamo leggendo grazie alla rievocazione.

 

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Disfunzioni percettive

I disturbi senso-percettivi rientrano in due macrocategorie:

- falsificazioni percettive;

- disfunzioni sensoriali.

Trattasi di alterazioni che possono coinvolgere:

 

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Falsificazioni percettive

Le falsificazioni percettive sono delle false percezioni che sono o meno correlate ad uno stimolo esterno (output), e sono le seguenti:

 

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Illusioni

Le illusioni derivano dai mutamenti falsati delle percezioni concrete, e tali output si congregano con la psiche per creare un tutto, che si discostano completamente dalla realtà”.

Esse possono colpire ogni organo sensoriale, non sono psicopatologiche perché possono manifestarsi anche in assenza di un deficit mentale. Però, nella stragrande maggioranza dei casi sono correlate a stati di intossicazione da sostanze psicoattive, demenze, disturbi della coscienza ed esaurimenti.

I sottotipi delle illusioni sono tre:

- Da completamento o da disattenzione;

- Emotive o affettive;

- Pareidoliche o paraidolie.

Le illusioni da completamento sono:

Un percetto frammentario privo di significato viene lievemente alterato con l’uso della memoria o della fantasia, in modo da rendere tale percetto dotato di significato. Si manifesta nei casi di sonnolenza e stress.

Le Illusioni emotive sono:

Sono a breve termine, hanno a che fare con lo stato di umore fobico e svaniscono quando la fobia svanisce.

Esempi:

Possono verificarsi nei seguenti casi:

?? Stati depressivi;

?? Stati di sconcerto;

?? Stati psicotici.

Sono molto frequenti nei bambini e sono caratterizzate da una combinazione di percezione e immaginazione di fronte ad uno stimolo enigmatico.

Esempio:

La persona che le prova ammette che non esiste realmente quello stimolo, ma non può negare ciò che vede. L’attenzione fa crescere l’intensità delle paraidolie rendendole più articolate. Esse sono involontarie e accolte con passività.

 

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Allucinazioni

Le allucinazioni sono delle percezioni senza oggetto, sono delle false percezioni che non corrispondono affatto alla realtà, ma balzano fuori come originali, e si verificano in concomitanza con le percezioni reali.

Esse si verificano in assenza di stimoli esterni, sono automatiche, sono percepite come una sensazione, incidono a livello comportamentale e sono indipendenti da uno stato psichico anomalo.

Spesso, il paziente non è convinto che gli altri possano condividere la sua esperienza, infatti, i fenomeni allucinatori sono soggettivi e non condivisibili con gli altri. Le allucinazioni possono essere riportate dal soggetto, per inconsapevolezza della loro bizzarria.

Tali fenomeni provengono dal “di dentro”, anche se vengono vissute come provenienti dal “di fuori”.

Le allucinazioni si manifestano nei seguenti casi:

Esse possono essere scatenate da:

• forti emozioni;

• psicopatologie;

• disordini neurologici;

• deliri: anche se molti deliranti riportano più le illusioni piuttosto che le allucinazioni.

I pazienti allucinati si sentono costantemente al centro del loro mondo allucinatorio, sono autocentrici, e l’autocentrismo è correlato ai disturbi del contenuto del pensiero (delirio).

Le allucinazioni possono essere catalogate per:

Le allucinazioni possono colpire tutti i cinque sensi:

Allucinazioni uditive

Esse si suddividono in:

Le voci udite possono essere rassicuranti o volgari/persecutorie:

Spesse volte i pazienti sono così irritati da tali voci che si coprono le orecchie per non sentirle.

Allucinazioni visive

Le allucinazioni visive interessano i schizofrenici, malati oncologici, tossicomani ed epilettici, e si distinguono in:

elementari (lampi o cerchi luminosi);

complesse: sono in 3d, solide ed ombrate;

• sono affiancate ad allucinazioni uditive;

allucinazioni sostitutive: modificano il campo visivo normale;

allucinazioni schermanti: occupano solo una parte o la metà del campo visivo;

allucinazioni integrate: occupano interamente il campo visivo, ad esempio: io vedo che sto per mangiare una brioche, quando poi è in realtà una caramella.

Allucinazioni somatiche

Sono frequenti nella schizofrenia, vengono sempre concepite in chiave delirante, e includono:

Allucinazioni superficiali

Sono:

Allucinazioni cenestesiche

Coinvolgono l’apparato muscolo scheletrico, colpendo i pazienti deliranti.

