Qual è la differenza tra Zitromax e azitromicina?

Confronto tra Zitromax e azitromicina: principio attivo, indicazioni, sicurezza e uso corretto

Zitromax e azitromicina vengono spesso nominati come se fossero due farmaci diversi, generando dubbi su quale sia “più forte”, più sicuro o più indicato per determinate infezioni. In realtà, il rapporto tra i due è simile a quello tra un nome commerciale e il suo principio attivo, ma con alcune sfumature pratiche importanti da conoscere per usare correttamente l’antibiotico e ridurre il rischio di resistenze.

In questo articolo analizziamo in modo sistematico cosa sono Zitromax e azitromicina, per quali infezioni vengono prescritti, quali effetti collaterali possono dare, come si usano in linea generale e quali sono le differenze reali che possono interessare a pazienti e professionisti. Le informazioni sono di carattere generale e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista, che resta il riferimento per ogni decisione terapeutica individuale.

Cosa sono Zitromax e Azitromicina

Azitromicina è il nome del principio attivo, cioè della sostanza farmacologicamente attiva che esercita l’effetto antibatterico nell’organismo. Appartiene alla classe degli antibiotici macrolidi, farmaci che agiscono bloccando la sintesi proteica dei batteri e impedendone la crescita e la moltiplicazione. Questo meccanismo è definito “batteriostatico”: il farmaco non distrugge direttamente i batteri, ma li mette in condizioni sfavorevoli, permettendo al sistema immunitario di eliminarli più facilmente. L’azitromicina è disponibile in numerose specialità medicinali, sia di marca sia generiche, in diverse forme farmaceutiche (compresse, capsule, sospensione orale, polvere per soluzione iniettabile) a seconda delle indicazioni e dell’età del paziente.

Zitromax è invece un nome commerciale (brand) di un medicinale che contiene come principio attivo proprio l’azitromicina. In altre parole, Zitromax è uno dei prodotti a base di azitromicina presenti sul mercato, con specifici dosaggi, forme farmaceutiche ed eccipienti stabiliti dal titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio. Dal punto di vista farmacologico, il principio attivo è lo stesso di altri medicinali equivalenti a base di azitromicina: ciò significa che, a parità di dose e via di somministrazione, l’effetto atteso sull’organismo è sovrapponibile, entro i limiti di variabilità definiti dalle norme sulla bioequivalenza.

Quando si parla di “differenza tra Zitromax e azitromicina”, quindi, è fondamentale chiarire che non si sta confrontando un antibiotico con un altro, ma un marchio specifico con il nome generico del principio attivo. Le differenze riguardano soprattutto aspetti come il produttore, gli eccipienti (le sostanze “di contorno” che servono a formulare la compressa o la sospensione), il confezionamento, l’aspetto delle compresse e, in alcuni casi, le forme e i dosaggi disponibili. Dal punto di vista clinico, in condizioni standard, i medicinali equivalenti a base di azitromicina sono considerati intercambiabili, salvo diversa indicazione del medico o specifiche esigenze del paziente (per esempio intolleranza a un eccipiente).

Un altro elemento da tenere presente è che, nel linguaggio comune, molti pazienti usano “Zitromax” come sinonimo di “azitromicina”, anche quando in realtà stanno assumendo un generico o un’altra marca. Questo può creare confusione nella comunicazione con il medico o il farmacista, soprattutto in caso di allergie, effetti indesiderati o necessità di modificare la terapia. Portare sempre con sé la confezione del farmaco o una foto dell’astuccio e del blister aiuta a evitare equivoci e a permettere al professionista sanitario di identificare con precisione il medicinale assunto, il dosaggio e la forma farmaceutica.

Indicazioni terapeutiche

L’azitromicina, e quindi anche Zitromax in quanto medicinale a base di questo principio attivo, è indicata nel trattamento di diverse infezioni batteriche, quando documentate o fortemente sospettate come causate da microrganismi sensibili. Tra le indicazioni più frequenti rientrano alcune infezioni delle vie respiratorie superiori, come faringiti, tonsilliti e otiti medie acute, soprattutto quando sono sostenute da batteri per i quali l’azitromicina rappresenta una valida opzione terapeutica. Viene inoltre utilizzata in alcune forme di sinusite batterica e in infezioni delle vie respiratorie inferiori, come bronchiti acute o riacutizzazioni di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), sempre sulla base del giudizio clinico e delle linee guida.

