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Ketesse 50mg/2ml infusione

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Ketesse 50mg/2ml infusione: ultimo aggiornamento pagina: 07/05/2019 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Ketesse

INDICE DELLA SCHEDA

Ketesse 50mg/2ml infusione: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Ketesse 50 mg/2 ml soluzione iniettabile o per infusione.

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Ciascuna fiala da 2 ml contiene: dexketoprofene 50 mg (come dexketoprofene trometamolo). Ciascun ml di soluzione iniettabile contiene: dexketoprofene 25 mg (come dexketoprofene trometamolo).

Eccipienti con effetti noti: Ciascuna fiala da 2 ml contiene:

200 mg di etanolo (96 per cento) e 8,0 mg di sodio cloruro. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione iniettabile o per infusione. Soluzione limpida e incolore.

PH (7,0 – 8,0)

Osmolarità (270 – 328 mOsmol/l)

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento sintomatico del dolore di intensità da moderata a forte, quando la somministrazione orale non è appropriata, come dolore postoperatorio, colica renale e lombalgia.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Posologia

Adulti

La dose raccomandata è di 50 mg ogni 8 – 12 ore. Se necessario, la somministrazione può essere ripetuta ogni 6 ore. La dose quotidiana complessiva non deve superare i 150 mg.

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione è indicato per l’uso a breve termine e il trattamento deve essere limitato al periodo sintomatico acuto (non più di due giorni). Appena possibile i pazienti devono essere dirottati su una terapia analgesica orale.

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.4).

In caso di dolore postoperatorio da moderato a forte è possibile usare Ketesse soluzione iniettabile o per infusione in associazione con analgesici oppioidi, se indicato, alle stesse dosi raccomandate negli adulti (vedere paragrafo 5.1).

Anziani

In genere non occorrono aggiustamenti della posologia per i pazienti anziani. Tuttavia, a causa del fisiologico declino della funzione renale, si raccomanda una dose più bassa in caso di insufficienza renale lieve: dose totale giornaliera 50 mg (vedere paragrafo 4.4).

Insufficienza epatica

In pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata (punteggio di Child-Pugh 5 – 9) la dose deve essere ridotta a 50 mg complessivi come dose giornaliera, e deve essere attentamente controllata la funzione epatica (vedere paragrafo 4.4). Ketesse soluzione iniettabile o per infusione non deve essere usato nei pazienti con disfunzione epatica grave (punteggio Child- Pugh 10 – 15) (vedere paragrafo 4.3).

Insufficienza renale

In pazienti con insufficienza renale lieve (clearance della creatinina 60 – 89 ml/min), la dose deve essere ridotta a 50 mg complessivi come dose giornaliera (vedere paragrafo 4.4). Ketesse soluzione iniettabile o per infusione non deve essere usato nei pazienti con insufficienza renale da moderata a grave (clearance della creatinina ≤59 ml/min) (vedere paragrafo 4.3).

Popolazione pediatrica

Ketesse non è stato studiato nei bambini e negli adolescenti. Pertanto, la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite ed il prodotto non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti.

Modo di somministrazione

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione può essere somministrato per via intramuscolare o endovenosa.

Uso intramuscolare: il contenuto di una fiala (2 ml) di Ketesse soluzione iniettabile o per infusione deve essere somministrato iniettandolo lentamente e in profondità nel muscolo.

Uso endovenoso

Infusione endovenosa: la soluzione diluita, preparata come descritto nel paragrafo 6.6, deve essere somministrata come infusione endovenosa lenta, della durata di 10-30 minuti. La soluzione deve essere sempre tenuta al riparo dalla luce.

Bolo endovenoso: se necessario, il contenuto di una fiala (2 ml) di Ketesse soluzione iniettabile o per infusione può essere somministrato in un bolo endovenoso lento per non meno di 15 secondi.

Istruzioni per la somministrazione

Quando Ketesse soluzione iniettabile o per infusione viene somministrato per via intramuscolare o come bolo endovenoso, la soluzione va iniettata immediatamente dopo essere stata prelevata

dalla fiala colorata (vedere anche paragrafì 6.2. e 6.6).

