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L’assegno ordinario di invalidità (AOI) è una prestazione previdenziale riconosciuta dall’INPS a chi, pur non essendo totalmente inabile, vede significativamente ridotta la propria capacità di lavorare per cause di natura fisica o psichica. La domanda che molti si pongono ogni anno è quanto spetti concretamente: l’importo nel 2025 non è uguale per tutti, perché dipende dalla storia contributiva e retributiva individuale e dalle regole di rivalutazione annuale. Per orientarsi, è utile distinguere con chiarezza che cosa serve per averne diritto, come si calcola la quota spettante e quali documenti presentare per ridurre il rischio di richieste integrative o rigetti.
In questa guida affrontiamo i passaggi in modo ordinato. Iniziamo dai requisiti: sono il primo snodo, perché l’assenza anche di un solo presupposto (sanitario, assicurativo o contributivo) comporta il rigetto della domanda, a prescindere dal calcolo dell’importo. Nelle sezioni successive si entrerà nel merito del calcolo economico per il 2025, della documentazione e delle procedure pratiche. L’obiettivo è fornire informazioni affidabili e comprensibili tanto a chi assiste i pazienti nel percorso medico-legale quanto ai lavoratori e alle famiglie che desiderano capire come muoversi.
Requisiti per l’assegno di invalidità
L’assegno ordinario di invalidità è riservato ai lavoratori iscritti a forme di assicurazione obbligatoria contro l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, e presuppone la presenza simultanea di un requisito sanitario e di requisiti previdenziali. Sul piano sanitario, la norma richiede che la capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle attitudini personali sia ridotta a meno di un terzo, vale a dire una riduzione superiore a circa due terzi. Non si tratta della “invalidità civile” percentuale usata per altre prestazioni assistenziali: l’AOI è una prestazione previdenziale e si basa su una valutazione medico-legale orientata alla capacità di lavoro in relazione alla formazione, all’esperienza e all’età del richiedente. Questo spiega perché due persone con la stessa patologia possano avere esiti diversi a seconda del profilo professionale e della storia lavorativa.
Il requisito assicurativo riguarda l’iscrizione a una gestione previdenziale dell’INPS. In termini pratici, possono fare domanda i lavoratori dipendenti del settore privato, molti lavoratori autonomi (per esempio artigiani e commercianti), i parasubordinati e, in generale, chi abbia versato contributi nelle gestioni interessate. Per alcune categorie del pubblico impiego, oggi confluite nelle gestioni INPS, valgono regole analoghe, ferma restando la verifica caso per caso della gestione di appartenenza. La cittadinanza non è di per sé un ostacolo: ciò che conta è essere assicurati e aver maturato la contribuzione minima, nel rispetto delle norme su residenza e titolarità del trattamento in Italia o all’estero a seconda degli accordi vigenti. È importante considerare anche eventuali periodi assicurativi in gestioni diverse, perché strumenti come cumulo o totalizzazione possono essere utili a soddisfare i requisiti.
Il requisito contributivo è il secondo pilastro. Per l’AOI serve aver maturato almeno cinque anni di contribuzione complessiva, di cui almeno tre anni nel quinquennio che precede la decorrenza della prestazione. Questa articolazione è significativa: la parte “nel quinquennio” serve a dimostrare la continuità del rapporto assicurativo e la recente partecipazione al mercato del lavoro. In presenza di carriere discontinue, periodi di malattia, congedi o interruzioni, è opportuno verificare con precisione la collocazione temporale dei contributi. Quando il percorso lavorativo ha attraversato più gestioni, gli istituti di cumulo gratuito o di totalizzazione possono consentire di mettere insieme periodi contributivi dispersi, fermo restando che alcune scelte (come la ricongiunzione onerosa) hanno effetti economici e vanno valutate con attenzione in relazione alla futura misura dell’assegno.

Un aspetto spesso poco compreso è la compatibilità dell’AOI con il lavoro. A differenza della pensione di inabilità assoluta, l’assegno ordinario è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, purché la riduzione di capacità sia effettiva e documentata e l’attività sia concretamente sostenibile per il beneficiario. Dal punto di vista economico, però, la normativa prevede possibili riduzioni dell’importo quando i redditi da lavoro superano determinati limiti. Le soglie e le percentuali di eventuale decurtazione vengono aggiornate periodicamente; ciò significa che, nel pianificare l’accesso all’AOI e l’eventuale prosecuzione del lavoro, è utile considerare l’effetto combinato di retribuzione, contribuzione futura e possibile riduzione dell’assegno. Questo approccio consente anche di evitare successive richieste di restituzione nel caso in cui i redditi superino i limiti senza che il beneficiario ne abbia tenuto conto.
