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Liladros

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Liladros: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Liladros

 

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Liladros 3 mg/0,02 mg compresse rivestite con film

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Ogni compressa rivestita con film contiene 3 mg di drospirenone e 0,02 mg di etinilestradiolo. Eccipienti con effetti noti:

Ogni compressa rivestita con film contiene 48,53 mg di lattosio monoidrato e 0,070 mg di lecitina di soia.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

 

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Compressa rivestita con film.

Compressa bianca o quasi bianca, rotonda, biconvessa rivestita con film del diametro di circa 6 mm. Su un lato è incisa la scritta: “G73”, sull’altro lato non riporta incisioni.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

Contraccezione orale

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Posologia

Via di somministrazione: uso orale.

Come prendere Liladros

Le compresse devono essere assunte tutti i giorni circa alla stessa ora, se necessario con un poco di liquido, secondo l’ordine indicato sulla confezione del blister. Una compressa deve essere presa quotidianamente per 21 giorni consecutivi. Ogni successiva confezione verrà iniziata dopo un intervallo di 7 giorni senza compresse, durante il quale di solito si verifica il sanguinamento da sospensione. Questo inizia di norma durante il secondo o terzo giorno dopo l’ultima compressa ed è possibile che non sia cessato prima che venga iniziata la successiva confezione.

Come iniziare l’assunzione di Liladros



Nessun uso precedente di un contraccettivo ormonale (durante l’ultimo mese).

L’assunzione delle compresse deve iniziare il primo giorno del ciclo naturale della donna (cioè il primo giorno della sua mestruazione).

Passaggio da un metodo contraccettivo ormonale combinato (contraccettivo orale combinato), anello vaginale o cerotto trans-dermico.

La paziente deve iniziare ad assumere Liladros preferibilmente il giorno dopo aver preso l’ultima

compressa attiva (l’ultima compressa contenente le sostanze attive) del suo contraccettivo orale combinato precedente, ma al più tardi il giorno seguente il normale intervallo libero da trattamento ormonale o con placebo al suo precedente metodo contraccettivo. Qualora sia stato utilizzato un anello vaginale o un cerotto trans-dermico, la paziente dovrà cominciare ad usare

Liladros preferibilmente il giorno della rimozione, ma al più tardi quando sarebbe avvenuta la successiva applicazione.

Passaggio da un metodo contraccettivo basato unicamente sul progesterone (pillola contenente solo progesterone, iniezione, impianto) o da un dispositivo intrauterino rilasciante progesterone (IUS)

La paziente può effettuare il cambiamento dalla pillola contenente solo progesterone in qualsiasi momento (da un impianto o da uno IUS nel giorno stesso della rimozione, da un contraccettivo iniettabile nel giorno in cui sarebbe stata eseguita la successiva iniezione) ma in tutti questi casi dovrà essere avvisata di utilizzare un metodo di barriera aggiuntivo per i primi 7 giorni di assunzione delle compresse.

Dopo un aborto avvenuto nel primo trimestre

La paziente può iniziare la terapia immediatamente. Nel farlo, non è necessario che adotti misure anticoncezionali aggiuntive.

Dopo aver partorito od aver subito un aborto nel secondo trimestre

Le pazienti debbono essere avvisate di iniziare in un periodo compreso fra 21 e 28 giorni dopo il parto o l’aborto avvenuto nel secondo trimestre. Qualora inizi più tardi, dovrà essere avvisata di usare un metodo di barriera aggiuntivo per i primi 7 giorni. Comunque, se avesse già avuto rapporti sessuali, una gravidanza dovrà essere esclusa prima dell’effettivo inizio dell’uso del contraccettivo orale di associazione oppure la paziente dovrà attendere il suo primo ciclo mestruale.

Per donne che allattano al seno vedere paragrafo 4.6.

Gestione della dimenticanza delle compresse

Se il ritardo nell’assunzione della compressa è inferiore alle 12 ore, la protezione anticoncezionale non viene ridotta. La paziente dovrà prendere la compressa non appena se ne ricorda e prenderà le compresse successive alla solita ora.

Se il ritardo nell’assunzione della compressa è superiore alle 12 ore, la protezione anticoncezionale potrà risultare ridotta. Il comportamento da adottare nel caso della dimenticanza delle compresse può seguire le seguenti due regole fondamentali:

l’assunzione delle compresse non deve essere mai interrotta per più di 7 giorni

un’assunzione ininterrotta delle compresse pari a 7 giorni è richiesta per ottenere una soppressione adeguata dell’asse ipotalamico-ipofisario-ovarico.

In accordo con quanto sopra, nella pratica giornaliera si può consigliare quanto segue:

Settimana 1

La paziente prenderà l’ultima compressa dimenticata non appena se lo ricorda, anche se ciò comporterà l’assunzione contemporanea di due compresse. Continuerà poi a prendere le compresse alla solita ora. In aggiunta, dovrà usare un metodo di barriera come il profilattico per i seguenti 7 giorni. Se c’è stato un rapporto nei precedenti 7 giorni, la possibilità di una gravidanza dovrà essere presa in considerazione. Più numerose sono le compresse dimenticate e più sono vicine all’intervallo senza compressa, tanto maggiore è il rischio di gravidanza.

Settimana 2

La paziente prenderà l’ultima compressa dimenticata non appena se lo ricorda, anche se ciò comporterà l’assunzione contemporanea di due compresse. Continuerà poi a prendere le compresse alla solita ora. A condizione che la paziente abbia assunto le sue compresse correttamente nei 7 giorni precedenti alla prima compressa dimenticata, non vi è alcuna necessità di utilizzare precauzioni anticoncezionali aggiuntive. Comunque, se si fosse dimenticata di più di una compressa, sarà necessario consigliarla di adottare delle precauzioni aggiuntive per 7 giorni.

Settimana 3

Il rischio di riduzione dell’affidabilità è prossimo a causa dell’imminente intervallo di 7 giorni senza compresse. Comunque, modificando il programma di assunzione delle compresse, la riduzione della protezione anticoncezionale può essere ancora prevenuta. Pertanto, attenendosi a una delle due opzioni che seguono non è necessario ricorrere a precauzioni contraccettive supplementari, purché la donna abbia assunto correttamente tutte le compresse nei 7 giorni precedenti la prima compressa dimenticata. Se così non fosse, dovrà seguire la prima di queste due opzioni e adottare ulteriori precauzioni anche per i successivi 7 giorni.

