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Trandolapril: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Trandolapril

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Trandolapril: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Trandolapril: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Trandolapril Mylan Generics 0,5 mg e 2 mg capsule rigide

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni capsula contiene: Trandolapril, 0,5 mg

Trandolapril, 2,0 mg

Ogni capsula contiene 24 mg lattosio monoidrato

Ogni capsula da 0,5 mg o 2 mg contiene 1,26 mg di Giallo Tramonto (E110) Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Capsula rigida

0,5 mg: capsule di colore scarlatto chiaro/giallo carico 2 mg: capsule di colore scarlatto chiaro/rosso chiaro

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Ipertensione lieve o moderata.

Disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico acuto.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Trandolapril può essere assunto prima, durante o dopo i pasti.

Adulti: Ipertensione:

Per l’adulto non in cura con diuretici, senza insufficienza cardiaca congestizia né insufficienza renale o epatica, il dosaggio iniziale raccomandato è di 0,5 mg come dose singola giornaliera. Una risposta terapeutica sara’ ottenuta solo in una minoranza di pazienti con una dose di 0,5 mg. Il dosaggio deve essere raddoppiato in modo incrementale a intervalli di 2 / 4 settimane, sulla base della risposta del paziente, fino a un massimo di 4 mg come singola dose giornaliera.

La dose abituale di mantenimento è di 1 / 2 mg in singola dose giornaliera. Se la risposta del paziente è ancora insoddisfacente a una dose di trandolapril 4 mg, si deve prendere in considerazione la terapia associativa con diuretici e bloccanti dei canali del calcio.

Disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico acuto.

Dopo un infarto miocardico acuto, una volta ottenute le necessarie condizioni per iniziare il trattamento (stabilità emodinamica e gestione di qualsiasi ischemia residua) è possibile avviare la terapia fin dal terzo giorno. La dose iniziale deve essere bassa (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze specìalì e precauzìonì dì ìmpìego), particolarmente all’avvio della terapia se il paziente mostra una pressione arteriosa normale o bassa. La terapia iniziale deve essere di 0,5 mg/giorno (24 ore). È possibile aumentare progressivamente la dose fino a un massimo di 4 mg/giorno in una singola dose. Questo aggiustamento posologico può essere temporaneamente sospeso, per esempio in caso di ipotensione sintomatica.

Il trattamento deve essere avviato in ospedale mantenendo sotto stretto controllo la pressione arteriosa (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze specìalì e precauzìonì dì ìmpìego ).

In caso di ipotensione, tutti i trattamenti ipotensivi concomitanti (per esempio vasodilatatori come i nitrati, diuretici) devono essere rivalutati attentamente e se possibile la loro dose deve essere ridotta. La dose di trandolapril deve essere ridotta solamente se tali precauzioni sono insufficienti o non possono essere effettuate.

In caso di precedente trattamento con diuretici, è necessario prestare particolare attenzione:

Si raccomanda o di interrompere il trattamento con diuretici almeno 72 ore prima di avviare il trattamento con trandolapril e/o di avviarlo alla dose di 0,5 mg/giorno. In questo caso la dose deve essere regolata a seconda della risposta del paziente. Se è necessario continuare la terapia con diuretici, questo deve essere fatto sotto diretto controllo medico.

Trattamento diuretico precedente

Nei pazienti a rischio a causa di un sistema renina-angiotensina stimolato (per es. pazienti con deplezione di sodio e acqua), il diuretico deve essere interrotto 2-3 giorni prima di avviare la terapia con 0,5mg trandolapril in modo di ridurre la probabilità di ipotensione sintomatica. Se necessario la terapia con diuretici potrà essere ripresa in seguito.

Insufficienza cardiaca

Nei pazienti ipertesi affetti anche da insufficienza cardiaca congestizia, associata o meno a insufficienza renale, dopo una terapia con ACE inibitori è stata osservata la comparsa di ipotensione sintomatica. In questi pazienti la terapia dovrebbe essere iniziata a una dose di 0,5 mg trandolapril una volta al giorno, sotto stretto controllo medico ospedaliero.

Adattamento del dosaggio nella compromissione della funzionalità renale:

Se la clearance della creatinina e’ compresa tra i valori di 0,2 – 0,5 ml/s (10-30 ml/min), il trattamento deve essere avviato con una dose giornaliera di 0,5 mg. Se necessario, è possibile aumentare la dose a 1 mg/giorno in singola dose. Se la clearance della creatinina e’ inferiore ai 0,2 ml/s (10 ml/min) e se si tratta di pazienti in emodialisi la dose è di 0,5 mg/giorno in singola dose. Per questi pazienti è necessario un regolare controllo di potassio sierico e creatinina sierica.

Ipertensione renovascolare

Il trattamento iniziale deve essere di 0,5mg/giorno. La dose deve essere regolata a seconda della risposta della pressione arteriosa.

Adattamento del dosaggio nella compromissione della funzionalità epatica:

Nei pazienti con funzionalità epatica gravemente compromessa, una diminuzione nella clearance metabolica del composto progenitore trandolapril e del metabolita attivo trandolaprilato causa un forte aumento nei livelli plasmatici di trandolapril e in misura minore un aumento nei livelli di trandolaprilato. Il trattamento con trandolapril deve pertanto essere avviato a una dose di 0,5 mg una volta al giorno sotto stretto controllo medico (vedere paragrafì 4.4 Avvertenze specìalì e precauzìonì dì ìmpìego e 5.2 Proprìeta’ farmacocìnetìche).

