Femminicidio: violenza come sintomo di impotenza

A cura del Dr. Leano Cetrullo
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L’amore e la dipendenza da sostanze hanno in comune la perdita della ragione, l’assenza di autocontrollo e l’ossessività, intenso desiderio che deve venir soddisfatto.  Possiamo certamente divenire così ossessionati da una persona come il tossicomane  lo è per la droga.

L’idea della dipendenza dall’amore come una droga è ben confermata  dalla letteratura, i circuiti biochimici regolati dalla vicinanza del partener sono anche gli stessi che sono influenzati da cocaina ed eroina. Il craving è correlato positivamente sia con l’amore che con la dipendenza da sostanze.

La tossicodipendenza è un modo per compensare la mancanza di quelle sostanze biochimiche, stimolate da relazioni amorose, positive  e benefiche, che invece vengono attivate dalla droga. L’abbandono della persona amata è stata considerata a livello neurochimico paragonabile all’esperienza di privazione della droga.

L’amore è un sentimento che governa il mondo e le relazioni, tanto forte quanto distruttivo in alcuni casi per il sesso femminile. L’uomo sfoga a volte il suo malessere psicofisico sulla donna, nei casi più gravi andiamo incontro al femminicidio.

Con il termine femminicidio si intende: "qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte".

Spesso questi atti di violenza avvengono nell'ambito del proprio nucleo familiare per opera di padri, partner e uomini da cui ci si aspetterebbe cura e protezione. Ma cosa spinge a perpetrare queste gravi forme di violenza? Si può parlare di personalitá patologiche? Si può ridurre il tutto ad un semplice raptus di follia? Il problema va letto secondo un'ottica multifattoriale di tipo genetica, psicologica, culturale.

La violenza è un comportamento influenzato dalle norme e dalle regole di ogni cultura, spesso di natura patriarcale, a cui si aggiungono aspetti sociali, quali condizioni economiche, tratti patologici, predisposizione all'agire aggressivo, alcolismo ed abuso di sostanze stupefacenti, sistemi legislativi e giudiziari ancora poco punitivi o inefficienti. Di solito si tratta di situazioni denunciate che però finiscono in tragedia senza essere giunti ad una soluzione.

Si potrebbe osservare il problema secondo un'ottica psicoanalitica tenendo conto dello sviluppo della personalità (compresa quella violenta), ed enfatizzando l' influenza dell'ambiente familiare sul funzionamento attuale dell' individuo e sul modo in cui impara a relazionarsi.

Lo stesso Freud afferma che nella psicogenetica della personalità il passato determina il comportamento attuale, cosi come le forme nevrotiche dipendono da traumi e conflitti di cui spesso il soggetto è inconsapevole. Tale concetto può essere ripreso facendo riferimento alla teoria dell'attaccamento di Bowlby.

Il bambino sembrerebbe predisposto geneticamente a sviluppare delle relazioni di attaccamento con il proprio caregiver, imparerebbe ben presto a capire cosa aspettarsi e a rappresentarsi tali relazioni in modelli operativi interni. Le modalitá con cui il bambino entra in contatto con il proprio caregiver influenzerá anche i rapporti successivi e le differenze individuali dipenderebbero da tale organizzazione, dalla responsivitá materna, dalla reciprocità affettiva e dalla sicurezza o insicurezza nei confronti della propria figura di attaccamento.

Partendo da tale presupposto i bambini con attaccamento disorganizzato a differenza di quelli con attaccamento sicuro, presentano caregiver spaventanti, fonte di minaccia e di paura e sembrerebbero più inclini a sviluppare psicopatologie future, mostrando strategie inadeguate nelle situazioni di difficoltà.

Ciò potrebbe spiegare come molti perpetratori di violenza, sono stati essi stessi violentati ed abusati in età infantile. Va chiarito però, che i legami di attaccamento possono subire delle modifiche in base alle esperienze di vita di ognuno, per cui soggetti con stile di attaccamento sicuro possono mostrare in seguito un attaccamento maggiormente disorganizzato e viceversa.

