Adoport

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto –  Foglietto Illustrativo per il Paziente –   (Fonte: A.I.FA.)

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PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARIIndice

Adoport  30 Cps 2 mg   (Tacrolimus Monoidrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Non Ripetibile Tipo: Generico Info:Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2)Prescrivibile su Diagnosi e Piano Terapeutico ATC:L04AD02 AIC:041180466 Prezzo:96,39 Ditta: Sandoz Spa

 

Adoport  30 Cps 0,75 mg   (Tacrolimus Monoidrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Non Ripetibile Tipo: Generico Info:Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2)Prescrivibile su Diagnosi e Piano Terapeutico ATC:L04AD02 AIC:041180365 Prezzo:36,15 Ditta: Sandoz Spa

 

Adoport  60 Cps 1 mg   (Tacrolimus Monoidrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Non Ripetibile Tipo: Generico Info:Prontuario terapeutico regionale, Distribuzione Prontuario Ospedale-Territorio (PHT) per conto delle ASL, Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2)Prescrivibile su Diagnosi e Piano Terapeutico ATC:L04AD02 AIC:041180187 Prezzo:104,09 Ditta: Sandoz Spa

 

Adoport  30 Cps 5 mg   (Tacrolimus Monoidrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Non Ripetibile Tipo: Generico Info:Prontuario terapeutico regionale, Distribuzione Prontuario Ospedale-Territorio (PHT) per conto delle ASL, Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2)Prescrivibile su Diagnosi e Piano Terapeutico ATC:L04AD02 AIC:041180264 Prezzo:241,51 Ditta: Sandoz Spa

 

Adoport  30 Cps 0,5 mg   (Tacrolimus Monoidrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Non Ripetibile Tipo: Generico Info:Distribuzione Prontuario Ospedale-Territorio (PHT) per conto delle ASL, Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2)Prescrivibile su Diagnosi e Piano Terapeutico, Prontuario terapeutico regionale, TK ATC:L04AD02 AIC:041180062 Prezzo:24,33 Ditta: Sandoz Spa

 

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALEIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: qual è il nome commerciale di Adoport?

ADOPORT 0,5 mg capsule rigide ADOPORT 0,75 mg capsule rigide ADOPORT 1 mg capsule rigide ADOPORT 2 mg capsule rigide ADOPORT 5 mg capsule rigide


Adoport: Scatola

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVAIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: quali sostanze e principi attivi contiene Adoport?

ADOPORT 0,5 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene 0,5 mg di tacrolimus (in forma di tacrolimus monoidrato).

ADOPORT 0,75 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene 0,75 mg di tacrolimus (in forma di tacrolimus monoidrato).

ADOPORT 1 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene 1 mg di tacrolimus (in forma di tacrolimus monoidrato).

ADOPORT 2 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene 2 mg di tacrolimus (in forma di tacrolimus monoidrato).

ADOPORT 5 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene 5 mg di tacrolimus (in forma di tacrolimus monoidrato).

Eccipiente con effetto noto: ADOPORT 0,5 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene 48,5 mg di lattosio monoidrato.

ADOPORT 0,75 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene 72,7 mg di lattosio monoidrato.

ADOPORT 1 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene 47,4 mg di lattosio monoidrato.

ADOPORT 2 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene 94,7 mg di lattosio monoidrato.

ADOPORT 5 mg capsule rigide

Ogni capsula contiene 236,9 mg di lattosio monoidrato.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.


03.0 FORMA FARMACEUTICAIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: in quale forma (compresse, gocce, supposte ecc.) si presenta Adoport?

Capsule rigide

ADOPORT 0,5 mg capsule rigide

Capsule di gelatina rigida di colore bianco opaco e avorio contenenti una polvere di colore da bianco a biancastro (lunghezza: 14,5 mm).

ADOPORT 0,75 mg capsule rigide

Capsule di gelatina rigida di colore verde chiaro opaco, con impresso in colore nero “0,75 mg” sul cappuccio, contenenti una polvere di colore da bianco a biancastro (lunghezza: 14,5 mm).

ADOPORT 1 mg capsule rigide

Capsule di gelatina rigida di colore bianco opaco e marrone chiaro contenenti una polvere di colore da bianco a biancastro (lunghezza: 14,5 mm).

ADOPORT 2 mg capsule rigide

Capsule di gelatina rigida di colore verde scuro opaco, con impresso in colore nero “2 mg” sul cappuccio, contenenti una polvere di colore da bianco a biancastro (lunghezza: 14,5 mm).

ADOPORT 5 mg capsule rigide

Capsule di gelatina rigida di colore bianco opaco e arancione contenenti una polvere di colore da bianco a biancastro (lunghezza: 15,8 mm).


04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeuticheIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: a cosa serve Adoport? Per quali malattie si prende Adoport?

Profilassi del rigetto da trapianto nei pazienti che ricevono trapianto allogenico di fegato, rene o cuore. Trattamento del rigetto allogenico resistente al trattamento con altri medicinali immunosoppressori.


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04.2 Posologia e modo di somministrazioneIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: come si prende Adoport? qual è il dosaggio raccomandato di Adoport? Quando va preso nella giornata Adoport

La terapia con il tacrolimus richiede un attento monitoraggio da parte di personale adeguatamente qualificato ed equipaggiato.

La prescrizione del medicinale e le modifiche della terapia immunosoppressiva devono essere effettuate soltanto da medici esperti nella terapia immunosoppressiva e nella gestione dei pazienti sottoposti a trapianto.

Il passaggio accidentale, involontario o effettuato senza supervisione delle formulazioni a rilascio immediato o prolungato del tacrolimus non è sicuro. Questo può provocare un rigetto del trapianto o un aumento dell’incidenza di effetti indesiderati, inclusa la sotto- o sovra-immunosoppressione, a causa delle differenze clinicamente rilevanti nell’esposizione sistemica al tacrolimus. I pazienti devono essere mantenuti su una singola formulazione del tacrolimus con il corrispondente regime posologico quotidiano; eventuali alterazioni della formulazione o della posologia devono essere effettuate solo sotto l’attenta supervisione di uno specialista in trapianti (vedere ì paragrafì 4.4 e 4.8). In seguito alla conversione verso una qualsiasi formulazione alternativa, deve essere eseguito il monitoraggio terapeutico del medicinale e devono essere effettuati opportuni aggiustamenti della dose, al fine di garantire il mantenimento dell’esposizione sistemica al tacrolimus.

Al fine di consentire adeguati aggiustamenti del dosaggio, sono disponibili dosaggi addizionali da 0,75 mg e 2 mg di ADOPORT.

Considerazioni generali

I dosaggi iniziali raccomandati descritti di seguito sono da intendersi solo come linee guida generali. Il dosaggio di tacrolimus deve essere basato principalmente sulle valutazioni cliniche del rigetto e della tollerabilità di ogni singolo paziente, con l’ausilio del monitoraggio del livello ematico (per le concentrazioni ematiche di valle raccomandate come target, vedere oltre). Se sono evidenti segni clinici di rigetto, deve essere presa in considerazione una variazione del regime di immunosoppressione.

Il tacrolimus può essere somministrato per via endovenosa o per via orale. In genere la somministrazione può iniziare per via orale, se necessario mediante la sospensione in acqua del contenuto delle capsule, per mezzo di intubazione nasogastrica.

Nella fase iniziale del periodo post-operatorio tacrolimus viene normalmente somministrato in associazione con altri medicinali immunosoppressivi. La dose del tacrolimus può variare a seconda del regime immunosoppressivo prescelto.

Modo di somministrazione

Si raccomanda di somministrare la dose orale quotidiana in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). Le capsule devono essere assunte immediatamente dopo la rimozione dal blister. I pazienti devono essere avvertiti di non ingerire l'essiccante. Le capsule devono essere deglutite con del liquido (preferibilmente acqua).

Per ottenere l’assorbimento massimo, in genere le capsule devono essere assunte a stomaco vuoto, o almeno 1 prima oppure 2-3 ore dopo un pasto (vedere ìl paragrafo 5.2).

Durata della terapia

Per impedire il rigetto dell’organo trapiantato, si deve mantenere lo stato di immunosoppressione; pertanto non è possibile stabilire un limite per la durata della terapia orale.

Dosaggi raccomandati - Trapianto di fegato

Profilassi del rigetto del trapianto – adulti

La terapia orale con il tacrolimus deve essere iniziata con un dosaggio pari a 0,10-0,20 mg/kg/die somministrato in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). La somministrazione deve iniziare circa 12 ore dopo il termine dell’intervento chirurgico.

Se a causa delle condizioni cliniche del paziente la dose non può essere somministrata per via orale, deve essere istituita una terapia endovenosa con 0,01-0,05 mg/kg/die, sotto forma di infusione continua per 24 ore.

Profilassi del rigetto del trapianto – bambini

Deve essere somministrata una dose orale iniziale di 0,30 mg/kg/die, suddivisa in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). Se le condizioni cliniche del paziente impediscono la somministrazione per via orale, deve essere somministrata una dose iniziale di 0,05 mg/kg/die per via endovenosa, sotto forma di infusione continua per 24 ore.

Aggiustamenti posologici durante il periodo post-trapianto negli adulti e nei bambini

Nel periodo post-trapianto le dosi del tacrolimus vengono generalmente ridotte. In alcuni casi è possibile sospendere le terapie immunosoppressive concomitanti, adottando quindi il tacrolimus in monoterapia.

I miglioramenti clinici del paziente nel periodo post-trapianto possono modificare la farmacocinetica del tacrolimus e determinare in tal modo la necessità di ulteriori aggiustamenti posologici.

Terapia antirigetto - adulti e bambini

Per controllare gli episodi di rigetto sono stati utilizzati l’aumento delle dosi del tacrolimus, una terapia supplementare a base di corticosteroidi e l’introduzione di brevi cicli di trattamento con anticorpi mono-/policlonali. Se insorgono segni di tossicità (per esempio reazioni avverse marcate - vedere il paragrafo 4.8), può essere necessario ridurre la dose del tacrolimus.

Per la conversione a tacrolimus il trattamento deve essere cominciato con la dose orale iniziale raccomandata per l’immunosoppressione primaria.

Per informazioni sulla conversione da ciclosporina a tacrolimus, vedere il paragrafo “Aggiustamenti posologici in specifiche popolazioni di pazienti”, sotto.

Dosaggi raccomandati - Trapianto di rene

Profilassi del rigetto del trapianto – adulti

La terapia orale con il tacrolimus deve iniziare con un dosaggio pari a 0,20-0,30 mg/kg/die, somministrato in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). La somministrazione deve iniziare entro 24 ore dal termine dell’intervento chirurgico.

Se a causa delle condizioni cliniche del paziente la dose non può essere somministrata per via orale, deve essere istituita una terapia endovenosa con 0,05-0,10 mg/kg/die, sotto forma di infusione continua per 24 ore.

Profilassi del rigetto del trapianto – bambini

Deve essere somministrata una dose orale iniziale di 0,30 mg/kg/die suddivisa in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). Se le condizioni cliniche del paziente impediscono la somministrazione per via orale, deve essere somministrata una dose iniziale di 0,075-0,100 mg/kg/die per via endovenosa, sotto forma di infusione continua per 24 ore.

Aggiustamenti posologici durante il periodo post-trapianto negli adulti e nei bambini

Nel periodo post-trapianto le dosi del tacrolimus vengono generalmente ridotte. In alcuni casi è possibile sospendere le terapie immunosoppressive concomitanti, adottando quindi una terapia doppia basata sul tacrolimus.

I miglioramenti clinici del paziente nel periodo post-trapianto possono modificare la farmacocinetica del tacrolimus e determinare in tal modo la necessità di ulteriori aggiustamenti posologici.

