Home Schede Tecniche Domperidone Ang: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Domperidone Ang: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Domperidone Ang

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Domperidone Ang: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Domperidone Ang: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

DOMPERIDONE ANGELINI 10 mg compresse

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Una compressa contiene 12,72 mg di domperidone maleato equivalente a 10 mg di domperidone.

Contiene lattosio monoidrato (54,48 mg/compressa)

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Compressa.

Compressa di colore bianco, circolare, biconvessa, recante su un lato la dicitura “Dm10”.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

1>

Domperidone Angenerico è indicato per alleviare I sintomi di nausea e vomito.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Somministrazione per via orale.

Domperidone Angelini deve essere utilizzato alla minima dose efficace per la durata più breve necessaria per il controllo di nausea e vomito.

Si raccomanda di assumere DOMPERIDONE ANGELINI 10 mg compresse per uso orale prima dei pasti. In caso di assunzione dopo i pasti, l’assorbimento del farmaco risulta piuttosto ritardato.

I pazienti devono cercare di assumere ogni dose all’orario prestabilito. Se una dose è dimenticata, questa deve essere tralasciata e si deve riprendere il programma di dosaggio consueto. Non si deve assumere una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Di norma la durata del trattamento massimo non deve essere superiore a una settimana.

Adulti ed adolescenti (età uguale o superiore a 12 anni e peso uguale o superiore a 35 Kg) Una compressa da 10 mg fino a tre volte al giorno per una dose massima di 30 mg al giorno.

Neonati, lattanti, bambini (età inferiore a 12 anni) e adolescenti di peso inferiore a 35 kg

A causa della necessità di precisione nel dosaggio, le compresse, le compresse orodispersibili, il granulato effervescente e le supposte non sono idonei per l’utilizzo nei bambini e negli adolescenti di peso inferiore a 35 kg.

Compromissione epatica

Domperidone Angelini è controindicato in caso di compromissione epatica moderata o grave (vedere paragrafo 4.3). Non è tuttavia necessario modificare il dosaggio in caso di compromissione epatica lieve (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione renale

Dato che l’emivita di eliminazione di domperidone è prolungata in presenza di compromissione renale grave, in caso di somministrazione ripetuta la frequenza di dosaggio di Domperidone Angelini deve essere ridotta a una o due volte al giorno a seconda della gravità della compromissione e può essere necessario ridurre il dosaggio.

04.3 Controindicazioni

Indice

DOMPERIDONE ANGELINI 10 mg compresse è controindicato nei seguenti casi:

Ipersensibilità nota a domperidone maleato o ad uno degli altri eccipienti.

Tumore ipofisario prolattino-secernente (prolattinoma).

Nei pazienti affetti da compromissione epatica moderata o grave (vedere paragrafo 5.2)

Nei pazienti con noto prolungamento degli intervalli di conduzione cardiaci, in particolare dell’intervallo QTc, nei pazienti affetti da significativi disturbi elettrolitici e patologie cardiache preesistenti, ad esempio insufficienza cardiaca congestizia (vedere paragrafo 4.4).

Somministrazione concomitante di tutti i farmaci che prolungano l’intervallo QT (vedere

paragrafo 4.5).

Somministrazione concomitante di potenti inibitori del CYP3A4 (indipendentemente dai rispettivi effetti sul prolungamento dell’intervallo QT) (vedere paragrafo 4.5)

DOMPERIDONE ANGELINI 10 mg compresse non deve essere utilizzato quando la stimolazione della motilità gastrica può risultare dannosa: emorragia gastrointestinale, ostruzione meccanica o perforazione.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Precauzioni per l’uso Le compresse contengono lattosio.

Pazienti che presentino rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Uso durante l’allattamento

Il verificarsi di effetti avversi, in particolare di effetti cardiaci, non può essere escluso dopo l’esposizione attraverso il latte materno. In tal caso occorre decidere se cessare l’allattamento al seno o cessare/sospendere la terapia a base di domperidone valutando i vantaggi dell’allattamento al seno per il bambino e i benefici della terapia per la madre (vedere ìl paragrafo 4.6).