Infine, la durata e la revisione: l’AOI viene riconosciuto per un periodo di tre anni e può essere rinnovato su domanda alla scadenza, se persistono le condizioni sanitarie e i requisiti assicurativi e contributivi. Dopo tre riconoscimenti consecutivi, la prestazione può essere confermata a tempo indeterminato; resta comunque la possibilità di visite di verifica se vi sono motivi per rivalutare le condizioni. Al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, l’assegno viene in genere trasformato nella prestazione di vecchiaia, senza soluzione di continuità, a tutela della stabilità del reddito. L’AOI non è cumulabile con la pensione di inabilità sulla stessa posizione assicurativa e non va confuso con le provvidenze di invalidità civile, che hanno natura assistenziale e presupposti differenti: nulla vieta, però, che una stessa persona, se ne ha diritto, riceva prestazioni diverse per canali differenti, nel rispetto delle regole di cumulabilità previste dalla legge.
Calcolo dell’importo
L’importo dell’assegno ordinario di invalidità si determina applicando le stesse regole di calcolo previste per le pensioni dell’assicurazione generale obbligatoria. In concreto, si utilizza il metodo retributivo per le anzianità maturate fino al 31 dicembre 1995 e il metodo contributivo per le anzianità dal 1° gennaio 1996 in poi, con assetti misti per chi rientra in entrambe le fasi. Nel sistema contributivo rileva il montante individuale dei contributi, rivalutato e rapportato ai parametri vigenti alla decorrenza; nel sistema retributivo contano le retribuzioni pensionabili dei periodi di riferimento. Contributi figurativi, da riscatto e da ricongiunzione, se utili e accreditati nella gestione interessata, concorrono al diritto e alla misura secondo le rispettive regole.
La misura dell’assegno risente della storia lavorativa effettiva: carriere discontinue, periodi part-time o oscillazioni retributive incidono sul risultato finale. In presenza di periodi assicurativi in gestioni diverse, strumenti come cumulo o totalizzazione possono permettere unificazioni che valgono anche ai fini della misura, mentre operazioni onerose (ad esempio talune ricongiunzioni) comportano scelte economiche da ponderare. La prestazione decorre, in caso di accoglimento, dal mese successivo alla domanda ed è corrisposta di norma per tredici mensilità; l’importo è lordo e soggetto a ritenute IRPEF e addizionali, per cui il netto dipende dal profilo fiscale del beneficiario. Ogni anno opera la perequazione automatica, che nel 2025 incide sull’adeguamento della rata e su taluni limiti connessi.
In presenza di redditi personali contenuti, nei limiti e alle condizioni previste, l’assegno può essere integrato fino al trattamento minimo o beneficiare di maggiorazioni sociali eventualmente spettanti; per queste valutazioni l’INPS considera i redditi rilevanti del beneficiario e, in alcuni casi, del coniuge. Viceversa, se si percepiscono redditi da lavoro oltre determinate soglie, trovano applicazione le riduzioni percentuali previste dalla normativa: le verifiche avvengono sui redditi dell’anno di riferimento ed è opportuno monitorare il cassetto previdenziale e comunicare tempestivamente eventuali variazioni, per evitare conguagli o recuperi.
Se dopo la decorrenza dell’AOI vengono accreditati ulteriori contributi, è possibile richiedere una ricostituzione per aggiornare la misura sulla base della contribuzione successiva; ricalcoli e adeguamenti possono intervenire anche d’ufficio in presenza di nuove rivalutazioni o modifiche normative. Al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, l’assegno viene trasformato nella relativa prestazione, garantendo continuità nei pagamenti e tenendo conto, se del caso, della contribuzione maturata fino a quel momento.
Documentazione necessaria
Per richiedere l’Assegno Ordinario di Invalidità, è fondamentale presentare una serie di documenti che attestino sia la condizione di salute del richiedente sia il rispetto dei requisiti contributivi richiesti. La corretta preparazione di questa documentazione è essenziale per l’esito positivo della domanda.
Il primo documento indispensabile è il certificato medico introduttivo, noto come modello SS3. Questo certificato deve essere compilato dal medico curante e deve fornire una descrizione dettagliata delle infermità fisiche o mentali che hanno determinato la riduzione della capacità lavorativa. È importante che il certificato sia aggiornato e rifletta accuratamente lo stato di salute attuale del richiedente.
Oltre al certificato medico, è necessario allegare alla domanda una copia di un documento d’identità valido e del codice fiscale. Questi documenti servono a identificare in modo univoco il richiedente e a verificare la sua residenza sul territorio italiano, requisito fondamentale per l’accesso all’assegno.
È inoltre consigliabile includere tutta la documentazione sanitaria aggiuntiva che possa supportare la richiesta, come referti medici specialistici, esami diagnostici e cartelle cliniche. Questi documenti forniscono un quadro completo della situazione sanitaria del richiedente e possono facilitare la valutazione da parte della commissione medica dell’INPS.
