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Sertralina Aurobindo

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Sertralina Aurobindo: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Sertralina Aurobindo

 

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Sertralina Aurobindo 50 mg compresse rivestite con film Sertralina Aurobindo 100 mg compresse rivestite con film

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ciascuna compressa rivestita con film contiene 50 mg di sertralina (come sertralina cloridrato). Ciascuna compressa rivestita con film contiene 100 mg di sertralina (come sertralina cloridrato).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita con film.

Sertralina Aurobindo 50 mg:

Compresse bianche a forma di capsula, rivestite con film, con una ‘A’ incisa su un lato e una linea fra le cifre ‘8’ e ‘1’ sull’altro lato.

La compressa può essere divisa in due dosi uguali.

Sertralina Aurobindo 100 mg: Compresse bianche a forma di capsula, rivestite con film, con una ‘A’ incisa su un lato e la cifra ’82’ sull’altro lato.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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La sertralina è indicata nel trattamento di:

Episodi depressivi maggiori. Prevenzione delle recidive di episodi depressivi maggiori. Disturbo da attacchi di panico, con o senza agorafobia.

Disturbi ossessivo-compulsivi (OCD) in pazienti adulti e nei pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 17 anni.

Disturbo da ansia sociale.

Sindrome da stress post-traumatico (PTSD).

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Trattamento iniziale

Depressione e OCD

Il trattamento con sertralina deve essere iniziato alla dose di 50 mg/die.

Disturbo da attacchi di panico, PTSD e Disturbo da Ansia Sociale

La terapia deve essere iniziata alla dose di 25 mg/die. Dopo una settimana, la dose deve essere aumentata a 50 mg una volta al giorno. È stato dimostrato che questo regime posologico riduce la frequenza degli effetti indesiderati che caratterizzano il disturbo da attacchi di panico nella fase iniziale del trattamento.

Titolazione

Depressione, OCD, Disturbo da Attacchi di Panico, Disturbo da Ansia Sociale e PTSD

I pazienti che non rispondono alla dose di 50 mg possono ottenere un beneficio con incrementi della dose. Le modificazioni posologiche devono essere effettuate con incrementi da 50 mg ad intervalli di almeno una settimana, fino ad un massimo di 200 mg/die. Tenuto conto che la sertralina ha un’emivita

di eliminazione di 24 ore, non si devono effettuare modificazioni posologiche con una frequenza superiore ad una volta alla settimana.

La comparsa dell’effetto terapeutico si può osservare entro 7 giorni. Tuttavia l’effetto terapeutico può manifestarsi dopo periodi di tempo superiori, in particolare nel trattamento dell’OCD.

Mantenimento

Durante un trattamento prolungato, il dosaggio deve essere mantenuto al livello terapeutico più basso, con successivo aggiustamento posologico a seconda della risposta terapeutica.

Depressione

Un trattamento prolungato può essere appropriato anche nel prevenire le ricorrenze degli episodi depressivi maggiori (MDE). Nella maggior parte dei casi, la dose raccomandata nella prevenzione delle recidive degli episodi depressivi maggiori è la stessa utilizzata nel corso degli episodi stessi. I pazienti affetti da depressione devono essere trattati per un periodo sufficiente di almeno 6 mesi in modo da garantire che siano liberi dai sintomi.

Disturbo da attacchi di panico e OCD

Il proseguimento del trattamento nel disturbo da attacchi di panico e nell’OCD deve essere valutato regolarmente, perché l’efficacia nella prevenzione delle ricadute non è stata dimostrata per questi disturbi.

Pazienti anziani

La somministrazione degli anziani deve essere effettuata con cautela perchè questi pazienti possono essere a maggior rischio di iponatremia (vedere paragrafo 4.4)

Pazienti con compromissione epatica

L’impiego della sertralina in pazienti con patologie epatiche deve essere effettuato con cautela. Nei pazienti con compromissione epatica devono essere adottati dosaggi più bassi o meno frequenti (vedere paragrafo 4.4). La sertralina non deve essere utilizzata in casi di grave compromissione epatica perchè non sono disponibili dati clinici in questi pazienti (vedere paragrafo 4.4).

Pazienti con danno renale

Non sono necessari aggiustamenti posologici nei pazienti con danno renale (vedere paragrafo 4.4)

Popolazione pediatrica

Bambini ed adolescenti con Disturbi Ossessivo-Compulsivi

Età 13-17 anni: iniziare il trattamento alla dose di 50 mg una volta al giorno.

Età 6-12 anni: iniziare il trattamento alla dose di 25 mg una volta al giorno. La dose può essere aumentata a 50 mg una volta al giorno dopo una settimana.

In caso di mancata risposta, le dosi successive possono essere aumentate di 50 mg in 50 mg nell’arco di tempo di alcune settimane, al bisogno. La dose massima giornaliera è 200 mg al giorno.

Tuttavia, il peso corporeo dei bambini generalmente inferiore a quello degli adulti deve essere tenuto in considerazione quando si aumenta la dose oltre i 50 mg. Non si devono effettuare modificazioni posologiche ad intervalli inferiori ad una settimana.

Non è stata dimostrata l’efficacia in pazienti pediatrici con disturbi depressivi maggiori. Non sono disponibili dati nei bambini di età inferiore ai 6 anni (vedere anche paragrafo 4.4). Uso negli anziani

La somministrazione negli anziani deve essere effettuata con cautela perché questi pazienti possono essere a maggior rischio di iponatremia (vedere paragrafo 4.4).

Modo di somministrazione

La sertralina deve essere assunta in un’unica somministrazione giornaliera, al mattino o alla sera. Le compresse di sertralina possono essere somministrate con o senza cibo.

Sintomi da sospensione osservati in seguito all’interruzione del trattamento con sertralina

Si deve evitare un’interruzione improvvisa del trattamento. Quando si interrompe il trattamento con la sertralina la dose deve essere ridotta gradualmente in un periodo di almeno 1-2 settimane per ridurre il rischio di reazioni da sospensione (vedere paragrafì 4.4 e 4.8). Se si dovessero manifestare sintomi non tollerabili a seguito della riduzione della dose o al momento dell’interruzione del trattamento, si può prendere in considerazione il ripristino della dose prescritta in precedenza. Successivamente il medico può continuare a ridurre la dose, ma in modo più graduale.

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

L’uso concomitante degli inibitori irreversibili delle monoaminoossidasi (IMAO) è controindicato a causa del rischio di sindrome serotoninergica con sintomi come agitazione, tremori ed ipertermia. Il trattamento con sertralina deve essere iniziato almeno 14 giorni dopo l’interruzione del trattamento con un IMAO irreversibile. Il trattamento con sertralina deve essere interrotto almeno 7 giorni prima di iniziare il trattamento con un IMAO irreversibile (vedere paragrafo 4.5).

L’uso concomitante di pimozide è controindicato (vedere paragrafo 4.5).