Un altro ambito di impiego riguarda le polmoniti acquisite in comunità, in particolare quando si sospettano agenti patogeni cosiddetti “atipici” (come Mycoplasma pneumoniae o Chlamydophila pneumoniae), per i quali i macrolidi sono spesso farmaci di riferimento. L’azitromicina trova inoltre indicazione in alcune infezioni della cute e dei tessuti molli, come impetigine, erisipela o cellulite, quando il profilo di sensibilità batterica lo giustifica. In ambito specialistico, viene utilizzata anche nel trattamento di alcune infezioni a trasmissione sessuale, come quelle da Chlamydia trachomatis o da Neisseria gonorrhoeae in specifici schemi terapeutici, secondo protocolli e linee guida aggiornate.

Esistono poi impieghi più particolari, spesso gestiti in ambito ospedaliero o specialistico, come l’uso di azitromicina in pazienti con bronchiectasie non dovute a fibrosi cistica, in cui può essere valutato un trattamento di mantenimento per ridurre le riacutizzazioni infettive. In questi contesti, il rapporto beneficio-rischio deve essere attentamente ponderato, perché l’uso prolungato di un antibiotico macrolide può aumentare il rischio di effetti indesiderati e favorire lo sviluppo di resistenze batteriche. Per questo motivo, tali terapie non vanno mai intraprese di propria iniziativa, ma solo sotto stretto controllo medico e sulla base di indicazioni ben definite.

È importante sottolineare che l’azitromicina non è indicata per il trattamento di infezioni virali, come l’influenza stagionale, il raffreddore comune o il COVID-19, salvo situazioni particolari in cui il medico ritenga necessaria una copertura antibiotica per una sovrainfezione batterica documentata o fortemente sospettata. Le autorità regolatorie hanno chiarito che non esistono prove di efficacia degli antibiotici, inclusa l’azitromicina, nel trattamento diretto di COVID-19, e che l’uso improprio di questi farmaci contribuisce alla diffusione dell’antibiotico-resistenza. Per questo, la prescrizione di Zitromax o di altri prodotti a base di azitromicina deve sempre essere guidata da una valutazione clinica accurata e non da automedicazione o consigli non professionali.

Effetti collaterali

Come tutti gli antibiotici, anche l’azitromicina e i medicinali che la contengono, come Zitromax, possono causare effetti indesiderati. I più comuni riguardano l’apparato gastrointestinale: nausea, vomito, dolori addominali, diarrea o feci molli sono segnalati con una certa frequenza, soprattutto nei primi giorni di terapia. Questi disturbi sono spesso di intensità lieve o moderata e tendono a risolversi spontaneamente alla fine del trattamento, ma in alcuni casi possono essere più marcati e richiedere un confronto con il medico, soprattutto se compaiono segni di disidratazione o se la diarrea è particolarmente intensa o prolungata. L’alterazione della flora batterica intestinale è uno dei meccanismi alla base di questi sintomi.

Tra gli altri effetti collaterali possibili rientrano reazioni cutanee, come rash (eruzioni cutanee), prurito o orticaria. In rari casi possono verificarsi reazioni allergiche più gravi, fino all’anafilassi, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita che richiede intervento medico immediato. È quindi fondamentale informare sempre il medico di eventuali precedenti reazioni allergiche ad azitromicina, ad altri macrolidi (come eritromicina o claritromicina) o ad altri farmaci. Alcuni pazienti possono inoltre riferire mal di testa, capogiri o alterazioni del gusto; se questi sintomi sono intensi o interferiscono con le attività quotidiane, è opportuno segnalarli al curante.

Un aspetto di particolare attenzione riguarda il possibile effetto dell’azitromicina sull’attività elettrica del cuore, in particolare sul cosiddetto intervallo QT dell’elettrocardiogramma. In soggetti predisposti, o in presenza di altri farmaci che prolungano il QT, può aumentare il rischio di aritmie cardiache potenzialmente gravi. Per questo motivo, l’uso di azitromicina richiede cautela in pazienti con storia di aritmie, prolungamento congenito del QT, squilibri elettrolitici (come ipokaliemia o ipomagnesemia) o in terapia con altri medicinali che influenzano la conduzione cardiaca. In questi casi, la decisione di prescrivere Zitromax o altri prodotti a base di azitromicina spetta al medico, che valuterà attentamente il profilo beneficio-rischio.

In contesti di uso prolungato o cronico, come alcune terapie di mantenimento in pazienti con patologie respiratorie croniche o dopo trapianto di cellule staminali ematopoietiche, sono emerse ulteriori criticità di sicurezza, tra cui un aumento di alcuni eventi avversi e, in specifiche popolazioni, possibili effetti negativi sulla prognosi a lungo termine. Questi scenari, tuttavia, esulano dall’impiego tipico di breve durata che caratterizza la maggior parte delle prescrizioni di azitromicina nella pratica quotidiana. In ogni caso, è essenziale leggere attentamente il foglio illustrativo del medicinale, segnalare tempestivamente al medico o al farmacista qualsiasi sintomo inusuale e non prolungare né ripetere cicli di terapia senza una nuova valutazione clinica.

