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Gliclazide Sand: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Gliclazide Sand

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Gliclazide Sand: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Gliclazide Sand: la confezione

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01.0 Denominazione del medicinale

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GLICLAZIDE SANDOZ GMBH 30MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa contiene 30 mg di gliclazide.

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

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03.0 Forma farmaceutica

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Compressa a rilascio modificato.

Compresse di colore bianco-biancastro a forma di capsula, biconvesse, con stampato in rilievo "30" su un lato e lisce sull’altro.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Diabete non insulino dipendente (tipo 2) dell’adulto, quando gli accorgimenti dietetici, l’esercizio fisico e la perdita di peso da soli non sono sufficienti a tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Per uso orale.

Adulti:

La dose giornaliera può variare da 1 a 4 compresse al giomo, cioè 30 – 120 mg presi per via orale in una singola somministrazione a colazione.

Si raccomanda di deglutire la compressa/le compresse senza masticare.

Come per qualunque agente ipoglicemizzante, la dose deve essere aggiustata in base alla risposta metabolica individuale del paziente (glicemia, HbAlc).

Dose iniziale:

La dose iniziale raccomandata è di 30mg al giomo.

Se il livello di glucosio nel sangue risulta efficacemente sotto controllo, questa dose può essere utilizzata anche per la terapia di mantenimento.

Se la glicemia non è controllata adeguatamente, la dose può essere aumentata a 60, 90 o 120 mg al giomo, in gradi successivi. L’intervallo tra ciascun incremento di dose deve essere di almeno 1 mese, ad eccezione dei pazienti la cui glicemia non si sia ridotta dopo due settimane di trattamento. In tali casi, la dose può essere aumentata alla fine della seconda settimana di trattamento.

La dose massima raccomandata è 120 mg al giomo.

Passaggio da Gliclazide 80mg compresse a Gliclazide 30mg compresse a rilascio modificato:

1 compressa di Gliclazide 80mg è comparabile a 1 compressa di Gliclazide 30mg a rilascio modificato. Pertanto il passaggio può essere eseguito a patto che ci sia un attento monitoraggio di glucosio nel sangue.

Passaggio da un altro agente antidiabetico orale a Gliclazide 30mg compresse a rilascio modificato:

Gliclazide 30 mg compresse a rilascio modificato può essere usato per sostituire altri agenti antidiabetici orali.

Il dosaggio e l’emivita dell’agente antidiabetico precedente devono essere tenuti in considerazione quando si passa a Gliclazide 30 mg compresse a rilascio modificato.

Generalmente non è necessario un periodo di transizione. Si consiglia una dose iniziale di 30mg; tale dose può essere modificata in base alla risposta dei livelli di glucosio nel sangue del paziente, come spiegato sopra.

Quando si passa da una sulfanilurea ipoglicemizzante con un’emivita prolungata, potrebbe rendersi necessario un intervallo di sospensione del trattamento della durata di qualche giomo, allo scopo di evitare l’effetto additivo dei due prodotti, che potrebbe provocare ipoglicemia. La procedura descritta per iniziare il trattamento deve anche essere usata quando si passa al trattamento con Gliclazide 30 mg compresse a rilascio modificato cioè utilizzando una dose di 30 mg al giomo, seguita da un incremento graduale della dose, in base alla risposta metabolica.

Trattamento combinato con altri agenti antidiabetici:

Gliclazide 30mg compresse a rilascio modificato può essere somministrata in combinazione con biguanidi, inibitori dell’alfa-glucosidasi o insulina.

In pazienti non adeguatamente controllati con Gliclazide 30mg compresse a rilascio modificato, la terapia concomitante con insulina può essere iniziata sotto stretta supervisione medica.

Negli anziani (sopra i 65 anni):

Gliclazide 30mg compresse a rilascio modificato deve essere prescritta usando lo stesso regime di dosaggio raccomandato per i pazienti con meno di 65 anni di età.

In pazienti con insufficienza renale lieve o moderata:

Può essere usato lo stesso regime di dosaggio dei pazienti con funzionalità renale normale associato ad un attento monitoraggio del paziente. Questi dati sono stati confermati in studi clinici.