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Sindrome serotoninergica (SS) o Sindrome neurolettica maligna (NMS)

Con gli SSRI, incluso il trattamento con sertralina, è stato segnalato lo sviluppo di sindromi potenzialmente pericolose per la vita, come la sindrome serotoninergica (SS) o la sindrome neurolettica maligna (NMS). Il rischio di SS o NMS con SSRI è aumentato con l’uso concomitante di altri farmaci serotoninergici (inclusi altri antidepressivi serotoninergici, i triptani), con farmaci che possano incidere negativamente sul metabolismo della serotonina (compreso i MAO-inibitori es. blu di metilene), antipsicotici e altri antagonisti della dopamina e con famarci oppiacei. I pazienti devono essere monitorati per la comparsa di segni e sintomi di SS o sindrome NMS (vedere paragrafo 4.3 -).

Passaggio da una terapia con Inibitori Selettivi del Reuptake della Serotonina (SSRI), antidepressivi o farmaci per i disturbi ossessivo-compulsivi

Esiste una limitata esperienza finora acquisita relativa al momento più opportuno per passare da una terapia con altri SSRI, antidepressivi o farmaci indicati nel trattamento dei disturbi ossessivo- compulsivi a sertralina. In questa fase, viene richiesta particolare cautela e vigilanza da parte del medico, soprattutto se si sostituisce un farmaco a lunga durata d’azione come la fluoxetina.

Altri farmaci serotoninergici (ad es. triptofano, fenfluramina e agonisti 5-HT)

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La somministrazione concomitante di sertralina con altri farmaci che potenziano gli effetti della neurotrasmissione serotoninergica come triptofano, fenfluramina o gli agonisti 5-HT o l’Erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum), medicinale a base di piante, deve essere effettuata con cautela ed evitata quando possibile a causa della potenziale interazione farmacodinamica.

Prolungamento dell’intervallo QTc/Torsione di Punta (TdP)

Durante l’uso post-marketing di sertralina sono stati segnalati casi di prolungamento dell’intervallo QTc e torsioni di punta (TdP). La maggior parte delle segnalazioni si sono verificate in pazienti con altri fattori di rischio per il prolungamento dell’intervallo QTc e TdP. Pertanto la sertralina deve essere usata con cautela nei pazienti con fattori di rischio per il prolungamento dell’intervallo QTc.

Attivazione di ipomania o mania

L’insorgenza di sintomi di mania/ipomania è stata segnalata in un piccolo numero di pazienti trattati con antidepressivi e farmaci per i disturbi ossessivo-compulsivi disponibili in commercio, inclusa la sertralina. Pertanto, la sertralina deve essere utilizzata con cautela in pazienti con storia di

mania/ipomania. È necessaria un’attenta supervisione da parte del medico. Il trattamento con sertralina deve essere interrotto in quei pazienti che entrano in una fase maniacale.

Schizofrenia

I sintomi psicotici possono aggravarsi nei pazienti schizofrenici.

Convulsioni

In corso di trattamento con sertralina possono verificarsi convulsioni; l’uso di sertralina deve essere evitato in pazienti con epilessia instabile e i pazienti con epilessia controllata devono essere attentamente monitorati. La somministrazione di sertralina deve essere interrotta nei pazienti che manifestano convulsioni.

Suicidio/ideazioni suicidarie/tentativi di suicidio o peggioramento clinico

La depressione è associata ad un aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (comportamento o pensieri suicidari). Tale rischio persiste fino a quando si verifica una remissione significativa. Poiché possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane o più di trattamento, i pazienti devono essere attentamente controllati fino ad avvenuto miglioramento. È esperienza clinica generale che il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi del miglioramento.

Altre condizioni psichiatriche per le quali la sertralina viene prescritta possono anche essere associate ad un aumentato rischio di comportamento o pensieri suicidari. Inoltre, queste condizioni possono essere associate al disturbo depressivo maggiore. Quando si trattano pazienti con disturbi depressivi maggiori si devono quindi osservare le stesse precauzioni di quando si trattano pazienti con altre patologie psichiatriche.

I pazienti con anamnesi positiva per comportamento o pensieri suicidari, o quelli che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell’inizio del trattamento, sono a rischio maggiore di ideazione suicidaria o di tentativi di suicidio, e devono essere attentamente monitorati durante il trattamento. Una metanalisi degli studi clinici condotti con farmaci antidepressivi in confronto al placebo nella terapia di pazienti adulti con disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nella fascia di età inferiore ai 25 anni per i pazienti trattati con antidepressivi rispetto a quelli in trattamento con placebo.

Una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, deve essere sempre associata alla terapia farmacologica con antidepressivi, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti della dose. I pazienti (o chi si prende cura di loro) devono essere avvertiti della necessità di monitorare e di riportare immediatamente al proprio medico curante qualsiasi peggioramento del quadro clinico, l’insorgenza di comportamenti o pensieri suicidari o di cambiamenti comportamentali.

Popolazione pediatrica

La sertralina non deve essere utilizzata per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età, ad eccezione dei pazienti affetti da disturbi ossessivo-compulsivi di età compresa tra 6 e 17 anni. Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Se in base ad esigenze mediche, dovesse essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere monitorato attentamente per la comparsa di sintomi suicidari. Inoltre, sono disponibili unicamente evidenze cliniche limitate sulla sicurezza a lungo termine in bambini e adolescenti relativi alla crescita, alla maturazione sessuale ed allo sviluppo cognitivo e comportamentale. Nelle segnalazioni post-marketing sono stati riportati pochi casi di ritardo nella crescita e ritardo nella pubertà. La rilevanza clinica e la causalità non sono ancora chiari (vedere paragrafo 5.3 per ì corrìspondentì datì dì sìcurezza preclìnìca I medìcì devono tenere sotto osservazìone ì pazìentì pedìatrìcì sottopostì a trattamento a lungo termìne per ìl possìbìle svìluppo dì anomalìe relatìve alla crescìta e allo svìluppo.

Sanguìnamento anomalo/emorragìa

Con l’uso deglì SSRI sono statì rìportatì casì dì sanguìnamentì anomalì, ìnclusì sanguìnamentì a lìvello cutaneo (ecchìmosì e porpora), ed altri eventi emorragici come sanguinamento gastrointestinale o ginecologico, incluse emorragie fatali. Si consiglia cautela nei pazienti che assumono SSRI, in particolare in caso di uso concomitante con i medicinali che notoriamente influiscono sulla funzione piastrinica (ad es. anticoagulanti, antipsicotici atipici e fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, acido acetilsalicilico e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)), come anche pazienti con precedenti disturbi emorragici (vedere paragrafo 4.5).

