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Latanoprost Ntc: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Latanoprost Ntc

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Latanoprost Ntc: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Latanoprost Ntc: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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LATANOPROST NTC 50 microgrammi/ml collirio, soluzione.

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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contiene 50 microgrammi di latanoprost. Una goccia contiene circa 1,5 microgrammi di latanoprost.

Eccipiente: ogni ml di soluzione di collirio contiene 0,2 mg di benzalconio cloruro. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Collirio, soluzione (gocce oculari).

La soluzione è un liquido chiaro e incolore. pH: 6,2-7,1.

Osmolalità: 240-325 mosmol/kg.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Riduzione della pressione intraoculare elevata nei pazienti con glaucoma ad angolo aperto e ipertensione oculare.

Riduzione della pressione intraoculare elevata nei pazienti pediatrici con ipertensione intraoculare e glaucoma pediatrico.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Dose raccomandata per i soggetti adulti (compresi gli anziani):

La terapia raccomandata è una goccia una volta al giorno nell’occhio(i) da trattare. Si ottiene l’effetto ottimale somministrando LATANOPROST NTC alla sera.

Il dosaggio di LATANOPROST NTC non deve superare una somministrazione al giorno, in quanto è stato dimostrato che somministrazioni più frequenti diminuiscono l’effetto ipotensivo sulla pressione intraoculare.

In caso di mancata somministrazione di una dose, si deve proseguire normalmente il trattamento con la dose successiva.

Modo di somministrazione

Come con altri colliri, al fine di ridurre il possibile assorbimento sistemico, si raccomanda di comprimere il sacco lacrimale a livello del canto mediale (occlusione puntale) per un minuto. Questa operazione deve essere effettuata subito dopo l’instillazione di ogni singola goccia.

Le lenti a contatto devono essere tolte prima dell’instillazione del collirio e possono essere riapplicate dopo 15 minuti.

DocNumL/eHn/t1o8r7e6s/o00d1is/pDoCnibile da AIFA il 12/11/2013

Se si usa più di un farmaco oftalmico topico, i medicinali devono essere somministrati a distanza di almeno cinque minuti l’uno dall’altro.

Popolazione pediatrica:

LATANOPROST NTC collirio può essere impiegato nei pazienti pediatrici con la stessa posologia prevista per i soggetti adulti. Non sono disponibili dati per i neonati prematuri (età gestazionale inferiore a 36 settimane). I dati raccolti nel gruppo dei soggetti di età < 1 anno (4 pazienti) sono molto limitati (vedere paragrafo 5.1).

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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LATANOPROST NTC può alterare gradualmente il colore dell’occhio, aumentando la quantità di pigmento marrone dell’iride. Prima dell’inizio del trattamento, i pazienti devono essere informati in merito alla possibilità di cambiamento permanente del colore dell’occhio. Il trattamento unilaterale può causare eterocromia permanente.

Questo cambiamento di colore dell’occhio è stato osservato prevalentemente nei pazienti con iridi di colore disomogeneo (es. blu-marrone, grigio-marrone, giallo-marrone e verde- marrone). Negli studi con latanoprost, l’insorgenza del cambiamento di colore è avvenuta di solito entro i primi 8 mesi di trattamento, raramente entro il secondo o terzo anno, e non è mai stata osservata dopo il quarto anno di trattamento. La velocità di progressione della pigmentazione dell’iride diminuisce nel corso del tempo ed è stabile per 5 anni. L’effetto dell’aumento della pigmentazione oltre 5 anni non è stato valutato. In uno studio clinico sulla sicurezza di latanoprost, condotto in aperto, della durata di 5 anni, il 33% dei pazienti ha manifestato la pigmentazione dell’iride (vedere paragrafo 4.8). Nella maggior parte dei casi, questo cambiamento di colore dell’iride è lieve e spesso non è rilevabile clinicamente. L’incidenza nei pazienti con iridi di colore disomogeneo varia dal 7% all’85%, registrando l’incidenza più alta nei soggetti con iridi giallo-marrone. Non è stato riscontrato alcun cambiamento nei pazienti con occhi di colore blu omogeneo e nei soggetti con occhi di colore omogeneo grigio, verde o marrone il cambiamento è stato rilevato solo raramente.

