Come agisce una pomata antinfiammatoria?

Pomate antinfiammatorie topiche: meccanismo d’azione, indicazioni, effetti collaterali, controindicazioni e corrette modalità d’uso

Le pomate antinfiammatorie sono tra i farmaci da banco più utilizzati per trattare dolori muscolari, articolari e piccole infiammazioni locali, come distorsioni, contusioni o irritazioni cutanee. Vengono spesso percepite come rimedi “leggeri” perché si applicano solo sulla zona interessata, ma in realtà contengono principi attivi con un’azione farmacologica ben definita, che può essere molto efficace se usata correttamente. Capire come funzionano, quali tipi esistono e quali precauzioni adottare è fondamentale per sfruttarne i benefici riducendo al minimo i rischi.

Quando si parla di pomata antinfiammatoria si fa in genere riferimento a due grandi categorie di farmaci: i FANS topici (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei applicati sulla pelle) e i corticosteroidi topici, più usati nelle malattie infiammatorie della cute. A questi si aggiungono altre sostanze ad azione locale, come anestetici o rubefacenti, spesso presenti in associazione. Ogni formulazione ha indicazioni, limiti e potenziali effetti collaterali specifici. Per questo è importante non considerare queste pomate come semplici cosmetici, ma come veri medicinali, da usare seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo e, quando necessario, il parere del medico o del farmacista.

Come funzionano le pomate antinfiammatorie

Le pomate antinfiammatorie agiscono principalmente riducendo i mediatori chimici dell’infiammazione nella zona in cui vengono applicate. Nel caso dei FANS topici, il meccanismo d’azione è simile a quello dei FANS assunti per bocca: inibiscono gli enzimi ciclossigenasi (COX-1 e soprattutto COX-2), responsabili della sintesi delle prostaglandine, sostanze che amplificano il dolore, la vasodilatazione e l’edema. Applicando il farmaco sulla cute, una quota significativa del principio attivo si concentra nei tessuti sottostanti (muscoli, articolazioni superficiali, strutture periarticolari), con un assorbimento sistemico molto più basso rispetto alla via orale. Studi e meta-analisi su diclofenac, ibuprofene, ketoprofene e altri FANS topici mostrano un’efficacia paragonabile ai FANS orali nel dolore muscolo-scheletrico lieve-moderato, con minore incidenza di effetti gastrointestinali e renali, pur non essendo questi rischi completamente azzerati. (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)

I corticosteroidi topici, invece, hanno un meccanismo d’azione diverso e più ampio: modulano l’attività del sistema immunitario locale, riducendo la produzione di citochine pro-infiammatorie, l’attivazione dei linfociti e la migrazione delle cellule infiammatorie nella cute. Questo si traduce in una marcata riduzione di arrossamento, prurito, edema e ispessimento cutaneo, motivo per cui sono indicati in patologie come dermatite atopica, eczema da contatto, psoriasi localizzata e altre dermatosi infiammatorie. Documenti regolatori, come la Nota 88 dell’AIFA, sottolineano che l’uso di corticosteroidi topici deve essere mirato a patologie cutanee ben definite e, spesso, sotto controllo specialistico, proprio per il rischio di effetti collaterali locali (atrofia cutanea, teleangectasie) e, se usati in modo esteso o prolungato, anche sistemici. (aifa.gov.it)

Un aspetto importante del funzionamento delle pomate antinfiammatorie è la formulazione: gel, crema, unguento, schiuma o cerotto medicato non sono equivalenti. I gel a base alcolica favoriscono una penetrazione più rapida del principio attivo e sono spesso preferiti nel trattamento di traumi acuti (distorsioni, contusioni), mentre le creme o gli unguenti, più emollienti, possono essere indicati in aree cutanee secche o irritate. Per i FANS topici, alcune formulazioni in cerotto o soluzione cutanea hanno dimostrato, in studi clinici e network meta-analisi, una migliore efficacia nel dolore da artrosi rispetto ad altre, a conferma che non conta solo il principio attivo ma anche il veicolo e la tecnologia di rilascio. (pmc.ncbi.nlm.nih.gov)

Infine, molte pomate antinfiammatorie contengono associazioni di principi attivi: ad esempio FANS più sostanze rubefacenti o vasodilatatrici, oppure corticosteroidi associati ad antibiotici o antimicotici per gestire contemporaneamente infiammazione e rischio infettivo. Queste combinazioni possono essere utili in situazioni selezionate, ma aumentano anche la complessità del profilo di sicurezza e il rischio di uso inappropriato (per esempio applicare corticosteroidi combinati con antibiotici su lesioni non infette o per periodi troppo lunghi). Per questo è essenziale leggere con attenzione il foglietto illustrativo, verificare quale sia il principio attivo principale e, in caso di dubbi, chiedere consiglio a un professionista sanitario, evitando il “fai da te” prolungato, soprattutto se i sintomi non migliorano o tendono a peggiorare.