Per la somministrazione come infusione endovenosa, la soluzione deve essere diluita in condizioni di asepsi e tenuta al riparo dalla luce (vedere anche paragrafì 6.3 e 6.6). Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

04.3 Controindicazioni

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Ketesse soluzione iniettabile o per infusione non deve essere somministrato nei seguenti casi:

pazienti con ipersensibilità al principio attivo, a qualsiasi altro FANS o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1;

pazienti in cui sostanze ad azione simile (per es. acido acetilsalicilico e altri FANS) scatenano attacchi di asma, broncospasmo, rinite acuta, o causano polipi nasali, orticaria o edema angioneurotico;

reazioni fotoallergiche o fototossiche note durante il trattamento con ketoprofene o fibrati;

pazienti con storia di sanguinamento o perforazione gastrointestinale in relazione a precedente terapia a base di FANS;

pazienti con ulcera peptica attiva/emorragia gastrointestinale o con storia di sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinale;

pazienti con dispepsia cronica;

pazienti con altri sanguinamenti attivi o disturbi della coagulazione;

pazienti con morbo di Crohn o colite ulcerosa;

pazienti con insufficienza cardiaca grave;

pazienti con disfunzione renale da moderata a grave (clearance della creatinina ≤59 ml/min);

pazienti con insufficienza epatica grave (punteggio Child-Pugh 10 – 15);

pazienti con diatesi emorragica e altri disturbi della coagulazione;

pazienti con disidratazione severa (causata da vomito, diarrea o insufficiente assunzione di liquidi);

durante il terzo trimestre della gravidanza e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6).

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione è controindicato per la somministrazione neuroassiale (intratecale o epidurale) a causa del suo contenuto di etanolo.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Somministrare con cautela a pazienti con anamnesi di allergie.

L’uso concomitante di Ketesse e altri FANS, compresi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi- 2, deve essere evitato.

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2, e ì paragrafì sottostantì suì rìschì gastroìntestìnalì e cardìovascolarì).

Sicurezza gastrointestinale

Sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinale, che possono essere fatali, sono stati segnalati con tutti i FANS in qualsiasi momento durante la terapia, con o senza sintomi premonitori o una precedente storia di gravi disturbi gastrointestinali. Quando nei pazienti che ricevono Ketesse si verifica sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale si deve interrompere la terapia.

Il rischio di sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinali aumenta con l’aumento della dose del FANS, nei pazienti con anamnesi di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedì 4.3), e nelle persone anziane.

Anziani: gli anziani hanno una maggiore frequenza di reazioni indesiderate ai FANS, specialmente sanguinamento e perforazione gastrointestinale, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2). Questi pazienti devono iniziare il trattamento alla dose più bassa possibile.

Come per tutti i FANS, prima di iniziare il trattamento con dexketoprofene, occorre indagare su pregresse esofagiti, gastriti e/o ulcere peptiche e assicurarsi della loro totale guarigione. I pazienti con sintomi gastrointestinali o anamnesi di malattia gastrointestinale devono essere attentamente sorvegliati per la comparsa di disturbi digestivi, specialmente sanguinamento gastrointestinale.

I FANS devono essere somministrati con cautela a pazienti con anamnesi di patologie gastrointestinali (colite ulcerosa, morbo di Crohn), perché le loro condizioni possono essere esacerbate (vedere paragrafo 4.8).

Una terapia combinata con agenti protettivi (per es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica) deve essere presa in considerazione per questi pazienti, e anche per i pazienti che assumono contemporaneamente acido acetilsalicilico a basse dosi o altri farmaci che possono aumentare il rischio gastrointestinale (vedere sotto e paragrafo 4.5).

I pazienti con anamnesi di tossicità gastrointestinale, in particolare se anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale insolito (specialmente sanguinamento gastrointestinale), in particolare nelle fasi iniziali del trattamento.

Si consiglia cautela in pazienti che ricevono trattamenti concomitanti che possono aumentare il rischio di ulcerazione o di sanguinamento, come i corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o agenti antiaggreganti come l’acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5).

Sicurezza renale

Da usarsi con cautela in pazienti con compromissione della funzionalità renale. In questi pazienti, l’uso dei FANS può provocare un peggioramento della funzione renale, ritenzione di liquidi e edema. Cautela è richiesta anche in pazienti sotto terapia diuretica o in quei pazienti che possono sviluppare ipovolemia, a causa di un aumentato rischio di nefrotossicità.

Durante il trattamento deve essere assicurato un adeguato apporto di liquidi per prevenire la disidratazione associata ad un possibile aumento della tossicità renale.

