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La neuropatia compressiva del nervo ulnare è una delle più comuni forme di “intrappolamento” dei nervi periferici dell’arto superiore. Colpisce un nervo fondamentale per la sensibilità del mignolo e della metà ulnare dell’anulare, e per il controllo di molti piccoli muscoli della mano che permettono movimenti fini, presa e pinza. Quando il nervo viene sottoposto a pressioni ripetute, trazione o attrito lungo il suo decorso, le fibre nervose possono soffrire e trasmettere i segnali in modo anomalo. Questo si traduce in disturbi sensoriali e, nei casi più avanzati, in deficit di forza e destrezza manuale.
Pur essendo frequente tra lavoratori manuali, sportivi e persone che mantengono a lungo il gomito flesso o appoggiato, la condizione può interessare chiunque. Riconoscerla per tempo è importante: nelle fasi iniziali il nervo tende a recuperare se la compressione viene ridotta; con il passare dei mesi, invece, possono instaurarsi danni strutturali più difficili da invertire. Capire cos’è esattamente questa neuropatia, dove si localizza e perché si sviluppa aiuta a orientarsi lungo il percorso di valutazione neurologica e a intraprendere misure tempestive per proteggere la funzione della mano.
Cos’è la neuropatia compressiva del nervo ulnare
Il nervo ulnare nasce dal plesso brachiale (principalmente da C8–T1) e percorre il braccio verso il gomito, dove passa dietro all’epitroclea (epicondilo mediale) attraverso il tunnel cubitale, uno stretto canale osteofibroso. Da qui prosegue nell’avambraccio e raggiunge il polso, entrando nel canale di Guyon, un secondo passaggio anatomico nel contesto del legamento carpale volare. Lungo questo tragitto, il nervo fornisce innervazione motoria ai muscoli intrinseci della mano (interossei, lombricali ulnari, adduttore del pollice, muscoli dell’eminenza ipotenar) e innervazione sensitiva alla faccia ulnare della mano, in particolare al mignolo e a metà dell’anulare, con contributi anche al dorso ulnare. La sua funzione fine e la presenza in spazi anatomici stretti spiegano perché l’ulnare sia vulnerabile alle compressioni: la flessione del gomito, ad esempio, tende a stringere il tunnel cubitale e a stirare il nervo, incrementando le forze meccaniche che agiscono sulle fibre.
Con il termine “neuropatia compressiva” si indica una sofferenza del nervo dovuta a pressioni esterne ripetute, a trazione o a microtraumi cronici. Il danno biologico si sviluppa in fasi: inizialmente prevalgono alterazioni della mielina (la guaina isolante delle fibre), con rallentamento della conduzione e potenziale blocco funzionale (neuraprassia). Se la compressione persiste, si instaurano edema intraneurale, ischemia delle fibre e, nei casi più avanzati, danno assonale (assonotmesi), che comporta perdita di unità motorie e deficit più stabili. Questi processi sono spesso “dinamici”, peggiorano in posizioni che riducono il calibro del canale (come la flessione prolungata del gomito) e possono migliorare quando la sollecitazione viene rimossa. La reversibilità è massima nelle fasi demielinizzanti precoci e diminuisce mano a mano che subentrano alterazioni strutturali del nervo e del tessuto circostante.
Le due sedi più tipiche di intrappolamento sono il gomito (sindrome del tunnel cubitale) e il polso (sindrome del canale di Guyon). Queste localizzazioni producono quadri clinici in parte distinti perché afferiscono a rami diversi del nervo. A livello del polso, ad esempio, la compressione può coinvolgere selettivamente i rami motori o sensitivi a seconda della zona del canale interessata (zone di Guyon 1–3), e spesso risparmia la sensibilità dorsale ulnare, che origina più prossimalmente. Al gomito, invece, la sofferenza può riguardare sia i rami destinati alla sensibilità palmare sia quelli dorsali e, in caso di sublussazione o instabilità del nervo dietro l’epitroclea, l’attrito meccanico durante la flessione-estensione può amplificare i sintomi. Comprendere il livello della compressione è fondamentale perché guida la valutazione neurologica e le strategie terapeutiche, che differiscono tra gomito e polso.
