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Genziana Maggiore

(Gentiana lutea L. - Fam. Genzianacee/Genzianee)

 

INDICE


 

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Generalità

Genziana Maggiore

Etimologia - Gentiana, dedicata al re Genzio (Gentius) dell’Illiria che ne scoprì le virtù (Dioscoride).

lutea = gialla, per il colore dei fiori.

Nome volgare - Giansana (Piem.), Anziana o Ansiana (Lomb.), Erba biunnina (Sic.).

Habitat - Pascoli montani (calcarei) dell'Europa centro-meridionale. In Italia è ancora presente in diverse vallate alpine. In altre scomparsa o molto diminuita per irrazionale raccolta. Appennino (piemontese, pavese, centrale, campano, salernitano, calabrese). Sardegna (Gennargentu).

Pianta erbacea perenne.

Parti usate - Il rizoma e le radici (Gentianae radix (F. U.).

 

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Componenti principali

I glicosidi genziopicrina (1)(2), genziamarina, (2), genziacaulina (3), amarogentina (4), i pigmenti xantonici genziina (2) (5), gentisina (5) (6) ed isogentisina (5), l'alcaloide genzianina (7) e diversi zuccheri, tra cui i due olosidi, caratteristici delle Genziane, genzianosio (8) e genziobiosio (9) (10).

La genziopicrina, il principale componente amaro della Gentiana lutea L., isolato dalle radici di questa pianta sin dal 1862 (1), vi è stato trovato nelle proporzioni di circa l’1 % secondo Korte (11), di circa il 2 % secondo Bridel (9). Tanret (2) ne stabilì la formula grezza C16H20O9 e ne rilevò inoltre la struttura lattonica e la natura glicosidica, ottenendone per scissione idrolitica glucosio e genziogenina.

 

 

 

Asahina e coll. (12) (13) hanno in seguito segnalato che la genziopicrina produce agluconi differenti, se si variano le condizioni del processo idrolitico. Da queste osservazioni Asahina e coll. hanno perciò dedotto che l'aglicone della genziopicrina esiste nelle seguenti forme: 1) la protogenziogenina, che è l'aglucone come si trova nel glucoside e che probabilmente non è stabile nella forma libera dal glucosio; 2) la mesogenziogenina, che è il prodotto idrolitico primario: 3) l'eugenziogenina, derivante dalla mesogenziogenina per processo di isomeria: 4) la genziogenina di Tanret, che deriva pure dalla mesogenziogenina e che è ptobabilmente un dimero.

La formazione di differenti prodotti di idrolisi della genziopicrina è stata confermata successivamente da Alpert e Ramstad (14).

Korte (11) (15) ha proposto per la genziopicrina la formula strutturale I.

 

 

Le ricerche successive di Canonica e Pelizzoni ( 16) sulla struttura della genziopicrina hanno dato risultati che non si accordano con la struttura proposta da Korte e che hanno indotto gli AA. ad ammettere quale probabile formula per la genziopicrina la II oppure la III.

 

 

La genziamarina C16H22O10 oppure C16H20O10 è stata estratta dalle radici fresche di Genziana da Tanret (2). Korte (17) ha recentemente riferito che la genziamarina di Tanret non è un'entità chimica. Secondo Ramstad e Pesonen (18) la genziamarina sarebbe invece identificabile con un prodotto di ossidazione della genziopicrina, avente la composizione IV.

 

 

Successivamente Korte e coll. (19) hanno ripetuto le esperienze di Ramstad e Pesonen, ma non hanno ottenuto dalla genziopicrina alcuna sostanza, cui possa riferirsi la struttura IV.

La genziacaulina o genziacauloside, C47H60O28, trovata in un primo tempo nelle radici della Gentiana acaulis L. (20) è stata in seguito isolata anche dalla Gentiana lutea L. (3).

L'amarogentina, C32H38O16, è un nuovo principio amaro, isolato da Korte (4) dalla Gentiana lutea e dalla Sweertia Chirata. E' un glicoside, che presenta sapore amaro 10 volte più intenso rispetto alla brucina. Per scissione idrolitica dall'amarogentina si libera una molecola di glucosio.

La genziina, C25H28O14, isolata da Tanret (2) dalle radici della Gentiana lutea L. è scindibile per idrolisi, secondo lo stesso A. in glucosio, xilosio e genzienina C14H10O5. Mentre Korte (15) considera la genziina di Tanret non come un individuo chimico, ma come una miscela costituita principalmente da gentisina, Canonica e Pelizzoni (5) confermano la presenza, nelle radici di Genziana, della genziina descritta da Tanret. Dopo d'aver estratto il glicoside in piccole quantità dalle radici di genziana (g 0,9 da Kg 53 di droga fresca), essi ne hanno studiata la composizione chimica e ne hanno proposto la formula di struttura V, equivalente a quella di una 3-b-primaverosido-isogentisina.

 

 

La genziina o genzioside produce per idrolisi d-xilosio, d-glucosio e l'aglucone isogentisina.