Come con tutti i FANS, può verificarsi un aumento di urea e creatinina nel plasma. Come con altri inibitori della sintesi delle prostaglandine, può essere associato ad effetti negativi sui reni, che possono causare nefrite glomerulare, nefrite interstiziale, necrosi papillare renale, sindrome nefrosica e insufficienza renale acuta.

I pazienti anziani tendono più facilmente ad avere funzione renale ridotta (vedere paragrafo 4.2). Sicurezza epatica

Da usarsi con cautela in pazienti con compromissione della funzionalità epatica.

Come altri FANS, può causare piccoli incrementi transitori in alcuni parametri di funzione epatica, e anche aumenti significativi di SGOT e SGPT. In caso di incrementi significativi di tali parametri, la terapia deve essere interrotta.

I pazienti anziani tendono più facilmente a soffrire di ridotta funzionalità epatica (vedere paragrafo 4.2).

Sicurezza cardiovascolare e cerebrovascolare

Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca lieve o moderata. Particolare cautela deve essere usata nei

pazienti con storia di patologie cardiache, in particolare quelli con precedenti episodi di insufficienza cardiaca. In questi pazienti è stato infatti riportato un aumento del rischio di scatenare un’insufficienza cardiaca poiché sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema in associazione al trattamento con i FANS.

Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto del miocardio o ictus). Non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile per dexketoprofene.

Conseguentemente, i pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con dexketoprofene solo dopo attenta valutazione. Analoghe considerazioni devono essere effettuate prima di iniziare un trattamento di lunga durata in pazienti con fattori di rischio per malattie cardiovascolari (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo).

Tutti i FANS non selettivi sono in grado di inibire l’aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di sanguinamento mediante l’inibizione della sintesi delle prostaglandine. L’uso concomitante di dexketoprofene e dosi profilattiche di eparina a basso peso molecolare nel periodo post-operativo è stato valutato in studi clinici controllati e non è stato osservato alcun effetto sui parametri della coagulazione.

Tuttavia, pazienti in terapia con farmaci che interferiscono con l’omeostasi, come warfarin o altri cumarinici o eparine, devono essere attentamente monitorati se trattati con dexketoprofene trometamolo (vedere paragrafo 4.5).

I pazienti anziani tendono più facilmente ad avere funzione cardiaca ridotta (vedere paragrafo 4.2).

Reazioni cutanee

Gravi reazioni cutanee, alcune di esse fatali, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens- Johnson e necrolisi epidermica tossica sono state segnalate molto raramente, in associazione all’uso di FANS. I pazienti sembrano essere maggiormente a rischio di tali reazioni all’inizio della terapia in quanto la comparsa di reazioni si manifesta, nella maggior parte dei casi, entro il primo mese di trattamento. Il trattamento con Ketesse soluzione iniettabile o per infusione deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzioni cutanee, lesioni mucosali o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

Altre informazioni

Particolare cautela è richiesta in pazienti:

con disturbo congenito del metabolismo porfirinico (per esempio porfiria acuta intermittente)

con disidratazione

immediatamente dopo un intervento chirurgico maggiore

Se il medico considera necessaria una terapia a lungo termine a base di dexketoprofene, la funzione epatica, renale e l’emocromo devono essere regolarmente controllati.

Reazioni severe di ipersensibilità acuta (shock anafilattico, per esempio) sono state osservate molto raramente. Il trattamento deve essere interrotto ai primi segni di ipersensibilità severa a seguito dell’assunzione di Ketesse. Qualsiasi procedura medica necessaria deve essere avviata dagli operatori sanitari in base ai sintomi.

Pazienti con asma associata a rinite cronica, sinusite cronica, e/o poliposi nasale presentano un rischio maggiore di allergia all’acido acetilsalicilico e/o ai FANS rispetto al resto della popolazione. La somministrazione di questo medicinale può causare attacchi di asma o broncospasmo, in particolare in soggetti allergici all’acido acetilsalicilico o ai FANS (vedere paragrafo 4.3).

Eccezionalmente, la varicella può essere all’origine di serie complicazioni cutanee e leggere complicazioni infettive dei tessuti. Ad oggi, il contributo dei FANS nel peggioramento di queste infezioni non può essere escluso. Pertanto, si consiglia di evitare l’utilizzo di Ketesse in caso di varicella.

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione deve essere somministrato con cautela a pazienti che soffrono di disturbi ematopoietici, lupus eritematoso sistemico o connettivite mista.

