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Disturbi del Sonno

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Fisiologia del Sonno

Per comprendere meglio l'eziologia dei disturbi del sonno è importante avere chiaro la fisiologia del normale ritmo circadiano del sonno, che si divide in diversi stadi, definiti in base ai quadri Elettroencefalografici(EEG), Elettroculografici(EOG) ed Elettromiografici(EMG).

Il rilievo continuo di questo set di parametri prende il nome di Polisonnografia (PSG).

I profili polisonnografici definiscono due stadi principali del sonno:

Il sonno NREM è a sua volta suddiviso in 4 stadi, caratterizzati da una soglia crescente di risveglio e da un rallentamento corticale all'EEG.

In particolare L'EEG durante la fase REM è caratterizzato da onde di ampiezza ridotta e frequenza mista, l'EOG mostra invece scariche simili a quelle che si hanno durante lo stato di veglia a occhi aperti e l'attività EMG risluta invece assente riflettendo l'atonia muscolare mediata dal tronco encefalico.

Organizzazione del sonno umano

Dopo il suo inizio il sonno si organizza in un numero di cicli che vanno da 1-4 NREM in un tempo compreso fra i 45-60 minuti.

Il sonno ad onde lente (fasi 3 e 4 NREM) è caratteristico delle prime fasi del sonno e ne comprende il 15-25% del tempo totale, la privazione del sonno causa un aumento sia della rapidità con cui inizia il sonno ad onde lente sia dell'intensità e dell'entità del sonno complessivo.

Il primo episodio di sonno REM si verifica dopo la seconda ora: un suo anticipo è spesso spia di patologie sottostanti come la depressione, la narcolessia, i disturbi del ritmo circadiano o l'astinenza da un uso cronico di farmaci.

I sonni REM ed NREM si alternano durante la notte con un ciclo medio compreso fra i 90 e 110 minuti.

Complessivamente quindi la fase NREM occupa il 50-60% del ore totali la fase REM il 15-25%; tuttavia l'età ha un'influenza notevole sulla organizzazione di tali fasi.

In particolare il sonno ad onde lente (delta) è molto intenso e prevalente durante l'infanzia, diminuendo nettamente alla pubertà e nel corso della seconda decade di vita, quindi nel tempo tende a diminuire di intensità e di durata.

 

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Pagina aggiornata il: 25/06/2014