Bambino:

Questo prodotto medicinale non deve essere somministrato ai bambini a causa di insufficienza di dati relativi al trattamento dei bambini.

Anziano:

Normalmente non è necessaria alcuna riduzione della dose. Gli studi di farmacocinetica sui pazienti ipertesi di età superiore a 65 anni con funzionalità renale normale per l’età indicano che non è necessario alcun aggiustamento della dose. Tuttavia, poiché alcuni pazienti anziani potrebbero essere particolarmente sensibili agli ACE inibitori, si raccomanda inizialmente di utilizzare dosi basse e controllare la risposta della pressione arteriosa e la funzionalità renale.

È necessario prestare cautela nei pazienti anziani in terapia concomitante con diuretici, con insufficienza cardiaca congestizia o insufficienza renale o epatica. La dose deve essere regolata a seconda della risposta della pressione arteriosa.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità nota a trandolapril, altri ACE inibitori o a uno qualsiasi degli eccipienti.

Storia di edema angioneurotico (per esempio edema di Quincke) associato a precedente somministrazione di un ACE inibitore.

Edema angioneurotico ereditario o idiopatico.

Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafì 4.4 Avvertenze specìalì e precauzìonì dì ìmpìego e 4.6 Gravìdanza e allattamento).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Rischio di ipotensione e/o insufficienza renale

Nei pazienti con ipertensione non complicata, in rari casi dopo la prima dose o dopo un aumento della dose è stata osservata ipotensione sintomatica. In determinate condizioni si presenta una marcata attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, in particolar modo in caso di grave deplezione di fluidi e sodio (dieta povera di sodio, trattamento prolungato con diuretici, dialisi, diarrea o vomito), stenosi dell’arteria renale, insufficienza cardiaca e cirrosi epatica con edema e/o ascite. La soppressione del sistema renina-angiotensina-aldosterone da parte dell’ACE inibitore potrebbe causare una grave ipotensione arteriosa e /o insufficienza renale funzionale, in particolar modo al primo dosaggio, quando la dose viene aumentata e durante le prime due settimane di trattamento. Una grave ipotensione può portare a svenimento e/o lesioni ischemiche in organi con patologie arteriose (per esempio infarto miocardico acuto, infarto cerebrovascolare).

In questi pazienti a rischio, compresi quelli con angina pectoris o patologie cerebrovascolari, il trattamento con trandolapril deve essere avviato sotto diretto controllo medico e a basse dosi, con un’accurata regolazione della dose. In caso di precedente terapia con diuretici si raccomanda di interrompere la terapia con diuretici almeno 72 ore prima di avviare il trattamento con trandolapril e iniziare con una dose di 0,5 mg/giorno (vedere paragrafo 4.5 Interazìonì con altrì medìcìnalì e altre forme dì ìnterazìone).

Prima di avviare la terapia con trandolapril è necessario rendere stabile l’eventuale deplezione di fluidi e sali.

Se durante il trattamento il paziente sviluppa ipotensione arteriosa o insufficienza renale, potrebbe essere necessario effettuare una riduzione della dose o una sospensione del trattamento con trandolapril e/o con i diuretici.

Un caso di ipotensione arteriosa che si presenti dopo la dose iniziale non esclude un trattamento successivo con trandolapril, a patto che la dose venga regolata prestando attenzione.

In caso di comparsa di ipotensione sintomatica, il paziente deve essere posto in posizione supina e, se necessario, deve ricevere un’infusione di soluzione fisiologica per via endovenosa. In caso di bradicardia può essere necessario somministrare atropina per via endovenosa.

Pazienti con ipertensione renovascolare

Il trattamento dell’ipertensione renovascolare avviene per rivascolarizzazione.

Tuttavia, gli ACE inibitori possono essere utili fino all’effettuazione della rivascolarizzazione, o qualora tale procedura non possa essere effettuata. Il rischio di grave ipotensione arteriosa e insufficienza renale aumenta quando i pazienti con storia di stenosi unilaterale o bilaterale dell’arteria renale vengono trattati con un ACE inibitore. I diuretici potrebbero aumentare ulteriormente il rischio. La perdita di funzionalità renale potrebbe presentarsi con cambiamenti anche piccoli nella creatinina sierica, perfino in pazienti con stenosi unilaterale dell’arteria renale. In questi pazienti la terapia deve essere avviata in ospedale sotto diretto controllo medico a basse dosi e con un’attenta regolazione della dose. Durante le prime settimane di trattamento la terapia con diuretici deve essere interrotta, e funzionalità renale e potassio sierico sottoposti a regolare controllo.

Valutazione della funzionalità renale

La valutazione del paziente deve comprendere la valutazione della funzionalità renale prima dell’avvio della terapia e durante il trattamento. Se la compromissione della funzionalità renale è presente prima della terapia o se vengono utilizzate dosi relativamente alte si potrebbe presentare proteinuria.