Terapia antirigetto - adulti e bambini

Per controllare gli episodi di rigetto sono stati utilizzati l’aumento delle dosi del tacrolimus, una terapia supplementare a base di corticosteroidi e l’introduzione di brevi cicli di trattamento con anticorpi

mono-/policlonali. Se si notano segni di tossicità (per esempio reazioni avverse marcate - vedere il paragrafo 4.8), può essere necessario ridurre la dose di tacrolimus.

Per la conversione a tacrolimus il trattamento deve essere cominciato con la dose orale iniziale raccomandata per l’immunosoppressione primaria.

Per informazioni sulla conversione da ciclosporina a tacrolimus, vedere il paragrafo “Aggiustamenti posologici in specifiche popolazioni di pazienti”, sotto.

Dosaggi raccomandati - Trapianto di cuore

Profilassi del rigetto del trapianto – adulti

Tacrolimus può essere usato con induzione di anticorpi (che consente l’inizio ritardato della terapia con tacrolimus) o in alternativa, nei pazienti clinicamente stabili, senza induzione di anticorpi.

In seguito all’induzione di anticorpi, la terapia orale con tacrolimus deve iniziare con una dose pari a 0,075 mg/kg/die, somministrata in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). La somministrazione deve iniziare entro 5 giorni dal termine dell’intervento chirurgico, non appena le condizioni cliniche del paziente si sono stabilizzate. Se a causa delle condizioni cliniche del paziente la dose non può essere somministrata per via orale, deve essere istituita una terapia endovenosa con 0,01-0,02 mg/kg/die sotto forma di infusione continua per 24 ore.

È stata pubblicata una strategia alternativa, secondo la quale il tacrolimus è stato somministrato per via orale entro 12 ore dall’intervento chirurgico. Questo approccio è riservato per i pazienti senza disfunzioni

organiche (per esempio disfunzione renale). In quel caso è stata somministrata una dose orale iniziale di tacrolimus di 2-4 mg al giorno in combinazione con micofenolato mofetile e corticosteroidi o in combinazione con sirolimus e corticosteroidi.

Profilassi del rigetto del trapianto – bambini

Nei pazienti pediatrici sottoposti a trapianto di cuore il tacrolimus è stato usato con o senza induzione di anticorpi.

Nei pazienti senza induzione di anticorpi, se la terapia con il tacrolimus viene cominciata per via endovenosa la dose iniziale raccomandata è di 0,03-0,05 mg/kg/die, sotto forma di infusione continua per 24 ore, il cui obiettivo è quello di raggiungere concentrazioni plasmatiche totali del tacrolimus pari a 15-25 ng/ml. I pazienti devono essere trasferiti alla terapia orale non appena clinicamente praticabile. La prima dose della terapia orale deve essere di 0,30 mg/kg/die e la terapia orale deve iniziare 8-12 ore dopo la sospensione della terapia endovenosa.

In seguito all’induzione di anticorpi, se la terapia con il tacrolimus viene iniziata per via orale la dose iniziale raccomandata è di 0,10-0,30 mg/kg/die, somministrata in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera).

Aggiustamenti posologici durante il periodo post-trapianto negli adulti e nei bambini

Nel periodo post-trapianto le dosi del tacrolimus vengono generalmente ridotte. I miglioramenti clinici del paziente nel periodo post-trapianto possono modificare la farmacocinetica del tacrolimus e determinare in tal modo la necessità di ulteriori aggiustamenti posologici.

Terapia antirigetto - adulti e bambini

Per controllare gli episodi di rigetto sono stati utilizzati l’aumento delle dosi del tacrolimus, una terapia supplementare a base di corticosteroidi e l’introduzione di brevi cicli di trattamento con anticorpi mono-/policlonali.

Nei pazienti adulti trasferiti al tacrolimus la terapia deve iniziare con una dose orale di 0,15 mg/kg/die, somministrata in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera).

Nei pazienti pediatrici trasferiti al tacrolimus la terapia deve iniziare con una dose orale di 0,20-0,30 mg/kg/die, somministrata in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera).

Per informazioni sulla conversione da ciclosporina a tacrolimus, vedere il paragrafo “Aggiustamenti posologici in specifiche popolazioni di pazienti”, sotto.

Raccomandazioni di dosaggio – Terapia antirigetto, altri trapianti allogenici

Le raccomandazioni di dosi per i trapianti di polmone, pancreas e intestino si basano sui dati limitati provenienti da studi clinici prospettici. I pazienti che erano stati sottoposti a un trapianto di polmone hanno ricevuto il tacrolimus a una dose orale iniziale di 0,10-0,15 mg/kg/die, i pazienti che erano stati sottoposti a un trapianto di pancreas hanno ricevuto il tacrolimus a una dose orale iniziale di 0,2 mg/kg/die e i pazienti che erano stati sottoposti a un trapianto di intestino hanno ricevuto il tacrolimus a una dose orale iniziale di 0,3 mg/kg/die.

Aggiustamenti posologici in specifiche popolazioni di pazienti

Pazienti con compromissione della funzione epatica

Allo scopo di mantenere i livelli ematici di valle entro l’intervallo target raccomandato, nei pazienti con grave compromissione della funzione epatica può rendersi necessaria una riduzione della dose.

Pazienti con compromissione della funzione renale

Poiché la farmacocinetica del tacrolimus non viene influenzata dalla funzione renale, non dovrebbe essere necessario alcun aggiustamento posologico. Tuttavia, a causa del potenziale nefrotossico del tacrolimus, si raccomanda un attento monitoraggio della funzione renale (che comprenda valutazioni periodiche delle concentrazioni di creatinina sierica, il calcolo della clearance della creatinina e il monitoraggio della diuresi).

Popolazione pediatrica

In genere, per ottenere i medesimi livelli plasmatici, i pazienti pediatrici richiedono dosi da 1½ a 2 volte superiori a quelle degli adulti.

Persone anziane

I dati attualmente disponibili non suggeriscono la necessità di aggiustamenti posologici nelle persone anziane.

Conversione da ciclosporina

Si deve prestare particolare attenzione prima di trasferire i pazienti in terapia con ciclosporina alla terapia con il tacrolimus (vedere ì paragrafì 4.4 e 4.5). La terapia a base di tacrolimus deve essere iniziata soltanto dopo aver valutato le concentrazioni ematiche di ciclosporina e le condizioni cliniche del paziente. In presenza di elevati livelli ematici di ciclosporina, la somministrazione deve essere ritardata. Nella pratica, la terapia a base di tacrolimus è stata iniziata 12-24 ore dopo l’interruzione di ciclosporina. Il controllo dei livelli ematici di ciclosporina deve proseguire anche dopo il passaggio alla nuova terapia, poiché la clearance della ciclosporina può essere compromessa.

Concentrazioni ematiche di valle raccomandate

Il dosaggio deve essere principalmente basato sulla valutazione clinica del rigetto e della tollerabilità di ogni singolo paziente.

Come ausili per ottimizzare il dosaggio sono disponibili vari test immunologici, atti a determinare i livelli del tacrolimus nel sangue intero, compresa una determinazione immunoenzimatica semiautomatica a cattura di microparticelle (MEIA). Il confronto delle concentrazioni pubblicate in letteratura con quelle individuali, ottenute nella pratica clinica, deve essere valutato con attenzione e con la conoscenza dei metodi di analisi impiegati. Nella pratica clinica attuale i livelli ematici interi del tacrolimus vengono monitorati con metodi di immunodosaggio.

Durante il periodo post-trapianto i livelli ematici di valle del tacrolimus devono essere monitorati. Quando il tacrolimus viene somministrato per via orale, i livelli ematici di valle devono essere rilevati 12 ore circa dopo l’ultima somministrazione, appena prima della somministrazione successiva. La frequenza del monitoraggio deve essere basata sulle esigenze cliniche. Poiché il tacrolimus è un medicinale con una scarsa clearance, dopo eventuali aggiustamenti possono essere necessari alcuni giorni prima che siano evidenti alterazioni a livello ematico. I livelli ematici di valle devono essere monitorati circa due volte alla settimana nel corso del primo periodo post-trapianto e in seguito, durante la terapia di mantenimento, a intervalli regolari. I livelli ematici di valle del tacrolimus devono essere monitorati anche in seguito ad aggiustamenti della dose, a modifiche del regime immunosoppressivo o alla co-somministrazione di sostanze che possono alterare le concentrazioni del tacrolimus nel sangue intero (vedere ìl paragrafo 4.5).

L’analisi degli studi clinici suggerisce che la maggior parte dei pazienti può essere trattata con successo quando le concentrazioni ematiche di valle del tacrolimus vengono mantenute sotto i 20 ng/ml. Quando si interpretano le concentrazioni ematiche intere è necessario prendere in considerazione le condizioni cliniche del paziente.

Nella pratica clinica nell’immediato periodo post trapianto i livelli ematici di valle sono stati generalmente compresi nell’intervallo 5-20 ng/ml nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato e nell’intervallo 10-20 ng/ml nei pazienti sottoposti a trapianto di rene e di cuore. Successivamente, durante la terapia di mantenimento, le concentrazioni ematiche sono state generalmente comprese nell’intervallo 5-15 ng/ml nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato, rene e cuore.


04.3 ControindicazioniIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: quando non bisogna prendere Adoport?

Ipersensibilità al tacrolimus o ad altri macrolidi.

Ipersensibilità a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.


04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'usoIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Adoport? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Adoport?

Sono stati osservati errori di terapia, tra i quali la sostituzione involontaria o non intenzionale o effettuata senza supervisione delle formulazioni a rilascio immediato o prolungato di tacrolimus. Questo ha determinato l’insorgenza di gravi reazioni avverse, incluso il rigetto del trapianto, o di altri effetti indesiderati che possono essere la conseguenza di una sotto- o sovraesposizione a tacrolimus. I pazienti devono essere mantenuti in terapia con una sola formulazione di tacrolimus con il corrispondente regime posologico giornaliero; eventuali cambi della formulazione o della posologia devono essere effettuati solo sotto l’attenta supervisione di uno specialista in trapianti (vedere ì paragrafì 4.2 e 4.8).

Durante il periodo iniziale post-trapianto deve essere effettuato il monitoraggio di routine dei seguenti parametri: pressione arteriosa, ECG, controllo neurologico e oculistico, glicemia a digiuno, elettroliti (in particolare potassio), test di funzionalità epatica e renale, parametri ematologici, parametri della coagulazione e determinazioni delle proteine plasmatiche. Se si osservano variazioni clinicamente significative devono essere prese in considerazione opportune modifiche al regime immunosoppressivo.

Sostanze con potenzialità di interazione

Nel caso in cui sostanze con potenzialità di interazione (vedere paragrafo 4.5) – in particolare forti inibitori del CYP3A4 (come telaprevir, boceprevir, ritonavir, ketoconazolo, voriconazolo, itraconazolo, telitromicina, o claritromicina) o induttori del CYP3A4 (come rifampicina, rifabutina) – siano somministrati in combinazione con tacrolimus, i livelli ematici di tacrolimus devono essere monitorati per aggiustare adeguatamente il dosaggio di tacrolimus in modo da mantenere una esposizione costante a tacrolimus.

Durante la terapia con il tacrolimus l’assunzione di preparati erboristici che contengano erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) o di altri preparati erboristici deve essere evitata, a causa del rischio di interazioni che possono provocare la diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di tacrolimus e ridurre il suo effetto clinico, o un aumento delle concentrazioni ematiche di tacrolimus e rischio di tossicità di tacrolimus (vedere ìl paragrafo 4.5).

La somministrazione concomitante di ciclosporina e tacrolimus deve essere evitata ed è necessario porre particolare attenzione quando tacrolimus viene somministrato a pazienti che hanno ricevuto ciclosporina in precedenza (vedere ì paragrafì 4.2 e 4.5).