In pazienti a rischio di ipoglicemia:

• denutriti o malnutriti

• affetti da malattie endocrine gravi o scarsamente compensate (ipopituitarismo, ipotiroidismo, insufficienza adrenocorticotropa)

• che hanno interrotto una terapia con corticosteroidi prolungata e/o ad alte dosi

• affetti da una grave patologia vascolare (grave cardiopatia coronarica, grave compromissione della carotide, patologia vascolare diffusa).

Si raccomanda di usare una dose minima iniziale giornaliera di 30mg.

Bambini ed adolescenti (con età inferiore a 18 anni):

Non vi sono dati e studi clinici disponibili nei bambini.

04.3 Controindicazioni

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L’uso di gliclazide è controindicato in pazienti con:

• Ipersensibilità a gliclazide o ad uno qualsiasi degli eccipienti, altre sulfaniluree o sulfonamidi.

• Diabete di tipo 1

• Pre-coma e coma diabetico, chetoacidosi diabetica

Insufficienza renale o epatica gravi – in questi casi, si consiglia l’impiego di insulina.

• Trattamento con miconazolo (vedere paragrafo 4.5 Interazioni)

• Allattamento (vedere paragrafo 4.6 Gravidanza e allattamento)

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Ipoglicemia:

Questa terapia deve essere prescritta solo se il paziente ha probabilità di assumere cibo con una certa regolarità (inclusa la colazione). È infatti importante un apporto regolare di carboidrati, a causa del maggiore rischio di ipoglicemia se un pasto viene consumato in ritardo, se si assume una quantità di cibo insufficiente o se il cibo assunto presenta un basso contenuto di carboidrati. L’ipoglicemia ha maggiori probabilità di manifestarsi durante diete a basso contenuto calorico dopo un esercizio fisico prolungato o molto intenso, in seguito all’assunzione di alcol o se viene assunta una combinazione di agenti ipoglicemizzanti.

L’ipoglicemia può verificarsi dopo l’assunzione di sulfaniluree (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati). In alcuni casi, tale disturbo può essere grave e prolungato. Può rendersi necessario il ricovero in ospedale e la somministrazione di glucosio può dover proseguire per alcuni giorni.

Un’attenta selezione dei pazienti e del dosaggio utilizzato, nonché chiare istruzioni fornite ai pazienti, sono necessarie per ridurre il rischio di episodi di ipoglicemia.

Fattori che aumentano il rischio di ipoglicemia:

• Il paziente rifiuta o (in particolare gli anziani) non è in grado di collaborare.

• Malnutrizione, orari irregolari dei pasti, mancato consumo dei pasti, periodi di digiuno o variazioni del regime alimentare.

• Squilibrio tra esercizio fisico e assunzione di carboidrati.

Insufficienza renale.

• Insufficienza epatica grave.

• Sovradosaggio di Gliclazide 30mg compresse a rilascio modificato.

• Alcune malattie endocrine – disturbi alla tiroide, ipopituitarismo e insufficienza surrenale.

• Assunzione contemporanea di altri medicinali (vedere paragrafo 4.5 Interazioni).

Compromissione renale ed epatica:

Le proprietà farmacocinetiche e/o farmacodinamiche della gliclazide possono essere alterate nei pazienti affetti da insufficienza epatica o grave insufficienza renale. Un episodio ipoglicemico in questi pazienti può avere una durata prolungata, è pertanto necessario istituire un trattamento adeguato.

Informazioni per il paziente:

Il rischio di ipoglicemia, insieme ai suoi sintomi, al suo trattamento e alle condizioni che predispongono alla sua comparsa, devono essere spiegati al paziente e ai suoi familiari.

Il paziente deve essere informato circa l’importanza di seguire i consigli relativi al regime alimentare, di fare esercizio fisico su base regolare e di monitorare regolarmente i livelli di glucosio nel sangue.

Scarso controllo dei livelli di glucosio nel sangue:

Il controllo dei livelli di glucosio nel sangue in un paziente che segue una terapia antidiabetica può essere ostacolato da: febbre, trauma, infezione o intervento chirurgico. In alcuni casi, può essere necessario somministrare dell’insulina.

