Bendamustina Sandoz

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto –  Foglietto Illustrativo per il Paziente –   (Fonte: A.I.FA.)

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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALEIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: qual è il nome commerciale di Bendamustina?

Bendamustina Sandoz 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione


Bendamustina Sandoz: Scatola

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVAIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: quali sostanze e principi attivi contiene Bendamustina?

Un flaconcino contiene 25 mg di bendamustina cloridrato. Un flaconcino contiene 100 mg di bendamustina cloridrato.

1 ml di concentrato contiene 2,5 mg di bendamustina cloridrato quando ricostituito come indicato al paragrafo 6.6.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.


03.0 FORMA FARMACEUTICAIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: in quale forma (compresse, gocce, supposte ecc.) si presenta Bendamustina?

Polvere per concentrato per soluzione per infusione. Polvere bianca, microcristallina.


04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeuticheIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: a cosa serve Bendamustina? Per quali malattie si prende Bendamustina?

Trattamento di prima linea della leucemia linfatica cronica (stadio Binet B o C) in quei pazienti per i quali non è appropriata una chemioterapia contenente fludarabina.

Linfoma non-Hodgkin indolente come monoterapia in pazienti che hanno avuto una progressione di malattia durante o entro 6 mesi dal trattamento con rituximab o con un regime terapeutico contenente rituximab.

Trattamento di prima linea del mieloma multiplo (stadio Durie – Salmon II con progressione o stadio III) in associazione con prednisone in pazienti oltre i 65 anni di età che non sono eleggibili a trapianto autologo di cellule staminali e che presentano neuropatia clinica al momento della diagnosi che precluda l’uso di un trattamento contenente talidomide o bortezomib.


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04.2 Posologia e modo di somministrazioneIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: come si prende Bendamustina? qual è il dosaggio raccomandato di Bendamustina? Quando va preso nella giornata Bendamustina

Per infusione endovenosa della durata di 30 – 60 minuti (vedere paragrafo 6.6).

L’infusione deve essere somministrata sotto la supervisione di un medico qualificato ed esperto nell’uso di agenti chemioterapici.

La riduzione della funzione midollare è correlata all’aumento della tossicità ematologica indotta dai chemioterapici. Il trattamento non deve essere iniziato se i valori dei leucociti e/o delle piastrine scendono rispettivamente a < 3.000/µl o < 75.000/µl (vedere paragrafo 4.3).

Monoterapia per leucemia linfatica cronica.

100 mg/m2 di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2; ogni 4 settimane.

Monoterapia per linfoma non-Hodgkin indolente refrattario al rituximab.

120 mg/m² di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2; ogni 3 settimane.

Mieloma multiplo

120 – 150 mg/m2 di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2 e 60 mg/m2 per superficie corporea di prednisone i.v. o per os nei giorni da 1 a 4; ogni 4 settimane.

Il trattamento deve essere interrotto o ritardato se i valori dei leucociti e/o delle piastrine scendono rispettivamente a < 3.000/µl o < 75.000/µl. Il trattamento può essere continuato dopo che i valori dei leucociti sono aumentati a >4.000/µl e quelli delle piastrine a >100.000/µl.

Il valore minimo (Nadir) di leucociti e piastrine è raggiunto dopo 14-20 giorni, con rigenerazione dopo 3-5 settimane. Si raccomanda un rigoroso monitoraggio della conta ematica durante gli intervalli liberi dalla terapia (vedere paragrafo 4.4).

In caso di tossicità non ematologica le riduzioni di dose devono essere basate sul grado peggiore secondo i Criteri Comuni di Tossicità (CTC) osservato nel ciclo precedente. Una riduzione del 50% della dose è raccomandata in caso di CTC di grado 3. Si raccomanda l’interruzione del trattamento in caso di CTC di grado 4. Se il paziente richiede una variazione della dose, la dose ridotta calcolata individualmente deve essere somministrata nei giorni 1 e 2 del rispettivo ciclo di trattamento.

Durata del trattamento

La durata del trattamento dipende dall'indicazione e dalla risposta al trattamento (vedere anche paragrafo 5.1)

Compromissione epatica

Sulla base dei dati di farmacocinetica, non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve (bilirubina sierica <1,2 mg/dl). Si raccomanda una riduzione della dose del 30% nei pazienti con compromissione epatica moderata (bilirubina sierica 1,2 - 3,0 mg/dl).

Non sono disponibili dati in pazienti con compromissione epatica severa (bilirubina sierica >3,0 mg/dl) (vedere paragrafo 4.3.)

Compromissione renale

Sulla base dei dati di farmacocinetica, non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con clearance della creatinina > 10 ml/min. L’esperienza in pazienti con compromissione renale grave è limitata.

Pazienti pediatrici

Non ci sono dati disponibili su bambini e adolescenti trattati con Bendamustina Sandoz.

Pazienti anziani

Non ci sono evidenze che aggiustamenti di dose siano necessari nei pazienti anziani (vedere paragrafo 5.2). Modo di somministrazione

Per le istruzioni sulla ricostituzione, diluizione e somministrazione del medicinale vedere il paragrafo 6.6.


04.3 ControindicazioniIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: quando non bisogna prendere Bendamustina?

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Durante l’allattamento.

Compromissione epatica grave (bilirubina sierica >3,0 mg/dl). Ittero.

Soppressione midollare grave e alterazioni gravi della conta ematica (valori di leucociti e/o piastrine scesi rispettivamente a <3.000/µl o <75.000/µl).

Interventi di chirurgia maggiore entro 30 giorni dall’inizio del trattamento. Infezioni, soprattutto quando comportano leucopenia.

Vaccinazione contro la febbre gialla.


04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'usoIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Bendamustina? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Bendamustina?

Mielosoppressione

I pazienti trattati con bendamustina cloridrato possono manifestare mielosoppressione. In caso di mielosoppressione dovuta al trattamento, leucociti, piastrine, emoglobina e neutrofili devono essere controllati almeno settimanalmente. Prima di iniziare il ciclo di terapia, sono raccomandati i seguenti parametri: valori di leucociti e/o di piastrine rispettivamente >4.000/ µl o >100.000 µl.

Infezioni

Si sono verificate infezioni gravi e fatali con bendamustina cloridrato, incluse le infezioni opportunistiche come la polmonite da pneumocystis jiroveci (PJP), il virus della Varicella-Zoster (VZV) e il cytomegalovirus (CMV). I pazienti con neutropenia e/o linfopenia dopo trattamento con bendamustina cloridrato sono più suscettibili alle infezioni. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi respiratori durante il trattamento. I pazienti devono essere avvisati di segnalare immediatamente nuovi segni di infezione, inclusa febbre o sintomi respiratori.

Riattivazione dell'epatite B

La riattivazione dell'epatite B nei pazienti che sono portatori cronici di questo virus si è verificata dopo che questi pazienti hanno ricevuto bendamustina cloridrato. Alcuni casi hanno portato a insufficienza epatica acuta o un esito fatale. I pazienti devono essere testati per l'infezione da HBV prima di iniziare il trattamento con bendamustina cloridrato. Gli esperti delle malattie epatiche e del trattamento dell’epatite B devono essere consultati prima che il trattamento venga iniziato in pazienti con sierologia positiva all'epatite B (inclusi quelli con malattia in fase attiva) e per i pazienti che risultano positivi all'infezione da HBV durante il trattamento. I portatori di HBV, che richiedono un trattamento con bendamustina cloridrato devono essere attentamente monitorati per segni e sintomi dell’infezione da HBV attiva per tutto il corso della terapia e per alcuni mesi dopo la fine della terapia (vedere paragrafo 4.8).