Impiego nella prima infanzia

Eventi avversi di natura neurologica sono rari (vedere ìl paragrafo “Effettì ìndesìderatì”). Poiché le funzioni metaboliche e la barriera emato-encefalica non sono completamente sviluppate nei primi mesi di vita, il rischio di eventi avversi di natura neurologica è maggiore nei bambini piccoli. Pertanto, si raccomanda di determinare accuratamente la dose e di monitorarla in maniera rigorosa nei neonati, nella prima infanzia e nei bambini piccoli (vedere paragrafo 4.2).

Il sovradosaggio nei bambini può causare sintomi extrapiramidali, sebbene per tali effetti occorra considerare altre cause.

Le compresse non sono adatte alla somministrazione in bambini di peso inferiore ai 35 chilogrammi.

Impiego in patologie epatiche:

Poiché il domperidone viene metabolizzato in massima parte nel fegato, Domperidone Angelini 10 mg compresse non dovrà essere somministrato in pazienti con danno epatico.

Compromissione renale

L’emivita di eliminazione di domperidone viene prolungata in caso di insufficienza renale grave. In pazienti con grave insufficienza renale (creatininemia > 6 mg/100 mL, cioè > 0,6 mmol/L), l’emivita di eliminazione del domperidone risultava aumentata da 7,4 a 20,8 ore, ma le concentrazioni plasmatiche del farmaco erano inferiori rispetto a quelle osservate in volontari sani. Dato che la quantità di farmaco escreta in forma immodificata attraverso i reni è molto scarsa, nel caso di una somministrazione singola, è improbabile che sia necessario aggiustare la dose in pazienti con insufficienza renale. Tuttavia, in caso di somministrazione ripetuta, la frequenza di dosaggio di domperidone deve essere ridotta a una o due volte al giorno a seconda della gravità della compromissione. Può inoltre essere necessario ridurre il dosaggio. Tali pazienti sotto terapia prolungata dovranno essere controllati regolarmente.

Effetti cardiovascolari:

Domperidone è stato associato al prolungamento dell’intervallo QT all’elettrocardiogramma. Durante la sorveglianza post-commercializzazione, sono stati riscontrati casi molto rari di prolungamento dell’intervallo QT e torsioni di punta nei pazienti che assumono domperidone. Tali casi includevano pazienti con fattori di rischio confondenti, disturbi elettrolitici e trattamento concomitante che potrebbero essere stati fattori contribuenti (vedere paragrafo 4.8).

Studi epidemiologici hanno dimostrato che il domperidone era associato ad un aumento significativo del rischio di gravi aritmie ventricolari o morte cardiaca improvvisa (vedere ìl paragrafo 4.8). E’ stato osservato un maggiore rischio nei pazienti di età superiore a 60 anni, nei pazienti che assumono dosi quotidiane superiori a 30 mg e nei pazienti che assumono in concomitanza farmaci che prolungano l’intervallo QT o inibitori del CYP3A4.

Domperidone deve essere utilizzato alla dose minima efficace in adulti e bambini.

Domperidone è controindicato nei pazienti con noto prolungamento esistente degli intervalli di conduzione cardiaca, in particolare dell’intervallo QTc, nei pazienti con significativi disturbi elettrolitici (, ipopotassiemia, iperpotassiemia, ipomagnesemia), o bradicardia, o nei pazienti affetti da patologie cardiache preesistenti, quali insufficienza cardiaca congestizia a causa del maggiore rischio di aritmia ventricolare (vedere paragrafo 4.3). Disturbi elettrolitici (ipopotassiemia, iperpotassiemia ipomagnesemia) o bradicardia sono noti per essere condizioni che aumentano il rischio proaritmico.