Pazienti con insufficienza renale

In caso di insufficienza renale è possibile ridurre la dose se la clearance della creatinina è ≤0,5 ml/s (£ 30 ml/min) (vedere paragrafo 4.2 Poslogìa e modo dì sommìnìstrazìone). Nei pazienti con insufficienza renale si raccomanda di controllare con attenzione la funzionalità renale e potassio sierico durante le prime settimane di trattamento e successivamente al bisogno. Con la somministrazione di trandolapril in associazione a diuretici, alcuni pazienti ipertesi senza patologia renale precedentemente diagnosticata potrebbero sviluppare gli aumenti delle concentrazioni dell’urea e della creatinina sierica e aumenti nei livelli di creatinina sierica. Si potrebbe presentare proteinuria.

Nei pazienti con insufficienza renale, insufficienza cardiaca congestizia o stenosi unilaterale o bilaterale dell’arteria renale, nel singolo rene oltre che dopo trapianto di rene, esiste il rischio di compromissione della funzionalità renale. Se rilevata precocemente, tale compromissione della funzionalità renale è reversibile all’interruzione della terapia.

Trapianto di rene

Non esistono dati relativi alla somministrazione di trandolapril nei pazienti che hanno subito di recente un trapianto di rene. La terapia con trandolapril non è pertanto raccomandata.

Pazienti con compromissione della funzionalità epatica

Dato che trandolapril è un profarmaco metabolizzato alla sua forma attiva nel fegato, i pazienti con compromissione della funzionalità epatica devono essere seguiti con particolare cautela ed essere sottoposti a stretto controllo medico.

Insufficienza epatica

Raramente, gli ACE inibitori sono stati associati a una sindrome che inizia con ittero colestatico o epatite e progredisce fino a necrosi epatica fulminante e (a volte) decesso. Il meccanismo di tale sindrome è ancora ignoto. I pazienti in terapia con ACE inibitori che sviluppano ittero o innalzamento marcato degli enzimi epatici devono interrompere l’ACE inibitore ed essere sottoposti ad appropriato controllo medico.

Angioedema

Nei pazienti trattati con un ACE inibitore, compreso trandolapril, sono stati riferiti casi di edema a viso, labbra, lingua, glottide e/o laringe, oltre che agli arti. L’angioedema può presentarsi in particolar modo durante le prime settimane di trattamento. Raramente si sviluppa solo dopo un trattamento prolungato con un ACE inibitore.

In tali casi la terapia con trandolapril deve essere sospesa, e il paziente deve essere sottoposto a controllo medico fino alla scomparsa dell’edema. Quando l’edema è localizzato a comprendere solamente il viso, generalmente scompare senza alcun trattamento, anche se gli antistaminici si sono rivelati utili nell’alleviare i sintomi.

L’associazione di edema facciale e laringeo può essere potenzialmente fatale. La tumefazione di lingua, glottide o laringe può causare ostruzione delle vie respiratorie. È necessario somministrare rapidamente adrenalina 0,1% (0,3-0,5 ml) per via sottocutanea e altre misure terapeutiche come necessario.

Dopo tale reazione allergica non si deve riavviare la terapia con un ACE inibitore. I pazienti con storia di edema di Quincke non presentatosi in associazione a terapia con un ACE inibitore, se vengono sottoposti a terapia con un ACE inibitore corrono un rischio maggiore di recidiva dell’edema di Quincke (vedere paragrafo 4.3 Controìndìcazìonì).

È stato dimostrato che gli ACE inibitori causano angioedema con maggior frequenza nei pazienti di etnie negroidi che non in quelli non negroidi.

Nei pazienti in terapia con ACE inibitori sono stati riferiti rari casi di angioedema intestinale. Questi pazienti presentavano dolore addominale (con o senza nausea o vomito); in alcuni casi non vi era storia di angioedema facciale e i livelli di C-1 esterasi erano normali. L’angioedema è stato diagnosticato per mezzo di procedure che comprendevano scansione TC addominale, ultrasuoni o chirurgia e i sintomi si sono risolti dopo la sospensione della terapia con ACE inibitore. L’angioedema intestinale dovrebbe essere incluso nella diagnosi differenziale dei pazienti in terapia con ACE inibitori che presentano dolore addominale (vedere 4.8 Effettì ìndesìderatì).

Differenze etniche

Come avviene per altri ACE inibitori, trandolapril potrebbe essere meno efficace nell’effetto ipotensivo nei pazienti di etnie negroidi che non nei pazienti non negroidi. Ciò potrebbe essere causato da una maggiore incidenza di condizioni di bassi livelli di renina nei pazienti ipertesi di etnie negroidi.

Tosse

Durante la terapia con un ACE inibitore potrebbe comparire una tosse secca e non produttiva che scompare con la sospensione. Se la terapia con un ACE inibitore viene considerata essenziale, è possibile prendere in considerazione la ripresa del trattamento.

La tosse indotta da ACE inibitore deve essere considerata come parte della diagnosi differenziale per la tosse.