La paziente dovrà prendere l’ultima compressa dimenticata non appena se lo ricorda, anche se ciò comporterà l’assunzione contemporanea di due compresse. Continuerà poi a prendere le compresse alla solita ora. La successiva confezione blister dovrà essere iniziata non appena termina quella in uso, cioè senza intervallo tra le confezioni. È improbabile che la paziente abbia una mestruazione da sospensione prima del completamento della seconda confezione, ma potrebbe accusare la comparsa di qualche macchia di sangue (spotting) o di sanguinamento da perdita di controllo nei giorni di assunzione delle compresse.

È anche possibile consigliare alla paziente di sospendere l’assunzione delle compresse dell’attuale confezione blister. Essa dovrà poi avere un intervallo senza compresse fino a 7 giorni, compresi i giorni in cui si è dimenticata delle compresse, e in seguito dovrà continuare con la successiva confezione blister.

Se la paziente ha saltato delle compresse e successivamente non accusa sanguinamento da sospensione durante il primo intervallo senza compresse la possibilità di una gravidanza dovrà essere presa in considerazione.

Avvertenze in caso di disturbi gastro-intestinali

In caso di disturbi gastro-intestinali gravi (es. vomito o diarrea), l’assorbimento potrebbe non essere completo e dovranno essere adottate misure anticoncezionali aggiuntive.

Se il vomito si manifesta entro 3-4 ore dopo l’assunzione di una compressa attiva, una nuova compressa (sostituzione) dovrà essere presa il prima possibile. La nuova compressa dovrebbe essere ingerita se possibile entro 12 ore dal consueto momento dell’assunzione del farmaco. Se sono trascorse più di 12 ore, risulta applicabile l’avvertenza riguardante le compresse dimenticate, così come comunicata nel paragrafo 4.2 “Gestione della dimenticanza delle compresse”. Se la paziente non desidera cambiare il suo normale programma di assunzione delle compresse, dovrà prendere la/le compressa/e extra da un’altra confezione blister.

Come rimandare un sanguinamento da sospensione

Per ritardare una mestruazione la paziente dovrà continuare con un’altra confezione blister di Liladros evitando l’intervallo senza compresse. Il ritardo può venire protratto a piacere fino all’utilizzazione completa delle compresse della seconda confezione. Nel corso della durata del ritardo la paziente potrà accusare sanguinamento da perdita di controllo o la comparsa di macchie di sangue (spotting). La regolare assunzione di Liladros verrà poi ripresa dopo il consueto intervallo di 7 giorni senza compresse.

Per spostare le mestruazioni ad un altro giorno della settimana diverso da quello a cui la paziente è abituata secondo il suo attuale programma, le si può consigliare di accorciare il suo imminente intervallo senza compresse di quanti giorni desidera. Più breve sarà l’intervallo, più alta la probabilità che essa non abbia un sanguinamento da sospensione ma che invece accusi sanguinamento da perdita di controllo e la comparsa di macchie di sangue (spotting) durante la confezione successiva (proprio come quando si ritarda una mestruazione).

 

04.3 Controindicazioni

Indice

I contraccettivi orali combinati non devono essere usati quando sia presente una qualsiasi delle condizioni elencate di seguito. Qualora una di queste condizioni si manifesti per la prima volta durante l’utilizzo del contraccettivo orale, il prodotto dovrà essere immediatamente sospeso.

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

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Trombosi venosa in atto o in anamnesi (trombosi venosa profonda, embolia polmonare).

Trombosi arteriosa in atto o in anamnesi (es. infarto del miocardio) o condizioni prodromiche (es. angina pectoris e attacco ischemico passeggero).

Episodio cerebrovascolare in atto o in anamnesi.

La presenza di fattore(i) di rischio gravi o molteplici di trombosi arteriosa:

diabete mellito con sintomi vascolari

ipertensione severa

dislipoproteinemia grave.

Predisposizione ereditaria o acquisita per trombosi venosa o arteriosa, come resistenza ad APC, carenza di antitrombina III, carenza di proteina C, carenza di proteina S, iperomocisteinemia e anticorpi-antifosfolipidi (anticorpi-anticardiolipina, lupus anticoagulante).

Pancreatite in atto o pregressa se associata ad ipertrigliceridemia grave.

Grave patologia epatica in atto o in anamnesi fino a che i valori degli esami di funzionalità epatica non siano rientrati nella norma.

Grave insufficienza renale o insufficienza renale acuta.

Tumori epatici (benigni o maligni) in atto o in anamnesi.

Neoplasie sostenute da steroidi sessuali accertate o sospette (es. degli organi genitali o del seno).

Perdite ematiche vaginali prive di diagnosi.

Storia di emicrania complicata da sintomi neurologici focali.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Avvertenze

Nel caso in cui fosse presente una delle condizioni o fattori di rischio menzionati sotto, l’idoneità di Liladros deve essere discussa con la donna.

In caso di peggioramento o di prima comparsa di uno qualsiasi di questi fattori di rischio o di queste condizioni, deve essere consigliato alla donna di rivolgersi al proprio medico per determinare se l’uso di Liladros debba essere interrotto.

In caso di TEV o TEA sospetta o accertata, l’uso del contraccettivo ormonale combinato deve essere interrotto. Nel caso in cui venga iniziata un terapia anticoagulante, deve essere intrapresa un’adeguata contraccezione alternativa a causa della teratogenicità della terapia anticoagulante (cumarine).

• Disturbi di circolazione

Rischio di tromboembolia venosa (TEV)

L’uso di qualsiasi contraccettivo ormonale combinato (COC) determina un aumento del rischio di tromboembolia venosa (VTE) rispetto al non uso. I prodotti che contengono levonorgestrel, norgestimato o noretisterone sono associati a un rischio inferiore di TEV. Il rischio associato agli altri prodotti come Liladros può essere anche doppio. La decisione di usare un prodotto diverso da quelli associati a un rischio di TEV più basso deve essere presa solo dopo aver discusso con la donna per assicurarsi che essa comprenda il rischio di TEV associato a Liladros, il modo in cui i suoi attuali fattori di rischio influenzano tale rischio e il fatto che il rischio che sviluppi una TEV è più alto nel primo anno di utilizzo. Vi sono anche alcune evidenze che il rischio aumenti quando l’assunzione di un COC viene ripresa dopo una pausa di 4 o più settimane.

Circa 2 donne su 10.000 che non usano un COC e che non sono in gravidanza, svilupperanno una TEV in un periodo di un anno. In una singola donna, però, il rischio può essere molto superiore, a seconda dei suoi fattori di rischio sottostanti (vedere oltre).

