Disturbi dell' evacuazione

A cura della Dr.ssa Rosaria Lullo
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INDICE

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Generalità

I disturbi dell’evacuazione sono disturbi dell’età evolutiva che emergono in un’età (solitamente dopo i 6 anni) in cui il bambino deve aver già acquisito la capacità di controllare i propri sfinteri e la capacità di dominare i propri stimoli urinari e fecali.

I disturbi dell’evacuazione consistono nella mancata capacità del controllo sfinterico e si distinguono in: “enuresi” (incapacità del controllo sfinterico uretrale) ed “encopresi” (incapacità del controllo sfinterico anale).

Nel decorso e nell’eziopatogenesi di tali disagi sono coinvolti numerosi fattori:

Qualora il bambino soddisfacesse due o più fattori (tra quelli precedentemente elencati), è possibile che sia affetto da un disturbo dell’evacuazione.

 

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Enuresi

L’enuresi consiste in un’involontaria e incosciente fuoriuscita di urine che compare in totale assenza di disturbi psicologici e comportamentali, avviene in luoghi socialmente inaccettabili e colpisce in una età (5-6 anni) in cui tale controllo è acquisito dalla maggior parte dei bambini. Prima dei 5 anni di età, non essendo stato ancora raggiunto il controllo del riflesso vescicale non può definirsi con il termine di enuresi, ma solo quando supera questa data età, ossia con l’ingresso nella scuola primaria. Numerosi studiosi e ricercatori collegano tale disagio ai disturbi del sonno, come: le parainsonnie (l’urinare durante la notte va ad inficiare sulla continuità del sonno) e le apnee notturne (stimolano la vescica a liberarsi).

Ci sono bambini che urinano di notte bagnando il letto, il pigiama e la biancheria, e in questo caso soffrono di “enuresi notturna”. Mentre, coloro che urinano durante la giornata e in qualsiasi luogo in cui essi si trovano, soffrono di “enuresi diurna”. Quest’ultima colpisce il 13% dei bambini durante la pubertà e il 4% degli adolescenti dai 15 anni in su.

Inoltre, non solo l’enuresi può essere notturna e diurna, ma può anche distinguersi in:

Tra l’altro ha un ruolo predominante la componente genetica. Infatti c’è rischio pari all’80% che venga trasmessa l’enuresi qualora entrambi i genitori fossero stati enuretici; rischio pari al 45% qualora fosse stato uno dei due e rischio pari al 20% se nessuno dei due genitori fosse stato enuretico.

Il presente disturbo può presentarsi in comorbidità con: disturbi linguistici, disturbi del sonno, disturbi dell’apprendimento e disturbi emotivo-comportamentali.

La componente psichica del bambino enuretico è notevolmente coinvolta e costantemente sotto pressione. Il deficit dell’evacuazione incide sulle relazioni interpersonali e familiari dell’infante, generando in lui un vero e proprio squilibrio affettivo.

I genitori devono tollerare e comprendere le difficoltà e i disagi provati dal proprio figlio. Essi hanno il compito di confortarlo, sostenerlo e coccolarlo, senza ricorrere alle misure drastiche e punitive che non fanno altro che aggravare il suo disturbo e il suo stato psico-fisico. Quindi è fondamentale un’adeguata educazione sfinterica!

Le cause scatenanti l’evento enuretico sono i seguenti:

I criteri diagnostici dell’enuresi sono i seguenti:

 

Infine, è bene precisare che qualora un bambino tra gli 8 e i 10 anni di età riportasse tale disturbo, rischia di diventare vittima di bullismo.

 

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Encopresi

L’encopresi consiste in un’automatica emissione di feci che avviene in luoghi socialmente inaccettabili. A tale disturbo, hanno un forte impatto la componente genetica, familiare e culturale. L’encopresi è scarsamente diffusa rispetto all’enuresi proprio perché la maggior parte dei bambini acquisisce più precocemente il controllo dello sfintere anale rispetto allo sfintere uretrale.

Dal punto di vista diagnostico si può considerare un bambino affetto da encopresi solo se il fenomeno compare almeno una volta al mese per tre mesi consecutivi, al di sopra dei 5 anni di età.

Come per l’enuresi, anche l’encopresi può essere notturna e diurna, ma può anche distinguersi in:

Il presente disagio colpisce i seguenti casi:

E i bambini affetti dai seguenti disturbi cognitivi dell’età evolutiva:

Anche il presente deficit dell’evacuazione, come l’enuresi, incide sulle relazioni interpersonali e familiari dell’infante, generando in lui un vero e proprio squilibrio affettivo, sviluppando ansia, depressione e atteggiamenti autodistruttivi.

 

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Terapia

I trattamenti da rivolgere ai piccoli pazienti affetti dai disturbi dell’evacuazione sono numerosi e molto efficaci se ben applicati.  Elenchiamoli e analizziamoli:

Tali alimenti vanno integrati con le vitamine: B3 – B5 – B6 – C – D - E.

 

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BIBLIOGRAFIA

 

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Ultimo Aggiornamento Pagina: 02/09/2016

 

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