Devono essere evitati l’assunzione di elevate quantità di potassio o la somministrazione di diuretici risparmiatori di potassio (vedere paragrafo 4.5).

La combinazione di tacrolimus con alcuni medicinali noti per avere effetti nefrotossici o neurotossici può incrementare il rischio che si verifichino questi effetti (vedere paragrafo 4.5).

Vaccinazione

I medicinali immunosoppressori possono modificare la risposta alle vaccinazioni, e la vaccinazione effettuata nel corso del trattamento con tacrolimus può essere meno efficace. Deve essere evitato l’uso di vaccini vivi attenuati.

Disordini gastrointestinali

In pazienti trattati con tacrolimus è stata riportata perforazione gastrointestinale. Poiché, da un punto di vista medico, la perforazione gastrointestinale è un evento importante che può portare ad una condizione grave o può mettere in pericolo di vita, devono immediatamente essere presi in considerazione adeguati trattamenti non appena si verifichino sintomi o segni sospetti.

Dal momento che i livelli ematici di tacrolimus possono variare in maniera significativa durante episodi di diarrea, si raccomanda un monitoraggio supplementare delle concentrazioni di tacrolimus durante tali episodi.

Patologie cardiache

In rari casi sono state osservate ipertrofia ventricolare o ipertrofia del setto, riportate come cardiomiopatie. Nella maggior parte dei casi si sono dimostrate reversibili e si sono manifestate in prevalenza nei bambini con concentrazioni ematiche di valle di tacrolimus molto più elevate dei livelli massimi raccomandati. Altri fattori che si sono rivelati in grado di aumentare il rischio di queste condizioni cliniche hanno incluso malattie cardiache preesistenti, uso di corticosteroidi, ipertensione, disfunzione renale o epatica, infezioni, sovraccarico volemico ed edema. Di conseguenza i pazienti ad alto rischio, in particolare i bambini e quelli che ricevono una sostanziale immunosoppressione, devono essere monitorati con procedure quali ecocardiografia o ECG prima e dopo il trapianto (per esempio inizialmente a 3 mesi e in seguito a 9-12 mesi). In caso di anomalie, si deve prendere in considerazione la riduzione della dose di tacrolimus oppure il trasferimento a un trattamento con un altro agente immunosoppressivo. Tacrolimus può portare al prolungamento dell’intervallo QT e causare torsioni di punta. Si raccomanda cautela nell’utilizzo del medicinale nei pazienti con fattori di rischio per il prolungamento dell’intervallo QT, compresi pazienti con storia personale o familiare di prolungamento del tratto QT, insufficienza cardiaca congestizia, bradiaritmia e anomalie elettrolitiche. Deve essere usata cautela anche in pazienti con diagnosi o con sospetto di Sindrome Congenita del Prolungamento dell’Intervallo QT o prolungamento acquisito del tratto QT o pazienti che assumano contemporaneamente medicinali noti per prolungare l’intervallo QT, indurre anomalie elettrolitiche o noti per incrementare l’esposizione a tacrolimus (vedere paragrafo 4.5).

Disturbi linfoproliferativi e tumori

Ci sono state segnalazioni di pazienti trattati con tacrolimus che hanno sviluppato disturbi linfoproliferativi associati al virus di Epstein-Barr (EBV) (vedere paragrafo 4.8). I pazienti trasferiti alla terapia con tacrolimus non devono ricevere contemporaneamente nessuna terapia anti-linfocitaria. È stato riportato che i bambini molto giovani (meno di 2 anni) EBV-VCA negativi hanno manifestato un aumento del rischio di sviluppare disturbi linfoproliferativi; pertanto in questo gruppo di pazienti è necessario verificare la sierologia EBV-VCA prima di iniziare il trattamento con tacrolimus. In corso di trattamento si raccomanda uno stretto monitoraggio con EBV-PCR. Le positività EBV-PCR possono persistere per mesi e questo non è di per sé indicativo di una patologia linfoproliferativa o di linfoma.

Come con altri agenti immunosoppressori, che hanno in sé il rischio di poter causare alterazioni maligne a livello della pelle, l’esposizione al sole e ai raggi UV deve essere limitata indossando vestiti che proteggono e utilizzando uno schermo solare con un fattore ad alta protezione.

Come nel caso di altri potenti agenti immunosoppressori, non è noto il rischio di un tumore di derivazione secondaria (vedere paragrafo 4.8).

Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES)

È stato segnalato che alcuni pazienti trattati con tacrolimus hanno sviluppato sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES). Se i pazienti che assumono tacrolimus presentano sintomi indicativi di PRES,

come cefalea, stato mentale alterato, convulsioni e disturbi visivi, deve essere effettuata una procedura radiologica (come la risonanza magnetica - RMN). Se viene diagnosticata la PRES, si raccomanda un adeguato controllo della pressione sanguigna e l’interruzione immediata della terapia sistemica a base di tacrolimus. La maggior parte dei pazienti si ristabilisce completamente dopo l’adozione delle opportune contromisure.

Infezioni opportunistiche

I pazienti trattati con immunosoppressori, compreso tacrolimus, sono a rischio aumentato di infezioni opportunistiche (batteriche, fungine, virali e protozoiche). Questi disturbi includono la nefropatia associata al virus BK e la leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) associata al virus JC. Queste infezioni sono spesso correlate a un elevato carico immunosoppressivo totale e possono provocare l’insorgenza di disturbi gravi o fatali, che i medici devono tenere in considerazione nei pazienti con alterazione della funzione renale o con sintomi neurologici.

Aplasia pura dei globuli rossi

Casi di aplasia pura dei globuli rossi (Pure Red Cell Aplasia – PRCA) sono stati riportati in pazienti trattati con tacrolimus. Tutti i pazienti presentavano fattori di rischio per la PRCA quali infezioni da parvovirus B19, malattie latenti o terapie concomitanti in genere associate a PRCA.

Eccipienti

Poiché questo medicinale contiene lattosio, i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.


04.5 InterazioniIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Adoport? Quali alimenti possono interferire con Adoport?

Interazioni metaboliche

La percentuale di tacrolimus disponibile a livello sistemico viene metabolizzata dal sistema epatico del CYP3A4. Esistono inoltre prove di un metabolismo gastrointestinale da parte del CYP3A4 nelle pareti intestinali. L’uso concomitante di medicinali o di prodotti erboristici notoriamente in grado di inibire o indurre il CYP3A4 può influire sul metabolismo di tacrolimus e aumentarne o diminuirne quindi i livelli ematici. Pertanto, si raccomanda fortemente di monitorare attentamente i livelli ematici di tacrolimus, così come il prolungamento dell’intervallo QT (mediante ECG), la funzionalità renale e altri effetti indesiderati, ogni qualvolta vengano utilizzate in concomitanza sostanze in grado di alterare il metabolismo del CYP3A4 e di aggiustare la dose di tacrolimus in modo opportuno, al fine di mantenere un’esposizione simile (vedere ì paragrafì 4.2 e 4.4).

Inibitori del metabolismo

Dal punto di vista clinico le seguenti sostanze hanno dimostrato di incrementare i livelli ematici del tacrolimus:

Sono state osservate notevoli interazioni con agenti antifungini quali ketoconazolo, fluconazolo, itraconazolo e voriconazolo, l’antibiotico macrolide eritromicina, gli inibitori dell’HIV proteasi (per esempio ritonavir, nelfinavir, saquinavir), o inibitori del virus HCV proteasi (per esempio telaprevir, boceprevir). L’uso concomitante di queste sostanze può determinare la necessità di ridurre le dosi di tacrolimus nella quasi totalità dei pazienti.

Interazioni più deboli sono state riscontrate con clotrimazolo, claritromicina, josamicina, nifedipina, nicardipina, diltiazem, verapamil, amiodarone, danazolo, etinilestradiolo, omeprazolo e nefazodone e rimedi erboristici (cinesi) contenenti estratti di Schisandra sphenanthera.

In vitro le seguenti sostanze hanno dimostrato di essere potenziali inibitori del metabolismo del tacrolimus: bromocriptina, cortisone, dapsone, ergotamina, gestodene, lidocaina, mefenitoina, miconazolo, midazolam, nivaldipina, noretisterone, chinidina, tamoxifene, troleandomicina.

È stato segnalato che il succo di pompelmo provoca un aumento dei livelli ematici di tacrolimus e deve quindi essere evitato.

Lansoprazolo e ciclosporina possono potenzialmente inibire il metabolismo di tacrolimus mediato da CYP3A4 e quindi aumentare le concentrazioni di tacrolimus nel sangue intero.

Altre interazioni che possono causare l’aumento dei livelli di tacrolmus nel sangue

Tacrolimus è ampiamente legato alle proteine plasmatiche. Devono essere considerate le possibili interazioni con altri medicinali noti per la loro alta affinità con le proteine plasmatiche (per esempio anti-infiammatori non steroidei, anticoagulanti orali oppure antidiabetici orali).

Altre potenziali interazioni che possono aumentare l’esposizione sistemica a tacrolimus comprendono l’agente procinetico metoclopramide, la cimetidina e il magnesio-alluminio idrossido.

Induttori del metabolismo

Dal punto di vista clinico le seguenti sostanze hanno dimostrato di diminuire i livelli ematici di tacrolimus:

Sono state rilevate forti interazioni con rifampicina, fenitoina o erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum), le quali possono determinare la necessità di aumentare le dosi di tacrolimus nella quasi totalità dei pazienti. Interazioni clinicamente rilevanti sono state riportate anche con fenobarbital. I corticosteroidi alle dosi di mantenimento hanno dimostrato di ridurre i livelli ematici del tacrolimus.

Dosi elevate di prednisolone o di metilprednisolone, somministrati per il trattamento del rigetto acuto, possono potenzialmente aumentare o diminuire i livelli plasmatici di tacrolimus.

Carbamazepina, metamizolo e isoniazide possono potenzialmente diminuire le concentrazioni di tacrolimus. Effetti di tacrolimus sul metabolismo di altri prodotti medicinali

Tacrolimus è un noto inibitore del CYP3A4; l’uso concomitante di tacrolimus con medicinali noti per essere metabolizzati da CYP3A4 può pertanto compromettere il metabolismo di tali medicinali. L’emivita della ciclosporina viene prolungata nel caso di somministrazione concomitante con tacrolimus. Inoltre si possono verificare effetti nefrotossici sinergici/additivi. Per queste ragioni la somministrazione concomitante di ciclosporina e tacrolimus non è raccomandata e si deve prestare attenzione quando tacrolimus viene somministrato a pazienti precedentemente trattati con ciclosporina (vedere ì paragrafì 4.2 e 4.4).

È stato dimostrato che tacrolimus determina un aumento del livello ematico di fenitoina.

Poiché il trattamento con tacrolimus può ridurre la clearance dei contraccettivi a base di steroidi, provocando in tal modo un aumento dell’esposizione ormonale, si deve prestare particolare attenzione al momento di stabilire le misure anticoncezionali.

I dati disponibili relativi alle interazioni di tacrolimus con le statine sono limitati; i dati disponibili suggeriscono che la farmacocinetica delle statine non viene per la maggior parte influenzata dalla co- somministrazione di tacrolimus.

I dati provenienti dagli studi sugli animali hanno mostrato che tacrolimus può potenzialmente diminuire la clearance e aumentare l’emivita di pentobarbital e di fenazone.

Altre interazioni che hanno provocato effetti clinicamente nocivi

L’uso concomitante di tacrolimus e di medicinali noti per i loro effetti nefrotossici o neurotossici (per esempio aminoglicosidi, inibitori della girasi, vancomicina, sulfametossazolo + trimetoprim, FANS [farmaci antinfiammatori non steroidei], ganciclovir o aciclovir) può aumentare tali effetti.

Durante la co-somministrazione di amfotericina B e ibuprofene con tacrolimus è stato osservato un aumento della nefrotossicità.

