MAIS

(Zea Mays L. – Fam. Graminacee/Panicoidee/Maydee)

Mais- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018

Indice dei contenuti

  1. Generalità
  2. Componenti principali
  3. Proprietà farmacologiche
  4. Estratti e preparati vari
  5. Preparazioni usuali e Formule
  6. Bibliografia

Generalità

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Mais

Sinonimi: Zea americana Mill. – Zea vulgaris Mill. – Mais Zea Gaertn. Zea
segetalis Salisb. – Mays americana Baumg. – Mayzea cerealis Raf. – Zea hirta
Bonaf. – Zea erythrolepis Bonaf. – Zea Mays hirta Alefeld – Zea saccharata
Sturtter – Zea canina S. Wast.

EtimologiaZea o Zeia, deriva dal greco ζεα o ζεια nomi che designavano
lo Spelta o Farro (Triticum Spelta L), dal verbo ζαω o ζωω = vivo,
traggo la vita, cioè alimento vitale, per le proprietà alimentari.
Mays o Mais – derivano da Mahiz, nome indigeno della pianta
(lingua Haitiana) . Alla Guajana è detto Donachi (dai Galibis) e Manichi
(dagli Arrouagues).

Nomi volgari: Grano turco, frumento indiano (impropri), frumentone
melica, meliga, melga, melgon, ecc.
Mays, tiirkischer Weitzen (ted.), the lndian korn (ingl), Blé de Turquie
(fr.), Maiz, Trigo des lndians (spagn.), Maiz, Milho de Turquta
(port.), Kukorika (ungh.), Kukurùza (russ.)

Habitat: Come asserisce De Candolle, è positivo che il Mais è originario
dell’America e non è stato introdotto nell’antico mondo se non dopo la
scoperta del nuovo. Qualche Autore ha creduto che fosse originario delle
Indie Orientali.

I primi Europei che arrivarono alle Antille, al Messico,
nel Perù, ecc. lo trovarono formare la base dell’alimentazione degli indigeni.
E’ dunque a torto che fu detto grano turco, grano indiano, di Spagna, di Guinea, ecc.

Il Mais non è segnalato in alcuna delle opere precedenti il
quindicesimo secolo e le citazioni sulle quali si è creduto di indicare la
pianta come specie del nostro continente, si riferiscono ad altre Graminacee
e particolarmente ai Sorghus.

Ruel. Bock e Fuchs e Tabernemontano furono i botanici che lo ritennero
di origine orientale e lo chiamarono frumentum turcicum e turcicum frumenutm
asiaticum.

Esistono dei documenti che vorrebbero comprovare che il Mais fosse conosciuto
prima della scoperta del Nuovo Mondo. Furono trovate cariossidi
e torsi nel sarcofago di una mummia negli scavi di Tebe (1819), fatto
che confermerebbe che la pianta era nota in Egitto da molti secoli. Ma
De Candolle, smentisce l’autenticità della notizia, argomentando che si
tratta di una soperchieria di qualche arabo (?), perchè se il Mais fosse
esistito in Egitto da molti secoli, lo si vedrebbe certamente raffigurato nei
monumenti e sarebbe stato collegato a idee religiose, come altre piante.
Il documento del XIII secolo (1204), relativo al caso di Incisa Monferrato
(o Scapaccino)(Asti), secondo il quale due Crociati avrebbero portato il
Mais (meliga) dall’Anatolia (che Delile, Targioni. Tozzetti e Bonafous
pensarono che fosse qualche Sorgo) fu dal conte Riant (1877) dimostrato
un falso, escogitato da un imbroglione.

Su questo equivoco si basa forse anche l’affermazione dello storico portoghese Santa Rosa de Viterbo che
nel 1289 asserì che la Meliga era nota in Portogallo nel XIII secolo.

Alcuni Autori hanno ritenuto che il nome grano turco derivasse da fiocchi
di peli (stimmi) che terminano le spighe del Mais, che sarebbero stati
paragonati alla barba dei Turchi ed anche per il vigore della pianta, che
motivava l’espressione”forte come un Turco”.

Dodoens (1583), Camerarius (1588) e Mattioli (1570) contestarono l’errore e affermarono positivamente
l’ origine americana, adottando il nome Mais, che sapevano
americano.

Attualmente coltivata in tutto il Mondo. Esistono molte varietà: le principali
sono tunicata, rostrata, amylacea, indurata, Caragua saccarata,
Tuscarora – Mais giallo, mais bianco, quarantino
, ecc.
Pianta erbacea, monoica, annuale.

