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La pensione anticipata per invalidi è un canale di accesso agevolato alla pensione pensato per chi, a causa di una significativa riduzione della capacità lavorativa, incontra maggiori difficoltà a proseguire l’attività fino ai requisiti ordinari. Nel 2025 questo istituto resta circoscritto a una platea ben definita e richiede condizioni stringenti: non basta l’accertamento di una generica invalidità civile, ma è necessaria una “invalidità pensionabile” riconosciuta secondo criteri assicurativi. Comprendere esattamente chi rientra, quali soglie percentuali servono, quanta contribuzione è richiesta e quali tempi di decorrenza si applicano è essenziale per lavoratori, datori di lavoro e consulenti.
Questa guida illustra in modo chiaro e aggiornato i requisiti per il 2025, distinguendo i punti chiave (età, percentuale di invalidità, contribuzione minima, gestione previdenziale di appartenenza) e mettendo in evidenza i casi di esclusione più frequenti. L’obiettivo è fornire un quadro operativo affidabile a chi sta valutando la domanda o deve orientare scelte di fine carriera, evitando ambiguità tra misure simili (assegno ordinario di invalidità, pensione di inabilità, altre vie di pensionamento anticipato).
Requisiti per la pensione anticipata per invalidi
Nel 2025 la pensione anticipata per invalidi è destinata ai lavoratori dipendenti del settore privato iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti. Il requisito cardine è l’invalidità pensionabile almeno pari all’80%, accertata secondo le regole previdenziali. A fronte di tale condizione, l’età minima è inferiore rispetto all’ordinario: 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini. Per la decorrenza della pensione resta applicabile una finestra mobile, ossia un intervallo temporale tra la maturazione dei requisiti e l’avvio effettivo del trattamento, pari in via generale a 12 mesi per i lavoratori dipendenti. Non sono previsti, per il 2025, incrementi dovuti agli adeguamenti alla speranza di vita su queste età ridotte, che rimangono invariate rispetto agli ultimi anni.
È fondamentale distinguere la nozione di “invalidità pensionabile” dall’invalidità civile. Ai fini del pensionamento anticipato, la percentuale dell’80% deve essere determinata in ambito assicurativo-previdenziale, a valle di un accertamento medico-legale specifico. L’invalidità civile, anche se pari o superiore all’80%, non è automaticamente valida per questo canale: può costituire un riferimento clinico, ma serve il riconoscimento pensionabile secondo la disciplina dell’ente previdenziale. In pratica, è necessario che la commissione medico-legale competente valuti la riduzione della capacità lavorativa in occupazioni confacenti, inquadrandola nei criteri previsti per l’assicurazione obbligatoria dei dipendenti. Tale accertamento va conseguito e risultare efficace prima della decorrenza della pensione.
Oltre al requisito sanitario, rimane imprescindibile il requisito contributivo. In via generale sono richiesti almeno 20 anni di contributi utili ai fini del diritto, ottenuti sommando contribuzione obbligatoria, volontaria, da riscatto e i periodi figurativi riconosciuti dalla normativa (ad esempio per malattia, infortunio, cassa integrazione e, con regole specifiche, per disoccupazione). In presenza di anzianità assicurativa risalente, possono operare le cosiddette “deroghe Amato”, che consentono l’accesso con 15 anni di contribuzione al ricorrere di requisiti rigorosamente predefiniti dalla normativa previgente; si tratta di fattispecie residuali ma tuttora rilevanti per profili con carriere iniziate prima del 1996. Va inoltre ricordato che i benefici contributivi per invalidi civili con percentuale pari o superiore al 74% (maggiorazioni figurative di due mesi per anno fino a un massimo di cinque anni) possono concorrere al raggiungimento del requisito dei 20 anni, qualora spettanti.

La misura è circoscritta ai dipendenti del settore privato. Ne restano normalmente esclusi i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) e gli iscritti alla Gestione separata, così come i dipendenti pubblici afferenti agli ordinamenti ex Inpdap, per i quali continuano ad applicarsi istituti diversi (come la pensione di inabilità o l’accesso alle forme ordinarie di pensionamento anticipato). La presenza di contributi in più gestioni non preclude a priori l’accesso: ricongiunzione, cumulo o totalizzazione possono essere utilizzati per valorizzare l’intera carriera, ma la liquidazione della pensione anticipata per invalidi richiede che, alla decorrenza, la gestione di riferimento sia quella dei dipendenti privati e che la specifica misura sia applicabile in base alle regole della gestione coinvolta. Un ulteriore requisito procedurale, comune ai trattamenti di vecchiaia, è la cessazione del rapporto di lavoro dipendente prima dell’erogazione della pensione.
