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Diclofenac

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Generalità
Proprietà farmacologiche
Farmacocinetica
Usi terapeutici
Effetti indesiderati
Sovradosaggio

Generalità

diclofenac formula chimica

Il diclofenac è il "farmaco antinfiammatorio non steroideo" (FANS) più comunemente usato in Europa, con diversi nomi commerciali, i più noti dei quali sono Voltaren, Voltadol, Dicloreum, Deflamat, Akis, Dealgic, Fenadol, Zeroflog.

Attualmente il Diclofenac è disponibile anche come farmaco generico ed è quindi possibile reperire in farmacia numerose formulazioni di Diclofenac preparate da varie case farmaceutiche: Diclofenac EG, Diclofenac DOC, Diclofenac HEXAL, Diclofenac MYLAN GENERICS ecc.

Come tutti i FANS, il diclofenac ha un'azione antidolorifica, antifebbrile ed antinfiammatoria e trova quindi impiego in tutte le forme dolorose (lombalgia, sciatalgia, dolore all'anca, al ginocchio, periartriti, osteoartrosi, mal di denti ecc.), nelle forme febbrili infettive e non infettive ed in generale negli stati infiammatori

L' Agenzia Italiana per il FArmaco (AIFA) raccomanda di non usare i FANS e quindi anche il diclofenac, per periodi prolungati: recenti studi epidemiologici hanno infatto dimostrato un aumento dell'incidenza di disturbi del ritmo cardiaco (aumento dell'intervallo QT o "QT lungo" all'elettrocardiogramma) potenzialmente pericolosi

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Proprietà farmacologiche

Il diclofenac ha attività analgesica, antipiretica e antinfiammatoria ed agisce inibendo la Ciclo-Ossigenasi-2 (COX2). La sua potenza verso la COX-2 è sostanzialmente maggiore di quella dell’indometacina, del naprossene e di numerosi altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Inoltre, il diclofenac sembra in grado di ridurre le concentrazioni intracellulari di acido arachidonico libero nei leucociti, probabilmente alterandone il rilascio o la captazione.

La selettività del diclofenac verso la COX-2 è simile a quella del celecoxib (Celebrex). Infatti, l’incidenza di gravi effetti collaterali gastrointestinali (prevalentemente emorragie digestive) non è risultata diversa tra il celecoxib e il diclofenac nello studio CLASS (Juni et al., 2002). Inoltre, studi prospettici hanno ipotizzato un rischio cardiovascolare associato al trattamento cronico con diclofenac. È attualmente in corso uno studio comparativo randomizzato su larga scala tra il diclofenac e l’inibitore selettivo della COX-2 celecoxib.

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Farmacocinetica

Il diclofenac presenta un rapido assorbimento, un elevato legame alle proteine e una breve emivita. Poiché subisce un significativo effetto di primo passaggio, soltanto il 50% risulta disponibile nel circolo sistemico.

Il diclofenac si accumula nel liquido sinoviale in seguito a somministrazione orale, il che può spiegare perché la durata del suo effetto terapeutico risulti considerevolmente maggiore della sua emivita plasmatica.

Viene metabolizzato nel fegato da un membro della sottofamiglia del CYP2C a 4-idrossi-diclofenac, il metabolita principale, e ad altre forme idrossilate; dopo glucuronazione e solfatazione i metaboliti vengono escreti nelle urine (65%) e nella bile (35%).

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Usi terapeutici

Il diclofenac è stato approvato negli per il trattamento sintomatico a lungo termine dell’artrite reumatoide, dell’osteoartrite e della spondilite anchilosante. Il diclofenac risulta utile anche nel trattamento a breve termine del dolore muscoloscheletrico acuto, del dolore post-operatorio e della dismenorrea.

Il diclofenac è disponibile anche in combinazione con il misoprostol, un analogo sintetico della prostaglandina E1 che esercita un'azione citoprotettiva sulla mucosa gastrointestinale, e questa combinazione, che mantiene l’efficacia del diclofenac riducendo contemporaneamente la frequenza di ulcere gastrointestinali ed erosioni, ha un buon rapporto costo-beneficio rispetto agli inibitori selettivi della COX-2, nonostante il costo aggiuntivo del misoprostol. Inoltre, è disponibile una soluzione oftalmica di diclofenac per il trattamento del dolore post-operatorio dopo interventi di cataratta.

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Effetti indesiderati

Il diclofenac provoca effetti collaterali (in particolare gastrointestinali) in circa il 20% dei pazienti e approssimativamente il 2% di questi deve interrompere la terapia. Nel 5-15% dei pazienti si riscontra un modesto rialzo delle transaminasi epatiche.