Iponatremia

L’iponatremia può verificarsi a seguito di trattamento con SSRI o SNRI, inclusa la sertralina. In molti casi, l’iponatremia sembra essere il risultato di una sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH). Sono stati segnalati casi di livelli di sodio sierico inferiori a 110 mmol/l. I pazienti anziani possono essere maggiormente a rischio di sviluppare iponatremia quando sono in trattamento con SSRI e SNRI. Anche i pazienti che assumono diuretici o che presentano comunque una deplezione di volume possono presentare un rischio maggiore (vedere anche Uso neì pazìentì anzìanì). L’interruzione del trattamento con sertralina deve essere presa in considerazione in pazienti con iponatremia sintomatica e deve essere istituita un’appropriata terapia medica. I segni e i sintomi dell’iponatremia includono cefalea, difficoltà di concentrazione, compromissione della memoria, confusione, debolezza ed instabilità fisica che può causare cadute. I segni ed i sintomi associati ai casi più gravi e/o acuti hanno incluso allucinazioni, sincope, crisi convulsive, coma, arresto respiratorio e morte.

Sintomi da sospensione osservati in seguito ad interruzione del trattamento con sertralina

I sintomi da sospensione osservati quando il trattamento viene interrotto sono comuni, in particolare in caso di improvvisa interruzione (vedere paragrafo 4.8). Negli studi clinici, tra i pazienti trattati con sertralina, l’incidenza delle reazioni da sospensione è stata del 23% nei pazienti che interrompevano la sertralina rispetto al 12% dei pazienti che proseguivano il trattamento con sertralina.

Il rischio di comparsa dei sintomi da sospensione può dipendere da diversi fattori, compresi la durata e la dose della terapia e la frequenza della riduzione della dose. Le reazioni più comunemente segnalate sono state capogiri, disturbi del sensorio (inclusa parestesia), disturbi del sonno (inclusi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore e cefalea. Generalmente, l’intensità di tali sintomi è da lieve a moderata, tuttavia in alcuni pazienti può essere grave. In genere compaiono entro i primi giorni di sospensione del trattamento, ma in casi molto rari questi sintomi sono comparsi in pazienti che avevano inavvertitamente saltato una dose. Generalmente questi sintomi sono auto- limitanti, e di solito si risolvono entro 2 settimane, sebbene in alcuni individui possano durare più a lungo (2-3 mesi o più). Si consiglia pertanto che la sertralina deve essere ridottagradualmente quando si sospende il trattamento, in un arco di tempo di diverse settimane o mesi, in base alle necessità del paziente (vedere paragrafo 4.2).

Acatisia/irrequietezza psicomotoria

L’uso di sertralina è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da un malessere soggettivo o agitazione psicomotoria e dalla necessità di stare in movimento, spesso associata all’impossibilità di sedere o stare immobile. Ciò è più probabile che accada entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che presentano questi sintomi, l’aumento del dosaggio può essere dannoso.

Uso in caso di insufficienza epatica

La sertralina è ampiamente metabolizzata dal fegato. Uno studio di farmacocinetica con somministrazione di dosi multiple condotto in soggetti con cirrosi epatica lieve e non progressiva ha dimostrato un aumento dell’emivita plasmatica del farmaco e approssimativamente una AUC e Cmax corrispondenti a circa tre volte maggiore i valori riscontrati nei soggetti normali. Non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi relativamente al legame con le proteine plasmatiche. La sertralina deve essere pertanto usata con cautela in soggetti con disturbi epatici. Se la sertralina viene somministrata a pazienti con insufficienza epatica devono essere adottati dosaggi più bassi e meno frequenti. La sertralina non deve essere utilizzata in pazienti con compromissione epatica grave (vedere paragrafo 4.2).

Uso in caso di insufficienza renale

La sertralina è ampiamente metabolizzata e la quantità di farmaco escreta nelle urine sotto forma immodificata risulta trascurabile. Negli studi condotti su pazienti con insufficienza renale da lieve-a moderata (clearance della creatinina 30-60 ml/min) o da moderata a grave (clearance della creatinina 10-29 ml/min) i parametri farmacocinetici (AUC 0-24 o Cmax) dopo somministrazione di dosi multiple non si sono rivelati con differenze significative confrontate con i controlli. Il dosaggio di sertralina non deve essere modificato in relazione al grado di compromissione renale.

Uso nei pazienti anziani

Gli studi clinici condotti su oltre 700 pazienti anziani (età > 65 anni) hanno dimostrato l’efficacia di sertralina in questa popolazione di pazienti. Il tipo e l’incidenza delle reazioni avverse nei pazienti anziani sono risultati simili a quelli riscontrati nei pazienti più giovani.

L’uso di SSRI ed SRNI, inclusa la sertralina, è stato comunque associato a casi di iponatremia clinicamente

significativa nei pazienti anziani che possono essere maggiormente a rischio di questo evento avverso (vedere Iponatremìa al paragrafo 4.4).

Uso in caso di diabete

In pazienti con diabete il trattamento con un SSRI può alterare il controllo glicemico. La dose di insulina e/o ipoglicemizzanti orali deve essere aggiustata.

Terapia elettroconvulsivante

Non sono disponibili studi clinici che abbiano stabilito i rischi o i benefici dell’uso combinato di ECT e sertralina.

Succo di pompelmo

La somministrazione di sertralina con il succo di pompelmo non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5).

Interferenze con esami di screening nelle urine

Sono stati riportati dei falsi positivi negli esami immunologici di screening per le benzodiazepine in pazienti che assumono sertralina. Questo è causato dalla mancanza di specificità dell’esame di screening. Ci si può aspettare dei risultati falsi positivi per diversi giorni dopo l’interruzione della terapia con sertralina. Esami di conferma, come la gas cromatografia/spettrometria di massa, possono distinguere la sertralina dalle benzodiazepine.

Glaucoma ad angolo chiuso

Gli SSRI, inclusa la sertralina possono avere un effetto sulla dimensione della pupilla causando midriasi.

Questo effetto midriatico ha la capacità di ridurre l’angolo dell’occhio portando ad un aumento della pressione intraoculare e al glaucoma ad angolo chiuso, specialmente in pazienti predisposti. Quindi, la sertralina deve essere usata con cautela in pazienti con glaucoma ad angolo chiuso o con una storia di glaucoma.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Controindicato

Inibitori delle monoaminoossidasi

Inibitori irreversibili (non selettivi) degli IMAO (selegilina)

La sertralina non deve essere utilizzata in combinazione con gli IMAO irreversibili come la selegilina. Il trattamento con sertralina non deve essere avviato almeno nei 14 giorni successivi all’interruzione del trattamento con un IMAO irreversibile. Il trattamento con sertralina deve essere interrotto almeno nei 7 giorni che precedono l’inizio del trattamento con un IMAO irreversibile (vedere paragrafo 4.3).

Inibitore reversibile e selettivo degli IMAO (moclobemide)

A causa del rischio di sindrome serotoninergica, la combinazione di sertralina ed un inibitore reversibile e selettivo degli IMAO, come la moclobemide non deve essere somministrata. A seguito di trattamento con un inibitore reversibile degli IMAO è possibile un periodo di interruzione inferiore ai 14 giorni prima di iniziare il trattamento con sertralina. Si raccomanda di interrompere il trattamento con sertralina almeno nei 7 giorni che precedono l’inizio del trattamento con un IMAO reversibile (vedere paragrafo 4.3).

