A cosa serve la crema relipidante?

Funzioni, benefici, applicazione ed effetti collaterali delle creme relipidanti per la barriera cutanea

Le creme relipidanti sono diventate un pilastro nella cura quotidiana della pelle secca, molto secca o fragile, ma spesso il loro ruolo viene confuso con quello di semplici idratanti. In realtà, queste formulazioni sono pensate per intervenire in modo mirato sulla barriera cutanea, ripristinando i lipidi (grassi) che naturalmente la compongono e che possono ridursi per cause ambientali, genetiche o legate a patologie dermatologiche.

Comprendere a cosa serve una crema relipidante, come funziona e come applicarla correttamente è fondamentale per sfruttarne al meglio i benefici, soprattutto in condizioni come la xerosi (pelle molto secca) e la dermatite atopica, dove la barriera cutanea è strutturalmente compromessa. In questa guida analizziamo in modo chiaro e basato sulle evidenze cosa distingue una crema relipidante da altri prodotti emollienti, quali vantaggi può offrire e quali possibili effetti collaterali è bene conoscere.

Che cos’è una crema relipidante?

Con il termine “crema relipidante” si indica un prodotto dermocosmetico formulato per reintegrare i lipidi fisiologici della pelle, cioè quelle sostanze grasse (come ceramidi, colesterolo e acidi grassi) che costituiscono una parte essenziale della barriera cutanea. A differenza di un idratante generico, che spesso agisce soprattutto trattenendo l’acqua nello strato più superficiale dell’epidermide, la crema relipidante mira a ricostruire il cosiddetto film idrolipidico, una pellicola protettiva che limita la perdita d’acqua e difende la pelle da agenti esterni irritanti o allergizzanti. Per questo motivo è particolarmente indicata in pelli secche, molto secche, sensibili o soggette a dermatite atopica, dove la componente lipidica è ridotta o alterata.

Dal punto di vista formulativo, una crema relipidante contiene in genere una combinazione di ingredienti occlusivi, umettanti e lipidi affini a quelli naturalmente presenti nello strato corneo. Gli occlusivi (come alcune cere o oli minerali e vegetali) creano una sorta di “pellicola” che riduce l’evaporazione dell’acqua; gli umettanti (per esempio glicerina, sorbitolo, urea a basse concentrazioni) attirano e trattengono l’acqua negli strati più superficiali; i lipidi fisiologici (ceramidi, acidi grassi, colesterolo) contribuiscono a ripristinare l’architettura della barriera. Questa sinergia è ciò che differenzia una vera crema relipidante da un semplice prodotto idratante di base, spesso più povero in componenti strutturali per la barriera.

Un altro aspetto importante è la consistenza: le creme relipidanti possono presentarsi come creme più o meno ricche, balsami, unguenti o lozioni, a seconda del rapporto tra fase acquosa e fase grassa. Le formulazioni più ricche e corpose sono in genere preferite per pelli molto secche o in climi freddi e secchi, mentre le texture più leggere possono risultare più confortevoli in caso di pelle mista, in zone corporee estese o in periodi caldi dell’anno. La scelta della consistenza non è solo una questione di comfort: una buona accettabilità cosmetica aumenta l’aderenza all’uso quotidiano, elemento chiave per ottenere benefici duraturi.

È utile distinguere le creme relipidanti da altre categorie di prodotti per la pelle. Gli emollienti tradizionali hanno lo scopo principale di rendere la pelle più morbida e liscia, riempiendo temporaneamente le microfessure dello strato corneo; i “moisturizer” o idratanti generici puntano soprattutto a trattenere acqua. Le creme relipidanti, spesso indicate anche come “barrier repair creams” in letteratura, sono formulate per intervenire più in profondità sulla funzione barriera, cercando di ripristinare la composizione lipidica alterata. Non sostituiscono eventuali terapie farmacologiche prescritte dal medico (come corticosteroidi topici o altri farmaci), ma rappresentano una base quotidiana fondamentale per la gestione della pelle secca e di molte dermatosi croniche.

Benefici per la pelle

Il beneficio più immediato e percepibile di una crema relipidante è il miglioramento dell’idratazione cutanea. Ripristinando il film idrolipidico e riducendo la perdita transepidermica d’acqua (TEWL), la pelle trattiene meglio l’umidità, appare meno ruvida e tesa, e tende a desquamare meno. Questo effetto non è solo estetico: una pelle adeguatamente idratata è più elastica, meno soggetta a microfissurazioni e quindi meno vulnerabile all’ingresso di sostanze irritanti o allergeni. In condizioni come la xerosi senile (pelle secca legata all’età) o la secchezza indotta da fattori ambientali (freddo, vento, aria condizionata, detergenti aggressivi), l’uso regolare di una crema relipidante può ridurre significativamente la sensazione di pelle che “tira” e il prurito associato.

