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Disturbi del Sonno

a cura della



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SATURIMETRIA NOTTURNA

È un esame molto semplice che permette la valutazione della saturazione ossiemoglobinica (SpO2) durante le ore notturne, oltre alla misurazione della frequenza cardiaca. Risulta particolarmente utile soprattutto nei casi in cui si sospetti un’insufficienza respiratoria notturna in pazienti che durante le ore diurne non hanno particolari problemi. E’ un esame, più semplice rispetto alla Polisonnografia, che può essere utile nel monitoraggio dell’efficacia delle terapie ventilatorie notturne. La modalità di esecuzione dell’esame consiste nel collegare un sensore di uno strumento ad un dito durante le ore notturne. Il giorno successivo il medico provvederà a scaricare la registrazione e a fornire un referto dettagliato.

ACTIGRAFIA

Viene eseguita tramite uno strumento, l’actigrafo, che normalmente ha la forma e la dimensione di un normale orologio da polso. Esso registra i movimenti corporei e li memorizza per lunghi periodi di registrazione (una settimana ed oltre). Oltre a questo è possibile registrare diversi altri dati quali la condizione di luce accesa o spenta o la temperatura corporea periferica.

A differenza della polisonnografia permette esclusivamente di distinguere periodi di presenza di movimento da periodi di assenza di movimento. Valutando questi periodi nell’arco delle 24 ore l’actigrafo permette come la polisonnografia di stabilire la durata del sonno ed i risvegli durante la notte. Viene quindi principalmente impiegata per la valutazione dell’alterazione dei ritmi circadiani o come screening in pazienti con insonnia.

SLEEP ENDOSCOPY

Indica in un concetto omnicomprensivo un insieme di procedure diagnostiche, di relativa recente introduzione, eseguite con tecnica endoscopica in un paziente roncopatico che “dorme”, spontaneamente o sotto influsso farmacologico.

Diversamente dagli esami eseguiti "in veglia" le informazione raccolte sono più accurate: queste infatti possono non inquadrare il singolo soggetto in termini di diagnosi topografica neppure con l’adozione di manovre semiologiche di sensibilizzazione specificamente sviluppate allo scopo quali ad esempio la manovra di Mueller. E’ pertanto logico che il clinico cerchi di osservare per quanto possibile le vie aeree superiori durante il periodo critico del sonno per programmare correttamente la sua azione terapeutica.

 

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Pagina aggiornata il: 25/06/2014