DIVORZIO IN TEMPI BREVI: QUALE IMPATTO SULLA PSICHE ?

A cura del Dr. Leano Cetrullo
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L’evento separazione compare tra i primi posti nella Scala per gli Eventi Stressanti (LES) elaborata da Holmes e Rahe (1967). Si tratta di una scala gerarchica che comprende gli eventi della vita umana sperimentati come stressanti.

Ricordiamo che gli individui non reagiscono agli eventi nella stessa maniera e gli effetti dell’esposizione agli eventi stressanti non sono uguali per tutti, poiché la percezione di un evento è strettamente individuale e i risultati di questa percezione dipendono dalla struttura di personalità, forgiata sul temperamento e carattere durante lo sviluppo.

Separazione e divorzio vogliono dire distacco da qualcuno con il quale si è fatto un patto per la vita, rassicurandoci la sua vicinanza e il suo imperituro amore. Alla fine il partner che cos’è se non un modo per procrastinare l’attaccamento verso i propri genitori?

Separazione è anche morte: “se tu non ci sei io mi disintegro”. Ecco perché molti individui vivono in maniera davvero drammatica la separazione dal proprio partner e questo si amplifica soprattutto se il soggetto non ha raggiunto quella che noi psicologi chiamiamo “costanza dell’oggetto”, descritta dalla psicoanalista Margaret Mahler. Il superamento di questa fase permette al bambino di sentirsi veramente separato dalla madre perché ne ha una rappresentazione stabile che gli permette di sopportare felicemente la sua lontananza.

Vi sono alcune strutture di personalità in cui non è stata superata la fase della separazione-individuazione e da adulto, l’individuo vivrà costantemente nella paura dell’abbandono; una separazione in una personalità di questo tipo potrebbe condurre il soggetto a mettere in atto delle minacce anticonservative o potrebbe farlo slittare verso la psicosi.

Questi eventi stressanti, con i loro effetti più o meno traumatici, sono oggetto di riesame con la proposta di legge di ridurre l’iter per la separazione a 6 mesi  e per il divorzio a 12 mesi. Non è facile fare delle previsioni sulla psiche dei partner in fase di separazione poiché sono diverse le variabili che intercorrono come ad esempio la presenza dei figli o di disabili in famiglia, la questione economica delle proprietà, se la separazione è consensuale o meno ecc… per non parlare, ripeto, dell’assetto strutturale - psicologico degli individui.

Non vi è una grande differenza con la modificazione della variabile “tempo” poiché l’evento separazione rimane comunque un evento traumatico. Quello su cui possiamo fare una previsione è la risoluzione di un possibile “Disturbo dell’Adattamento” [309.0], secondo DSM IV TR (manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) alimentato dalle frequenti udienze e lunghi processi.

In sostanza, la chiusura di un iter processuale permetterebbe, a mio avviso, la risoluzione, in tempi brevi, di un senso di sospensione e l’inizio di un nuovo capitolo, sereno, magari con un nuovo partner.

Stessa cosa vale per i bambini e gli effetti di una separazione sulla loro psiche non è per nulla da sottovalutare: essi non risentono tanto della separazione quanto dei conflitti continui e ripetuti tra i due genitori. Perciò, meglio sapere che i genitori hanno una vita propria anziché viverli quotidianamente e vederli pieni di astio l’uno verso l’altro.

Alla presenza di minori, o di figli con una disabilità, la nuova legge prevede però un iter giudiziale in presenza di avvocati anziché chiudere presto baracca e burattini nel comune. Quindi, potremmo dire che per loro non sarà semplice, anche perché saranno spostati come pacchi da un genitore all’altro finché non raggiungono la maggiore età.

Per quanto concerne invece gli individui adulti, chi ha già avuto l’esperienza del divorzio, parlano di un senso di “liberazione” all’arrivo di questo e del bisogno di disfarsi, non tanto dell’ex partner, quanto dell’iter processuale pesante a si è sottoposti.

Una variabile importante da non sottovalutare è la realtà in cui si vive e la cultura del proprio paese e/o regione. Infatti, una delle novità di questa proposta di legge, è la scelta dei singoli comuni di aderire o meno a questa proposta.