Come altri FANS, il dexketoprofene può mascherare i sintomi delle infezioni. In casi isolati, in connessione temporale con l’uso di FANS è stato descritto un aggravamento delle infezioni dei tessuti molli. Si consiglia quindi al paziente di consultare immediatamente un medico, se segni di infezione batterica compaiono o peggiorano durante la terapia.

Ciascuna fiala di Ketesse soluzione iniettabile o per infusione contiene 12.35 vol% di etanolo (alcol), cioè più di 200 mg per dose equivalenti a 5 ml di birra o 2,08 ml di vino per dose.

Il prodotto è nocivo per coloro che soffrono di alcolismo. Da tenere in considerazione nelle donne in gravidanza e durante l’allattamento, nei bambini e nei gruppi ad alto rischio quali ad esempio i pazienti con patologie epatiche o affetti da epilessia.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose, cioè è essenzialmente “privo di sodio”.

Popolazione pediatrica

Non è stata stabilita la sicurezza di impiego in bambini e adolescenti.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

Per i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) valgono in generale le seguenti interazioni: Associazioni non consigliabili

Altri FANS (compresi gli inibitori selettivi delle cicloossigenasi-2) e alte dosi di salicilati (≥3 g/giorno): la somministrazione di differenti FANS insieme può aumentare il rischio di ulcere e sanguinamento gastrointestinali, a causa dell’effetto sinergico.

Anticoagulanti: i FANS possono potenziare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin (vedere paragrafo 4.4), a causa dell’elevato legame alle proteine plasmatiche del dexketoprofene e dell’inibizione della funzione piastrinica e del danno alla mucosa gastroduodenale. Se l’associazione non può essere evitata, occorre effettuare un’attenta osservazione clinica e un monitoraggio dei parametri di laboratorio.

Eparine: aumento del rischio di emorragie (dovuto all’inibizione della funzione piastrinica e al danno alla mucosa gastroduodenale). Se l’associazione non può essere evitata, occorre effettuare un’attenta osservazione clinica ed il monitoraggio dei parametri di laboratorio. .

Corticosteroidi: aumentato rischio di ulcerazione e sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4).

Litio (descritto con numerosi FANS): i FANS aumentano i livelli ematici del litio, che

possono raggiungere valori tossici (diminuisce l’escrezione renale del litio). Questo parametro richiede quindi monitoraggio durante avvio, adeguamento e interruzione del trattamento con dexketoprofene.

Metotrexato ad alte dosi di 15 mg/settimana o più: aumento della tossicità ematica del metotrexato a causa della riduzione della clearance renale da parte degli agenti antinfiammatori in generale.

Idantoine e sulfonamidi: gli effetti tossici di queste sostanze possono risultare potenziati.

Associazioni che richiedono cautela

Diuretici, ACE-inibitori, antibiotici aminoglicosidici e antagonisti del recettore dell’angiotensina II: il dexketoprofene può ridurre l’effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi. In alcuni pazienti con ridotta funzione renale (per es. pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compromessa), la somministrazione concomitante di agenti che inibiscono la cicloossigenasi e di ACE-inibitori, di antagonisti del recettore dell’angiotensina II o di antibiotici aminoglicosidici può causare un ulteriore deterioramento della funzione renale, che di solito è reversibile. In caso di prescrizione combinata di dexketoprofene con un diuretico è essenziale assicurarsi che il paziente sia adeguatamente idratato e monitorare la funzione renale all’inizio del trattamento (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze specìalì e precauzìonì d’ìmpìego”).

Metotrexato a basse dosi, meno di 15 mg/settimana: aumenta la tossicità ematica del metotrexato a causa della riduzione della sua clearance renale da parte di agenti antiinfiammatori in generale. Controllo settimanale della conta ematica durante le prime settimane dell’associazione. Aumento della sorveglianza in presenza di insufficienza renale lieve e nell’anziano.

Pentossifillina: aumenta il rischio di sanguinamento. Intensificare i controlli clinici e controllare più spesso la durata del sanguinamento.

Zidovudina: rischio di aumentata tossicità a carico della linea eritrocitaria a causa dell’azione sui reticolociti, con insorgenza di anemia grave una settimana dopo l’inizio del trattamento con i FANS. Controllare l’emocromo completo ed i reticolociti ogni una o due settimane durante il trattamento con i FANS.

Sulfoniluree: i FANS possono aumentare l’effetto ipoglicemico delle sulfoniluree dovuto al loro spiazzamento dai siti di legame delle proteine plasmatiche.