Iperpotassiemia

In alcuni pazienti trattati con ACE inibitori, compreso Trandolapril, sono stati osservati degli innalzamenti nei livelli sierici di potassio. I fattori di rischio per lo sviluppo di iperpotassiemia comprendono insufficienza renale, peggioramento delle condizioni renali, età (> 70 anni), diabete mellito, patologie concomitanti , in particolare disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica e utilizzo concomitante di diuretici risparmiatori di potassio (per es. spironolattone, eplerenone, triamterene o amiloride), integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio; o quei pazienti che assumono altri farmaci associati ad aumenti nel potassio sierico (per es. eparina). L’utilizzo di integratori di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio, in particolar modo in pazienti con compromissione della funzionalità renale, può portare a un aumento significativo nei livelli sierici di potassio. L’iperpotassiemia può causare aritmie serie e a volte fatali. Se l’utilizzo concomitante di trandolapril e uno qualsiasi dei prodotti summenzionati viene considerato appropriato, essi devono essere utilizzati con cautela e con frequenti controlli del potassio sierico. (Vedere 4.5 Interazìonì con altrì medìcìnalì e altre forme dì ìnterazìone.)

Chirurgia/ Anestesia

Nei pazienti che devono essere sottoposti ad un importante intervento chirurgico o durante l’anestesia con farmaci potenzialmente ipotensivi, gli ACE inibitori possono indurre un’ipotensione arteriosa possibilmente grave, che può essere corretta con somministrazione di plasma artificiale per trasfusione. Se non è possibile sospendere la terapia con l’ACE inibitore, la terapia con plasma artificiale deve essere somministrata con attenzione.

Stenosi aortica/cardiomiopatia ipertrofica

Gli ACE inibitori devono essere utilizzati con grande cautela nei pazienti con stenosi aortica o ostruzione dell’efflusso dal ventricolo sinistro.

Neutropenia/ agranulocitosi

Sono stati osservati casi molto rari di neutropenia /agranulocitosi dopo la terapia con ACE inibitori somministrati ad alte dosi e/o a pazienti con insufficienza renale, in particolar modo associata a patologie del tessuto connettivo (per esempio lupus eritematoso disseminato e sclerodermia) oltre che terapia immunosoppressiva con farmaci aventi un rischio potenziale di leucopenia. La neutropenia è reversibile con l’interruzione della terapia con l’ACE inibitore. La prevenzione migliore è di attenersi attentamente alla dose raccomandata. Se in tali pazienti a rischio la terapia con un ACE inibitore viene considerata necessaria, è necessario considerare attentamente il rapporto rischio/beneficio. Nei pazienti con collagenopatie vascolari (per esempio lupus eritematoso e sclerodermia), in particolar modo se associate a compromissione della funzionalità renale e terapia concomitante in particolare con corticosteroidi e antimetaboliti, o terapia con allopurinolo o procainamide, si deve prendere in considerazione regolari controlli ematologici per leucociti e proteinuria.

Proteinuria

La proteinuria può presentarsi in particolar modo nei pazienti con compromissione conclamata della funzionalità renale o in terapia con dosi relativamente alte di ACE inibitori. Nei pazienti con proteinuria clinicamente rilevante (più di 1 g/giorno) Trandolapril deve essere somministrato solamente dopo una valutazione critica del rapporto rischio/beneficio della terapia.

Reazioni anafilattoidi durante la terapia di desensibilizzazione al veleno degli imenotteri

In rari casi, durante la desensibilizzazione al veleno degli imenotteri i pazienti in terapia con ACE inibitori hanno avuto reazioni anafilattoidi potenzialmente fatali. Tali reazioni sono state evitate sospendendo temporaneamente la terapia con ACE inibitori prima di ciascuna desensibilizzazione.

Reazioni anafilattoidi durante LDL aferesi

In rari casi, durante la LDL aferesi con destrano solfato i pazienti cui vengono somministrati ACE inibitori hanno avuto reazioni anafilattoidi potenzialmente fatali. Tali reazioni sono state evitate sospendendo temporaneamente la terapia con ACE inibitori prima di ciascuna aferesi.

Pazienti in emodialisi

Nei pazienti dializzati con membrane ad alto flusso (per es. AN 69®) e in terapia concomitante con un ACE inibitore sono state riferite reazioni anafilattoidi. In questi pazienti è necessario prendere in considerazione la possibilità di utilizzare un tipo differente di membrana per la dialisi o una classe diversa di farmaci antipertensivi.

Pazienti diabetici

Nei pazienti diabetici in terapia con farmaci antidiabetici orali o insulina, durante il primo mese di terapia con un ACE inibitore il controllo glicemico deve essere mantenuto attentamente sotto controllo (vedere paragrafo 4.5 Interazìonì con altrì medìcìnalì e altre forme dì ìnterazìone).

Gravidanza

Durante la gravidanza non si deve avviare alcuna terapia con ACE inibitori. A meno che una terapia continuativa con ACE inibitori non venga considerata essenziale, la terapia delle pazienti che stanno pianificando una gravidanza deve essere modificata verso trattamenti antipertensivi alternativi che abbiano un profilo di sicurezza documentato per l’uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se necessario, deve essere avviata una terapia alternativa (vedere paragrafì 4.3 Controìndìcazìonì e 4.6 Gravìdanza e allattamento).

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

Questo prodotto medicinale GENERALMENTE NON E’ RACCOMANDATO in combinazione con i diuretici risparmiatori di potassio, Sali di potassio e litio (vedere paragrafo 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione)

Contiene lattosio.

