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Zolpeduar: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Zolpeduar

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Zolpeduar: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Zolpeduar

INDICE DELLA SCHEDA

Zolpeduar: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Zolpeduar 5 mg compresse sublinguali Zolpeduar 10 mg compresse sublinguali

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Zolpeduar 5 mg:

Ogni compressa sublinguale contiene zolpidem tartrato 5 mg.

Zolpeduar 10 mg:

Ogni compressa sublinguale contiene zolpidem tartrato 10 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa sublinguale. Zolpeduar 5 mg:

Compressa bianca, tonda, piatta, dai bordi smussati di circa 7,5 mm di diametro e con impresso su un lato “ V”.

Zolpeduar 10 mg:

Compressa bianca, tonda, piatta, dai bordi smussati di circa 7,5 mm di diametro e con impresso su un lato “ X”.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento a breve termine dell’insonnia negli adulti.

I farmaci ipnotici/sedativi sono indicati solo quando il disturbo è grave, invalidante o sottopone la persona a una notevole ansia.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Durata del trattamento

Il trattamento deve essere il più breve possibile. In genere la durata del trattamento varia da pochi giorni a due settimane con un massimo di quattro settimane, incluso il periodo di riduzione graduale della dose. Il procedimento di riduzione graduale della dose deve essere personalizzato.

Come per tutti gli ipnotici, l’uso prolungato non è raccomandato ed il trattamento non deve superare un massimo di quattro settimane. In alcuni casi, può essere necessario prolungare il trattamento oltre la massima durata prevista; in tal caso, ciò non deve avvenire senza aver prima rivalutato lo stato di salute del paziente.

Posologia

Adulti

Il trattamento deve essere assunto con una singola somministrazione e non deve essere risomministrato durante la stessa notte.

La dose giornaliera raccomandata è 10mg, da assumere immediatamente al momento di coricarsi.

Deve essere utilizzata la più bassa dose giornaliera efficace e non si devono superare i 10 mg. La dose giornaliera totale di zolpidem non deve superare i 10 mg, per qualsiasi paziente.

Anziani (di età superiore ai 65 anni) o pazienti debilitati

Nei pazienti anziani o debilitati che possono essere particolarmente sensibili agli effetti dello zolpidem, si raccomanda l’assunzione di una dose di 5 mg. Tale dose raccomandata non deve essere superata.

Compromissione epatica

Per i pazienti con insufficienza epatica, l’eliminazione del medicinale non è rapida come per i pazienti con funzionalità epatica normale; pertanto in tali pazienti il dosaggio iniziale è di 5 mg e bisogna prestare particolare attenzione in quelli anziani. Negli adulti (sotto i 65 anni) la dose può essere portata a 10 mg solo in caso di risposta clinica inadeguata e di buona tollerabilità. L’uso del medicinale è controindicato in caso di insufficienza epatica grave.

Vedere paragrafo 5.2.

Popolazione pediatrica

Zolpidem non è raccomandato per l’uso in bambini e adolescenti sotto i 18 anni di età, a causa della mancanza di dati a supporto dell’uso in questa fascia di età. I dati disponibili da studi clinici controllati verso placebo sono descritti al paragrafo 5.1.

Modo di somministrazione

Uso sublinguale.

Zolpidem agisce rapidamente e perciò deve essere assunto immediatamente prima di coricarsi, o quando si è già coricati. La compressa deve essere posizionata sotto la lingua e trattenuta in posizione fino a completo scioglimento. Zolpeduar non deve essere assunto contemporaneamente o subito dopo i pasti (vedere paragrafo 5.2).

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità allo zolpidem tartrato o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Insufficienza epatica grave. Sindrome da apnea del sonno. Miastenia grave.

Insufficienza respiratoria acuta e/o grave.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Generali

La causa dell’insonnia deve essere identificata, quando è possibile. Prima di prescrivere un farmaco ipnotico devono essere trattate le cause che ne stanno alla base. La mancata remissione dell’insonnia dopo un ciclo di trattamento di 7-14 giorni, può indicare la presenza di un disturbo psichiatrico o fisico primario, che deve essere valutato.

Le informazioni generali, correlate agli effetti osservati in seguito a somministrazione di benzodiazepine o altri composti ipnotici, che devono essere prese in considerazione dal medico che effettua la prescrizione, sono descritte di seguito.