IMAO Reversibile non selettivo (linezolid)

L’antibiotico linezolid è un IMAO debole reversibile e non selettivo e non deve essere somministrato ai pazienti in trattamento con sertralina (vedere paragrafo 4.3).

Reazioni avverse gravi sono state riportate in pazienti che hanno recentemente interrotto il trattamento con un IMAO ed iniziato quello con sertralina, o che hanno interrotto di recente la terapia con sertralina prima di iniziare il trattamento con un IMAO (es. blu di metilene). Queste reazioni hanno incluso tremore, mioclono, diaforesi, nausea, vomito, vampate di calore, capogiri ed ipertermia con caratteristiche sovrapponibili a quelle della sindrome maligna da neurolettici, convulsioni e morte.

Pimozide

Un aumento dei livelli di pimozide di circa il 35% è stato osservato in uno studio condotto con pimozide in singola dose (2 mg). Questo aumento dei livelli non è stato associato ad alterazioni dell’ECG. Mentre non si conosce il meccanismo di questa interazione, a causa del ristretto indice terapeutico della pimozide, la somministrazione concomitante di sertralina e pimozide è controindicata (vedere paragrafo 4.3).

Somministrazione concomitante con sertralina non raccomandata

Farmaci deprimenti il SNC e alcool

La somministrazione concomitante di sertralina 200 mg al giorno non ha potenziato gli effetti di alcool, carbamazepina, aloperidolo o fenitoina sulla performance cognitiva e psicotomoria nei soggetti sani; tuttavia, l’uso concomitante di sertralina e alcool non è raccomandato.

Altri farmaci serotoninergici

Vedere paragrafo 4.4.

Si consiglia attenzione anche con l’uso di fentanil (usato in anestesia generale o nel trattamento del dolore cronico) con altri farmaci serotoninergici (inclusi altri antidepressivi serotoninergici, i triptani), e con farmaci oppiacei.

Precauzioni particolari

Medicinali che prolungano l’intervallo QT

Il rischio di prolungamento dell’intervallo QTc e/o di aritmie ventricolari (ad es. TdP) può aumentare con l’uso concomitante di altri medicinali che prolungano l’intervallo QTc (ad es. alcuni antipsicotici e antibiotici ) (vedere paragrafo 4.4)

Litio

Nel corso di uno studio controllato verso placebo effettuato su volontari sani, la co-somministrazione di sertralina e litio non ha comportato alterazioni significative della farmacocinetica del litio, ma ha determinato un incremento degli episodi di tremore rispetto al gruppo in terapia con placebo, evidenziando una possibile interazione farmacodinamica. Quando la sertralina viene somministrata con il litio i pazienti devono essere opportunamente monitorati.

Fenitoina

Da uno studio clinico controllato verso placebo condotto su volontari sani è emerso che la somministrazione cronica di sertralina alla dose di 200 mg al giorno non causa una inibizione clinicamente significativa del metabolismo della fenitoina. Poiché in alcuni casi in pazienti in trattamento con sertralina è stata riportata l’esposizione ad alti livelli di fenitoina si raccomanda

comunque di monitorare le concentrazioni plasmatiche di fenitoina dopo l’inizio della terapia con sertralina, effettuando gli opportuni aggiustamenti posologici della fenitoina. Inoltre, la somministrazione concomitante di fenitoina può causare una riduzione dei livelli plasmatici di sertralina.

Non si può escludere che altri induttori della CYP3A4, come ad esempio il fenobarbital, la carbamazepina, l’erba di S. Giovanni, la rifampicina possano causare una riduzione dei livelli plasmatici di sertralina.

Triptani

Nella fase di commercializzazione del prodotto sono stati raramente segnalati casi di pazienti con debolezza, iperreflessia, incoordinazione, confusione, ansia e agitazione a seguito dell’uso di sertralina e sumatriptan.

I sintomi della sindrome serotoninergica possono verificarsi anche con altri farmaci della stessa classe (triptani).

Se l’uso concomitante di sertralina e triptani è clinicamente giustificato, si consiglia un’appropriata osservazione del paziente (vedere paragrafo 4.4).

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Warfarin

La somministrazione concomitante di sertralina 200 mg al giorno e warfarin ha comportato un piccolo ma statisticamente significativo aumento del tempo di protrombina, che in alcuni casi rari può alterare il valore di INR. Pertanto, il tempo di protrombina deve essere attentamente monitorato quando si inizia o si interrompe il trattamento con sertralina.

Interazioni con altri medicinali, digossina, atenololo, cimetidina

La somministrazione concomitante di cimetidina ha causato una riduzione sostanziale della clearance della sertralina. Il significato clinico di queste variazioni non è noto. La sertralina non ha avuto effetti sulla capacità di blocco beta-adrenergico dell’atenololo. Non sono state osservate interazioni tra sertralina 200 mg al giorno e digossina.

Farmaci che agiscono sulla funzione piastrinica

Il rischio di sanguinamento può aumentare quando i medicinali che agiscono sulla funzione piastrinica (ad es. FANS, acido acetilsalicilico e ticlopidina) o altri medicinali che possono aumentare il rischio di sanguinamento vengono somministrati insieme agli SSRI, inclusa la sertralina (vedere paragrafo 4.4).

Bloccanti neuromuscolari

Gli SSRI possono ridurre l’attività della colinesterasi plasmatica risultante in un prolungamento dell’azione bloccante neuromuscolare del mivacurio e di altri bloccanti neuromuscolari.

Farmaci metabolizzati dal Citocromo P450

La sertralina può esercitare un’azione inibitoria lieve-moderata dell’attività del CYP 2D6. La somministrazione cronica di sertralina 50 mg/al giorno ha evidenziato un incremento moderato (media 23%-37%) dei livelli plasmatici allo steady-state di desipramina (un marker dell’attività dell’isoenzima CYP 2D6). Interazioni clinicamente rilevanti possono verificarsi con altri substrati del CYP 2D6 con un indice terapeutico ristretto tra cui gli antiaritmici di classe 1C come il propafenone e la flecainide, gli antidepressivi triciclici e gli antipsicotici tipici, specialmente se la sertralina viene somministrata ad alti dosaggi.

La sertralina non agisce come inibitore di CYP 3A4, CYP 2C9, CYP 2C19 e CYP 1A2 in misura clinicamente rilevante. Ciò è stato confermato dagli studi di interazione in-vivo condotti con substrati del CYP 3A4 (cortisolo endogeno, carbamazepina, terfenadina, alprazolam), il substrato del CYP 2C19 diazepam e i substrati del CYP 2C9 (tolbutamide, glibenclamide e fenitoina). Gli studi in vitro indicano che la sertralina ha un potenziale di inibizione trascurabile o del tutto inesistente per il CYP 1A2

In uno studio cross over con otto soggetti giapponesi sani, l’assunzione di tre bicchieri di succo di pompelmo al giorno aumentava i livelli plasmatici di sertralina di circa il 100%. Quindi, l’assunzione di succo di pompelmo deve essere evitato durante il trattamento con sertralina (vedere paragrafo 4.4).