Reazioni cutanee

È stato riportato un certo numero di reazioni cutanee. Questi eventi hanno incluso rash, reazioni tossiche cutanee ed esantema bolloso. Casi di sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN), alcuni di questi fatali, sono stati riportati con l'uso di bendamustina cloridrato. Alcuni eventi si sono manifestati quando bendamustina cloridrato è stata somministrata in associazione con altri agenti anticancerogeni e per questo motivo è incerta la precisa correlazione. Quando insorgono reazioni cutanee, queste possono progredire e aumentare di gravità con ulteriori trattamenti. Se le reazioni cutanee peggiorano, la somministrazione di Bendamustina Sandoz va interrotta o sospesa. Per reazioni cutanee gravi dove si sospetta una relazione con bendamustina cloridrato, il trattamento deve essere sospeso.

Pazienti con disturbi cardiaci

Durante il trattamento con bendamustina cloridrato, deve essere strettamente monitorata la concentrazione di potassio nel sangue, devono essere somministrati integratori di potassio in presenza di valori di K+ < 3,5 mEq/l, e vanno eseguite registrazioni ECG.

Nausea, vomito

Può essere somministrato un antiemetico per il trattamento sintomatico di nausea e vomito.

Sindrome da lisi tumorale

Nel corso delle sperimentazioni cliniche è stata riportata sindrome da lisi tumorale (TLS) associata al trattamento con Bendamustina Sandoz. La sindrome da lisi tumorale insorge generalmente entro le 48 ore dalla prima dose di Bendamustina Sandoz e, senza interventi, può condurre a insufficienza renale acuta e morte. Misure preventive come una adeguata idratazione, lo stretto monitoraggio degli esami ematochimici, in particolare potassiemia ed uricemia e l'uso di farmaci ipouricemici (allopurinolo e rasburicase) dovrebbe essere considerato

prima di iniziare la terapia. Quando bendamustina e allopurinolo vengono somministrati in concomitanza, sono stati segnalati alcuni casi di sindrome di Stevens-Johnson e di Necrolisi Epidermica Tossica.

Anafilassi

Negli studi clinici si sono verificate comunemente reazioni infusionali alla bendamustina cloridrato. I sintomi sono generalmente lievi e includono febbre, brividi, prurito ed eruzione cutanea. Reazioni anafilattiche e anafilattoidi gravi si sono verificate in rari casi. I pazienti devono essere interrogati in merito a sintomi indicativi di reazioni infusionali dopo il primo ciclo di terapia. Si devono prendere in considerazione misure per prevenire reazioni severe, inclusi gli antistaminici, gli antipiretici e i corticosteroidi nei cicli successivi nei pazienti che hanno in precedenza manifestato reazioni infusionali.

Pazienti che hanno manifestato reazioni di tipo allergico di grado 3 o maggiore, di solito non sono stati ritrattati.

Contraccezione

Bendamustina cloridrato è teratogena e mutagena.

Durante il trattamento le donne non dovrebbero iniziare una gravidanza. I pazienti maschi non devono concepire un figlio durante e nei 6 mesi successivi al trattamento. Devono essere informati in merito alla conservazione dello sperma prima del trattamento con bendamustina cloridrato, a causa di possibile infertilità irreversibile.

Stravaso

Un’iniezione extravasale deve essere interrotta immediatamente. L’ago deve essere rimosso dopo una breve aspirazione. Dopo ciò, l’area tissutale coinvolta dallo stravaso deve essere raffreddata e il braccio sollevato. Trattamenti supplementari, come l’uso di corticosteroidi, non sono di chiaro beneficio.


04.5 InterazioniIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Bendamustina? Quali alimenti possono interferire con Bendamustina?

Non sono stati condotti studi d’interazione in vivo.

Quando Bendamustina Sandoz è somministrato in associazione con agenti mielosoppressivi, l’effetto sul midollo osseo di Bendamustina Sandoz e/o dei medicinali somministrati contemporaneamente può essere potenziato. Qualunque trattamento che riduca lo stato funzionale del paziente o che peggiori la funzione midollare può aumentare la tossicità di Bendamustina Sandoz.

L’associazione di Bendamustina Sandoz con ciclosporina o tacrolimus può produrre un’eccessiva immunosoppressione, con rischio di linfoproliferazione.

I citostatici possono ridurre la formazione di anticorpi dopo vaccinazione con virus vivo, e aumentare il rischio di infezioni ad esito fatale. Il rischio è aumentato nei soggetti che sono già immunodepressi a causa della loro malattia di base.

Il metabolismo di bendamustina coinvolge il citocromo P450 (CYP) isoenzima 1A2 (vedere paragrafo 5.2). Pertanto esiste la possibilità d’interazione con gli inibitori CYP1A2, quali fluvoxamina, ciprofloxacina, aciclovir, cimetidina.


04.6 Gravidanza e allattamentoIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Bendamustina si può prendere in gravidanza? Bendamustina si può prendere durante l'allattamento?

Fertilità

Donne potenzialmente fertili/contraccezione.

Donne in età potenzialmente fertile devono usare metodi di contraccezione, sia prima sia durante la terapia con Bendamustina Sandoz.

Agli uomini in trattamento con Bendamustina Sandoz si raccomanda di non concepire figli durante e sino a sei mesi dopo la fine del trattamento. Devono essere informati in merito alla conservazione dello sperma prima del trattamento, a causa della possibilità di infertilità irreversibile dovuta alla terapia con Bendamustina Sandoz.

Gravidanza

I dati sull’uso di bendamustina cloridrato nelle donne in gravidanza sono insufficienti. In studi non clinici, bendamustina cloridrato è risultata embrio- e feto-letale, teratogena e genotossica (vedere paragrafo 5.3). Durante la gravidanza Bendamustina Sandoz non deve essere usato, se non strettamente necessario. La madre deve essere informata sui rischi per il feto. Se il trattamento con Bendamustina Sandoz è assolutamente necessario durante la gravidanza o se la gravidanza si verifica durante il trattamento, la paziente deve essere informata sui rischi per il nascituro, e deve essere monitorata attentamente. Si deve considerare la possibilità di una consulenza genetica.

Allattamento

Non è noto se bendamustina sia escreta nel latte materno, perciò Bendamustina Sandoz è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3). L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con Bendamustina Sandoz.


04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchineIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Posso guidare se sto prendendo Bendamustina? Posso fare lavori che richiedono attenzione se sto in terapia con Bendamustina?

Non sono stati condotti studi sugli effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso dei macchinari. Tuttavia, sono state segnalate atassia, neuropatia periferica e sonnolenza durante il trattamento con bendamustina cloridrato (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvisati che, nel caso in cui manifestino tali sintomi, devono evitare attività potenzialmente pericolose come guidare ed utilizzare macchinari.


04.8 Effetti indesideratiIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quali sono gli effetti collaterali di Bendamustina? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Bendamustina?