L'isogentisina, C14H10O5, è stata identificata con I' 1,3-diossi-7-metossixantone (VI). Era già stata preparata per sintesi (21), ma non era mai stata trovata in natura. Canonica e Pelizzoni (5) l'hanno messa in evidenza nella Genziana anche allo stato libero, oltre che combinata con il primaverosio per formare il genzioside.

Oltre all'isogentisina, Canonica e Pelizzoni (5) hanno isolato anche la gentisina, il pigmento xantonico che era già stato estratto dalla Genziana da Henry e Caventou (6).

La gentisina, C14H10O5, (VII) denominata anche genzianina o acido genzianico (6), è I' 1,7-diossi-3-metossixantone o etere metilico della gentiseina, che è I' 1,3,7-triossixantone (22).

 

 

Dall'estrazione di Kg 53 di radici fresche Canonica e Pelizzoni (5) hanno ottenuto i seguenti valori percentuali per il contenuto di pigmenti xantonici:

 

 

L'alcaloide genzianina, C10H9O2N, isolato dapprima dalla Gentiana Kirilowi Turcz. (23) e dal Dipsachus azureus Schrenk (24), è stato poi trovato anche nelle Genzianacee Gentiana lutea L., G. purpurea L., G. asclepiadea L. e Menyanthes trifoliata L. (7). Nelle radici della Gentiana lutea è stata trovata in quantità pari allo 0,055 % in primavera ed allo 0,069 % in autunno (7).

La formula di struttura della genzianina, proposta da Proskurnina e coll. (25), è stata recentemente riveduta e modificata da Govindachari e coll. (26) nella formula VIII, confermata per sintesi e corrispondente a quella del lattone dell'acido 4-(2-ossietil)-5-vinilnicotinico:

 

 

Nella Genziana sono inoltre presenti quantità elevate di glucidi: genzianosio (23), genziobiosio (9) (10), saccarosio (9) (27), maltosio (10), destrosio, levulosio (10) (27), arabinosio, xilosio e due altri olosidi non identificati. Inoltre amido (28), galattano (29), inulina (30),

Il genzianosio (IX), C18H32O16, trovato da Meyer (8) nelle radici della Gentiana lutea L., è un d-glucopiranosio-b<1-6>d-glucopiranosio-a<1-2>d-fruttofuranosio (31). E' scindibile dall'invertina in genziobiosio e d-fruttosio (32) e dall'emulsina in una miscela di saccarosio e di d-glucosio (33).

Il genziobiosio (o amigdalosio) (X), C12H22O11, ottenuto per la prima volta da Bourquelot e Hérissey (32) per idrolisi diastasica dal trioloside naturale, il genzianosio, è stato trovato anche allo stato libero nelle radici di Genziana (9) (10). E' il b-d,glucopiranosio<1-6>d-glucopiranosio (31). Per idrolisi con emulsina produce due molecole di d-glucosio.

 

 

L’analisi quantitativa dei glucidi delle radici di Genziana ha dato i seguenti risultati (10):

 

0

 

Altri componenti: genziosterina (34), acido gentisico o acido 2,5-diossibenzoico, C7H8O4 (35), enzimi (invertina, emulsina, un'ossidasi ed una perossidasi) (36), acido ascorbico (ved. tabella) (37), tiamina mg 0,477% nelle radici secche (38), mucillaggine, ceneri 8,3% con carbonato di calcio (39). Sulla presenza di tannino vi sono opinioni discordanti (39).

 

1

 

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Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

La Genziana è una droga ad azione amaro-tonica ed eupeptica fra le più note e di larghissimo impiego.

Oltre questa attività, atta ad aumentare la secrezione dei succhi gastrici e quindi a favorire la digestione, sono state attribuite alla Genziana altre azioni, alcune delle quali meriterebbero però di essere ulteriormente approfondite.

Per ciò che riguarda l’azione eupeptica, comune del resto a tutte le sostanze amare, essa venne confermata dal Moorhead (40) il quale trovò che la Genziana aumenta notevolmente la secrezione gastrica nel cane,

Molto antico è l’impiego di questa droga nella medicina popolare come antimalarico, azione questa che troverebbe conferma nei risultati delle ricerche del Tanret (41) il quale trovò che la Genziana e in particolate la genziopicrina, è veramente dotata di marcate proprietà antipiretiche e antimalariche e che, come la chinina, è capace di uccidere rapidamente gli infusori. Più recentemente tale azione venne confermata anche dallo Schulz (42).

Steinegger e Weibel (43) notarono che la genzianina, alle concentrazioni sperimentate, non influisce sul ciclo sessuale del Plasmodium gallinaceum, ma non estesero le loro ricerche ai Plasmodium trasmessi all’uomo dall’Anopheles e all’azione della genziopicrina.

Gli stessi AA. trovarono che la genzianina, a piccole dosi, è dotata di un’azione eccitante sul sistema nervoso centrale, mentre a dosi più elevate risulterebbe paralizzante.