Sulla base di uno studio di interazione con succo di pompelmo, non si può escludere che la somministrazione concomitante di sertralina e inibitori forti del CYP3A4 come ad esempio inibitori delle proteasi, ketoconazolo, itraconazolo, posaconazolo, voriconazolo, claritromicina, telitromicina e nefazodone, possano portare a maggiori aumenti nell’esposizione di sertralina. Questo riguarda anche gli inibitori moderati del CYP3A4, per esempio aprepitant, eritromicina, fluconazolo, verapamil e diltiazem. L’assunzione di potenti inibitori del CYP3A4 devono essere evitati durante il trattamento con sertralina.

I livelli plasmatici di sertralina sono aumentati di circa il 50% in presenza di metabolizzatori lenti del CYP2C19 rispetto ai metabolizzatori rapidi (vedere paragrafo 5.2). L’interazione con forti inibitori del CYP2C19, come ad esempio omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo, rabeprazolo, fluoxetina e fluvoxamina, non può essere esclusa.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Non sono disponibili studi adeguati sulle donne in gravidanza. Tuttavia, i numerosi dati disponibili non hanno rivelato che sertralina induca malformazioni congenite. Negli studi condotti sugli animali sono stati osservati effetti sulla riproduzione, probabilmente causati dalla tossicità conseguente all’azione farmacodinamica del composto nei confronti della madre e/o dall’azione farmacodinamica diretta del composto nei confronti del feto (vedere paragrafo 5.3).

In alcuni neonati, le cui madri erano state sottoposte a terapia con sertralina durante la gravidanza, è stata riportata una sintomatologia compatibile con la sindrome da privazione da farmaco. La stessa sintomatologia è stata riportata anche con altri antidepressivi SSRI. L’uso di sertralina non è raccomandato in gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna siano tali che i benefici del trattamento superino i potenziali rischi.

I neonati devono essere tenuti sotto osservazione se l’utilizzo della sertralina da parte della madre continua durante le ultime fasi della gravidanza, in particolare nel terzo trimestre. In seguito all’uso materno di sertralina durante gli ultimi mesi di gravidanza possono presentarsi nel neonato i seguenti sintomi: difficoltà respiratoria, cianosi, apnea, crisi convulsive, alterazioni della temperatura, difficoltà nell’alimentazione, vomito, ipoglicemia, ipertonia, ipotonia, iperreflessia, tremori, stato di agitazione, nervosismo, irritabilità, letargia, pianto continuo, sonnolenza e difficoltà del sonno. Questi sintomi possono essere conseguenti agli effetti serotoninergici o ai sintomi da sospensione. Nella maggior parte dei casi le complicanze si manifestano immediatamente o in tempi brevi (<24 ore) dopo il parto.

I dati epidemiologici hanno suggerito che l’uso di SSRI in gravidanza, soprattutto nell’ultimo periodo di gravidanza, può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN). Il rischio osservato è stato approssimativamente di circa 5 casi ogni 1000 gravidanze. Nella popolazione generale da 1 a 2 casi di PPHN per 1000 gravidanze si verificano.

Allattamento

I dati pubblicati sui livelli di sertralina rilevabile nel latte materno evidenziano che piccole quantità di sertralina ed il suo metabolita N-desmetilsertralina sono escreti nel latte materno. Generalmente i livelli sierici di sertralina nei neonati sono risultati trascurabili o non rilevabili, con l’eccezione di un neonato con livelli sierici corrispondenti a circa il 50% del livello riscontrato nella madre (ma senza evidenti effetti clinici sul neonato). Non sono stati riportati ad oggi eventi avversi sulla salute dei piccoli allattati da madri in trattamento con sertralina, ma non è possibile escludere eventuali rischi. L’uso di sertralina nelle donne che allattano non è raccomandato a meno che, a giudizio del medico, i benefici siano superiori ai rischi.

Fertilità

I dati sugli animali non hanno mostrato un effetto della sertralina sui parametri della fertilità (vedere sezìone 5.3).

Nell’uomo, segnalazioni provenienti da pazienti trattati con SSRI hanno dimostrato che l’effetto sulla qualità dello sperma è reversibile.

Finora non è stato osservato impatto sulla fertilità.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Indice

Gli studi di farmacologia clinica hanno dimostrato che la sertralina non altera le capacità psicomotorie. Tuttavia, poiché i farmaci psicotropi possono alterare le facoltà mentali o fisiche richieste per affrontare compiti potenzialmente pericolosi, come guidare un’automobile o usare macchinari, i pazienti devono essere opportunamente avvertiti.

 

04.8 Effetti indesiderati

Indice

Denominazioni di frequenza usate:

Molto comune ≥ 1/10
Comune ≥ 1/100, < 1/10
Non comune ≥ 1/1000, ≤ 1/100
Raro ≥ 1/10.000, ≤ 1/1000
Molto raro ≤ 1/10.000
Non nota la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili

Nell’ambito di studi clinici che prevedevano la somministrazione di dosi ripetute sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati:

Patologie gastrointestinali

Molto comune: nausea, diarrea/feci molli e secchezza delle fauci.

Comune: dispepsia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: anoressia.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: capogiri, sonnolenza, tremori.

Disturbi psichiatrici

Molto comune: insonnia.

Frequenza non nota: ideazioni suicidarie e comportamento suicidario*.

* Durante la terapia con la sertralina, o poco dopo la sospensione della terapia, sono stati segnalati casi di ideazioni e comportamenti suicidari (vedere paragrafo 4.4)

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Molto comune: disturbi sessuali (principalmente eiaculazione ritardata nell’uomo).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: aumento della sudorazione.

Nella fase successiva alla commercializzazione sono state ricevute segnalazioni spontanee riguardanti i seguenti effetti indesiderati:

Patologie sistemiche

Comune: astenia, stanchezza, vampate di calore.

Non comune: indisposizione, aumento o perdita di peso, febbre.

Raro: reazioni anafilattoidi.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: porpora, disturbi emorragici come ecchimosi, emorragie gastrointestinali, emorragie ginecologiche ed altre emorragie cutanee o mucosali.

Raro: alterazione della funzione piastrinica, leucopenia, trombocitopenia.

Patologie endocrine

Raro: ginecomastia, iperprolattinemia, galattorrea, ipotiroidismo, sindrome da inappropriata secrezione di ADH.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: esantema cutaneo.

Non comune: prurito, alopecia.

Raro: fotosensibilità cutanea, edema di Quincke (angioedema), grave esfoliazione cutanea (sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica), orticaria.

Patologie epatobiliari

Non comune: gravi disturbi epatici (comprendenti epatite, itterizia e insufficienza epatica), aumento asintomatico delle transaminasi sieriche (SGOT e SGPT). Alterazioni nei livelli di transaminasi si sono manifestate principalmente durante le prime 9 settimane di trattamento, e sono rapidamente scomparse dopo la sospensione della terapia.

Alterazioni del sistema cardiovascolare

Comune: dolore toracico, palpitazioni.

Non comune: edema periferico, ipertensione, edema periorbitale, sincope, tachicardia.