Le più comuni reazioni avverse con bendamustina cloridrato sono reazioni avverse ematologiche (leucopenia, piastrinopenia), tossicità dermatologica (reazioni allergiche), sintomi costituzionali (febbre), sintomi gastrointestinali (nausea, vomito).

La tabella seguente riflette i dati ottenuti con bendamustina cloridrato.

Classificazione Molto comune Comune Non comune Raro Molto raro Non nota
per sistemi e (non può
organi secondo ≥1/1.000, essere
MedDRA ≥1/10 ≥1/100, <1/100 ≥1/10.000, <1/10.000 definita
<1/10 <1/1.000 sulla base
dei dati
disponibili)
Infezioni ed Infezione Polmonite da Sepsi Polmonite
infestazioni NOS*, Pneumocystis primaria
infezioni jirovecii atipica
opportunistiche
(incluso Herpes
zoster,
citomegaloviru
s, epatite B)
Tumori benigni, Sindrome da Sindrome
maligni e non lisi tumorale mielodisplastic
specificati (cisti a, leucemia
e polipi mieloide acuta

compresi)
Patologie del sistema emolinfopoietic o Leucopenia NOS*,
Trombocitopen ia
Emorragia, anemia, neutropenia Pancitopenia Insufficienz a midollare Emolisi
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilit à NOS* Reazione anafilattica, reazione anafilattoid e Shock anafilattico
Patologie del sistema nervoso Mal di testa Insonnia, vertigini Sonnolenza
, afonia
Disgeusia, parestesia, neuropatia sensoriale periferica, sindrome anticolinergica
, patologie neurologiche, atassia, encefalite
Patologie cardiache Disfunzione cardiaca, come palpitazioni, angina pectoris, aritmia Versamento pericardico Tachicardia, infarto del miocardio, insufficienza cardiaca Fibrillazion e atriale
Patologie vascolari Ipotensione, ipertensione Insufficienz a circolatoria acuta Flebite
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Disfunzione polmonare Fibrosi polmonare
Patologie gastrointestinali Nausea, vomito Diarrea, stipsi, stomatite Esofagite emorragica, emorragia gastrointestina le
Patologie epatobiliari Insufficienz a epatica
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Alopecia, patologie della cute NOS* Eritema, dermatiti, prurito, esantema maculo- papulare, iperidrosi Sindrome di Stevens - Johnson, necrolisi epidermica tossica (TEN)
Patologie renali e urinarie Insufficienz a renale

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Amenorrea Infertilità
Patologie sistemiche e condizioni relative alla
sede di
somministrazio ne
Infiammazione delle mucose, affaticamento, piressia Dolore, brividi, disidratazion e, anoressia Insufficienza multi-organo
Esami Diminuzione Aumento di
diagnostici dell’ AST,
emoglobina, aumento di
aumento di ALT,
creatinina, aumento di
aumento di fosfatasi
urea alcalina,
aumento di
bilirubina,
ipopotassiem
ia

*NOS = non altrimenti specificato

Sono stati osservati alcuni casi di sindrome di Stevens-Johnson e di Necrolisi Epidermica Tossica in pazienti che hanno usato bendamustina in associazione con allopurinolo, o con allopurinolo e rituximab.

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Il rapporto CD4/CD8 può essere ridotto. È stata osservata una riduzione della conta dei linfociti. Nei pazienti immuno-depressi, il rischio di infezione (ad esempio con herpes zoster, CMV, PJP) potrebbe aumentare.

Ci sono stati casi isolati di necrosi dopo la somministrazione accidentale extra-vascolare e necrolisi epidermica tossica, sindrome da lisi tumorale e anafilassi.

Il rischio di sindrome mielodisplastica e leucemia mieloide acuta aumenta nei pazienti trattati con agenti alchilanti (inclusa la bendamustina). Il tumore maligno secondario può svilupparsi molti anni dopo l’interruzione della chemioterapia.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.


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04.9 SovradosaggioIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Bendamustina? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Bendamustina?

Dopo una somministrazione di 30 minuti di infusione di bendamustina cloridrato una volta ogni 3 settimane, la dose massima tollerata (MTD) è stata 280 mg/m2. Sono insorti eventi cardiaci CTC grado 2 compatibili con modificazioni ischemiche dell’ECG, e che sono stati considerati “dose limitanti”.

In uno studio successivo con infusione di bendamustina cloridrato di 30 minuti nei giorni 1 e 2 ogni 3 settimane, la MTD è stata 180 mg/m2. La tossicità “dose limitante” è stata rappresentata da trombocitopenia di grado 4. Con questo schema, la tossicità cardiaca non è stata di tipo “dose-limitante”.

Contromisure

Non esiste un antidoto specifico. Come contromisure efficaci nel controllo degli effetti indesiderati ematologici, possono essere effettuati il trapianto di midollo osseo e trasfusioni (piastrine, eritrociti concentrati), oppure possono essere somministrati fattori di crescita ematologici.

Bendamustina cloridrato e i suoi metaboliti sono dializzabili in misura ridotta.


05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamicheIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: A che categoria farmacologica appartiene Bendamustina? qual è il meccanismo di azione di Bendamustina?

Categoria farmacoterapeutica: Agenti Antineoplastici, agenti alchilanti, codice ATC: L01AA09

Bendamustina cloridrato è un agente alchilante antitumorale con peculiare attività. L’azione antineoplastica e citocida di bendamustina cloridrato si basa fondamentalmente sul cross- linking per alchilazione del DNA a singola e doppia elica. Di conseguenza, le funzioni di matrice, sintesi e riparazione del DNA sono compromesse. L’azione anti-tumorale di bendamustina cloridrato è stata dimostrata in numerosi studi in vitro condotti su differenti linee cellulari di tumori umani (cancro della mammella, cancro polmonare a piccole cellule e non a piccole cellule, cancro dell’ovaio e differenti leucemie) e studi in-vivo in differenti modelli sperimentali di tumore con tumori del topo, ratto e di origine umana (melanoma, cancro della mammella, sarcoma, linfoma, leucemia e cancro polmonare a piccole cellule).

Bendamustina cloridrato ha mostrato un profilo d’attività in linee di cellule tumorali umane differente da quello di altri agenti alchilanti. Il principio attivo ha rivelato una bassa o nulla resistenza crociata nelle linee cellulari di tumori umani con differenti meccanismi di resistenza, almeno in parte legati ad una interazione comparativamente persistente sul DNA. E’ stato inoltre dimostrato in studi clinici che non sussiste una completa resistenza crociata della bendamustina con antracicline, agenti alchilanti o rituximab. Tuttavia il numero di pazienti valutati è esiguo.

Leucemia linfatica cronica

L’indicazione per l’impiego nella leucemia linfatica cronica è supportata da un solo studio in aperto, che ha confrontato bendamustina con clorambucil. In questo studio prospettico, multicentrico, randomizzato sono stati inclusi 319 pazienti non precedentemente trattati con leucemia linfatica cronica stadio Binet B o C. Il trattamento di prima linea con bendamustina cloridrato 100 mg/m2 i.v. nei giorni 1 e 2 (BEN) è stato confrontato con clorambucil 0,8 mg/kg nei giorni 1 e 15 (CLB), per 6 cicli in entrambi i gruppi di trattamento. Ai pazienti è stato somministrato allopurinolo al fine di prevenire la sindrome da lisi tumorale.

