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LA DEGENERAZIONE MACULARE SENILE
a cura del Dr. Giancarlo Iarossi


 

 La degenerazione maculare senile (DMLE) rappresenta la causa principale di perdita della funzione visiva centrale nei soggetti di età superiore ai 50 anni nei paesi occidentali. Secondo alcune stime in Italia le persone ultracinquantenni colpite potrebbero essere oltre 3,5 milioni con una prevalenza annua di 27500 pazienti. Tale patologia è caratterizzata dalla progressiva disfunzione della regione centrale retinica, la macula, responsabile della visione dei dettagli fini e della percezione dei colori.

Le cause che determinano la degenerazione maculare legata all’età non sono ancora ben chiare; tuttavia, sembra trattarsi di una patologia multifattoriale con fattori di rischio ben caratterizzati quali la predisposizione genetica, l’ipertensione arteriosa e la presenza di vasculopatie, l’alimentazione, il fumo, l’iride chiara, l’esposizione ai raggi ultravioletti. Il primo segno oftalmoscopico dell’invecchiamento retinico ed in particolare dell’epitelio pigmentato retinico e della lamina di Bruch è la presenza di drusen (depositi sottoretinici di colore giallastro) e di ipo o iperpigmentazione (Fig. 1)

    Occhio 1    
   

(fig 1)

   
         
In questo stadio il paziente può essere ancora asintomatico o cominciare a lamentare iniziali disturbi. L’evoluzione di queste lesioni determina l’insorgenza della DMLE atrofica (forma “secca” Fig. 2) o della neovascolarizzazione sottoretinica con edema, essudazione ed emorragia maculare (forma “umida” Fig . 3).
  Occhio 2   Ochcio 3  
 

(fig 2)

 

 

(fig 3)

 

 
Tali stadi patologici sono associati a diminuzione della visione centrale più o meno marcata (Fig. 4). 

 

       
   

(fig 4)

 

 

 

 
Un segno importante è la distorsione delle immagini nell’occhio colpito. Tale segno può essere facilmente evidenziato con il test di Amsler ove il paziente è invitato a fissare monocularmente il centro della griglia riferendo le eventuali distorsioni dei quadrati circostanti (Fig. 5). Altri esami funzionali e morfologici sono successivamente necessari per la caratterizzazione clinica della patologia.

 

    Occhio 5    
   

(fig 5)

 

 

 

 

Recenti studi hanno suggerito la potenzialità terapeutica, in stadi precoci della patologia, di sostanze antiossidanti e di integratori a base di sostanze componenti del pigmento maculare quali la luteina e la zeaxantina (Ophthalmology, 2003; 110, 51-60). Lo stadio di neovascolarizzazione sottoretinica può esser trattato con la terapia fotodinamica o con la termoterapia transpupillare a secondo della forma clinica.


Per prenotare una visita oculistica con il Dr. Giancarlo Iarossi, è sufficiente prendere appuntamento con la nostra segretaria telefonando allo 06.529.05.09 o contattandoci ai nostri recapiti.

 

 

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Pagina aggiornata il: 14/12/2010