Esami diagnostici

Raro: anomalie nei valori di laboratorio (per es. test di funzionalità epatica, iponatriemia, vedere anche al paragrafo Alterazioni del sangue e del sistema linfatico).

Patologie gastrointestinali

Comune: stipsi, dolore addominale, vomito.

Non comune: pancreatite.

Patologie dell’orecchio e del labirinto

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Comune: tinnito.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, disturbi motori (comprendenti sintomi extrapiramidali quali ipercinesia, aumento del tono muscolare, bruxismo e andatura alterata), parestesia, ipoestesia.

Non comune: midriasi, emicrania.

Raro: coma, convulsioni, contrazioni muscolari involontarie. Sono stati segnalati segni e sintomi associati alla sindrome serotoninergica, comprendenti agitazione, confusione, diaforesi, diarrea, febbre, ipertensione, rigidità e tachicardia. Irrequietezza psicomotoria/acatisia (vedere il paragrafo 4.4).

Disturbi psichiatrici

Comune:sbadigli, agitazione, ansia.

Non comune: euforia, sintomi depressivi, allucinazioni, mania, ipomania.

Raro: anorgasmia, incubi, reazioni aggressive, psicosi.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: broncospasmo.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: aumento dell’appetito.

Raro: iponatriemia che si risolve dopo la sospensione della terapia. Casi isolati possono essere stati ascritti alla sindrome da inappropriata secrezione di ADH. Questi effetti indesiderati si sono manifestati principalmente in pazienti anziani ed in pazienti che assumevano diuretici o altri medicinali. Livelli elevati di colesterolo sierico.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: artralgia.

Patologie renali e urinarie

Non comune: incontinenza urinaria.

Raro: edema facciale, ritenzione urinaria.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Comune: irregolarità mestruali.

Non comune: priapismo.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazioni allergiche, allergia generalizzata.

Patologie dell’occhio

Comune: menomazioni alla vista.

Sintomi da astinenza osservati dopo la sospensione

La sospensione dell’assunzione di SSRI/SNRI (in particolare se brusca) comporta solitamente sintomi da astinenza.

Sono stati segnalati capogiri, alterazioni sensorie (comprendenti parestesia e sensazione di scossa elettrica), disturbi al sonno (comprendenti insonnia e sogni intensi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremori, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni instabilità emotiva, irritabilità e disturbi visivi. In generale questi eventi sono autolimitanti e di entità da lieve a moderata, ma in alcuni pazienti possono anche avere maggiore gravità o avere una durata prolungata. Quando il trattamento con la sertralina è da concludere, si consiglia di sospenderlo gradualmente, diminuendo poco a poco la dose (vedere il paragrafo 4.2 Posologia e metodo di somministrazione e il paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego).

Sono stati segnalati anche segni e sintomi associati alla sindrome serotoninergica, comprendenti agitazione, confusione, diaforesi, diarrea, febbre, ipertensione, rigidità e tachicardia, in alcuni casi associati all’uso concomitante di medicinali serotoninergici.

Oltre 700 persone anziane (di età superiore ai 65 anni) hanno partecipato ad uno studio clinico per dimostrare l’efficacia della sertralina in questa popolazione di pazienti. Il tipo e l’incidenza di effetti indesiderati nei pazienti anziani sono paragonabili a quelli riscontrati nei pazienti più giovani.

 

04.9 Sovradosaggio

Indice

Tossicità

La sertralina ha un margine di sicurezza in funzione della popolazione di pazienti e/o dei farmaci concomitanti. Sono stati segnalati casi di morte dovuti a sovradosaggi di sertralina assunta da sola o in associazione ad altri medicinali e/o alcol. Pertanto, qualsiasi caso di sovradosaggio deve essere trattato clinicamente con decisione.

Sintomi

I sintomi del sovradosaggio includono gli effetti indesiderati mediati dalla serotonina quali sonnolenza, disturbi gastrointestinali (come nausea e vomito), tachicardia, tremore, agitazione e capogiri. Il coma è tato segnalati sebbene meno frequentemente.

A seguito di sovradosaggio di sertralina sono stati segnalati casi di prolungamento dell’intervallo QTc/Torsione di Punta; si raccomanda pertanto il monitoraggio dell’ECG in tutti i casi di ingestione di dosi eccessive di sertralina.

Trattamento

Non ci sono antidoti specifici alla sertralina. Si raccomanda, se necessario di stabilire e mantenere la pervietà delle vie respiratorie e assicurare un’adeguata ossigenazione e ventilazione. Il carbone vegetale attivo, che può essere utilizzato con un catartico, può risultare altrettanto o più efficace della lavanda gastrica e deve essere tenuto in considerazione nel trattamento del sovradosaggio. L’induzione dell’emesi non è raccomandata. Insieme alle misure generali sintomatiche e di supporto, si raccomanda il monitoraggio cardiaco (ad es. ECG) e dei segni vitali. A causa dell’ampio volume di distribuzione della sertralina, è poco probabile che la diuresi forzata, la dialisi, l’emoperfusione e la trasfusione di scambio possano produrre beneficio.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

Categoria farmacoterapeutica: Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Codice ATC: N06AB06.

Meccanismo d’azione

La sertralina è un potente inibitore specifico dell’uptake neuronale della serotonina (5-HT) in vitro, con un risultante potenziamento degli effetti del 5-HT negli animali. Possiede solo un effetto molto debole sul re-uptake neuronale di norepinefrina e dopamina. Quando somministrata alle dosi terapeutiche la sertralina blocca l’uptake della serotonina nella piastrine umane. Nell’animale è priva di attività stimolante, sedativa o anticolinergica nonché di cardiotossicità. Negli studi clinici controllati condotti su volontari sani, la sertralina non ha causato sedazione e non ha interferito con la performance psicomotoria. In accordo alla sua inibizione selettiva del re-uptake del 5-HT, la sertralina non potenzia l’attività catecolaminergica. La sertralina non ha affinità per i recettori muscarinici (colinergici), serotoninergici, dopaminergici, adrenergici, istaminergici, GABAergici o per i recettori delle benzodiazepine. La somministrazione cronica di sertralina negli animali è stata associata alla down-regolazione dei recettori cerebrali della norepinefrina, come osservato con altri antidepressivi clinicamente efficaci e medicinali per i disturbi ossessivo-compulsivi.

La sertralina non ha dimostrato di poter indurre dipendenza. Nel corso di uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, condotto per confrontare la dipendenza indotta nell’uomo da sertralina, alprazolam e anfetamina-D, la sertralina non ha prodotto evidenti effetti soggettivi indicativi di un potenziale abuso. Per contro, l’entità della dipendenza farmacologica, dello stato di euforia e del potenziale abuso relativi all’alprazolam e all’anfetamina-D è stata giudicata dai soggetti partecipanti allo studio significativamente superiore rispetto al placebo.