Poiché il trattamento con tacrolimus può essere associato a iperkaliemia, o può determinare l’aumento di un’iperkaliemia preesistente, si deve evitare l’assunzione di potassio a dosi elevate o di diuretici risparmiatori di potassio (per esempio amiloride, triamterene o spironolattone) (vedere paragrafo 4.4).

Gli immunosoppressori possono compromettere la risposta alle vaccinazioni le quali, se effettuate in corso di trattamento con tacrolimus, possono risultare meno efficaci. Deve essere evitato l’impiego di vaccini vivi attenuati (vedere paragrafo 4.4).


04.6 Gravidanza e allattamentoIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Adoport si può prendere in gravidanza? Adoport si può prendere durante l'allattamento?

Gravidanza

I dati relativi all’uomo dimostrano che tacrolimus è in grado di attraversare la placenta. I dati limitati disponibili nelle pazienti sottoposte a trapianto d’organo non mostrano alcuna evidenza di un aumento del rischio di eventi avversi sul decorso e sull’esito della gravidanza durante il trattamento con tacrolimus rispetto a quello con altri medicinali immunosoppressivi. Sono comunque stati riportati casi di aborto spontaneo. A oggi non sono disponibili ulteriori dati epidemiologici di rilievo. A causa della necessità del trattamento, tacrolimus può essere preso in considerazione nelle donne in gravidanza quando non esiste alcuna alternativa più sicura e quando i benefici previsti giustifichino i potenziali rischi per il feto.

In caso di esposizione in utero, si raccomanda il monitoraggio del neonato per i potenziali effetti avversi di tacrolimus (in particolare quelli a carico dei reni). Esiste un rischio di parto prematuro (<37a settimana), come anche di iperkaliemia neonatale, la quale comunque si normalizza spontaneamente.

Nei ratti e nei conigli, a dosi che avevano dimostrato tossicità materna (vedere ìl paragrafo 5.3), tacrolimus ha causato tossicità embrio-fetale.

Allattamento

I dati relativi all’uomo indicano che tacrolimus viene escreto nel latte materno. Poiché non si possono escludere effetti dannosi sul neonato, le madri in terapia con tacrolimus non devono allattare al seno.

Fertilità

E’ stato osservato nei ratti un effetto negativo di tacrolimus sulla fertilità maschile, sotto forma di riduzione della conta spermatica e della motilità (vedere paragrafo 5.3).


04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchineIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Posso guidare se sto prendendo Adoport? Posso fare lavori che richiedono attenzione se sto in terapia con Adoport?

Tacrolimus può causare disturbi visivi e neurologici. Questi effetti possono essere accentuati dall’assunzione concomitante di tacrolimus con bevande alcoliche.


04.8 Effetti indesideratiIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quali sono gli effetti collaterali di Adoport? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Adoport?

Il profilo delle reazioni avverse associate all’impiego di agenti immunosoppressori è spesso difficile da stabilire, a causa della patologia di base e dell’uso concomitante di molteplici medicinali.

Molte delle reazioni avverse al medicinale riportate di seguito sono reversibili e/o rispondono a una riduzione della dose. Rispetto all’uso per via endovenosa, la somministrazione orale sembra essere associata a una minore incidenza di effetti indesiderati. Le reazioni avverse al medicinale sono riportate di seguito, in

ordine decrescente di frequenza: molto comune (≥1/10), comune ( ≥1/100, <1/10), non comune ( ≥1/1000,

<1/100); raro ( ≥1/10.000, <1/1000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni e infestazioni

Come per altri potenti agenti immunosoppressivi, i pazienti in trattamento con tacrolimus presentano spesso un rischio maggiore di infezioni (virali, batteriche, fungine, protozoiche). Il decorso di eventuali malattie infettive preesistenti può risultare aggravato. Le infezioni possono verificarsi sia in forma generalizzata sia in forma localizzata.

Nei pazienti trattati con immunosoppressori, compreso tacrolimus, sono stati segnalati casi di nefropatia associata al virus BK e di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) associata al virus JC.

Tumori benigni, maligni e non specificati (polipi e cisti compresi)

I pazienti trattati con terapie immunosoppressive sono a maggior rischio di sviluppare neoplasie maligne. In associazione al trattamento con tacrolimus sono stati segnalati tumori benigni e maligni, compresi patologie linfoproliferative associate a infezioni da EBV e tumori cutanei.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Comune: anemia, leucopenia, trombocitopenia, leucocitosi, anomalie nelle analisi dei globuli rossi

Non comune: coagulopatie, anomalie nelle analisi di coagulazione e sanguinamento, pancitopenia, neutropenia

Raro: porpora trombotica trombocitopenica, ipoprotrombinemia

Non nota: aplasia pura dei globuli rossi, agranulocitosi, anemia emolitica.

Disturbi del sistema immunitario

Nei pazienti in terapia con tacrolimus sono state osservate reazioni allergiche e anafilattoidi (vedere ìl paragrafo 4.4).

Patologie endocrine

Raro: irsutismo.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto comune: condizioni iperglicemiche, diabete mellito, iperkaliemia

Comune: ipomagnesemia, ipofosfatemia, ipokaliemia, ipocalcemia, iponatriemia, sovraccarico di fluidi, iperuricemia, diminuzione dell’appetito, , acidosi metabolica, iperlipidemia, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, altre alterazioni degli elettroliti

Non comune: disidratazione, ipoproteinemia, iperfosfatemia, ipoglicemia.

Disturbi psichiatrici

Molto comune: insonnia

Comune: ansia, confusione e disorientamento, depressione, umore depresso, alterazioni e disturbi dell’umore, incubi, allucinazioni, disturbi mentali

Non comune: disturbi psicotici.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: tremore, cefalea

Comune: convulsioni, alterazioni dello stato di coscienza, parestesia e disestesia, neuropatie periferiche, capogiri, compromissione della capacità di scrivere, disturbi del sistema nervoso

Non comune: coma, emorragie nel sistema nervoso centrale e accidenti cerebrovascolari, paralisi e paresi, encefalopatia, alterazioni del linguaggio e dell’espressione, amnesia

Raro: ipertonia

Molto raro: miastenia.

Patologie dell’occhio

Comune: visione offuscata, fotofobia, disturbi dell’occhio

Non comune: cataratta

Raro: cecità.

Patologie dell’orecchio e del labirinto Comune: tinnito

Non comune: ipoacusia

Raro: sordità neurosensoriale

Molto raro: compromissione dell’udito.

Patologie cardiache

Comune: ischemia dell’arteria coronaria, tachicardia

Non comune: aritmie ventricolari e arresto cardiaco, insufficienza cardiaca, cardiomiopatie, ipertrofia ventricolare, aritmie sopraventricolari, palpitazioni

Raro: versamento pericardico

Molto raro: Torsioni di Punta.

Patologie vascolari

Molto comune: ipertensione

Comune: emorragia, eventi tromboembolici e ischemici, disturbi vascolari periferici, disturbi ipotensivi vascolari

Non comune: infarto, trombosi venosa profonda dell’arto, shock.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: dispnea, disturbi del parenchima polmonare, versamento pleurico, faringite, tosse, congestione nasale e infiammazioni

Non comune: insufficienza respiratoria, disturbi delle vie respiratorie, asma Raro: sindrome da sofferenza respiratoria acuta.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: diarrea, nausea

Comune: infiammazioni del tratto gastrointestinale, ulcerazione e perforazione del tratto gastrointestinale, emorragie gastrointestinali, stomatite e ulcerazione, ascite, vomito, dolori gastrointestinali e addominali, segni e sintomi di dispepsia, costipazione, flatulenza, gonfiore e distensione, feci molli, segni e sintomi gastrointestinali

Non comune: ileo paralitico, pancreatite acuta e cronica, malattia da reflusso gastroesofageo, compromissione dello svuotamento gastrico

Raro: subileo, pseudocisti pancreatica.

Patologie epatobiliari

Comune: colestasi e ittero, danno epatocellulare ed epatite, colangite Raro: trombosi dell’arteria epatica, malattia veno-occlusiva epatica Molto raro: insufficienza epatica, stenosi del condotto biliare.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: prurito, eruzione cutanea, alopecia, acne, aumento della sudorazione Non comune: dermatite, fotosensibilità

Raro: necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell)

Molto raro: sindrome di Stevens-Johnson.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: artralgia, spasmi muscolari, dolore agli arti, dolore alla schiena Non comune: disturbi delle articolazioni.

Raro: diminuzione della mobilità

Patologie renali e urinarie

Molto comune: compromissione renale

Comune: insufficienza renale, insufficienza renale acuta, oliguria, necrosi tubulo-renale, nefropatia tossica, alterazioni urinarie, sintomi uretrali e vescicali

Non comune: anuria, sindrome emolitico-uremica Molto raro: nefropatia, cistite emorragica.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Non comune: dismenorrea e sanguinamento uterino.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: astenia, disturbi febbrili, edema, dolore e sensazione di fastidioalterazione della percezione della temperatura corporea

Non comune: insufficienza multiorgano, malattia simil-influenzale, intolleranza alla temperatura, sensazione di oppressione toracica, sensazione di irrequietezza, sensazione di anormalità,

Raro: sete, svenimento, costrizione toracica, ulcera

Molto raro: aumento del tessuto adiposo.

Esami diagnostici

Comune: anomalie degli enzimi epatici e della funzione epatica, aumento della fosfatasi alcalina plasmatica, aumento del peso

Non comune: aumento dell’amilasi, anomalie negli esami con ECG, anomalie negli esami del ritmo e della frequenza cardiaca, aumento del peso, aumento della lattato deidrogenasi ematica

Molto raro: anomalie nell’ecocardiogramma, QT prolungato nell’elettrocardiogramma.

Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Comune: disfunzione da trapianto primario.

Sono stati osservati errori nelle cure mediche, tra i quali la sostituzione accidentale, involontaria o effettuata senza supervisione delle formulazioni a rilascio immediato o prolungato del tacrolimus. Sono stati segnalati alcuni casi associati di rigetto del trapianto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.


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04.9 SovradosaggioIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Adoport? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Adoport?

L’esperienza nel sovradosaggio è limitata. Sono stati segnalati diversi casi di sovradosaggio accidentale, la cui sintomatologia includeva: tremore, cefalea, nausea e vomito, infezioni, orticaria, letargia, incremento dei livelli ematici di azoto ureico e aumento delle concentrazioni sieriche di creatinina, nonché incremento dei livelli di alanina-aminotransferasi.

Non è disponibile alcun antidoto specifico per il tacrolimus. In caso di sovradosaggio si deve intervenire con misure generali di supporto e con il trattamento sintomatico.

In considerazione dell’elevato peso molecolare, della scarsa solubilità in acqua e dell’elevato legame agli eritrociti e alle proteine plasmatiche, si prevede che il tacrolimus non sia dializzabile. In singoli pazienti con elevati livelli plasmatici l’emofiltrazione o la diafiltrazione sono state efficaci nel ridurre le concentrazioni

tossiche. In caso di intossicazione orale possono essere indicati la lavanda gastrica e/o l’uso di adsorbenti (come il carbone attivo), se usati immediatamente dopo l’ingestione.


05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamicheIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: A che categoria farmacologica appartiene Adoport? qual è il meccanismo di azione di Adoport?

Categoria farmacoterapeutica: inibitori della calcineurina, Codice ATC: L04AD02

Meccanismo d’azione ed effetti farmacodinamici

A livello molecolare gli effetti del tacrolimus sembrano essere mediati dal legame a una proteina citosolica (FKBP12), che è responsabile dell’accumulo intracellulare del composto. Il complesso FKBP12-tacrolimus si lega specificamente e competitivamente alla calcineurina e ne provoca l’inibizione, il che a sua volta produce un’inibizione calcio-dipendente delle vie di trasduzione del segnale alle cellule T, impedendo in tal modo la trascrizione di un gruppo discreto di geni linfochine.