Si stima[1] che su 10.000 donne che usano un COC contenente drospirenone, tra 9 e 12 svilupperanno una TEV in un anno; questo dato si confronta con circa 6[2] donne che usano un COC contenente levonorgestrel.

[1] Queste incidenze sono state stimate dalla totalità dei dati di studi epidemiologici, usando i rischi relativi dei diversi prodotti rispetto ai COC contenenti levonorgestrel

[2] Punto medio dell’intervallo 5-7 per 10.000 donne/anno, basato su un rischio relativo di circa 2,3-3,6 dei COC contenenti levonorgestrel rispetto al non uso.

In entrambi i casi, il numero di TEV all’anno è inferiore al numero previsto in gravidanza o nel periodo post-parto.

La TEV può essere fatale nell’1-2% dei casi.

Fattori di rischio di TEV

Il rischio di complicanze tromboemboliche venose nelle donne che usano COC può aumentare sostanzialmente se sono presenti fattori di rischio aggiuntivi, specialmente se tali fattori di rischio sono più di uno (vedere la tabella).

Liladros è controindicato se una donna presenta diversi fattori di rischio che aumentano il suo rischio di trombosi venosa (vedere paragrafo 4.3). Se una donna presenta più di un fattore di rischio, è possibile che l’aumento del rischio sia maggiore della somma dei singoli fattori; in questo caso deve essere considerato il suo rischio totale di TEV. Se si ritiene che il rapporto tra benefici e rischi è considerato negativo, non si deve prescrivere un COC (vedere paragrafo 4.3).

Tabella: Fattori di rischio per TEV

Fattore di rischio Commento
Obesità (indice di massa corporea (IMC) superiore a 30 kg/m²) Il rischio aumenta considerevolmente all’aumentare dell’IMC. Particolarmente importante da considerare se sono presenti anche altri fattori di rischio.
Immobilizzazione prolungata, interventi chirurgici maggiori, interventi chirurgici di qualsiasi tipo a gambe e pelvi, neurochirurgia o trauma maggiore Nota: l’immobilizzazione temporanea, inclusi i viaggi in aereo di durata >4 ore, può anche essere un fattore di rischio di TEV, specialmente in donne con altri fattori di rischio In queste situazioni è consigliabile interrompere l’uso del cerotto/della pillola/dell’anello (in caso di interventi elettivi almeno quattro settimane prima) e non riavviarlo fino a due settimane dopo la ripresa completa della mobilità. Per evitare gravidanze indesiderate si deve utilizzare un altro metodo contraccettivo. Se Liladros non è stato interrotto prima, deve essere preso in considerazione un trattamento antitrombotico.
Anamnesi familiare positiva (tromboembolia venosa in un fratello o un genitore, specialmente in età relativamente giovane, cioè prima dei 50 anni). Se si sospetta una predisposizione ereditaria, la donna deve essere inviata a uno specialista per un parere prima di decidere l’assunzione di qualsiasi COC.
Altre condizioni mediche associate a TEV Cancro, lupus eritematoso sistemico, sindrome emolitica uremica, malattie intestinali infiammatorie croniche (malattia di Crohn o colite ulcerosa) e anemia falciforme.
Età avanzata In particolare al di sopra dei 35 anni

Non vi è consenso sul possibile ruolo delle vene varicose e della tromboflebite superficiale nell’esordio e nella progressione della trombosi venosa.

Il maggior rischio di tromboembolia in gravidanza, in particolare nel periodo di 6 settimane del puerperio, deve essere preso in considerazione (per informazioni su "Fertilità, gravidanza e allattamento" vedere paragrafo 4.6).

Sintomi di TEV (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare)

Nel caso si presentassero sintomi di questo tipo, alle donne deve essere consigliato di rivolgersi immediatamente a un medico e di informarlo che stanno assumendo un COC.

I sintomi di trombosi venosa profonda (TVP) possono includere:

– gonfiore unilaterale della gamba e/o del piede o lungo una vena della gamba;

– dolore o sensibilità alla gamba che può essere avvertito solo in piedi o camminando;

– maggiore sensazione di calore nella gamba colpita; pelle della gamba arrossata o scolorita.

I sintomi di embolia polmonare (EP) possono includere:

– comparsa improvvisa e inspiegata di mancanza di respiro e di respirazione accelerata;

– tosse improvvisa che può essere associata a emottisi;

– dolore acuto al torace;

– stordimento grave o capogiri;

– battito cardiaco accelerato o irregolare.

Alcuni di questi sintomi (come "mancanza di respiro" e "tosse") sono aspecifici e possono essere interpretati erroneamente come eventi più comuni o meno gravi (ad es. infezioni delle vie respiratorie).

Altri segni di occlusione vascolare possono includere: dolore improvviso, gonfiore o colorazione blu pallida di un’estremità.

Se l’occlusione ha luogo nell’occhio i sintomi possono variare da offuscamento indolore della vista fino a perdita della vista. Talvolta la perdita della vista avviene quasi immediatamente.

Rischio di tromboembolia arteriosa (TEA)

Studi epidemiologici hanno associato l’uso dei COC a un aumento del rischio di tromboembolie arteriose (infarto miocardico) o di incidenti cerebrovascolari (ad es. attacco ischemico transitorio, ictus). Gli eventi tromboembolici arteriosi possono essere fatali.

Fattori di rischio di TEA

Il rischio di complicanze tromboemboliche arteriose o di un ictus cerebrovascolare nelle donne che utilizzano COC aumenta in presenza di fattori di rischio (vedere la tabella). Liladros è controindicato se una donna presenta un fattore di rischio grave o più fattori di rischio di TEA che aumentano il suo rischio di trombosi arteriosa (vedere paragrafo 4.3). Se una donna presenta più di un fattore di rischio, è possibile che l’aumento del rischio sia maggiore della somma dei singoli fattori; in questo caso deve essere considerato il suo rischio totale. Se si ritiene che il rapporto rischi-benefici sia negativo, non si deve prescrivere un COC (vedere paragrafo 4.3).