La somministrazione di sertralina non ha prodotto né la stimolazione e l’ansia associate all’anfetamina-D né gli effetti sedativi e la compromissione psicomotoria associate all’alprazolam. La sertralina non agisce come un rinforzante positivo nelle scimmie rhesus addestrate in modo da autosomministrarsi cocaina, né sostituisce in questi animali lo stimolo discriminativo indotto dall’anfetamina-D o dal pentobarbital.

Efficacia e sicurezza clinica

Depressione maggiore

È stato condotto uno studio che ha coinvolto pazienti ambulatoriali affetti da depressione che avevano risposto ad una fase iniziale di trattamento in aperto di 8 settimane con sertralina 50-200 mg/die. Questi pazienti (n=295) erano stati randomizzati per proseguire un trattamento di 44 settimane in doppio cieco con sertralina 50-200 mg/die o placebo. Una percentuale di ricaduta statisticamente

inferiore è stata osservata nei pazienti in trattamento con sertralina rispetto a quelli del gruppo placebo. La dose media per i soggetti che hanno completato il trattamento è stata di 70 mg/die. La % dei pazienti responder (definiti come quei pazienti che non hanno presentato ricadute) nei gruppi trattati con sertralina e con placebo è stata rispettivamente dell’83,4% e del 60,8%.

Sindrome da Stress post-traumatico (PTSD)

I dati aggregati dei 3 studi sulla PTSD condotti sulla popolazione generale hanno evidenziato una percentuale di risposta inferiore negli uomini rispetto alle donne. Nei due studi positivi sulla popolazione generale, la percentuale di responder per uomini e donne in trattamento con sertralina verso placebo è stata simile (donne: 57,2% vs 34,5%; uomini: 53,9% vs 38,2%). Il numero di uomini e donne negli studi raggruppati sulla popolazione generale è stato rispettivamente di 184 e 430 e pertanto i risultati ottenuti nelle donne sono più robusti e negli uomini erano associate altre variabili al basale (maggiore abuso di sostanze, durata più lunga del trattamento, origine del trauma) correlate ad una riduzione dell’effetto.

OCD pediatrico

La sicurezza e l’efficacia di sertralina (50-200 mg/die) è stata valutata nel trattamento di bambini (6-

12 anni) e adolescenti (13-17 anni) non depressi, ambulatoriali, affetti da disturbo ossessivo- compulsivo (OCD). Dopo una settimana di trattamento in singolo cieco verso placebo, i pazienti sono stati randomizzati e assegnati ad un trattamento di dodici settimane con dosi flessibili di sertralina o placebo. I bambini (età 6-12 anni) sono stati inizialmente trattati con il dosaggio da 25 mg. I pazienti trattati con sertralina hanno riportato un miglioramento significativamente superiore rispetto ai pazienti del gruppo placebo alle scale Children’s Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale CY-BOCS (p =0,005), NIMH Global Obsessive Compulsive Scale (p=0,019), e CGI Improvement (p =0,002). Inoltre, una tendenza ad un miglioramento superiore nei pazienti in trattamento con sertralina rispetto a quelli in trattamento con placebo è stata osservata anche alla scala CGI Severity (p=0,089). Il punteggio medio al basale e le variazioni del punteggio rispetto al basale alla scala CY-BOC per il gruppo placebo sono stati rispettivamente 22,25 ± 6,15 e -3,4 ± 0,82, mentre per il gruppo sertralina il punteggio medio al basale e le variazioni del punteggio rispetto al basale sono stati rispettivamente pari a 23,36 ± 4,56 e -6,8 ± 0,87. Nell’ambito di un’analisi post-hoc, i pazienti responder, definiti quali pazienti con una riduzione uguale o maggiore al 25% alla scala CY-BOC (principale misura di efficacia) dal basale all’endpoint, sono stati il 53% dei pazienti trattati con sertralina rispetto al 37% di quelli trattati con placebo (p=0,03).

Non sono disponibili dati sulla sicurezza ed efficacia a lungo termine in questa popolazione pediatrica.

Popolazione pediatrica

Non sono disponibili dati nei bambini di età inferiore ai 6 anni.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Assorbimento

. Nell’uomo, dopo somministrazione di una dose orale giornaliera da 50 mg-

200 mg per 14 giorni, le concentrazioni di picco plasmatico di sertralina si raggiungono tra le 4,5 e 8,4 ore successive alla somministrazione giornaliera del farmaco.

Il cibo non altera in modo significativo la biodisponibilità delle compresse di sertralina.

Distribuzione

Circa il 98% del farmaco in circolo è legato alle proteine plasmatiche.

Biotrasformazione

La sertralina presenta un ampio metabolismo epatico di primo passaggio.

Sulla base di dati clinici e in vitro, si può concludere che la sertralina segue vie metaboliche multiple che includono il CEYP3A4, CYP2C19 (vedere paragrafo 4.5) e il CYP2B6. La sertralina e il suo principale metabolita desmetilsertralina sono anche substarto della glicoproteina- P in vitro.

Eliminazione

L’emivita plasmatica media di sertralina è di circa 26 ore (range posologico 22-36 ore). In linea con l’emivita di eliminazione terminale, vi è un accumulo di circa due volte fino al raggiungimento delle concentrazioni steady-state che si raggiungono dopo una settimana con la somministrazione del farmaco una volta al giorno. L’emivita della N-desmetilsertralina è nel range di 62-104 ore. La sertralina e la N-desmetilsertralina sono entrambe ampiamente metabolizzate nell’uomo e i metaboliti risultanti vengono escreti attraverso le feci e le urine in quantità uguali. Solo una piccola quantità (<0,2%) di sertralina immodificata viene escreta nelle urine.

Linearità/Non linearità

La sertralina presenta una farmacocinetica proporzionale alla dose nell’ambito dell’intervallo posologico da 50 mg a 200 mg.

Farmacocinetica in gruppi particolari di pazienti

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Popolazione pediatrica con OCD

La farmacocinetica di sertralina è stata studiata in 29 pazienti pediatrici, di età 6-12 anni, e in 32 pazienti adolescenti di età 13-17 anni. Il dosaggio di sertralina in questi pazienti è stato gradualmente aumentato fino alla dose di 200 mg/die in 32 giorni, partendo con una dose iniziale di 25 mg o 50 mg, seguite da incrementi graduali. I regimi posologici da 25 mg e da 50 mg sono stati ugualmente tollerati. Allo steady-state per la dose da 200 mg i livelli plasmatici di sertralina nel gruppo di pazienti tra 6 e 12 anni sono stati superiori di circa il 35% rispetto al gruppo di pazienti tra 13 e 17 anni, ed il 21% maggiori rispetto al gruppo di riferimento degli adulti. Non sono state osservate differenze significative nella clearance fra maschi e femmine. Pertanto, nei bambini, in particolare in quelli con un basso peso corporeo, si raccomandata l’impiego di un basso dosaggio iniziale e aumenti graduali di 25 mg. Negli adolescenti può essere utilizzato lo stesso dosaggi impiegato negli adulti.

Adolescenti e anziani

Il profilo farmacocinetico negli adolescenti o negli anziani non presenta differenze significative rispetto a quanto riscontrato negli adulti tra 18 e 65 anni.

