Chlamydia Tracomatis

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Roberto
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Chlamydia Tracomatis

Messaggio da Roberto » sab dic 06, 2003 3:18 pm

Ho da tempo questa infezione e mi si è allocata nella prostata, ho fatto diversi cicli di antibiotici, ma con esito negativo, esiste un antibiotico specifico? e possibile eseguire un antibiotigramma in merito? Attualmente mi sconsigliano di proseguire con altri antibiotici perchè rischierei di diventare antibioticoresistente ma di eseguire direttamente delle infiltrazioni locali con punture, ma io sono abbastanza perplesso, anche perchè non vorrei compromettere la funzionalità dell'organo e quindi anche la propria capacità di avere figli.
Cosa mi consigliate?.
Grazie, e grazie per il sito.
Roberto

Heise IT-Markt [Crawler]

Messaggio da Heise IT-Markt [Crawler] » sab dic 06, 2003 4:07 pm

Premesso che il ruolo della Chlamydia trachomatis nella prostatite non è ancora del tutto chiaro (alcuni autori considerano questa sindrome come non infettiva), gli antiobiotici di elezione nelle malattie da Chlamydia sono le Tetracicline (Bassado, Minocin) tuttavia nel caso specifico della prostatite vanno considerati anche altri fattori: la maggior parte degli antibiotici infatti non riesce a penetrare agevolmente nè a raggiungere concentrazioni adeguate nel tessuto prostatico a causa sia del pH acido (6,4) del liquido prostatico, sia della non liposolubilità della maggior parte di questi farmaci.
La scelta deve quindi ricadere su antibiotici in grado di superare la "barriera prostatica" e che nel contempo siano efficaci contro la C. trachomatis
Gli antibatterici che posseggono entramvi queste caratteristiche sono la Ciprofloxacina la Levofloxacina e l' Aztreonam.
Un'altra considerazione importante è che la terapia, nelle prostatiti croniche, deve essere protratta per almeno 2-4 settimane consecutive a dosaggio pieno (per la ciprofloxacina 500 mg x 2 volte al giorno).

Una terapia antibiotica ben fatta, che rispetti quanto sopra detto, non induce antibioticoresistenza e dà risultati positivi nel 70-80 % dei casi.

Ora, non so quali trapie tu abbia già effettuato nè quali farmaci ti sono stati indicati per infiltrazione locale, comunque ti rammento sempre che è opportuno parlare con il tuo medico di famiglia: il caso clinico non può prescindere infatti da una visita accurata.

Ciao!

Roberto
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Messaggio da Roberto » lun dic 08, 2003 5:11 pm

Dopo vari periodi di cura intervallati di qualche mese l'uno dall'altro prescritti dal primo urologo che mi sono rivolto dove ho utilizzato il Bassado per un mese, il Minocim per 14 gg, Miocamen per 21 gg, sono apprdato ad un'altro specialista che mi ha prescritto la levofloxacina 500 1 cp al giorno per 60 gg, poi dopo tre mesi ho fatto il Rulid 1cp al gg per 15 giorni preceduto da rocefin 1mg al gg. per 6 gg, perchè mi avevano trovato infetto anche al goncocco, oggi dopo un mese avuta la risposta degli esami sono ancora positivo alla chlamydia sia nelle urine che nello sperma, e sono passati ca. 2 anni dalla prima diagnosi.
Col medico di famiglia ho già parlato da tempo, ma di questa problematica mi rimanda a degli specialisti, che mi hanno curato come detto sopra ed ora, nuovamente cambiato urologo, mi vengono consigliate le punture in loco, ma non mi ha specificato che tipo di antibiotico vuole usare.
Come capirete, al situazione è diventata demoralizzante.
Cerco aiuto per capire meglio come e dove agire.
Grazie nuovamente, e aspetto vostre ulteriori ed eventuali considerazioni in merito.

