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La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce prevalentemente bambini e adolescenti, ma può persistere o manifestarsi anche in età adulta. Caratterizzata da prurito intenso e lesioni cutanee eczematose, la sua eziologia è multifattoriale, coinvolgendo predisposizioni genetiche, disfunzioni immunitarie e fattori ambientali. La gestione efficace della dermatite atopica richiede un approccio integrato che includa diagnosi accurata, identificazione dei fattori scatenanti e un piano terapeutico personalizzato.
Cos’è la dermatite atopica
La dermatite atopica è una patologia cutanea cronica e recidivante, caratterizzata da infiammazione e prurito persistente. Si manifesta con lesioni eczematose che possono variare in gravità e distribuzione a seconda dell’età del paziente. Nei bambini, le lesioni tendono a localizzarsi su viso, collo e superfici estensorie degli arti, mentre negli adulti prediligono le pieghe cutanee e le mani. La malattia è spesso associata ad altre condizioni atopiche, come asma e rinite allergica, suggerendo una comune base patogenetica.
L’eziologia della dermatite atopica è complessa e coinvolge una combinazione di fattori genetici, immunologici e ambientali. Le mutazioni nel gene della filaggrina, una proteina essenziale per la funzione di barriera della pelle, sono state identificate come un importante fattore di rischio. Queste alterazioni compromettono l’integrità cutanea, facilitando la penetrazione di allergeni e agenti irritanti. Inoltre, un’iperattività del sistema immunitario, con predominanza della risposta Th2, contribuisce all’infiammazione cronica e al prurito caratteristici della malattia.
I sintomi della dermatite atopica includono prurito intenso, secchezza cutanea e lesioni eczematose che possono evolvere in lichenificazione nelle forme croniche. Il prurito può essere così severo da interferire con il sonno e la qualità della vita del paziente. Le esacerbazioni possono essere scatenate da vari fattori, tra cui stress, cambiamenti climatici, esposizione ad allergeni e infezioni cutanee. La gestione della malattia richiede quindi un’attenta identificazione e controllo di questi trigger, oltre a un trattamento farmacologico adeguato.
La diagnosi di dermatite atopica è principalmente clinica, basata sulla storia del paziente e sull’esame obiettivo. I criteri diagnostici includono prurito cronico, morfologia e distribuzione tipiche delle lesioni, storia personale o familiare di atopia e decorso cronico-recidivante. In alcuni casi, possono essere utili test allergologici per identificare sensibilizzazioni specifiche, sebbene non siano necessari per la diagnosi. È fondamentale escludere altre dermatosi che possono mimare la dermatite atopica, come la dermatite seborroica o la psoriasi, per impostare un trattamento appropriato.

Cause predisponenti
La dermatite atopica è il risultato di una complessa interazione tra fattori genetici, immunologici e ambientali. Le mutazioni nel gene della filaggrina compromettono la funzione di barriera della pelle, aumentando la permeabilità cutanea e facilitando l’ingresso di allergeni e patogeni. Questa disfunzione barriera è un elemento chiave nella patogenesi della malattia, predisponendo l’individuo a risposte immunitarie esagerate. Inoltre, anomalie nella produzione di ceramidi e altri lipidi epidermici contribuiscono alla secchezza cutanea e alla suscettibilità alle infezioni.
Il sistema immunitario dei pazienti con dermatite atopica mostra una predominanza della risposta Th2, con elevati livelli di citochine come IL-4, IL-5 e IL-13. Queste citochine promuovono l’infiammazione e la produzione di IgE, facilitando le reazioni allergiche. La disfunzione immunitaria porta anche a una ridotta produzione di peptidi antimicrobici, aumentando il rischio di infezioni cutanee. Recentemente, l’attenzione si è focalizzata sul ruolo delle interleuchine IL-4 e IL-13 nella patogenesi della malattia, portando allo sviluppo di terapie mirate che inibiscono queste citochine.
I fattori ambientali giocano un ruolo significativo nell’esacerbazione della dermatite atopica. Allergeni come acari della polvere, pollini e peli di animali possono scatenare o aggravare i sintomi. Anche irritanti chimici presenti in detergenti e cosmetici possono compromettere ulteriormente la barriera cutanea. Le condizioni climatiche, come basse temperature e bassa umidità , possono aumentare la secchezza della pelle, mentre lo stress psicologico è noto per peggiorare il prurito e l’infiammazione. Pertanto, la gestione ambientale e lo stile di vita sono componenti essenziali nel controllo della malattia.
La predisposizione genetica è evidente nella dermatite atopica, con una maggiore incidenza nei familiari di primo grado di pazienti affetti. Oltre alle mutazioni della filaggrina, sono stati identificati polimorfismi in geni coinvolti nella risposta immunitaria e nella funzione di barriera cutanea. Questi fattori genetici, combinati con esposizioni ambientali, determinano la variabilità clinica e la gravità della malattia. La comprensione di queste interazioni è fondamentale per sviluppare strategie preventive e terapeutiche personalizzate.