Indicazioni terapeutiche

Le indicazioni terapeutiche delle pomate antinfiammatorie dipendono dal tipo di principio attivo e dalla sede di applicazione. I FANS topici sono principalmente utilizzati per il trattamento del dolore muscolo-scheletrico acuto e cronico di lieve o moderata entità: distorsioni, stiramenti, contusioni, tendiniti, epicondiliti, dolori lombari e cervicali, artrosi di articolazioni superficiali (come ginocchio, mano, caviglia). Le evidenze disponibili indicano che, in queste condizioni, l’applicazione locale di diclofenac, ibuprofene, ketoprofene e altri FANS può ridurre significativamente il dolore e migliorare la funzionalità, con un profilo di sicurezza favorevole rispetto alla somministrazione sistemica, soprattutto nei pazienti anziani o con comorbidità che rendono più rischioso l’uso di FANS per bocca. (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)

Per quanto riguarda le patologie cutanee, i corticosteroidi topici rappresentano uno dei cardini del trattamento di molte dermatosi infiammatorie. Sono indicati, con potenze diverse, in condizioni come dermatite atopica, eczema da contatto, psoriasi a placche localizzata, lichen planus, lupus eritematoso discoide e altre malattie infiammatorie croniche della pelle. Le linee regolatorie italiane ricordano che la prescrizione a carico del Servizio Sanitario Nazionale è limitata a patologie cutanee gravi e croniche, e che l’uso deve essere guidato da una diagnosi precisa e da un piano terapeutico definito, spesso specialistico. Questo perché la scelta della molecola, della potenza e della durata del trattamento deve bilanciare efficacia e rischio di effetti collaterali locali e sistemici. (aifa.gov.it)

Oltre alle indicazioni “classiche”, alcune pomate antinfiammatorie trovano impiego in contesti più specifici. Ad esempio, formulazioni topiche a base di capsaicina o lidocaina possono essere utilizzate nel trattamento di alcune forme di dolore neuropatico o misto, soprattutto nei pazienti fragili o anziani, come suggerito da raccomandazioni recenti sulla gestione del dolore complesso. In questi casi, l’obiettivo è modulare la trasmissione del segnale doloroso a livello periferico, riducendo la necessità di farmaci sistemici ad alto rischio di effetti collaterali. Anche in questo ambito, tuttavia, la scelta del trattamento dovrebbe essere personalizzata e inserita in un approccio multimodale che includa fisioterapia, interventi psicologici e modifiche dello stile di vita. (aisd.it)

È importante sottolineare che l’automedicazione con pomate antinfiammatorie è appropriata solo per disturbi lievi, di breve durata e in assenza di segnali di allarme (dolore intenso improvviso, gonfiore marcato, febbre, limitazione funzionale importante, storia di trauma significativo, lesioni cutanee estese o di aspetto sospetto). Se il dolore persiste oltre pochi giorni, se tende a peggiorare o se si associa ad altri sintomi sistemici, è necessario rivolgersi al medico per una valutazione approfondita. Allo stesso modo, nelle malattie cutanee croniche, l’uso prolungato di corticosteroidi topici senza controllo specialistico può mascherare infezioni, modificare l’aspetto delle lesioni e ritardare una diagnosi corretta, con il rischio di complicanze a lungo termine.