Tabella: Fattori di rischio di TEA

Fattore di rischio Commento
Età avanzata In particolare al di sopra dei 35 anni
Fumo Alle donne deve essere consigliato di non fumare se desiderano usare un COC. Alle donne di età superiore a 35 anni che continuano a fumare deve essere fortemente consigliato l’uso di un metodo contraccettivo diverso.
Ipertensione
Obesità (indice di massa corporea (IMC) superiore a 30 kg/m²) Il rischio aumenta considerevolmente all’aumentare dell’IMC. Particolarmente importante nelle donne con altri fattori di rischio.
Anamnesi familiare positiva (tromboembolia arteriosa in un fratello o un genitore, specialmente in età relativamente giovane, cioè prima dei 50 anni). Se si sospetta una predisposizione ereditaria, la donna deve essere inviata a uno specialista per un parere prima di decidere l’assunzione di qualsiasi COC.
Emicrania Un aumento della frequenza o della gravità dell’emicrania durante l’uso di COC (che può essere prodromico di un evento cerebrovascolare) può rappresentare un motivo di interruzione immediata.
Altre condizioni mediche associate ad eventi vascolari avversi Diabete mellito, iperomocisteinemia, cardiopatia valvolare e fibrillazione atriale, dislipoproteinemia e lupus eritematoso sistemico.

Sintomi di TEA

Nel caso si presentassero sintomi di questo tipo, le donne devono rivolgersi immediatamente a un operatore sanitario e informarlo che stanno assumendo un COC.

I sintomi di ictus cerebrovascolare possono includere:

– intorpidimento o debolezza improvvisa del viso, di un braccio o di una gamba, soprattutto su un lato del corpo;

– improvvisa difficoltà a camminare, capogiri, perdita dell’equilibrio o della coordinazione;

– improvvisa confusione, difficoltà di elocuzione o di comprensione;

– improvvisa difficoltà a vedere con uno o con entrambi gli occhi;

– improvvisa emicrania, grave o prolungata, senza causa nota;

– perdita di conoscenza o svenimento con o senza convulsioni.

Sintomi temporanei suggeriscono che si tratti di un attacco ischemico transitorio (TIA).

I sintomi di infarto miocardico (IM) possono includere:

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– dolore, fastidio, pressione, pesantezza, sensazione di schiacciamento o di pienezza al torace, a un braccio o sotto lo sterno;

– fastidio che si irradia a schiena, mascella, gola, braccia, stomaco;

– sensazione di pienezza, indigestione o soffocamento;

– sudorazione, nausea, vomito o capogiri;

– estrema debolezza, ansia o mancanza di respiro;

– battiti cardiaci accelerati o irregolari.

– Tumori

Un rischio maggiore di sviluppare una neoplasia del collo dell’utero da parte di chi utilizza da molto tempo i contraccettivi ormonali combinati (> 5 anni) è stato segnalato in alcuni studi epidemiologici, ma continua la controversia in merito a quanto questo dato possa invece essere riferito agli effetti confondenti del comportamento sessuale e ad altri fattori, quali il papilloma virus umano (HPV).

Una meta-analisi tratta da 54 studi epidemiologici ha riportato che esiste un lieve incremento del rischio relativo (RR = 1.24) di subire una diagnosi di carcinoma mammario in donne che normalmente usano i contraccettivi ormonali combinati. L’aumento del rischio scompare gradualmente durante il corso dei 10 anni successivi all’interruzione dell’uso del contraccettivo ormonale. Dato che il carcinoma del seno è un evento raro in donne al di sotto dei 40 anni di età, il sovra-numero delle diagnosi di carcinoma del seno nelle utilizzatrici di contraccettivi ormonali attuali ed in tempi recenti, è piccolo in relazione al rischio globale di sviluppare un carcinoma della mammella. Questi studi non forniscono un dato evidente di causa ed effetto. L’andamento di aumento del rischio che è stato osservato potrebbe dipendere da una diagnosi effettuata più precocemente nelle utilizzatrici di contraccettivi ormonali, dagli effetti biologici dei contraccettivi ormonali o da una combinazione dei due fattori. I carcinomi del seno diagnosticati alle donne che hanno utilizzato la pillola tendono ad essere clinicamente meno avanzati dei carcinomi diagnosticati nelle donne che non ne hanno mai fatto uso.

In rari casi, tumori epatici benigni, ed ancora più raramente, tumori epatici maligni sono stati osservati nelle donne che utilizzano i contraccettivi ormonali combinati. In casi isolati, questi tumori hanno prodotto emorragie intra-addominali potenzialmente fatali. La presenza di un tumore epatico deve essere presa in considerazione nell’ambito di una diagnosi differenziale quando, in donne che assumono un contraccettivo ormonale si manifestano forte dolore nei quadranti superiori dell’addome, ingrossamento del fegato o segni di emorragia intra-addominale.

Con l’uso dei contraccettivi ormonali a dosi più alte (50 mcg di etinilestradiolo) viene ridotto il rischio di carcinomi endometriali ed ovarici. Se ciò avvenga anche per i contraccettivi ormonali a dosi più basse è un dato che attende ancora conferma.

– Altre patologie

Il componente progestinico in Liladros è un antagonista dell’aldosterone che ha la capacità di risparmiare potassio. Nella maggior parte dei casi, non ci si deve attendere alcun incremento dei livelli di potassio. In uno studio clinico, tuttavia, in alcune pazienti affette da compromissione renale lieve o moderata e che facevano un uso concomitante di medicinali risparmiatori di potassio, i livelli serici di potassio sono aumentati leggermente, ma non in maniera significativa, durante l’assunzione di drospirenone. Per questa ragione, si raccomanda di controllare, nel corso del primo ciclo di terapia, il potassio serico di pazienti che presentino insufficienza renale e livelli serici di potassio prima del trattamento ai limiti superiori dei valori di riferimento ed in modo particolare durante l’utilizzo concomitante di medicinali risparmiatori di potassio. Vedere anche il paragrafo 4.5.

Donne affette da ipertrigliceridemia o per le quali questa risulti nell’anamnesi familiare, possono correre un rischio aumentato di pancreatite nell’utilizzare i contraccettivi ormonali combinati.

Malgrado che in molte donne che assumono i contraccettivi ormonali combinati siano stati riportati modesti incrementi dei valori pressori, sono rari aumenti clinicamente significativi. Un’immediata sospensione nell’uso del contraccettivo ormonale è giustificata solo in questi rari casi. Se, durante l’uso di un contraccettivo orale in una donna precedentemente ipertesa, valori costanti di pressione alta o un aumento significativo della pressione non rispondono adeguatamente al trattamento anti-ipertensivo, il contraccettivo ormonale deve essere sospeso. Dove lo si consideri un comportamento corretto, l’uso del contraccettivo ormonale può essere ripreso se si possono ottenere valori pressori normali tramite la terapia anti-ipertensiva.

