streptococcus agalactiae

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Kiara84
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streptococcus agalactiae

Messaggio da Kiara84 » gio ott 21, 2004 11:16 am

salve dottore,
da sei mesi faccio terapie antibiotiche contro lo streptococcus agalactiae che però non accenna ad andarsene. Dopo ripetuti tamponi vaginali che hanno sempre rilevato la sua presenza,il ginecologo ha richiesto una visita dall'otorino il quale però ha escluso che l'infezione possa derivare dalla gola ed ha anche contestato la scelta da parte del ginecologo dell'amplital che secondo lui nn è l'antibiotico più adatto. comunque sto attendendo anche il tampone fatto alla gola. Posso essere sicura che lo steptococcus non si trasmetta sessualmente?quali possono essere le cause e come mai è cosi difficile liberarsene?

Heise IT-Markt [Crawler]

Messaggio da Heise IT-Markt [Crawler] » lun ott 25, 2004 8:03 am

Lo streptococco ß emolitico di gruppo B (GBS) rappresenta circa il 30% della flora saprofitica (cioè normale) vaginale e quindi non causa alcuna patologia nella donna nè nel partner. Tuttavia è uno dei più importanti agenti di infezione neonatale, con un rischio stimato attorno al 3% delle nascite e, unitamente all'Escherichia coli, è riconosciuto come uno degli agenti più comuni delle batteriemie e delle meningiti nei primi 2 mesi di vita.
A seconda del periodo di manifestazione dell'infezione si riconoscono 2 malattie neonatali: la Early Onset (ad esordio precoce) e la Late Onset (ad esordio tardivo).
La early onset che colpisce l'1-3% dei nati vivi, può determinare un tasso di mortalità del 50-60%. Caratterizzata prevalentemente da setticemia, riconosce come momento patogenetico la trasmissione verticale (cioè durante il parto) madre-figlio ed è associata frequentemente a rottura precoce delle membrane (Prom), prematurità, parti distocici e febbre intra e post-partum.
La malattia neonatale late onset, di minore gravità si manifesta dopo la prima settimana di vita, ha una prevalenza di 1,7 per 1000 nati vivi, non è dovuta a trasmissione verticale, ma orizzontale (cioè per contatto fra le mani della madre o dell'ostetrica ed il neonato) e non si associa a complicazioni ostetriche materne.
La colonizzazione cervicovaginale in donne asintomatiche varia tra il 3 ed il 28%, con una prevalenza di infezione neonatale compresa tra il 38 ed il 70%, ma solo l'1-2% dei nati sviluppa la malattia. Ciò significa che circa 1 donna su 3 ha lo Streptococco agalactiae, che circa 4-10 neonati su 100 lo acquisiscono durante il parto, ma solo 1-2 neonati su 100 sviluppano la malattia. Sfortunatamente, a differenza di quanto si osserva per altri batteri, i quali, se presenti in vagina permangono per tutta la gravidanza, il GBS è incostante. Gestanti positive nel corso della gravidanza possono negativizzarsi al momento del parto, altre negative durante l'intero decorso della gravidanza divengono positive al parto; altre ancora, infine, possono ricolonizzarsi dopo un trattamento antibiotico. Questa caratteristica mette in seria discussione l'utilità di uno screening colturale in gravidanza nell'ottica di una prevenzione della sepsi neonatale: la cura dell'infezione con antibiotici prima del parto appare inutile o comunque non definitiva.
Probabilmente la presenza di un'infezione streptococcica nel corso della gravidanza (isolamento colturale su tampone rettale e vaginale a 34-37 settimane di epoca gestazionale) e/o la presenza di circostanze cliniche cosiddette a rischio (Prom prolungata, prematurità, febbre intrapartum) impone, <b>durante il travaglio di parto, un trattamento profilattico con ampicillina, dimostratasi efficace nel ridurre significativamente l'incidenza di infezione neonatale.</b>
A favore di tale politica depongono una serie di studi prospettici ed al momento sembrerebbe la strategi migliore.

Cari saluti

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