Effetti collaterali

Anche se spesso percepite come “innocue” perché applicate solo sulla pelle, le pomate antinfiammatorie possono causare effetti collaterali, sia locali sia, più raramente, sistemici. Nel caso dei FANS topici, le reazioni avverse più frequenti sono di tipo cutaneo: arrossamento, prurito, bruciore, secchezza, dermatite da contatto irritativa o allergica nella zona di applicazione. Alcune formulazioni, in particolare quelle contenenti ketoprofene, sono state associate a reazioni di fotosensibilità, cioè eruzioni cutanee scatenate o aggravate dall’esposizione alla luce solare o ai raggi UV artificiali, motivo per cui si raccomanda spesso di evitare il sole sulla zona trattata durante e per alcuni giorni dopo l’uso. Le meta-analisi disponibili indicano comunque che, nella maggior parte dei casi, questi eventi sono lievi e transitori, e non più frequenti rispetto al placebo per molte molecole, pur con differenze tra i vari prodotti. (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)

Gli effetti collaterali sistemici dei FANS topici sono molto meno comuni rispetto alle formulazioni orali, ma non impossibili. Una piccola quota del farmaco viene comunque assorbita nel circolo sanguigno, soprattutto se applicato su aree estese, su cute lesa, per periodi prolungati o sotto bendaggi occlusivi. In soggetti predisposti, questo può teoricamente contribuire a eventi avversi gastrointestinali (come irritazione gastrica), renali o cardiovascolari, sebbene i dati disponibili suggeriscano un rischio nettamente inferiore rispetto ai FANS assunti per bocca. Alcune revisioni sistematiche hanno segnalato un lieve aumento non significativo di eventi cardiaci con l’uso di FANS topici, che richiede comunque prudenza nei pazienti con storia di malattia cardiovascolare, soprattutto se assumono già altri FANS sistemici o farmaci potenzialmente interagenti. (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)

I corticosteroidi topici, dal canto loro, possono determinare una serie di effetti indesiderati locali se utilizzati in modo improprio (potenza eccessiva, durata troppo lunga, applicazione su aree delicate come volto o genitali). Tra questi rientrano atrofia cutanea (assottigliamento della pelle), comparsa di strie, teleangectasie (piccoli vasi visibili), ipopigmentazioni o iperpigmentazioni, ritardo nella cicatrizzazione delle ferite e maggiore suscettibilità alle infezioni locali (batteriche, fungine o virali). L’uso prolungato su aree estese, soprattutto nei bambini o sotto bendaggio occlusivo, può portare a un assorbimento sistemico sufficiente a causare soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, con possibili manifestazioni di ipercortisolismo iatrogeno. Per questo le linee regolatorie raccomandano di limitare la durata e l’estensione del trattamento, adeguando la potenza dello steroide alla sede e alla gravità della malattia. (aifa.gov.it)

Un ulteriore aspetto da considerare è il rischio di reazioni allergiche ai componenti della formulazione, non solo al principio attivo ma anche agli eccipienti (conservanti, profumi, veicoli). In caso di comparsa di rash diffuso, prurito intenso, vescicole o peggioramento marcato dell’irritazione dopo l’applicazione della pomata, è opportuno sospendere il prodotto e consultare il medico, che potrà valutare la necessità di test allergologici o di un cambio di terapia. È sempre importante segnalare al medico e al farmacista eventuali allergie note a farmaci o sostanze, in modo da evitare prodotti che contengano molecole correlate. Infine, l’uso eccessivo o inappropriato di pomate antinfiammatorie può ritardare la diagnosi di condizioni più serie, mascherando temporaneamente i sintomi senza affrontarne la causa: un motivo in più per non protrarre l’automedicazione oltre pochi giorni senza un parere professionale.

Controindicazioni

Le controindicazioni delle pomate antinfiammatorie variano in base al principio attivo, ma esistono alcune regole generali. I FANS topici sono controindicati in caso di ipersensibilità nota al principio attivo o ad altri FANS (ad esempio storia di crisi asmatiche, orticaria o rinite acuta dopo assunzione di aspirina o altri antinfiammatori non steroidei), poiché anche il limitato assorbimento sistemico potrebbe teoricamente scatenare reazioni simili. Non devono essere applicati su cute lesa, ferite aperte, mucose o aree con dermatiti essudative importanti, perché questo aumenterebbe l’assorbimento e il rischio di irritazione o sensibilizzazione. Alcune formulazioni a base di ketoprofene riportano controindicazioni specifiche relative alla fotosensibilità, con divieto di esposizione al sole o ai raggi UV sulla zona trattata durante il trattamento e per un certo periodo successivo, proprio per il rischio di reazioni cutanee gravi. (pmc.ncbi.nlm.nih.gov)