I pazienti affetti da intolleranza ereditaria al galattosio, da una forma particolare di deficit di lattasi (deficit di Lapp-lattasi ), o da malassorbimento glucosio/galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Associazioni non raccomandate (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze spacìalì e mprecauzìonì dì ìmpìego)

Potassio o diuretici risparmiatori di potassio: Amiloride, potassio canrenoato, spironolattone, triamterene, Sali di potassio:

La somministrazione concomitante di potassio o diuretici risparmiatori di potassio aumenta il rischio di iperpotassiemia, in particolar modo nei pazienti con insufficienza renale. Qualora tale associazione

dovesse essere ritenuta necessaria, è essenziale effettuare controlli frequenti dei livelli di potassio sierico.

Litio:

Aumentata concentrazione di litio, potenzialmente a livelli tossici (diminuita escrezione renale di litio). L’uso di Trandolapril con il litio non è raccomandato, ma se si ritiene necessaria la combinazione, i livelli sierici di litio devono essere mantenuti attentamente sotto controllo.

Associazioni che necessitano di cautela:

Tiazidici e diuretici:

I pazienti in terapia con diuretici, particolarmente i pazienti che hanno di recente iniziato un trattamento o i pazienti con deplezione salina o plasmatica, dopo il trattamento iniziale con un ACE inibitore possono sviluppare un grave calo nella pressione arteriosa e/o insufficienza pre-renale. È possibile ridurre il rischio di episodi ipotensivi sospendendo i diuretici, aumentando preventivamente l’assunzione di sale e avviando il trattamento con dosi iniziali inferiori dell’ACE inibitore. Successivi incrementi di dosaggio devono essere effettuati con cautela. Trandolapril può attenuare la perdita di potassio causata dai tiazidici e dai diuretici.

Farmaci antipertensivi:

L’associazione di trandolapril e altri farmaci antipertensivi può potenziare la risposta antipertensiva agli ACE inibitori.

Farmaci antipsicotici:

Con la somministrazione concomitante può manifestarsi ipotensione ortostatica.

Allopurinolo, procainamide, farmaci citostatici o immunosoppressori, corticosteroidi per via sistemica:

Con la somministrazione concomitante agli ACE inibitori, possono determinare l’aumento del rischio di leucopenia.

Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS):

La somministrazione contemporanea con farmaci antinfiammatori non steroidei (ad es. acido acetilsalicico al dosaggio di antinfiammatorio, inibitori COX-2 e FANS non selettivi) può ridurre l’effetto antiipertensivo degli ACE inibitori. L’uso concomitante di ACE inibitori con FANS può incrementare il rischio di peggioramento della funzionalità renale, inclusa una possibile insufficienza renale acuta, un aumento dei livelli sierici di potassio, specialmente in pazienti con funzionalità renale già compromessa. La somministrazione contemporanea deve essere fatta con cautela, specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e la funzionalità renale deve essere tenuta sotto controllo all’inizio della terapia concomitante e periodicamente nel periodo successivo.

Antidiabetici (insulina, sulfonamidi ipoglicemizzanti):

Sebbene gli studi clinici non rilevino alcun aumento nel rischio di ipoglicemia nei pazienti diabetici trattati con insulina o farmaci antidiabetici orali in associazione a un ACE inibitore, in tali pazienti sono stati riferiti casi di ipoglicemia. Pertanto, nei diabetici la glicemia deve essere mantenuta sotto stretto controllo medico, in particolar modo all’inizio o all’aumento della dose di un ACE inibitore.

Antiacidi:

La somministrazione concomitante può portare a una riduzione dell’assorbimento dell’ACE inibitore. Pertanto, tra la somministrazione di trandolapril e quella degli antiacidi devono passare almeno due ore.

Uso di membrane ad alto flusso (poliacrilonitrile) nell’emodialisi:

Nei pazienti in terapia con ACE inibitori sono state riferite reazioni anafilattoidi alle membrane ad alto flusso (poliacrilonitrile) utilizzate per l’emodialisi. Come per altri farmaci antipertensivi appartenenti a questa classe chimica, nella prescrizione di ACE inibitori a pazienti in dialisi renale tale associazione deve essere evitata.

Assenza di interazioni con altri prodotti medicinali:

In studi su volontari sani non sono state osservate interazioni farmacocinetiche quando trandolapril è stato associato a digossina, furosemide, nifedipina, glibenclamide, propranololo o cimetidina. Le proprietà anticoagulanti del warfarin non sono state influenzate dopo la somministrazione concomitante di trandolapril.

Non sono state osservate interazioni cliniche nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico acuto quando trandolapril è stato somministrato in associazione a trombolitici, acido acetilsalicilico, beta-bloccanti, calcio antagonisti, nitrati, anticoagulanti, diuretici o digossina.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

L’uso di ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo

4.4 Avvertenze specìalì e precauzìonì dì ìmpìego).L’uso di ACE inibitori è controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafì 4.3 Controìndìcazìonì e 4.4 Avvertenze specìalì e precauzìonì dì ìmpìego)

Le evidenze epidemiologiche riguardo al rischio di teratogenicità a seguito di esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non sono state decisive; tuttavia, non è possibile escludere un leggero aumento nel rischio. A meno che una terapia continuativa con ACE inibitori non venga considerata essenziale, la terapia delle pazienti che stanno pianificando una gravidanza deve essere sostituita con trattamenti antipertensivi alternativi che abbiano un profilo di sicurezza documentato e certo per l’uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se necessario, deve essere avviata una terapia alternativa.