L’efficacia ipoglicemizzante di qualsiasi agente antidiabetico orale, inclusa la gliclazide, si attenua con il tempo in molti pazienti: questo evento può essere dovuto a un aggravamento del diabete o a una riduzione nella risposta alla terapia. Questo fenomeno è noto con il nome di insufficienza secondaria, distinta dall’insufficienza primaria, che si verifica quando un principio attivo risulta inefficace come terapia di prima linea. Il corretto adattamento della dose e il rispetto di alcune regole alimentari devono essere presi in considerazione prima di stabilire che il paziente presenta un’insufficienza secondaria.

Esami di laboratorio:

La misurazione dei livelli di emoglobina glicata (o del glucosio nel plasma venoso a digiuno) è consigliata per verificare il controllo dei livelli di glucosio nel sangue. Anche l’automonitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue può essere utile.

Effetti ematologici:

Il trattamento con sulfaniluree di pazienti con deficienza del G6PD può portare ad anemia emolitica. Poiché la gliclazide appartiene alla classe delle sulfaniluree, deve essere usata cautela in pazienti con deficienza del G6PD e deve essere presa in considerazione un’alternativa con farmaco non sulfanilurea.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Gli studi di interazione sono stati svolti soltanto negli adulti.

I seguenti prodotti possono accrescere il rischio di ipoglicemia

Combinazione controindicata

Miconazolo (via sistemica, gel oromucosale): potenzia l’effetto ipoglicemizzante, con possibile insorgenza di sintomi ipoglicemici o persino di coma ipoglicemico.

Combinazioni sconsigliate

• Fenilbutazone (via sistemica): potenzia l’effetto ipoglicemizzante delle sulfaniluree (rimuove il loro legame alle proteine plasmatiche e/o riduce la loro eliminazione).

È preferibile utilizzare un diverso agente antinfiammatorio oppure avvertire il paziente e sottolineare l’importanza dell’automonitoraggio. Ove necessario, modificare la dose durante e dopo il trattamento con l’agente antinfiammatorio

• Alcol: potenzia la reazione ipoglicemica (inibendo le reazioni compensatorie) che può portare al coma ipoglicemico.

• L’alcol o i medicinali contenenti alcol devono essere evitati.

Combinazioni che richiedono precauzioni per l’uso

Se si assume uno dei seguenti medicinali, può verificarsi un potenziamento dell’effetto di riduzione del glucosio nel sangue e in alcuni casi può insorgere ipoglicemia, ad esempio:

altri agenti antidiabetici (insulina, acarbosio, biguanidi), betabloccanti, fluconazolo, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (captopril, enalapril), antagonisti del recettore H2, IMAO, sulfonamidi e agenti antinfiammatori non steroidei.

I seguenti agenti possono determinare un aumento dei livelli di glucosio nel sangue

Combinazione sconsigliata

• Danazolo: effetto diabetogenico del danazolo.

Se non è possibile evitare l’impiego di questo principio attivo, avvertire il paziente e sottolineare l’importanza del monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue e nelle urine. Potrebbe essere necessario modificare la dose dell’agente antidiabetico durante e dopo il trattamento con danazolo.

Combinazioni che richiedono precauzioni durante l’uso

• Clorpromazina (agente neurolettico): alte dosi (>100 mg di clorpromazina al giomo) innalzano i livelli di glucosio nel sangue (in quanto riducono il rilascio di insulina).

Avvertire il paziente e sottolineare l’importanza del monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue. Potrebbe essere necessario modificare la dose del principio attivo antidiabetico durante e dopo il trattamento con l’agente neurolettico.

• Glucocorticoidi (via sistemica e locale: preparazioni da somministrarsi per via intra-articolare, cutanea e rettale) e tetracosactrina: aumentano i livelli di glucosio nel sangue, con possibile chetosi (ridotta tolleranza ai carboidrati, dovuta ai glucocorticoidi).