Si è notato che le seguenti patologie possono manifestarsi o peggiorare sia per la gravidanza che per l’uso del contraccettivo ormonale, ma le prove di un collegamento con l’utilizzo del contraccettivo ormonale non sono convincenti: ittero e/o prurito dovuto a colestasi; calcoli biliari; porfiria; lupus eritematoso sistemico; sindrome uremica emolitica; corea di Sydenham; herpes gravidico; perdita dell’udito legata all’otosclerosi.

Nelle donne con angioedema ereditaria gli estrogeni esogeni possono indurre o peggiorare i sintomi dell’angioedema.

I disturbi acuti o cronici della funzionalità epatica possono richiedere la sospensione dell’uso del contraccettivo ormonale combinato finché gli indici della funzionalità epatica non ritornano entro i valori normali di riferimento. Una recidiva di ittero colostatico e/o di prurito correlato a colestasi che è avvenuto in precedenza nel corso di una gravidanza o durante l’uso di steroidi sessuali richiede la sospensione del contraccettivo ormonale combinato.

Sebbene i contraccettivi ormonali combinati possano avere un effetto sulla resistenza periferica all’insulina e alla tolleranza al glucosio, non vi è evidenza della necessità di modificare il regime terapeutico nei diabetici facendo uso di un contraccettivo ormonale combinato a basse dosi (contenente < 0,05 mg di etinilestradiolo). Tuttavia, le donne diabetiche devono essere tenute sotto attenta osservazione, particolarmente nelle prime fasi dell’uso di un contraccettivo ormonale combinato.

È stato segnalato il peggioramento di depressione endogena, dell’epilessia, del morbo di Crohn e della colite ulcerosa durante l’uso di contraccettivi ormonali combinati.

Può occasionalmente verificarsi cloasma, specialmente nelle donne con una storia di cloasma gravidico. Le donne con una tendenza al cloasma devono evitare l’esposizione al sole o ai raggi ultravioletti mentre fanno uso di contraccettivi ormonali a base combinati.

Questo medicinale contiene 48,53 mg di lattosio monoidrato per compressa. Le pazienti affette da problemi ereditari rari, come l’intolleranza al galattosio, la carenza di Lapp lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Questo medicinale contiene 0,070 mg di lecitina di soia per compressa. Le pazienti con ipersensibilità alle arachidi o alla soia non devono prendere questo medicinale.

Esami/Visite mediche

Prima di iniziare o riprendere l’uso di Liladros si deve raccogliere una anamnesi completa (inclusa l’anamnesi familiare) e si deve escludere una gravidanza. Si deve misurare la pressione arteriosa ed eseguire un esame clinico, guidato dalle controindicazioni (vedere paragrafo 4.3) e dalle avvertenze (vedere paragrafo 4.4). È importante attirare l’attenzione della donna sulle informazioni relative alla trombosi venosa o arteriosa, incluso il rischio associato a Liladros rispetto ad altri COC, i sintomi di TEV e TEA, i fattori di rischio noti e cosa fare in caso di sospetta trombosi.

La donna deve anche essere informata della necessità di leggere attentamente il foglio illustrativo e di seguirne i consigli. La frequenza e il tipo di esami devono basarsi sulle linee guida stabilite e devono adattarsi alla singola donna.

La donna deve essere informata della necessità di leggere attentamente il foglio illustrativo e seguirne i consigli. La frequenza e il tipo di esami devono basarsi sulle linee guida stabilite e devono adattarsi alla singola donna.

Le donne devono essere informate che i contraccettivi ormonali non proteggono dalle infezioni da HIV (AIDS) e da altre malattie sessualmente trasmesse.

Riduzione dell’efficacia

L’efficacia dei contraccettivi può essere ridotta qualora vengano dimenticate le compresse (vedere paragrafo 4.2), nel caso si verifichino disturbi gastrointestinali (vedere paragrafo 4.2) oppure durante una terapia concomitante (vedere paragrafo 4.5).

Riduzione del controllo del ciclo

Con tutti i contraccettivi ormonali combinati, si possono verificare sanguinamenti irregolari (comparsa di macchie di sangue o sanguinamento da perdita di controllo), specie durante i primi mesi d’uso. Pertanto, la valutazione di sanguinamenti irregolari ha senso solo dopo un periodo di adattamento di circa tre cicli.

Se il sanguinamento irregolare persiste o si verifica dopo cicli precedenti regolari, allora bisogna prendere in considerazione cause non ormonali e sono indicate indagini diagnostiche per escludere un tumore maligno oppure una gravidanza. Tra di esse vi può essere anche il raschiamento.

In alcune donne il sanguinamento da sospensione non avviene durante l’intervallo senza ormoni. Se il contraccettivo ormonale combinato è stato assunto secondo le indicazioni descritte nel paragrafo 4.2, è improbabile che la donna sia incinta. Tuttavia, se il contraccettivo ormonale combinato non è stato assunto secondo queste indicazioni prima del primo sanguinamento da sospensione mancato oppure se quest’ultimo non si è verificato per due volte di seguito, bisogna escludere una gravidanza prima di continuare l’uso del contraccettivo ormonale combinato.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

Nota: Bisogna consultare il riassunto delle caratteristiche del prodotto dei farmaci concomitanti per identificare eventuali interazioni.

Influenza di altri prodotti medicinali su drospirenone/etinilestradiolo

Le interazioni tra i contraccettivi orali ed altri prodotti medicinali possono determinare sanguinamento da perdita di controllo e/o fallimento del contraccettivo. Le seguenti interazioni sono state segnalate in letteratura.

Metabolismo epatico

Si possono verificare interazioni con farmaci che, inducendo enzimi epatici, possono determinare un aumento della clearance degli ormoni sessuali (per es. fenitoina, barbiturici, primidone, carbamazepina, rifampicina, bosentan e farmaci anti-HIV (per es. ritonavir, nevirapina) e possibilmente anche oxcarbazepina, topiramato, felbamato, griseofulvina e prodotti contenenti il fitoterapico Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)). L’induzione enzimatica massima avviene generalmente entro 10 giorni circa, ma poi si manterrà per almeno 4 settimane dopo la sospensione della terapia farmacologica.

Interferenza con la circolazione enteroepatica

Sono stati segnalati fallimenti dei contraccettivi orali anche con antibiotici, come le penicilline e le tetracicline. Il meccanismo alla base di questo effetto non è stato chiarito.

Gestione

Donne in trattamento a breve termine con una qualsiasi delle classi di prodotti medicinali sovraelencate oppure con i singoli principi attivi (medicinali che inducono enzimi epatici), a parte la rifampicina, devono temporaneamente usare un metodo di barriera oltre al contraccettivo orale combinato ovvero durante la somministrazione del prodotto medicinale concomitante e per 7 giorni dopo la sua sospensione.

