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La Pericardite

A cura della Dr.ssa Elisa Migliozzi


INDICE

Generalità
Eziopatogenesi
Presentazione clinica
Pericardite acuta
Pericardite ricorrente
Miopericardite
Tamponamento cardiaco
Pericardite costrittiva

 

Generalità

La pericardite è una malattia infiammatoria che colpisce i foglietti  pericardici. Generalmente si accompagna a dolore toracico che aumenta con gli atti respiratori o con i cambiamenti di posizione e alterazione degli indici di flogosi (VES, PCR). Importante sapere che normalmente può essere presente del liquido fra i foglietti pericardici, se tuttavia questo tende ad aumentare nel tempo vi è probabilmente un substrato patologico sottostante che determina infiammazione  e che nel tempo può determinare  un vero e proprio versamento pericardico (50ml). Non  è importante solo la quantità ma anche la velocità con cui si formi il versamento, talvolta anche versamenti considerevoli sono tollerati. Stando ai dati epidemiologici attuali registrati in Italia ci sono circa 28 casi  per 100.000 abitanti l’anno. I pazienti maggiormente a rischio sono gli uomini con età superiore tra i 16 e i 65 anni.

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Eziopatogenesi

Le cause di pericardite e quindi di consensuale versamento possono essere le sequenti:

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Presentazione clinica

Normalmente il sacco pericardico contiene tra i 10 e 50 ml di fluido e la classificazione del versamento si basa sulla:

Presentazione Quantità Distribuzione Composizione
Acuto Lieve (<10 ml) Circonferenziale Trasudato
Subacuto Moderato (10-20 ml) Localizzato Essudato
Cronico (>3 mesi) Severo (>20 ml)

La presentazione clinica dipende dalla velocità con cui si accumula il liquido nel sacco pericardico i sintomi classici sono:

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Pericardite acuta

Diagnosi

L’iter comprende un esame obiettivo accurato  può essere perfettamente normale se non c’è compromissione emodinamica, quando il tamponamento evolve il paziente può presentare polso paradosso, turgore delle giugulari. Successivamente è prevista l’esecuzione di  un

Elettrocardiogramma a 12 derivazioni, Ecocardiogramma transtoracico, L’RX del torace e gli indici di flogosi. Questi ultimi servono sia per dare un quadro dell’infiammazione che per la valutazione del prognosi della malattia stessa e il suo iter.

Fattori prognostici negativi in questi pazienti sono rappresentati da:

Terapia

I pazienti ad alto rischio devono essere ospedalizzati viceversa quelli a rischio  basso possono essere dimessi e rivalutati dopo una settimana.

La gestione terapeutica prevede:

  1. Cessazione dell’attività fisica (fino a tre mesi per gli atleti) fino alla normalizzazione degli indici di flogosi (PCR), esecuzione di ecocardiogramma di controllo.
  2. Uso di un antinfiammatorio non steroideo o dell’aspirina favorendo l’uso della seconda nei pazienti che devono essere antiaggregati.
  1. Uso della colchicina nei pazienti in cui persistano i sintomi
  1. Uso dei corticosteroidi, non devono essere usati in prima linea ma qualora i sintomi persistano

Prognosi

Generalmente la prognosi a lungo termine per questi pazienti è buona  solo nell’1% dei casi ci può essere una evoluzione nella pericardite di tipo costrittivo.

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Pericardite ricorrente

Si  definisce  pericardite cronica l’affezione  che si manifesta dopo un intervallo libero pari a 4-5 settimane dalla pericardite acuta. Si manifesta di solito nel 15%-30% dei casi e aumenta fino al 50% dei casi nei pazienti in cui vi è stato bisogno di aggiungere nel trattamento iniziale la colchicina e  i corticosteroidi. Da  numerosi studi è emerso che la causa della ricorrenza potrebbe essere associata a una sovra infezione virale che si manifesta secondariamente. Se viene identificata la causa sottostante è importante iniziare la terapia adeguata. In questo caso la gestione terapeutica prevede:

Generalmente la gestione dell’iter terapeutico prevede il dosaggio dei markers di flogosi la sospensione dell’attività fisica fino a normalizzazione degli stessi e un ecocardiogramma di controllo.

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Miopericardite

Talvolta  durante l’infiammazione del pericardio può seguire un coinvolgimento del miocardio. Il sospetto viene fuori secondariamente ai seguenti segni e sintomi:

In questo caso quando il coinvolgimento del miocardio è secondario alla pericardite generalmente all’ecocardiogramma non ci sono deficit della cinesi del ventricolo sinistro viceversa se all’eco  risulta una alterata performance del ventricolo sinistro il versamento è consensuale alla pericardite.

Terapia

  1. Antiinfiammatori non steroidei
  1. Corticosteroidi in seconda battuta in caso di insuccesso della precedente terapia
  2. Sospensione dell’attività fisica per sei mesi

Prognosi

Generalmente la prognosi a lungo termine per questi pazienti è buona

 

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Tamponamento cardiaco

Dovuto all’accumulo di liquido nel pericardio che determina uno schiacciamento delle camere cardiache destre. L’accumulo di liquido  può essere di entità lieve  ma determinare tamponamento per la velocità con cui si forma o viceversa essere di cospicua entità. La sintomatologia clinica rispettivamente è caratterizzata da:

Iter Diagnostico

 

  1. Ogni Paziente deve essere sottoposto ad elettrocardiograma
  2. Andrebbe eseguito un ecocardiogramma sia con funzionalità diagnostica che per eseguire eventuale pericardiocentesi, all’ecocardiogramma è possibile visualizzare:

 

Terapia

Pericardiocentesi evacuativa con consensuale infusione di liquidi del paziente a flusso lento per migliorare la performance cardiaca soprattutto in attesa di eseguire la pericardiocentesi.

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Pericardite costrittiva

Generalmente può essere una conseguenza si manifesta secondo le seguenti percentuali:

 

Sintomi Clinici

Segni e sintomi tipici dello scompenso cardiaco destro:

Gestione terapeutica

Generalmente in questi pazienti è bene eradicare la causa che ha determinato l’insorgenza della pericardite stessa, devono essere trattati poi con farmaci antinfiammatori

 

 

 

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Pagina aggiornata il: 09/12/2015