Tolleranza

In seguito ad un uso ripetuto per alcune settimane, si può manifestare una certa perdita di efficacia degli effetti ipnotici sia delle benzodiazepine a breve durata d’azione sia dei composti simili alle benzodiazepine.

Dipendenza

L’uso di benzodiazepine o composti simili alle benzodiazepine può portare a sviluppare dipendenza fisica e psicologica verso questi prodotti. Il rischio di dipendenza aumenta all’aumentare della dose e della durata del trattamento ed è inoltre maggiore in pazienti con anamnesi di disturbi psichiatrici e/o abuso di alcol o droghe.

Questi pazienti devono essere attentamente monitorati quando assumono ipnotici. La dipendenza si può manifestare anche a dosi terapeutiche, e/o in soggetti che non presentino fattori di rischio individuali.

In seguito a sviluppo di dipendenza fisica, un’interruzione repentina del trattamento sarà seguita da sintomi di astinenza. Questi possono consistere in cefalee o dolori muscolari, stati di estrema ansia e tensione, irrequietezza, stato confusionale, irritabilità ed insonnia. In casi gravi si possono verificare i seguenti sintomi: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia, torpore e formicolio alle estremità, ipersensibilità alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni o crisi epilettiche.

Insonnia da rebound

In seguito all’interruzione del trattamento con un composto ipnotico, può insorgere una sindrome transitoria dove gli stessi sintomi che hanno portato al trattamento con benzodiazepine o composti simili a benzodiazepine ricompaiono in forma accentuata. Questa sindrome può essere accompagnata da altre manifestazioni, incluse variazioni dell’umore, ansia e irrequietezza.

È importante che il paziente sia informato della possibile insorgenza di fenomeni da rebound, per limitare al minimo lo stato di ansia causato dai sintomi che si dovessero manifestare in seguito ad interruzione del trattamento con il medicinale.

Sembra che, nel caso delle benzodiazepine e di altre sostanze simili alle benzodiazepine a breve durata d’azione, possano manifestarsi fenomeni da sospensione nell’intervallo tra due assunzioni, specialmente quando la dose è alta.

Poiché il rischio di sviluppare sintomi di astinenza/rebound è maggiore dopo l’interruzione repentina del trattamento, si consiglia di ridurre la dose in modo graduale.

Durata del trattamento

La durata del trattamento deve essere la più breve possibile (vedere paragrafo 4.2), ma non deve superare le 4 settimane incluso il processo di riduzione graduale della dose. Il

prolungamento del trattamento oltre questo periodo non deve avvenire prima di aver effettuato una rivalutazione dello stato clinico.

All’inizio del trattamento, può essere utile informare il paziente che il trattamento stesso sarà di durata limitata.

Compromissione psicomotoria nella giornata successiva

Il rischio di compromissione psicomotoria nella giornata successiva, inclusa la compromissione della capacità di guidare, aumenta se:

zolpidem viene assunto quando rimangono meno di 8 ore prima di eseguire attività che

richiedono vigilanza mentale (vedere paragrafo 4.7);

viene assunta una dose più alta di quella raccomandata;

zolpidem viene co-somministrato con altri farmaci ad effetto depressivo sul sistema nervoso centrale (SNC), o con altri farmaci che accrescono i livelli ematici di zolpidem, oppure con alcol o sostanze stupefacenti illecite (vedere paragrafo 4.5)

Zolpidem deve essere assunto con una singola somministrazione, immediatamente al momento di coricarsi, e non deve essere risomministrato durante la stessa notte.

Amnesia

Le benzodiazepine o composti simili alle benzodiazepine possono indurre amnesia anterograda. Tale condizione si manifesta solitamente diverse ore dopo l’assunzione del prodotto. Per ridurre il rischio, i pazienti devono assicurarsi di poter dormire ininterrottamente per 8 ore (vedere paragrafo 4.8).

Reazioni psichiatriche e “paradosse”

In concomitanza all’uso delle benzodiazepine o di agenti simili a benzodiazepine, è nota l’insorgenza di reazioni quali irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, delirio, accessi di rabbia, incubi, allucinazioni, psicosi, aumento dell’insonnia e di altri effetti avversi comportamentali. Se si verificano questi eventi, è necessario interrompere l’assunzione del prodotto. L’insorgenza di queste reazioni è più probabile nei pazienti anziani.