Un altro beneficio rilevante riguarda le patologie in cui la barriera cutanea è strutturalmente compromessa, come la dermatite atopica. In questi casi, la riduzione dei lipidi epidermici e l’alterazione delle proteine di barriera rendono la pelle più permeabile e reattiva. L’impiego costante di creme relipidanti, ricche in lipidi fisiologici, è considerato parte integrante della gestione di fondo: contribuisce a prolungare i periodi di benessere, a ridurre la frequenza e l’intensità delle riacutizzazioni e, in molti casi, a diminuire il bisogno di ricorrere a trattamenti farmacologici topici nelle fasi di controllo. Anche in altre dermatosi secche o infiammatorie, come alcune forme di eczema, psoriasi in fase di secchezza marcata o ittiosi, il supporto alla barriera offerto da questi prodotti può migliorare il comfort e la qualità di vita.

Le creme relipidanti possono inoltre svolgere un ruolo preventivo in soggetti predisposti a secchezza o irritazioni cutanee. L’applicazione quotidiana, soprattutto dopo il bagno o la doccia, aiuta a “sigillare” l’idratazione e a proteggere la pelle da aggressioni ripetute, come lavaggi frequenti, contatto con detergenti o sostanze irritanti sul lavoro, esposizione a climi estremi. Nei bambini con pelle tendenzialmente secca o con familiarità per dermatite atopica, l’uso precoce e regolare di emollienti e creme relipidanti è stato associato in diversi studi a un miglior controllo della secchezza e, in alcuni casi, a una riduzione del rischio o della severità delle manifestazioni cutanee. Anche negli anziani, in cui la pelle diventa fisiologicamente più sottile e povera di lipidi, questi prodotti possono ridurre il rischio di prurito intenso, lesioni da grattamento e infezioni secondarie.

Un ulteriore vantaggio, spesso sottovalutato, è il miglioramento della tollerabilità cutanea ad altri trattamenti topici. Una barriera integra e ben idratata tende a reagire meno in modo irritativo a farmaci o cosmetici potenzialmente più aggressivi. In percorsi terapeutici complessi, come quelli per dermatite atopica moderata-grave o altre dermatosi croniche, l’uso di una crema relipidante come base quotidiana può quindi facilitare l’applicazione di terapie specifiche, riducendo il rischio di bruciore, pizzicore o eccessiva secchezza indotta da alcuni principi attivi. In sintesi, i benefici delle creme relipidanti non si limitano a “nutrire” la pelle, ma riguardano il ripristino funzionale della barriera, con ricadute positive su sintomi, qualità di vita e gestione complessiva delle patologie cutanee secche.

Come si applica

Per ottenere il massimo beneficio da una crema relipidante non basta sceglierla correttamente: è fondamentale anche il modo in cui viene applicata. In generale, queste creme dovrebbero essere utilizzate quotidianamente, spesso più volte al giorno nelle fasi di maggiore secchezza o in presenza di patologie come la dermatite atopica. Un momento particolarmente favorevole è subito dopo il bagno o la doccia, quando la pelle è ancora leggermente umida: applicare la crema entro pochi minuti aiuta a “intrappolare” l’acqua nello strato corneo, potenziando l’effetto idratante. È importante tamponare delicatamente la pelle con l’asciugamano, senza strofinare energicamente, per non danneggiare ulteriormente la barriera già fragile.

La quantità da utilizzare dipende dall’estensione dell’area da trattare, dall’età e dalla severità della secchezza. Le linee guida internazionali forniscono indicazioni di massima in termini di grammi settimanali per emollienti e creme relipidanti, ma nella pratica quotidiana può essere utile fare riferimento al concetto di “fingertip unit” (FTU), cioè la quantità di crema che esce da un tubetto standard lungo la falange distale dell’indice: una FTU è sufficiente, in media, per coprire un’area di pelle pari a due mani adulte. Per il corpo intero di un adulto possono essere necessarie diverse FTU a ogni applicazione. L’obiettivo è coprire uniformemente la superficie interessata con uno strato sottile ma percepibile, evitando sia l’eccesso (che può risultare appiccicoso o occlusivo) sia quantità troppo scarse, che non garantiscono un reale effetto barriera.

La tecnica di applicazione dovrebbe essere delicata: è preferibile stendere la crema con movimenti lenti e ampi, seguendo il verso dei peli, piuttosto che strofinare energicamente avanti e indietro. Questo riduce il rischio di irritare ulteriormente la pelle, soprattutto se già infiammata o pruriginosa. Nelle zone particolarmente secche o ispessite (come gomiti, ginocchia, mani, piedi), può essere utile applicare uno strato leggermente più generoso, eventualmente ripetendo l’applicazione nel corso della giornata. In aree con tendenza a occlusione o follicolite (come dorso, torace, regione glutea), è invece prudente non eccedere con quantità e frequenza, scegliendo se possibile texture meno occlusive.