Sul piano economico, questa forma di pensionamento non prevede “penalizzazioni” legali aggiuntive rispetto ai normali criteri di calcolo. Tuttavia, per le quote contributive del trattamento, l’età più bassa alla decorrenza comporta l’applicazione di coefficienti di trasformazione meno favorevoli rispetto a un’uscita a età più avanzata: ciò può determinare un importo inferiore rispetto alla pensione che si otterrebbe attendendo i requisiti ordinari. La valutazione va condotta caso per caso, tenendo conto della storia contributiva (retributivo, misto o contributivo puro), di eventuali maggiorazioni spettanti e della contemporanea titolarità di prestazioni come l’assegno ordinario di invalidità: quest’ultimo, se in pagamento, cessa alla decorrenza della pensione anticipata, che lo sostituisce. Restano inoltre autonome, con regole proprie, le vie di uscita specifiche per ciechi civili e sordomuti, che non vanno confuse con la pensione anticipata per invalidi all’80% oggetto di questa sezione.
Documentazione necessaria
Per richiedere la pensione anticipata per invalidi nel 2025, è fondamentale presentare una serie di documenti che attestino sia la condizione di invalidità sia i requisiti contributivi e anagrafici richiesti. La corretta preparazione della documentazione facilita l’iter burocratico e riduce i tempi di attesa per l’erogazione della pensione.
Innanzitutto, è necessario ottenere il certificato medico introduttivo, redatto dal proprio medico curante. Questo documento attesta la presenza e il grado di invalidità, specificando come essa influisca sulla capacità lavorativa del richiedente. Dal 30 settembre 2025, nelle province coinvolte nella seconda fase sperimentale, il procedimento inizierà unicamente con l’invio telematico del nuovo “certificato medico introduttivo” da parte del medico. Questo certificato diventerà l’unica via per avviare la valutazione della disabilità. È fondamentale che i cittadini che hanno già un certificato medico redatto con le vecchie modalità in queste nove province completino la procedura inviando la domanda amministrativa all’INPS entro e non oltre il 29 settembre 2025. Chi non ha dimestichezza con gli strumenti informativi può rivolgersi ai patronati o agli intermediari autorizzati per procedere all’inoltro. Dopo questa data, che segna un importante spartiacque, l’unica procedura valida sarà il nuovo certificato medico introduttivo. Le disposizioni non riguardano invece la Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Trento, dove l’INPS non interviene. (ildiritto.it)
Oltre al certificato medico, è indispensabile presentare la domanda di pensione compilata e firmata, accompagnata da un documento di identità valido e dal codice fiscale. È consigliabile includere anche l’estratto conto contributivo, che riporta la storia lavorativa e contributiva del richiedente, al fine di verificare il raggiungimento dei requisiti contributivi richiesti.
In alcuni casi, potrebbe essere richiesto un certificato di residenza per attestare la dimora abituale del richiedente. Inoltre, se il richiedente è coniugato, potrebbe essere necessario fornire informazioni sul reddito del coniuge, poiché alcuni benefici sono legati al reddito familiare complessivo.
Infine, è opportuno allegare eventuali altri documenti che possano supportare la richiesta, come certificati medici specialistici, referti diagnostici o documentazione relativa a precedenti riconoscimenti di invalidità. Una documentazione completa e accurata è essenziale per evitare ritardi nella valutazione della domanda.
Come presentare la domanda
La presentazione della domanda per la pensione anticipata per invalidi nel 2025 può avvenire attraverso diverse modalità, offrendo al richiedente la possibilità di scegliere quella più adatta alle proprie esigenze e competenze.
Una delle opzioni principali è l’invio telematico tramite il portale dell’INPS. Accedendo all’area riservata con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS), è possibile compilare e inviare la domanda online. Questo metodo è rapido e consente di monitorare lo stato di avanzamento della pratica direttamente dal proprio account.
Per coloro che preferiscono un supporto nella compilazione e presentazione della domanda, è possibile rivolgersi ai patronati o agli intermediari autorizzati. Questi enti offrono assistenza gratuita, guidando il richiedente nella raccolta della documentazione necessaria e nella corretta compilazione della domanda.
Un’altra modalità è la presentazione della domanda presso gli uffici territoriali dell’INPS. Recandosi personalmente, è possibile consegnare la documentazione e ricevere eventuali chiarimenti o supporto da parte del personale addetto. È consigliabile prenotare un appuntamento per evitare lunghe attese.