I pazienti con BEN hanno mostrato una sopravvivenza mediana libera da progressione significativamente più lunga rispetto a pazienti trattati con CLB (21,5 mesi versus 8,3 mesi, p <0,0001 nell’ultimo follow-up). La sopravvivenza complessiva non ha mostrato una differenza statisticamente significativa (mediana non raggiunta). La durata mediana della remissione è stata 19 mesi con BEN, e 6 mesi con CLB (p < 0,0001). La valutazione della sicurezza in entrambi i gruppi trattati non ha mostrato effetti indesiderati inaspettati per tipologia e frequenza. Il dosaggio di BEN è stato ridotto nel 34% dei pazienti. Il trattamento con BEN è stato interrotto nel 3,9% dei pazienti a seguito di reazioni allergiche.

Linfoma non-Hodgkin indolente

L’indicazione nel linfoma non-Hodgkin indolente si basa su due studi non controllati di fase II. Nel principale studio prospettico multicentrico in aperto, 100 pazienti con linfoma non-Hodgkin indolente a cellule B refrattario a rituximab in monoterapia o in associazione, sono stati trattati con BEN in monoterapia. I pazienti avevano ricevuto mediamente 3 cicli preliminari di chemioterapia o terapia biologica. Il numero mediano di cicli precedenti contenenti rituximab era 2. I pazienti non avevano mostrato risposta o erano progrediti entro 6 mesi

dal trattamento con rituximab. Il dosaggio di BEN è stato 120 mg/m2 i.v. nei giorni 1 e 2, pianificato per almeno 6 cicli. La durata del trattamento era legata alla risposta (6 cicli pianificati). Il tasso complessivo della risposta è stato del 75% includendo il 17% di risposte complete (CR e CRu) ed il 58% di risposte parziali, come valutato da un comitato revisore indipendente. La durata mediana della remissione è stata 40 settimane. BEN è stata generalmente ben tollerata quando somministrata secondo questi dosaggi e schemi di terapia.

L’indicazione è inoltre supportata da un altro studio prospettico multicentrico in aperto su 77 pazienti. La popolazione dei pazienti era più eterogenea e comprendeva linfomi non-Hodgkin indolenti o trasformati a cellule B refrattari a rituximab in monoterapia o in associazione. I pazienti non avevano risposta o erano progrediti entro i 6 mesi dal trattamento, o avevano avuto una reazione sfavorevole con il precedente trattamento con rituximab. I pazienti avevano ricevuto mediamente 3 precedenti cicli di chemioterapia o di terapia biologica. Il numero mediano dei precedenti cicli di terapia con rituximab era 2. Il tasso complessivo di risposta è stato del 76%, con una durata mediana di risposta di 5 mesi (29 settimane [95% CI 22,1- 43,1]).

Mieloma multiplo

In uno studio clinico prospettico multicentrico randomizzato in aperto, sono stati inclusi 131 pazienti con mieloma multiplo in fase avanzata (Durie-Salmon stadio II in progressione, o stadio III). La terapia di prima linea con bendamustina cloridrato associata a prednisone (BP) è stata confrontata ad un trattamento con melphalan e prednisone (MP). Né l’eleggibilità a trapianto, né la presenza di specifiche co-morbilità hanno influenzato l’inclusione dei pazienti nello studio. Il dosaggio usato è stato bendamustina cloridrato 150 mg/m2

i.v. nei giorni 1 e 2, oppure melphalan 15 mg/m2 i.v. nel giorno 1, ciascuno in associazione con prednisone. La durata del trattamento era dipendente dalla risposta, ed è stato mediamente di 6,8 cicli nel gruppo BP e 8,7 nel gruppo MP.

I pazienti trattati con BP hanno avuto una sopravvivenza mediana libera da progressione più lunga rispetto ai pazienti trattati con MP (15 mesi 95% CI 12-21 versus 12 mesi 95% CI 10-14) (p = 0,0566). Il tempo mediano al fallimento del trattamento è stato 14 mesi nel gruppo trattato con BP e 9 mesi con MP. La durata della remissione è stata 18 mesi con il trattamento BP e 12 mesi con MP. La sopravvivenza globale non è stata significativamente differente (35 mesi con BP versus 33 mesi con MP). La tollerabilità in entrambi i gruppi di trattamento è stata in linea con il profilo di sicurezza conosciuto dei rispettivi medicinali, con una riduzione della dose significativamente maggiore nel gruppo trattato con BP.


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05.2 Proprietà farmacocineticheIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: In quanto tempo viene assorbito dall'organismo Bendamustina? Per quanto tempo rimane nell'organismo Bendamustina? In quanto tempo Bendamustina viene eliminato dall'organismo?

Distribuzione

L’emivita di eliminazione t1/2ß dopo 30 minuti di infusione i.v. di 120 mg/m2 per superficie corporea in 12 soggetti è stata pari a 28,2 minuti.

Dopo 30 minuti di infusione i.v. il volume centrale di distribuzione è stato 19,3 l. In condizioni stabili a seguito di un’iniezione in bolo i.v., il volume di distribuzione è stato 15,8 – 20,5 l.

Oltre il 95% della sostanza è legata alle proteine plasmatiche (principalmente albumina).

Biotrasformazione

La principale via d’eliminazione di bendamustina è l’idrolisi a monoidrossi- e diidrossi- bendamustina. La formazione di N-desmetil-bendamustina e gamma-idrossi-bendamustina da parte del metabolismo epatico è ad opera del citocromo P450 (CYP) isoenzima 1A2. Un’altra importante via metabolica della bendamustina è la coniugazione con il glutatione.

Negli studi in vitro, bendamustina non inibisce CYP1A4, CYP2C9/10, CYP2D6, CYP2E1 e CYP3A4.

Eliminazione

La clearance media totale dopo 30 minuti di infusione i.v. di 120 mg/m2 di superficie corporea in 12 soggetti è stata 639,4 ml/min. Circa il 20% della dose somministrata è stata ritrovata nelle urine entro le 24 ore. Le quantità escrete nelle urine sono state nell’ordine: monoidrossi-bendamustina> bendamustina> diidrossi-bendamustina > metabolita ossidato >N-desmetil-bendamustina. Nella bile sono primariamente eliminati i metaboliti polari.

Compromissione epatica

In pazienti con il 30 – 70% di coinvolgimento tumorale del fegato ed insufficienza epatica lieve (bilirubina sierica < 1,2 mg/dl), il comportamento farmacocinetico non è cambiato. Non ci sono state significative differenze rispetto ai pazienti con normale funzione epatica e renale per quanto riguarda Cmax, tmax, AUC, t1/2ß, volume di distribuzione e clearance. AUC e clearance corporea totale di bendamustina correlano inversamente con la bilirubina sierica.

Compromissione renale

Nei pazienti con clearance della creatinina > 10 ml/min, compresi i pazienti dipendenti da dialisi, non sono state osservate significative differenze rispetto a pazienti con normale funzione epatica e renale per quanto riguarda Cmax, tmax, AUC, t1/2ß, volume di distribuzione e clearance.