Per esempio:

Allucinazioni gustative e olfattive

Colpiscono gli affetti da:

Possono essere piacevoli o spiacevoli:

• quelle a contenuto spiacevole (odori/sapori nauseanti) presenti nell’epilessia, nella depressione e nelle psicosi;

• a contenuto piacevole sono saltuarie e sono presenti negli stati maniacali ed isterici.

Gli altri stati allucinatori comprendono:

Allucinazioni in disturbi organici

Allucinazioni extra-campali

Vengono percepite al di fuori del campo percettivo sia visivo che uditivo.

Interessano i casi di: psicosi, convulsioni, stati organici.

Allucinazioni funzionali

Coinvolgono lo stesso organo di senso, ad esempio: sentire scorrere l’acqua dal rubinetto è funzionale al senso dell’udito, quindi l’allucinazione è uditiva.

Allucinazioni riflesse

La stimolazione di un organo sensoriale provoca un’allucinazione in un altro organo sensoriale. Ad esempio: sentire scorrere l’acqua dal rubinetto è funzionale al senso dell’udito, ma viene stimolato il senso della vista, quindi un canale sensoriale inadeguato alla situazione.

Le allucinazioni riflesse producono la sinestesia: uno stimolo di un canale senso-percettivo scatena un’allucinazione in un altro.

 

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Pseudoallucinazioni

Le pseudoallucinazioni sono delle forme allucinogene che provengono dalla propria mente (vengono udite delle voci interne e ascoltati i propri pensieri), non sono psicopatologiche e non riportano segni di delirio. Esse sono particolarmente intense e vivide.

Sono vissute in piena coscienza, riconosciute come percezioni surreali, sono soggettive ed automatiche.

Qualora le pseudoallucinazioni si manifestassero a livello visivo, allora prendono il nome di “pseudoallucinazioni di Kandisky”.

 

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Allucinosi

Le allucinosi sono dei deficit psicosensoriali causati da disfunzioni neurovegetative o da iperestesia. Trattasi di percezioni elementari e si discostano dalle allucinazioni psicotiche. Esse sono indipendenti dalle allucinazioni, procurano una distorsione della percezione ambientale e si rivelano quando si è ad occhi chiusi.

Sono presenti nei casi di:

 

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Disfunzioni sensoriali

Le disfunzioni sensoriali comprendono:

- alterazioni dell’intensità (quantitative);

- alterazioni della qualità;

- alterazioni della percezione spaziale;

- alterazioni della percezione temporale.

Le alterazioni dell’intensità (quantitative) sono due:

Iperestesia

L’elevata intensità delle sensazioni è chiamata “iperestesia” e si manifesta nei seguenti casi:

Ipoestesia

La ridotta intensità delle sensazioni è chiamata “ipoestesia” e si manifesta nei seguenti casi:

Le alterazioni qualitative

Esse sono molto rare, e consistono in mutamenti cromatici, dimensionali e spaziali degli oggetti mentre il paziente li osserva.

Tutte le alterazioni qualitative si ritrovano in specifici casi sotto elencati:

- derealizzazione;

- lesioni cerebrali;

- intossicazione da sostanze psicotrope;

- bipolarismo;

- schizofrenia.

Alterazioni della percezione spaziale

Alterazioni della percezione temporale

Lo scorrere del tempo dipende dalla percezione e cognizione soggettiva.

Ci sono delle psicopatologie in cui la percezione del tempo è distorta:

DEPRESSIONE: il tempo è statico, non scorre mai;

DELIRIO: il tempo scorre in fretta;

SCHIZOFRENIA: il tempo procede a singhiozzi, scorre intervallato dalle pause;

STATI ORGANICI: perdita della cognizione temporale.

 

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Altri deficit percettivi

Autoscopia: è l’ “immagine fantasma allo specchio”. È l’esperienza di chi si vede al di fuori del proprio corpo e sa che quello che vede è proprio se stesso. E’ una sorta di depersonalizzazione;

• Allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche: rappresentano lo “Stato di coscienza nella fase di veglia e di sonno”. Essi si manifestano nell’addormentamento (ipnagogiche) o al risveglio (ipnopompiche), e possono essere visive, uditive e tattili.

Entrambi vengono riscontrati nei casi di narcolessia e di disturbi acuti d’ansia.