Se ci caliamo nella realtà di un piccolo paese del sud quale Cassano delle Murge, in provincia di Bari, potremmo immaginare che la tempistica non avrebbe alcun impatto sul “giudizio” dei paesani che non lascia scampo: ancora oggi il divorzio è vissuto come “scandalo” o meglio, come qualcosa che ci impressiona.

A un livello più profondo, ovvero a livello inconscio, la notizia di un divorzio permette a noi compaesani di dividere le persone in “buoni” e “cattivi” e facendoci sentire noi virtuosi perché i separati non siamo noi, bensì gli altri. Questi meccanismi sono importanti per l’omeostasi psichica, facendoci proiettare sul partner infedele o colpevole tutta la nostra parte oscura.

Paradossalmente, si potrebbe dire che il paesello “va a nozze” con questi eventi, motivo per cui “la gente mormora” e “se lo sa un dente lo sanno tutti e trenta”! Per questo motivo, le persone sono sempre meno restie ad affrontare il discorso della separazione, vissuta oggigiorno ancora come tabù e si cerca di salvare il salvabile, soprattutto in presenza dei figli, rischiando di arrivare al limite della sopportazione se non a uno di quei fatti di cronaca che ascoltiamo quotidianamente in tv. Una donna è assassinata dal proprio partner ogni due giorni. Questo è un dato che ci deve far riflettere.

Negli ultimi decenni l’instabilità nei rapporti di coppia ha raggiunto livelli elevati nei paesi occidentali, anche in relazione a mutamenti nella sfera politica e sociale. 

Attualmente i rapporti di coppia stanno subendo un’evoluzione: alti tassi di separazione hanno messo in discussione quello che era il modello tradizionale di matrimonio, che attribuiva ruoli precisi a ciascuno dei sessi e implicava che l’unione si sciogliesse soltanto con la morte di uno dei due coniugi.

Alla luce di molti studi e ricerche condotti in modo particolare negli ultimi decenni, si è giunti alla consapevolezza che i bambini per crescere psichicamente e psicologicamente sereni, abbiano bisogno di relazioni piuttosto stabili con uno o più adulti che siano per loro significativi. Pertanto sussiste una contraddizione tra la tendenza alla realizzazione del singolo nella vita di coppia, che talvolta giustifica e legittima il cambiamento del partner, e le esigenze di continuità ambientale ed affettiva nei rapporti tra genitori e figli.

Le ricerche più recenti ci segnalano che il divorzio rappresenta un evento traumatico nella vita di un figlio, al punto che può determinare la modificazione delle rappresentazioni di attaccamento dall’infan-zia all’adolescenza (Lewis et al. 2000).

E’, inoltre, noto che il conflitto familiare, pre o post-divorzio, è spesso accompagnato dallo sviluppo di attaccamento insicuro nei figli (Cox e Owen 1993; Howes e Markman 1989; Waters et al. 1993).

Questo fa capire quanto l’esperienza del divorzio genitoriale abbia un impatto forte sullo sviluppo del figlio, perché lo porta verso una minore sicurezza circa i rapporti e la disponibilità dei genitori nei suoi confronti.

Vi sono, comunque, alcuni fattori che possono diminuire l’impatto di tale esperienza; in modo particolare, la riduzione progressiva fino all’assenza di conflitto tra i coniugi; e l’idea di poter contare sem-pre sull’ accettazione e sul calore dei genitori, oltre che sulla loro disponibilità nell’offrire pro-tezione per i figli.

In conclusione, le ricerche suggeriscono che migliori relazioni tra i genitori riguardanti la negoziazione del divorzio e le decisioni sui figli permettono ai bambini di mantenere un positivo internal working model di sé e degli altri.

 

Tempo fa i genitori avevano piu' di un bambino... Oggi i bambini hanno piu genitori!

 

 

Dott.ssa Putignano Rossana

Dott. Cetrullo Leano

 

 

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Ultimo Aggiornamento Pagina: 11/08/2016

 

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