Il trattamento con domperidone deve essere interrotto in presenza di segni o sintomi associati ad aritmia cardiaca e i pazienti devono consultare il medico.

Si deve consigliare ai pazienti di segnalare tempestivamente eventuali sintomi cardiaci.

Impiego con potenti inibitori del CYP3A4

La somministrazione contemporanea di ketoconazolo per via orale, eritromicina o altri potenti inibitori del CYP3A4 che prolungano l’intervallo QTc deve essere evitata (vedere ìl paragrafo

4.5. “Interazìone con altrì prodottì medìcìnalì ed altre forme dì ìnterazìone”).

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

Vari studi di interazione farmacocinetica/farmacodinamica in vivo condotti con ketoconazolo per via orale o eritromicina per via orale in soggetti sani hanno confermato una marcata inibizione del metabolismo di primo passaggio CYP3A4-mediato del domperidone da parte di tali sostanze.

Con l’associazione di domperidone 10 mg per via orale quattro volte al giorno e ketoconazolo 200 mg due volte al giorno, nel periodo di osservazione è stato rilevato un prolungamento medio del QTc

di 9,8 msec, con variazioni dei singoli valori di prolungamento comprese tra 1,2 e 17,5 msec. Con l’associazione di domperidone 10 mg quattro volte al giorno ed eritromicina 500 mg tre volte al giorno per via orale, nel periodo di osservazione il prolungamento medio del QTc

è risultato pari a 9,9 msec, con variazioni dei singoli valori di prolungamento comprese tra 1,6 e 14,3. In ognuno di questi studi di interazione, la Cmax

e l’AUC del domperidone allo steady state sono risultate aumentate di circa tre volte. In detti studi, somministrato in monoterapia per via orale alla dose di 10 mg quattro volte al giorno, il domperidone ha determinato aumenti del QTc

medio pari a 1,6 msec (studio con il ketoconazolo) ed a 2,5 msec (studio con l’eritromicina), mentre la monoterapia a base di ketoconazolo (200 mg due volte al giorno) e la monoterapia a base di eritromicina (500 mg tre volte al giorno), nell’ambito del periodo di osservazione hanno determinato prolungamenti del QTc

rispettivamente pari a 3,8 e 4,9 msec.

Maggiore rischio di occorrenza del prolungamento dell’intervallo QT a causa di interazioni farmacodinamiche e/o farmacocinetiche.

L’assunzione concomitante delle seguenti sostanze è controindicata:

Medicinali che prolungano l’intervallo QTc

Anti-aritmici di classe IA (ad esempio disopiramide, idrochinidina, chinidina)

Anti-aritmici di classe III (ad esempio amiodarone, defetilide, dronedarone, ibutilide, sotalolo)

Alcuni antipsicotici (ad esempio aloperidolo, pimozide, sertindolo)

Alcuni antidepressivi (ad esempio citalopram, escitalopram)

Alcuni antibiotici (ad esempio eritromicina, levofloxacina, moxifloxacina, spiramicina)

Alcuni agenti antifungini (ad esempio pentamidina)

Alcuni agenti antimalarici (in particolare alofantrina, lumefantrina)

Alcuni farmaci gastro-intestinali (ad esempio cisapride, dolaseotron, prucalopride)

Alcuni antistaminici (ad esempio mechitazina, mizolastina)

Alcuni farmaci utilizzati nel trattamento dei tumori (ad esempio toremifene, vandetanib, vincamina)

Alcuni farmaci di altro tipo (ad esempio bepridil, diphemanil, metadone)

(vedere paragrafo 4.3)

Potenti inibitori del CYP3A4 (indipendentemente dai relativi effetti di prolungamento dell’intervallo QT), ad esempio:

Inibitori della proteasi

Antifungini azolici sistemici

Alcuni macrolidi (eritromicina, claritromicina e telitromicina) (vedere paragrafo 4.3)

L’assunzione concomitante delle seguenti sostanze non è raccomandata Moderati inibitori del CYP3A4, ad esempio diltiazem, verapamil e alcuni macrolidi (vedere paragrafo 4.3)

L’assunzione concomitante delle seguenti sostanze richiede cautela nell’uso

Si deve prestare cautela in caso di farmaci che inducono bradicardia e ipopotassiemia, nonché con i seguenti macrolidi coinvolti nel prolungamento dell’intervallo QT: azitromicina e roxitromicina (la claritromicina è controindicata in quanto è un potente inibitore del CYP3A4).