Anziani

Soggetti di età fino a 84 anni sono stati inclusi negli studi di farmacocinetica. L’età più elevata non influenza la farmacocinetica di bendamustina.


05.3 Dati preclinici di sicurezzaIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Bendamustina è sicuro e ben tollerato dall'organismo?

Le reazioni avverse non osservate durante gli studi clinici, ma osservate in studi negli animali per livelli di esposizione simili all’esposizione clinica e con possibile rilevanza per uso clinico, sono state le seguenti: Indagini istologiche nei cani hanno mostrato iperemia macroscopica visibile della mucosa e emorragia nel tratto gastrointestinale. Indagini microscopiche hanno mostrato estese modifiche del tessuto linfatico, indicanti immuno-soppressione e modifiche tubulari dei reni e testicoli, così come modifiche atrofiche necrotiche dell’epitelio della prostata.

Studi negli animali hanno mostrato che bendamustina è embriotossica e teratogena. Bendamustina induce aberrazione dei cromosomi ed è mutagena in vivo come in vitro. Bendamustina è risultata cancerogena in studi a lungo termine nei topi femmina.


06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 EccipientiIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quali eccipienti contiene Bendamustina? Bendamustina contiene lattosio o glutine?

Mannitolo


Pubblicità

06.2 IncompatibilitàIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Bendamustina può essere mischiato ad altri farmaci?

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.


06.3 Periodo di validitàIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Per quanto tempo posso conservare Bendamustina?

Non aperto: 2 anni.

La polvere deve essere ricostituita immediatamente dopo l’apertura del flaconcino.

Il concentrato ricostituito deve essere immediatamente diluito con soluzione di sodio cloruro 0.9% p/v.

Soluzione per infusione

Dopo la ricostituzione e la diluizione, la stabilità chimica e fisica è stata dimostrata per 3,5 ore a 25C°/60% RH e per 1 giorno a 2°- 8°C in sacche di polietilene.

Da un punto di vista microbiologico, la soluzione deve essere usata immediatamente a meno che il metodo di apertura/ricostituzione/diluizione validate escluda il rischio di contaminazioni microbiche. Se non usata immediatamente, i tempi di conservazione durante l’uso e le condizioni di conservazione prima dell'uso sono responsabilità dell’utilizzatore.


06.4 Speciali precauzioni per la conservazioneIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Bendamustina va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Bendamustina entro quanto tempo va consumato?

Non aperto: questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Per le condizioni di conservazione del medicinale ricostituito o diluito vedere paragrafo 6.3.


06.5 Natura e contenuto della confezioneIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: In quale tipo di contenitore viene venduto Bendamustina?

Flaconcini di vetro ambrato di tipo I da 20 ml con tappo di gomma bromobutilica e ghiera flip-off in plastica e alluminio. Flaconcini di vetro ambrato di tipo I da 50 ml con tappo di gomma bromobutilica e ghiera flip-off in plastica e alluminio.

I flaconcini da 20 ml contengono 25 mg di bendamustina cloridrato e sono disponibili in confezioni da 1, 5, 10 e 20 flaconcini con o senza contenitore protettivo in plastica (ONCOSAFE).

I flaconcini da 50 ml contengono 100 mg di bendamustina cloridrato e sono disponibili in confezioni da 1 e 5 flaconcini con o senza contenitore protettivo in plastica (ONCOSAFE).

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.


06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazioneIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Come si usa Bendamustina? Dopo averlo aperto, come conservo Bendamustina? Come va smaltito Bendamustina correttamente?

Quando si maneggia Bendamustina Sandoz deve essere evitata l’inalazione, il contatto con la pelle o il contatto con le mucose (indossare guanti ed abiti di protezione!). Parti del corpo contaminate devono essere accuratamente risciacquate con acqua e sapone, gli occhi devono essere risciacquati con soluzione fisiologica salina. Se possibile, si raccomanda di lavorare su speciali banchi di sicurezza (a flusso laminare) utilizzando fogli assorbenti monouso impermeabili ai liquidi. Il personale in gravidanza deve essere escluso dal maneggiare sostanze citostatiche.

La polvere per concentrato per soluzione per infusione deve essere ricostituita con acqua per preparazioni iniettabili, diluita con soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) e poi somministrata tramite infusione intravenosa. Deve essere usata una tecnica asettica.

Ricostituzione

Ricostituire ogni flaconcino di Bendamustina Sandoz contenente 25 mg di bendamustina cloridrato in 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili agitando la soluzione.

Ricostituire ogni flaconcino di Bendamustina Sandoz contenente 100 mg di bendamustina cloridrato in 40 ml di acqua per preparazioni iniettabili agitando la soluzione.

Il concentrato ricostituito contiene 2,5 mg di bendamustina cloridrato per ml ed appare come una soluzione limpida incolore.

Diluizione

Appena si ottiene una soluzione limpida (in genere dopo 5-10 minuti) diluire immediatamente la dose totale raccomandata di Bendamustina Sandoz con soluzione di NaCL 0,9% p/v per produrre un volume finale di circa 500 ml.

Bendamustina Sandoz deve essere diluito con soluzione di NaCL 0,9% p/v e con nessun’altra soluzione iniettabile.

Somministrazione

La soluzione è somministrata tramite infusione intravenosa della durata di 30 – 60 min.

I flaconcini sono solo monouso.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.


07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIOIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quale casa farmaceutica produce Bendamustina?

Sandoz S.p.A. L.go U. Boccioni 1

21040 Origgio (VA) Italia


08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIOIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Con quali numeri AIFA ha autorizzato l'immissione in commercio di Bendamustina?

044461010 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 1 flaconcino in vetro da 25 mg 044461022 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 5 flaconcini in vetro da 25 mg 044461034 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 10 flaconcini in vetro da 25 mg 044461046 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 20 flaconcini in vetro da 25 mg 044461059 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 1 flaconcino in vetro da 100 mg 044461061 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 5 flaconcini in vetro da 100 mg


09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONEIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quando ` stato messo in commercio per la prima volta Bendamustina? Quando è stata rinnovata l'autorizzazione al commercio di Bendamustina?

Data della prima autorizzazione:


10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTOIndice

Questo paragrafo risponde alle domande: Quando è stato rivisto e corretto da AIFA il testo di questa scheda tecnica di Bendamustina?

11/06/2016


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)Indice

 

 

Foglio illustrativo: informazioni per l’utilizzatore


Bendamustina Sandoz 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione

Medicinale equivalente


Legga attentamente questo foglio prima di usare questo medicinale perché contiene importanti informazioni per lei.

- Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo.

  • Se ha qualsiasi dubbio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.
  • Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Vedere paragrafo 4.


Contenuto di questo foglio:

  1. Che cos’è Bendamustina Sandoz e a cosa serve
  2. Cosa deve sapere prima di usare Bendamustina Sandoz
  3. Come usare Bendamustina Sandoz
  4. Possibili effetti indesiderati
  5. Come conservare Bendamustina Sandoz
  6. Contenuto della confezione e altre informazioni


  1. Che cos’è Bendamustina Sandoz e a cosa serve


    Bendamustina Sandoz è un medicinale che viene usato per il trattamento di alcuni tipi di cancro (medicinale citotossico).


