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Disturbi del Sonno

a cura della



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Neuroanatomia del sonno

Studi sperimentali hanno indicato la formazione reticolare bulbare, il talamo e il proencefalo basale come responsabili della generazione del sonno, mentre la formazione reticolare del tronco, il mesencefalo, il subtalamo, il talamo e il proencefalo basale sembrano avere un ruolo nella genesi della veglia.

Le ipotesi correnti fanno ritenere che la capacità di generare il sonno e il risveglio sia distribuita lungo una parte centrale assiale (in un'area che si estende dal tronco cerebrale al proencefalo basale) dove un gruppo di neuroni GABA-ergici e galinergici situato nell'ipotalamo preottico ventrolaterale viene prontamente attivato.

Neurochimica del sonno

I primi studi sperimentali sui nuclei del rafe del tronco cerebrale sembravano indicare la serotonina come il principale neuro trasmettitore generante il sonno, mentre le catecolamine erano responsabili della veglia.

Lavori recenti hanno invece dimostrato che la trasmissione colinergica pontina sia il principale responsabile della generazione del sonno REM. Si ritiene inoltre che ci siano altre sostanze coinvolte nel sistema endogeno del ritmo sonno-veglia favorenti il riposo fra queste: la prostaglandina D2, il peptide delta inducente il sonno, il muramil-dipeptide, l'interleuchina 1, le amidi primarie degli acidi grassi e la melatonina.

Il ciclo sonno-veglia (circadiano) è coordinato da un pacemaker centrale che risiede nei nuclei soprachiasmatici dell'ipotalamo, qui una via monosinaptica collega direttaente tali nuclei alle cellule fotorecettive.

Correlati comportamentali e fisiologici durante il sonno

La suddivisione polisonnografica del sonno è correlata a modificazioni comportamentali durante stadi e stati specifici. Nel corso dello stato di transizione fra veglia e sonno (stadio 1) i soggetti possono rispondere a tenui segnali uditivi e visivi senza svegliarsi. Inoltre all'inizio dello stadio 1 NREM la memoria di incorporazione è inibita e le persone svegliate da questo stadio spesso negano di aver dormito.

Tali transizioni possono verificarsi in seguito a deprivazione di sonno, i risvegli dal sonno REM sono associati spesso al richiamo di vivide imamgini in più dell'80% dei casi cosa che più difficilmente accade se il risveglio si verifica durante la fase NREM.

Tuttavia l'incidenza del ricordo del sogno nella fase NREM puà essere aumentata da una privazione selettiva per il sonno REM indicando quindi la mancanza di un collegamento diretto fra questa fase e i sogni.

Durante l'attività onirica ci sono inoltre dei normali cambiamenti fisiologici che vanno dall'abbassamento della pressione arteriosa e frequenza cardiaca (maggiormente durante la fase NREM), modificazioni della frequenza respiratoria che è più regolare nella fase NREM e durante il sonno tonico REM mentre si fa più irregolare nel sonno fasico REM.

Dal punto di vista endocrinologico, il sonno ad onde lente è associato a un aumento della produzione dell'ormone della crescita e in generale alla produzione della prolattina e dell'ormone luteinizzante (che viene secreto maggiormante durante la pubertà mentre in età matura la sua produzione viene inibita). Viene inoltre inibito l'asse corticotropina-cortisolo e la produzione di TSH. La melatonina, prodotto dalla ghiandola pineale epifisi è secreta soprattutto di notte, tuttavia anche se questo ormone viene liberato maggiormente durante le ore notturne non è correlato con il sonno visto che anche quando si è svegli ne continua la secrezione.

 

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Pagina aggiornata il: 25/06/2014