Il suddetto elenco di sostanze è indicativo e non esaustivo.

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

Esistono scarsi dati post-marketing circa l’impiego di domperidone nelle donne gravide. Uno studio condotto sui ratti ha evidenziato tossicità riproduttiva a dosi elevate tossiche per la madre. Il rischio potenziale nell’uomo non è noto. Pertanto, Domperidone Angelini 10 mg compresse dovrà essere usato in gravidanza esclusivamente quando ciò sia giustificato dal beneficio terapeutico atteso.

Allattamento

Domperidone viene escreto nel latte umano e i bambini allattati al seno ricevono meno dello 0,1% della dose regolata in base al peso materno.

Il verificarsi di effetti avversi, in particolare di effetti cardiaci, non può essere escluso dopo l’esposizione attraverso il latte materno. In tal caso occorre decidere se cessare l’allattamento al seno o cessare/sospendere la terapia a base di domperidone valutando i vantaggi dell’allattamento al seno per il bambino e i benefici della terapia per la madre. Si deve agire con cautela in caso di fattori di rischio che prolungano l’intervallo QTc nei neonati allattati al seno.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Indice

Domperidone Angelini 10 mg compresse ha effetti nulli o trascurabili sulla capacità di guidare e di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Indice

La frequenza del verificarsi di reazioni avverse viene qui di seguito riportata secondo la classificazione seguente:

molto comune (>1/10), comune (>1/100, < 1/10); non comune (> 1/ 1.000, < 1/100);raro (>1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può

essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie cardiache: non nota: aritmie ventricolari, prolungamento dell’intervallo QTc ,

torsioni di punta, morte cardiaca improvvisa (vedere paragrafo 4.4).

Disturbi del sistema immunitario: molto raro: reazioni allergiche comprese anafilassi, shock anafilattico, reazioni di tipo anafilattico,orticaria e angioedema

Patologie endocrine: raro: aumento dei livelli di prolattina

Patologie del sistema nervoso: molto raro: reazioni avverse di tipo extrapiramidale,convulsioni, sonnolenza, emicrania.

Patologie gastrointestinali: raro: disturbi gastrointestinali compresi crampi intestinali

transitori molto rari. Molto raro: diarrea

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: molto raro: prurito, rash, orticaria.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: raro: galattorrea, ginecomastia, amenorrea.

Indagini: molto raro: alterazioni della funzionalità epatica.

Poiché l’ipofisi si trova all’esterno della barriera emato-encefalica, la somministrazione di domperidone può provocare un aumento dei livelli di prolattina. In rari casi, tale iperprolattinemia può condurre a reazioni di natura neuro-endocrinologica, quali galattorrea, ginecomastia ed amenorrea.

Reazioni avverse di tipo extrapiramidale si verificano molto raramente nei neonati e nella prima infanzia ed, eccezionalmente, negli adulti. Tali reazioni avverse scompaiono spontaneamente e completamente all’interruzione del trattamento.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il Sito web: https://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

Indice

Sintomi

I sintomi da sovradosaggio possono includere sonnolenza, sensazione di disorientamento e reazioni extrapiramidali, specialmente nei bambini.

Trattamento

In caso di sovradosaggio è opportuno somministrare immediatamente il trattamento sintomatico standard.

Non vi è alcun antidoto specifico al domperidone ma, in caso di sovradosaggio, può rivelarsi utile ricorrere a lavanda gastrica nonché alla somministrazione di carbone vegetale attivo.