Avvertire il paziente e sottolineare l’importanza del monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue, in particolare all’inizio della terapia. Potrebbe essere necessario modificare la dose del principio attivo antidiabetico durante e dopo il trattamento con glucocorticoidi.

• Ritodrina, salbutamolo, terbutalina: (per via endovenosa): aumentano i livelli di glucosio nel sangue a causa degli effetti del beta-2 agonista.

Sottolineare l’importanza del monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue. Se necessario, passare all’insulina.

Combinazione da prendere in considerazione

• Terapia anticoagulante (Warfarin): le sulfaniluree possono potenziare l’effetto anticoagulante durante una terapia concomitante.

Potrebbe essere necessario modificare la dose dell’agente anticoagulante.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Non sono disponibili dati in merito all’impiego della gliclazide durante la gravidanza negli esseri umani, sebbene esistano alcuni dati relativi ad altre sulfaniluree.

Negli studi animali, la gliclazide non ha evidenziato effetti teratogeni.

Il controllo sul diabete andrebbe ottenuto prima del concepimento, allo scopo di ridurre i rischi di anomalie congenite correlate a un diabete non tenuto sotto controllo.

Gli agenti ipoglicemizzanti orali non sono adatti; l’insulina è l’agente d’elezione per il trattamento del diabete durante la gravidanza. Si consiglia di passare dalla terapia con agenti ipoglicemizzanti orali alla terapia con insulina prima di cercare una gravidanza o non appena si accerta una gravidanza in atto.

Allattamento

Non è noto se la gliclazide o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. Dato il rischio di ipoglicemia neonatale, il medicinale è controindicato durante l’allattamento.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.

I pazienti devono essere informati in merito ai sintomi dell’ipoglicemia e devono prestare attenzione se si mettono alla guida di veicoli o se utilizzano macchinari, specialmente all’inizio della terapia.

04.8 Effetti indesiderati

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Gli effetti indesiderati riportati come più di un caso isolato sono elencati di seguito, classificati per sistemi ed organi e per frequenza. La frequenza è definita come segue:

molto comune (≥ 1/10);

comune (≥ 1/100, <1/10);

non comune (≥ 1/1.000, <1/100);

raro (≥1/10.000, <1/1.000);

molto raro (<1/10.000);

non nota (la frequenza non può essere stimata dai dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Raro: alterazioni ematologiche. Possono includere anemia, leucopenia, trombocitopenia, granulocitopenia. Queste alterazioni sono generalmente reversibili in seguito a interruzione dell’assunzione della gliclazide.

Patologie dell’occhio:

Raro: si possono verificare disturbi visivi transitori, in particolare all’inizio del trattamento, a causa delle variazioni dei livelli di glucosio ematico.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Raro: eruzione cutanea, prurito, orticaria, eritema, eruzione maculopapulare, reazioni bollose.

Patologie gastrointestinali:

Non comune: dolori addominali, nausea, vomito, dispepsia, diarrea e costipazione. Se queste condizioni si verificano è possibile evitarle o ridurle al minimo assumendo la gliclazide insieme alla colazione (vedere paragrafo 4.2 Posologia).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Comune: ipoglicemia.

Come con altre sulfaniluree, il trattamento con gliclazide 30mg compresse a rilascio modificato può provocare ipoglicemia se i pasti vengono consumati in modo irregolare e, in particolare, se si saltano i pasti. I possibili sintomi dell’ipoglicemia sono: mal di testa, fame eccessiva, nausea, vomito, debolezza, disturbi del sonno, agitazione, aggressività, scarsa concentrazione, riduzione dello stato di coscienza e allungamento dei tempi di reazione, depressione, stato confusionale, disturbi della parola e della vista, afasia, tremore, paresi, disturbi sensoriali, capogiri, sensazione di debolezza, perdita dell’autocontrollo, delirio, convulsioni, respirazione debole, bradicardia, torpore e perdita di coscienza con possibile insorgenza di coma o esito letale.

Inoltre, è possibile osservare segni di controregolazione adrenergica: sudorazione, pelle umida, ansia, tachicardia, ipertensione, palpitazioni, angina pectoris e aritmia cardiaca.

