La sindrome di Rett è un disturbo neurologico raro che colpisce quasi esclusivamente le bambine, caratterizzato da una regressione dello sviluppo psicomotorio dopo un periodo iniziale di crescita normale. Questa condizione comporta la perdita delle abilità manuali acquisite, del linguaggio e l’insorgenza di movimenti stereotipati delle mani, accompagnati da altre manifestazioni cliniche.
Cos’è la sindrome di Rett
La sindrome di Rett è una malattia genetica del neurosviluppo che si manifesta principalmente nelle bambine. Dopo un periodo di sviluppo apparentemente normale nei primi 6-18 mesi di vita, le pazienti iniziano a mostrare una regressione delle capacità acquisite. Questa regressione include la perdita dell’uso intenzionale delle mani, del linguaggio e l’insorgenza di movimenti stereotipati delle mani, come il “lavaggio” o il “torcimento”. Altri sintomi comuni comprendono disturbi respiratori, scoliosi e crisi epilettiche. La sindrome è causata principalmente da mutazioni nel gene MECP2, situato sul cromosoma X, che svolge un ruolo cruciale nello sviluppo cerebrale. Sebbene la malattia colpisca prevalentemente le femmine, sono stati descritti rari casi nei maschi, spesso con un fenotipo più grave.
Regressione psicomotoria dopo i 6-18 mesi
Dopo un periodo iniziale di sviluppo normale, tra i 6 e i 18 mesi di età, le bambine affette da sindrome di Rett iniziano a mostrare un arresto e successivamente una regressione delle capacità psicomotorie. Questa fase è caratterizzata dalla perdita delle abilità manuali acquisite, come l’afferrare o manipolare oggetti, e dalla diminuzione dell’interesse per l’ambiente circostante. Il linguaggio verbale, precedentemente sviluppato, viene progressivamente perso, lasciando spazio a una comunicazione non verbale limitata. Durante questa fase, possono emergere movimenti stereotipati delle mani, come il “lavaggio” o il “torcimento”, che diventano una caratteristica distintiva della malattia. Inoltre, si osserva spesso una decelerazione della crescita della circonferenza cranica, portando a microcefalia acquisita.
Sintomi: stereotipie, apnee, scoliosi
La sindrome di Rett presenta una varietà di sintomi che influenzano diversi sistemi corporei. I movimenti stereotipati delle mani, come il “lavaggio” o il “torcimento”, sono tra le manifestazioni più caratteristiche e persistono nel tempo. Le pazienti possono sperimentare disturbi respiratori, tra cui apnee (interruzioni temporanee della respirazione) e iperventilazione, che possono verificarsi sia durante il sonno che nella veglia. La scoliosi, una curvatura anomala della colonna vertebrale, è comune e tende a progredire con l’età, richiedendo spesso interventi ortopedici o chirurgici. Altri sintomi includono crisi epilettiche, disturbi del sonno, bruxismo (digrignamento dei denti) e problemi gastrointestinali, come la stitichezza.
Diagnosi genetica MECP2
La diagnosi della sindrome di Rett si basa principalmente sull’osservazione clinica dei sintomi caratteristici, seguita dalla conferma mediante test genetici. Nel 95-97% dei casi di sindrome di Rett classica, si riscontrano mutazioni nel gene MECP2, situato sul cromosoma X. (orpha.net) Questo gene codifica per la proteina MeCP2, fondamentale nella regolazione dell’espressione genica durante lo sviluppo neuronale. Le mutazioni in MECP2 compromettono questa funzione, portando alle manifestazioni cliniche tipiche della malattia.

Le mutazioni più comuni in MECP2 includono sostituzioni di singoli nucleotidi, delezioni o inserzioni che alterano la struttura e la funzione della proteina. Sebbene la maggior parte dei casi sia dovuta a mutazioni de novo, esistono rare forme familiari. Inoltre, in una piccola percentuale di pazienti, la sindrome di Rett può essere associata a mutazioni in altri geni, come CDKL5 o FOXG1, che presentano fenotipi sovrapponibili. (burlo.trieste.it)
La diagnosi genetica prevede l’analisi del DNA estratto da un campione di sangue periferico, utilizzando tecniche come la sequenziamento Sanger o il sequenziamento di nuova generazione (NGS). Questi test identificano specifiche mutazioni in MECP2, confermando la diagnosi clinica. È importante sottolineare che, sebbene la presenza di una mutazione in MECP2 supporti fortemente la diagnosi, l’assenza di tale mutazione non esclude completamente la sindrome, data la possibile implicazione di altri geni.
La consulenza genetica è fondamentale per le famiglie, fornendo informazioni sul rischio di ricorrenza nelle future gravidanze e sulle implicazioni della diagnosi. Dato che la maggior parte delle mutazioni in MECP2 sono de novo, il rischio di ricorrenza è generalmente basso; tuttavia, in presenza di mosaicismo germinale, il rischio può aumentare.
Gestione sintomatica e riabilitativa
Attualmente, non esiste una cura definitiva per la sindrome di Rett; pertanto, la gestione si concentra sul trattamento sintomatico e sulla riabilitazione per migliorare la qualità della vita delle pazienti. Un approccio multidisciplinare è essenziale, coinvolgendo neurologi, fisioterapisti, logopedisti e altri specialisti. (prorett.org)
Le crisi epilettiche, presenti in una significativa percentuale di pazienti, vengono trattate con farmaci antiepilettici come il valproato di sodio, la lamotrigina e il levetiracetam. La scelta del farmaco deve essere personalizzata, considerando il tipo di crisi, l’età della paziente e le condizioni cliniche generali. È fondamentale monitorare attentamente la risposta al trattamento per evitare effetti collaterali eccessivi. (airett.it)
La riabilitazione motoria, attraverso la fisioterapia, mira a mantenere la mobilità, prevenire le deformità muscoloscheletriche e migliorare l’equilibrio e la coordinazione. La terapia occupazionale può aiutare a sviluppare abilità funzionali quotidiane, mentre la logopedia supporta le capacità comunicative, utilizzando anche strumenti di comunicazione aumentativa alternativa.
Recentemente, la ricerca ha portato all’approvazione della prima terapia farmacologica specifica per la sindrome di Rett. Sebbene i dettagli su questo trattamento siano ancora in fase di studio, rappresenta un passo significativo verso interventi più mirati. Parallelamente, studi preclinici hanno esplorato l’uso dell’IGF-1 (Insulin-like Growth Factor 1) per migliorare la funzione sinaptica e potenzialmente alleviare alcuni sintomi della malattia. (osservatoriomalattierare.it)
Per approfondire
Orphanet: Sindrome di Rett – Descrizione dettagliata della malattia, inclusi sintomi, eziologia e gestione.
Istituto Superiore di Sanità: Sindrome di Rett e diagnosi precoce – Informazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale per una diagnosi anticipata.
AIRETT: Aspetti clinici della Sindrome di Rett – Approfondimenti sugli aspetti clinici e terapeutici della malattia.
Osservatorio Malattie Rare: Prima terapia farmacologica per la Sindrome di Rett – Notizie sull’approvazione della prima terapia specifica.
ProRETT Ricerca ONLUS: Diagnosi e Trattamento – Informazioni su diagnosi e opzioni terapeutiche disponibili.
IRCCS Burlo Garofolo: Sindrome di Rett – Panoramica sulla malattia e contatti di riferimento.
