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IPERTENSIONE ARTERIOSA

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Beta-bloccanti

I beta-bloccanti sono tuttora utilizzati per il trattamento dell'ipertensione arteriosa e della patologia coronarica. Il loro principale vantaggio è rappresentato dalla prevenzione secondaria nei pazienti con cardiopatia ischemica, una caratteristica non rilevata in nessun altra classe di antiipertensivi.

Sono disponibili un gran numero di farmaci che presentano più o meno la stessa efficacia antipertensiva.

Sebbene gli effetti emodinamici a breve termine dipendano prevalentemente dalla riduzione della portata cardiaca, la terapia cronica determina una diminuzione delle resistenze vascolari periferiche attraverso vari meccanismi, quali gli effetti anti-adrenergici, l'inibizione del rilascio della renina, l'azione sul sistema nervoso centrale e sul circolo periferico.

I beta-bloccanti differiscono tra loro per tre importanti caratteristiche farmacologiche: la liposolubilità, la cardioselettività e l'attività simpaticomimetica intrinseca.

I beta-bloccanti meno liposolubili e cardioselettivi
presentano numerosi vantaggi. I betabloccanti con attività simpaticomimetica intrinseca determinano una minore riduzione della frequenza cardiaca ed una minore incidenza di broncospasmo.

Nei soggetti giovani e negli adulti, la terapia beta-bloccante, come monoterapia iniziale, rappresenta una scelta adeguata e contrariamente a quanto sostenuto in passato, è efficace anche nella popolazione anziana.

L'azione di questi farmaci viene potenziata dai diuretici ed in commercio esistono numerosi prodotti di associazione.

I betabloccanti sono necessari per controbilanciare la stimolazione cardiaca riflessa indotta dai vasodilatatori diretti, quali l'idralazina o il minoxidil.

Possono causare broncospasmo e non dovrebbero quindi essere utilizzati nei pazienti predisposti, come gli asmatici o i bronchitici cronici.

Tradizionalmente, una delle più importanti controindicazioni della terapia beta-bloccante era lo scompenso cardiaco, sebbene vari studi abbiano confermato la sua utilità anche in questa patologia.

I beta-bloccanti, specialmente se assunti ad alte dosi, possono determinare alterazioni del sistema nervoso centrale e disfunzioni sessuali. I composti non cardioselettivi possono interferire sfavorevolmente con il metabolismo lipidico.

Altri effetti indesiderati prevedibili sono la ridotta capacità di esercizio e la facile stancabilità.

Quando la terapia beta-bloccante viene interrotta bruscamente nei pazienti con cardiopatia ischemica è possibile un fenomeno di rebound con comparsa di angina.

 

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Pagina aggiornata il: 04/07/2014