Solitamente i sintomi scompaiono dopo l’assunzione di carboidrati (zuccheri). Tuttavia i dolcificanti artificiali non hanno alcun effetto. I dati relativi ad altre sulfaniluree dimostrano che l’ipoglicemia può ripresentarsi anche quando le precauzioni adottate si sono inizialmente dimostrate efficaci.

Se un episodio di ipoglicemia è grave o prolungato, e anche se tale episodio è temporaneamente tenuto sotto controllo assumendo degli zuccheri, sono necessari un trattamento medico immediato o il ricovero in ospedale.

Patologie epatobiliari:

Raro: innalzamento dei livelli degli enzimi epatici (AST, ALT, fosfatasi alcalina), epatite (casi isolati). Interrompere la terapia se compare ittero colestatica. Questi sintomi solitamente scompaiono dopo l’interruzione del trattamento.

Effetti attribuibili alla classe farmacologica:

In seguito all’assunzione di altre sulfaniluree, sono stati riferiti casi di eritrocitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica, pancitopenia e vasculite allergica.

Dopo l’impiego di tali agenti, sono stati inoltre osservati casi di innalzamento dei livelli degli enzimi epatici o addirittura di compromissione della funzionalità epatica (per esempio con colestasi e ittero), nonché casi di epatite che è regredita dopo l’interruzione dell’assunzione della sulfanilurea o che, in casi isolati, ha portato a un’insufficienza epatica potenzialmente fatale.

04.9 Sovradosaggio

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Un sovradosaggio di sulfaniluree può provocare ipoglicemia.

Sintomi moderati di ipoglicemia, senza perdita di coscienza né segni neurologici, vanno corretti assumendo carboidrati oppure modificando la dose del medicinale e/o il regime dietetico. Un attento monitoraggio deve essere protratto fino a quando il medico è sicuro che il paziente sia fuori pericolo.

È possibile il manifestarsi di gravi reazioni ipoglicemiche, accompagnate da coma, convulsioni o altri disturbi neurologici; tali reazioni vanno considerate emergenze mediche e necessitano di ricovero ospedaliero immediato.

Se si diagnostica o si sospetta un coma ipoglicemico, al paziente va praticata un’iniezione rapida per via endovenosa, contenente 50 ml di soluzione di glucosio concentrata (dal 20% al 30%). A tale iniezione deve seguire l’infusione continua di una soluzione di glucosio più diluita (10%) a un ritmo in grado di mantenere i livelli di glucosio nel sangue al di sopra di 1 g/l. I pazienti vanno attentamente monitorati e, sulla base delle loro condizioni dopo questo trattamento, il medico deciderà se è necessario proseguire con il monitoraggio.

La dialisi non apporta alcun beneficio ai pazienti, a causa del forte legame della gliclazide alle proteine.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: sulfonamidi, derivati dell’urea.

Codice ATC: A10BB09.

La gliclazide è una sulfanilurea ipoglicemizzante, cioè un principio attivo antidiabetico orale, che differisce da altri composti correlati grazie a un anello eterociclico contenente azoto con legame endociclico.

La gliclazide abbassa i livelli di glucosio nel sangue stimolando la secrezione di insulina da parte delle cellule β nelle isole di Langerhans. L’aumento della secrezione post-prandiale di insulina e C-peptide persiste dopo 2 anni di terapia.

Oltre a queste proprietà metaboliche, la gliclazide possiede anche proprietà emovascolari.

Effetti sul rilascio di insulina:

Nei pazienti affetti da diabete di tipo 2, la gliclazide ripristina il primo picco di secrezione dell’insulina in risposta al glucosio e aumenta la seconda fase di secrezione dell’insulina. In risposta alla stimolazione indotta da un pasto o dal glucosio, si rileva un aumento significativo della risposta insulinica.

Proprietà emovascolari:

La gliclazide riduce la microtrombosi attraverso due meccanismi che possono complicare il diabete:

• inibizione parziale dell’aggregazione e dell’adesività piastrinica, con una riduzione dei marcatori di attivazione piastrinica (beta-tromboglobulina, trombossano B2).