Si deve effettuare un monitoraggio tramite ECG a causa della possibilità di prolungamento dell’intervallo QT. Si raccomanda inoltre stretta sorveglianza da parte del medico e terapia di supporto.

Per il controllo delle reazioni extrapiramidali può essere efficace la somministrazione di farmaci anticolinergici ed anti-parkinson.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

Gruppo farmacoterapeutico: Procinetici. ATC: A03F A 03

Domperidone è un dopamino-antagonista con proprietà antiemetiche. Il domperidone non penetra rapidamente attraverso la barriera emato-encefalica. Nei pazienti trattati con questo farmaco, specialmente se adulti, gli effetti indesiderati extrapiramidali sono molto rari, ma il domperidone induce secrezione di prolattina dall’ipofisi. Il suo effetto antiemetico può essere dovuto ad una combinazione di un effetto periferico (gastrocinetico) e di un’azione antagonista dei recettori dopaminergici nella zona “ trigger” chemiorecettoriale, che si trova all’esterno della barriera emato-encefalica nell’area postrema. Studi condotti sugli animali, unitamente alle basse concentrazioni rilevate a livello encefalico, indicano un effetto prevalentemente periferico del domperidone sui dopamino-recettori.

Studi condotti sull’uomo hanno dimostrato che il domperidone somministrato per via orale aumenta la pressione a livello dello sfintere esofageo inferiore, incrementa la motilità antroduodenale ed accelera lo svuotamento gastrico. Non si rilevano effetti sulla secrezione gastrica.

In conformità alle linee guida ICH-E14 è stato eseguito uno studio approfondito sull’intervallo QT. Tale studio comprendeva un placebo, un comparatore attivo e un controllo positivo ed è stato condotto su soggetti sani con un dosaggio di domperidone fino a 80 mg al giorno in dosi da 10 o 20 mg somministrate 4 volte al giorno. Tale studio ha identificato una differenza massima dell’intervallo QT corretto (QTc) tra domperidone e placebo in media LS (Least Squares) nel cambiamento da baseline di 3.4 msec per 20 mg di domperidone somministrato 4 volte al giorno il quarto giorno. L’intervallo di confidenza a due vie del 90% (da 1,0 a 5.9 msec) non ha superato i 10 msec. In tale studio non sono stati osservati effetti rilevanti sull’intervallo QTc quando domperidone veniva somministrato a una dose fino a 80 mg/giorno (ad esempio più di due volte la dose massima raccomandata).

Tuttavia due precedenti studi sull’interazione tra farmaci hanno dimostrato evidenze di prolungamento dell’intervallo QTc quando domperidone veniva somministrato come monoterapia (10 mg 4 volte al giorno). La massima differenza media a tempi corrispondenti dell’intervallo QT corretto secondo Fridericia (QTcF) tra domperidone e placebo è stata rispettivamente di 5,4 msec (IC95%: da -1,7 a 12,4) e 7,5 msec (IC95%: da 0,6 a 14,4).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Assorbimento

Domperidone viene rapidamente assorbito dopo la somministrazione orale, con concentrazioni di picco nel plasma registrate circa un’ ora dopo il dosaggio. I valori di Cmax e AUC di domperidone sono aumentati proporzionalmente con dosaggio compreso tra 10 mg e

20 mg. Un accumulo di due-tre volte dell’AUC di domperidone è stato osservato con dosaggio ripetuto quattro volte al giorno (ogni 5 ore) di domperidone per quattro giorni.

La bassa biodisponibilità assoluta del domperidone orale (di circa il 15%) è dovuta ad un ampio effetto di primo passaggio nella parete intestinale e nel fegato. Benché la

biodisponibilità del domperidone aumenti in soggetti normali se assunto al termine di un pasto, i pazienti con disturbi gastrointestinali dovrebbero assumere il domperidone 15-30 minuti prima del pasto. La ridotta acidità gastrica altera l’assorbimento di domperidone. La biodisponibilità orale viene ridotta tramite la previa somministrazione concomitante di cimetidina e di bicarbonato di sodio. Quando il farmaco viene assunto dopo i pasti, il tempo del picco di assorbimento risulta lievemente ritardato e l’AUC leggermente aumentata.