Il cambiamento di colore è dovuto a un aumento del contenuto di melanina nei melanociti dello stroma dell’iride e non a un incremento del numero di melanociti. Di solito, la pigmentazione marrone intorno alla pupilla si diffonde concentricamente verso la zona periferica dell’occhio interessato, ma tutta l’iride o alcune porzioni possono diventare più marroni. Non è stato riscontrato un ulteriore aumento della pigmentazione marrone dell’iride in seguito all’interruzione del trattamento. Negli studi clinici realizzati finora, questo fenomeno non è stato associato ad alcun sintomo o alterazione patologica.

Né nevi né areole dell’iride sono stati influenzati dal trattamento. Gli studi clinici non hanno evidenziato alcun accumulo di pigmento nel trabecolato sclero-corneale o in qualsiasi altra porzione della camera anteriore. Sulla base di un’esperienza clinica di 5 anni, l’aumento della pigmentazione dell’iride non ha mostrato di produrre alcuna conseguenza clinica negativa e si può proseguire la somministrazione di LATANOPROST NTC se compare la pigmentazione dell’iride. Tuttavia, i pazienti devono essere controllati regolarmente e, se il quadro clinico lo richiede, il trattamento con LATANOPROST NTC può essere interrotto.

Vi è un’esperienza limitata sull’impiego di LATANOPROST NTC nel glaucoma cronico ad angolo chiuso, nei pazienti pseudofachici con glaucoma ad angolo aperto e nel glaucoma pigmentario. Non c’è alcuna esperienza con LATANOPROST NTC nel glaucoma infiammatorio e neovascolare, nelle condizioni di infiammazione oculare o nel glaucoma congenito. LATANOPROST NTC ha un effetto nullo o scarso sulla pupilla, ma non è stata acquisita alcuna esperienza in merito agli attacchi acuti di glaucoma ad angolo chiuso. Pertanto, si raccomanda di impiegare LATANOPROST NTC con cautela in queste circostanze, finché non si acquisisce una maggiore esperienza.

È disponibile un numero limitato di dati ricavati da studi sull’impiego di LATANOPROST NTC durante la fase perioperatoria dell’intervento di cataratta. Latanoprost deve essere usato con cautela in questi pazienti.

LATANOPROST NTC deve essere impiegato con cautela nei pazienti con un’anamnesi positiva per cheratite erpetica e deve essere evitato nei casi di cheratite attiva da herpes simplex e nei pazienti con un’anamnesi positiva per cheratite erpetica recidivante, specificatamente in associazione con analoghi delle prostaglandine.

Sono stati riportati casi di edema maculare (vedere paragrafo 4.8), principalmente nei pazienti afachici, nei soggetti pseudofachici con rottura della capsula posteriore del cristallino o delle lenti della camera anteriore o nei pazienti con fattori di rischio noti per l’edema maculare cistoide (fra cui retinopatia diabetica e occlusione delle vene retiniche). LATANOPROST NTC deve essere usato con cautela nei pazienti afachici, nei soggetti pseudofachici con rottura della capsula posteriore del cristallino o delle lenti della camera anteriore o nei pazienti con fattori di rischio noti per l’edema maculare cistoide.

Nei pazienti con fattori di rischio noti predisponenti per lo sviluppo di irite/uveite, LATANOPROST NTC può essere impiegato con cautela.

Vi è un’esperienza limitata nei pazienti asmatici, ma sono stati segnalati alcuni casi di esacerbazione dell’asma e/o della dispnea nell’ambito dell’esperienza post-marketing del medicinale. Pertanto, i pazienti asmatici devono essere trattati con cautela in attesa di acquisire un’esperienza sufficiente, vedere anche paragrafo 4.8.

È stata osservata un’alterazione del colore della cute periorbitale, segnalata nella maggior parte dei casi in pazienti giapponesi. In base all’esperienza acquisita finora, tale scolorimento della cute periorbitale non è permanente e, in alcuni casi, è reversibile proseguendo il trattamento con LATANOPROST NTC.