• azione sull’attività fibrinolitica dell’endotelio vascolare, con un aumento dell’attività del tPA.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento:

La gliclazide viene completamente assorbita. L’assunzione di cibo non influisce sul tasso o sul grado di assorbimento.

Distribuzione:

I livelli plasmatici aumentano progressivamente durante le prime 6 ore, raggiungendo un plateau che viene mantenuto dalla sesta alla dodicesima ora dopo la somministrazione.

La variabilità intra-individuale è esigua.

La correlazione fra la dose somministrata fino a 120 mg e l’area sotto la curva di concentrazione in funzione del tempo è lineare. Il legame con le proteine plasmatiche è approssimativamente del 95%. Il volume di distribuzione è di circa 30 litri.

Un’unica dose giornaliera di Gliclazide 30mg compresse a rilascio modificato è in grado di mantenere concentrazioni plasmatiche efficaci della gliclazide nell’arco delle 24 ore.

Metabolismo:

La gliclazide è metabolizzata principalmente nel fegato ed è escreta nelle urine: nelle urine si rileva meno dell’1% della forma invariata. Nel plasma non è stato rilevato alcun metabolita attivo.

Escrezione:

L’emivita di eliminazione della gliclazide varia da 12 a 20 ore.

Anziani:

Nei pazienti anziani non è stata rilevata alcuna alterazione clinicamente significativa dei parametri farmacocinetici.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati preclinici non rivelano alcun rischio particolare per gli umani sulla base di studi convenzionali di tossicità a dose ripetuta. Non sono stati condotti studi sulla carcinogenicità a lungo termine. Negli studi animali non sono stati rilevati effetti teratogeni, ma è stato osservato un peso corporeo fetale inferiore negli animali che hanno assunto dosi 25 volte maggiori rispetto alla dose massima raccomandata per gli esseri umani.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Gliclazide-Lupin 30mg compresse rivestite da film contiene anche:

Calcio fosfato bifasico diidrato, Povidone K30, Ipromellosa e Magnesio stearato.

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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2 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superiore ai 25° C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Gliclazide 30mg compresse a rilascio modificato è confezionato in blister di PVC/alluminio o blister trasparenti di PVC/Aclar contenuti in scatole di cartone con 10, 20, 28, 30, 56, 60, 90 e 120 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Titolare AIC: Sandoz GmbH, Biochemiestrasse, 10, 6250 Kundl (Austria)

Rappresentante per l’Italia: Sandoz S.p.A., L.go U. Boccioni 1, 21040 Origgio (VA)

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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«30 mg compresse a rilascio prolungato» 10 compresse in blister PVC/AL AIC n. 040578015

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 20 compresse in blister PVC/AL AIC n. 040578027

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 28 compresse in blister PVC/AL AIC n. 040578039

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 30 compresse in blister PVC/AL AIC n. 040578041

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 56 compresse in blister PVC/AL AIC n. 040578054

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 60 compresse in blister PVC/AL AIC n. 040578066

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 90 compresse in blister PVC/AL AIC n. 040578078

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 120 compresse in blister PVC/AL AIC n. 040578080

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 10 compresse in blister PVC/ACLAR AIC n. 040578092

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 20 compresse in blister PVC/ACLAR AIC n. 040578104

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 28 compresse in blister PVC/ACLAR AIC n. 040578116

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 30 compresse in blister PVC/ACLAR AIC n. 040578128

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 56 compresse in blister PVC/ACLAR AIC n. 040578130

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 60 compresse in blister PVC/ACLAR AIC n. 040578142

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 90 compresse in blister PVC/ACLAR AIC n. 040578155

«30 mg compresse a rilascio prolungato» 120 compresse in blister PVC/ACLAR AIC n. 040578167

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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21/02/2013

10.0 Data di revisione del testo

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04/2014

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Gliclazide sand – 60 Cpr 30 mg Rp (Gliclazide)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: A10BB09 AIC: 040578066 Prezzo: 6,8 Ditta: Sandoz Spa


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983