Per quanto riguarda i corticosteroidi topici, sono generalmente controindicati in caso di infezioni cutanee non trattate (batteriche, virali o fungine), acne rosacea, dermatite periorale e, in molti casi, su lesioni ulcerate o atrofiche. L’applicazione di steroidi su un’infezione attiva può mascherarne i segni, peggiorare il quadro o favorire la diffusione del patogeno, motivo per cui spesso si preferiscono formulazioni combinate solo quando vi è una chiara indicazione e per periodi limitati. Inoltre, l’uso su aree estese, in particolare nei bambini, deve essere attentamente valutato per il rischio di assorbimento sistemico. Le note regolatorie italiane ricordano che l’impiego di corticosteroidi topici a carico del SSN è riservato a patologie cutanee gravi e croniche, con diagnosi specialistica, proprio per garantire un uso appropriato e sicuro. (aifa.gov.it)

Un’attenzione particolare va riservata a soggetti con patologie croniche complesse o in terapia con molti farmaci. Sebbene i FANS topici abbiano un rischio di interazioni farmacologiche molto inferiore rispetto alle formulazioni orali, non è del tutto nullo: in pazienti con insufficienza renale, storia di ulcera peptica, malattia cardiovascolare o in terapia anticoagulante, è prudente informare il medico anche dell’uso di pomate antinfiammatorie, soprattutto se applicate su aree estese o per periodi prolungati. Le raccomandazioni recenti sull’appropriatezza d’uso dei FANS sottolineano l’importanza di valutare il profilo di rischio individuale e di preferire, quando possibile, formulazioni topiche nei pazienti fragili, ma sempre all’interno di un piano terapeutico consapevole. (fimmg.org)

Infine, in gravidanza e allattamento l’uso di pomate antinfiammatorie richiede particolare cautela. Molti FANS topici sono sconsigliati nel terzo trimestre di gravidanza per il potenziale rischio teorico sul feto (chiusura prematura del dotto arterioso, alterazioni renali), analogo a quello dei FANS sistemici, mentre nei primi due trimestri l’uso dovrebbe essere limitato ai casi di effettiva necessità e per periodi brevi, dopo valutazione medica. Anche per i corticosteroidi topici, soprattutto quelli ad alta potenza, è opportuno un uso prudente, limitato nel tempo e su piccole aree, valutando attentamente il rapporto beneficio/rischio. In caso di dubbi, è sempre preferibile confrontarsi con il ginecologo o il medico curante prima di iniziare o proseguire un trattamento topico antinfiammatorio.

Modalità d’uso

Per ottenere il massimo beneficio dalle pomate antinfiammatorie riducendo il rischio di effetti indesiderati, è fondamentale rispettare alcune regole di corretta modalità d’uso. Innanzitutto, la quantità: di solito è sufficiente applicare uno strato sottile di prodotto sulla zona interessata, massaggiando delicatamente fino a completo assorbimento, una o più volte al giorno secondo quanto indicato nel foglietto illustrativo. Applicare quantità eccessive non aumenta l’efficacia, ma può incrementare il rischio di irritazione locale e di assorbimento sistemico. È importante lavare le mani prima e dopo l’applicazione (tranne quando la zona da trattare sono proprio le mani), evitando il contatto accidentale con occhi, bocca o mucose. Nel caso di FANS topici, molte linee guida e documenti educativi per farmacisti sottolineano l’importanza di spiegare al paziente come dosare correttamente il prodotto e per quanto tempo utilizzarlo in automedicazione, di solito non oltre 7–10 giorni senza rivalutazione clinica. (rifday.it)

La frequenza di applicazione varia in base al principio attivo e alla formulazione: alcuni prodotti richiedono 3–4 applicazioni al giorno, altri, grazie a tecnologie di rilascio prolungato (come cerotti medicati o gel a lunga durata), possono essere usati una o due volte al giorno. È essenziale attenersi alle indicazioni riportate nel foglietto illustrativo e, in caso di prescrizione medica, alle istruzioni del professionista. Non è consigliabile coprire la zona trattata con bendaggi occlusivi (pellicola, cerotti non traspiranti) se non espressamente indicato, perché questo può aumentare in modo significativo l’assorbimento del farmaco e il rischio di effetti collaterali, soprattutto con i corticosteroidi topici. In presenza di cute irritata o lesionata, l’applicazione va evitata salvo diversa indicazione medica, poiché la barriera cutanea compromessa facilita l’ingresso del farmaco nel circolo sistemico.