<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote"><i>Originariamente inviato da sanmag</i>

Premesso che il ruolo della Chlamydia trachomatis nella prostatite non è ancora del tutto chiaro (alcuni autori considerano questa sindrome come non infettiva), gli antiobiotici di elezione nelle malattie da Chlamydia sono le Tetracicline (Bassado, Minocin) tuttavia nel caso specifico della prostatite vanno considerati anche altri fattori: la maggior parte degli antibiotici infatti non riesce a penetrare agevolmente nè a raggiungere concentrazioni adeguate nel tessuto prostatico a causa sia del pH acido (6,4) del liquido prostatico, sia della non liposolubilità della maggior parte di questi farmaci.
La scelta deve quindi ricadere su antibiotici in grado di superare la "barriera prostatica" e che nel contempo siano efficaci contro la C. trachomatis
Gli antibatterici che posseggono entramvi queste caratteristiche sono la Ciprofloxacina la Levofloxacina e l' Aztreonam.
Un'altra considerazione importante è che la terapia, nelle prostatiti croniche, deve essere protratta per almeno 2-4 settimane consecutive a dosaggio pieno (per la ciprofloxacina 500 mg x 2 volte al giorno).

Una terapia antibiotica ben fatta, che rispetti quanto sopra detto, non induce antibioticoresistenza e dà risultati positivi nel 70-80 % dei casi.

Ora, non so quali trapie tu abbia già effettuato nè quali farmaci ti sono stati indicati per infiltrazione locale, comunque ti rammento sempre che è opportuno parlare con il tuo medico di famiglia: il caso clinico non può prescindere infatti da una visita accurata.

Ciao!



<hr height="1" noshade id="quote"></blockquote id="quote"></font id="quote">

Heise IT-Markt [Crawler]

Messaggio da Heise IT-Markt [Crawler] » gio dic 18, 2003 6:40 am

Alla luce delle terapie effettuate (tutto sommato corrette e complete) credo che valga la pena rivalutare il rapporto di causa-effetto fra i tuoi sintomi e la presenza di Clamidia.
Non è infatti del tutto appurato il ruolo patogenetico di questo microrganismo nelle prostatiti croniche. D'altra parte, dopo tutti questi cicli di terapia antibiotica, se non vi è stato nessun miglioramento dei sintomi, è difficile sostenere che si tratti di una infezione batterica o da Clamidia.
Credo che sarebbe opportuno rivalutare la sintomatologia e la diagnosi: hai sicuramente necessità di una nuova visita specialistica che consideri le terapie già effettuate, senza riiniziare di nuovo tutto da capo.

marcello
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Messaggio da marcello » mer mag 19, 2004 11:56 pm

I primi giorni di Marzo 2004 ho avuto una secrezione non abbondante dall'uretra dopo circa 20 giorni dall'ultimo rapporto sessuale (anche anale). Rivoltomi ad un dermatologo, ho eseguito il tampone uretrale e sono risultato positivo alla maledetta Chlamydia (cosa strana la mia partner, avvisata, è risultata negativa. Ho fatto un primo ciclo di claritromicina (250mg x 2 per 15 giorni)e al controllo successivo del tampone la Chlamydia era ancora presente. Ho iniziato nuovi cicli con l'azitromicina (500mg x 1 per tre giorni ogni dieci giorni per tre volte) ma la sintomatologia non è scomparsa. Ho iniziato allora un ciclo con la doxiciclina (100mg x 2 per 15 giorni) che finirò domani. La sintomatologia è migliorata non poco ma ogni tanto, se spremo il glande, compare una piccola goccia di secreto per cui ho paura che la Chlamydia stia ancora lì.
Domande:
1 - come è possibile che la mia partner sia risultata negativa?
2 - se il tampone dovesse risultare positivo che fare?
3 - è il caso che mi rivolga ad un andrologo per valutare
l'eventuale compromissione di altri organi?
4 - con sincerità, la Chlamydia è definitivamente eradicabile o
lascerà strascichi per tutta la vita?