Sonnambulismo e comportamenti associati

In pazienti che assumevano zolpidem e che non erano completamente svegli sono stati segnalati sonnambulismo e altri comportamenti associati come guidare nel sonno, preparare e mangiare cibo, telefonare, avere rapporti sessuali, con amnesia per l’evento. Sembra che, sia l’uso di alcol e di altri deprimenti del SNC insieme a zolpidem, sia l’uso di zolpidem a dosi che superano la dose massima consigliata, aumentino il rischio di tali comportamenti. Si deve considerare attentamente l’interruzione del trattamento con zolpidem nei pazienti che presentano tali comportamenti (vedere paragrafì 4.5 e 4.8).

Gruppi particolari di pazienti

I pazienti anziani o debilitati devono assumere una dose inferiore: vedere la posologia raccomandata (paragrafo 4.2).

A causa dell’effetto miorilassante e sedativo, sussiste il rischio di cadute e di conseguenti fratture, in particolare per i pazienti anziani quando si alzano di notte.

Sebbene l’aggiustamento della dose non sia necessario, è opportuno procedere con cautela in pazienti affetti da insufficienza renale (vedere paragrafo 5.2).

È opportuno procedere con cautela quando si prescrive lo zolpidem a pazienti con insufficienza respiratoria cronica, poiché è stato dimostrato che le benzodiazepine compromettono lo stimolo respiratorio. Si deve prendere in considerazione che ansia e agitazione sono stati descritti come segni di peggioramento dell’insufficienza respiratoria.

Le benzodiazepine e composti simili a benzodiazepine non sono indicati per il trattamento di pazienti con grave insufficienza epatica poiché possono accelerare l’insorgenza di encefalopatia.

Uso in pazienti con disturbi psicotici: le benzodiazepine e composti simili a benzodiazepine non sono raccomandati per il trattamento primario.

Depressione

Per il trattamento della depressione o dell’ansia associata a depressione, le benzodiazepine e i composti simili alle benzodiazepine non devono essere usati in monoterapia (in questi pazienti potrebbero provocare suicidio). Lo zolpidem deve essere somministrato con cautela nei pazienti con sintomi di depressione. Possono essere presenti tendenze suicide. Data la possibilità di sovradosaggio intenzionale da parte del paziente, a questi pazienti deve essere fornita la minor quantità possibile di medicinale. Una depressione preesistente può essere rivelata durante l’utilizzo di zolpidem. Poiché l’insonnia può essere un sintomo di depressione, il paziente deve essere rivalutato se l’insonnia persiste.

Uso in pazienti con anamnesi di abuso di droga o alcool: benzodiazepine e composti simili a benzodiazepine devono essere utilizzati con estrema cautela in pazienti con una anamnesi di abuso di alcol o droghe. Questi pazienti devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza durante il trattamento con lo zolpidem poiché sono a rischio di assuefazione e dipendenza psicologica.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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È necessario procedere con cautela in caso di assunzione con altri farmaci psicoattivi.

Lo zolpidem non deve essere assunto con alcool. L’effetto sedativo può aumentare se il prodotto è assunto insieme ad alcolici. Questo influisce sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Associazione con farmaci ad effetto depressivo sul SNC

Un potenziamento dell’effetto depressivo centrale può verificarsi nei casi di uso concomitante con antipsicotici (neurolettici), ipnotici, ansiolitici/sedativi/miorilassanti, antidepressivi, analgesici narcotici, farmaci antiepilettici, anestetici e antistaminici sedativi. Pertanto, l’uso concomitante di zolpidem con tali farmaci può accrescere la sonnolenza e la compromissione psicomotoria nella giornata successiva, inclusa la compromissione della capacità di guidare (vedere paragrafo 4.4 e paragrafo 4.7). Inoltre, sono stati riportati casi isolati di allucinazioni visive nei pazienti che assumevano zolpidem con antidepressivi, compresi bupropione, desipramina, fluoxetina, sertalina e venlafaxina.

La co-somministrazione di fluvoxamina può accrescere i livelli ematici di zolpidem; l’uso concomitante non è raccomandato.

Perciò, si deve procedere con cautela in caso di assunzione di Zolpidem in combinazione con altri depressori del SNC (vedere paragrafì 4.8 e 5.1)

In caso di analgesici narcotici può anche verificarsi un incremento dello stato di euforia che conduce ad un aumento della dipendenza psicologica.