Latanoprost può cambiare gradualmente le ciglia e la peluria dell’occhio trattato e delle zone circostanti; queste alterazioni includono un aumento della lunghezza, dello spessore, della pigmentazione, del numero delle ciglia o dei peli e un’alterazione della direzione di crescita delle ciglia. Le alterazioni delle ciglia sono reversibili all’interruzione del trattamento.

Questo medicinale contiene benzalconio cloruro, impiegato comunemente come conservante nei prodotti oftalmici. È stato segnalato che benzalconio cloruro può causare l’insorgenza di cheratopatia puntata e/o cheratopatia ulcerativa tossica, può provocare irritazione oculare ed è noto alterare il colore delle lenti a contatto morbide. Si richiede un attento monitoraggio in caso di impiego frequente o prolungato di LATANOPROST NTC nei pazienti affetti da secchezza oculare o nei casi in cui la cornea è compromessa. Le lenti a contatto possono

assorbire benzalconio cloruro, pertanto devono essere tolte prima di applicare LATANOPROST NTC, ma possono essere rimesse dopo 15 minuti (vedere paragrafo 4.2).

Popolazione pediatrica

I dati relativi all’efficacia e alla sicurezza, ricavati nel gruppo dei soggetti di età < 1 anno (4 pazienti), sono molto limitati (vedere paragrafo 5.1). Non sono disponibili dati per i neonati prematuri (età gestazionale inferiore a 36 settimane).

Nei bambini di età da 0 a < 3 anni che soffrono principalmente di glaucoma congenito primario (GCP), l’intervento chirurgico (es. trabeculectomia/goniotomia) rimane il trattamento di prima linea.

Non è stata ancora stabilita la sicurezza a lungo termine nei bambini.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Non sono disponibili dati definitivi sulle interazioni del medicinale.

Sono stati segnalati aumenti paradossi della pressione intraoculare in seguito alla somministrazione oftalmica concomitante di due analoghi delle prostaglandine. Pertanto, l’impiego di due o più prostaglandine, analoghi delle prostaglandine o derivati delle prostaglandine non è raccomandato.

Popolazione pediatrica

Gli studi di interazione sono stati condotti soltanto in soggetti adulti.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Non è stata stabilita la sicurezza di questo medicinale nella gravidanza umana. Produce potenziali effetti farmacologici pericolosi nel corso della gravidanza per il feto e il neonato. Pertanto, LATANOPROST NTC non deve essere impiegato durante la gravidanza.

Allattamento

Latanoprost e i relativi metaboliti possono essere escreti nel latte materno e, di conseguenza, LATANOPROST NTC non deve essere impiegato nelle donne che stanno allattando oppure l’allattamento deve essere sospeso.

Fertilità

Non è stato riscontrato alcun effetto di latanoprost sulla fertilità maschile o femminile negli studi condotti su animali (fare riferimento al paragrafo 5.3).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Analogamente ad altri preparati per uso oftalmico, l’instillazione di collirio può causare un senso di offuscamento temporaneo della visione. Finché questo problema non si è risolto, i pazienti non devono guidare veicoli o utilizzare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Nella maggior parte dei casi, gli eventi avversi riguardano l’apparato oculare. In uno studio sulla sicurezza di latanoprost, condotto in aperto, della durata di 5 anni, il 33% dei pazienti ha manifestato la pigmentazione dell’iride (vedere paragrafo 4.4). Altri eventi avversi a livello oculare sono generalmente transitori e compaiono al momento della somministrazione della dose.

Gli eventi avversi sono classificati in base alla frequenza nel modo seguente: molto comuni (≥ 1/10), comuni (da ≥ 1/100 a < 1/10), non comuni (da ≥ 1/1000 a < 1/100), rari (da ≥ 1/10.000 a < 1/1000) e molto rari (< 1/10.000). Frequenza non nota (non può essere stimata in base ai dati disponibili).