Ciò chiarisce il motivo per cui non tutti i bambini abusati tendono a perpetrare violenza in futuro. Spesso la violenza è solo frutto di un narcisismo perverso, di un continuo desiderio di innamoramento, di un piacere relazionale che comporta solo parziale appagamento per il soggetto con personalitá narcisistica.

Nell'amore perverso, infatti, l'altro "amato" diventa cosa propria, uno strumento del proprio agire a prescindere dall'intenzionalità dell'altro ed ogni terzo diviene una minaccia per l'integrità del proprio sé per cui il tentativo di ripristinare il controllo sulla relazione va letto soprattutto come tentativo di riconquistare il controllo sulla identità personale, talvolta in maniera violenta.

Allo stesso modo, soggetti con personalità passive e dipendenti, tenderanno a servire l'altro dando vita ad una forma di amore che diventa estremamente dipendente e repressiva. La gelosia patologica, quindi, nasce quando si ritiene che la propria relazione possa essere minacciata, viene espressa con rabbia per l' amor proprio ferito, da una ricostruzione malata della realtá e dalla sottomissione dell'altro a quelle che sono le proprie esigenze.

La psicoanalisi fornisce importanti contributi per la comprensione eziopatogenetica della gelosia patologica. Basti pensare alla gelosia proiettiva delle personalità narcisistiche e nevrotiche descritta da Freud, tipica dei soggetti infedeli che tendono a scaricare il proprio senso di colpa accusando il partner; alla gelosia ossessiva, che nel DSMIV rientra nel cluster del disturbo ossessivo compulsivo, in cui il soggetto mostra continui dubbi sulla fedeltá del partner diventando un detective a tempo pieno pur riconoscendo l'infondatezza delle sue convinzioni.

Ancora, la gelosia delirante, che trova fondamento nella situazione edipica e nella rivalità tra fratelli, in cui il soggetto è convinto dell' infedeltà dell'altro, si oppone ad ogni confronto con la realtà ed obbliga il partner a confessare il tradimento attraverso ricatti, violenza fisica e psicologica convincendo il soggetto che in tal modo verrà posta fine alla tortura, ma ciò incrementa solo altra violenza ed aggressività.

Spesso le donne accettano queste forme di violenza per dipendenza economica, affettiva, per paura, perché sperano di ritrovare " l'oggetto perduto" riprendendo ancora un concetto freudiano, o perché e l'unica modalità relazionale che conoscono e che pensano di meritare. Molti studi dimostrano come le donne vittime di violenza ed abusi sono più inclini a  sviluppare disturbo post traumatico da stress, ansia e depressione. Il disturbo post-traumatico  è caratterizzato dall’intrusione continua e disturbante del ricordo dell’evento traumatico.

Questo contrasta con turbe l’acquisizione di nuovi ricordi. In questo disturbo vi sarebbe una iperproduzione di cortisolo, accoppiata con alta secrezione di noradrenalina nelle urine.  

A livello neuropsicologico l’eccesso di attenzione nel momento del trauma si traduce in un  rafforzamento della traccia mnestica per quel trauma, in correlazione alle sinapsi noradrenergiche  nell’amigdala. Nelle loro narrazioni emerge chiaramente come esse tendano a considerarsi inferiori e a percepire sé stesse sempre in relazione all'altro. Sono donne umiliate, che provano sentimenti di paura e vergogna con profonde ripercussioni sull'autostima.

Spesso tendono ad attribuirsi la responsabilità di ogni violenza subita e rimangono ancorate al passato come se non potessero vivere anch'esse un futuro. Altre volte vanno incontro alla morte a causa di un sistema legislativo ancora poco consono e ad una società che si rifiuta di accettare il nuovo ruolo della donna, troppo emancipata ed indipendente, o ancora ad opera di soggetti con personalità patologiche o semplicemente violente.

''Solo un piccolo uomo usa violenza sulle donne per sentirsi grande''

Dott. Leano Cetrullo

Dott.ssa Annalisa Errico 

 

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Ultimo Aggiornamento Pagina: 03/09/2016

 

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