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Gestione del Paziente con ICTUS cerebri

A cura di Dr.ssa Elisa Migliozzi



PREVENZIONE PRIMARIA

Riguarda prima di tutto la regolamentazione di alcuni fattori di rischio modificabili

1) Dieta: Sembrano avere un ruolo protetivo il consumo di acidi grassi polinsaturi,  fibra alimentare, potassio e calcio( attraverso un’azione per lo più mediata dalla pressione arteriosa), antiossidanti, un equilibrato apporto di antiossidanti naturali media un effetto protettivo, in particolar modo associato al consumo di antiossidanti vitaminici (vitamina C e vitamina E) e non vitaminici (carotenoidi e sostanze fenoliche); eventuali supplementazioni non sono indicate. Folati, vitamina B6 e vitamina B12(agiscono sulla plasticità neuronale) .

Viene inoltre consigliato secondo le linee guida correnti al fine di ridurre il rischio di incidenza di ictus:

2) Controllo della pressione arteriosa: vene consigliato il mantenimento di  livelli di PA intorno ai 140/90 mmHg

Negli anziani si preferisce  l’uso di diuretici e calcio antagonisti diidropiridinici nei pazienti con ipertrofia ventricolare sinistra è invece consigliabile l’uso di ace-inibitori e sartani.

3) Pazienti con Fibrillazione Atriale (FA) non valvolare: è necessario  intraprendere una TAO in base al rischio cardiovascolare calcolato con CHA2DS2VASc. Se la TAO non può essere intrapresa sulla base del rischio emorragico e/o sulla scarsa compliance del paziente si deve intraprendere terapia con ASA (325mg/die).

4) Pazienti con fattori di rischio cardiovascolari: è consigliato l’uso delle statine se il paziente è ipercolesterolemico e con alto rischio per patologie vascolari. Sembra essere indicato inoltre l’uso dell’ASA nei pazienti diabetici e in quelli in cui il beneficio rispetto ai rischi è maggiore mentre non se ne consiglia  l’uso nei pazienti che presentano come unico rischio cardiovascolare la presenza di una placca carotidea isolata.

 

GESTIONE PREOSPEDALIERA

È indicato che il personale della Centrale Operativa (118) sia addestrato ad identificare al triage telefonico un sospetto ictus e, in presenza di indicazioni cliniche alla trombolisi, a gestirlo come una emergenza medica trattata come codice rosso.Il personale del 118 invece deve essere  in grado di capire precocemente se  in base ai sintomi il paziente deve essere ospedalizzato soprattutto nei pazienti con TIA in cui il rischio di ICTUS a breve termine è elevato. Sono stati in questo senso validati degli score di rischio come:

L’ ABCD2 score:  punteggio predittivo del rischio precoce di ictus in pazienti con attacco ischemico transitorio (TIA), costituito dalla somma di punti assegnati a 5 fattori clinici, indipendentemente associati al rischio di ictus:

Nei pazienti con TIA, lo ABCD2 score classifica il rischio di ictus a 2 giorni come

 

È indicato che il personale dei mezzi di soccorso rilevi eventuali traumi, escluda condizioni a rischio per la sopravvivenza del paziente ed esegua un primo inquadramento diagnostico, effettuando le seguenti valutazioni:


1. ABC (airway, breathing, circulation);

2. Valutazione dei parametri vitali (respiro, polso, PA, saturazione O2);

3. Glasgow coma scale (GCS);


4. Cincinnati Prehospital Stroke Scale (CPSS).

Appena individuati i sintomi è necessario trasferire il paziente nella struttura che sia il più adeguata possibile che abbia una stroke unit.

 

 

 

 

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Pagina aggiornata il: 11/07/2015