Parti usate: – Gli stimmi delle inflorescenze femminili (barbe di Meliga,
capelli di frumentone
), che devono essere raccolti alla fioritura (giugno-luglio); ma che, di solito, vengono strappati alla sgranatura (meno attivi).

Si possono raccogliere, senza danno per la pianta, dal Mais da foraggio
(il c.d. Melghetto) in agosto-settembre.

Le barbe si distinguono in chiare o bionde (color verdiccio o bianco, leggermente
bruniccio) o barbe scure (color bruno o rossastro).

Componenti principali

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Lipidi grezzi nella droga secca 1 % secondo Reichert
(1), 2,43 % secondo Mikshich e Rezek (2), 1,85-2,55 % secondo Freise
(3), 2-2,5 % secondo Zaki e Soliman (4).

Nei lipidi 52,8 %, anche 58,4 % di acidi grassi, costituiti da 13,6 %
di acido linoleico, 8,25 % di acido oleico e 78,2 % di acidi saturi (1). Vi
sono stati identificati anche gli acidi linolenico, cerotico, laurico, palmitico
e stearico (4a).

Nella frazione insaponificabile, formante circa il 25 % dei lipidi grezzi
(1), è stato trovato circa il 27 % di fitosteroli (2), tra cui Beta-sitosterolo
(1)(2)(4), un altro sterolo, probabilmente y-sitosterolo o sitostanolo
(1) e stigmasterolo (4); quest’ultimo non è stato trovato da Reichert (1).

Il contenuto di steroli nella droga è pari allo 0,57, per gli steroli in
forma libera e allo 0,034 % per quelli in forma esterificata (2).

Gli idrocarburi eptacosano, nonacosano, entriacontano (4a) ed un
idrocarburo C29H6o oppure C32H66 (4) risultano pure presenti nella frazione
insaponificabile.

Glucidi: zuccheri riducenti circa 2 %, secondo Tsukunaga (5), 3,55-4,15 % secondo Freise (3), glucosio (5), arabinosio (1)(3)(6), pentosano (1)(5), costituito in maggior parte da xilano (5), inoltre galattano
(5).

Nella droga essiccata Tsukunaga (5) ha trovato il 52,09 % (di sostanze
non azotate, 3,24 % di N totale, 0,661 di N non proteico.

Tabella 1: Risultati di analisi degli stimmi di Zea Mays L.

Componenti g %
Lipidi grezzi 1 – 2,55
Olio etereo 0,08 – 0,12
Zuccheri riducenti 2 – 4,15
Resine 2,25 – 2,78
Saponine 2,25 – 3,18
Tannino 11,6 – 13,2
Ceneri 6,41
Umidità 11 – 15

Altri componenti: ergosterina (4), betaina (l), allantoina (4a), un
glucoside amaro non identificato (3), enzimi (perossidasi, ossidasi, assenza
di tirosinasi) (7). Un alcaloide, sino a 0,05 % che è stato segnalato da
Freise (3) e che non è stato trovato da Reichert (1).

Nelle ceneri Zeller (4a) ha identificato Potassio (K), Sodio (Na), Calcio (Ca),
Magnesio (Mg), Alluminio (Al), Ferro (Fe), Cloro (Cl)
solfati, fosfati, silicati, carbonati. In 100 g di stimmi secchi sono stati
trovati: Potassio (K) 2,66 %, Fosforo (P) 0,52 %, Biossido di Silicio o Silice (SiO2) 0,40 %.

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

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Il Mais, pianta originaria, sembra, del Messico e del Guatemala, era coltivata nel Perù e in molte
altre regioni del centro America sin dall’epoca precolombiana. Fu importato
in Spagna nel 1520 e venne poco dopo coltivato in Italia dove fu
noto al Mattioli (1560) col nome di “Grano delle Indie”. Passò poi in
Turchia da dove venne introdotto in Francia col nome di “Grano di
Turchia”, denominazione tuttora nota anche in Italia: “Grano turco” o “Gran turco”.

L’azione diuretica degli stimmi di Mais venne segnalata dal Lemery
già nel l714, ma fu soltanto nel 1879 che Castan (8) introdusse questa
droga in terapia indicandone l’utilità nella litiasi renale e come
sedativo,
più che come diuretico, ciò che fu confermato in seguito anche da altri
AA. [Landrieux (9), Dassein (l0), Dufau (ll)].

Secondo quest’ultimo Autore, è nella renella urica e fosfatica e nelle
cistiti croniche che il Mais
si dimostrerebbe più utile, facendo cessare la disuria, l’emissione della
renella e la fermentazione ammoniacale delle urine.

Dufau riconobbe inoltre al Mais, anche un’azione diuretica utile specialmente nei casi di
cardiopatie semplici o complicate da lesioni renali con albuminuria.