    Bendamustina Sandoz è utilizzato da solo (monoterapia) o in associazione con altri medicinali per il trattamento delle seguenti forme di cancro:

    • leucemia linfatica cronica nei casi in cui l’associazione chemioterapica con fludarabina non è

      appropriata per lei;

    • linfomi non Hodgkin, che non hanno risposto, o hanno risposto solo per un tempo breve al precedente trattamento con rituximab;
    • mieloma multiplo, nei casi in cui un trattamento chemioterapico ad alto dosaggio integrato a

      trapianto di cellule staminali autologhe o un regime terapeutico a base di talidomide o bortezomib non siano appropriati per lei.

  2. Cosa deve sapere prima di usare Bendamustina Sandoz Non usi Bendamustina Sandoz

    • se è allergico a bendamustina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).
    • durante l’allattamento;
    • se ha una disfunzione epatica grave (danno alle cellule funzionali del fegato);
    • se la pelle o il bianco degli occhi sono di colore giallo a causa di problemi del fegato o del sangue (ittero);
    • se ha un disturbo grave della funzione del midollo osseo (depressione del midollo osseo) e importanti cambiamenti nel numero dei globuli bianchi e delle piastrine nel sangue;
    • se è stato sottoposto a importanti interventi chirurgici meno di trenta giorni prima dell’inizio del trattamento;
    • se ha un’infezione, specialmente se essa è accompagnata da una riduzione dei globuli bianchi (leucopenia)
    • in associazione con il vaccino della febbre gialla.


      Avvertenze e precauzioni

      Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di usare Bendamustina Sandoz.

      • in caso di ridotta capacità del midollo osseo di rigenerare le cellule del sangue. I suoi valori di globuli bianchi e piastrine devono essere controllati prima di iniziare il trattamento con

        Bendamustina Sandoz, prima di ogni ciclo successivo di trattamento e negli intervalli tra i vari cicli di trattamento;

      • in caso di infezione. Deve contattare il medico se mostra sintomi di infezione, inclusi febbre o

        sintomi polmonari;

      • in caso di reazioni sulla sua cute durante il trattamento con Bendamustina Sandoz. La gravità delle reazioni può aumentare;
      • in caso di dolorosa eruzione cutanea rossa o violacea che si diffonde e forma vesciche e/o altre

        lesioni che cominciano a manifestarsi nella membrana mucosa (ad esempio la bocca e le labbra), in particolare se in precedenza aveva sensibilità alla luce, infezioni del sistema respiratorio (ad esempio bronchite) e/o febbre.

      • in caso di preesistente malattia cardiaca (ad esempio attacco di cuore, dolore toracico, ritmo

        cardiaco gravemente disturbato);

      • nel caso noti qualunque tipo di dolore ai fianchi, sangue nelle urine o una ridotta quantità di urine. Quando la sua malattia è molto grave, il suo corpo può non essere capace di eliminare tutti i prodotti di smaltimento delle cellule tumorali distrutte. Questa è chiamata "sindrome da lisi tumorale" e può causare insufficienza renale e problemi cardiaci entro 48 ore dalla prima dose di Bendamustina Sandoz. Il suo medico potrà garantire che sia adeguatamente idratato e darle altre medicine per cercare di prevenirlo;
      • in caso di grave reazione allergica o reazioni di ipersensibilità. Deve porre attenzione a

    reazioni da infusione che si sono manifestate dopo il primo ciclo di terapia.


    Si consiglia agli uomini che vengono trattati con Bendamustina Sandoz di non concepire un figlio durante il trattamento e fino a 6 mesi dopo. Prima di iniziare il trattamento deve informarsi sulle modalità di conservazione dello sperma, a causa della possibilità di infertilità permanente.


    Bambini e adolescenti

    Non c’è esperienza nei bambini e negli adolescenti con Bendamustina Sandoz.


    Altri medicinali e Bendamustina Sandoz

    Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

    Se Bendamustina Sandoz è assunto in associazione a medicinali che inibiscono la formazione delle cellule del sangue nel midollo osseo, l’effetto sul midollo osseo può essere intensificato.


    Se Bendamustina Sandoz è assunto in associazione a medicinali che alterano la risposta immunitaria, questo effetto può essere intensificato.


    Medicinali citostatici possono diminuire l’efficacia della vaccinazione con virus vivi. Medicinali citostatici aggiuntivi aumentano il rischio di una infezione dopo la vaccinazione con vaccini vivi (ad esempio vaccinazione antivirale).


    Gravidanza, allattamento e fertilità

    Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.


    Gravidanza

    Bendamustina Sandoz può causare danno genetico e ha causato malformazioni in studi sugli animali. Non deve usare Bendamustina Sandoz durante la gravidanza, a meno che non sia chiaramente indicato dal medico. In caso di trattamento deve consultarsi con un medico sul potenziale rischio di effetti indesiderati della terapia per il nascituro, e si raccomanda una consulenza genetica.


    Se lei è una donna in età potenzialmente fertile, deve utilizzare un efficace metodo di contraccezione sia prima sia durante il trattamento con Bendamustina Sandoz. Se si verifica una gravidanza durante il trattamento con Bendamustina Sandoz deve immediatamente informare il medico e ricorrere ad una consulenza genetica.

    Allattamento

    Bendamustina Sandoz non deve essere somministrato durante l’allattamento. Se il trattamento con Bendamustina Sandoz è necessario durante il periodo dell’allattamento, deve sospendere l’allattamento al seno.


    Fertilità

    Se è un uomo, deve evitare di concepire figli durante il trattamento con Bendamustina Sandoz e sino a 6 mesi dopo la fine del trattamento. Esiste il rischio che il trattamento con Bendamustina Sandoz porti ad infertilità, e prima che il trattamento abbia inizio lei potrebbe aver bisogno di una consulenza sulla conservazione dello sperma.


    Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

    Non sono stati eseguiti studi sulla capacità di guidare veicoli e usare macchinari. Non guidi o utilizzi macchinari se presenta effetti indesiderati come vertigini o mancanza di coordinazione.


  3. Come usare Bendamustina Sandoz


    Bendamustina Sandoz è somministrato in vena nell’arco di 30 – 60 minuti in vari dosaggi, da solo (monoterapia) o in associazione con altri medicinali.


    Il medico può decidere di non iniziare il trattamento se la conta dei suoi globuli bianchi e/o la conta delle sue piastrine è troppo bassa.

    Il medico determinerà questi valori ad intervalli regolari.


    Leucemia linfatica cronica

    Bendamustina Sandoz 100 mg per metro quadro di superficie corporea (sulla base della sua altezza e peso corporeo)

    Nei giorni 1 + 2

    Ripetere il ciclo dopo 4 settimane


    Linfoma non Hodgkin

    Bendamustina Sandoz 120 mg per metro quadro di superficie corporea (sulla base della sua altezza e peso corporeo)

    Nei giorni 1 + 2

    Ripetere il ciclo dopo 3 settimane


    Mieloma multiplo

    Bendamustina Sandoz 120 - 150 mg per metro quadro di superficie corporea (sulla base della sua altezza e peso corporeo)

    Nei giorni 1 + 2

    Prednisone 60 mg per metro quadro di superficie corporea (sulla base della sua altezza e peso corporeo) per via endovenosa o per bocca

    Nei giorni 1 - 4

    Ripetere il ciclo dopo 4 settimane


    Il medico può decidere di interrompere il trattamento se i valori dei globuli bianchi e/o delle piastrine sono troppo bassi.