Non sono state evidenziate a livello clinico significative interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche nel caso di associazione con inibitori selettivi del reuptake della serotonina (fluoxetina e sertralina).

Inibitori e induttori del CYP450

Lo zolpidem è metabolizzato da alcuni enzimi della famiglia del citocromo P450. L’enzima principale è CYP3A4, ma è coinvolto anche CYP1A2.

La rifampicina induce il metabolismo dello zolpidem e determina una riduzione pari a circa il 60% del picco di concentrazione plasmatica e probabilmente una diminuzione dell’efficacia. Effetti simili possono essere previsti anche per altri potenti induttori degli enzimi del citocromo P450.

I composti che inibiscono gli enzimi epatici (in particolare CYP3A4) possono aumentare le concentrazioni plasmatiche e potenziare l’attività dello zolpidem. La co-somministrazione di ciprofloxacina può accrescere i livelli ematici di zolpidem; l’uso concomitante non è raccomandato. Tuttavia, quando lo zolpidem è somministrato con ketoconazolo (200 mg due volte al giorno) un potente inibitore di CYP3A4, l’AUC aumenta dell’83%. Non è necessario adattare il dosaggio usuale di zolpidem, ma si devono avvisare i pazienti che l’uso di zolpidem con ketoconazolo può aumentare gli effetti sedativi.

Altri farmaci: Non sono state osservate interazioni farmacocinetiche significative quando zolpidem tartrato è stato somministrato con aloperidolo, clorpromazina, itraconazolo, digossina o ranitidina.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

I dati disponibili sono insufficienti per permettere di valutare la sicurezza di zolpidem in gravidanza e durante l’allattamento. Sebbene studi condotti su animali non abbiano evidenziato effetti teratogeni o embriotossici, nell’uomo la sicurezza durante la gravidanza non è stata stabilita. Pertanto lo zolpidem non deve essere usato durante la gravidanza, specialmente nel corso del primo trimestre.

Se il medicinale viene prescritto a una donna in età fertile, questa deve essere avvertita di contattare il medico per la sospensione del trattamento, nel caso intenda intraprendere una gravidanza o sospetti una gravidanza.

Se, per assolute necessità mediche, lo zolpidem deve essere somministrato in fase avanzata di gravidanza, o durante il parto, si possono prevedere sul neonato effetti quali: ipotermia, ipotonia e depressione respiratoria moderata, causati dall’azione farmacologica del medicinale.

I bambini nati da madri che assumevano benzodiazepine o sostanze simil-benzodiazepiniche su base cronica durante le ultime fasi della gravidanza, possono sviluppare dipendenza fisica e possono presentare un certo rischio di manifestare sintomi da astinenza nel periodo post- natale.

Allattamento

Lo zolpidem passa nel latte materno in piccole quantità. Poiché gli effetti sul bambino non sono stati studiati, lo zolpidem non deve essere assunto durante l’allattamento.

Fertilità

La somministrazione orale di dosi zolpidem pari a 4, 20 e 100 mg base/kg o circa 5, 24 e 120 volte la dose massima raccomandata nell’uomo (MRHD) su mg/m2 nel ratto prima e durante l’accoppiamento, e continuando anche dopo il parto fino al giorno 25, ha portato a cicli irregolari e prolungati intervalli precoitali, ma non provoca diminuzione della fertilità. Non sono stati evidenziati effetti sui parametri di fertilità. La dose senza-effetto è risultata di 20 mg base/kg/giorno (circa 24 volte la MRHD su una base mg/m2).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Zolpeduar compromette la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

I conducenti di veicoli e gli operatori di macchinari devono essere informati che, come con altri ipnotici, vi è un possibile rischio di sonnolenza, prolungato tempo di reazione, capogiro, sopore, vista confusa/doppia e ridotta vigilanza e compromissione della capacità di guidare il mattino successivo alla terapia (vedere paragrafo 4.8). Per minimizzare questo rischio si raccomanda un periodo di riposo di almeno 8 ore fra l’assunzione di zolpidem e la guida di veicoli, l’uso di macchinari e il lavoro in altezza.

Compromissione della capacità di guidare veicoli e comportamenti come “addormentarsi al volante” si sono verificati con zolpidem in monoterapia, alle dosi terapeutiche.