GRAZIE DELLE RISPOSTE

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Messaggio da Heise IT-Markt [Crawler] » lun mag 24, 2004 8:00 am

1 - come è possibile che la mia partner sia risultata negativa?

Nella donna sono frequenti i "falsi negativi" perchè è più difficile individuarla col tampone

2 - se il tampone dovesse risultare positivo che fare?

Non resterebbe che coltivare la Clamidia su appositi terreni di coltura ed eseguire le sensibilità in vitro agli antibiotici (antibiogramma e MIC - Concentrazioni Minime Inibenti)

3 - è il caso che mi rivolga ad un andrologo per valutare
l'eventuale compromissione di altri organi?

Semmai ad un Urologo: l'andrologo si occupa più che altro di disfunzioni della sfera sessuale. Delle malattie veneree si occupano urologi e dermatologi

4 - con sincerità, la Chlamydia è definitivamente eradicabile o
lascerà strascichi per tutta la vita?

La Clamidia è un germe tutto sommato banale e molto diffuso. Si eradica facilmente pur di utilizzare un antibiotico a cui sia sicuramente sensibile ed a dosaggi congrui soprattutto relativamente alla sede dell'infezione (in alcune infezioni micotiche delle unghie dei piedi, ad esempio, la terapia va protratta per 6 mesi)


Saluti

alerenzi
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Messaggio da alerenzi » mer giu 15, 2005 9:04 am

Da circa 3 mesi mi è stata diagnosticata un'infezione da Chlamydia alla prostata.
Ho iniziato ad avere dei disturbi parecchi anni fa, e da circa un anno e mezzo, quando i sintomi sono diventati decisamente più fastidiosi, ho deciso di fare dei controlli. Ho iniziato con una ecografia a prostata e vescica che ha dato esito negativo, mi sono quindi rivolto ad un primo urologo che mi ha dato una cura a base di ciproxin per una settimana che non ha sortito effetti. Sono stato visitato da un secondo urologo che mi ha prescritto un ciclo di orudis, senza alcun beneficio. Il terzo urologo a cui mi sono rivolto mi ha fatto fare dei tamponi uretrali da cui risulatva la presenza di alcuni batteri, mi ha prescritto prima un ciclo settimanale di clavulin, che mi ha dato un qualche breve beneficio. Però una volta interrotto i fastidi si sono ripresentati e quando ho ripreso il farmaco non ha avuto più alcun effetto. Mi ha prescritto pertanto un ciclo di bactrim che non ha dato risultati positivi, e l'urologo mi ha consigliato a quel punto di fare delle analisi più accurate e mi ha dato il nominativo dell'ultimo urologo a cui mi sto attualmente rivolgendo. Quest'ultimo infatti mi ha fatto fare un'analisi delle urine dopo massaggio prostatico che ha evidenziato la presenza della chlamydia. A quel punto mi ha prescritto un ciclo di 10 gg di bassado 3gg di trozocina e 7gg di rifadin che non ha risolto i miei fastidi. Mi ha somministrato un secondo ciclo di 20 gg di unidrox 600mg che ugualmente non ha eliminato il problema.
L'ultima cura che secondo l'urologo che mi ha in cura mi resta da fare sono delle infiltrazioni (3 cicli) locali.
Questo tipo di intervento mi "spaventa" un po', e prima di effettuarlo vorrei essere sicuro della efficacia della terapia, mi sa dare un consiglio?
Le confesso che da una parte sono stanco di soffrire di questi sintomi che mi disturbano ogni giorno fortemente il sonno, ma vorrei anche smettere di sottopormi a cure e prendere farmaci senza alcun benificio.
I miei sintomi (di cui soffro in modo forte da circa un anno e mezzo) si manifestano con l'esigenza di urinare molto spesso, un bruciore costante alle vie urinarie durante il giorno, e, cosa più fastidiosa, di notte mi sveglio dopo 3/4 ore di sonno con un bruciore "tagliente" che dal basso ventre arriva fino al pene, e dopo avere urinato mi devo risvegliare dopo poco tempo (circa un'ora) con lo stesso bruciore.