    Il medico monitorerà questi valori a intervalli regolari.


    Funzione renale o epatica compromessa

    In base al grado di compromissione della sua funzione epatica, può essere necessario aggiustare la sua dose. Bendamustina Sandoz non deve essere usato se soffre di disfunzione epatica grave. Non è necessario alcun aggiustamento della dose in caso di insufficienza renale. Il medico deciderà se è necessario un aggiustamento del dosaggio.


    Come viene somministrato

    Il trattamento con Bendamustina Sandoz deve essere effettuato solo da medici esperti nella terapia dei tumori. Il medico le darà la dose esatta di Bendamustina Sandoz, usando le necessarie precauzioni.


    Il medico somministrerà la soluzione per infusione dopo averla preparata come prescritto. La

    soluzione è somministrata in vena con una breve infusione della durata di 30 – 60 minuti.


    Durata della terapia

    Non c’è limite di tempo previsto come regola generale per il trattamento con Bendamustina Sandoz. La durata del trattamento dipende dalla malattia e dalla risposta al trattamento.


    Se è preoccupato o ha qualsiasi domanda relativa al trattamento con Bendamustina Sandoz, parli con il medico o con l’infermiere.


    Se dimentica di usare Bendamustina Sandoz

    Se una dose di Bendamustina Sandoz è stata dimenticata, il medico di solito manterrà il normale schema di dosaggio.


    Se interrompe il trattamento con Bendamustina Sandoz

    Il medico deciderà se interrompere il trattamento o se passare ad una preparazione differente.


    Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.


  4. Possibili effetti indesiderati


    Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.


    Cambiamenti dei tessuti simili a necrosi (morte del tessuto corporeo) sono stati osservati molto raramente a seguito di iniezione accidentale nel tessuto al di fuori dei vasi sanguigni (extravasale). Una sensazione di bruciore dove è stato inserito l’ago d’infusione può essere un segnale di somministrazione fuori dai vasi sanguigni. Le conseguenze di una simile somministrazione possono essere dolore e difetti cutanei dovuti a cattiva guarigione.

    L’effetto indesiderato di Bendamustina Sandoz che ne limita il dosaggio è il peggioramento della funzione midollare, che generalmente ritorna nella norma dopo il trattamento. La soppressione della funzione del midollo osseo aumenta il rischio di infezione.


    Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10)


    (leucopenia)

    (trombocitopenia)

    creatinina nel sangue

    • Basso numero di globuli bianchi
    • Diminuzione del pigmento rosso del sangue (emoglobina)
    • Basso numero di piastrine
    • Infezioni
    • Sensazione di malessere (nausea)
    • Vomito
    • Infiammazione delle mucose
    • Aumento del livello di
    • Aumento del livello di urea nel sangue
    • Febbre
    • Fatica
    • Mal di testa


    Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)


    può determinare pallore della cute e causare debolezza o affanno (anemia)

    tipo di cellule bianche (neutropenia)

    pelle come orticaria

    del pigmento epatico (bilirubina) che è spesso indicatore di problemi al fegato

    sangue

    (aritmia)

    polmone

    • Sanguinamento (emorragia)
    • Disturbi del metabolismo causati dalla morte delle cellule tumorali che rilasciano il loro contenuto nel circolo sanguigno (sindrome da lisi del tumore)
    • Riduzione dei globuli rossi che
    • Basso numero di un particolare
    • Reazioni di ipersensibilità della
    • Aumento del livello di alcuni enzimi epatici nel sangue (AST,ALT e fosfatasi alcalina)
    • Aumento del livello nel sangue
    • Bassi livelli di potassio nel
    • Funzione del cuore alterata come sentire il battito cardiaco (palpitazioni) o dolore al petto (angina pectoris)
    • Disturbi del ritmo cardiaco
    • Pressione del sangue bassa o alta (ipotensione ed ipertensione)
    • Disturbi della funzione del
    • Diarrea
    • Stitichezza
    • Dolore alla bocca (stomatite)
    • Perdita dell’appetito (anoressia)
    • Perdita di capelli
    • Cambiamenti della cute
    • Perdita del ciclo mestruale (amenorrea)
    • Dolore
    • Insonnia
    • Brividi
    • Disidratazione
    • Vertigini


    Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)

    • Accumulo di liquido nel sacco cardiaco (fuoriuscita di fluido nello spazio pericardico)
    • Deficit di produzione di tutte le cellule del sangue (sindrome mielodisplastica)
    • Leucemia acuta


      Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000)


      anafilattica (reazioni anafilattoidi)

      (eritema)

      (iperidrosi)

      • Infezione del sangue (sepsi)
      • Gravi reazioni allergiche di ipersensibilità (reazioni anafilattiche)
      • Segni simili alla reazione
      • Sonnolenza
      • Perdita di voce (afonia)
      • Svenimento
      • Arrossamento della cute
      • Infiammazione della cute (dermatite)
      • Prurito
      • Eruzione cutanea (esantema maculare)
      • Eccessiva sudorazione
      • Riduzione della funzione midollare, con conseguente possibile sensazione di malessere o che può essere rilevata dagli esami del sangue


      Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)


      atipica dei polmoni (polmonite)

      (neuropatia periferica)

      (ad esempio paralisi, debolezza muscolare, scarsa coordinazione, perdita di sensibilità, convulsioni, confusione)

      (atassia)

      (tachicardia)

      (flebite)

      dell’esofago (esofagite emorragica)

      stomaco o dell’intestino

      • Infiammazione primaria
      • Rottura dei globuli rossi
      • Rapida diminuzione della pressione del sangue, talora con reazione o eruzione cutanea (shock anafilattico)
      • Disturbi del senso del gusto
      • Alterazioni della sensibilità (parestesia)
      • Malessere e dolore degli arti
      • Malattia del sistema nervoso che può causare sintomi come secchezza della bocca, costipazione, pelle arrossata, pupille dilatate, confusione e disorientamento (sindrome anti-colinergica)
      • Disturbi del sistema nervoso
      • Mancanza di coordinazione
      • Infiammazione del cervello (encefalite)
      • Aumento del battito cardiaco
      • Attacco cardiaco, dolore toracico (infarto del miocardio)
      • Insufficienza cardiaca
      • Infiammazione delle vene
      • Formazione di tessuto nei polmoni (fibrosi dei polmoni)
      • Infiammazione sanguinante
      • Sanguinamento dello
      • Infertilità
      • Insufficienza multi- organi


      Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

    • Il fegato smette di funzionare correttamente (insufficienza epatica)
    • Insufficienza renale
    • Frequenza cardiaca irregolare e spesso rapida (fibrillazione atriale)
    • Dolorosa eruzione cutanea rossa o violacea che si diffonde e forma vesciche e/o altre lesioni che cominciano a manifestarsi nella membrana mucosa (ad esempio la bocca e le labbra), in particolare se in precedenza aveva sensibilità alla luce, infezioni del sistema respiratorio (ad esempio bronchite) e/o febbre.


    Sono stati riportati casi di tumori secondari (sindrome mielodisplastica, leucemia mieloide acuta (LMA), carcinoma bronchiale) a seguito del trattamento con bendamustina. Non è stata determinata una chiara relazione con bendamustina.