Inoltre, la co-somministrazione di zolpidem con alcol e altri farmaci ad effetto depressivo sul SNC accresce il rischio di tali comportamenti (vedere paragrafì 4.4 e 4.5). I pazienti devono essere avvertiti di non usare alcol o altre sostanze psicoattive mentre assumono zolpidem.

04.8 Effetti indesiderati

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Questi effetti sembrano essere correlati alla sensibilità individuale e sembrano comparire più spesso entro l’ora successiva all’assunzione del medicinale, se il paziente non si corica o non si addormenta immediatamente (vedere paragrafo 4.2).

Gli effetti indesiderati sono presentati nella tabella sottostante, sulla base della convenzione: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1,000 a <1/100), raro (da ≥1/10,000 a <1/1,000), molto raro (<1/10,000) o non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Con zolpidem esiste l’evidenza della comparsa di effetti avversi dose-correlati, in particolare di alcuni eventi a carico del SNC. Questi effetti dovrebbero in teoria essere di minore entità se zolpidem viene somministrato immediatamente prima di coricarsi. Tali effetti si verificano con maggior frequenza nei pazienti anziani.

Classificazione per sistemi e organi Frequenza
Comune Non comune Raro Non nota
Disturbi del sistema immunitarioDisturbi angioneurotici
Disturbi psichiatriciAllucinazioni, agitazione, incubi, ottundimento emotivo, stato confusionaleIrritabilitàDiminuzione della libidoIrrequietezza, aggressività, delirio, accessi di rabbia, psicosi, comportamento anomalo, sonnambulismo (vedere paragrafo 4.4), dipendenza (sintomi di astinenza, o di rebound possono manifestarsi dopo l’interruzione della terapia), depressione
Patologie del sistema nervosoSonnolenza, cefalea, capogiri, aumento dell’insonnia, amnesia anterograda: (effetti amnesici possono essere associati con comportamento inappropriato) sonnolenza il giorno seguente, diminuzione della vigilanzaAtassiaDiminuzione del livello di coscienza
Patologie dell’occhioDiplopia
Patologie dell’orecchio e del labirintoVertigini
Patologie gastrointestinaliDiarrea, nausea, vomito, dolore addominale
Patologie epatobiliariEnzimi epatici elevati
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoReazioni cutaneeRash, prurito, orticaria, iperidrosi
Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivoDebolezza muscolare
Patologie sistemicheStanchezzaReazioni paradossoAlterazioni dell’andatura, tolleranza al medicinale, cadute (soprattutto nei pazienti anziani e quando non si assume zolpidem secondo prescrizione)

Tali effetti si verificano principalmente all’inizio della terapia o nei pazienti anziani e

solitamente scompaiono con il proseguire della cura.

Amnesia

L’insorgenza di amnesia anterograda si può verificare a dosi terapeutiche, il rischio aumenta all’aumentare della dose al fine di ridurre questo rischio, i pazienti devono essere sicuri di poter dormire ininterrottamente per 8 ore. L’amnesia può essere associata a comportamento inappropriato (vedere paragrafo 4.4).

Depressione

Una preesistente depressione può divenire manifesta durante l’uso di benzodiazepine o composti simili a benzodiazepine (vedere paragrafo 4.4).

Reazioni psichiatriche e “paradosse”

In concomitanza all’uso delle benzodiazepine o di agenti simili a benzodiazepine, possono manifestarsi reazioni quali irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, delirio, accessi di rabbia, incubi, aumento dell’insonnia, allucinazioni, psicosi, comportamento inappropriato, e di altri effetti avversi comportamentali. L’insorgenza di queste reazioni è più probabile nei pazienti anziani (vedere paragrafo 4.4).

Dipendenza

L’uso (anche a dosi terapeutiche) può portare a sviluppare dipendenza fisica: l’interruzione della terapia può determinare fenomeni di astinenza o di rebound (vedere paragrafo 4.4).

Si può verificare dipendenza psicologica. Sono stati riportati casi di abuso in soggetti che già abusavano di altri farmaci.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzowww.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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In casi di sovradosaggio con zolpidem da solo o in associazione ad altri farmaci o sostanze che deprimono l’attività del SNC (incluso l’alcol) sono state segnalate una compromissione dello stato di coscienza che può variare dalla sonnolenza fino al coma e esiti fatali.

Pazienti che hanno assunto un sovradosaggio fino a 400 mg, 40 volte superiore alla dose consigliata, si sono completamente ristabiliti.