Sintomi cutanei principali
La dermatite atopica si manifesta con una varietà di sintomi cutanei che variano in base all’età del paziente e alla fase della malattia. Nei neonati e nei bambini piccoli, le lesioni eczematose sono spesso localizzate su viso, cuoio capelluto e superfici estensorie degli arti. Negli adulti, le lesioni tendono a coinvolgere le pieghe cutanee, come le fosse antecubitali e poplitee, il collo e le mani. La pelle appare eritematosa, edematosa e può presentare vescicole, croste e desquamazione.
Il prurito è il sintomo cardine della dermatite atopica e può essere estremamente debilitante. Il grattamento conseguente al prurito porta a un ciclo vizioso di lesioni cutanee, infiammazione e ulteriore prurito. Questo comportamento può causare lichenificazione, ovvero l’ispessimento della pelle con accentuazione delle linee cutanee, segno di cronicità della malattia. Il prurito può anche interferire con il sonno e le attività quotidiane, impattando significativamente sulla qualità della vita del paziente.
La secchezza cutanea, o xerosi, è una caratteristica comune della dermatite atopica e contribuisce alla compromissione della funzione di barriera della pelle. La pelle secca è più suscettibile a irritazioni e infezioni, e può presentare fissurazioni dolorose. L’uso regolare di emollienti è fondamentale per ripristinare l’idratazione cutanea e migliorare la funzione barriera. Tuttavia, alcuni prodotti possono contenere sostanze irritanti o allergizzanti, pertanto è importante selezionare emollienti adatti e privi di profumi o conservanti potenzialmente nocivi.
Le infezioni cutanee secondarie sono comuni nei pazienti con dermatite atopica a causa della compromissione della barriera cutanea e della ridotta produzione di peptidi antimicrobici. Staphylococcus aureus è frequentemente isolato dalle lesioni e può causare impetiginizzazione. Anche infezioni virali, come l’eczema herpeticum causato dal virus herpes simplex, possono verificarsi e richiedono un trattamento tempestivo. La prevenzione delle infezioni include una corretta igiene cutanea, l’uso di emollienti e, quando indicato, l’impiego di antimicrobici topici o sistemici.
Diagnosi dermatologica
La diagnosi di dermatite atopica è prevalentemente clinica e si basa sull’osservazione dei sintomi caratteristici e sulla raccolta di un’anamnesi dettagliata. I criteri diagnostici di Hanifin e Rajka, proposti nel 1980, richiedono la presenza di prurito e almeno tre dei seguenti criteri maggiori: morfologia e distribuzione tipica delle lesioni, decorso cronico o cronico-recidivante, e storia personale o familiare positiva per atopia. (medicascientia.wiki)
Oltre ai criteri maggiori, esistono criteri minori che possono supportare la diagnosi, come l’età precoce di insorgenza, la xerosi cutanea, le infezioni cutanee ricorrenti e la presenza di altre manifestazioni atopiche.
Non esistono test di laboratorio specifici per la diagnosi di dermatite atopica. Tuttavia, in alcuni casi, possono essere utili esami come il dosaggio delle IgE totali e specifiche, i prick test o i patch test, soprattutto per identificare eventuali allergie concomitanti. (humanitas-care.it)
La diagnosi differenziale è fondamentale per escludere altre patologie con sintomatologia simile, come la dermatite da contatto, la psoriasi o le infezioni cutanee. Una valutazione accurata da parte del dermatologo è essenziale per impostare un trattamento adeguato.
Trattamenti farmacologici e biologici
Il trattamento della dermatite atopica mira a controllare l’infiammazione, alleviare il prurito e ripristinare la funzione di barriera della pelle. I corticosteroidi topici rappresentano la terapia di prima linea per le fasi acute, grazie alla loro efficacia antinfiammatoria. (idi.it)
In caso di risposta insufficiente ai corticosteroidi o per l’uso a lungo termine, si possono impiegare inibitori della calcineurina, come pimecrolimus e tacrolimus, che modulano la risposta immunitaria senza gli effetti collaterali associati ai corticosteroidi.
Per le forme moderate-severe di dermatite atopica, soprattutto negli adulti, sono disponibili terapie sistemiche. Il dupilumab, un anticorpo monoclonale che inibisce le interleuchine 4 e 13, ha mostrato efficacia nel ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Oltre ai trattamenti farmacologici, è fondamentale l’uso quotidiano di emollienti per mantenere l’idratazione cutanea e ridurre la secchezza. In alcuni casi, la fototerapia con UVB a banda stretta può essere considerata come opzione terapeutica aggiuntiva.
Per approfondire
Istituto Dermopatico dell’Immacolata: Informazioni dettagliate sulla dermatite atopica, inclusi aspetti clinici, diagnostici e terapeutici.
Manuale MSD – Sezione Professionisti: Approfondimento sulla dermatite atopica, con focus su eziologia, fisiopatologia e trattamento.
Humanitas Medical Care: Panoramica sulle cause, sintomi e trattamenti efficaci per la dermatite atopica.
Santagostino Magazine: Articolo informativo sull’eczema, con dettagli su diagnosi e gestione.