Infezioni e infestazioni
Non notaCheratite erpetica
Patologie del sistema nervoso
Non notaCefalea, capogiri
Patologie dell’occhio
Molto comuni:Aumento delle pigmentazione dell’iride; iperemia congiuntivale di entità lieve o moderata, irritazione oculare (bruciore associato a una sensazione di sabbia nell’occhio, pizzicore e sensazione di corpo estraneo), alterazioni delle ciglia e della peluria (aumento di lunghezza, spessore, pigmentazione e numero) (la grande maggioranza dei casi segnalati nella popolazione giapponese)
Comunierosioni epiteliali puntate transitorie, in genere senza sintomi; blefarite; dolore agli occhi
Non comuneEdema delle palpebre: secchezza oculare, cheratite, offuscamento della visione, congiuntivite
Rari:Irite/uveite (la maggioranza dei casi segnalati in pazienti con fattori predisponenti concomitanti); edema maculare; edema corneale sintomatico ed erosioni; edema periorbitale, direzione alterata delle ciglia che causa talvolta irritazione oculare, nuova fila di ciglia all’apertura delle ghiandole di Meibomio (distichiasi)
Non notaCiste dell’iride
Patologie cardiache:
Molto rari:Peggioramento dell’angina nei pazienti con malattia preesistente
Non notaPalpitazioni
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:
Rari:Asma, riacutizzazione dell’asma e dispnea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:
Non comuni:Eruzione cutanea
RariReazione cutanea localizzata alle palpebre, inscurimento delle cute palpebrale
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non nota:mialgia, artralgia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:
Molto rari:Dolore al torace

In due studi clinici a breve termine (≤ 12 settimane) condotti in 93 (25 e 68) pazienti pediatrici, il profilo di sicurezza è risultato simile a quello osservato nei soggetti adulti e non sono stati individuati nuovi eventi avversi. Anche i profili di sicurezza a breve termine, rilevati nei diversi sottogruppi di pazienti pediatrici, erano simili (vedere paragrafo 5.1). Gli eventi avversi osservati più frequentemente nella popolazione pediatrica, rispetto ai soggetti adulti, sono i seguenti: rinofaringite e piressia.

04.9 Sovradosaggio

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A parte l’irritazione oculare e l’iperemia congiuntivale, non sono noti altri effetti indesiderati a livello oculare in caso di sovradosaggio di LATANOPROST NTC.

In caso di ingestione accidentale di LATANOPROST NTC, le seguenti informazioni possono essere utili: un flacone contiene 125 microgrammi di latanoprost. Più del 90% è metabolizzato durante il primo passaggio epatico. L’infusione endovenosa di 3 microgrammi/kg in volontari sani non ha provocato la comparsa di sintomi, ma un dosaggio di 5,5-10 microgrammi/kg ha causato nausea, dolori addominali, capogiri, affaticamento, vampate di calore e sudorazione. Latanoprost è stato somministrato per via endovenosa in scimmie a dosaggi fino a 500 microgrammi/kg, senza causare effetti importanti sull’apparato cardiovascolare.

La somministrazione endovenosa di latanoprost nella scimmia è stata correlata alla comparsa di broncocostrizione transitoria. Tuttavia, latanoprost, se applicato per via topica nell’occhio a una dose sette volte superiore rispetto a quella clinica di LATANOPROST NTC, non ha causato la broncocostrizione in pazienti affetti da asma bronchiale di entità moderata.

In caso di sovradosaggio di LATANOPROST NTC, il trattamento deve essere sintomatico.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: preparati antiglaucoma e miotici, analoghi delle prostaglandine, codice ATC: S01EE01

Il principio attivo latanoprost, un analogo della prostaglandina F2α, è un agonista selettivo del recettore prostanoide FP che riduce la pressione intraoculare, aumentando il deflusso dell’umore acqueo. La diminuzione della pressione intraoculare inizia nell’uomo circa tre- quattro ore dopo la somministrazione e raggiunge il massimo effetto dopo otto-dodici ore. La riduzione della pressione si mantiene per almeno 24 ore.

Studi condotti su animali e nell’uomo indicano che il meccanismo d’azione principale consiste in un aumento del deflusso uveo-sclerale, anche se nell’uomo è stato riportato un aumento della capacità di deflusso (riduzione della resistenza al deflusso).

