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IPERTENSIONE ARTERIOSA

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Scelta del farmaco iniziale

Come già sottolineato, la maggior parte dei farmaci ha un effetto antiipertensivo sovrapponibile ed offre importanti benefici alla maggior parte della popolazione trattata.

Anche se le linee guida del JNC sostengono che i diuretici ed i beta-bloccanti dovrebbero essere i farmaci di prima scelta, è condivisibile l'idea secondo cui altre classi farmacologiche possono essere utilizzate per prime.

Sebbene i più grandi trial clinici abbiano dimostrato che le terapie con diuretici e beta-bloccanti hanno un effetto protettivo riguardo allo stroke ed alle complicanze cardiovascolari, si ritiene che anche altre classi come ad esempio gli ACE- inibitori e gli inibitori dei recettori dell'angiotensina possano offrire dei vantaggi, determinati dal loro meccanismo di azione, dai loro effetti metabolici o dalla loro azione protettiva sugli organi bersaglio.

La scelta deve quindi essere individualizzata e deve basarsi sulle caratteristiche demografiche del paziente, sul suo profilo di rischio, sulle condizioni o patologie concomitanti, sulle abitudini di vita e sulla situazione professionale.

Diuretici

I diuretici ed in particolare i tiazidici, sono stati ampiamente utilizzati nel trattamento dell'ipertensione arteriosa. Sebbene la loro importanza sia stata in parte ridimensionata dall'introduzione di altre classi farmacologiche, essi sono tuttora comunemente usati nella pratica clinica, sia in monoterapia che in associazione.

I pazienti affetti da patologie edemigene, quali lo scompenso cardiaco o l'insufficienza renale richiedono frequentemente l'uso del diuretico per ottenere un adeguato controllo pressorio.

L'effetto antiipertensivo compare con le dosi più basse, che presentano una debole, ma efficace azione natriuretica; dosi maggiori dovrebbero essere evitate per il rischio di un'eccessiva riduzione della volemia, disturbi elettrolitici ed altri effetti collaterali di ordine metabolico.

Dovrebbero essere utilizzati dosaggi alti solo in particolari condizioni cliniche, quali le forme di ipertensione gravi o resistenti alla terapia, l'insufficienza cardiaca congestizia, l'insufficienza renale e l'edema.

Inizialmente i diuretici determinano una riduzione della portata cardiaca, ma a lungo andare le resistenze vascolari periferiche si riducono.

Nei pazienti con una normale funzione renale è preferibile usare un diuretico tiazidico, mentre i diuretici dell'ansa (ad es., torasemide o furosemide) dovrebbero essere utilizzati in presenza di insufficienza renale.

I diuretici possono essere usati come monoterapia o in associazione ad altri farmaci.

I diuretici risparmiatori di potassio, come il triamterene o lo spironolattone associati ad un tiazidico possono ridurre la perdita di potassio causato da quest'ultimo.

I diuretici risparmiatori di potassio dovrebbero essere usati con estrema cautela, o non utilizzati affatto, nei pazienti con insufficienza renale o con altre patologie caratterizzate da una ridotta capacità escretiva del potassio.

Qualsiasi diuretico può causare effetti collaterali quali la disidratazione, l'ipokaliemia, l'iponatriemia, l'ipomagnesiemia, l'ipercalcemia, l'iperlipidemia e l'iperuricemia. Queste reazioni avverse possono essere causate dagli alti dosaggi utilizzati e devono indurre ad appropriati interventi correttivi.

 

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Pagina aggiornata il: 04/07/2014