L’esposizione a terapia con ACE inibitori durante il secondo e terzo trimestre induce fetotossicità nella specie umana (diminuzione della funzionalità renale, oligodramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, ipercalemia). (Vedere paragrafo 5.3). Qualora vi sia stata un’esposizione ad ACE inibitori dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo radiologico di funzionalità renale e cranio. I neonati la cui madre ha assunto ACE inibitori devono essere sottoposti a stretto controllo medico per l’ipotensione (vedere ì paragrafì 4.3 Controìndìcazìonì e 4.4 Avvertenze specìalì e precauzìonì dì ìmpìego).

Allattamento

Sebbene non ci siano informazioni disponibili riguardo l’uso di trandolapril durante l’allattamento, trandolapril non è raccomandato, è preferibile un trattamento alternativo con un profilo di sicurezza migliore, specialmente durante l’allattamento di un neonato o di un bambino prematuro

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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A causa delle differenze individuali nelle reazioni agli ACE inibitori, è possibile che si presenti una riduzione nella capacità di guidare veicoli o usare macchinari.

In particolar modo all’inizio del trattamento, dopo l’aumento dei dosaggi o durante l’assunzione concomitante di alcool, trandolapril può influire sulla capacità di guidare veicoli o usare macchinari in grado da lieve a moderato.

04.8 Effetti indesiderati

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Gli effetti indesiderati sono elencati di seguito secondo la presente convenzione:
Molto comune (≥1/10)
Comune (≥1/100; <1/10)
Non comune (≥1/1.000; <1/100)
Raro (≥1/10.000, <1/1.000):
Molto raro (<1/10.000), non noto (dai dati disponibili non è possibile effettuare una stima)
Esami diagnostici
Frequenza non notaAumento in urea e creatinina sierica, riduzione nel numero di trombociti, aumento dei valori enzimatici epatici (compresi AST e ALT).
Patologie cardiache
Non comune (>1/1000 e <1/100)Palpitazioni
Patologie del sistema emolinfopoietico
Frequenza non notaAgranulocitosi, leucopenia
Patologie del sistema nervoso
Comune (>1/100 e <1/10)Cefalea, capogiri
Patologie respiratorie, toraciche emediastiniche
Comune (>1/100 e <1/10)Tosse.
Raro – molto raro (<1/1.000)Irritazione della gola, rinorrea.
Frequenza non notaDispnea, bronchite.
Patologie gastrointestinali
Non comune (>1/1.000 e <1/100)Nausea.
Raro – molto raro (<1/1.000)Vomito, dolore addominale, diarrea, stipsi ostinata, dispepsia.
Frequenza non notaSecchezza delle fauci, pancreatite.
Patologie renali e urinarie
Frequenza non notaInsufficienza renale funzionale, proteinuria
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune (>1/1.000 e <1/100)Prurito, eruzione cutanea.
Raro – molto raro (<1/1.000)Angioedema, tendenza alla sudorazione, orticaria.
Frequenza non notaAlopecia.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e deltessuto connettivo
Raro – molto raro (<1/1.000)Mialgia.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Frequenza non notaIperotassiemia.
Patologie vascolari
Comune – molto comune (>1/100)Ipotensione arteriosa.
Frequenza non notaInfarto cerebrovascolare, sincope.
Patologie sistemiche e condizioni relative allasede di somministrazione
Comune (>1/100 e <1/10)Astenia.
Non comune (>1/1.000 e <1/100)Malessere.
Raro – molto raro (<1/1.000)Vampate di calore.
Frequenza non notaFebbre.
Disturbi del sistema immunitario
Frequenza non notaReazioni allergiche, compresi prurito ed eruzione cutanea.
Disturbi psichiatrici
Raro – molto raro (<1/1.000)Nervosismo, disturbi del sonno, sonnolenza.

Effetti indesiderati riferiti per gli ACE inibitori come classe (frequenza non nota):

Esami diagnostici:

Diminuzione dei valori di emoglobina ed ematocrito.

Patologie cardiache:

Angina pectoris, infarto miocardico, blocco AV, bradicardia, arresto cardiaco, tachicardia.

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Pancitopenia.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Sinusite, rinite, glossite, broncospasmo

Patologie gastrointestinali:

Ileo

Patologie renali e urinarie:

Innalzamento dei valori di bilirubina sierica, anemia emolitica con deficit congenito relativo al G-6 PDH (glucosio-6-fosfato deidrogenasi).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, eruzione cutanea simile a psoriasi e alopecia.

Patologie vascolari:

Emorragia cerebrale, ischemia transitoria.

Patologie epatobiliari:

Ittero colestatico, epatite

04.9 Sovradosaggio

Indice

Sintomi:

La dose massima utilizzata nelle sperimentazioni cliniche è stata rispettivamente di 32 mg (dose singola somministrata a volontari sani) e 16 mg (dosi ripetute a pazienti ipertesi).