Dal punto di vista della popolazione, la neuropatia ulnare è tra le più comuni neuropatie da intrappolamento dell’arto superiore, seconda solo alla sindrome del tunnel carpale. È frequente in attività che comportano appoggio prolungato del gomito su superfici dure, uso ripetitivo degli arti superiori o mantenimento di posizioni estreme di flessione. Anche sport e hobby che prevedono presa prolungata del manubrio, del bastone o di attrezzi vibranti possono sottoporre il nervo a stress meccanici, in particolare al polso. L’età adulta e alcune conformazioni anatomiche del gomito (valgismo, osteofiti, esiti di fratture) possono facilitare il restringimento dei canali di passaggio. Non di rado la condizione è subdola e intermittente nelle fasi iniziali, con periodi di apparente remissione: proprio questa variabilità può ritardare il riconoscimento del problema e la richiesta di valutazione clinica.
In ambito clinico, la neuropatia compressiva del nervo ulnare viene inquadrata lungo uno spettro di gravità che va dalla semplice irritazione demielinizzante con sintomi evocabili in determinate posture, fino al coinvolgimento assonale con debolezza oggettiva e segni di denervazione dei muscoli della mano. Esistono scale descrittive della severità (come le classificazioni tradizionalmente usate nella pratica neurologica e chirurgica) che correlano i reperti clinici con le strategie di trattamento: nei quadri lievi-moderati si privilegiano misure conservative e di riduzione della compressione; quando compaiono deficit motori o quando le indagini indicano danno strutturale rilevante, l’indicazione può spostarsi verso procedure di decompressione. Sapere che cosa sia questa neuropatia, come si sviluppi e perché la sede conti così tanto aiuta a interpretare i sintomi e a comprendere le ragioni di un percorso diagnostico-terapeutico calibrato sulla singola situazione clinica.
Cause principali
La causa più comune è la compressione dinamica del nervo al gomito nel tunnel cubitale, favorita dalla flessione prolungata, dall’appoggio ripetuto su superfici dure e dai movimenti ripetitivi di flesso-estensione. In queste condizioni il calibro del canale si riduce, il nervo viene stirato e aumentano attrito e pressione intraneurale, con sofferenza delle fibre mieliniche.
Fattori anatomici locali possono creare un conflitto meccanico: ispessimento del legamento di Osborne, osteofiti e esiti artrosici, cicatrici post-traumatiche, sublussazione/instabilità del nervo dietro l’epitroclea o la presenza di varianti muscolari (ad esempio l’anconeus epitrochlearis). Al polso, la sindrome del canale di Guyon può dipendere da gangli cistici, tenosinoviti, vasi tortuosi o anomalie del legamento carpale volare che comprimono selettivamente rami motori o sensitivi.
Microtraumi ripetuti legati al lavoro o allo sport svolgono un ruolo rilevante: utensili vibranti, ciclismo con appoggio prolungato sul manubrio, arrampicata, sport di presa o di contatto e attività che richiedono forza di presa protratta possono aumentare lo stress sul nervo, soprattutto a livello del polso. Anche immobilizzazioni rigide, bendaggi o appoggi prolungati in ospedale possono contribuire transitoriamente alla compressione.
Comorbilità sistemiche e fattori generali modulano la suscettibilità del nervo: condizioni metaboliche e vascolari possono ridurre la “riserva” del nervo e favorire edema endoneurale; posture notturne in flessione marcata e l’associazione con altre sedi di sofferenza del tronco nervoso (fenomeno del “double crush”, ad esempio a livello cervicale) possono amplificare i sintomi e la disfunzione.
Sintomi caratteristici
I sintomi iniziano spesso con parestesie intermittenti (formicolio, intorpidimento) al mignolo e alla metà ulnare dell’anulare, estese al margine ulnare della mano. Sono tipicamente evocati o accentuati dalla flessione del gomito, dall’appoggio sul gomito o dal mantenimento prolungato di posture come telefonare, leggere o guidare; non di rado compaiono o si accentuano di notte.
Il dolore può localizzarsi al lato mediale del gomito con possibile irradiazione sull’avambraccio ulnare; un colpo sul solco epitrocleo-olecranico può determinare una “scossa” lungo le dita (fenomeno evocabile al test di Tinel). Nelle compressioni al polso (canale di Guyon) prevalgono disturbi palmari ulnari, mentre la sensibilità dorsale ulnare tende a essere risparmiata perché origina più prossimalmente.