Devono essere adottate misure sintomatiche e di sostegno. Se opportuno, bisogna immediatamente ricorrere ad una lavanda gastrica. Se necessario, devono essere somministrati liquidi per via endovenosa. Se lo svuotamento dello stomaco non apporta alcun beneficio, deve essere somministrato carbone attivo per ridurre l’assorbimento. È necessario valutare la possibilità di effettuare il monitoraggio della funzionalità respiratoria e cardiovascolare.

Bisogna evitare l’uso di farmaci sedativi anche in caso di eccitazione.

L’uso del flumazenil può essere preso in considerazione se si osservano sintomi gravi. La somministrazione di flumazenil può contribuire all’insorgenza di sintomi neurologici (convulsioni).

Nel trattamento del sovradosaggio con qualsiasi prodotto medicinale, è necessario tener presente che possono essere state assunte diverse sostanze.

Dato l’elevato volume di distribuzione e l’alta capacità di legare le proteine dello zolpidem, l’emodialisi e la diuresi forzata non sono misure efficaci.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Farmaci ipnotici e sedativi, analoghi delle benzodiazepine Codice ATC: N05C F02

Lo zolpidem, un’imidazopiridina, è un agente ipnotico simile alla benzodiazepina. Nell’ambito di studi sperimentali è stato dimostrato che ha effetti sedativi a dosi inferiori rispetto a quelle necessarie ad indurre effetti anticonvulsivanti, miorilassanti o ansiolitici. Questi effetti sono correlati all’azione agonistica specifica sui recettori centrali appartenenti al complesso del recettore macromolecolare “GABAA-ω” (BZ1 & BZ2), che modula l’apertura del canale del cloro. Lo zolpidem agisce principalmente sui sottotipi recettoriali omega (BZ1).

Lo zolpidem ha dimostrato efficacia nel trattamento a breve termine dell’insonnia caratterizzata da difficoltà nel prendere sonno.

Gli studi randomizzati hanno mostrato solo evidenze convincenti dell’efficacia di zolpidem 10 mg.

In uno studio randomizzato in doppio cieco su 462 volontari sani non in età avanzata che soffrivano di insonnia transitoria, zolpidem 10 mg ha ridotto di 10 minuti rispetto al placebo il tempo medio necessario per addormentarsi, mentre nel caso di zolpidem 5 mg tale tempo era di 3 minuti.

In uno studio randomizzato in doppio cieco su 114 pazienti non in età avanzata che soffrivano di insonnia cronica, zolpidem 10 mg ha ridotto di 30 minuti rispetto al placebo il tempo medio necessario per addormentarsi, mentre nel caso di zolpidem 5 mg tale tempo era di 15 minuti. In alcuni pazienti, una dose inferiore di 5 mg può risultare efficace.

Soprattutto, le compresse sublinguali di zolpidem alla dose di 10 mg riducono il tempo di latenza del sonno di circa dieci minuti, rispetto alle compresse standard contenenti 10 mg. Zolpidem promuove anche il mantenimento del sonno. Non ci sono state differenze nei parametri di efficacia nel mantenimento del sonno (numero di risvegli e durata totale del sonno) tra compresse sublinguali e compresse orali standard.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di zolpidem non sono state stabilite in bambini ed adolescenti di età inferiore ai 18 anni. Uno studio controllato randomizzato verso placebo su 201 bambini di 6- 17 anni di età con insonnia associata a Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) non è riuscito a dimostrare l’efficacia di zolpidem 0,25 mg/kg/die (con un massimo di 10 mg/die) se comparato al placebo. I più frequenti effetti indesiderati osservati correlati al trattamento con zolpidem verso placebo erano rappresentati da disturbi psichiatrici e del sistema nervoso e includevano capogiri (23,5% verso 1,5%), mal di testa (12,5% verso 9,2%), e allucinazioni (7,4% verso 0%) (vedere paragrafo 4.2).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

Lo zolpidem evidenzia sia un rapido assorbimento sia una rapida insorgenza dell’effetto ipnotico. La biodisponibilità è pari al 70% quando somministrato oralmente. È stato dimostrato che all’interno dell’intervallo delle dosi terapeutiche, ha una cinetica lineare. Il livello terapeutico nel plasma è compreso tra 80 e 200 ng/ml. Con Zolpeduar compresse sublinguali le concentrazioni plasmatiche di picco sono raggiunte tra 0.25 e 3.5 ore dalla somministrazione. Il tempo medio alla Cmax è risultato simile alla formulazione in compresse convenzionale. Tuttavia, la concentrazione plasmatica iniziale, a 5-15 minuti, è risultata più elevata con Zolpeduar.