Il tacrolimus è un agente immunosoppressivo molto potente, la cui attività è stata dimostrata mediante esperimenti sia in vitro sia in vivo.

In particolare, il tacrolimus inibisce la formazione di linfociti citotossici, che sono i principali responsabili del rigetto del trapianto. Il tacrolimus inibisce l’attivazione dei linfociti T e la proliferazione dei linfociti B dipendenti dai T-helper, come pure la produzione di linfochine (come interleuchina-2, interleuchina-3 e γ- interferone), nonché l’espressione del recettore dell’interleuchina-2.

Risultati tratti da dati pubblicati relativi ad altri trapianti di organi primari

Il tacrolimus è ormai considerato un trattamento consolidato quale medicinale immunosoppressivo primario in seguito a trapianto di pancreas, polmone e intestino. In studi prospettici pubblicati il tacrolimus è stato studiato quale immunosoppressivo primario in circa 175, 475 e 630 pazienti sottoposti rispettivamente a trapianto di polmone, di pancreas e di intestino. Nel complesso in questi studi pubblicati il profilo di sicurezza del tacrolimus è apparso simile a quello riportato negli studi più ampi, dove il tacrolimus era stato studiato quale trattamento immunosoppressivo primario nel trapianto di fegato, rene e cuore. Di seguito vengono riassunti i risultati di efficacia degli studi più ampi per ciascuna indicazione.

Trapianto di polmone

L’analisi ad interim di un recente studio multicentrico ha valutato 110 pazienti assegnati a gruppi di trattamento con il tacrolimus o con la ciclosporina con randomizzazione 1:1. All’inizio il tacrolimus è stato somministrato per infusione endovenosa continua a una dose compresa tra 0,01 e 0,03 mg/kg/die, mentre la terapia orale del tacrolimus è stata somministrata a una dose compresa tra 0,05 e 0,3 mg/kg/die. Entro il primo anno dal trapianto è stata rilevata un’incidenza inferiore di episodi di rigetto acuto nei pazienti trattati con il tacrolimus rispetto a quelli trattati con la ciclosporina (11,5% vs. 22,6%) e una più bassa incidenza di rigetto cronico, la sindrome da bronchiolite obliterante (2,86% vs. 8,57%). La sopravvivenza a un anno è risultata essere dell’80,8% nel gruppo del tacrolimus e dell’83% nel gruppo della ciclosporina (Treede et al., 3rd ICI San Diego, US, 2004; Abstract 22).

Un altro studio randomizzato ha incluso 66 pazienti trattati con il tacrolimus e 67 pazienti trattati con la ciclosporina. Il tacrolimus è stato somministrato all’inizio come infusione endovenosa continua a una dose di 0,025 mg/kg/die, mentre la terapia orale è stata somministrata a una dose di 0,15 mg/kg/die, con successivi aggiustamenti di dose verso livelli ematici di valle target compresi tra 10 e 20 ng/ml. La sopravvivenza a un anno è risultata pari all’83% nel gruppo del tacrolimus e al 71% nel gruppo della ciclosporina, quella a 2 anni rispettivamente al 76% e al 66%. Gli episodi di rigetto acuto per 100 giorni-paziente sono risultati numericamente inferiori nel gruppo del tacrolimus (0,85 episodi) rispetto al gruppo della ciclosporina (1,09 episodi). La bronchiolite obliterante si è manifestata nel 21,7% dei pazienti trattati con il tacrolimus rispetto al 38,0% dei pazienti trattati con la ciclosporina (p=0,025). Un numero significativamente maggiore di

pazienti trattati con la ciclosporina (n=13) ha richiesto un trasferimento di terapia verso il tacrolimus rispetto a quelli trattati con il tacrolimus verso la ciclosporina (n=2) (p=0,02) (Keenan et al., Ann Thoracic Surg 1995;60:580).

In un ulteriore studio che ha coinvolto due centri, 26 pazienti sono stati randomizzati al trattamento con il tacrolimus e 24 al trattamento con la ciclosporina. Il tacrolimus è stato somministrato all’inizio come infusione endovenosa continua a una dose pari a 0,05 mg/kg/die, mentre la terapia orale è stata somministrata a una dose compresa tra 0,1 e 0,3 mg/kg/die, con successivi aggiustamenti di dose verso livelli ematici di valle target compresi tra 12 e 15 ng/ml. La sopravvivenza a un anno è risultata pari al 73,1% nel gruppo trattato con il tacrolimus versus il 79,2% nel gruppo trattato con la ciclosporina. L’assenza di rigetto acuto è risultata più elevata nel gruppo del tacrolimus a 6 mesi (57,7% versus 45,8%) e a un anno in seguito a trapianto di polmone (50% versus 33,3%) (Treede et al., J Heart Lung Transplant 2001;20:511).

I tre studi hanno dimostrato un tasso di sopravvivenza simile. L’incidenza di rigetto acuto è risultata numericamente inferiore con il tacrolimus in tutti e tre gli studi, uno dei quali ha evidenziato un’incidenza significativamente inferiore di sindrome da bronchiolite obliterante con il tacrolimus.

Trapianto di pancreas

Uno studio multicentrico ha incluso 205 pazienti sottoposti a trapianto simultaneo di pancreas e rene, randomizzati al gruppo di trattamento con il tacrolimus (n=103) o con la ciclosporina (n=102). La dose orale iniziale da protocollo del tacrolimus era pari a 0,2 mg/kg/die, con successivi aggiustamenti di dose verso livelli ematici di valle target compresi tra 8 e 15 ng/ml entro il Giorno 5 e tra 5 e 10 ng/ml dopo il Mese 6. La sopravvivenza a 1 anno dopo il trapianto del pancreas è stata significativamente maggiore con il tacrolimus: 91,3% versus 74,5% con la ciclosporina (p < 0,0005), mentre la sopravvivenza dopo il trapianto di rene è risultata simile in entrambi i gruppi. In totale, 34 pazienti hanno cambiato terapia passando dal trattamento con la ciclosporina a quello con il tacrolimus, mentre solo 6 pazienti del gruppo del tacrolimus hanno richiesto una terapia alternativa (Bechstein et al., Transplantation 2004;77:1221).

Trapianto di intestino

Le esperienze cliniche pubblicate, provenienti da un unico centro, sull’uso del tacrolimus per il trattamento primario in seguito a trapianto di intestino hanno dimostrato che il tasso di sopravvivenza attuariale di 155 pazienti (65 solo intestino, 75 fegato e intestino e 25 multiviscerale) sottoposti a terapia con il tacrolimus e il prednisone è stato del 75% a 1 anno, del 54% a 5 anni, e del 42% a 10 anni. Nei primi anni la dose orale iniziale del tacrolimus era pari a 0,3 mg/kg/die. I risultati sono migliorati continuamente con l’aumentare dell’esperienza clinica nel corso di 11 anni.

I fattori che hanno contribuito a migliorare i risultati in questa indicazione nel corso del tempo sono considerati essere una serie di innovazioni, quali le tecniche di rilevamento precoce delle infezioni da virus di Epstein-Barr (EBV) e CMV, l’aumento del midollo osseo, l’uso aggiuntivo di daclizumab, antagonista dell’interleuchina-2, dosi iniziali più basse del tacrolimus, con livelli di valle target compresi tra 10 e 15 ng/ml, e più recentemente l’irradiazione del trapianto (Abu-Elmagd et al., Ann Surg 2001;234:404).


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05.2 Proprietà farmacocineticheIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: In quanto tempo viene assorbito dall'organismo Adoport? Per quanto tempo rimane nell'organismo Adoport? In quanto tempo Adoport viene eliminato dall'organismo?

Assorbimento

Nell’uomo il tacrolimus ha dimostrato di poter essere assorbito attraverso tutto il tratto gastrointestinale. Dopo la somministrazione orale di tacrolimus capsule le concentrazioni plasmatiche di picco (Cmax) del tacrolimus vengono raggiunte in circa 1-3 ore. In alcuni pazienti il tacrolimus sembra essere assorbito in modo continuo nel corso di un periodo di tempo prolungato, dando origine in tal modo a un profilo di assorbimento relativamente piatto. La biodisponibilità orale media del tacrolimus è compresa tra il 20 e il 25%.

In seguito a somministrazione orale (0,30 mg/kg/die) a pazienti sottoposti a trapianto di fegato, nella maggior parte dei pazienti le concentrazioni del tacrolimus allo stato stazionario sono state raggiunte entro 3 giorni.

Nei soggetti sani tacrolimus 0,5 mg, tacrolimus 1 mg e tacrolimus 5 mg capsule rigide hanno dimostrato di essere bioequivalenti, quando somministrati a dosi equivalenti.

La velocità e l’entità di assorbimento del tacrolimus sono maggiori in condizioni di digiuno. La presenza di cibo riduce sia la velocità sia il grado di assorbimento del tacrolimus e l’effetto è più pronunciato dopo un pasto a elevato contenuto di grassi. L’effetto di un pasto a elevato contenuto di carboidrati è meno pronunciato.

Nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato e ormai stabili, la biodisponibilità orale del tacrolimus è risultata ridotta quando il medicinale è stato somministrato dopo un pasto a moderato contenuto di grassi (34% delle calorie). Sono risultati evidenti una diminuzione dell’AUC (27%) e della Cmax (50%) e un aumento del tmax (173%) nel sangue intero.

In uno studio condotto su pazienti sottoposti a trapianto renale e ormai stabili che avevano ricevuto il tacrolimus immediatamente dopo una colazione continentale standard, l’effetto sulla biodisponibilità orale è risultato meno pronunciato. Sono risultati evidenti una diminuzione dell’AUC (dal 2 al 12%) e della Cmax (dal 15 al 38%) e un aumento del tmax (dal 38 all’80%) nel sangue intero.

Il flusso biliare non influenza l’assorbimento del tacrolimus.

Esiste una forte correlazione tra l’AUC e livelli di valle del sangue intero allo stato stazionario. Il monitoraggio dei livelli di valle del sangue intero fornisce pertanto una buona stima dell’esposizione sistemica.

Distribuzione ed eliminazione

In seguito a infusione endovenosa, la distribuzione del tacrolimus nell’uomo può essere descritta come bifasica.

Nella circolazione sistemica il tacrolimus si lega saldamente agli eritrociti, determinando un rapporto di distribuzione delle concentrazioni di sangue intero/plasma pari a circa 20:1. Nel plasma il tacrolimus si lega altamente (>98,8%) alle proteine plasmatiche, principalmente all’albumina sierica e all’α-1-glicoproteina acida.

Il tacrolimus è ampiamente distribuito nell’organismo. Il volume di distribuzione allo stato stazionario, sulla base delle concentrazioni plasmatiche, è di circa 1300 l (soggetti sani). I dati corrispondenti, basati sul sangue intero, sono in media pari a 47,6 l.

Il tacrolimus è una sostanza a bassa clearance. Nei soggetti sani la clearance corporea totale media (TBC), stimata sulla base delle concentrazioni nel sangue intero, è risultata di 2,25 l/ora. Nei pazienti adulti sottoposti a trapianto di fegato, rene e cuore, sono stati osservati rispettivamente valori di 4,1 l/ora, 6,7 l/ora e 3,9 l/ora. I pazienti pediatrici sottoposti a trapianto di fegato presentano una TBC approssimativamente doppia rispetto ai pazienti adulti sottoposti al trapianto dello stesso organo. Si ritiene che i responsabili dei maggiori tassi di clearance osservati dopo il trapianto siano fattori quali l’ematocrito basso e i bassi livelli di proteine, che determinano un incremento della frazione non legata del tacrolimus, oppure l’incremento del metabolismo indotto dai corticosteroidi.