Va inoltre ricordato che, come per altri antibiotici ad ampio spettro, l’uso di azitromicina può favorire la selezione di microrganismi non sensibili, inclusi funghi come la Candida, con possibile comparsa di infezioni opportunistiche (per esempio candidosi orale o vaginale). La comparsa di sintomi nuovi durante o dopo il trattamento, come lesioni bianche in bocca, prurito o perdite anomale, merita una valutazione medica per escludere queste complicanze e impostare, se necessario, una terapia mirata.

Modalità d’uso

Le modalità d’uso di Zitromax e degli altri medicinali a base di azitromicina dipendono da diversi fattori: tipo e sede dell’infezione, gravità del quadro clinico, età e peso del paziente, eventuali patologie concomitanti e altri farmaci assunti. Per questo motivo non è possibile fornire schemi di dosaggio validi per tutti; è invece fondamentale attenersi scrupolosamente alle indicazioni del medico e alle informazioni riportate nel foglio illustrativo. In generale, l’azitromicina si caratterizza per la possibilità di schemi di trattamento relativamente brevi (per esempio 3 o 5 giorni in molte indicazioni), grazie alla sua lunga emivita e alla capacità di concentrarsi nei tessuti, ma la durata esatta della terapia deve essere sempre stabilita dal curante.

L’azitromicina è disponibile in diverse forme farmaceutiche: compresse o capsule per uso orale, sospensione orale (spesso utilizzata in età pediatrica) e formulazioni per somministrazione endovenosa in ambito ospedaliero. Le compresse vanno generalmente deglutite intere con un po’ d’acqua, senza masticarle o frantumarle, salvo diversa indicazione del medico o del farmacista. La sospensione orale richiede una preparazione accurata (per esempio aggiunta di una quantità precisa di acqua fino al segno indicato sul flacone) e una buona agitazione prima di ogni somministrazione, per garantire l’omogeneità del dosaggio. L’uso di un cucchiaino da cucina non è raccomandato: è preferibile utilizzare il misurino o la siringa dosatrice forniti nella confezione.

Un punto spesso sottovalutato riguarda la regolarità delle assunzioni. Anche se in molti schemi l’azitromicina prevede una sola somministrazione al giorno, è importante prenderla sempre alla stessa ora, per mantenere concentrazioni plasmatiche e tissutali adeguate. Se si dimentica una dose, la condotta corretta dipende dal tempo trascorso e dalla vicinanza alla dose successiva: è quindi opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista, evitando di assumere dosi doppie per “recuperare”. Interrompere la terapia prima del termine prescritto, solo perché i sintomi sono migliorati, aumenta il rischio di non eradicare completamente l’infezione e di favorire lo sviluppo di batteri resistenti.

Per quanto riguarda l’assunzione in relazione ai pasti, le indicazioni possono variare a seconda della formulazione e della specialità medicinale; alcune possono essere assunte indifferentemente con o senza cibo, altre potrebbero avere raccomandazioni specifiche per ottimizzare l’assorbimento o ridurre i disturbi gastrointestinali. È quindi essenziale leggere con attenzione il foglio illustrativo del prodotto specifico (Zitromax o altro generico/marca di azitromicina) e, in caso di dubbi, confrontarsi con il farmacista. Infine, è importante informare il medico di tutti i farmaci, integratori o prodotti erboristici assunti, perché alcune associazioni possono richiedere cautela o monitoraggio, in particolare per il rischio di interazioni che influenzano il ritmo cardiaco o il metabolismo del farmaco.

In alcune situazioni cliniche particolari, come insufficienza epatica o renale, età molto avanzata o presenza di più patologie croniche, il medico può valutare aggiustamenti di dose, controlli più ravvicinati o la scelta di un antibiotico alternativo. Anche la conservazione corretta del medicinale, soprattutto delle sospensioni ricostituite, è importante per garantire stabilità ed efficicacia: è necessario attenersi alle indicazioni sulla temperatura di conservazione e sulla durata di utilizzo dopo l’apertura o la ricostituzione riportate nel foglio illustrativo.