Compromissione epatica

Nei soggetti affetti da compromissione epatica moderata (punteggio di Pugh da 7 a 9, classificazione Child-Pugh B), l’AUC e il Cmax di domperidone è rispettivamente 2,9 e 1,5 volte superiore rispetto ai soggetti sani.

La frazione non legata viene aumentata del 25% e l’emivita di eliminazione terminale viene prolungata da 15 a 23 ore. I soggetti affetti da compromissione epatica lieve presentano un’esposizione sistemica leggermente inferiore rispetto ai soggetti sani in base ai valori di Cmax e AUC, senza alcun cambiamento dei legami alle proteine o dell’emivita terminale. I soggetti affetti da compromissione epatica grave non sono stati studiati. Domperidone è controindicato nei pazienti affetti da compromissione epatica moderata o grave (vedere paragrafo 4.3).

Compromissione renale

Nei soggetti affetti da compromissione renale grave (clearance della creatinina

<30ml/min/1,73 m2) l’emivita di eliminazione di domperidone è aumentata da 7,4 a 20, 8 ore ma i livelli del farmaco nel plasma sono risultati inferiori rispetto ai volontari sani.

Dato che viene escreta una quantità molto ridotta di farmaco non modificato (circa l’1%) attraverso i reni, è improbabile che la dose di un’unica somministrazione debba essere regolata nei pazienti affetti da insufficienza renale.

Tuttavia, in caso di somministrazione ripetuta, la frequenza di dosaggio deve essere ridotta a una o due volte al giorno a seconda della gravità del disturbo e può essere necessario ridurre il dosaggio.

Distribuzione

Il domperidone somministrato per via orale non sembra determinare un accumulo del farmaco, né indurre il proprio metabolismo; il livello di picco plasmatico di 21 ng/ml dopo 90 minuti, in seguito a due settimane di trattamento per os con 30 mg/die, si rivelava pressocché identico a quello di 18 ng/ml successivo alla prima dose. Il domperidone è legato per il 91 – 93% alle proteine plasmatiche. Studi condotti sulla distribuzione con farmaco radiomarcato negli animali hanno dimostrato ampia distribuzione nei tessuti, ma bassa concentrazione a livello encefalico. Piccole quantità di farmaco attraversano la placenta nei ratti.

Metabolismo

Domperidone viene sottoposto a rapido ed ampio metabolismo epatico mediante idrossilazione ed N-dealchilazione. Esperimenti sul metabolismo eseguiti in vitro con inibitori diagnostici hanno rivelato che il CYP3A4 è la forma del citocromo P-450 maggiormente coinvolta nella N-dealchilazione del domperidone, mentre CYP3A4, CYP1A2 e CYP2E1 sono implicati nell’idrossilazione aromatica del domperidone.

Escrezione

Le escrezioni urinarie e fecali ammontano rispettivamente al 31% e al 66% della dose orale. La parte di farmaco escreta in forma immodificata è minima (10% di escrezione fecale ed approssimativamente 1% di escrezione urinaria). L’emivita plasmatica in seguito a somministrazione di un’unica dose orale è di 7-9 ore in soggetti sani, ma risulta prolungata in pazienti con insufficienza renale grave.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

