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Gestione del Paziente con ICTUS cerebri

A cura della Dr.ssa Elisa Migliozzi



EPIDEMIOLOGIA

Dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie l’Ictus cerebri rappresenta la terza causa di morte ( 10%-12% di tutti i decessi per anno), e  la principale causa d’invalidità.  Infatti ad 1 anno dall’evento acuto, un terzo circa dei soggetti sopravvissuti ad un ictus, indipendentemente dal fatto che sia ischemico o emorragico, presenta un grado di disabilità elevato, che li rende totalmente dipendenti.

La forma più frequente di manifestazione dell’ictus è quello ischemico (80% circa), mentre le emorragie intraparenchimali riguardano il 15%-20% e le emorragie subaracnoidee circa il 3%. Il primo tende a colpire maggiormente pazienti anziani (età media superiore ai 70 anni) e più spesso gli uomini il secondo soggetti leggermente più giovani, sempre con lieve prevalenza per il sesso maschile. Solo l’emorragia subaracnoidea colpisce più spesso soggetti di sesso femminile e di età intorno ai 50 anni.

La mortalità acuta ( 30 giorni) è pari a circa il 20%-25% mentre quella ad 1 anno ammonta al 30%-40% circa; le emorragie (parenchimali) hanno tassi di mortalità precoce più alta (30%-40% circa dopo la prima settimana; 45%-50% ad 1 mese). Le emorragie subaracnoidee hanno un tasso di mortalità precoce simile all’emorragie intra-parenchiamali; i decessi nel primo mese si concentrano in 3⁄4 dei casi nella prima settimana. Gli infarti lacunari hanno prognosi migliore, in acuto e ad un anno, rispetto a quelli non lacunari, sia in termini di mortalità, sia di disabilità residua, sia di tasso di ricorrenza.

 

FATTORI DI RISCHIO

Attraverso attenti studi epidemiologici  è stato possibile individuare i fattori di rischio e in base al tipo di ICTUS (ischemico o emorragico ) suddividerli in modificabili e non.

Per l’emorragia cerebrale i fattori di rischio sono;

non modificabili: età; razza non caucasica;

modificabili: ipertensione arteriosa, eccessiva assunzione di alcool, fumo.


Per l’ischemia cerebrale i fattori di rischio: 


Non modificabili: 
Età
, Fattori genetici , Fattori etnici 


Modificabili: ben documentati
, ipertensione arteriosa;
 alcune cardiopatie (in particolare, fibrillazione atriale);  diabete mellito;
 iperomocisteinemia;
ipertrofia ventricolare sinistra;
stenosi carotidea;
 fumo di sigaretta; eccessivo consumo di alcool; ridotta attività fisica; dieta; ipercolesterolemia; obesità.

Sono stati inoltre individuati dei fattori di rischio indipendente fa cui:

 

 

 

 

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Pagina aggiornata il: 11/07/2015