Per quanto concerne le donne in trattamento con rifampicina, esse devono usare un metodo di barriera oltre al contraccettivo orale combinato per tutta la durata della somministrazione della rifampicina e per i 28 giorni dopo la sua sospensione.

Si consiglia alle donne in trattamento a lungo-termine con principi attivi che inducono enzimi epatici, di ricorrere ad un altro metodo contraccettivo affidabile non ormonale.

Le donne in trattamento con antibiotici (a parte la rifampicina, si veda sopra) devono usare un metodo di barriera fino a 7 giorni dopo la sospensione.

Se la somministrazione del prodotto medicinale concomitante procede oltre la fine delle compresse nella confezione blister del contraccettivo orale combinato attualmente in uso, la confezione successiva del contraccettivo orale combinato deve essere iniziata senza il consueto intervallo senza compressa.

I principali metaboliti di drospirenone nel plasma umano sono generati senza il coinvolgimento del sistema del citocromo P450. È pertanto improbabile che gli inibitori di questo sistema enzimatico influenzino il metabolismo di drospirenone.

Influenza di drospirenone/etinilestradiolo su altri prodotti medicinali

È possibile che i contraccettivi orali influenzino il metabolismo di altri principi attivi. Pertanto, è possibile che le concentrazioni plasmatiche e tissutali aumentino (per es. ciclosporina) o diminuiscano (per es. lamotrigina).

In base agli studi di inibizione in vitro e agli studi di interazione in vivo in volontarie in trattamento con omeprazolo, simvastatina e midazolam come substrati indice, è improbabile che drospirenone alla dose di 3 mg interferisca con il metabolismo di altri principi attivi.

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Altre interazioni

Nei pazienti senza insufficienza renale, l’uso concomitante di drospirenone ed ACE-inibitori o FANS non ha mostrato un effetto significativo sul potassio sierico. Ciò nonostante, l’uso concomitante di drospirenone/etinilestradiolo con antagonisti dell’aldosterone o di diuretici risparmiatori di potassio non è stato studiato. In questo caso, il potassio sierico deve essere misurato durante il primo ciclo di terapia. Vedere anche paragrafo 4.4.

Esami di laboratorio

L’uso di steroidi contraccettivi può influenzare i risultati di alcuni esami di laboratorio, tra cui i parametri biochimici del fegato, della tiroide e della funzione renale e surrenale, i livelli plasmatici di proteine (con funzioni di trasporto), quali la globulina a cui si legano i corticosteroidi e le frazioni lipidiche/lipoproteiche, i parametri del metabolismo dei carboidrati ed i parametri della coagulazione e della fibrinolisi. Le variazioni generalmente rimangono entro i valori normali di riferimento. Drospirenone determina un aumento dell’attività della renina, nonché dell’aldosterone, nel plasma, grazie alla sua modesta attività antimineralcorticoide.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

Gravidanza

Drospirenone/etinilestradiolo non è raccomandato durante la gravidanza.

Se si verifica una gravidanza durante l’uso di drospirenone/etinilestradiolo, il preparato deve essere sospeso immediatamente. Ampi studi epidemiologici non hanno evidenziato alcun aumento del rischio di difetti congeniti in bambini nati da donne che avevano fatto uso di un contraccettivo combinato prima della gravidanza e neanche un effetto teratogeno quando il contraccettivo orale combinato era stato assunto inavvertitamente durante la gravidanza.

Gli studi sugli animali hanno mostrato effetti indesiderati durante la gravidanza e l’allattamento (vedere paragrafo 5.3). In base ai dati negli animali, non è possibile escludere che si verifichino effetti indesiderati dovuti all’attività ormonale dei principi attivi. Tuttavia, l’esperienza in generale con i contraccettivi orali combinati durante la gravidanza non documenta che tali effetti avversi effettivamente si verifichino nell’uomo.

I dati disponibili riguardanti l’uso di drospirenone ed etinilestradiolo in associazione sono troppo limitati per permettere di giungere a conclusioni sugli effetti negativi di drospirenone/etinilestradiolo sulla gravidanza, nonché sulla salute del feto e del neonato. Attualmente non sono disponibili dati epidemiologici pertinenti.

Allattamento

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L’allattamento può essere influenzato dai contraccettivi orali combinati dato che possono ridurre la quantità del latte materno ed alterarne la composizione. Pertanto, l’uso dei contraccettivi orali non è generalmente raccomandato finché la madre che allatta non ha completamente svezzato il bambino. Piccole quantità di steroidi contraccettivi e/o i loro metaboliti possono essere escreti con il latte

materno durante l’uso dei contraccettivi orali combinati. Queste quantità possono avere un effetto sul bambino.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Indice

Non sono stati effettuati studi sugli effetti sulla capacità di guidare veicoli ed usare macchinari. Non sono stati osservati effetti sulla capacità di guidare veicoli ed usare macchinari nelle donne che fanno uso di contraccettivi orali combinati.

 

04.8 Effetti indesiderati

Indice

Per gravi effetti indesiderati in donne che assumono contraccettivi ormonali combinati vedere paragrafo 4.4.

Le seguenti reazioni avverse sono state segnalate durante l’uso di Liladros:

La tabella sottostante riporta le reazioni avverse secondo la classificazione per sistemi e organi di MedDRA (MedDRA SOCs)

Le frequenze si basano sui dati dagli studi clinici.

Classificazione per sistemi e organi MedDRA versione 18.1 Frequenza delle reazioni avverse
Comune ≥1/100, <1/10 Non comune ≥1/1000, <1/100 Raro ≥1/10.000, <1/1.000
Infezioni ed infestazioni Candidiasi, Herpes simplex
Disturbi del sistema immunitario Reazione allergica Asma
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Aumento dell’appetito
Disturbi psichiatrici Labilità emotiva Depressione, Nervosismo, Disturbi del sonno
Patologie del sistema nervoso Cefalea Parestesia, Vertigini
Patologie dell’orecchio e del labirinto Ipoacusia
Patologie dell’occhio Disturbi visivi
Patologie cardiache Extrasistole, Tachicardia
Patologie vascolari Embolia polmonare, Ipertensione, Ipotensione, Emicrania, Vene varicose Tromboembolia venosa (TEV) tromboembolia arteriosa (TEA)
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Faringite
Patologie gastrointestinali Dolore addominale Nausea, Vomito, Gastroenterite, Diarrea, Stipsi, Disturbo gastrointestinale
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Acne Angioedema, Alopecia, Eczema, Prurito, Eruzione cutanea, Pelle secca, Seborrea, Disturbo della pelle Eritema nodoso, Eritema multiforme
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Dolore al collo, Dolore alle estremità, Crampi muscolari
Patologie renali e urinarie Cistite
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Dolore mammario, Ingrandimento delle mammelle, Dolorabilità mammaria, Dismenorrea, Metrorragia Neoplasia della mammella, Mammella fibrocistica, Galattorrea, Ciste ovarica, Vampate, Disturbo mestruale, Amenorrea, Menorragia, Candidiasi vaginale, Vaginite, Perdite dai genitali, Disturbi vulvovaginali, Secchezza vaginale, Dolore pelvico, Striscio di Papanicolaou dubbio, Riduzione della libido
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Edema, Astenia, Dolore, Sete eccessiva, Aumento della sudorazione
Esami diagnostici Aumento ponderale Perdita di peso