Studi elettrofisiologici in vitro e in vivo indicano per domperidone un rischio complessivo moderato di prolungamento dell’intervallo QTc nell’uomo. In esperimenti in vitro su celle isolate trasfettate con hERG e su miociti isolati di cavie, i rapporti di esposizione erano compresi tra 26 e 47 volte, sulla base di valori IC50 che inibiscono le correnti attraverso canali ionici IKr rispetto alle concentrazioni libere nel plasma nell’uomo dopo la somministrazione della dose massima quotidiana di 10 mg somministrata 3 volte al giorno. I margini di sicurezza per il prolungamento della durata del potenziale d’azione in esperimenti in vitro su tessuti cardiaci isolati sono stati 45 volte superiori alle concentrazioni libere nel plasma nell’uomo alla dose massima quotidiana (10 mg somministrati 3 volte al giorno). I margini di sicurezza in modelli proaritmici in vitro (cuore isolato e perfuso di Langendorff) sono stati da 9 a 45 volte superiori alle concentrazioni libere nel plasma nell’uomo alla dose massima quotidiana (10 mg somministrati 3 volte al giorno). In modelli in vivo i livelli privi di effetto per il prolungamento dell’intervallo QT corretto (QTc) nei cani e l’induzione di aritmie in un modello di coniglio sensibilizzato per torsioni di punta sono stati rispettivamente di oltre 22 volte e 435 volte superiori alle concentrazioni libere nel plasma nell’uomo alla dose massima quotidiana (10 mg somministrati 3 volte al giorno). Nel modello con cavia anestetizzata a seguito di infusioni endovenose, non sono stati registrati effetti sull’intervallo QT corretto (QTc) a concentrazioni totali nel plasma di 45,4 ng/ml, che sono 3 volte superiori rispetto ai livelli del plasma totale nell’uomo alla dose massima quotidiana (10 mg somministrati 3 volte al giorno). La rilevanza di quest’ultimo studio per l’uomo a seguito dell’esposizione a domperidone somministrato per via orale è incerta.

In presenza di inibizione del metabolismo tramite CYP3A4 le concentrazioni libere nel plasma di domperidone possono triplicare.

A un dosaggio tossico elevato per la madre (più di 40 volte la dose umana raccomandata) sono stati riscontrati effetti teratogenici nel ratto. Non è stata osservata alcuna teratogenicità nei topi e nei conigli.

Il farmaco viene escreto nel latte materno dei ratti in lattazione (principalmente sotto forma di metaboliti: concentrazioni-picco pari a 40 ed 800 ng/mL dopo somministrazione per via orale e intravenosa di 2,5 mg/kg, rispettivamente).

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Lattosio monoidrato, amido di mais, Povidone K 30 (E1201), sodio laurilsolfato,

cellulosa microcristallina (E460), biossido di silicio colloidale anidro (E551), magnesio stearato (E470B).

06.2 Incompatibilità

Indice

Non applicabile.

06.3 Periodo di validità

Indice

3 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Il prodotto non richiede speciali precauzioni per la sua conservazione.

Conservare nella confezione originale in modo da proteggere il farmaco dall’umidità.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Blister trasparente in PVC/AI da 10 compresse. Confezioni da: 10, 20, 30, 50 o 100 compresse.

Non tutti i tipi di confezionamento potrebbero essere in commercio.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Nessuna in particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

AZIENDE CHIMICHE RIUNITE ANGELINI FRANCESCO – ACRAF S.p.A

Viale Amelia, 70

00181 Roma

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

10 mg compresse 10 compresse in blister PVC/Al AIC n. 037402017 10 mg compresse 20 compresse in blister PVC/Al AIC n. 037402029 10 mg compresse 30 compresse in blister PVC/Al AIC n. 037402031 10 mg compresse 50 compresse in blister PVC/Al AIC n. 037402043 10 mg compresse 100 compresse in blister PVC/Al AIC n. 037402056

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

MARZO 2007

10.0 Data di revisione del testo

Indice

24/06/2016

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

Torna all’indice

Domperidone ari – 30 Cpr 10 mg (Domperidone Maleato)
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Farmaco soggetto a monitoraggio addizionale. Segnalare eventi avversi (Art 23 Regolamento (CE) 726/2004) ATC: A03FA03 AIC: 037402031 Prezzo: 4,5 Ditta: Aristo Pharma Gmbh


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

Indice

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983