L’emivita del tacrolimus è prolungata e variabile. Nei soggetti sani l’emivita media nel sangue intero è di circa 43 ore. Nei pazienti adulti e pediatrici sottoposti a trapianto di fegato l’emivita è in media rispettivamente di 11,7 e 12,4 ore, rispetto alle 15,6 ore nei pazienti adulti sottoposti a trapianto di rene. L’aumento dei tassi di clearance contribuisce alla più breve emivita osservata nei pazienti sottoposti a trapianto.

Metabolismo e biotrasformazione

Il tacrolimus viene ampiamente metabolizzato dal fegato, principalmente dal citocromo P450-3A4. Il tacrolimus viene anche metabolizzato in maniera considerevole nelle pareti intestinali. Ci sono numerosi

metaboliti identificati, solo uno dei quali si è dimostrato avere in vitro un’attività immunosoppressiva simile a quella del tacrolimus. Gli altri metaboliti hanno un’attività immunosoppressiva debole o nulla. Nella circolazione sistemica solo uno dei metaboliti inattivi è presente a basse concentrazioni. I metaboliti non contribuiscono pertanto all’attività farmacologica del tacrolimus.

Eliminazione

In seguito a somministrazione endovenosa e orale del tacrolimus radiomarcato 14C, la maggior parte della radioattività viene eliminata nelle feci. Circa il 2% della radioattività viene eliminata nelle urine. Meno dell’1% del tacrolimus è stato identificato in forma immodificata nelle urine e nelle feci, a riprova della sua completa metabolizzazione prima dell’eliminazione: la via principale di eliminazione risulta essere la bile.


05.3 Dati preclinici di sicurezzaIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Adoport è sicuro e ben tollerato dall'organismo?

I reni e il pancreas sono stati gli organi primari coinvolti negli studi di tossicità effettuati nel ratto e nel babbuino. Nel ratto il tacrolimus ha provocato effetti tossici a carico del sistema nervoso e degli occhi. Nel coniglio, in seguito alla somministrazione per via endovenosa del tacrolimus, sono stati osservati effetti cardiotossici reversibili.

In alcune specie animali, in seguito a somministrazione per via endovenosa di tacrolimus come infusione rapida alla dose da 0,1 a 1,0 mg/kg, è stato osservato prolungamento dell’intervallo QT. Il picco di concentrazione plasmatica raggiunto con questi dosaggi era superiore a 150 ng/mL, oltre 6 volte superiore al picco medio di concentrazione osservato con tacrolimus durante i trapianti clinici.

Nei ratti e nei conigli è stata osservata tossicità embrio-fetale, limitata a dosi che causavano tossicità significativa nelle madri. A dosaggi tossici la funzione riproduttiva femminile dei ratti, incluso il parto, è risultata compromessa e la prole ha mostrato una riduzione del peso alla nascita, della vitalità e della crescita. Nei ratti è stato osservato un effetto negativo del tacrolimus sulla fertilità maschile, nella forma di una riduzione della conta e della motilità spermatica.


06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 EccipientiIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quali eccipienti contiene Adoport? Adoport contiene lattosio o glutine?

Contenuto della capsula Ipromellosa (E464) Lattosio monoidrato

Croscarmellosa sodica (E468) Magnesio stearato (E572)

Capsula di gelatina rigida

ADOPORT 0,5 mg

Gelatina

Titanio diossido (E171) Sodio laurilsolfato Sorbitan laurato

Ossido di ferro giallo (E172)

ADOPORT 0,75 mg

Gelatina

Titanio diossido (E171) Ossido di ferro giallo (E172) FD&C Blu 1 (E133)

Gommalacca (E904) Propilene glicole (E1520) Idrossido di potassio (E525)

Ossido di ferro nero (E172)

ADOPORT 1 mg

Gelatina

Titanio diossido (E171) Sodio laurilsolfato Sorbitan laurato

Ossido di ferro giallo (E172) Ossido di ferro rosso (E172) Ossido di ferro nero (E172)

ADOPORT 2 mg

Gelatina

Titanio diossido (E171) Ossido di ferro giallo (E172) Ossido di ferro rosso (E172) FD&C Blu 1 (E133)

Gommalacca (E904) Propilene glicole (E1520) Idrossido di potassio (E525) Ossido di ferro nero (E172)

ADOPORT 5 mg

Gelatina

Titanio diossido (E171) Sodio laurilsolfato Sorbitan laurato

Ossido di ferro rosso (E 172)


Pubblicità

06.2 IncompatibilitàIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Adoport può essere mischiato ad altri farmaci?

Il tacrolimus non è compatibile con il PVC. Le sonde, le siringhe e gli altri dispositivi utilizzati per preparare o somministrare una sospensione del contenuto di ADOPORT capsule non devono contenere PVC.


06.3 Periodo di validitàIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Per quanto tempo posso conservare Adoport?

2 anni

Dopo l’apertura della bustina: 12 mesi. Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.


06.4 Speciali precauzioni per la conservazioneIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Adoport va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Adoport entro quanto tempo va consumato?

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.


06.5 Natura e contenuto della confezioneIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: In quale tipo di contenitore viene venduto Adoport?

Blister in PVC/PE/PVdC/Alluminio contenuti in una bustina di alluminio con essiccante. Confezioni contenenti 7, 10, 14, 20, 28, 30, 50, 60, 90 e 100 capsule rigide.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.


06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazioneIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Come si usa Adoport? Dopo averlo aperto, come conservo Adoport? Come va smaltito Adoport correttamente?

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.


07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIOIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quale casa farmaceutica produce Adoport?

Sandoz Spa

Largo U Boccioni 1 21040 Origgio (VA) Italia


08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIOIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Con quali numeri AIFA ha autorizzato l'immissione in commercio di Adoport?

AIC n. 041180011 - “0,5 mg capsule rigide” 7 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180023 - “0,5 mg capsule rigide” 10 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180035 - “0,5 mg capsule rigide” 14 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180047 - “0,5 mg capsule rigide” 20 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180050 - “0,5 mg capsule rigide” 28 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180062 - “0,5 mg capsule rigide” 30 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180074 - “0,5 mg capsule rigide” 50 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180086 - “0,5 mg capsule rigide” 60 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180098 - “0,5 mg capsule rigide” 90 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180100 - “0,5 mg capsule rigide” 100 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180112 - “1 mg capsule rigide” 7 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180124 - “1 mg capsule rigide” 10 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180136 - “1 mg capsule rigide” 14 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180148 - “1 mg capsule rigide” 20 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180151 - “1 mg capsule rigide” 28 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180163 - “1 mg capsule rigide” 30 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180175 - “1 mg capsule rigide” 50 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180187 - “1 mg capsule rigide” 60 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180199 - “1 mg capsule rigide” 90 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180201 - “1 mg capsule rigide” 100 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180213 - “5 mg capsule rigide” 7 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180225 - “5 mg capsule rigide” 10 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180237 - “5 mg capsule rigide” 14 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180249 - “5 mg capsule rigide” 20 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180252 - “5 mg capsule rigide” 28 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180264 - “5 mg capsule rigide” 30 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180276 - “5 mg capsule rigide” 50 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180288 - “5 mg capsule rigide” 60 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180290 - “5 mg capsule rigide” 90 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180302 - “5 mg capsule rigide” 100 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180314 - “0,75 mg capsule rigide” 7 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180326 - “0,75 mg capsule rigide” 10 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180338 - “0,75 mg capsule rigide” 14 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180340 - “0,75 mg capsule rigide” 20 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180353 - “0,75 mg capsule rigide” 28 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180365 - “0,75 mg capsule rigide” 30 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180377 - “0,75 mg capsule rigide” 50 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180389 - “0,75 mg capsule rigide” 60 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180391 - “0,75 mg capsule rigide” 90 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al

AIC n. 041180403 - “0,75 mg capsule rigide” 100 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180415 - “2 mg capsule rigide” 7 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al

AIC n. 041180427 - “2 mg capsule rigide” 10 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180439 - “2 mg capsule rigide” 14 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180441 - “2 mg capsule rigide” 20 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al

AIC n. 041180454 - “2 mg capsule rigide” 28 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180466 - “2 mg capsule rigide” 30 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180478 - “2 mg capsule rigide” 50 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180480 - “2 mg capsule rigide” 60 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180492 - “2 mg capsule rigide” 90 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al AIC n. 041180504 - “2 mg capsule rigide” 100 capsule in blister PVC/PE/PVDC/Al


09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONEIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quando ` stato messo in commercio per la prima volta Adoport? Quando è stata rinnovata l'autorizzazione al commercio di Adoport?

10/08/2012


10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTOIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quando è stato rivisto e corretto da AIFA il testo di questa scheda tecnica di Adoport?

Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 12/10/2017


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)Indice

 

 

Foglio illustrativo: informazioni per il paziente


ADOPORT 0,5 mg capsule rigide (medicinale equivalente) ADOPORT 0,75 mg capsule rigide

ADOPORT 1 mg capsule rigide (medicinale equivalente) ADOPORT 2 mg capsule rigide

ADOPORT 5 mg capsule rigide (medicinale equivalente)


Tacrolimus


Legga attentamente questo foglio prima di prendere questo medicinale perché contiene importanti informazioni per lei.

  • Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo.
  • Se ha qualsiasi dubbio, si rivolga al medico o al farmacista.
  • Questo medicinale è stato prescritto soltanto per lei. Non lo dia ad altre persone, anche se i sintomi della malattia sono uguali ai suoi, perché potrebbe essere pericoloso.
  • Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si

rivolga al medico o al farmacista. Vedere paragrafo 4.

Legga attentamente questo foglio prima di prendere questo medicinale perché contiene importanti informazioni per lei.

  • Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo.
  • Se ha qualsiasi dubbio, si rivolga al medico o al farmacista.
  • Questo medicinale è stato prescritto soltanto per lei. Non lo dia ad altre persone, anche se i sintomi della malattia sono uguali ai suoi, perché potrebbe essere pericoloso.
  • Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si

rivolga al medico o al farmacista. Vedere paragrafo 4.


Contenuto di questo foglio:

  1. Che cos’è ADOPORT e a cosa serve
  2. Cosa deve sapere prima di prendere ADOPORT
  3. Come prendere ADOPORT
  4. Possibili effetti indesiderati
  5. Come conservare ADOPORT
  6. Contenuto della confezione e altre informazioni


  1. Che cos’è ADOPORT e a cosa serve


    ADOPORT appartiene a un gruppo di medicinali chiamati immunosoppressori.


    Dopo un trapianto di organo (per esempio di fegato, rene o cuore) il suo sistema immunitario tenterà di rigettare il nuovo organo. ADOPORT viene utilizzato per controllare la risposta immunitaria del suo organismo, consentendo a quest’ultimo di accettare l’organo trapiantato.

    ADOPORT viene spesso usato in combinazione con altri medicinali, volti anch’essi a sopprimere il sistema immunitario.


    Può ricevere ADOPORT anche per un rigetto in atto di fegato, rene, cuore o di un altro organo trapiantato, oppure se un eventuale trattamento precedente non è stato in grado di controllare la risposta immunitaria dopo il trapianto.

  2. Cosa deve sapere prima di prendere ADOPORT Non prenda ADOPORT

    • Se è allergico a tacrolimus o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al

      paragrafo 6).

    • Se è allergico (ipersensibile) a un qualsiasi antibiotico appartenente al sottogruppo degli antibiotici macrolidi (per esempio eritromicina, claritromicina, josamicina).


      Avvertenze e precauzioni

      Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere ADOPORT.


    • Lei dovrà assumere ADOPORT ogni giorno per tutto il periodo in cui ha bisogno di immunosoppressione per evitare il rigetto dell’organo trapiantato. Si deve tenere regolarmente in contatto con il medico.