Anche se normalmente l’intervento delle transaminasi è moderato, in una piccola percentuale di pazienti il valore può aumentare di tre volte. Il rialzo è solitamente reversibile ma le transaminasi dovrebbero essere sempre dosate durante le prime 8 settimane di trattamento con diclofenac e il trattamento dovrebbe essere sospeso in caso persistano valori eccessivi o si manifestino altri segni o sintomi.

Gli effetti indesiderati del diclofenac includono disturbi a carico del SNC, eritemi, reazioni allergiche, ritenzione di liquidi ed edema e, raramente, compromissione della funzionalità renale. Il farmaco non è raccomandato nei bambini, durante l’allattamento o la gravidanza. Grazie alla sua relativa specificità per la COX-2, al contrario dell’ibuprofene, il diclofenac non interferisce con l’effetto antipiastrinico dell’aspirina. In considerazione di queste osservazioni, il diclofenac non rappresenta un’alternativa valida a un inibitore COX-2 selettivo negli individui a rischio di patologie cardiovascolari o cerebrovascolari.

La tabella seguente, riassume gli effetti collaterali del diclofenac:

Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto raro:trombocitopenia, leucopenia, anemia (compresa l'anemia emolitica e aplastica), agranulocitosi
Disturbi del sistema immunitario
Raro:ipersensibilità, reazioni anafilattiche e anafilattoidi (compresi ipotensione e shock)
Molto raro:edema angioneurotico (incluso edema facciale)
Disturbi psichiatrici
Molto raro:disorientamento, depressione, insonnia, incubi, irritabilità, reazioni psicotiche
Patologie del sistema nervoso
Comune:cefalea, capogiri
Raro:sonnolenza
Molto raro:parestesia, compromissione della memoria, convulsioni, ansietà, tremori, meningite asettica, alterazioni del gusto, accidenti cerebrovascolari
Patologie dell'occhio
Molto raro:disturbi della visione, visione offuscata, diplopia
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Comune:vertigini
Molto raro:tinnito, peggioramento dell'udito
Patologie cardiache
Non comune*:infarto miocardico, insufficienza cardiaca, palpitazioni, dolore toracico
Patologie vascolari
Molto raro:ipertensione, vasculite
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Raro:asma (compresa dispnea)
Molto raro:polmonite
Patologie gastrointestinali
Comune:nausea, vomito, diarrea, dispepsia, dolore addominale, flatulenza, diminuzione dell'appetito
Raro:gastrite, emorragia gastrointestinale, ematemesi, diarrea emorragica, melena, ulcera gastrointestinale (con o senza emorragia e perforazione)
Molto raro:colite (compresa colite emorragica ed esacerbazione di colite ulcerativa o morbo di Crohn), costipazione, stomatite (inclusa stomatite ulcerativa), glossite, disturbi esofagei, stenosi intestinale diaframma-simile, pancreatite
Patologie epatobiliari
Comune:aumento delle transaminasi
Raro:epatite, ittero, disturbi epatici
Molto raro:epatite fulminante, necrosi epatica, insufficienza epatica
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune:rash
Raro:orticaria
Molto raro:dermatiti bollose, eczema, eritema, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica (sindrome di Lyell), dermatite esfoliativa, perdita di capelli, reazioni di fotosensibilità, porpora, porpora di Schonlein Henoch, prurito
Patologie renali e urinarie
Molto raro:insufficienza renale acuta, ematuria, proteinuria, sindrome nefrotica, nefrite interstiziale, necrosi papillare renale
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede diSomministrazione
Raro:edema

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Sovradosaggio

Non esiste un tipico quadro clinico risultante da un sovradosaggio di diclofenac. Il sovradosaggio può causare sintomi quali vomito, emorragia gastrointestinale, diarrea, capogiri, tinnito o convulsioni. Nel caso di avvelenamento significativo sono possibili insufficienza renale acuta e danni epatici.

In caso di sovradosaggio, il trattamento consiste essenzialmente in misure di supporto e sintomatiche. In caso di complicazioni come ipotensione, insufficienza renale, convulsioni, disturbi gastrointestinali e depressione respiratoria dovrebbero essere adottate le misure di supporto e trattamento sintomatico.

Terapie specifiche, come diuresi forzata, dialisi o emoperfusione, non sono probabilmente di aiuto nell’eliminare gli antinfiammatori non steroidei, incluso diclofenac, a causa del loro elevato legame alle proteine plasmatiche e del loro notevole metabolismo.

Dopo l'ingestione di un sovradosaggio potenzialmente tossico si può considerare l’utilizzo di carbone attivo, mentre dopo l'ingestione di un sovradosaggio potenzialmente pericoloso per la vita si può considerare uno svuotamento gastrico (p. es. vomito, lavanda gastrica).

 

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Pagina aggiornata il: 30/05/2016