I sintomi di sovradosaggio sono ipotensione grave, shock, letargia, bradicardia, alterazioni elettrolitiche e insufficienza renale.

Trattamento:

A seguito di sovradosaggio il paziente deve essere sottoposto a stretto controllo medico, preferibilmente in unità di terapia intensiva. Elettroliti e creatinina sierici devono essere misurati con elevata frequenza. Le procedure terapeutiche dipendono dalla gravità dei sintomi. In caso di recente ingestione di cibo si deve prendere in considerazione la possibilità di effettuare uno svuotamento gastrico. In caso di ipotensione sintomatica il paziente va posto in posizione antishock. L’ipotensione grave può essere corretta tramitesomministrazione di soluzione fisiologica o altre forme di plasma artificiale. Si può prendere in considerazione il trattamento con angiotensina II in un centro di riferimento.

Il trandolaprilato può essere eliminato dal corpo per mezzo di emodialisi.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: ACE inibitori semplici – codice ATC: C 09 AA10

Il trandolapril è un profarmaco che viene rapidamente e non specificamente idrolizzato al suo potente metabolita attivo a lunga durata, il trandolaprilato (gli altri metaboliti sono inattivi) e agisce come inibitore orale attivo dell’enzima convertitore dell’angiotensina (ACE inibitore) senza gruppo

sulfidrile. Oltre all’inibizione dell’ACE plasmatico, il trandolapril ha dimostrato sperimentalmente di inibire l’ ACE tissutale (in particolar modo vascolare, cardiaco e surrenale). Nell’uomo non è stata stabilita alcuna rilevanza clinica dell’ACE inibizione tissutale.

L’enzima convertitore dell’angiotensina è una peptidil-dipeptidasi, che catalizza la trasformazione dell’angiotensina I nel vasocostrittore angiotensina II e promuove il metabolismo della bradichinina a frammenti inattivi.

Piccole dosi di trandolapril inducono una forte ACE inibizione, che riduce la produzione di angiotensina II, riduce la secrezione di aldosterone e aumenta l’attività plasmatica della renina per inibizione della regolazione del feedback negativo.

Trandolapril modula quindi il sistema renina/angiotensina/aldosterone, che gioca un ruolo significativo nella regolazione di volume ematico e pressione arteriosa.

L’inibizione della degradazione della bradichinina, il rilascio delle prostaglandine e la riduzione dell’attività nel sistema nervoso simpatico sono altri meccanismi d’azione che possono essere importanti per l’attività di vasodilatazione degli ACE inibitori.

Le proprietà del trandolapril potrebbero spiegare i risultati ottenuti nell’essere umano nella regressione dell’ipertrofia cardiaca con miglioramento della funzione diastolica e della compliance arteriosa. Inoltre, nell’animale è stato riferito un calo nell’ipertrofia vascolare.

Il calo nella resistenza periferica indotto dal trandolapril non è accompagnato né da ritenzione idrica o di sali né da tachicardia.

Nei pazienti ipertesi trandolapril riduce la pressione arteriosa sistolica e diastolica. Trandolapril possiede un’attività antipertensiva indipendente dal livello plasmatico di renina.

Nell’uomo l’effetto antipertensivo del trandolapril è evidente circa 1 ora dopo la somministrazione, e persiste per almeno 24 ore, permettendo il dosaggio una volta al giorno. Il Trandolapril non influisce sul ritmo circadiano (di 24 ore) della pressione arteriosa.

L’effetto antipertensivo si mantiene nella terapia a lungo termine senza sviluppo di tolleranza. Dopo l’interruzione del trattamento non vi è alcun effetto rebound. La terapia con trandolapril è accompagnata da un punteggio maggiore nella valutazione della qualità della vita.

L’associazione con un diuretico o un calcioantagonista potenzia l’effetto antipertensivo del trandolapril.

È stata effettuata una sperimentazione clinica multicentrica, controllata con placebo su pazienti con disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico acuto. Un totale di 1749 pazienti sono stati randomizzati per ricevere placebo o trandolapril dal terzo giorno dopo l’infarto miocardico acuto; i pazienti sono stati seguiti per almeno 24 mesi.

La terapia con trandolapril ha dato come risultati una riduzione del 22% nella mortalità totale, una riduzione del 25% nella mortalità cardiovascolare, una riduzione del 24% nel rischio di morte improvvisa, una riduzione del 29% nell’incidenza di insufficienza cardiaca grave o resistente e una riduzione del 14% nella recidiva dell’infarto miocardico.

Rispetto al placebo i pazienti in terapia con trandolapril hanno avuto una quantità significativamente inferiore di sintomi clinici di insufficienza cardiaca, edema periferico, dispnea, ortopnea, dispnea notturna parossistica e spossatezza.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento:

Il trandolapril viene assorbito rapidamente dopo la somministrazione orale. La quantità assorbita è equivalente al 40/60% della dose somministrata e non è influenzata dall’ingestione di cibo. Il 36% circa della quantità assorbita viene convertita a trandolaprilato. A seguito di somministrazione orale di trandolapril, la biodisponibilità del trandolaprilato è del 13% circa.