Compromissione epatica

Nei pazienti con danni epatici, l’emivita della sertralina è prolungata e l’AUC aumenta di tre volte (vedere paragrafì 4.2 e 4.4).

Danno renale

Non è stato riscontrato un accumulo significativo di sertralina in pazienti con insufficienza renale da moderata a grave.

Farmacogenomica

I livelli plasmatici di sertralina sono risultati del 50% più alti nei metabolizzatori poveri del CYP2C19 rispetto ai metabilizzatori rapidi. Il significato clinico non è chiaro ed è necessario titolare i pazienti in base alla loro risposta clinica.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

I dati pre-clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, genotossicità e cancerogenicità. Gli studi di tossicità riproduttiva condotti sugli animali non hanno rivelato effetti teratogeni o effetti indesiderati sulla fertilità maschile. La fetotossicità osservata era probabilmente riconducibile alla tossicità materna. La sopravvivenza post-natale ed il peso corporeo della prole erano diminuiti solo nel primo giorno dopo la nascita. È stato dimostrato che la mortalità precoce postatale era causata dall’esposizione in utero successiva al 15° giorno di gravidanza. I ritardi nello sviluppo post-natale osservati nella prole di

femmine trattate erano probabilmente dovuti agli effetti sulla madre e perciò non rilevanti nella valutazione dei rischi per l’uomo.

Dati provenienti da animali roditori e non roditori non hanno rilevato effetti sulla fertilità.

Studi su animali giovani

E’ stato condotto uno studio tossicologico in ratti giovani nei quali è stata somministrata sertralina per via orale a ratti maschi e femmine dal giorno 21 dopo la nascita fino al giorno 56 (alle dosi di 10,, 40 o 80 mg/kg/giorno) con una fase di recovery senza somministrazione di dosi fino al giorno 196 dopo la nascita. Sono stati osservati ritardi nella maturazione sessuale nei maschi e nelle femmine a differenti livelli di dose (880 mg/kg per i maschi e ≥ 10 mg/kg per le femmine), ma nonostante questi risultati non ci sono stati effetti sertralina-correlati in nessuno degli endpoint relativi alla riproduttività valutati. Inoltre, nei giorni da 21 a 56 dopo la nascita sono stati osservati disidratazione, fuoriuscita di secrezioni colorate dal naso e ridotto aumento di peso medio. Tutti gli effetti menzionati attribuiti alla somministrazione di sertralina sono risultati reversibili durante la fase di recovery senza somministrazione di dosi dello studio. La rilevanza clinica di questi effetti osservati nei ratti ai quali veniva somministrata sertralina non è stata stabilita.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Compresse:

Calcio idrogenofosfato diidrato Cellulosa microcristallina Idrossipropilcellulosa

Sodio amido glicolato (tipo A) Magnesio stearato

Rivestimento:

Opadry White OY-S-7355 contenente Titanio diossido (E171)

Ipromellosa Macrogol 400

Polisorbato 80

 

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente

 

06.3 Periodo di validità

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3 anni

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare nella confezione originale

Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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PVC bianco opaco – blister in alluminio o PVDC bianco opaco – blister in alluminio e PVC Confezioni da 10, 14, 15, 20, 28, 30, 42, 50, 56, 60, 84, 98, 100 compresse rivestite con film

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

Aurobindo Pharma (Italia) S.r.l. Vicolo San Giovanni sul Muro, 9 20121 Milano

Italia

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

NUMERO DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO 50 mg Compresse rivestite con film, 10 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983018 50 mg Compresse rivestite con film, 14 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983020 50 mg Compresse rivestite con film, 15 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983374 50 mg Compresse rivestite con film, 20 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983386 50 mg Compresse rivestite con film, 28 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983032 50 mg Compresse rivestite con film, 30 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983044 50 mg Compresse rivestite con film, 42 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983057 50 mg Compresse rivestite con film, 50 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983069 50 mg Compresse rivestite con film, 56 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983071 50 mg Compresse rivestite con film, 60 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983398 50 mg Compresse rivestite con film, 84 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983083 50 mg Compresse rivestite con film, 98 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983400 50 mg Compresse rivestite con film, 100 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983095

50 mg Compresse rivestite con film, 10 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983107 50 mg Compresse rivestite con film, 14 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983119 50 mg Compresse rivestite con film, 15 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983412 50 mg Compresse rivestite con film, 20 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983424 50 mg Compresse rivestite con film, 28 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983121 50 mg Compresse rivestite con film, 30 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983133 50 mg Compresse rivestite con film, 42 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983145 50 mg Compresse rivestite con film, 50 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983158 50 mg Compresse rivestite con film, 56 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983160 50 mg Compresse rivestite con film, 60 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983436 50 mg Compresse rivestite con film, 84 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983172 50 mg Compresse rivestite con film, 98 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983448 50 mg Compresse rivestite con film, 100 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983184100 mg Compresse rivestite con film, 10 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983196

100 mg Compresse rivestite con film, 14 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983208100 mg Compresse rivestite con film, 15 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983451100 mg Compresse rivestite con film, 20 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983463100 mg Compresse rivestite con film, 28 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983210100 mg Compresse rivestite con film, 30 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983222100 mg Compresse rivestite con film, 42 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983234100 mg Compresse rivestite con film, 50 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983246100 mg Compresse rivestite con film, 56 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983259100 mg Compresse rivestite con film, 60 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983475100 mg Compresse rivestite con film, 84 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983261100 mg Compresse rivestite con film, 98 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983487100 mg Compresse rivestite con film, 100 compresse in blister PVC/AL AIC n. 037983273

100 mg Compresse rivestite con film, 10 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983285100 mg Compresse rivestite con film, 14 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983297100 mg Compresse rivestite con film, 15 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983499100 mg Compresse rivestite con film, 20 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983501100 mg Compresse rivestite con film, 28 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983309100 mg Compresse rivestite con film, 30 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983311100 mg Compresse rivestite con film, 42 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983323100 mg Compresse rivestite con film, 50 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983335

100 mg Compresse rivestite con film, 56 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983347100 mg Compresse rivestite con film, 60 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983513100 mg Compresse rivestite con film, 84 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983350100 mg Compresse rivestite con film, 98 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983525100 mg Compresse rivestite con film, 100 compresse in blister PVDC/PVC/AL AIC n. 037983362

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

26/09/2011

 

10.0 Data di revisione del testo

Indice

Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 11/06/2016

 


 

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

Informazioni aggiornate al: 01/02/2020
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Sertralina auro – 30 Cpr 100 Mgpvc (Sertralina Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) Nota AIFA: Nessuna   Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Nessuna ATC: N06AB06 AIC: 037983222 Prezzo: 11,99 Ditta: Aurobindo Pharma Italia Srl


Sertralina auro – 30 Cpr 50 mg Pvc (Sertralina Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) Nota AIFA: Nessuna   Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Nessuna ATC: N06AB06 AIC: 037983044 Prezzo: 6 Ditta: Aurobindo Pharma Italia Srl


 


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