Altri
AA. [Macalister (12), Bramwell (13), Robinson (14) , Caplan (15) e
Leclerc (16)] hanno riconosciuto all’allantoina contenuta nel Mais, una
azione molto efficace come sostanza sedativa ed epiteliogena.

Cornblet e Pace (17) hanno sperimentato l’olio di Mais, purificato
secondo un loro procedimento, in diversi casi di eczema di varia origine.
Essi riferiscono di aver sottoposto a questa terapia 87 pazienti e di aver
ottenuto miglioramenti clinici veramente notevoli in casi di eczemi allergico,
essudativo, dietetico, di Besnier e in casi di”prurigo”e di neurodermatite
generalizzata.
L’olio veniva somministrato a cucchiai e prima di iniziare il trattamento
i pazienti erano tenuti in osservazione per accertarsi che non vi fosse
miglioramento spontaneo o ottenibile con le solite terapie generiche.
I risultati terapeutici sarebbero, secondo gli AA., veramente buoni e si
manterebbero tali per molto tempo. Il periodo di trattamento sarebbe
però molto lungo occorrendo prolungarlo, in media, dai 12 ai 18 mesi.

Peytschev e Velev (18)hanno sperimentato, insieme con altre droghe,
anche il Mais in alcuni casi di arteriosclerosi accompagnata da ipertensione,
ottenendo un marcato effetto ipotensivo.

Gli stimmi di Mais, sotto forma di decotto o di estratto fluido, trovano
impiego terapeutico come diuretici in generale, negli edemi da insufficienza
cardiaca
con oliguria e nelle idropi.

Come antiflogistico, nella cistite cronica e nella
cistopielite il Mais è
indicato da Ducasse come il medicamento più sicuro per attenuare i
sintomi dolorosi. Secondo questo A., la secrezione urinaria può essere triplicata
e anche quadruplicata nelle 24 ore.

Il Mais è impiegato anche, con buoni risultati, nelle turbe circolatorie
dovute ad affezioni cardiovascolari (
Landrieux) e come disintossicante e
accelerante l’eliminazione dei cataboliti in alcune malattie del ricambio
(gotta, uricemia, artritismo ecc.).

Estratti e preparati vari

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a) Estratto fluido (g I = XXXIX gtt).


Dosi: g 3 – 5 pro dose.

b) Estratto molle acquoso (1 p. = 1 O p. circa di droga).


Dosi: g 0.30-0.50 pro dose.

Preparazioni usuali e formule galeniche

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Tintura
Estratto fluido mais g. 20
Alcool di 20° g. 80
(g 15-25 pro dose)
Sciroppo
Estratto fluido mais g. 5
Sciroppo semplice F.U. g. 95
(a cucchiai)
Pozione diuretica
Estratto fluido mais g. 10
Sciroppo radici aperitive g. 50
Sciroppo tarassaco g. 30
Acqua g. 120
(2 cucchiai pro dose, 3-4 volte al dì)

BIBLIOGRAFIA

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(1) REICHERT B., Arznelm.-Forsch., 2, 20, 1952 – (2) MIKSHICH J. e REZEK A., Farm. Vjesnik n. 22,
8, 1933; Chem. Abs., 29, 5150, 1935 – (3) FREISE W., Pharm. Zentralh., 616, 1936 – {4) ZAKI A. e
SOLIMAN G., J. Chem. Soc., 1545, 1940; Chem. Abs., 35, 1834, 1941 – (4 a) ZELLER M., Thése Doct.
Pharm., Paris, 1937; Bull. sci. pharm., 46, 129, 1939 – (5) TSUKUNAGA K., Agr. Exp. Sta. S. Manchurian
Ry. Co. Research Bui., 2, 49, 1931; Chem. Abs., 25, 3690, 1931 – (6) MIKSHICH J. e SLADOVIC L.,
Veterlnarskl Arh., 8, n. 3, 101, 1937; Chem. Abs., 33, 9367, 1939 – (7) DOBY, Biochem. Zeitschr., 64, 1 1 1 ,
1914 – (8) CASTAN, cit. d a LECLERC H. i n {16) – (9) LANDRIEUX, ibid. – (10) DASSEIN, ibld. –
(11) DUFAU, lbid. – (12) MACALISTER, ibid. – (13) BRAMWELL, ibid. – (14) ROBINSON TH., ibid. –
(15) CAPLAN, ihid. – (16) LECLERC H., Presse Méd., n. 83/84, 1508, 1939 – (17) CORNBLET e PACE,
Arch. Dermat., 224, 1935 – (18) PEYTSCHEV P. e VELEY K., Sawremenna Medlzine, 2-3, 105, 1960.

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