Associazioni da prendere in considerazione

Beta-bloccanti: il trattamento con un FANS può ridurre il loro effetto antipertensivo, inibendo la sintesi delle prostaglandine.

Ciclosporine e tacrolimus: i FANS possono potenziare la nefrotossicità tramite effetti renali mediati dalle prostaglandine. Durante la terapia combinata deve essere valutata la funzione renale.

Trombolitici: aumentato rischio di sanguinamento.

Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): aumentato rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4).

Probenecid: le concentrazioni plasmatiche di dexketoprofene possono aumentare; questa interazione può essere dovuta a un meccanismo inibitorio presso il sito di secrezione tubolare renale e di glucuronoconiugazione e richiede l’aggiustamento della dose di dexketoprofene.

Glicosidi cardioattivi: i FANS possono aumentare la concentrazione plasmatica dei glicosidi.

Mifepristone: esiste il rischio teorico che gli inibitori della prostaglandino-sintetasi possano alterare l’efficacia del mifepristone. Evidenze limitate fanno ritenere che la somministrazione concomitante di FANS nello stesso giorno della somministrazione di prostaglandine non influenzi negativamente gli effetti del mifepristone o delle prostaglandine sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduca l’efficacia clinica dell’interruzione medica

di gravidanza.

Antibiotici chinolonici: i dati ottenuti su animali indicano che alte dosi di chinoloni in associazione con FANS possono aumentare il rischio di convulsioni.

Tenofovir: l’uso concomitante con FANS può aumentare l’azotemia e la creatinina, di conseguenza va monitorata la funzione renale per tenere sotto controllo una possibile influenza sinergica sulla funzione renale.

Deferasirox: l’uso concomitante con FANS può aumentare il rischio di tossicità gastrointestinale. Quando si somministra deferasirox con queste sostanze è necessario effettuare un rigoroso monitoraggio clinico.

Pemetrexed: l’uso concomitante con FANS può ridurre l’eliminazione del pemetrexed, pertanto occorre esercitare cautela nel somministrare dosi più alte di FANS; nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina compresa tra 45 e 79 ml/min), la somministrazione concomitante di pemetrexed con FANS deve essere evitata per 2 giorni prima e 2 giorni dopo la somministrazione di pemetrexed.

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3).

Gravidanza

L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere effetti avversi sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. Dati da studi epidemiologici aumentano le preoccupazioni circa un aumento del rischio di aborto, di malformazione cardiaca e di gastroschisi in seguito all’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nei primi stadi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazione cardiaca è aumentato da meno dell’1% fino a circa l’1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti in base alla dose e alla durata della terapia. Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine risulta in un aumento della perdita pre- e post-impianto e della mortalità embrio/fetale. Sono state inoltre segnalate incidenze maggiori di varie malformazioni, incluse quelle cardiovascolari, negli animali ai quali era stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico. Malgrado ciò, studi condotti su animali con dexketoprofene non hanno dimostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Durante il primo e secondo trimestre di gravidanza non deve essere somministrato dexketoprofene a meno che non sia chiaramente necessario. Se il dexketoprofene è usato in una donna che sta cercando di concepire, o durante il primo o secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta il più basso possibile e la durata della terapia deve essere la più breve possibile. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre:

il feto a:

tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);

disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligoidramnios; la madre e il neonato, al termine della gravidanza, a:

possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse;

inibizione delle contrazioni uterine che può determinare un travaglio ritardato o prolungato.

Allattamento

Non è noto se il dexketoprofene viene escreto nel latte umano. Ketesse è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3).

Fertilità

Come per gli altri FANS, l’uso di Ketesse può ridurre la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne che intendono concepire. Nelle donne con difficoltà di concepimento o che sono sottoposte a indagini per infertilità si deve prendere in considerazione la cessazione della terapia con dexketoprofene.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Ketesse soluzione iniettabile o per infusione può causare effetti indesiderati come capogiri, disturbi visivi o sonnolenza. In tali casi la capacità di reagire, guidare autoveicoli o utilizzare macchinari può essere compromessa.

04.8 Effetti indesiderati

Indice

Nella tabella che segue, secondo la classificazione per sistemi ed organi e ordinati in base alla loro frequenza, sono riportati gli eventi avversi, almeno potenzialmente correlati al dexketoprofene, risultanti da sperimentazioni cliniche e gli eventi avversi riferiti dopo l’immissione in commercio di Ketesse 50 mg/2 ml soluzione iniettabile o per infusione.