Distribuzione – biotrasformazionescrezione:

La concentrazione plasmatica massima di trandolapril viene raggiunta circa 30 minuti dopo la somministrazione. Il trandolapril scompare rapidamente dal plasma, con un’emivita di meno di un’ora.

Il trandolapril viene idrolizzato al suo metabolita attivo trandolaprilato, un ACE (enzima convertitore dell’angiotensina) inibitore specifico. La quantità di trandolaprilato formata non viene modificata dal consumo di cibo. La concentrazione plasmatica massima di trandolaprilato viene raggiunta da 4 a 6 ore dopo la somministrazione.

Nel plasma, più dell’80% di trandolaprilato è legato alle proteine plasmatiche. Esso si fissa all’ACE in modo saturabile e con un’alta affinità. Il trandolaprilato si fissa anche in modo non saturabile all’albumina.

Dopo somministrazione ripetuta di dosi singole giornaliere di trandolaprilato, lo stato stazionario è stato raggiunto in media in quattro giorni, sia nei volontari sani che in pazienti ipertesi giovani o anziani oltre che nei pazienti con insufficienza cardiaca. L’emivita effettiva di accumulo del trandolaprilato è compresa tra 16 e 24 ore.

Il trandolaprilato eliminato nelle urine sotto forma immutata rappresenta il 10-15% della dose di trandolapril somministrata. Dopo somministrazione orale del prodotto marcato, il 33% della radioattività è presente nelle urine e il 66% nelle feci.

Insufficienza renale:

La clearance renale del trandolaprilato (circa 70 ml/min) è proporzionale alla clearance della creatinina. Le concentrazioni plasmatiche del trandolaprilato sono significativamente più elevate nei pazienti con clearance della creatinina £ 30 ml/min e nei pazienti in emodialisi. In questi pazienti si raccomanda una regolazione della dose (vedere 4.2 Posologìa e modo dì sommìnìstrazìone).

Dopo somministrazioni ripetute nei soggetti con insufficienza renale cronica, lo stato stazionario viene ugualmente raggiunto mediamente in circa 4 giorni, indipendentemente dal grado dell’insufficienza renale.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Gli effetti negli studi non clinici sono stati osservati solamente ad esposizioni considerate sufficientemente superiori alla massima esposizione umana, il che ha una rilevanza minima per l’uso clinico. Questi effetti includono anemia, irritazione ed ulcera gastrica.

Gli studi di tossicità riproduttiva hanno rilevato un effetto sullo sviluppo renale nel giovane ratto con un aumento dell’incidenza della dilatazione delle pelvi renali dopo dosi di almeno 10 mg/kg/giorno, ma questo non ha influito sul normale sviluppo della prole.

Trandolapril non è né mutageno né cancerogeno.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Dimeticone

Cellulosa microcristallina Lattosio monoidrato

Amido di mais pregelatinizzato Silice colloidale anidra Magnesio stearato

Involucro capsule da 0,5 mg:

Gelatina

Titanio diossido (E171) Eritrosina (E127) Giallo tramonto (E110)

Giallo di chinolina (E104)

Involucro capsule da 2 mg:

Gelatina

Titanio diossido (E171) Eritrosina (E127) Giallo tramonto (E110)

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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36 mesi

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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e Conservare a temperatura inferiore a 25ºC. Conservare nella confezione originale

.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister (PVC/PE/PVDC/Al) 0,5 mg, e 2 mg:

14, 20, 28, 30, 50, 56, 84, 90 e 100 capsule.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Mylan S.p.A.

Via Vittor Pisani, 20 20124 Milano Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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0,5 mg capsule rigide 14 capsule in blister – AIC n.: 038260016/M

0,5 mg capsule rigide 20 capsule in blister – AIC n.: 038260028/M

0,5 mg capsule rigide 28 capsule in blister – AIC n.: 038260030/M

0,5 mg capsule rigide 30 capsule in blister – AIC n.: 038260042/M

0,5 mg capsule rigide 50 capsule in blister – AIC n.: 038260055/M

0,5 mg capsule rigide 56 capsule in blister – AIC n.: 038260067/M

0,5 mg capsule rigide 90 capsule in blister – AIC n.: 038260081/M

0,5 mg capsule rigide 100 capsule in blister – AIC n.: 038260093/M

2 mg capsule rigide 14 capsule in blister – AIC n.: 038260105/M

2 mg capsule rigide 20 capsule in blister – AIC n.: 038260117/M

2 mg capsule rigide 28 capsule in blister – AIC n.: 038260129/M

2 mg capsule rigide 30 capsule in blister – AIC n.: 038260131/M

2 mg capsule rigide 50 capsule in blister – AIC n.: 038260143/M

2 mg capsule rigide 56 capsule in blister – AIC n.: 038260156/M

2 mg capsule rigide 84 capsule in blister – AIC n.: 038260168/M

2 mg capsule rigide 90 capsule in blister – AIC n.: 038260170/M

2 mg capsule rigide 100 capsule in blister – AIC n.: 038260182/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Ottobre 2008

10.0 Data di revisione del testo

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Ottobre 2009

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Trandolapril my – 14 Cps 2 mg (Trandolapril)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: C09AA10 AIC: 038260105 Prezzo: 4,09 Ditta: Mylan Spa


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983