Studi fondamentali hanno dimostrato l’efficacia di LATANOPROST NTC somministrato in monoterapia. Inoltre, sono state realizzate sperimentazioni cliniche sulla terapia di associazione. cui Questi includono studi che dimostrano l’efficacia di latanoprost impiegato in associazione con antagonisti beta-adrenergici (timololo). Studi a breve termine (1 o 2 settimane) indicano un effetto aggiuntivo di latanoprost, se impiegato in associazione con agonisti adrenergici (dipivalil epinefrina), inibitori dell’anidrasi carbonica somministrati per via orale (acetazolamide), e almeno parzialmente additivo con agonisti colinergici (pilocarpina).

Studi clinici hanno dimostrato che latanoprost non ha un effetto significativo sulla produzione di umore acqueo. Non è stato riscontrato alcun effetto di latanoprost sulla barriera emato- acquosa.

Studi condotti sulla scimmia hanno dimostrato che latanoprost, somministrato alla dose clinica, ha effetti nulli o trascurabili sulla circolazione sanguigna intraoculare. Tuttavia, può

insorgere una forma lieve o moderata di iperemia congiuntivale o episclerale durante il trattamento topico.

Il trattamento cronico con latanoprost nell’occhio della scimmia, dopo estrazione extracapsulare del cristallino, non ha influito sul flusso ematico retinico, come verificato mediante fluorangiografia. La somministrazione di latanoprost non ha causato diffusione di fluoresceina nel segmento posteriore di occhi umani pseudofachici durante il trattamento a breve termine.

Non sono stati riscontrati effetti farmacologici significativi di latanoprost, somministrato a dosi cliniche, sul sistema cardiovascolare o respiratorio.

Popolazione pediatrica

L’efficacia di latanoprost nei pazienti pediatrici di età ≤ 18 anni è stata comprovata in uno studio clinico della durata di 12 settimane, condotto in doppio cieco, riguardante l’impiego di latanoprost in confronto a timololo in 107 pazienti con diagnosi di ipertensione oculare e glaucoma pediatrico. I neonati dovevano avere un’età gestazionale pari almeno a 36 settimane. I pazienti hanno ricevuto latanoprost 0,005% una sola volta al giorno o timololo 0,5% (oppure facoltativamente 0,25% per i soggetti di età inferiore a 3 anni) due volte al giorno. L’endpoint primario di efficacia era la riduzione della pressione intraoculare (Intraocular Pressure – IOP), rilevata a partire dalla visita basale fino alla settimana 12 dello studio. Le riduzioni medie di IOP, registrate nei gruppi di trattamento con latanoprost e timololo, sono risultate simili. In tutti i gruppi di età studiati (da 0 a < 3 anni, da 3 a < 12 anni e da 12 a 18 anni), la riduzione media di IOP rilevata alla settimana 12 nel gruppo trattato con latanoprost era simile a quella osservata nel gruppo trattato con timololo. Tuttavia, i dati relativi all’efficacia, emersi nel gruppo dei soggetti di età 0 – < 3 anni, erano basati soltanto su 13 pazienti per latanoprost e non è stata dimostrata alcuna efficacia rilevante dai 4 pazienti che rappresentavano il gruppo di età di 0 – < 1 anno nello studio clinico pediatrico. Non sono disponibili dati per i neonati prematuri (età gestazionale inferiore a 36 settimane).

Le riduzioni di IOP, rilevate nei soggetti appartenenti al sottogruppo con glaucoma congenito/infantile primario (GCP), erano simili tra il gruppo trattato con latanoprost e quello con timololo. Il sottogruppo non-PCG (es. glaucoma giovanile ad angolo aperto, glaucoma afachico) ha ottenuto risultati analoghi a quelli del sottogruppo con PCG.

L’effetto sull’IOP è stato osservato dopo la prima settimana di trattamento ed è stato mantenuto per tutto il periodo dello studio di 12 settimane, analogamente a quanto riscontrato nei soggetti adulti.