CLASSIFICAZIONE PER SISTEMI ED ORGANI Comune
( 1/100,<1/10)
Non comune
( 1/1.000,<1/100)
Raro
( 1/10.000,<1/1.000)
Molto raro (<1/10.000)
Patologie del sistema emolinfopoietico —- Anemia Neutropenia, trombocitopenia
Disturbi del sistema immunitario Edema della laringe Reazione anafilattica, compreso shock anafilattico
Disturbi del
metabolismo e della nutrizione
Iperglicemia, ipoglicemia, ipertrigliceridemia, anoressia
Disturbi psichiatrici Insonnia
Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiro, sonnolenza Parestesia, sincope
Patologie dell’occhio Offuscamento della vista
Patologie dell’orecchio e del labirinto Tinnito
Patologie cardiache Extrasistole, tachicardia
Patologie vascolari Ipotensione, vampate di calore Ipertensione, tromboflebite superficiale
Patologie respiratorie, toraciche e
mediastiniche
Bradipnea Broncospasmo, dispnea
Patologie gastrointestinali Nausea, vomito Dolore addominale, dispepsia, diarrea, stipsi, ematemesi, secchezza della bocca Ulcera peptica, emorragia da ulcera peptica o perforazione da ulcera peptica (vedere paragrafo 4.4) Pancreatite
Patologie epatobiliari Lesione epatocellulare
Patologie della cute e del tessuto
sottocutaneo
Dermatite, prurito, eruzione cutanea, aumento della sudorazione Orticaria, acne Sindrome di Stevens Johnson, necrolisi
epidermica tossica (Sindrome di Lyell), angioedema, edema facciale, reazione di fotosensibilità
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Rigidità muscolare, rigidità articolare, crampi muscolari, mal di schiena
Patologie renali e urinarie Insufficienza renale acuta, poliuria, dolore renale, chetonuria, proteinuria Nefrite o sindrome nefrosica
Patologie Disturbi mestruali, disturbi
dell’apparato
riproduttivo e della mammella
prostatici
Patologie sistemiche e
condizioni relative alla sede di somministrazione
Dolore nel
punto di
iniezione, reazione nel
punto di
iniezione incluso infiammazione
, ecchimosi o emorragia
Piressia, affaticamento,
dolore, sensazione di freddo
Brividi, edema periferico
Esami diagnostici Anomalie nei test di
funzionalità epatica

Gli effetti indesiderati più comuni sono di natura gastrointestinale. Si possono manifestare ulcere peptiche, perforazione o sanguinamento gastrointestinale, talvolta fatale, soprattutto negli anziani (vedere paragrafo 4.4). A seguito della somministrazione sono state riportate nausea, vomito, diarrea, flatulenza, stipsi, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerativa, esacerbazione di colite e malattia di Crohn (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze specìalì e precauzìonì d’ìmpìego”). Meno frequentemente è stata osservata gastrite. In associazione alla terapia con FANS sono stati riportati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca.

Come nel caso degli altri FANS possono comparire i seguenti effetti indesiderati: meningite asettica, che può comparire prevalentemente in pazienti con lupus eritematoso sistemico o con patologie a carico del tessuto connettivo; reazioni ematologiche (porpora, anemia aplastica ed emolitica, raramente agranulocitosi ed ipoplasia midollare).

Reazioni bollose, tra cui sindrome di Stevens Johnson e necrolisi epidermica tossica (molto rara).

Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di alcuni FANS (specialmente ad alte dosi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo 4.4).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa .

04.9 Sovradosaggio

Indice

La sintomatologia dopo un sovradosaggio è ignota. Farmaci simili hanno prodotto disturbi gastrointestinali (vomito, anoressia, dolore addominale) e neurologici (sonnolenza, vertigini, disorientamento, mal di testa).

In caso di assunzione o somministrazione accidentale eccessiva, adottare immediatamente una terapia sintomatica in funzione delle condizioni cliniche del paziente.

Il dexketoprofene trometamolo può essere eliminato mediante dialisi.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: derivati dell’acido propionico

Codice ATC: M01AE17

Il dexketoprofene trometamolo è il sale trometaminico dell’acido S-(+)-2-(3- benzoilfenil)propionico, un farmaco analgesico, antinfiammatorio e antipiretico appartenente al gruppo dei farmaci antinfiammatori non steroidei (M01AE).