La ringrazio anticipatamente

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Messaggio da Heise IT-Markt [Crawler] » mer giu 15, 2005 5:29 pm

I sintomi che riferisci sembrerebbero quelli di una uretrite più che di una prostatite, ma con tutti gli antibiotici che hai preso diventa difficile sostenere una etiologia batterica o Clamidiale (le clamidie sono estremamente sensibili alle tetracicline).
Si potrebbe pensare (ma ovviamente occorrerebbe un esame clinico ed altre analisi) ad una infezione da herpes virus (i virus non sono sensibili agli antibiotici) oppure da miceti (lo stesso non sensibili).
Il bruciore durante la minzione può anche essere dato dal passaggio di "renella" (cristalli di fosfato o urato che si formano nelle urine) ed il dolore riferito a livello dei genitali potrebbe anche essere legato ad una nevralgia a partenza dalle ultime vertebre lombari (artrosi della colonna vertebrale lombare con riduzione degli spazi intevertebrali).
Mi sembra opportuno andare avanti con le indagini "allargando" un po', come detto, le ipotesi.
Per quello che riguarda le infiltrazioni: con quale farmaco ed in quale organo (infiltrazioni transuretrali di qualche antibiotico o infiltrazioni trancutanee di farmaci intraprostatici)?

Saluti!

alerenzi
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Messaggio da alerenzi » gio giu 16, 2005 11:12 am

Questa è la descrizione del trattamento praticata dall'urologo che mi sta seguendo:
"Eseguiamo il trattamento di seguito descritto per tre volte, mediamente a distanza di 10 giorni uno dall’altro.
Dopo accurata disinfezione del piano cutaneo con soluzioni saponose sterili, con il paziente in posizione litotomica, si introduce per via transperineale sotto guida ecografica, un ago mandrinato da 23 G fino al pavimento pelvico.
I muscoli del pavimento pelvico ed il diaframma urogenitale vanno infiltrati con circa 15 cc.. di carbocaina al 2%.
Dopo alcuni secondi di attesa, per permettere all’anestetico di svolgere i suoi effetti, si oltrepassa il diaframma urogenitale (che è una struttura molto sensibile e pertanto se non adeguatamente anestetizzata, molto dolente), e si arriva con l’ago all’interno della o delle lesioni prostatitiche che vengono infiltrate con il cocktail antibiotico ed il cortisone (desametazone).
Al temine dell’infiltrazione, dopo aver tolto l’ago e la sonda ecografica dal retto, si esegue un energico massaggio prostatico per permettere ai farmaci infiltrati di spandersi in maniera uniforme."

La mia paura appunto è che i miei sintomi non siano esattamente legati alla Chlamydia, che però è l'unica cosa che mi è stata in effetti diagnosticata con certezza, e che anche questo tipo di intervento possa risultare inutile.
Le preciso che non ho dolori durante la minzione, ma ho una frequente necessità di urinare, e avverto un bruciore sempre più forte se non ne ho la possibilità, motivo per cui (credo) questi bruciori diventano particolarmente fastidiosi di notte. Questo bruciore di diffonde dal basso ventre (dalla base del pene) fino al pene. Le aggiungo che per via di questi bruciori mi ritrovo tutte le notti ad assumere durante il sonno una posizione fetale, per cercare di lenire istintivamente questi fastidi.
Infine, la informo che l'urologo che mi sta seguendo mi ha recentemente somministrato 2 cicli di Dilucan 300 mg per circa 10gg.