Con il progredire della sofferenza compaiono segni motori: debolezza dei muscoli intrinseci della mano con difficoltà nell’abduzione/adduzione delle dita, riduzione della forza di presa e della pinza, caduta degli oggetti e crampi. Possono osservarsi segni come il Froment (uso compensatorio del flessore lungo del pollice), il Wartenberg (abduzione del mignolo) e, nei casi avanzati, atrofia degli interossei e dell’eminenza ipotenar fino all’atteggiamento “ad artiglio” ulnare.
La progressione clinica è variabile: i disturbi possono rimanere posture-dipendenti e fluttuare, oppure diventare persistenti con riduzione della sensibilità fine e della destrezza manuale. L’insorgenza di deficit motori oggettivi, l’ipoestesia stabile e l’impatto sulle attività quotidiane suggeriscono un coinvolgimento più strutturale del nervo e un quadro di gravità maggiore.
Diagnosi neurologica
La diagnosi della neuropatia compressiva del nervo ulnare si basa su un’accurata anamnesi e su un esame obiettivo dettagliato. Il medico valuta la presenza di sintomi caratteristici, come formicolio e intorpidimento al quarto e quinto dito, debolezza muscolare e dolore al gomito. Durante l’esame fisico, possono essere eseguiti test specifici, come il segno di Tinel, che consiste nella percussione del nervo ulnare al gomito per evocare sensazioni di formicolio nelle dita interessate. Un altro test è quello di iperflessione del gomito, che prevede la flessione massima del gomito per alcuni minuti al fine di riprodurre i sintomi. (medicitalia.it)
Per confermare la diagnosi e valutare l’entità del danno nervoso, vengono utilizzati esami strumentali. L’elettromiografia (EMG) e la velocità di conduzione nervosa sono fondamentali per determinare la funzionalità del nervo ulnare e identificare eventuali anomalie nella trasmissione degli impulsi nervosi. (msdmanuals.com)
In alcuni casi, possono essere richiesti esami di imaging, come radiografie, ecografie o risonanza magnetica, per identificare eventuali cause strutturali della compressione, come osteofiti, cisti o altre anomalie anatomiche. (artroscopiadipolso.it)
Cure disponibili
Il trattamento della neuropatia compressiva del nervo ulnare varia in base alla gravità dei sintomi e alla causa sottostante. Nelle fasi iniziali, l’approccio conservativo è spesso sufficiente. Questo può includere l’uso di tutori per immobilizzare il gomito in posizione estesa durante la notte, al fine di ridurre la pressione sul nervo. Inoltre, si consiglia di evitare attività che possano aggravare la compressione, come appoggiare il gomito su superfici dure o mantenere il gomito flesso per periodi prolungati.
La terapia farmacologica può prevedere l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per ridurre l’infiammazione e il dolore. In alcuni casi, possono essere prescritti corticosteroidi per via orale o iniezioni locali per alleviare i sintomi.
Se i sintomi persistono o peggiorano nonostante il trattamento conservativo, può essere indicato l’intervento chirurgico. Le opzioni chirurgiche includono la decompressione del nervo ulnare attraverso la neurolisi in situ o la trasposizione anteriore del nervo. La scelta della tecnica dipende dalle condizioni specifiche del paziente e dalla presenza di eventuali anomalie anatomiche. (ilgomito.it)
Il recupero post-operatorio varia in base alla gravità del danno nervoso preesistente e alla tempestività dell’intervento. È fondamentale seguire un programma di riabilitazione adeguato per ottimizzare il recupero funzionale e prevenire recidive. (aosp.bo.it)
In conclusione, la neuropatia compressiva del nervo ulnare richiede un’attenta valutazione clinica e un approccio terapeutico personalizzato. La diagnosi precoce e un trattamento adeguato sono essenziali per prevenire danni permanenti e migliorare la qualità di vita del paziente.
Per approfondire
Manuale MSD – Sindrome del tunnel cubitale: Descrizione dettagliata della sindrome del tunnel cubitale, inclusi sintomi, diagnosi e trattamento.
Policlinico di Sant’Orsola – Neuropatia del nervo ulnare al gomito: Informazioni sulle cause, sintomi e opzioni terapeutiche per la neuropatia del nervo ulnare al gomito.