L’AUC media e la Cmax diminuiscono del 12% e 34%, rispettivamente, mentre il tmax medio risulta prolungato da 1.0 a 1.75 ore, se Zolpeduar viene somministrato dopo un pasto ad alto contenuto di grassi. L’emivita rimane immodificata (vedere paragrafo 4.2).

Distribuzione

Il volume di distribuzione negli adulti è 0.54 l/kg e diminuisce a 0.34 l/kg negli anziani.

Il legame proteico è pari al 92%. Il metabolismo di primo passaggio nel fegato è pari a circa il 35%. È stato dimostrato che la somministrazione ripetuta non modifica il legame proteico, indicando così assenza di competizione tra lo zolpidem e i suoi metaboliti per i siti di legame.

Eliminazione

L’emivita di eliminazione è breve. Zolpeduar ha una emivita di eliminazione media di zolpidem di 2,85 ore (5mg) e 2,65 ore (10mg) dopo la somministrazione. Lo zolpidem ha una durata d’azione massima di 6 ore.

Tutti i metaboliti sono farmacologicamente inattivi e vengono eliminati attraverso le urine (56%) e le feci (37%).

È stato dimostrato, nell’ambito di studi sperimentali, che lo zolpidem non è dializzabile.

Popolazioni particolari

Nei pazienti affetti da insufficienza renale, inclusi i pazienti in dialisi è stata osservata una moderata riduzione della clearance. Non vi sono effetti sugli altri parametri farmacocinetici.

Nei pazienti anziani e nei pazienti con insufficienza epatica la biodisponibilità dello zolpidem aumenta. La clearance è ridotta e l’emivita di eliminazione è prolungata (circa 10 ore).

In pazienti affetti da cirrosi epatica è stato riscontrato aumento di AUC di 5 volte e un aumento dell’emivita di 3 volte.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Gli effetti rilevati negli studi preclinici sono stati osservati solo a dosi notevolmente superiori rispetto ai livelli di esposizione massima per l’uomo; pertanto essi sono di scarsa rilevanza in relazione all’impiego clinico.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Mannitolo (E421)

Cellulosa microcristallina silicificata (miscela di cellulosa microcristallina e silice colloidale anidra) Silice colloidale anidra

Croscarmellosa sodica Saccarina sodica Magnesio stearato.

06.2 Incompatibilità

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Non applicabile.

06.3 Periodo di validità

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4 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione .

06.5 Natura e contenuto della confezione

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10, 14, 20, 28, 30, 60, 100 e 150 compresse sublinguali in blister alluminio/ alluminio. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Il prodotto non utilizzato o il materiale di scarto deve essere smaltito in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Meda Pharma S.p.A. Viale Brenta 18

20139 Milano

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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040540015 – "5 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 10 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540027 – "5 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 14 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540039 – "5 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 20 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540041 – "5 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 28 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540054 – "5 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 30 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540066 – "5 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 100 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540078 – "5 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 150 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540080 – "10 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 10 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540092 – "10 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 14 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540104 – "10 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 20 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540116 – "10 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 28 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540128 – "10 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 30 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540130 – "10 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 100 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540142 – "10 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 150 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540155 – "5 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 60 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

040540167 – "10 MG COMPRESSE SUBLINGUALI" 60 COMPRESSE IN BLISTER AL/AL

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data di prima autorizzazione: 15 marzo 2013

10.0 Data di revisione del testo

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13/01/2015

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Zolpeduar – 30 Cpr Subl 5 mg (Zolpidem Tartrato)
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile – Validita 30 gg Tipo: Etico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: N05CF02 AIC: 040540054 Prezzo: 13,4 Ditta: Meda Pharma Spa


Zolpeduar – 30 Cpr Subl 10 mg (Zolpidem Tartrato)
Classe C: A totale carico del cittadino NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile – Validita 30 gg Tipo: Etico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: N05CF02 AIC: 040540128 Prezzo: 18,6 Ditta: Meda Pharma Spa


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983