Tabella: Riduzione di IOP (mmHg) rilevata alla settimana 12 in base al gruppo di trattamento attivo e alla diagnosi basale

Latanoprost N=53 Timololo N=54
Media basale (ES)27,3 (0,75)27,8 (0,84)
Variazione dalla media basale alla settimana 12* (ES)-7,18 (0,81)-5,72 (0,81)
Valore p versus timololo0.2056
PCG N=28 Non-PCG N=25 PCG N=26 Non-PCG N=28
Media basale (ES)26,5 (0,72)28,2 (1,37)26,3 (0,95)29,1 (1,33)
Variazione dalla media basale alla settimana 12* (ES)-5,90 (0,98)-8,66 (1,25)-5,34 (1,02)-6,02 (1,18)
Valore p versus timololo0,69570,1317

ES: errore standard

*Stima aggiustata in base a un’analisi del modello di covarianza (ANCOVA).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Latanoprost (peso molecolare: 432.58) è un profarmaco esterificato con un gruppo isopropile, di per sé inattivo, che in seguito a una reazione di idrolisi a forma acida diventa biologicamente attivo.

Il profarmaco è ben assorbito attraverso la cornea e tutto il farmaco, che penetra nell’umore acqueo, viene idrolizzato durante il passaggio attraverso la cornea.

Studi condotti nell’uomo indicano che la concentrazione di picco nell’umore acqueo viene raggiunta all’incirca due ore dopo la somministrazione topica. In seguito a instillazione topica nella scimmia, latanoprost si distribuisce soprattutto nel segmento anteriore, nella congiuntiva e nelle palpebre. Solo piccolissime quantità di farmaco raggiungono il segmento posteriore.

In pratica, non avviene alcuna metabolizzazione dell’acido di latanoprost nell’occhio. Il processo del metabolismo si verifica principalmente nel fegato. Nell’uomo, l’emivita plasmatica è pari a 17 minuti. Studi condotti su animali hanno dimostrato che i metaboliti principali, 1,2-dinor e 1,2,3,4-tetranor, non esercitano alcuna attività biologica o soltanto di entità debole e sono escreti principalmente nell’urina.

Popolazione pediatrica

È stato intrapreso uno studio di farmacocinetica, condotto in aperto, riguardante le concentrazioni plasmatiche di acido di latanoprost in 22 soggetti adulti e 25 pazienti pediatrici (a partire dalla nascita fino a < 18 anni di età) con ipertensione oculare e glaucoma. Tutti i gruppi di età sono stati trattati con latanoprost 0,005%, una goccia al giorno in ogni occhio per un minimo di 2 settimane. L’esposizione sistemica all’acido di latanoprost era circa 2 volte superiore nei bambini di età da 3 a < 12 anni e 6 volte superiore nei soggetti di età < 3 anni, in confronto a quanto riscontrato nei soggetti adulti, ma è stato mantenuto un ampio margine di sicurezza per gli effetti avversi sistemici (vedere paragrafo 4.9). Il tempo medio impiegato per raggiungere la concentrazione plasmatica di picco era pari a 5 minuti dopo la somministrazione della dose in tutti i gruppi di età. L’emivita media di eliminazione plasmatica era breve (< 20 minuti), simile per i pazienti pediatrici e adulti, e non ha determinato alcun accumulo di acido di latanoprost nella circolazione sistemica in condizioni di stato stazionario.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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La tossicità oculare e sistemica di latanoprost è stata studiata in diverse specie animali. In genere, latanoprost è ben tollerato con un margine di sicurezza tra la dose oculare clinica e la tossicità sistemica di almeno 1000 volte. Dosaggi elevati di latanoprost, all’incirca 100 volte la dose clinica/kg di peso corporeo, somministrati per via endovenosa in scimmie non anestetizzate, hanno dimostrato di produrre un aumento della frequenza respiratoria, che rispecchia probabilmente una forma di broncocostrizione di breve durata. In studi condotti su animali, latanoprost non ha evidenziato proprietà sensibilizzanti.

Non sono stati osservati effetti tossici nell’occhio con dosi fino a 100 microgrammi/occhio/die nel coniglio o nella scimmia (la dose clinica è pari approssimativamente a 1,5 microgrammi/occhio/die). Nella scimmia, tuttavia, la somministrazione di latanoprost ha dimostrato di indurre un aumento della pigmentazione dell’iride.

L’iperpigmentazione sembra essere causata da una stimolazione della produzione di melanina nei melanociti dell’iride, in assenza di alterazioni proliferative rilevabili. Il cambiamento di colore dell’iride può essere permanente.