Meccanismo d’azione

Il meccanismo di azione dei farmaci antinfiammatori non steroidei è connesso alla riduzione della sintesi delle prostaglandine mediante inibizione della via della ciclo-ossigenasi.

Nello specifico, si ha un’inibizione della trasformazione dell’acido arachidonico in endoperossidi ciclici, PGG2 e PGH2, che producono le prostaglandine PGE1, PGE2, PGF2α e PGD2 ed anche la prostaciclina PGI2 e i trombossani (TxA2 e TxB2). Inoltre, l’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire su altri mediatori dell’infiammazione come le chinine, provocando un’azione indiretta che si aggiungerebbe all’azione diretta.

Effetti farmacodinamici

È stato dimostrato che il dexketoprofene è un inibitore delle attività di COX-1 e COX-2 in animali di laboratorio e nell’uomo.

Efficacia e sicurezza clinica

Studi clinici eseguiti su molteplici modelli di dolore hanno dimostrato un’efficace attività analgesica del dexketoprofene.

L’efficacia analgesica del dexketoprofene intramuscolare ed endovenoso nella gestione del dolore da moderato a severo è stata indagata in numerosi modelli di dolore chirurgico (chirurgia ortopedica e ginecologico/addominale), nonché nel dolore muscolo-scheletrico (modello di dolore lombare acuto) e nella colica renale.

Negli studi eseguiti l’insorgenza dell’effetto analgesico è stata rapida e l’effetto analgesico di picco è stato raggiunto entro i primi 45 minuti. La durata dell’effetto analgesico dopo la somministrazione di 50 mg di dexketoprofene è solitamente di 8 ore.

Studi clinici sulla gestione del dolore postoperatorio hanno dimostrato che Ketesse soluzione iniettabile o per infusione, quando usato in associazione con oppioidi, ha ridotto significativamente il consumo di oppioidi. Negli studi sul dolore postoperatorio dove i pazienti hanno ricevuto morfina mediante un dispositivo analgesico comandato dal paziente, i pazienti trattati con dexketoprofene hanno richiesto una quantità di morfina significativamente inferiore (tra il 30 e il 40% in meno) rispetto ai pazienti del gruppo placebo.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

Dopo la somministrazione intramuscolare di dexketoprofene trometamolo all’uomo, le concentrazioni di picco vengono raggiunte dopo 20 minuti (intervallo da 10 a 45 minuti). Per singole dosi di 25-50 mg è stato dimostrato che l’area sotto la curva è proporzionale alla dose dopo la somministrazione intramuscolare o endovenosa.

Distribuzione

Come nel caso di altri prodotti medicinali con elevato legame delle proteine plasmatiche (99%), il volume di distribuzione ha un valore medio inferiore a 0,25 l/kg. L’emivita di distribuzione era di circa 0,35 ore e l’emivita di eliminazione andava da 1 a 2,7 ore.

In studi farmacocinetici a dose multipla è stato osservato che, dopo l’ultima somministrazione

intramuscolare o endovenosa, il Cmax e l’AUC non differivano da quelli ottenuti dopo una dose singola. Ciò indica che non si ha accumulo del farmaco.

Biotrasformazione ed eliminazione

Dopo la somministrazione di dexketoprofene trometamolo, nell’urina viene ottenuto solo l’enantiomero S-(+), a dimostrazione che nell’uomo non si verifica alcuna conversione all’enantiomero R.(-).

La principale via di eliminazione del dexketoprofene è una glucuronazione seguita da escrezione renale.

Anziani

In soggetti anziani sani (65 anni e oltre), l’esposizione era significativamente più alta che nei volontari giovani dopo dosi orali singole e ripetute (fino al 55%), mentre non vi sono differenze statisticamente significative nelle concentrazioni di picco e nel tempo per raggiungere la concentrazione di picco. L’emivita di eliminazione era più lunga dopo dosi singole e ripetute (fino al 48%), e la clearance totale apparente era ridotta.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Dati non clinici basati su studi convenzionali di sicurezza farmacologica, di genotossicità e immunofarmacologia confermano che non esistono speciali pericoli per l’uomo. Gli studi sulla tossicità cronica condotti sui topi e sulle scimmie hanno riportato un Livello di Effetti Avversi Non Rilevati (NOAEL) a dosi 2 volte superiori rispetto alla dose massima raccomandata nell’uomo. Nelle scimmie, a dosaggi elevati, i principali effetti avversi osservati sono stati sangue nelle feci, diminuzione dell’aumento del peso corporeo e, alla dose massima, lesioni gastrointestinali erosive. Questi effetti sono comparsi a dosi che hanno determinato un’esposizione al farmaco 14-18 volte superiore alla massima dose raccomandata nell’uomo.