Sull'apparato cardiovascolare (di cavia) la genzianina agirebbe in senso depressivo.

Sui semi di alcune piante (Lepidium sativum e Sinapis alba), la Genziana manifesterebbe un’azione inibente la germinazione.

La DL media della genzianina per somministrazione sottocutanea, è superiore a 500 mg/Kg topo e per via endovenosa è superiore, secondo gli AA., a 200-300 mg/Kg topo.

Chen-Yu Sung, Hsiu-Chuan Chi e Keng-Tao Lin (44) constatarono che l’alcaloide genzianina (isolato dalla Gentiana macrophylla) iniettate intraperitoneo nei ratti alla dose di 90 mg/Kg una volta al giorno e per 10 giorni, riduce la flogosi dell’articolazione tibio-tarsica, prodotta dall'iniezione di formalina, manifestando un’attività che è stata considerata comparabile a quella dovuta al salicilato di sodio.

Secondo gli AA. inoltre, l’iniezione endoperitoneale di genzianina nei ratti, determinerebbe una riduzione del contenuto di acido ascorbico nelle surrenali, azione questa che raggiungerebbe il massimo un'ora dopo l’iniezione e si protrarrebbe per parecchie ore. Nei ratti ipofisectomizzati e in quelli anestetizzati con pentobarbital, quest’azione verrebbe a mancare.

Attualmente la Genziana, sotto forma dei suoi preparati galenici, è impiegata quasi esclusivamente come amaro-tonico ed eupeptico e come tale entra nella composizione di numerosi aperitivi e pozioni eupeptiche. In terapia è largamente usata come eccitante dell’appetito, nella dispepsia e nella iposuccorrea; associata al ferro e ad altri ricostituenti, è impiegata nella clorosi, nell’anemia, nel linfatismo, durante le convalescenze e negli stati di decadimento organico.

Come antimalarico, può essere associata alla chinina e può trovare particolare indicazione nei casi di chininoresistenza.

 

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Estratti e preparati vari

a)         Estratto fluido per tintura (g 1 = XLIII gtt).

Dosi : g 2-4 pro die.

b)         Estratto fluido per sciroppo (g 1 = XLI gtt),

Dosi: come sopra.

c)         Estratto fluido detannizzato per sciroppo (g 1 = XL gtt).

Dosi : come sopra.

d)         Estratto molle acquoso F.U. (1 p. = 4 p, circa di droga).

Dosi: g 0,15-0,50 pro die.

e)         Estratto molle acquoso (1 p. = 2 p. circa di droga).

Dosi: g 0,07-0,25 pro die.

f)          Estratto secco acquoso (1 p. = 5 p. circa di droga).

Dosi: g 0,10-0,20 pro die.

g)         Estratto secco acquoso (1 p. = 2,5 p, circa di droga).

Dosi: g 0,05-0,10 pro die.

h)         Tintura F.U. al 20 % di droga.

Dosi: g 10-20 pro die.

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Preparazioni usuali e formule galeniche

Tintura

Estratto fluido genziana per tintura...................            g 20

Alcool di 60°..............................................                      g 80

(g 2-10 pro die)

Sciroppo

Estratto fluido genziana per sciroppo                           g 10

Sciroppo semplice F.U................................................      g 90

(a cucchiai)

Gocce eupeptiche

Tintura noce vomica

Tintura genziana

Tintura colombo                                                           ana g 5

(X gtt mezz’ora prima dei pasti)

Pillole eupeptiche

Estratto molle genziana                                                g 0,10

Estratto secco noce vomica                                        g 0,01

Genziana polvere q. b. per 1 pillola                          

(1 pillola prima dei pasti)

Tintura composta

Estratto fluido genziana per tintura                             ..... g 40

Estratto fluido arancio amaro per tintura ......             g 4

Estratto fluido cardamomo..............................                g 1

Glicerina                                                                       g 10

Alcool di 60° q. b. per................................... .                  g 100

(a cucchiaini)

Vino

Estratto molle genziana...................                         g 8

Vino bianco                                                                   g 992

(1 bicchierino prima dei pasti)

Pillole toniche

Estratto molle genziana...................................... g 0,06

Estratto molle luppolo.......................................... g 0,03

Estratto secco noce vomica............................. g 0,003

Podofillina......................................................... g 0,0025

Per una pillola

(2-3 pillole pro die)

Elisir genziana e ferro

Estratto fluido genziana.......................................... g 35

Estratto fluido alchermes.......................................... g 5

Estratto fluido cardamomo composto                      g 5

Sodio citrato............................................................. g 30

Fosfato ferrico....................................................... g 17,5

Glicerina................................................................. g 500

Zucchero ............................................................... g 200

Sciroppo lampone................................................. g 100

Alcool di 95°............................................................. g 80

Acqua q. b. per un litro

(a bicchierini)

 

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BIBLIOGRAFIA

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Pagina aggiornata il: 13/06/2015