    E’ stato segnalato un piccolo numero di casi di reazioni cutanee gravi (Sindrome di Stevens-Johnson e Necrolisi Epidermica Tossica). Non è chiara la relazione con bendamustina.


    Segnalazione degli effetti indesiderati

    Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

    Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.


  5. Come conservare Bendamustina Sandoz


    Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.


    Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta e sulla scatola e sul flaconcino dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.


    Note sulla scadenza dopo l’apertura o la preparazione della soluzione

    La polvere deve essere ricostituita immediatamente dopo l'apertura del flaconcino.

    Il concentrato ricostituito deve essere diluito immediatamente con 0,9% p/v di soluzione di cloruro di sodio.

    Soluzione per infusione

    Dopo la ricostituzione e diluizione, la stabilità chimica e fisica è stata dimostrata per 3,5 ore a 25°C/60% RH o per 1 giorno a 2°C e 8°C in sacchi di polietilene. Da un punto di vista microbiologico, a meno che il metodo di apertura/ricostituzione/diluizione escluda il rischio di contaminazione microbica, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione sono responsabilità dell’utilizzatore.


    Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.


  6. Contenuto della confezione e altre informazioni Cosa contiene Bendamustina Sandoz

Il principio attivo è bendamustina cloridrato.


1 flaconcino contiene 25 mg di bendamustina cloridrato. 1 flaconcino contiene 100 mg di bendamustina cloridrato.


Dopo la ricostituzione, 1 ml di concentrato contiene 2,5 mg di bendamustina cloridrato. L’altro componente è il mannitolo.

Descrizione dell’aspetto di Bendamustina Sandoz e contenuto della confezione


Flaconcini di vetro ambrato con tappo di gomma bromobutilica e ghiera flip-off in plastica e alluminio.


La polvere appare bianca e cristallina.


Bendamustina Sandoz è disponibile in confezioni contenenti 1, 5, 10 e 20 flaconcini con o senza contenitore protettivo in plastica (ONCO-SAFE) che contengono 25 mg di bendamustina cloridrato e 1 e 5 flaconcini con o senza contenitore protettivo in plastica (ONCO-SAFE) che contengono 100 mg di bendamustina cloridrato.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio


Sandoz S.p.A. L.go U. Boccioni 1

21040 Origgio (VA) Italia


Produttore


Helm AG

Nordkanalstraße 28, 20097 Hamburg, Germania


Ebewe Pharma GmbH Nfg. KG Mondseestrasse 11, A-4866 Unterach, Austria


S.C. POLIPHARMA INDUSTRIES S.R.L.

Sos. Alba Iulia nr. 156, Sibiu, Jud. Sibiu, cod 550052, Romania


Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:


Austria Bendamustin Sandoz 2,5 mg/ml - Pulver für ein Konzentrat zur Herstellung einer

Infusionslösung

Belgio Bendamustine Sandoz 2,5 mg/ml poeder voor concentraat voor oplossing voor infusie

Bulgaria Bendamustine Sandoz

Cipro Bendamustine Sandoz

Croazia Bendamustin Sandoz 2,5mg/ml prašak za koncentrat za otopinu infuziju Danimarca Bendamustine Sandoz

Estonia Bendamustine Sandoz

Finlandia Bendamustine Sandoz 2,5 mg/ml kuiva-aine välikonsentraatiksi infuusionestettä varten, liuos

Francia Bendamustine Sandoz 2,5 mg/ml, poudre pour solution à diluer pour perfusion Germania Bendamustin HEXAL

Grecia Bendamustine/Sandoz

Italia Bendamustina Sandoz

Lettonia Bendamustine Sandoz 2,5 mg/ml pulveris infūziju šķīduma koncentrāta pagatavošanai

Lituania Bendamustine Sandoz 2,5 mg/ml milteliai infuzinio tirpalo koncentratui Lussemburgo Bendamustine Sandoz 2,5 mg/ml poudre pour solution à diluer pour perfusion Paesi Bassi Bendamustine HCl Sandoz 2,5 mg/ml, poeder voor concentraat voor oplossing

voor infusie

Polonia Bendamustine Sandoz Repubblica Ceca Bendamustine Sandoz 2,5 mg/ml

Repubblica Slovacca

Bendamustine Sandoz 2,5 mg/ml

Romania Bendamustină Sandoz

Slovenia Bendamustin Sandoz 2,5 mg/ml prašek za koncentrat za raztopino za infundiranje Svezia Bendamustine Sandoz 2,5 mg/ml pulver till koncentrat till infusionsvätska,

lösning

Ungheria Bendamustine Sandoz 2,5 mg/ml por oldatos infúzióhoz való koncentrátumhoz


Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il


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Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari:


Come per tutte le sostanze citotossiche simili, vanno applicate più severe misure di sicurezza per quanto riguarda il personale infermieristico e medico interessato, a causa dei potenziali effetti cancerogeni e di danno genetico della preparazione. Evitare l’inalazione (aspirando) e il contatto con la cute e le mucose mentre si maneggia Bendamustina Sandoz (indossare guanti, indumenti protettivi e possibilmente una mascherina!). Se qualsiasi parte del corpo viene contaminata, pulirla attentamente con acqua e sapone, e sciacquare gli occhi con soluzione salina allo 0.9% p/v. Se possibile, si consiglia di lavorare su uno specifico banco da lavoro di sicurezza (a flusso laminare), con fogli assorbenti monouso impermeabili ai liquidi. Gli articoli contaminati sono rifiuto citostatico. Si prega di osservare le linee guida nazionali sullo smaltimento di materiale citostatico! Il personale in gravidanza deve essere escluso dal maneggiare sostanze citostatiche. I flaconcini sono solo monouso.


La soluzione pronta per l’uso deve essere preparata dissolvendo il contenuto di un flaconcino di Bendamustina Sandoz esclusivamente in acqua per preparazioni iniettabili, come di seguito riportato:


  1. Preparazione del concentrato

    • Un flaconcino di Bendamustina Sandoz contenente 25 mg di bendamustina cloridrato è prima dissolto in 10 ml, agitando la soluzione;
    • Un flaconcino di Bendamustina Sandoz contenente 100 mg di bendamustina cloridrato è prima dissolto in 40 ml, agitando la soluzione.


  2. Preparazione della soluzione per infusione


Appena ottenuta una soluzione limpida (generalmente dopo 5 – 10 minuti), la dose totale raccomandata di Bendamustina Sandoz è immediatamente diluita con soluzione salina 0,9 % p/v per ottenere un volume finale di circa 500 ml. Bendamustina Sandoz non deve essere diluito con altre soluzioni per infusione o iniezione. Bendamustina Sandoz non deve essere miscelato in infusioni contenenti altre sostanze.


Un’iniezione non voluta nel tessuto al di fuori dei vasi sanguigni (iniezione extravasale) deve essere immediatamente interrotta. L’ago deve essere rimosso dopo una breve aspirazione. Dopo ciò, la zona cutanea interessata deve essere raffreddata. L’arto deve essere sollevato. Trattamenti addizionali come l’uso di corticosteroidi non sono di sicuro beneficio (vedere paragrafo 4).

 

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