La ringrazio ancora


<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote"><i>Originariamente inviato da sanmag</i>

I sintomi che riferisci sembrerebbero quelli di una uretrite più che di una prostatite, ma con tutti gli antibiotici che hai preso diventa difficile sostenere una etiologia batterica o Clamidiale (le clamidie sono estremamente sensibili alle tetracicline).
Si potrebbe pensare (ma ovviamente occorrerebbe un esame clinico ed altre analisi) ad una infezione da herpes virus (i virus non sono sensibili agli antibiotici) oppure da miceti (lo stesso non sensibili).
Il bruciore durante la minzione può anche essere dato dal passaggio di "renella" (cristalli di fosfato o urato che si formano nelle urine) ed il dolore riferito a livello dei genitali potrebbe anche essere legato ad una nevralgia a partenza dalle ultime vertebre lombari (artrosi della colonna vertebrale lombare con riduzione degli spazi intevertebrali).
Mi sembra opportuno andare avanti con le indagini "allargando" un po', come detto, le ipotesi.
Per quello che riguarda le infiltrazioni: con quale farmaco ed in quale organo (infiltrazioni transuretrali di qualche antibiotico o infiltrazioni trancutanee di farmaci intraprostatici)?

Saluti!

<hr height="1" noshade id="quote"></blockquote id="quote"></font id="quote">

Heise IT-Markt [Crawler]

Messaggio da Heise IT-Markt [Crawler] » ven giu 17, 2005 1:59 pm

Allora si tratta di una infiltrazione percutanea. Sinceramente non ho grande esperienza di questa procedura, ma ti consiglierei prima di tutto di indagare tutte le altre possibilità prima di sottoporti a questa procedura.

alerenzi
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Messaggio da alerenzi » lun giu 20, 2005 3:18 pm

Visto che i miei sintomi si manifestano con frequente necessità di urinare durante il giorno, e di note con intensi bruciori sovrapubici e lungo il pene, con conseguenti forti disturbi del sonno, le chiederei la grande cortesia di riassumermi gli ulteriori controlli che mi consiglia di effettuare prima di procedere eventualmente con queste infiltrazioni percutanee.
Consideri che oltre al recente esame delle urine dopo massaggio prostatico (che ha evidenziato la chlamydia), precedentemente avevo effettuato due volte l'analisi delle urine e un esame dello sperma che non avevano evidenziato nulla. Ho anche effettuato tre volte un tampone uretrale, ed i primi due evidenziarono un batterio, che hanno provato a curare con il Clavulin ed il Bactrim. Secondo l'urologo che mi sta curando, i risultati di questi tamponi dipendevano comunque dalla Chlamydia presente nella prostata. Con questi esami avrei dovuto vedere la presenza di eventuali herpes o miceti?

Posso dirle che questo tipo di disturbi, apparentemente banali, mi stanno in realtà "logorando" fisicamente e psicologicamente, essendo moltissimi mesi che non riesco a dormire in modo normale, con cicli di sonno continuativi che non superano le 3/4 ore.
Ritiene eventualmente necessaria una visita presso il vs studio?
La ringrazio infinitamente




<blockquote id="quote"><font size="1" face="Verdana, Arial, Helvetica" id="quote">quote:<hr height="1" noshade id="quote"><i>Originariamente inviato da sanmag</i>

Allora si tratta di una infiltrazione percutanea. Sinceramente non ho grande esperienza di questa procedura, ma ti consiglierei prima di tutto di indagare tutte le altre possibilità prima di sottoporti a questa procedura.


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Heise IT-Markt [Crawler]

Messaggio da Heise IT-Markt [Crawler] » mar giu 21, 2005 2:11 pm

Inizierei con un esame urodinamico per evidenziare se esistono cause oggettive per la tua pollachiuria (minzione frequente), poi una ecografia renale, vescicale e prostatica, e poi una Rx rachide lombosacrale in 2 proiezioni.
Nell'ipotesi poi di una possibile infezione da Herpes genitalis (Tipo II) è possibile fare il dosaggio degli anticorpi nel sangue (IgG ed IgM anti-herpes 2).
Alla luce degli esiti saranno possibili ulteriori approfondimenti.