Solo alcuni soggetti possono provarle frequentemente ogni volta che si accingono a dormire, ma la maggior parte di essi le sperimenta almeno una volta. Trattasi di allucinazioni involontarie, inconsapevoli e si rivelano attraverso delle trasformazioni rapide e strane.

Le allucinazioni ipnagogiche: si manifestano al buio, con gli occhi chiusi, poco prima di addormentarsi.

Le allucinazioni ipnopompiche: si manifestano alla luce, con gli occhi aperti e sembrano fisicamente presenti e reali. Le visioni percepite dal paziente, appena svegliato, sono angoscianti e terrificanti;

• Distorsioni dell’immagine corporea includono:

• Percezione delirante: la percezione reale di un oggetto, di una persona o di un ambiente vengono alterati abnormemente. Solitamente sono autoreferenziali;

Flashback: si manifestano sottoforma di ricordi di un dato evento, con un intenso coinvolgimento emotivo e sensoriale.

Interessano i pazienti affetti da disturbo indotto da stress post-traumatico, i pazienti ansiosi incapaci di self control e i tossicomani abusatori di allucinogeni ed extacy;

Il fenomeno dell’arto fantasma: il paziente sente di avere un arto che gli è stato amputato o perché i nervi afferenti che lo innervavano sono compromessi. Il soggetto è cosciente dell’esistenza di quell’arto e descrive sensazioni termiche, propriocezioni tattili e algie riferite a quel dato arto mancante.

 

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Criteri di valutazione diagnostica

Clinicamente parlando è fondamentale valutare le percezioni, le sensazioni e i disturbi ad essi correlati seguendo una scaletta predefinita, basata su quattro livelli:

• complessità;

• base emotiva;

• influenze sulla condotta;

• livello di cognizione.

Nella valutazione vanno considerati anche i processi patogenetici coinvolti nelle distorsioni senso-percettive, ovvero:

 

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Terapie

Prima di definire il piano terapeutico da rivolgere ai pazienti affetti da disturbi senso-percettivi, vanno valutati accuratamente le situazioni, i contesti in cui si manifestano tali distorsioni, e le cause patogenetiche, come: schizofrenia catatonica, abuso di sostanze stupefacenti (allucinogeni, extacy, crack,…), delirium tremens, intossicazione da alcol, demenze senili, isteria di conversione, stati psicotici e stati deliranti. Sulla base delle patologie diagnosticate nel paziente si potrà definire la terapia farmacologica da somministrare e l’eventuale trattamento psicoterapico da associare.

Anche i farmaci antidepressivi, neurolettici, sonniferi, stabilizzanti dell’umore, ecc, sono responsabili di alterazioni sensoriali e percettive, collocandosi tra gli effetti indesiderati.

Non escludiamo le malattie fisiche, non solo le psicopatologie presentano tra i sintomi le crisi percettive, ma anche i disturbi organici come: gravi problematiche gastrointestinali (in rari casi) che innervate dal sistema nervoso parasimpatico possono scatenare dei fenomeni allucinatori.

Riconoscere i sintomi precocemente è fondamentale, perché prima si scoprono le cause dei fenomeni allucinatori, si potrà intervenire precocemente e raggiungere i risultati sperati.

Lo scopo dell’intervento (farmacologico e/o psicoterapico) è quello di facilitare il soggetto nella selezione e riconoscimento degli input sensoriali, che a loro volta vengono integrate con le varie percezioni dotate di significato.

Il compito dello specialista è quello di aiutare a trattenere l’angoscia del paziente attraverso l’attuazione di strategie di coping che prevedono lo svolgimento di attività di allenamento delle funzioni senso-percettive.

I farmaci ideali per il trattamento dei disturbi in oggetto sono i seguenti: le benzodiazepine, gli antipsicotici, i farmaci per ridurre le crisi di astinenza da sostanze stupefacenti (metadone) e i farmaci acetilcolinergici (inibitori della colinesterasi) allo scopo di recuperare l’attività cerebrale del neurotrasmettitore acetilcolina.

I medicinali servono a ridurre la frequenza dei fenomeni allucinatori e delle distorsioni sensoriali, ma solo in alcuni casi vengono completamente eliminati tali fenomeni.

 

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BIBLIOGRAFIA

 

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Ultimo Aggiornamento Pagina: 11/08/2016

 

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