    1/1

    • In corso di terapia con ADOPORT il medico può decidere di prescriverle periodicamente una serie di analisi (incluse quelle di sangue, urine, funzionalità cardiaca e test oculistici e neurologici). Si tratta di una pratica piuttosto consueta, che permette al medico di stabilire la dose di ADOPORT più adatta al suo caso.
    • Eviti di assumere qualsiasi prodotto di erboristeria, per esempio l’erba di S. Giovanni (Hypericum

      perforatum) o qualsiasi altro prodotto a base di erbe, poiché questi possono compromettere l’efficacia di ADOPORT e influenzarne la dose. Se ha dubbi, consulti il medico prima di assumere qualsiasi prodotto o rimedio a base di erbe.

    • Se presenta disturbi al fegato o se ha sofferto di una malattia che può aver danneggiato il fegato, lo dica

      al medico perché questo può influire sulla dose di ADOPORT che deve assumere.

    • Se ha forti dolori addominali accompagnati o meno da altri sintomi, quali brividi, febbre, nausea e vomito.
    • Se presenta diarrea per più di un giorno, lo riferisca al medico, perché può essere necessario aggiustare

      la dose di ADOPORT.

    • Se ha un’alterazione dell’attività elettrica del cuore, denominata "prolungamento dell’intervallo QT".
    • Limiti l’esposizione alla luce del sole e ai raggi UV mentre è in terapia con ADOPORT, indossando indumenti che la proteggono e usando una crema solare a elevato fattore di protezione. Tutto ciò a causa del potenziale rischio di alterazioni cutanee maligne conseguente alla terapia immunosoppressiva.
    • Se ha bisogno di una qualsiasi vaccinazione, informi prima il medico, il quale la consiglierà sul da farsi.
    • E’ stato riportato che pazienti trattati con ADOPORT presentano un rischio aumentato di sviluppare disordini linfoproliferativi (vedere paragrafo 4). Chieda al medico informazioni specifiche relative a questi disordini.


      Altri medicinali e ADOPORT

      Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, compresi quelli senza prescrizione medica e i rimedi a base di erbe.


      ADOPORT non deve essere assunto in concomitanza con la ciclosporina.


      I livelli ematici di ADOPORT possono essere influenzati da altri medicinali e i livelli ematici di altri medicinali possono a loro volta essere influenzati da ADOPORT: in questi casi può essere necessario interrompere, aumentare o diminuire la dose di ADOPORT.


      In particolare, deve far presente al medico se assume o ha recentemente fatto uso di medicinali contenenti principi attivi quali:

    • medicinali antifungini e antibiotici, in particolare i cosiddetti antibiotici macrolidi, usati per trattare le

      infezioni, per esempio ketoconazolo, fluconazolo, itraconazolo, voriconazolo, clotrimazolo, eritromicina, claritromicina, josamicina e rifampicina

    • inibitori dell’HIV proteasi (per esempio ritonavir, nelfinavir, saquinavir), usati per trattare le infezioni da

      HIV

    • inibitori dell’HCV proteasi (per esempio telaprevir, broceprevir), usati per trattare le infezioni da epatite C
    • medicinali per l’ulcera gastrica o per il reflusso acido (per esempio omeprazolo, lansoprazolo o

      cimetidina)

    • medicinali antiemetici, usati per curare la nausea e il vomito (per esempio metoclopramide)
    • magnesio-alluminio-idrossido (antiacido), usato per trattare la pirosi gastrica
    • trattamenti ormonali con etinilestradiolo (per esempio la pillola contraccettiva) o danazolo
    • medicinali usati per il trattamento della pressione alta o dei disturbi cardiaci, quali nifedipina, nicardipina, diltiazem e verapamil
    • medicinali antiaritmici (amiodarone) usati per controllare l’aritmia (battito irregolare del cuore)
    • medicinali noti come "statine", utilizzati per il trattamento dei livelli elevati di colesterolo e di trigliceridi
    • i medicinali anti-epilettici fenitoina o fenobarbital
    • i corticosteroidi prednisolone e metilprednisolone
    • il medicinale antidepressivo nefazodone
    • preparati erboristici contenenti erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) o estratti di Schisandra sphenanthera.


      Informi il medico se sta assumendo o necessita di prendere ibuprofene, amfotericina B, medicinali antivirali (ad esempio aciclovir). Essi possono aggravare problemi renali o del sistema nervoso quando assunti insieme a ADOPORT.


      Il medico avrà anche bisogno di sapere se in corso di terapia con ADOPORT sta assumendo integratori di potassio o diuretici risparmiatori di potassio (per esempio amiloride, triamterene o spironolattone), alcuni antidolorifici (i cosiddetti FANS, per esempio ibuprofene), anticoagulanti o farmaci orali per il trattamento del diabete.


      Se deve sottoporsi a vaccinazioni per favore ne informi prima il medico.


      ADOPORT con cibi e bevande

      In genere ADOPORT deve essere preso a stomaco vuoto o almeno 1 ora prima o 2-3 ore dopo un pasto. In corso di trattamento con ADOPORT deve evitare di consumare pompelmo e succo di pompelmo.


      Gravidanza e allattamento

    • Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.


    • ADOPORT viene escreto nel latte materno, pertanto in corso di trattamento con ADOPORT non deve allattare al seno.


      Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

      Se dopo l’assunzione di ADOPORT sperimenta capogiri o sonnolenza, o se ha problemi a vedere con chiarezza, non deve guidare veicoli e utilizzare strumenti o macchinari. Questi effetti si osservano più frequentemente quando ADOPORT viene assunto in concomitanza con bevande alcoliche.


      ADOPORT contiene lattosio

      ADOPORT contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.


  3. Come prendere ADOPORT


    Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.


    Si assicuri di ricevere lo stesso medicinale a base di tacrolimus ogni volta che presenta la ricetta in farmacia, a meno che il medico specialista in trapianti non abbia deciso di trasferirla ad un medicinale diverso a base di tacrolimus.

    Questo medicinale deve essere assunto due volte al giorno. Se l’aspetto di questo medicinale non sembra essere quello consueto, o se sono cambiate le indicazioni relative al dosaggio, consulti il medico o il farmacista il prima possibile, allo scopo di assicurarsi di avere il medicinale corretto.


    La dose iniziale per prevenire il rigetto dell’organo trapiantato verrà stabilita dal medico e sarà calcolata in base al suo peso corporeo. In genere le dosi iniziali subito dopo il trapianto sono comprese tra 0,075 e 0,30 mg per kg di peso corporeo al giorno, a seconda dell’organo trapiantato.


    La dose dipende dalle sue condizioni generali e da quali altri medicinali immunosoppressivi sta prendendo. Il medico dovrà prescriverle regolarmente alcuni esami del sangue, allo scopo di poter definire la dose più appropriata e di aggiustarla periodicamente. In genere il medico ridurrà la dose di ADOPORT una volta che

    le sue condizioni si saranno stabilizzate. Il medico le dirà esattamente quante capsule prendere e con quale frequenza.


    • ADOPORT deve essere preso per via orale due volte al giorno, di solito al mattino e alla sera. In genere deve prendere ADOPORT a stomaco vuoto o almeno 1 ora prima o 2-3 ore dopo un pasto.
    • Deglutisca le capsule intere, con un bicchiere d’acqua.
    • Prenda le capsule rigide subito dopo averle rimosse dal blister.
    • In corso di terapia con ADOPORT eviti di consumare pompelmo e succo di pompelmo.
    • Non ingerisca l’essiccante contenuto nell’involucro.


      Se prende più ADOPORT di quanto deve

      Se per errore ha assunto una dose eccessiva di ADOPORT, contatti immediatamente il medico o si rechi al pronto soccorso dell’ospedale più vicino.


      Se dimentica di prendere ADOPORT

      Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza di una singola dose.

      Se ha dimenticato di prendere le sue capsule di ADOPORT, attenda fino a quando non è il momento di prendere la dose successiva, e poi continui come prima.


      Se interrompe il trattamento con ADOPORT

      L’interruzione del trattamento con ADOPORT può aumentare il rischio di rigetto dell’organo trapiantato. Non interrompa il trattamento se non su specifica indicazione del medico.


      Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.


  4. Possibili effetti indesiderati


    Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.


    ADOPORT riduce i meccanismi di difesa dell’organismo e impedisce loro di rigettare l’organo trapiantato. Di conseguenza il suo organismo non sarà efficiente come al solito nel combattere le infezioni. Pertanto in corso di terapia con ADOPORT può essere soggetto più del solito ad infezioni, come quelle della pelle, della bocca, dello stomaco e dell’intestino, dei polmoni e del tratto urinario.


    Possono verificarsi effetti indesiderati gravi, compresi quelli indicati di seguito. Chieda immediatamente al medico se ha o se pensa di avere uno dei seguenti effetti indesiderati gravi:


    • Infezioni opportunistiche (batteriche, fungine, virali e da protozoi): diarrea prolungata, febbre e dolore alla gola.
    • In seguito al trattamento sono stati riportati tumori benigni e maligni, conseguenti

      all’immunosoppressione

    • Porpora trombotica trombocitopenica (TPP), condizione caratterizzata da febbre ed ecchimosi sottocutanee che possono presentarsi come punti rossi, con o senza estrema stanchezza non giustificata, confusione, ingiallimento della pelle o degli occhi (ittero), con sintomi di insufficienza renale acuta (escrezione urinaria ridotta o assente).
    • Sono stati riportati casi di aplasia pura delle cellule della serie rossa (una riduzione molto grave della

      conta dei globuli rossi), e anemia emolitica (ridotta quantità di globuli rossi dovuta a una loro anomala distruzione accompagnata da stanchezza). Può non avere sintomi, o in base alla gravità della condizione, può provare: stanchezza, apatia, pallore anomalo della pelle, accorciamento del respiro, capogiri, mal di testa, dolore toracico e raffreddamento delle mani e dei piedi.

    • Sono stati riportati casi di agranulocitosi (una quantità fortemente ridotta di globuli bianchi

      accompagnata da ulcere in bocca, febbre e infezioni). Può non presentare sintomi o può avere febbri improvvise, rigidità o dolore alla gola.

    • Reazioni allergiche o anafilattiche con i seguenti sintomi: improvviso prurito (orticaria), rigonfiamento delle mani, piedi, caviglie, viso, labbra, bocca o gola (che può causare difficoltà di ingestione e respiro) e può sentirsi diventare debole.
    • Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES): cefalea, stato mentale alterato, convulsioni e

      disturbi della vista.

    • Torsioni di Punta: cambio della frequenza cardiaca che può essere o no accompagnata da sintomi quali dolore toracico (angina), debolezza, vertigini o nausea, palpitazioni (forte percezione del proprio battito cardiaco) e difficoltà di respiro.
    • Perforazione gastrointestinale: forte dolore addominale accompagnato o no da altri sintomi, come

      brividi, febbre, nausea e vomito.

    • Sindrome di Steven-Johnson: dolore diffuso cutaneo inspiegabile, rigonfiamento della faccia, malattia grave con formazione di vesciche sulla pelle, sulla bocca, sugli occhi e sui genitali, orticaria, rigonfiamento della lingua, arrossamento cutaneo rosso o violaceo che si diffonde, desquamazione cutanea
    • Necrolisi epidermica tossica: erosione e formazione di vesciche sulla cute o sulle membrane mucose,

      pelle arrossata e gonfia che può staccarsi da ampie parti del corpo.

    • Sindrome uremica emolitica, condizione con i seguenti sintomi: escrezione urinaria ridotta o nulla (insufficienza renale acuta), estremo affaticamento, ingiallimento della pelle o degli occhi (ittero) e prurito o sanguinamento anomali e segni di infezione.
    • Insufficiente funzionalità dell’organo trapiantato.


