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IPERTENSIONE ARTERIOSA

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VALUTAZIONE INIZIALE DEL PAZIENTE CON IPERTENSIONE DI RECENTE INSORGENZA

L'inquadramento del paziente con ipertensione arteriosa comprende la valutazione della funzionalità degli organi bersaglio e l'individuazione del danno d'organo, l'identificazione di fattori di rischio o di patologie concomitanti, ed il rilievo di cause secondarie di ipertensione.

Un'anamnesi accurata è di estrema importanza e deve includere i seguenti punti: storia familiare di ipertensione, malattie renali, malattie cardiache, ictus, dislipidemia e disordini endocrino-metabolici; durata e gravità dell'ipertensione,
presenza di sintomi di insufficienza coronarica, insufficienza cardiaca, malattia cerebrovascolare, vasculopatia periferica, e diabete; anamnesi fisiologica comprendente il consumo di tabacco o di alcool; l'assunzione alimentare di sodio, potassio e grassi; notizie sulla eventuale assunzione di sostanze illecite che potrebbero innalzare i valori pressori; storia psico-sociale; risultati ed effetti di terapie antipertensive precedenti o in atto; alterazioni della sfera sessuale; sintomi suggestivi per ipertensione secondaria.

L'esame clinico dovrebbe comprendere: la corretta misurazione della pressione arteriosa in accordo alle raccomandazioni precedentemente riportate; la determinazione del peso corporeo e della circonferenza addominale; l'esame del fondo oculare al fine di valutare la presenza di una retinopatia ipertensiva; la ricerca di una vasculopatia carotidea o periferica; l'esame cardiopolmonare completo; la valutazione della funzione endocrina e neurologica; l'esame dell'addome per l'individuazione di soffi vascolari o segni di un aumento del volume renale; l'esame dell'estremità per il rilievo di vasculopatia, artrite o edema.

La Tabella 2 permette la corretta valutazione del rischio cardiovascolare del paziente, sulla base dei valori pressori e dei fattori di rischio concomitanti.

Tabella 2: Valutazione del rischio cardiovascolare

Nei pazienti con ipertensione labile o incostante, o in cui si rilevi una consistente discrepanza tra le varie letture, è indicato il Monitoraggio Pressorio delle 24 ore (noto anche come Holter Pressorio) al fine di documentare la gravità dell'ipertensione o la sua variabilità.

In alcuni pazienti, può essere utile controllare la pressione arteriosa a domicilio, al fine di valutare l'efficacia della terapia ed individualizzare il trattamento. Quando vi sono dubbi sull'accuratezza delle determinazioni, queste andranno confrontate con le rilevazioni eseguite con uno sfigmomanometro a mercurio.

I rilievi ottenuti al di fuori dell'ambulatorio medico possono fornire informazioni sull'accuratezza dei valori riscontrati e possono essere usate per valutare la risposta alla terapia e per migliorare l'aderenza del paziente ai programmi terapeutici.

Anche se lo sfigmomanometro a mercurio assicura risultati più affidabili, spesso non è proponibile un suo utilizzo domiciliare, ed in questi casi viene ritenuto accettabile l'uso di uno sfigmomanometro anaeroide o di sistemi elettronici.

 

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Pagina aggiornata il: 04/07/2014