Indipendentemente dalla modalità scelta, è fondamentale assicurarsi che la domanda sia completa in ogni sua parte e corredata di tutta la documentazione richiesta. Errori o omissioni possono comportare ritardi nella valutazione o il rigetto della domanda. Inoltre, è opportuno conservare una copia di tutta la documentazione inviata e delle ricevute di presentazione, per eventuali future necessità.
Domande frequenti
Qual è il grado minimo di invalidità richiesto per accedere alla pensione anticipata?
Per accedere alla pensione anticipata per invalidi, è generalmente richiesto un grado di invalidità riconosciuto pari o superiore al 74%. Tuttavia, specifiche condizioni possono variare in base alla normativa vigente e al tipo di pensione richiesta. Per la pensione anticipata per invalidi dei lavoratori dipendenti privati (FPLD) è invece necessario il riconoscimento di un’invalidità pensionabile almeno pari all’80%, accertata in sede medico-legale previdenziale. La soglia del 74% rileva in particolare per le maggiorazioni contributive, che possono concorrere al raggiungimento dei 20 anni di contributi ma non danno automaticamente diritto alla pensione anticipata.
È possibile presentare la domanda di pensione anticipata senza l’assistenza di un patronato?
Sì, è possibile presentare la domanda autonomamente tramite il portale online dell’INPS, utilizzando le proprie credenziali di accesso. Tuttavia, l’assistenza di un patronato può essere utile per assicurarsi che la domanda sia compilata correttamente e completa di tutta la documentazione necessaria.
Quanto tempo occorre per l’elaborazione della domanda di pensione anticipata?
I tempi di elaborazione possono variare in base alla complessità della pratica e al carico di lavoro dell’INPS. In media, la valutazione può richiedere da alcuni mesi fino a un anno. È consigliabile monitorare lo stato della domanda tramite il portale INPS o contattando direttamente l’ente.
Se la domanda viene respinta, è possibile presentare ricorso?
Sì, in caso di rigetto della domanda, il richiedente ha la possibilità di presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento. È consigliabile rivolgersi a un legale o a un patronato per ricevere assistenza nella procedura di ricorso.
La pensione anticipata per invalidi è compatibile con altre forme di sostegno economico?
La compatibilità con altre prestazioni dipende dalla specifica normativa vigente e dalle condizioni personali del richiedente. È opportuno consultare l’INPS o un esperto in materia previdenziale per ottenere informazioni dettagliate sulla propria situazione.
Consigli utili
Affrontare la procedura per la richiesta della pensione anticipata per invalidi può risultare complesso, ma seguendo alcuni consigli pratici è possibile semplificare il processo e aumentare le probabilità di successo.
Prima di tutto, è fondamentale informarsi accuratamente sui requisiti e sulla documentazione necessaria. Consultare il sito ufficiale dell’INPS o rivolgersi a un patronato può fornire indicazioni precise e aggiornate.
È consigliabile raccogliere tutta la documentazione richiesta con anticipo, verificando che sia completa e corretta. Errori o mancanze possono causare ritardi o il rigetto della domanda.
Se possibile, prediligere la presentazione telematica della domanda tramite il portale INPS. Questo metodo consente di monitorare lo stato della pratica e di ricevere comunicazioni in tempi più rapidi.
In caso di dubbi o difficoltà, non esitare a chiedere supporto a professionisti del settore, come patronati o consulenti previdenziali. La loro esperienza può essere determinante per la buona riuscita della richiesta.
Infine, mantenere una copia di tutta la documentazione inviata e delle ricevute di presentazione. Questo materiale può risultare utile in caso di necessità future o per eventuali ricorsi.
In conclusione, la pensione anticipata per invalidi rappresenta un importante strumento di tutela per coloro che, a causa di condizioni di salute, non possono proseguire l’attività lavorativa fino all’età pensionabile ordinaria. Conoscere i requisiti, preparare accuratamente la documentazione e seguire attentamente le procedure indicate sono passaggi fondamentali per accedere a questo beneficio. È sempre consigliabile avvalersi del supporto di professionisti o enti preposti per orientarsi al meglio nel percorso di richiesta.
Per approfondire
INPS – Istituto Nazionale della Previdenza Sociale: Sito ufficiale dell’INPS, con informazioni dettagliate sulle pensioni e le procedure di richiesta.
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: Portale del Ministero con normative e aggiornamenti in materia di lavoro e previdenza.