Differenze principali

La differenza fondamentale tra Zitromax e azitromicina sta quindi nel fatto che “azitromicina” è il nome del principio attivo, mentre “Zitromax” è il nome commerciale di una specifica specialità medicinale che contiene azitromicina. Dal punto di vista dell’efficacia antibatterica, a parità di dose, via di somministrazione e indicazione, i medicinali equivalenti a base di azitromicina sono considerati terapeuticamente sovrapponibili, perché per ottenere l’autorizzazione devono dimostrare bioequivalenza rispetto al prodotto di riferimento. Ciò significa che la quantità di principio attivo che raggiunge la circolazione sistemica e i tessuti, nel tempo, rientra in un intervallo definito e accettato dalle autorità regolatorie, tale da garantire un effetto clinico comparabile.

Le differenze pratiche che il paziente può notare riguardano soprattutto il nome riportato sulla confezione, l’aspetto delle compresse o del flacone, il logo del produttore e, in alcuni casi, gli eccipienti utilizzati. Gli eccipienti sono sostanze “inerti” dal punto di vista farmacologico, ma possono influire su caratteristiche come la stabilità, la velocità di dissoluzione, il gusto della sospensione orale e, in rari casi, la tollerabilità in soggetti con allergie o intolleranze specifiche (per esempio a determinati coloranti, dolcificanti o derivati del lattosio). Per la maggior parte dei pazienti queste differenze non hanno impatto clinico rilevante, ma in presenza di reazioni avverse sospette è utile verificare la composizione completa del prodotto.

Un altro aspetto spesso discusso riguarda la sostituibilità tra marca e generico in farmacia. In linea generale, quando il medico prescrive “azitromicina” senza indicare un marchio specifico non sostituibile, il farmacista può proporre un medicinale equivalente disponibile, che può essere Zitromax o un altro prodotto a base di azitromicina. Se invece in ricetta è riportato un nome commerciale con l’indicazione che il farmaco non è sostituibile, il farmacista deve attenersi a quanto prescritto. In ogni caso, è sempre possibile chiedere spiegazioni al medico o al farmacista sulle ragioni di una scelta specifica e sulle eventuali alternative disponibili, evitando di modificare autonomamente il farmaco assunto.

Infine, possono esistere differenze tra Zitromax e altri prodotti a base di azitromicina in termini di forme e dosaggi presenti a listino, condizioni di fornitura, politiche commerciali e disponibilità nelle diverse farmacie o strutture sanitarie. Questi aspetti, tuttavia, non modificano il fatto che il principio attivo sia lo stesso e che le indicazioni, le controindicazioni e le principali avvertenze di sicurezza siano comuni a tutti i medicinali contenenti azitromicina per uso sistemico, come ribadito anche dalle valutazioni regolatorie a livello europeo. Per il paziente, il messaggio chiave è che la scelta tra Zitromax e un altro prodotto a base di azitromicina deve essere guidata da criteri clinici e regolatori, non da percezioni di “forza” o “qualità” non supportate da evidenze.

In sintesi, Zitromax e azitromicina non sono due antibiotici diversi, ma due modi di riferirsi allo stesso principio attivo: il primo come nome commerciale di una specifica specialità medicinale, il secondo come denominazione generica. Le indicazioni terapeutiche, gli effetti collaterali e le principali avvertenze di sicurezza sono condivisi da tutti i medicinali a base di azitromicina, mentre le differenze riguardano soprattutto produttore, eccipienti, forme e dosaggi disponibili. Per un uso corretto e sicuro è essenziale evitare l’automedicazione, non utilizzare l’azitromicina per infezioni virali come il raffreddore o il COVID-19 in assenza di indicazioni mediche e seguire scrupolosamente le prescrizioni del curante, chiedendo chiarimenti ogni volta che sorgono dubbi su sostituzioni tra marca e generico.

Per approfondire

EMA – Azithromycin-containing medicinal products for systemic use offre una panoramica aggiornata sulla valutazione europea dei medicinali contenenti azitromicina per uso sistemico e sulle conclusioni in merito al loro profilo beneficio-rischio.

COVID-19 – scheda informativa AIFA su azitromicina riassume le evidenze disponibili sull’uso di azitromicina nel contesto COVID-19 e chiarisce perché non è raccomandata come trattamento specifico dell’infezione virale.

AIFA: non esistono antibiotici efficaci per il COVID-19 è un comunicato ufficiale che ribadisce l’assenza di antibiotici efficaci contro COVID-19 e mette in guardia dall’uso improprio di azitromicina e altri antibiotici.

Nota Informativa Importante su azitromicina – AIFA aggiorna le informazioni di sicurezza, con particolare attenzione ai rischi emersi in pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche trattati a lungo termine.

Effetto del trattamento di mantenimento con azitromicina – AIFA sintetizza uno studio clinico sull’uso prolungato di azitromicina nelle bronchiectasie non da fibrosi cistica, evidenziando benefici e rischi, inclusa la maggiore resistenza ai macrolidi.