Non ci sono studi sul potenziale cancerogeno negli animali.

Come riscontrato per l’intera classe farmacologica dei FANS, il dexketoprofene può causare modifiche nella sopravvivenza embrio/fetale in modelli animali, indirettamente attraverso una tossicità gastrointestinale delle madri gravide e direttamente sullo sviluppo del feto.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Etanolo (96%) Sodio cloruro

Sodio idrossido (per adeguamento del pH) Acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità

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Ketesse soluzione iniettabile o per infusione non deve essere miscelata in un piccolo volume (per es. in una siringa) con soluzioni di dopamina, prometazina, pentazocina, petidina o idrossizina, perché questo causerebbe la precipitazione della soluzione.

Le soluzioni diluite per infusione ottenute come indicato nel paragrafo 6.6 non devono essere mescolate con prometazina o pentazocina.

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali, tranne quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

06.3 Periodo di validità

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4 anni.

Dopo la diluizione secondo le istruzioni di cui al paragrafo 6.6, la soluzione diluita, purché adeguatamente protetta dalla luce, si è dimostrata chimicamente stabile per 24 ore, se conservata a 25°C.

Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente. In caso contrario, tempi di conservazione e condizioni prima dell’uso rientrano nella responsabilità dell’utente e normalmente non superano 24 ore a 2°- 8°C, a meno che la diluizione non sia avvenuta in condizioni di asepsi controllate e convalidate.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Tenere le fiale nell’imballaggio esterno per tenerle al riparo dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione, vedere paragrafo 6.3.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Fiale colorate in vetro di tipo I contenenti 2 ml di Ketesse soluzione iniettabile o per infusione. Le confezioni contengono: 1, 5, 6, 10, 20, 50 o 100 fiale.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Ketesse soluzione iniettabile o per infusione si è dimostrato compatibile quando miscelato a piccoli volumi (per es. in una siringa) con soluzioni iniettabili di eparina, lidocaina, morfina e teofillina.

Per la somministrazione come infusione endovenosa, il contenuto di una fiala (2 ml) di Ketesse soluzione iniettabile o per infusione deve essere diluita in un volume di 30-100 ml di normale soluzione salina, soluzione di glucosio o soluzione di lattato di Ringer. La soluzione deve essere diluita in condizioni di asepsi e tenuta al riparo dalla luce (vedere paragrafo 6.3). La soluzione diluita è una soluzione limpida.

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione, diluita in un volume di 100 ml di normale soluzione salina o soluzione di glucosio si è dimostrata compatibile con i seguenti farmaci: dopamina, eparina, idrossizina, lidocaina, morfina, petidina e teofillina.

Nessun assorbimento del principio attivo è stato riscontrato quando soluzioni diluite di Ketesse soluzione iniettabile o per infusione sono state conservate in sacchetti di plastica o in dispositivi di somministrazione in EVA (acetil vinil-acetato), CP (propionato di cellulosa), LDPE (polietilene a bassa densità) e PVC (cloruro di polivinile).

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione è monouso, e la soluzione non utilizzata deve essere eliminata. prima della somministrazione, la soluzione deve essere ispezionata visivamente per accertarsi che sia limpida e incolore: non deve essere usata se si osserva la presenza di particolato.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Menarini International Operations Luxembourg S.A. – Avenue de la Gare 1 – L-1611 Luxembourg

Rappresentante legale e concessionario per la vendita:

Istituto Luso Farmaco d’Italia S.p.A. – Milanofiori – Strada 6 – Edificio L – Rozzano (MI)

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Ketesse 50 mg/2 ml soluzione iniettabile o per infusione: Confezione da 6 fiale – A.I.C. n. 033635044

Confezione ospedaliera da 100 fiale – A.I.C. n. 033635057 Confezione da 1 fiala – A.I.C. n. 033635069

Confezione da 5 fiale – A.I.C. n. 033635071 Confezione da 10 fiale – A.I.C. n. 033635083 Confezione da 20 fiale – A.I.C. n. 033635095 Confezione da 50 fiale – A.I.C. n. 033635107

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione: 24 luglio 2006 Data del rinnovo più recente: 8 luglio 2007

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 11/06/2016

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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