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Nelle donne che usano COC è stato osservato un maggior rischio di eventi trombotici e tromboembolici arteriosi e venosi, tra cui infarto miocardico, ictus, attacchi ischemici transitori, trombosi venosa ed embolia polmonare, e tale rischio è discusso più dettagliatamente nel paragrafo 4.4.

Le seguenti reazioni avverse sono state segnalate in donne che usavano contraccettivi ormonali combinati. Sono discusse nel paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego:

– disturbi tromboembolici venosi

– disturbi tromboembolici arteriosi

ipertensione;

– tumori epatici;

– comparsa o peggioramento di patologie il cui nesso causale con i contraccettivi ormonali combinati non è stato definitivamente stabilito: morbo di Crohn, colite ulcerosa, epilessia, mioma uterino, porfiria, lupus eritematoso sistemico, herpes gestazionale, corea di Sydenham, sindrome uremica emolitica, ittero colestatico;

– cloasma;

– disturbi acuti o cronici della funzionalità epatica possono richiedere la sospensione del contraccettivo ormonale combinato finché gli indicatori della funzionalità epatica non rientrano nei valori normali di riferimento;

– nelle donne con angioedema ereditario gli estrogeni esogeni possono indurre o peggiorare i sintomi dell’angioedema.

La frequenza della diagnosi di carcinoma della mammella è lievemente aumentata tra le donne che fanno uso di contraccettivi ormonali. Dato che il carcinoma della mammella è raro al di sotto dei 40 anni di età, il numero in eccesso è piccolo rispetto al rischio globale di carcinoma della mammella. Il meccanismo causale non è noto. Per ulteriori informazioni vedere paragrafi 4.3 e 4.4.

Interazioni

In seguito a interazioni di altri medicinali (induttori enzimatici) con i contraccettivi orali possono verificarsi sanguinamento da perdita di controllo e/o fallimento del contraccettivo (vedere paragrafo 4.5).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

 

04.9 Sovradosaggio

Indice

Non vi è stata ancora alcuna esperienza con sovradosaggi di drospirenone/etinilestradiolo. In base all’esperienza in generale con contraccettivi orali di associazione, i sintomi che potrebbero manifestarsi in questo caso sono: nausea, vomito e, in ragazze giovani, lieve sanguinamento vaginale. Non vi sono antidoti ed il trattamento successivo deve essere sintomatico.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

Categoria farmacoterapeutica: progestinici ed estrogeni, associazioni fisse codice ATC: G03AA12

Indice di Pearl per il fallimento del metodo: 0,11 (limite superiore di confidenza al 95% a due vie: 0,60). Indice di Pearl globale (fallimento del metodo + fallimento della paziente): 0,31 (limite superiore di confidenza al 95% a due vie: 0,91).

Meccanismo d’azione

L’effetto contraccettivo di Liladros è basato sull’interazione di vari fattori; sono considerati i più importanti l’inibizione dell’ovulazione e l’alterazione dell’endometrio).

Liladros è un contraccettivo orale che contiene l’associazione di etinilestradiolo e del progestinico drospirenone. A livelli terapeutici, drospirenone possiede anche proprietà antiandrogene e lievemente anti-mineralcorticoidi; non ha attività estrogena, glucocorticoide o antiglucocorticoide. Questo conferisce a drospirenone un profilo farmacologico che somiglia notevolmente a quello dell’ormone naturale, il progesterone.

Vi sono indicazioni da studi clinici che le modeste proprietà antimineralcorticoidi determinano un modesto effetto antimineralcorticoide.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Drospirenone Assorbimento

Somministrato per via orale, drospirenone viene rapidamente e quasi completamente assorbito. Le

concentrazioni massime sieriche di sostanza attiva intorno ai 38 ng/ml vengono raggiunte circa 1-2 ore dopo l’assunzione di una singola compressa. La biodisponibilità varia tra 76 e 85%. L’assunzione concomitante di cibo non ha alcuna influenza sulla biodisponibilità di drospirenone.

Distribuzione

Dopo somministrazione orale, i livelli sierici di drospirenone diminuiscono con un’emi-vita terminale di 31 ore. Drospirenone è legato all’albumina sierica e non si lega né alla globulina a cui si legano gli ormoni sessuali (SHBG) nè alla globulina a cui si legano i corticoidi (CBG). Solo il 3 – 5% delle concentrazioni sieriche totali di sostanza attiva è presente sotto forma di steroidi liberi. L’aumento di SHBG indotto da etinilestradiolo non influenza il legame di drospirenone alle proteine sieriche. Il volume di distribuzione apparente medio di drospirenone è di 3,7 ± 1,2 l/kg.

Biotrasformazione

Drospirenone è ampiamente metabolizzato dopo somministrazione orale. I principali metaboliti nel plasma sono la forma acida di drospirenone, generata dall’apertura dell’anello lattonico, ed il 4,5- diidro-drospirenone-3-solfato, entrambi i quali vengono formati senza coinvolgimento del sistema P450. Drospirenone viene metabolizzato in quantità modeste dal citocromo P450 3A4 ed ha dimostrato di essere in grado di inibire questo enzima, nonché i citocromi P450 1A1, P450 2C9 e P450 2C19 in vitro.

Eliminazione

Il tasso di clearance metabolico di drospirenone nel siero è di 1,5 ± 0,2 ml/min/kg. Solo minime quantità di drospirenone vengono escrete come composto immodificato. I metaboliti di drospirenone vengono escreti con le feci e l’urina secondo un rapporto di circa 1,2 – 1,4. L’emi-vita della escrezione dei metaboliti con l’urina e le feci è di circa 40 ore.