andreatinari
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Messaggio da andreatinari » dom feb 05, 2006 3:02 pm

Ho fatto i famosi tre cicli di infiltrazioni dirette nella proposta, anzi due perche'molto dolorosi e non sono arrivato al terzo, da un urologo con cattedra a perugia, ma studio a Roma ai parioli.
Avevo fatto per due anni cicli e cicli di antibiotici, piu'o meno gli stessi citati in tutto il forum in lungo e largo...anche ai tamponi uretrali e varie spermioculture, risultavo negativo, oppure germi quasi comuni.
dal 1995 ormai soffro a periodi alterni, di "scolo" come si chiamava una volta, ed altri fenomeni di arrossamento del glande, mentre nei periodi "buoni" non ci sono sintomi...e'come se ci sia un qualche batterio/germe, etc., nascosto, e quasi latente, che ogni tanto si rinvigorisce ed attacca.
Se torno da quell'urologo - infiltrazioni: anno 2000 - di certo mi rifa'fare tre cicli, e la mia paura e' che vada a danneggiare la prostata.
ci sono altri rimedi, sortiti negli ultimi 6 anni di medicina?

Grazie
Andrea

sal
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Iscritto il: dom mar 05, 2006 2:34 am

Messaggio da sal » dom mar 05, 2006 1:21 am

circa 2 anni fa ho avuto un rapporto a rischio e da allora ho avuto degli sintomi evidenti di minzione frequente,brividi, dolore prostatico e anche la fuoriuscita d liquido biacanstro dal uretra...cosi sono andato da un andrologo e mi ha sottoposto alla palpazione prostatica che ha determinato la fuoriuscita di liquido biacastro dal uretra e mi ha diagnosticato la prostatite acuta. mi ha prescritto cosi azitromicina(zitromax) 500mg. per 3 giorni e dopo una settimana ripetere la terapia..insieme con questa terapia mi ha prescritto la ciprfloxina 500mg. x 2 compresse al giorno per 10giorni... dopo questa terapia mi sono sentito molto meglio.. pero'dopo la terapia ho avuto un rapporto a rischio con la mia ex ragazza e cosi ho avuto di nuovo i stessi sintomi. dopo una seconda visita dal andrologo mi e stato diagnosticato prostatite subacuta recediva e mi ha prescritto la stessa terapia...ha prescritto anche azitromicina alla mia ex....dopo la terapia mi sono sentito meglio..pero ho notato dopo la terapia la fuoriuscita di nuovo d liquido biacastro dopo la minziona e ho sempre dei brividi frequenti, e possibile ke la malattie non e' stato del tutto debelato oppure ce qualcosa altro a livello urogenitale che non e' stato debelato o dovrei fare qualche altro esame specifico. cosa mi consigliate d fare...grazie e complimenti per il vostro lavoro!!

Heise IT-Markt [Crawler]

Messaggio da Heise IT-Markt [Crawler] » lun mar 06, 2006 8:52 am

Per Andrea e Roberto:

le terapie antibiotiche fatte senza diagnosi precisa, a largo spettro, per curare una malattia infettiva, sono giustificate solo come primo e più pratico approccio: se il paziente guarisce, si risparmiano numerosi esami talvolta anche spiacevoli.
Nel vostro caso, però sembra che le terapie iniziali non siano andate a buon fine.
E' necessario a questo punto giungere ad una duiagnosi etiologica precisa: sarà necessario isolare il microrganismo responsabile (mediante colture bettriche o esami del secreto uretrale o prostatico) e procedere ai test di sensibiolità agli antibiotici, altrimenti si rischia di non eradicare l'infezione e di cronicizzarla.
Un altro punto da sottolineare è che qualunque terapia effettuata per uretriti o prostatiti deve sempre esssere eseguita anche dalla partner, altrimenti dopo la cura, recidiverà sicuramente.

Saluti!

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