      Anche i seguenti effetti indesiderati possono verificarsi dopo aver assunto ADOPORT: Effetti indesiderati molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10):

    • aumento dei livelli di zucchero nel sangue, diabete mellito, aumento dei livelli di potassio nel sangue
    • difficoltà a dormire
    • tremore, mal di testa (cefalea)
    • aumento della pressione arteriosa
    • diarrea, nausea
    • problemi renali


      Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):

    • riduzione dei livelli di magnesio, fosfato, potassio, calcio o sodio nel sangue, sovraccarico di liquido, aumento dei livelli nel sangue di acido urico o di lipidi, diminuzione dell’appetito, aumento dell’acidità del sangue, altri cambiamenti nell’equilibrio salino del sangue
    • ansia, confusione e disorientamento, depressione, alterazioni dell’umore, incubi, allucinazioni, disturbi

      mentali

    • crisi convulsive, alterazioni della coscienza, formicolio e intorpidimento (a volte doloroso) nelle mani e nei piedi, capogiri, compromissione della capacità di scrivere, patologie del sistema nervoso
    • visione offuscata, aumento della sensibilità alla luce, patologie dell’occhio
    • ronzio nelle orecchie
    • riduzione del flusso sanguigno nei vasi cardiaci, accelerazione del battito cardiaco
    • sanguinamento, blocco completo o parziale dei vasi sanguigni, riduzione della pressione sanguigna
    • respiro corto, alterazioni del tessuto polmonare, accumulo di liquido intorno ai polmoni, infiammazione della faringe, tosse, sintomi simil-influenzali
    • infiammazioni o ulcere che causano dolore addominale o diarrea, sanguinamento a livello dello

      stomaco infiammazioni o ulcere in bocca, accumulo di liquido nell’addome, vomito, dolori addominali, indigestione, stitichezza, eccesso di gas nell’intestino (flatulenza), gonfiore, feci molli, disturbi di stomaco

    • alterazioni degli enzimi epatici e della funzione epatica, ingiallimento della pelle dovuto a problemi del

      fegato, danno del tessuto epatico e infiammazione del fegato

    • prurito, eruzione cutanea, perdita dei capelli, acne, aumento della sudorazione
    • dolore alle articolazioni, agli arti o alla schiena, spasmi muscolari
    • funzionalità renale insufficiente, ridotta produzione di urina, minzione compromessa o dolorosa
    • debolezza generale, febbre, accumulo di liquido nel corpo, dolore e disagio, aumento dell’enzima fosfatasi alcalina nel sangue, aumento di peso, sensazione alterata nella percezione della temperatura.


      Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):

    • alterazioni nella coagulazione del sangue, riduzione della conta di tutte le cellule del sangue
    • disidratazione, riduzione dei livelli di proteine o di zucchero nel sangue, aumento dei livelli di fosfato nel sangue
    • coma, sanguinamento cerebrale, ictus, paralisi, disturbi cerebrali, anomalie della parola e del linguaggio,

      problemi di memoria

    • offuscamento della vista dovuta ad un’anomalia del cristallino dell’occhio
    • compromissione dell’udito
    • battito cardiaco irregolare o arresto cardiaco, riduzione delle prestazioni del cuore, disturbi del muscolo cardiaco, ingrossamento del muscolo cardiaco, battito cardiaco più intenso, anomalie nell’ECG, anomalie nella frequenza e nelle pulsazioni cardiache
    • coaguli di sangue (trombi) in una vena di un arto, shock
    • difficoltà di respirazione, disturbi del tratto respiratorio, asma
    • ostruzione intestinale, aumento dei livelli ematici dell’enzima amilasi, reflusso del contenuto dello stomaco nella gola (gastroesofageo), ritardo nello svuotamento dello stomaco
    • dermatite, sensazione di bruciore quando ci si espone alla luce del sole
    • disturbi articolari
    • incapacità di urinare, mestruazioni dolorose e sanguinamento mestruale anomalo
    • insufficienza di alcuni organi, malattia simil-influenzale, aumento della sensibilità al caldo e al freddo, sensazione di oppressione toracica, sensazione di estremo nervosismo o sensazioni di disagio, aumento dell’enzima lattato deidrogenasi nel sangue, perdita di peso.


      Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000):

    • piccole emorragie della pelle dovute a coaguli di sangue
    • aumento della rigidità muscolare
    • cecità
    • sordità
    • accumulo di liquido intorno al cuore
    • affanno acuto
    • formazione di cisti nel pancreas
    • problemi con il flusso sanguigno nel fegato
    • aumento della peluria (irsutismo)
    • sete, svenimento, sensazione di oppressione toracica, diminuzione della mobilità, ulcera.


      Effetti indesiderati molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000):

    • debolezza muscolare
    • anomalie nell’ecocardiogramma
    • insufficienza epatica, restringimento del dotto biliare
    • minzione dolorosa con presenza di sangue nelle urine
    • aumento del tessuto adiposo.


      Segnalazione degli effetti indesiderati

      Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

      Segnalando gli effetti indesiderati, può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

  5. Come conservare Adoport


    Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.


    Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta dopo la dicitura SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.


    Usare tutte le capsule entro 12 mesi dall’apertura dell’involucro di alluminio che circonda il blister. Una volta aperto l’involucro di alluminio, non conservare a temperatura superiore ai 25°C.


    Prendere le capsule immediatamente dopo averle rimosse dal blister.


    Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.


    Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

  6. Contenuto della confezione e altre informazioni Cosa contiene ADOPORT

  • Il principio attivo è il tacrolimus. Ogni capsula contiene 0,5 mg, 0,75 mg, 1 mg, 2 mg o 5 mg di

    tacrolimus (come monoidrato).

  • Gli altri componenti sono:

    • Contenuto della capsula: lattosio monoidrato, ipromellosa (E464), croscarmellosa sodica (E468) e magnesio stearato (E572).

      Capsula di gelatina rigida

    • ADOPORT 0,5 mg: gelatina, titanio diossido (E171), sodio laurilsolfato, sorbitan laurato e ossido di ferro giallo (E172)
    • ADOPORT 0,75 mg: gelatina, titanio diossido (E171), ossido di ferro giallo (E172), FD&C Blu 1 (E133), gommalacca (E904), propilene glicole (E1520), idrossido di potassio (E525) e ossido di ferro nero (E172)
    • ADOPORT 1 mg: gelatina, titanio diossido (E171), sodio laurilsolfato, sorbitan laurato, ossido di ferro giallo (E172), ossido di ferro rosso (E172) e ossido di ferro nero (E172)
    • ADOPORT 2 mg: gelatina, titanio diossido (E171), ossido di ferro giallo (E172), ossido di ferro rosso (E172), FD&C Blu 1 (E133), gommalacca (E904), propilene glicole (E1520), idrossido di potassio (E525) e ossido di ferro nero (E172)
    • ADOPORT 5 mg: gelatina, titanio diossido (E171), sodio laurilsolfato, sorbitan laurato e ossido di ferro rosso (E 172).


Descrizione dell’aspetto di ADOPORT e contenuto della confezione

ADOPORT 0,5 mg si presenta in forma di capsule rigide con corpo di colore bianco opaco e cappuccio di color avorio, contenenti una polvere di colore da bianco a bianco/biancastro (lunghezza: 14,5 mm).


ADOPORT 0,75 mg si presenta in forma di capsule rigide con corpo di colore verde chiaro opaco, con impresso in colore nero "0,75 mg" sul cappuccio, contenenti una polvere di colore da bianco a bianco/biancastro (lunghezza: 14,5 mm).


ADOPORT 1 mg si presenta in forma di capsule rigide con corpo di colore bianco opaco e cappuccio di colore marrone chiaro, contenenti una polvere di colore da bianco a bianco/biancastro (lunghezza: 14,5 mm).

ADOPORT 2 mg si presenta in forma di capsule rigide con corpo di colore verde scuro opaco, con impresso in colore nero "2 mg" sul cappuccio, contenenti una polvere di colore da bianco a bianco/biancastro (lunghezza: 14,5 mm).


ADOPORT 5 mg si presenta in forma di capsule di gelatina rigida con corpo di colore bianco opaco e cappuccio di colore arancione, contenenti una polvere di colore da bianco a bianco/biancastro (lunghezza: 15,8 mm).


ADOPORT è confezionato in blister in PVC/PE/PVdC/Alluminio, inseriti in una bustina d’alluminio contenente un essiccante che serve a proteggere il medicinale dall’umidità. L’essiccante non deve essere ingerito.


Confezioni contenenti 7, 10, 14, 20, 28, 30, 50, 60, 90 e 100 capsule rigide. è possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio:


Sandoz SpA

Largo U. Boccioni 1 21040 Origgio (VA) Italia


Produttori:

Salutas Pharma GmbH, Otto- von- Guericke- Allee 1, D- 39179 Barleben, Germania

Salutas Pharma GmbH, Dieselstrasse 5, D - 70839 Gerlingen, Germania (solo per dosaggi 0,5 mg, 1 mg, 5 mg capsule rigide)

Lek Pharmaceuticals d.d., Verovskova 57, 1526 Lubiana, Slovenia

S.C. Sandoz S.R.L., Str. Livenzeni nr. 7A, RO - 540472 Targu Mures, Romania LEK S.A., Ul. Domaniewska 50C, 02- 672 Varsavia, Polonia

Lek Pharmaceuticals d.d., Trimlini 2D, 9220 Lendava, Slovenia


Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con seguenti denominazioni:


Austria Adport 0,5 mg - Hartkapseln Adport 1 mg - Hartkapseln Adport 5 mg - Hartkapseln Adport 2 mg – Hartkapseln

Belgio Adoport 0,5 mg harde capsules Adoport 1 mg harde capsules Adoport 5 mg harde capsules Adoport 2 mg harde capsules Adoport 0,75 mg harde capsules

Repubblica Ceca Tacrolimus Sandoz 0,5 mg

Tacrolimus Sandoz 1 mg Tacrolimus Sandoz 5 mg Tacrolimus Sandoz 2 mg Tacrolimus Sandoz 0,75 mg

Danimarca Adport

Finlandia Adport 2 mg kapseli, kova Adport 0.75 mg kapseli, kova

Francia ADOPORT 0,5 mg, gélule ADOPORT 1 mg, gélule ADOPORT 5 mg, gélule ADOPORT 2 mg, gélule

Germania Crilomus 0,5 mg Hartkapseln Crilomus 1 mg Hartkapseln Crilomus 5 mg Hartkapseln Crilomus 2 mg Hartkapseln Crilomus 0,75 mg Hartkapseln

Ungheria Adport 0,5 mg kemény kapszula Adport 1 mg kemény kapszula Adport 5 mg kemény kapszula

Italia ADOPORT

Olanda Adport 0,5 mg, capsules, hard Adport 1 mg, capsules, hard Adport 5 mg, capsules, hard Adport 2 mg, capsules, hard Adport 0,75 mg, capsules, hard

Polonia CIDIMUS

Romania TACROLIMUS SANDOZ 0,5 mg capsule TACROLIMUS SANDOZ 1 mg capsule TACROLIMUS SANDOZ 5 mg capsule

Slovenia Adoport 0,5 mg trde kapsule Adoport 1 mg trde kapsule Adoport 5 mg trde kapsule Adoport 2 mg trde kapsule Adoport 0,75 mg trde kapsule

Spagna Adoport 0,5 mg cápsulas duras EFG Adoport 1 mg cápsulas duras EFG Adoport 5 mg cápsulas duras EFG Adoport 2 mg cápsulas duras EFG

Svezia Adport, 2 mg kapsel, hård Adport, 0,75 mg kapsel, hård

Regno Unito Adoport 0.5 mg Capsules, hard

Adoport 1 mg Capsules, hard Adoport 5 mg Capsules, hard Adoport 2 mg Capsules, hard Adoport 0.75 mg Capsules, hard


Questo foglio illustrativo è stato approvato l’ultima volta nel:

 

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