Condizioni allo stato stazionario

Durante il ciclo di terapia, le concentrazioni massime allo stato stazionario di drospirenone nel siero sono di circa 70 ng/ml e vengono raggiunte dopo circa 8 giorni di trattamento. I livelli sierici di drospirenone si sono accumulati secondo un fattore di circa 3 come conseguenza del rapporto tra emi- vita terminale ed intervallo di somministrazione.

Popolazioni speciali

Effetti della compromissione della funzionalità renale.

I livelli sierici di drospirenone allo stato stazionario in donne con compromissione della funzionalità renale lieve (clearance della creatinina CLcr, 50-80 ml/min) erano simili a quelli in donne con funzionalità renale normale. I livelli sierici di drospirenone sono stati mediamente superiori del 37% nelle donne con compromissione moderata della funzionalità renale (CLcr, 30

– 50 ml/min) rispetto a quelli nelle donne con una funzionalità renale normale. Il trattamento con drospirenone è stato anche ben tollerato da donne con compromissione della funzionalità renale da lieve a moderata. Il trattamento a base di drospirenone non ha presentato alcun effetto clinicamente significativo sulla concentrazione sierica di potassio.

Effetti della compromissione della funzionalità epatica

In uno studio a dose singola, la clearance orale (CL/F) era ridotta di circa il 50% in volontarie con compromissione moderata della funzionalità epatica rispetto a quelle con funzionalità epatica normale. La riduzione rilevata della clearance di drospirenone nelle volontarie con compromissione moderata della funzionalità epatica non ha avuto come conseguenza alcuna differenza apparente per quanto concerne le concentrazioni sieriche di potassio. Anche in

presenza di diabete e terapia concomitante con spironolattone (due fattori che possono predisporre la paziente all’iperkaliemia) non è stato rilevato un aumento delle concentrazioni sieriche di potassio oltre il limite superiore della norma. Si può giungere alla conclusione che drospirenone viene ben tollerato nelle pazienti con compromissione della funzionalità epatica da lieve a moderata (Child-Pugh B).

Gruppi etnici

Non sono state riscontrate differenze clinicamente rilevanti della farmacocinetica di drospirenone ed etinilestradiolo tra donne giapponesi e donne caucasiche.

Etinilestradiolo Assorbimento

Somministrato per via orale, l’etinilestradiolo viene assorbito rapidamente e completamente. Il picco sierico è di circa 33 pg/ml e viene raggiunto entro 1 – 2 ore dopo una singola somministrazione per via orale. La biodisponibilità assoluta, in seguito alla coniugazione presistemica ed al metabolismo di primo passaggio, è di circa il 60%. L’assunzione concomitante di cibo ha ridotto la biodisponibilità dell’etinilestradiolo in circa il 25% dei soggetti studiati, mentre negli altri non è stata osservata alcuna variazione.

Distribuzione

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I livelli sierici di etinilestradiolo diminuiscono in due fasi, la fase di eliminazione terminale è caratterizzata da una emivita di 24 ore circa. L’etinilestradiolo è altamente, ma non specificamente legato alla albumina sierica (circa il 98,5%) ed induce un aumento delle concentrazioni sieriche di SHBG e della globulina a cui si legano i corticoidi (CBG). È stato rilevato un volume apparente di distribuzione di circa 5 l/kg.

Biotrasformazione

L’etinilestradiolo è soggetto a coniugazione presistemica sia nella mucosa dell’intestino tenue che nel fegato. E’ principalmente metabolizzato tramite idrossilazione aromatica, ma si formano un ampio spettro di metaboliti idrossilati e metilati. Questi metaboliti si trovano sia in forma libera che in forma coniugata con glucuronidi e solfati. La velocità di clearance metabolica dell’etinilestradiolo è di circa 5 ml/min/kg.

Eliminazione

L’etinilestradiolo non viene escreto in forma immodificata in quantità significative. I metaboliti dell’etinilestradiolo vengono escreti con un rapporto urina /bile di 4:6. L’emivita dell’escrezione dei metaboliti è di circa un giorno.

Condizioni allo stato stazionario

Le condizioni allo stato stazionario vengono raggiunte durante la seconda metà del ciclo terapeutico ed i livelli sierici di etinilestradiolo si accumulano secondo un fattore di circa 2.0 – 2.3.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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In animali da laboratorio, gli effetti di drospirenone ed etinilestradiolo sono stati limitati a quelli associati all’azione farmacologica riconosciuta. In particolare, gli studi sulla tossicità riproduttiva hanno evidenziato effetti embriotossici e fetotossici negli animali, considerati specifici per le specie impiegate. Ad esposizioni che superavano quelle negli utilizzatori di drospirenone ed etinilestradiolo, sono stati osservati effetti sulla differenziazione sessuale nei feti di ratto, ma non in quelli di scimmie.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Nucleo della compressa:

Lattosio monoidrato

Amido di mais

Amido di mais, pregelatinizzato

Macrogol copolimero a innesto di poli (vinil alcool) Magnesio stearato

Rivestimento con film: Poli (vinil alcool) Diossido di titanio (E171) Talco

Macrogol 3350 Lecitina (soia)

 

06.2 Incompatibilità

Indice

Non pertinente

 

06.3 Periodo di validità

Indice

2 anni

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

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06.5 Natura e contenuto della confezione

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Liladros da 3 mg/0,02 mg compresse rivestite con film confezionate in blister di PVC/PE/PVDC-Al.

I blister sono confezionati in un astuccio di cartone ripiegato assieme al foglio illustrativo e ad un astuccio per la conservazione.

Dimensioni delle confezioni: 1×21 compresse rivestite con film 3×21 compresse rivestite con film

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

Gedeon Richter Plc. Gyömröi út 19-21 Budapest – Ungheria

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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041595012/M "3 mg/0,02 mg compresse rivestite con film" 1X21 compresse in blister PVC/PE/PVDC/AL

041595024/M "3 mg/0,02 mg compresse rivestite con film" 3X21 compresse in blister PVC/PE/PVDC/AL

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

Aprile 2012

 

10.0 Data di revisione del testo

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Novembre 2012

 


 

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

Informazioni aggiornate al: 01/02/2020
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Liladros – 21 Cpr Riv 3 mg+0,02 mg (Drospirenone+etinilestradiolo)
Classe C: A totale carico del cittadino Nota AIFA: Nessuna   Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Nessuna ATC: G03AA12 AIC: 041595012 Prezzo: 14 Ditta: Gedeon Richter Italia Srl


 


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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