Un altro punto cruciale riguarda la durata del trattamento. Per i dolori muscolo-scheletrici acuti, come distorsioni o contusioni, i FANS topici vengono in genere utilizzati per pochi giorni, fino alla regressione dei sintomi; se il dolore persiste oltre una o due settimane, è opportuno consultare il medico per escludere lesioni più gravi o altre cause. Nelle patologie croniche, come l’artrosi, l’uso può essere più prolungato, ma dovrebbe comunque essere periodicamente rivalutato, integrato con misure non farmacologiche (esercizio fisico adattato, fisioterapia, controllo del peso) e, se necessario, con altre terapie sistemiche. Per i corticosteroidi topici, la regola generale è usare la minima potenza efficace per il minor tempo possibile, spesso con schemi di riduzione graduale della frequenza di applicazione una volta ottenuto il controllo della malattia, per limitare il rischio di effetti collaterali e fenomeni di rebound alla sospensione brusca.

Infine, è importante inserire l’uso delle pomate antinfiammatorie in un approccio globale alla gestione del dolore e dell’infiammazione. Le raccomandazioni più recenti sulla gestione del dolore muscolo-scheletrico e del dolore misto insistono sull’importanza di un approccio multimodale, che combini farmaci topici e sistemici, interventi riabilitativi, educazione del paziente e, quando necessario, supporto psicologico. Il ruolo del farmacista è centrale nel fornire indicazioni pratiche sull’uso corretto dei FANS topici, nel riconoscere i casi che richiedono un invio al medico e nel promuovere uno stile di vita favorevole alla salute muscolo-scheletrica (attività fisica regolare, ergonomia, controllo del peso). In questo contesto, la pomata antinfiammatoria non è un semplice “palliativo”, ma uno strumento terapeutico che, se usato con consapevolezza, può contribuire in modo significativo al controllo dei sintomi e al miglioramento della qualità di vita. (si-guida.it)

In sintesi, le pomate antinfiammatorie rappresentano un’opzione terapeutica utile e spesso efficace per il trattamento di molte forme di infiammazione e dolore localizzato, sia a carico dell’apparato muscolo-scheletrico sia della cute. La loro azione si basa su meccanismi farmacologici ben definiti, che consentono di concentrare il farmaco nella sede del problema riducendo, rispetto alle formulazioni sistemiche, il rischio di effetti collaterali generalizzati. Tuttavia, non sono prive di rischi: reazioni cutanee locali, fotosensibilità, potenziali effetti sistemici in caso di uso improprio e, per i corticosteroidi, alterazioni strutturali della pelle e soppressione dell’asse endocrino in condizioni estreme. Un uso corretto richiede quindi attenzione alle indicazioni, alle controindicazioni, alla durata del trattamento e alla necessità di rivalutazione clinica in caso di mancato miglioramento. Inserite in un percorso di cura più ampio e personalizzato, possono contribuire in modo importante al controllo dell’infiammazione e al benessere del paziente.

Per approfondire

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – Nota 88 Corticosteroidi topici Documento regolatorio aggiornato che definisce le condizioni di rimborsabilità e le principali indicazioni dei corticosteroidi per uso cutaneo, utile per comprendere il contesto d’uso appropriato di queste pomate.

Società Italiana di Farmacia Clinica e Terapia (SIFAC) – FANS nel dolore muscolo-scheletrico Approfondimento rivolto ai farmacisti sull’impiego dei FANS, con focus sulle formulazioni topiche e sulle considerazioni di sicurezza nei pazienti con comorbidità.

BMJ Open – Relative efficacy and safety of topical NSAIDs for osteoarthritis Revisione sistematica e network meta-analisi che confronta efficacia e sicurezza delle diverse formulazioni di FANS topici nell’artrosi, utile per inquadrare le evidenze disponibili.

Drugs & Aging – Safety of Topical Non-steroidal Anti-Inflammatory Drugs in Osteoarthritis Meta-analisi focalizzata sul profilo di sicurezza dei FANS topici nei pazienti con artrosi, con particolare attenzione agli eventi avversi gastrointestinali, cutanei e cardiovascolari.

AISD – Raccomandazioni sul dolore misto e trattamenti topici Documento della Associazione Italiana per lo Studio del Dolore che illustra l’integrazione dei trattamenti topici, inclusi FANS e altre molecole, in un approccio multimodale alla gestione del dolore complesso.