Nei bambini e nei lattanti, l’applicazione di creme relipidanti richiede qualche attenzione in più. È importante scegliere prodotti formulati per l’età pediatrica, con un profilo di sicurezza adeguato e privi, per quanto possibile, di profumi e potenziali allergeni. La crema va applicata su tutto il corpo o sulle aree indicate dal pediatra o dal dermatologo, con movimenti delicati, trasformando il momento in una routine quotidiana rassicurante. In caso di terapie topiche farmacologiche associate (per esempio corticosteroidi o altri farmaci), è essenziale seguire le indicazioni del medico su ordine e tempi di applicazione: spesso si applica prima il farmaco sulle lesioni e, dopo un intervallo adeguato, la crema relipidante sul resto della pelle o anche sulle stesse aree, ma la sequenza può variare in base al trattamento prescritto.

Possibili effetti collaterali

Sebbene le creme relipidanti siano generalmente ben tollerate e concepite per pelli sensibili o fragili, non sono del tutto esenti da possibili effetti indesiderati. Uno dei più comuni è la sensazione transitoria di bruciore o pizzicore subito dopo l’applicazione, soprattutto su pelle molto infiammata o fissurata. Questo può dipendere sia dalla presenza di alcuni ingredienti (per esempio urea a concentrazioni più elevate, alcuni alfa-idrossiacidi o conservanti) sia dal semplice contatto di una formulazione, pur delicata, con una barriera cutanea molto danneggiata. In molti casi la sensazione tende a ridursi con l’uso continuativo e con il miglioramento della barriera, ma se il fastidio è intenso o persistente è opportuno sospendere il prodotto e confrontarsi con il medico o il farmacista.

Un altro possibile effetto collaterale è l’irritazione da contatto, che si manifesta con arrossamento, prurito, talvolta piccole vescicole o desquamazione nelle aree trattate. Questa reazione può essere irritativa (legata alla natura stessa di alcuni componenti, come certi tensioattivi residui o solventi) o allergica (dermatite allergica da contatto), innescata da sostanze come profumi, alcuni conservanti, lanolina o altri eccipienti. In caso di sospetto di allergia da contatto, è importante interrompere l’uso del prodotto e rivolgersi a un dermatologo, che potrà valutare l’opportunità di eseguire patch test per identificare l’allergene responsabile e orientare verso formulazioni più adatte.

Le formulazioni molto occlusive, soprattutto se applicate in quantità abbondanti e su aree estese, possono favorire la comparsa di follicolite, cioè un’infiammazione dei follicoli piliferi che si presenta con piccoli rilievi arrossati o pustole simili a brufoli. Questo rischio è maggiore in zone soggette a sfregamento o occlusione (come schiena, glutei, cosce) e in soggetti predisposti. Per ridurlo, può essere utile preferire texture meno grasse in queste aree, evitare strati eccessivamente spessi e lasciare respirare la pelle, scegliendo indumenti in fibre naturali e non troppo aderenti. In rari casi, soprattutto con prodotti molto oleosi usati in vasca o doccia, sono stati riportati incidenti da scivolamento: è quindi prudente prestare attenzione alle superfici bagnate e rimuovere eventuali residui oleosi.

Infine, va ricordato che, pur essendo cosmetici o dermocosmetici, le creme relipidanti non sono adatte a tutte le situazioni e non sostituiscono il parere medico. In presenza di lesioni cutanee atipiche, infezioni (come impetigine, micosi estese), ulcere, ferite aperte o peggioramento improvviso di una dermatite, l’applicazione indiscriminata di prodotti occlusivi può non essere indicata e, in alcuni casi, peggiorare il quadro. Se compaiono sintomi sistemici (febbre, malessere generale) associati a manifestazioni cutanee, o se una zona trattata con crema relipidante diventa improvvisamente molto dolente, calda, gonfia o secernente, è essenziale rivolgersi tempestivamente al medico. L’uso consapevole di questi prodotti, integrato in un percorso di cura condiviso con il professionista, permette di massimizzarne i benefici riducendo al minimo i rischi.

In sintesi, la crema relipidante è uno strumento centrale nella gestione della pelle secca, molto secca e della barriera cutanea fragile: reintegra i lipidi fisiologici, migliora l’idratazione, riduce prurito e discomfort e supporta il controllo di patologie come la dermatite atopica. Per ottenere risultati ottimali è però fondamentale sceglierla in base alle caratteristiche della propria pelle, applicarla con regolarità e in modo corretto, e prestare attenzione a eventuali segni di intolleranza o peggioramento del quadro cutaneo, rivolgendosi al medico o al dermatologo in caso di dubbi o sintomi persistenti.

Per approfondire

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