Infine, per i richiedenti che non sono in grado di gestire autonomamente la procedura, è necessario presentare la documentazione relativa al tutore legale, che include l’atto di nomina del tutore e i suoi documenti d’identità. Questo assicura che la domanda sia presentata in modo legittimo e conforme alle normative vigenti.
Procedure di richiesta
La richiesta dell’Assegno Ordinario di Invalidità deve essere presentata all’INPS attraverso una procedura telematica. È possibile accedere al servizio online utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS. In alternativa, ci si può rivolgere a un patronato o a un intermediario autorizzato che assisterà nella compilazione e nell’invio della domanda.
Una volta effettuato l’accesso al portale INPS, è necessario compilare la domanda online, inserendo tutte le informazioni richieste e allegando la documentazione necessaria, inclusi il certificato medico SS3 e i documenti d’identità. È fondamentale verificare attentamente che tutti i dati inseriti siano corretti per evitare ritardi o respingimenti della domanda.
Dopo l’invio della domanda, l’INPS provvederà a convocare il richiedente per una visita medica presso la commissione competente. Questa visita ha lo scopo di accertare la riduzione della capacità lavorativa e di determinare l’idoneità al beneficio. La convocazione avviene generalmente entro due settimane dalla presentazione della domanda.
In caso di esito positivo, l’assegno viene erogato a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda. L’INPS comunica l’esito al richiedente tramite lettera o attraverso il proprio cassetto previdenziale online. È importante conservare tutta la documentazione relativa alla domanda e all’esito per eventuali future necessità.
Se la domanda viene respinta, è possibile presentare un ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla ricezione della comunicazione di rigetto. In caso di ulteriore esito negativo, si può procedere con un ricorso giudiziario presso il Tribunale competente. È consigliabile, in queste fasi, avvalersi dell’assistenza di un legale o di un patronato per aumentare le possibilità di successo del ricorso.
Consigli per l’approvazione
Per aumentare le probabilità di approvazione della domanda di Assegno Ordinario di Invalidità, è fondamentale seguire alcuni accorgimenti durante la preparazione e la presentazione della richiesta. Una corretta gestione di questa fase può fare la differenza tra l’accettazione e il rigetto della domanda.
Innanzitutto, è essenziale assicurarsi che tutta la documentazione medica sia completa, aggiornata e dettagliata. Il certificato medico SS3 deve descrivere accuratamente le patologie e le limitazioni funzionali che incidono sulla capacità lavorativa. Allegare ulteriori referti specialistici e risultati di esami diagnostici può fornire un quadro più chiaro e convincente della situazione sanitaria.
È importante compilare la domanda online con attenzione, verificando che tutti i dati inseriti siano corretti e completi. Errori o omissioni possono causare ritardi o il rigetto della domanda. Se non si è sicuri di come procedere, è consigliabile rivolgersi a un patronato o a un intermediario autorizzato che possa fornire assistenza nella compilazione e nell’invio della domanda.
Durante la visita medica di accertamento, è fondamentale presentarsi con tutta la documentazione originale e rispondere in modo chiaro e preciso alle domande della commissione. Essere preparati e collaborativi può influenzare positivamente l’esito della valutazione.
Infine, mantenere una comunicazione costante con l’INPS e monitorare lo stato della propria domanda attraverso il cassetto previdenziale online permette di essere aggiornati su eventuali richieste di integrazione documentale o su altri sviluppi relativi alla pratica. Essere proattivi e tempestivi nelle risposte può facilitare l’iter procedurale e aumentare le possibilità di approvazione.
In conclusione, l’Assegno Ordinario di Invalidità rappresenta un sostegno economico significativo per i lavoratori che, a causa di infermità fisiche o mentali, hanno subito una riduzione della capacità lavorativa. La corretta preparazione della documentazione, l’attenzione nella compilazione della domanda e la collaborazione durante l’iter di valutazione sono elementi chiave per ottenere l’approvazione del beneficio. È consigliabile avvalersi dell’assistenza di professionisti o enti specializzati per navigare con successo le procedure burocratiche e assicurarsi di soddisfare tutti i requisiti richiesti.
Per approfondire
INPS – Assegno Ordinario di Invalidità: Pagina ufficiale dell’INPS con informazioni dettagliate sulla prestazione, requisiti e modalità di richiesta.
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Assegno Ordinario di Invalidità: Approfondimento ministeriale sui criteri di accesso e sulle procedure per l’ottenimento dell’assegno.
Gazzetta Ufficiale – Normativa sull’Assegno Ordinario di Invalidità: Testo della legge che disciplina l’assegno, utile per comprendere le basi normative della prestazione.