Studi di tossicità oculare cronica hanno dimostrato che la somministrazione di 6 microgrammi/occhio/die di latanoprost può causare un allargamento della rima palpebrale. Questo effetto è reversibile e compare in seguito alla somministrazione di dosi superiori alla dose clinica. Tale effetto non è stato riscontrato nell’uomo.

Latanoprost è risultato negativo nei test di mutazione inversa nei batteri, nei test di mutazione genetica nel linfoma murino e nel test del micronucleo nel topo. Sono state osservate aberrazioni cromosomiche in vitro con linfociti umani. Sono stati riscontrati effetti simili in associazione all’impiego della prostaglandina F2α, una prostaglandina endogena, ciò sta ad indicare che tali effetti sono correlati alla classe.

Ulteriori studi di mutagenesi sulla sintesi di DNA non programmata in vitro/in vivo nel ratto hanno ottenuto risultati negativi e indicano che latanoprost non possiede proprietà mutagene. Studi di cancerogenesi, condotti nel topo e nel ratto, sono risultati negativi.

Studi condotti su animali hanno dimostrato che latanoprost non ha alcun effetto sulla fertilità maschile o femminile. Nell’ambito di studi di tossicità embrionale condotti nel ratto, non è stata riscontrata alcuna forma di tossicità embrionale in associazione alla somministrazione di dosi di latanoprost (5, 50 e 250 microgrammo/kg/die) per via endovenosa. Tuttavia, latanoprost ha causato effetti letali per gli embrioni di conigli alla dose pari e superiore a 5 microgrammi/kg/die.

La dose di 5 microgrammi/kg/die (circa 100 volte la dose clinica) ha causato una forma significativa di tossicità embrionale e fetale, caratterizzata da un’incidenza più alta di riassorbimento ritardato e aborto e da un peso fetale ridotto.

Non è stato riscontrato alcun potenziale teratogeno.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Benzalconio cloruro

Sodio diidrogeno fosfato monoidrato Disodio fosfato anidro

Sodio cloruro

Sodio idrossido o acido cloridrico per aggiustamento del pH Acqua per preparazioni iniettabili.

06.2 Incompatibilità

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Studi in vitro hanno dimostrato la formazione di un precipitato quando colliri contenenti tiomersale sono mescolati con LATANOPROST NTC. In caso di utilizzo di questi farmaci, i colliri devono essere somministrati con un intervallo di almeno cinque minuti.

06.3 Periodo di validità

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Periodo di validità: 3 anni

Periodo di validità dopo l’apertura del contenitore: 4 settimane

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare in frigorifero (2°C – 8°C). Non congelare.

Tenere il flacone nell’astuccio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Dopo la prima apertura del flacone: non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Dopo quattro settimane dalla prima apertura, il medicinale deve essere gettato, anche se non è stato usato completamente.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Flacone in LDPE con contagocce sotto il tappo in LDPE e tappo a vite in HPDE.

Ogni flacone contagocce contiene 2,5 ml di soluzione di collirio corrispondenti a circa 80 gocce di soluzione.

LATANOPROST NTC è disponibile nelle seguenti confezioni: Un flacone contagocce da 2,5 ml

3 flaconi contagocce da 2,5 ml

6 flaconi contagocce da 2,5 ml.

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercilizzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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NTC s.r.l.

Via Luigi Razza, 3 20124 Milano Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC n.: 041375015/M "50 mcg /ML COLLIRIO, SOLUZIONE" 1 FLACONE CONTAGOCCE LDPE DA 2,5ML

AIC n.: 041375027/M "50 mcg /ML COLLIRIO, SOLUZIONE" 3 FLACONI CONTAGOCCE LDPE DA 2,5ML

AIC n.: 041375039/M "50 mcg /ML COLLIRIO, SOLUZIONE" 6 FLACONI CONTAGOCCE LDPE DA 2,5ML

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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10.0 Data di revisione del testo

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Marzo 2012

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Latanoprost ntc – Coll fl 2,5 ml (Latanoprost)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: S01EE01 AIC: 041375015 Prezzo: 6,98 Ditta: Ntc Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983